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domenica 31 ottobre 2021

La Vigilia di Ognissanti nasce a Roma

Iconoclasti in una chiesa - 1630 - Dirck van Delen Rijksmuseum -  Amsterdam - Paesi Bassi

Iconoclasti in una chiesa 
1630 
Dirck van Delen
 Rijksmuseum  
Amsterdam Paesi Bassi

Leone III Isaurico, in greco Λέων Γ΄ ό Ίσαυρος/Leōn ho Isauros, imperatore cristiano dell'Impero Romano d'Oriente dal 717 al 741, abbraccia l'ideologia eretica dei pauliciani e nel 726, decimo anno del suo regno, per vietare l'esposizione e il culto delle immagini sacre, che porta al cristianesimo un'accusa di idolatria da parte dei musulmani, promulga il primo decreto sull'iconoclastia, dal greco εἰκονοκλάστης/eikonoklástēs composto da εἰκόν/eikón - immagineκλαστης/klástēs dal verbo κλάω/kláo - spezzo.
Gregorio III che sale sul trono pontificio dopo la morte di Gregorio II, porta avanti la contrapposizione all'iconoclastia iniziata dal suo predecessore e il 1° novembre del 731 convoca un sinodo in cui viene confermato il culto delle immagini sacre, ovvero, il culto di Cristo incarnato che le immagini rappresentano e sottoscrive la scomunica per chiunque levi, offenda e distrugga le immagini di Cristo, di Maria, degli apostoli e di tutti i santi; prosegue su questa strada e tra il 732 e il 741 fa restaurare la Basilica di San Pietro e fa costruire una cappella per le reliquie degli apostoli, martiri e confessori il cui anniversario viene consacrato al 1° novembre.
Questo è il contesto storico che dirige la festa di Ognissanti verso il 1° novembre, data che nel calendario giuliano viene confermata da Gregorio IV in quanto i fedeli hanno portato a termine i lavori agricoli annuali e senza incombenze sono più liberi di partecipare alla celebrazione religiosa.

" ... Ma conciosia che una moltitudine de gente confluivano a tal festività, e per mancamento di vettovaglie non potevano attendere a la celebrazione. Et però un Papa Gregorio istituì esser celebrata questa festività il primo di de Novembre. Et questo quando pare esser maggior copia di vittualie celebrate le raccolte, e le vendemmie, e ordinò che fusse per tutto il mondo solennemente celebrato questo giorno in honor de tutti i santi ... "

De la commemoratione de tutti li santi - La leggenda aurea
Jacopo da Varagine
Traduzione Nicolo Manerbio

La festa cattolica di Ognissanti che si celebra il primo novembre ci porta a parlare della Vigilia di Tutti i Santi che in inglese viene tradotta con il termine Halloween contrazione di All hallow even, e Halloween dove ci porta? Ci porta a parlare della festa di Samhain, il cui nome, dal vecchio irlandese Samain, è attestato per la prima volta nel 10° secolo d. C. dai monaci amanuensi che trascrivono i racconti della mitologia irlandese:

" ... Il lunedì dopo la festa autunnale di samain loro partirono. Viaggiarono a sud-est da Crúachain Aí, oltre Mucc Cruinb, oltre Terloch Teóra Crích, oltre Túaim Móna, oltre Cúil Silinne ... "

Táin Bó Cúailnge/The Cattle Raid of Cooley - Il raid del bestiame di Cooley
Tratto dal Lebor na hUidre - Libro della mucca Dun
Manoscritto compilato nel monastero di Clonmacnoise tra la fine dell'XI secolo e l'inizio XII secolo.
Liberamente tradotto da me medesima

Samhain, dalla composizione di sam - estate e  fuin - fine, è il raduno di fine estate del calendario lunare celtico* e secondo una delle ipotesi moderne inizia con la levata eliaca di Antares nella seconda metà del mese di samonios quando la luna si trova nella fase di ultimo quarto, quindi, chi assume un atteggiamento intellettualmente disonesto, senza sostanza, alquanto pretenzioso e stizzoso nei confronti del cristianesimo, "colpevole" a quanto pare di esser stato scelto come religione ufficiale dell'Impero Romano e di aver gestito il calendario giuliano e successivamente il gregoriano, perché, rispettandone la natura "originaria", non festeggia Samhain nel giorno del calendario lunare celtico che la rappresenta e che ovviamente non può cadere ogni anno il 1° novembre e invece la celebra nel giorno della festa cattolica della Vigilia di Ognissanti - Halloween che nasce per onorare i santi e che accoglie la conversione dei pagani insoddisfatti con la mente in evoluzione e la spiritualità in fermento, disancorati dal paganesimo, ma non dalle abitudini, già abbondantemente arricchite e contaminate dai culti romani? 

calendario lunare celtico* = il calendario lunare celtico probabilmente iniziava al primo quarto di luna e anche i mesi che venivano divisi in due quindicine, la prima quindicina corrisponde al periodo di luce, parte dal primo quarto di luna e si conclude con il plenilunio, la seconda quindicina corrisponde al periodo di oscurità, parte dall'ultimo quarto di luna e si conclude al novilunio; 30 giorni formano un mese MAT - fortunato, con due quindicine complete, e 29 giorni formano un mese ANMAT - sfortunato, con due quindicine di cui una incompleta. In questo calendario Samhain, è popolarmente associato a Trinox  Samoni una festività, l'unica citata, che cade nella seconda quindicina del mese di samonios che non sappiamo se corrisponde a novembre, a maggio...  o forse a nessuno dei due. Per ulteriori dettagli Il Calendario di Coligny e Samhain, Ognissanti e Commemorazione dei Defunti, un esempio di calendario celtico risalente al II secolo d. C.  che potrebbe non corrispondere a quello usato tradizionalmente; la precisazione è dovuta per la datazione tarda. 

" Non bisogna dimenticare a questo proposito anche l'ammirazione di cui il vischio è fatto oggetto in Gallia. I Druidi - così si chiamano i maghi di quei paesi - non considerano niente più sacro del vischio e dell'albero su cui esso cresce, purché si tratti di un rovere. Già scelgono come sacri i boschi di rovere in quanto tali, e non compiono alcun rito religioso se non hanno fronde di questo albero, tanto che il termine di Druidi può sembrare di derivazione greca. In realtà essi ritengono tutto ciò che nasce sulle piante di rovere come inviato dal cielo, un segno che l'albero è stato scelto dalla divinità stessa. Peraltro il vischio di rovere è molto raro a trovarsi e quando viene scoperto lo si raccoglie con grande devozione: innanzi tutto al sesto giorno della luna (che segna per loro l'inizio del mese e dell'anno e del secolo, ogni trent'anni ), e questo perché in tale giorno la luna ha già abbastanza forza e non è a mezzo. Il nome che hanno dato al vischio significa « che guarisce tutto). Dopo aver apprestato secondo il rituale il sacrificio e il banchetto ai piedi dell'albero, fanno avvicinare due tori bianchi a cui per la prima volta vengono legate le corna. Il sacerdote, vestito di bianco, sale sull'albero, taglia il vischio con un falcetto d'oro e lo raccoglie in un panno bianco. Poi immolano le vittime, pregando il dio perché renda il suo dono propizio a coloro ai quali lo ha destinato. Ritengono che il vischio, preso in pozione, dia la capacità di riprodursi a qualunque animale sterile, e che sia un rimedio contro tutti i veleni: così grande è la devozione che certi popoli rivolgono a cose per lo più prive d'importanza. "

Libro XVI - 95 - Storia naturale
Traduzione Francesca Lechi

I precursori di Cristo con santi e martiri, 1423-24 - Dalla predella della Pala di Fiesole - Fra Giovanni Angelico da Fiesole -National Gallery Londra

I precursori di Cristo con santi e martiri, 1423-24 - Dalla predella della Pala di Fiesole - Fra Giovanni Angelico da Fiesole -National Gallery Londra

Nota - Giusto per puntualizzare, quasi tutto ciò che oggi raccontiamo delle feste celtiche è per lo più una ricostruzione ipotetica ammantata di poesia; la documentazione che in parte proviene dai romani e in buona parte dagli scritti degli amanuensi cri - stia - ni, è talmente scarsa da non poter convalidare con certezza la ritualità dei culti.

I druidi " ... Non ritengono lecito scrivere i loro sacri precetti; invece per gli altri affari, sia pubblici che privati, usano l’alfabeto greco. Mi sembra che due siano le ragioni per cui essi evitano la scrittura: prima di tutto perché non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione siano risapute dal volgo, poi perché i discepoli non le studino con minore diligenza, confidando negli scritti (accade, infatti, quasi a tutti che, fidando sull’aiuto della scrittura, non si tenga in esercizio la memoria). Il principale loro insegnamento è l’immortalità dell’anima e la sua migrazione, dopo la morte, da un corpo all’altro; essi ritengono che questa dottrina, eliminato il timore della morte, sia il più grande incitamento al valore.Vengono anche trattate ed insegnate ai giovani molte questioni sugli astri e i loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della terra, sulla natura, sulla essenza e sul potere degli dèi ... "

La guerra gallica
Giulio Cesare
Libro VI -14
Traduzione di Fausto Brindesi

La vigilia di Ognissanti non ha un'origine* pagana, è un momento liturgico preparatorio già presente nella prassi romana che viene formalizzato in un profilo eucaristico, nel IX secolo, in ambito carolingio e rafforzato con l'universalizzazione della festa di Ognissanti da parte di Papa Gregorio IV, in quel di Roma, dove nel IV secolo nasce il concetto di vigilia liturgica associato alle solennità della Pasqua, che già dal II secolo aveva una sua veglia, e al Natale; nel VII secolo viene esteso all'Epifania e alla Pentecoste.
In pieno cristianesimo, la vigilia si consolida come parte della prassi liturgica che accompagna le grandi celebrazioni. Essa si radica in una cultura spirituale plurimillenaria, che include la tradizione ebraica da cui il cristianesimo proviene, e che concepisce il tempo sacro come passaggio dall'oscurità alla luce (Vedi Vigilia della Commemorazione dei Defunti).
Con l'espansione del cristianesimo nei paesi anglofoni, la vigilia prende il nome di All Hallows'Eve, da cui deriva Halloween, come documentano anche i breviari romani della Chiesa Cattolica.

origine* = dal latino ŏrīgo derivazione del verbo intransitivo deponente di IV coniugazione ŏrĭor - alzarsi, cominciare, levarsi, nascere, provenire, sorgere, spuntare ... 

Hallow E'en and All Hallow Mas -The Roman breviary reformed by order of the Holy Oecumenical council of Trent - Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - Bute's Breviary - 1879

Hallow E'en and All Hallow Mas -The Roman breviary reformed by order of the Holy Oecumenical council of Trent - Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - Bute's Breviary - 1879


Hallow E'en and All Hallow Mas -The Roman breviary reformed by order of the Holy Oecumenical council of Trent - Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - Bute's Breviary - 1879 - Dettaglio

Esprimo i miei auguri di buon Samhain a tutti i neopagani che non sentono la necessità di arrampicarsi sugli specchi e di infangare il cristianesimo per seguire la loro spiritualità.
Buona Vigilia di Ognissanti - Halloween, buon Ognissanti e buona Commemorazione dei Defunti a tutti.

Hallow E'en - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute  1847-1900 - 1908

Hallow E'en - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute  1847-1900 - 1908

Hallow E'en - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute  1847-1900 - 1908 - Dettaglio

Hallow E'en - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute  1847-1900 - 1908 - Dettaglio

All Hallow Mas - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - 1908

All Hallow Mas - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - 1908
 
All Hallow Mas - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - 1908 - Dettaglio

All Hallow Mas - The Roman breviary Reformed by order of the Holy cumenical Council of Trent by Catholic Church - John Patrick Crichton-Stuart  Marquess of  Bute 1847-1900 - 1908 - Dettaglio

" ... Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno ... "

Genesi 1- 4,5

 Per ulteriori informazioni:


Posti liberi: 14
Giorni prenotabili: 1 dicembre - 2 dicembre - 3 dicembre - 4 dicembre - 5 dicembre - 6 dicembre - 7 dicembre - 8 dicembre - 9 dicembre - 10 dicembre - 11 dicembre - 12 dicembre - 13 dicembre - 14 dicembre - 15 dicembre - 16 dicembre - 17 dicembre - 18 dicembre - 19 dicembre - 20 dicembre - 21 dicembre - 22 dicembre - 23 dicembre - 24 dicembre
Giorni sospesi: 25 dicembre  

sabato 31 luglio 2021

Lugnasad

Balor il Bailcbemnioch - Dai Colpi Possenti, re dei fomóire delle Insí Gall - isole Ebridi, assume il titolo di Birugderc - Occhio Malvagio perché da piccolo, mentre osserva un druido da un buco sul tetto, il fumo di una pozione che bolle nel calderone gli entra in un occhio e gli fa acquisire il potere di uccidere ogni uomo che guarda, per questo la palpebra viene dotata di una maniglia e nelle guerre viene aperta da quattro soldati per vincere il nemico. Lui è figlio di Dót, nipote di Nét, sposo di Ceithlenn Dai Denti Storti e padre di Ethné che fin dalla nascita è condannata a una vita solitaria a causa di una profezia che predice la morte di Balor per mano del nipote. La fanciulla controllata da 12 nutrici vive in una torre di vetro sull'isola di Tór Inis, cresce, passa il tempo guardando il mare, vede le curaig condotte dagli uomini e si fa un'idea di come sono fatti, di notte un ragazzo di bell'aspetto visita i suoi sogni e lei incosapevolmente si innamora.
Balor nel frattempo chiede all'artigiano Gobaun delle Túatha Dé Danann di Ériu di costruirgli un palazzo e lui lo edifica con l'aiuto di suo figlio il giovane Gobaun. Il palazzo è talmente bello che Balor non vuole che altri possano averlo uguale al suo e quando Gobaun e il figlio sono sulla cima del tetto decide di far togliere le impalcature che circondano il palazzo in modo che i due muoiano di fame, ma Gobaun inizia a distruggere piano dopo piano la sua opera e Balor che non ha intenzione di perdere quel capolavoro li fa scendere imponendogli di ricostruire ciò che è stato distrutto, Gobaun però sostiene che per poterlo fare ha bisogno di alcuni strumenti che si trovano in casa sua a Ériu, Balor non può lasciare che siano Gobaun o il giovane Gobaun a recuperarli e quindi manda suo figlio che seguendo le indicazioni di Gobaun giunge a Ériu, si incammina sulla strada che lo conduce a una casa con davanti un covone di grano, entra e vede un bambino con un solo occhio e una donna con una sola mano che gli dice che per prendere gli strumenti deve entrare in una cassapanca perché si trovano sul fondo, lui entra e viene bloccato all'interno dalla donna che invia un messaggio a Balor in cui gli dice che libererà suo figlio quando Gobaun e il giovane Gobaun torneranno a casa con il giusto compenso per il lavoro svolto, il re non può che accettare la richiesta e li lascia andare dopo essersi fatto dare il nome di un altro artigiano in grado di riparare il palazzo. Gobaun ritorna a Ériu e suggerisce al nuovo artigiano Gavidjeen Go di chiedere come compenso la mucca grigia che con una sola mungitura riesce a produrre tanto latte da riempire 20 barili. Gavidjeen Go si reca a Tór Inis, ripara il palazzo e ottiene la sua ricompensa, ma non la cavezza magica necessaria per non far tornare la mucca dal suo precedente proprietario. Kian figlio di Kontje è uno dei ragazzi che in cambio di una spada forgiata da Gavidjeen Go si assume il compito di controllare la mucca grigia, consapevole del fatto che se scappa lui perderà la vita. Un giorno durante il suo turno Kian figlio di Kontje non trova più la mucca, ne segue le tracce fino al mare e mentre capisce che è tornata da Balor si avvicina alla riva Mananáun mac Lir detto Figlio del Mare e con il suo corach porta Kian figlio di Kontje a Tór Inis; in cambio riceverà la metà di ciò che il ragazzo condurrà con sé al ritorno.
Nel regno di Balor non c'è il fuoco e Kian figlio di Kontje lo accende per cucinarsi qualcosa da mangiare, il gesto lo fa diventare fuochista e cuoco della casa reale.

Kian trova la figlia di Balor - Illustrazione di Harold Robert Millar per Celtic myth and legend poetry and romance - Charles Squire - 1910

Kian trova la figlia di Balor - Illustrazione di Harold Robert Millar per Celtic myth and legend poetry and romance - Charles Squire - 1910

Durante una perlustrazione dell'isola, Kian figlio di Kontje vede la Tór Mór dove si reca Balor, si incuriosisce e possedendo l'abilità di aprire le serrature riesce a entrare e accende un fuoco che viene visto da Ethné che riconosce in Kian l'uomo che di notte visita i suoi sogni, i due si frequentano ed Ethné rimane incinta, partorisce e affida il bambino a Kian figlio di Kontje che lo porta via da Tór Inis insieme alla mucca con l'aiuto di Mananáun mac Lir detto il Figlio del Mare che torna sull'isola perché ha la capacità di sentire i pensieri di Kian figlio di Kontje. Ogni promessa è debito per cui visto che Kian figlio di Kontje deve dare a Mananáun mac Lir la metà di ciò cha ha condotto con sé e poiché un bambino non può essere spezzato in due, Kian figlio di Kontje affida suo figlio a Mananáun mac Lir detto il Figlio del Mare che gli assicura che farà di lui il più grande campione esistente al mondo e lo appella Dul Dauna - Ciecamente Ostinato

La lancia magica di Lugh - Illustrazione di Harold Robert Millar per Celtic myth and legend poetry and romance - Charles Squire - 1910

La lancia magica di Lugh - Illustrazione di Harold Robert Millar per Celtic myth and legend poetry and romance - Charles Squire - 1910

Dual Dauna cresce, diventa un campione e brandisce con abilità la sua spear lúin, spear - lancia e lúin da luisne - fiammeggiante/sfolgorante, che gli conferisce il titolo di Lámfada - Dal Lungo Braccio e che usa per uccidere il nonno Balor realizzando la profezia.

Mananaun in West Irish Folk-Tales di William Larminie - 1893

Mananaun in West Irish Folk-Tales di William Larminie - 1893

"Ora, Kian, figlio di Contje, sei sano e salvo a casa, e cosa mi darai per questo?"
"Non ho altro che il ragazzo, e non andremo a fare due metà di lui, ma te lo darò interamente."
"Ti sono grato. Questo è quello che volevo. Non ci sarà nessun campione al mondo buono come lui", disse Mananaun.
Questo è il nome con cui Mananaun battezzò lui il Dul Dauna.

Liberamente tradotto da me medesima

Pongo ora una nota: Nel "Cath Maige TuiredLa battaglia di Mag Tuired", composto tra il IX e XI secolo e redatto nel XVI secolo dagli amanuensi nei monasteri cristiani, Dual Dauna celebra, nella festa di Lughnasadh, Tailtiu o Tailté, figlia di Magmór, moglie prima di Eochaid mac Eirc, re dei Fir Bólg, e poi di Eochaid Garb dei Túatha Dé Dánann. La celebrazione ricorda la sua morte e il sacrificio compiuto per rendere fertile la terra, diventando così simbolo della prosperità agricola e del legame tra l'uomo e la natura. Il nome della festa, "Lughnasadhh - assemblea di Lugh" , indica invece Lugh come patrono simbolico della celebrazione, garante del buon governo e delle arti, senza che egli abbia un ruolo di figlio o di affidato nei confronti di Tailtiu. Lugh è affidato a Tailtiu tramite la pratica del "fosterage - madre o protettore adottivo" , ossia viene allevato e istruito sotto la sua tutela, questo significa che Tailtiu assume il ruolo di madre adottiva nel senso celtico del termine, responsabile della sua crescita e educazione.
Nel "West Irish Folk-Tales" di William Larminie, invece che a quanto si dice raccoglie la millenaria tradizione orale della mitologia irlandese, in realtà popolare post-medievale, pubblicato per la prima volta nel 1893, Dual Dauna è affidato a Mananáun mac Lirm; ma si tratta di una versione folklorica tardiva e non collegata ai testi medievali.
Dual Dauna conosciuto come Lugh in epoca vittoriana per evemerizzazione viene percepito come dio del sole assimilato al dio greco/romano Apollo a causa di un'ipotesi etimologica che deriva il nome dell'eroe dalla radice proto-indoeuropea leuk* che sta per luce lampeggiante, ma poichè la k proto-indeuropea non ha mai prodotto fonologicamente la g proto-celtica, i linguisti specializzati nelle lingue celtiche bocciano questa congettura che come abbiamo visto non trova riscontro neanche nei racconti mitologici; Lugh per la sua caratteristica di inventore delle arti corrisponde di più al Mercurio romano di cui parla Giulio Cesare:

" Il dio che onorano di piu è Mercurio: le sue statue sono le piu numerose; lo considerano l'inventore di tutte le arti, la guida degli uomini per le strade e nei viaggi, pensano che abbia la maggiore potenza nel lucro e nel commercio ... "

De bello gallico - Libro VI . 17, I
Caio Giulio Cesare
Traduzione Adriano Pennacini

Comunque sia Thomas H. Nally nel 1922 ci tiene a precisare che i personaggi del folklore irlandese non sono dei ma uomini.

Tailté in The Aonac Tailteann and the Tailteann games - their origin, history, and ancient associations - Thomas H. Nally - 1922

Tailté in The Aonac Tailteann and the Tailteann games - their origin, history, and ancient associations - Thomas H. Nally - 1922

" A differenza degli assurdi mitologici dei e dee, a cui, per la voglia di più ideali stimolanti, gli antichi greci istituivano i loro giochi e dedicavano i loro templi, Tailté era un vero personaggio, un normale essere umano, dotato di attributi umani ordinari e alti risultati. Lei non era un impossibile mito, come Minerva, Giunone, Giove, o esseri immaginari di quel tipo. "

Liberamente tradotto da me medesima

Nel 43 a.C. tra il 9 e il 10 ottobre Munazio Planco su mandato del Senato romano fonda Colonia Copia Felix Munatia Lugudunum che nel 27 a. C. sotto Augusto viene eletta capitale delle provincie romane in Gallia, l'odierna Lione che in sostanza sta per Colonia l'Abbondante, la Fertile, la Munazio, La Collina/Dunum di Lugus/Campione, toponimo congeniale alla derivazione etimologica del nome Lugh.

Plutarco nella sua fondazione leggendaria dà questa versione:
" ... L'Arar è un corso d'acqua della Gallia celtica, così chiamato fino alla sua riunione con il Rodano 
 ... Nei pressi di questo fiume si alza un monte chiamato Lougdounoun; ha cambiato nome per il seguente motivo: Mômoros e Atepomaros, cacciati dal potere da Seseroneus, si stabilirono su questa collina, obbedendo ad un oracolo, per fondarvi una città. Quando scavavano le fondamenta, d'un colpo apparvero dei corvi, volando d'ogni lato, che riempirono gli alberi. Allora, Mômoros, esperto nei presagi, chiamò questa città Lougdounon. In effetti, nel loro dialetto, il corvo si chiama lougos e una collina dounon come scrive Clitofone nel libro 13 delle fondazioni urbane ... "

De fluviis - VI
Plutarco

Nel 12 a.C a Lugudunum fu eretto da Druso maggiore il Santuario Federale delle Tre Gallie e ogni anno, il primo di agosto, il Concilium Galliarum - Consiglio delle Gallie formato dai delegati delle sessanta nazioni galliche vi si riuniva in assemblea intorno all'altare consacrato ad Augusto e a Roma. Le celebrazioni prevedevano concorsi di eloquenza e poesia, giochi, processioni e sacrifici.

" ... Pochi sono oggi i dubbi sull'origine propriamente romana del culto e delle istituzioni del Santuario: non si crede più che questo culto si sia innestato su quello di un'eminente divinità autoctona, un dio Lug di cui sfuggono natura e caratteri. Le testimonianze degli autori antichi sulle origini del culto imperiale nelle province non lasciano ambiguità su questo argomento, e conosciamo con sufficiente precisione le circostanze della costruzione dell'altare di Lione. Dedicato a Roma e ad Augusto, sottopose i notabili gallici a una nuova ideologia, in un momento in cui gravava su di loro il peso di un nuovo sistema fiscale che li aveva spinti sull'orlo di una rivolta generale ... "

Galli e lionesi
Louis Maurin
Liberamente tradotto da me medesima

Louis Maurin con le sue parole dimostra in maniera perfetta come la mancanza di fonti storiche infici la possibilità di comporre il culto e il profilo di un oscuro Lugh che nel mito il primo agosto, nella festività di Lugsanad, celebra la madre adottiva Tailté morta allo stremo delle forze per aver spianato da sola un intero bosco da offrire alla coltivazione agricola. Il suo nome deriva dal toponimo di Tailtin, l'odierno paese Teltown della contea di Meath, e si rifà alla parola telediw di origine brittonica che significa bello - ben formato.

Buon Lugnasad!

Per chi è interessato


mercoledì 31 ottobre 2012

Il Calendario di Coligny e Samhain, Ognissanti e Commemorazione dei Defunti

Nel novembre 1897 a Coligny, un comune francese del dipartimento di Ain, il signor Roux ritrovò in un pozzo una statua del dio Marte e 73 frammenti di una tavola bronzea risalente al II secolo d.C. su cui era stato inciso, in lingua gallica e caratteri latini, un antico calendario celtico lunisolare composto da 62 mesi complessivi ovvero: 


1 - ben cinque anni sinodici - lunari formati da 355 giorni ciascuno, distribuiti in 12 mesi di 30 giorni definiti MAT - fausti e 29 giorni definiti ANMAT - infausti, suddivisi a loro volta in due quindicine separate dalla parola ATENOVOX- di nuovo all'oscurità.

Il calendario di Coligny - Dettaglio

Ogni mese iniziava probabilmente la notte della fase del primo quarto di luna, quindi la prima quindicina che comprendeva la fase del primo quarto di luna e il plenilunio veniva definita come il tempo della luce e l'ultima quindicina che comprendeva la fase dell'ultimo quarto di luna e il novilunio veniva definita il tempo dell'oscurità. 

Perciò non calcolano il tempo 
contando i giorni, ma le notti: 
le date natalizie, i principi dei 
mesi e degli anni sono contati 
facendo incominciare la giornata 
con la notte. 

De Bello Gallico VI - 18 
Caio Giulio Cesare

Il calendario di Coligny - Dettaglio

Nomi dei mesi del calendario celtico

Samonios - è composto da 30 giorni quindi un mese Mat - fausto
Dumannios - è composto da 29 giorni quindi è un mese Anmat - infausto 
Rivros - è composto da 30 giorni quindi è un mese Mat - fausto 
Anagantios - è composto da 29 giorni quindi è un mese Anmat - infausto 
Ogronios - è composto da 30 giorni quindi è un mese Mat - fausto 
Cutios - è composto da 30 giorni quindi è un mese Anmat - infausto 
Giamonios - è composto da 29 giorni quindi è un mese Mat - fausto 
Simivisonios - è composto da 30 giorni quindi è un mese Anmat - infausto 
Equos - che pur essendo composto da 30 giorni è un mese Anmat - infausto
Elenbiuos - è composto da 29 giorni quindi è un mese Anmat - infausto 
Edrinios  - è composto da 30 giorni quindi è un mese Mat - fausto
Cantlos - è composto da 29 giorni quindi è un mese Anmat - infausto

più

2 - due mesi intercalari di 30 giorni ciascuno,Quimonios e Sonnocingos inseriti ogni due anni sinodici e mezzo che servivano: 
a - per compensare il computo dell'anno lunare più breve di 11 giorni di quello solare che garantiva la corrispondenza annuale tra i mesi e le stagioni che altrimenti si sarebbe persa e ritrovata dopo un ciclo di 30 anni 
b - per vari calcoli astronomici relativi alla posizione della luna e del sole nel cielo che prevedevano a esempio il sorgere e il tramontare dei due astri, le fasi lunari e le eclissi 

E innanzitutto il sesto giorno della Luna, che segna per questi gli inizi dei mesi, degli anni e dei secoli
che durano 30 anni, giorno scelto perché la Luna ha già tutte le sue forze senza essere a metà del suo corso.

Naturalis Historia 
Plinio il Vecchio - XVI 

Il calendario di Coligny - Dettaglio

Sulla tavola di Coligny (oggi conservata nel Museo della Civiltà Gallo- Romana di Lione), che più che un calendario è un vero e proprio almanacco che ci fa capire quanto i celti fossero legati alla natura e alla ciclicità delle stagioni, due giorni dopo l'ultimo quarto di luna, nel secondo giorno della seconda quindicina di Samonios che non sappiamo con certezza se corrisponde al nostro maggio, al nostro novembre o ancora a un altro mese, si legge la scritta: Trinvx(tion) Samoni Sindiv(os) - Le tre notti di Samonios cominciano adesso; popolarmente la si associa alla festività di Samhain, l'unica citata delle quattro rilevanti, secondo le fonti medievali, per i celti che facevano parte di un ciclo cosmico chiamato Hnot - intreccio in cui uomo e natura erano uniti da un profondo vincolo di sopravvivenza. Una sorta di capodanno agricolo che James George Frazer nel 19° secolo collegò arbitrariamente alla Vigilia di Ognissanti/Halloween.  
L'iscrizione secondo l'etnologo Michel Lejeune potrebbe invece riferirsi alla festa delle 10 notti dedicata a Apollo Grannus registrata a Limoges in un'iscrizione latina del I secolo d.C.:
postvmvs dv[m]norigis f(ilivs) verg(obretvs) aqvam martiam decamnoctiacis granni d[e] s[va] p[ecvnia] d
I celti non hanno lasciato nulla di scritto, le loro tradizioni venivano trasmesse per via orale di generazione in generazione pertanto tutte le notizie che a oggi ci sono pervenute dipendono da testimonianze indirette. 

" I Romani posero fine a queste usanze, nonché ai sacrifici e alle pratiche divinatorie contrastanti con le nostre istituzioni. Così un uomo era stato consacrato agli dei, lo si colpiva alla spalla con una spada da combattimento e si divinava il futuro a seconda delle convulsioni dell'agonizzante. Non si praticavano mai sacrifici senza l'assistenza dei druidi: così talora uccidevano le vittime a colpi di frecce, o le crocifiggevano nei loro templi o, ancora, fabbricavano un colosso di fieno e di legno, vi introducevano animali domestici e selvatici di ogni tipo assieme a degli uomini e vi appiccavano fuoco." 

Geografia IV - 5
Strabone

Testimonianze, come queste, sulla pratica dei sacrifici umani da parte dei sacerdoti celti durante le cerimonie, sono servite ai detrattori di Samhain, che oggi cerca di sopravvive nell'aspetto folkloristico della festa cattolica di Halloween - Vigilia di Tutti i Santi, per renderla il palcoscenico preferito di alcune sette che sembra svolgano alcune pratiche veramente inumane. Samhain però è stata sganciata dal suo contesto storico in cui il concetto di vita e di morte non era certamente uguale a quello odierno, è stata privata della sua originale connotazione ed è stata demonizzata amplificando l'aspetto macabro che la snatura sotto i colpi degli abusi che in essa vengono perpetrati da una parte e non arginati dall'altra. 

Come dicendo messa il dì de’ morti, frate Giovanni della Vernia vide molte anime liberate del purgatorio.
Dicendo una volta il detto frate Giovanni la messa il dì dopo Ognissanti per tutte l’anime de’ morti, secondo che la Chiesa ha ordinato, offerse con tanto affetto di carità e con tanta pietà di compassione quello altissimo Sacramento (che per la sua efficacia l’anime de’ morti desiderano sopra tutti gli altri beni che sopra tutto a loro si possono fare) ch’egli parea tutto che si struggesse per dolcezza di pietà e carità fraterna. Per la qual cosa in quella messa levando divotamente il corpo di Cristo e offerendolo a Dio Padre e pregandolo che per amore del suo benedetto figliuolo Gesù Cristo, il quale per ricomperare le anime era penduto in croce, gli piacesse liberare delle pene del purgatorio l’anime de’ morti da lui create e ricomperate; immantanente egli vide quasi infinite anime uscire di purgatorio, a modo che faville di fuoco innumerabili ch’uscissono d’una fornace accesa, e videle salire in cielo per li meriti della passione di Cristo, il quale ognindì è offerto per li vivi e per li morti in quella sacratissima ostia, degna d’essere adorata in secula seculorum. 
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen. 

I fioretti di SanFrancesco 
Anonimo 

 Per ulteriori informazioni:


Felice Samhain. Felice Halloween. 
Felice Ognissanti e serena Commemorazione dei Defunti
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