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martedì 16 giugno 2026

A Occidente Mercurio bacia la Luna

La notte scende lentamente sugli ultimi giorni di primavera e il cielo d'Occidente si anima di luci e di incontri; a sinistra brillano Venere e Giove, a destra vegliano Polluce e Castore, mentre al centro Mercurio si congiunge alla prima falce della Luna crescente.
Lì nello stesso angolo appena sopra l'orizzonte, stelle, pianeti e il nostro satellite compongono un quadro di rara bellezza.

Congiunzione Luna Mercurio con Venere e Giove; Polluce e Castore - 16 giugno 2026

In alto a sinistra Venere, segue Giove, Mercurio e la Luna, sopra Polluce, e Castore a destra  

lunedì 4 maggio 2026

Raggi di primavera

I raggi del sole e i profumi della primavera sono una carezza cosmica che attraversa il corpo, rilassa il pensiero e ci trasforma in vita che semplicemente sente se stessa.

Raggi di primavera

" ... Mai giorno di primavera era stato così serenamente bello; mai raggio più tiepido di sole aveva svolte per l'aria, in sottilissime vaporazioni, le fragranze dei fiori. Bei giorni, momenti beati, nei quali l'uomo, penetrato da quei raggi di sole, rallegrato da quelle fragranze, si sente vivere con voluttà, dimenticando un tratto la grave molestia dell'esser nato! ..."

L'olmo e l'edera - 1869
Anton Giulio Barrili

domenica 26 aprile 2026

Gibbosa crescente alta nel cielo

Gibbosa crescente 26 aprile 2026

" ... Mi destai; e si navigava come in propizia stagione. Era notte, una notte tranquilla, la luna era alta - gli uomini morti giacevano uno accanto all’altro.
Giacevano tutti insieme sul ponte, che pareva diventato un carnaio: tutti fissavan su di me i loro occhi impietriti che brillavano al lume della luna.
L’angoscia, la maledizione con la quale morirono, non era sparita mai: io non potevo staccare i miei occhi dai loro, nè sollevarli per pregare.
Ma finalmente questo incanto fu rotto: ancora una volta rivedevo l’oceano verde; e benchè spingessi lontano lo sguardo, non scorgevo quasi più nulla dei passati prodigi.
Ero come un uomo che in una via solitaria si avanza con timore e terrore, ed essendosi voltato un momento, ricammina senza più volger la testa; perchè sente che un orribil demonio è dietro i suoi passi.
Ma presto alitò una brezza su me, senza produrre suono nè moto; il suo passaggio non era sul mare, nell’onda, o nell’ombra.
Mi sollevava i capelli, mi sventolava su le gote, soave come uno zeffiro sui prati di primavera - si mescolava stranamente anch’essa con le mie paure, eppure la sentivo come un fausto saluto.
Rapida, rapida, filava la nave, eppur veleggiava soavemente; dolcemente spirava la brezza - e spirava sopra me solo.
Oh sogno di gioia! Quella ch’io vedo è davvero la punta del fanale? È quella la collina? quella la chiesa? è proprio questo il mio paese?
Si entrò in porto, e io pregai singhiozzando: Mio Dio fa che ora mi desti - o se questo è un sogno, fammi dormire per sempre!
L’acqua nel porto era limpida come cristallo, e sì placidamente stendevasi! la baia era tutta illuminata dal chiarore lunare.
La rupe risplendeva, e non meno la chiesa che è su la rupe; la luna illuminava in perfetto silenzio l’immobile banderuola.
La baia era tutta bianca nella tacita luce, quand’ecco sorgenti da essa varie forme, che erano ombre, apparvero in vermigli colori ..."

La leggenda del vecchio marinaro - 1798
Samuel Taylor Coleridge
Traduzione Enrico Nencioni

mercoledì 22 aprile 2026

Primavera d'intorno

"... Primavera d'intorno
brilla nell'aria, e per li campi esulta,
sí ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli contenti, a gara insieme
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il lor tempo migliore:
tu pensoso in disparte il tutto miri;
non compagni, non voli,
non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
canti, e cosí trapassi
dell'anno e di tua vita il piú bel fiore ..."

Il passero solitario - Canti 1831
Giacomo Leopardi

Vitelli al pascolo

Primavera d'intorno brilla nell'aria... e io mi ritrovo tre vitelli che mi fissano... mi regalano un sorriso, e così il più bel fiore dell'anno e della vita non trapassa senza allegria. Ma chi sa cosa avranno pensato loro di me che li fissavo?

lunedì 6 aprile 2026

Sul declinare del Lunedì dell'Angelo

Fresie del Lunedì dell'Angelo

Sul declinare del Lunedì dell'Angelo, che porta con sé la memoria dell'annuncio della Risurrezione, il giorno si piega con dolcezza verso il crepuscolo che si adagia sul mondo, la luce si ritira a poco a poco e tinteggia il cielo di oro tenue e viola profondo. Le celebrazioni pasquali giungono al loro naturale compimento intrise di primavera, custode della rinascita, che avvolge ogni istante con i suoi colori vivi, con il cielo terso e con i profumi discreti dei fiori. I suoni, che hanno vibrato nell'aria, con il canto degli uccelli, con le fronde frementi, con i ruscelli che scorrono tra le pietre e con il lieve brulichio degli insetti, adesso si attenuano, la sera abbraccia la terra, gli alberi, i cuori e mentre le prime stelle osano comparire, resta la sensazione che, anche nella quiete della notte nascente, pulsa ancora la vita, sottile e instancabile. 

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venerdì 20 marzo 2026

L'equinozio di primavera nel punto d'Ariete

Equinozio di  primavera 20 marzo 2026

L'equinozio di primavera è un istante di tregua cosmica, la luce e il buio si guardano negli occhi, come due rivali che riconoscono il valore dell'altro prima di riprendere la loro eterna contesa. Oggi durante la quarta settimana di Quaresima, questo istante prende vita alle 15.46 ora italiana, nel momento preciso in cui il Sole attraversa l'equatore celeste segnando l'inizio della primavera nell'emisfero nord.
Dietro questa apparente semplicità si nasconde una delle più profonde intuizioni della storia umana, i Babilonesi, osservatori pazienti e meticolosi, notarono che il Sole sorgeva esattamente a Est solo in due giorni dell'anno, punti fissi nel caos del tempo che presero il nome di equinozi e fu così che quello di primavera divenne l'inizio dell'anno, il fondamento del calendario e il primo tentativo di trasformare il cielo in una misura condivisa.
Nel II secolo a.C., Ipparco di Nicea, lavorando sull'isola di Rodi, fece una scoperta che avrebbe cambiato per sempre la nostra idea di universo; confrontando osservazioni distanti nel tempo, si accorse che il punto in cui il Sole si trovava all'equinozio di primavera, chiamato "punto d'Ariete", non era più lo stesso, si era spostato, di poco, lentissimo, quasi impercettibile, ma si era spostato.
Era la precessione degli equinozi, la lenta oscillazione dell'asse terrestre che sposta lentamente i punti equinoziali lungo lo zodiaco.
Con quella scoperta, il cosmo smise di essere percepito come immobile. Il cielo diventò storia, e la storia divenne astronomia.
Da circa duemila anni il punto d'Ariete, fossile linguistico dal punto di vista reale, è scivolato nella costellazione dei Pesci, e così è nata la cosiddetta Era dei Pesci simbolicamente collegata al cristianesimo, perché il pesce come ben sappiamo è uno dei primi emblemi dei cristiani, e l'inizio dell'era coincide approssimativamente con la nascita di Gesù; i valori tradizionali dei Pesci quali fede, compassione, introspezione, rispecchiano quelli della spiritualità e della devozione.
Indicativamente, tra il 2100 e il 2600, il punto d'Ariete entrerà nella costellazione dell'Acquario, dando inizio alla futura Era dell'Acquario e si crede che sarà un tempo di innovazione, libertà e fraternità collettiva perché i simboli dell'Acquario evocano progresso, apertura mentale e nuovi orizzonti per l'umanità.

Equinozio di primavera nella quarta settimana di Quaresima

Lieto equinozio di primavera!

Ecco il reel sull'equinozio di primavera


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lunedì 9 febbraio 2026

La danza tra l'inverno e la primavera

"... Fu così che il 9 di febbraio, all'inizio del disgelo, il villaggio di Iping si vide piovere dal cielo quello strano individuo. Il giorno seguente, tra la fanghiglia e la neve che cominciava a sciogliersi, arrivò anche il suo bagaglio – ed era davvero un bagaglio degno d'un siffatto padrone. C'erano, a dire il vero, anche un paio di bauli – come ci si aspetta che debba essere per ogni viaggiatore ragionevole – ma il grosso era costituito da una cassa di libri (libri voluminosi, ingombranti, alcuni dei quali scritti in una calligrafia illeggibile) e da più di una dozzina di scatole, casse e gabbie, piene di oggetti imballati nella paglia. «Bottiglie di vetro», aveva sentenziato Hall, dopo aver frugato disinvoltamente nella paglia. Lo straniero, imbacuccato in cappello, cappotto, guanti e sciarpa, uscì impazientemente incontro al carro di Fearenside, mentre Hall aveva attaccato una chiacchierata preliminare sul come dare una mano a portare dentro il bagaglio. Lo straniero uscì senza far caso al cane di Fearenside, che stava annusando amichevolmente le gambe di Hall. «Forza con quelle casse», disse. «Ho già dovuto aspettarle abbastanza». Scese i gradini, avvicinandosi alla parte posteriore del carro, come se intendesse afferrare la scatola più piccola ..."

L'uomo invisibile
Herbert George Wells
Traduzione Stefano Sudrié

Il 9 febbraio il cambio di passo tra l'inverno e la primavera è in atto, non è più il tempo dell'arrivo, ma quello della trasformazione. la neve perde la sua compattezza, la terra affiora, le strade si fanno incerte. È il tempo in cui ciò che era rigido comincia a farsi molle, e il mondo entra in uno stato vigile, come se stesse preparando il corpo a un cambiamento inevitabile. Allo straniero impaziente arrivano bauli, casse, gabbie, bottiglie di vetro e scatole che si fanno strumenti per risolvere lo stato in cui si trova in quello che, spera, sarà.

Disgelo in febbraio

"Febbraio...
... 9 Principio della Primavera."

Fasti
Ovidio
Traduzione Giambatista Bianchi di Siena

In un filo continuo che attraversa i secoli e la nostra stessa percezione del mondo, il fermento silenzioso che vive nascosto sotto la superficie del freddo comincia a reclamare spazio, un movimento cauto, lieve, quasi impercettibile è sentito, osservato e riconosciuto oggi come ieri. Ovidio, seguendo il calendario giuliano, pone al 9 febbraio il principio della primavera, una data convenzionale, che parla del disgelo, del lento sciogliersi del rigore invernale, ma ancora lontana dall'equinozio. La tramontana incomincia ad arretrare per lasciare il posto a Zefiro, e Venere, cinque giorni dalle none di febbraio, si leva e riappare dal mare all'alba, mentre l'inverno e la primavera danzano insieme, la stagione più antica conduce la più giovane, guida i suoi passi, impone il ritmo, ne accompagna i gesti, ne sorregge la fragilità, la richiama a sé ogni volta che tenta un passo troppo audace. Le tracce del freddo restano profonde, come ricorda Ovidio, perché la primavera avvolta dal sonno ancora non sta del tutto sulle sue gambe.

"... O, se temeva alcun della gelata
Tramontana il rigor, goda; che fassi
Lo Zefiro a svegliare aura più grata.
L'Astro forier del giorno ormai vedrassi
Chiaro dal mar la quinta volta uscire;
E darà primavera i primi passi.
Non t'ingannar però; resta a venire,
Resta di freddo altro rigore ancora:
Lasciò il verno gran tracce in sul partire.
Venga la terza notte; ed in brev'ora
Dell'Orsa tu vedrai il pigro Custode
Ambe le piante aver cavato fuora ..."

Fasti
Ovidio
Traduzione Giambatista Bianchi di Siena

giovedì 20 marzo 2025

Madre Terra all'equinozio di primavera

Varrone nel suo Dell'Agricoltura spiega che il tempo è di due maniere, uno segue il ciclo annuale de sole e l'altro il ciclo della luna. Il ciclo solare è diviso in quattro stagioni di tre mesi ciascuna e:

" ... In primavera bisogna arar la terra dura, non tanto perchè si sradichino tulle le produzioni spontanee nate dalla terra, prima che lascino cadere i loro semi, quanto perchè le zolle che nell'istesso tempo s’innalzano dall’aratro sieno al caso di essere riscaldate dal sole, e più disposte a ricever la pioggia, e quindi essendo ammollite, più facilmente fanno il loro uffizio. Nè bisogna arar la terra meno di due volte: sarà meglio però ararla tre volte ..."

Dell'agricoltura - libri tre
Marcus Terentius Varro
Traduzione Gian Girolamo Pagani
 
Madre Terra e l'equilibrio tra ore di luce e buio all'equinozio di primavera

Madre Terra e l'equilibrio tra ore di luce e buio all'equinozio di primavera

L'equinozio di primavera oggi alle 10.01 ha allineato le ore di luce alle di ore di buio e Madre Terra è uscita dal letargo invernale per diventare produttiva.

Equinozio di primavera

Lieto Equinozio di primavera!

Il reel sull'equinozio di primavera potrà vederlo solo chi mi segue su instagram

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mercoledì 24 aprile 2024

Fili d'erba

Erba che il piede preme, o creatura
umile de la terra, tu che nasci
ovunque, in fili tenui ed in fasci,
e da la gleba e da la fenditura,

e sempre viva attendi la futura
primavera nei geli orridi, e pasci
l’armento innumerevole, e rinasci,
pur sempre viva dopo mietitura,

erba immortale, o tu che il piede preme,
io so d’un uomo che gittò nel mondo
un seme come il tuo dolce e tenace;

e nulla può distruggere quel seme...
- Pensa l’Anima un carcere profondo
ove l’erba germoglia umile in pace.

Poema paradisiaco Hortulus Animae - L'erba - 1892
Gabriele D'Annunzio

Fili d'erba

martedì 2 aprile 2024

Del girasole

La natura dopo il riposo invernale, giorno dopo giorno, si sta risvegliando e i primi germogli fanno capolino dal grembo accogliente di Madre Terra.

Germogli di Girasoli

Germogli di Girasoli

Germogli di Girasoli

" Il girasole (helianthus girans, heliotropium), che ormai è confinato solo in qualche giardino, era una volta coltivato in grande per trarne olio dai semi. Questa pianta è conosciuta da tutti, vuole terren sciolto e buon concime. Si pianta in primavera col foraterra, dopo il lavoro, alla distanza di 0m,50 o 0m,60 fra ciascun buco, nel quale si gettano due o tre semi. Cresciute le pianticelle a 0m,15 si zappano, lasciandone una sola per ceppo: si ripete una seconda zappatura quando abbiano l’altezza di 0m,65 circa, ed in seguito la pianta crescendo e ramificando rapidamente non permette quasi più l’ingresso nel campo. I frutti non maturano tutti simultaneamente, essendo che la pianta ramifica crescendo; però alla fine di settembre convien tagliare i primi e più maturi, indi estirpare le piante lasciandovi uniti gli ultimi, i quali in parte continuano a maturare, disponendo in piedi le piante in luogo coperto, arioso ed esposto al sole.

Secondo un computo, che mi sembra alquanto esagerato, cento piante di girasole possono dare tanto seme da fornire chilog. 3.60 circa d’olio, per il che potendosene contenere 40,000 in un ettaro, si avrebbero chilog. 1300 circa di olio, il quale, fosse anche del valore di franchi 1 al chilogrammo, rappresenterebbe sempre un prodotto quadruplo di quello della madia. Questa pianta avrebbe inoltre il vantaggio sopra molte altre di soffrir poco le intemperie e l’asciutto, purchè il terreno sia soffice e ben concimato. Il suo fogliame è mangiato avidamente dal bestiame, ed i suoi steli forniscono un combustibile migliore di quello degli steli di melgone. Il tortello residuo dev’essere molto ricco d’azoto. Finalmente sembra che questa pianta, come il pero di terra o topinabò, assorba molto dall’atmosfera e non dimagri molto il terreno, il quale resta mondo dalle male erbe, per la molt’ombra che fa, e così meglio preparato per una seconda coltivazione. "

Trattato completo di agricoltura compilato dietro le più recenti cognizioni scientifiche e pratiche dal dott. Gaetano Cantoni
1855

Germogli di Girasoli

Germogli di Girasoli

Germogli di Girasoli

Per ulteriori informazioni:

mercoledì 20 marzo 2024

Aria di primavera

L'equinozio di primavera* è iconograficamente raffigurato da un giovane uomo mentre la stagione che introduce è descritta da una giovane fanciulla in abito verde, sempre gaia e sorridente, mostra i denti bianchi, le labbra color corallo e il capo cinto da una corona di mortella, equivalente al mirto, o di fiori prodotti dalla terra del dolce tempo ricca di umori generativi.

" ... Gli sta da la man destra una donzella,
Ne mai sta, che non rida, giochi, ò balli.
È la stagion, che verde ha la gonella
Sparta di bianchi fior vermigli, e gialli.
Di rose, e latte è la sua faccia bella;
Son perle i denti, e le labra coralli:
E ghirlande le fan di varij fiori
Scherzando seco i suoi lascivi amori... "

Le Metamorfosi - Libro Secondo
Publio Ovidio Nasone
Traduzione Giovanni Andrea Dell'Anguillara

" Non vedi come l’anno procede in quattro fasi una dopo l’altra,
a imitazione di quelle dell’età umana?
Infatti, a primavera è tenero e lattante e molto simile all’età della puerizia:
allora l’erba nata da poco e senza vigore si gonfia
e così delicata alimenta la speranza dei coltivatori.
Allora tutto è in fiore e il fertile campo è ridente per i colori dei fiori,
ma nelle fronde non c’è ancora un po’ di forza ... "

Le Metamorfosi - Libro Decimoquinto
Ovidio
A cura di Nino Scivoletto

" ... Ora il nitido capo cinger puossi di verde mortella
O di fiori che il suol molle produce ... "

Odi - IV
Orazio
Traduzione Mario Rapisardi

Primavera - Le stagioni dell’anno - Cesare Ripa - Jean Baudoin - 1677

Primavera - Le stagioni dell’anno - Cesare Ripa - Jean Baudoin - 1677

Circondata da animali gioiosi tra cui spiccano i nuovi nati, la Primavera, con le mani, tiene le primizie floreali e fruttifere che andranno a comporre delle ghirlande in un'atmosfera festante, descritta nel I Libro dei Fasti da Ovidio che pone la domanda sul perché il nuovo anno inizi nella stagione austera e non più in quella più bella:

" ... Dimmi perché nella stagione austera
Il nuovo anno comincia; e non in quella
Che più propria saria, di primavera?
Tutto fiorisce allor, nuova e più bella
Quella stagione appare; e dalla vite
Feconda spunta allor gemma novella.
E de i prodotti or or tralci vestite
Son l'aite piante; e le semente alquanto
Son sopra il suol colle nuov'erbe uscite,
L'aer tiepido fan gli augei col canto
Risonar dolcemente; e il gregge fido
Dei prati ama ruzzar sul verde ammanto.
Allora i dì son gai; da ignoto lido
A noi ne vien la rondinella, e forma
Col loto sotto un'alta trave il nido.
Allor r aratro soffre, e si riforma
Co i rastri il campo: onde il nuov'anno in questo
Tempo dovea stampar la sua prim'orma..."

I Fasti Libro I
Publio Ovidio Nasone
Traduzione Giambattista Bianchi di Siena

L'equinozio di primavera* = Oggi 20 marzo 2024 alle 4.06 in Italia è arrivata la primavera

Lieto equinozio e felice primavera!


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