mercoledì 22 luglio 2026

22 luglio - Santa Maria Penitente

Santa Maria Penitentae - Almanacco Italiano 1896

Santa Maria Penitentae - Almanacco Italiano 1896

Era di Magdala, castello sul lago di Genesareth, 
e per le sue dissolutyezze divenne lo 
scandalo della Galilea. Pentitasi delle sue 
colpe gittossi ai piedì di Gesù, che fu sempre 
il suo amore. Ella lo seguì nel ministero e
fino sotto la croce e dopo la morte. Festa
in S. Giovanni Laterano, ove riposano le
sue reliquie.

Ricordi. _____________________________

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Effemeride storica. – 1854. Scoppia in Parma
un moto inserruzionale mazziniano, facilmente
represso dalle soldatesche ducali. – 
1860. Vittorio Emanuele invita Garibaldi a 
rinunziare al disegno di portare la insurrezione
dalla Sicilia in terraferma.

Un pensiero al giorno. - Quella guerra è
giusta, ch'è necessaria, e quelle armi sono
pietose, dove non si spera in altro che elle.
                                       (Macchiavelli)

22 luglio Mercoledì
Santa Maria Penitente


Il 22 luglio l'almanacco del 1896 ricorda come oggi «S. Maria Maddalena Penitente» e la descrive come una donna che, «per le sue dissolutezze, divenne lo scandalo della Galilea». Sono poche righe, ma raccontano bene quale fosse l'immagine di Maria Maddalena ormai radicata nell'immaginario occidentale alla fine dell'Ottocento: quella della prostituta convertita, esempio di pentimento e di misericordia.
Maria Maddalena prende il nome da Magdala, l'ebraica Migdal - Torre, un villaggio sulla sponda occidentale del lago di Gennesaret, conosciuto anche come lago di Tiberiade o Mare di Galilea. Il centro è generalmente identificato con l'antica Tarichea, ricordata da Flavio Giuseppe come un importante luogo di pesca, lavorazione e commercio del pesce.
E' patrona delle prostitute pentite, dei penitenti e dei parrucchieri; nell'iconografia è quasi sempre riconoscibile dall'ampolla degli aromi; la su immagine è il risultato di un lungo processo interpretativo nel quale, nel corso dei secoli, finiscono per sovrapporsi la discepola guarita da Gesù, la peccatrice perdonata e la prima testimone della Risurrezione.

"Καὶ ἐγένετο ἐν τῷ καθεξῆς, καὶ αὐτὸς διώδευεν κατὰ πόλιν καὶ κώμην, κηρύσσων καὶ εὐαγγελιζόμενος τὴν βασιλείαν τοῦ Θεοῦ· καὶ οἱ δώδεκα σὺν αὐτῷ,
καὶ γυναῖκές τινες αἳ ἦσαν τεθεραπευμέναι ἀπὸ πνευμάτων πονηρῶν καὶ ἀσθενειῶν, Μαρία ἡ καλουμένη Μαγδαληνή, ἀφ’ ἧς δαιμόνια ἑπτὰ ἐξεληλύθει,
καὶ Ἰωάννα γυνὴ Χουζᾶ ἐπιτρόπου Ἡρῴδου, καὶ Σουσάννα, καὶ ἕτεραι πολλαί, αἵτινες διηκόνουν αὐτῷ ἐκ τῶν ὑπαρχόντων αὐταῖς."

"In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 
 C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni
Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Luca 8, 1-3

Luca la presenta semplicemente come una delle donne che seguono Gesù dopo essere state guarite; ricorda che da lei erano usciti «sette demòni» e che, insieme ad altre donne, sosteneva il ministero di Gesù con i propri beni; non la definisce mai peccatrice, né tanto meno prostituta.
Lo stesso Vangelo nel verso precedente racconta l'episodio della donna definita ἁμαρτωλός/hamartōlós - peccatrice, che entra nella casa di Simone il fariseo, bagna di lacrime i piedi di Gesù e li unge con il profumo.

"Ἠρώτα δέ τις αὐτὸν τῶν Φαρισαίων ἵνα φάγῃ μετ᾽ αὐτοῦ· καὶ εἰσελθὼν εἰς τὴν οἰκίαν τοῦ Φαρισαίου κατεκλίθη.
Καὶ ἰδού, γυνὴ ἐν τῇ πόλει ἥτις ἦν ἁμαρτωλός, καὶ ἐπιγνοῦσα ὅτι ἀνάκειται ἐν τῇ οἰκίᾳ τοῦ Φαρισαίου, κομίσασα ἀλάβαστρον μύρου,
 καὶ στᾶσα παρὰ τοὺς πόδας αὐτοῦ ὀπίσω κλαίουσα, ἤρξατο βρέχειν τοὺς πόδας αὐτοῦ τοῖς δάκρυσι, καὶ ταῖς θριξὶ τῆς κεφαλῆς αὐτῆς ἐξέμασσε, καὶ κατεφίλει τοὺς πόδας αὐτοῦ, καὶ ἤλειφε τῷ μύρῳ".

"Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; 
e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

Luca 7, 36-38

Anche in questo caso il testo non specifica quale sia il peccato della donna. Il termine greco indica semplicemente una persona ritenuta lontana dalla Legge o moralmente compromessa; non identifica necessariamente una prostituta. Inoltre Luca non ne rivela il nome.
Nell'omelia XXXIII del 591 sui Vangeli, Gregorio Magno identifica questa peccatrice con Maria Maddalena e, insieme, con Maria di Betania; nasce così, nella tradizione latina, una figura unitaria che vede una donna peccatrice, convertita dalla misericordia di Cristo, che trasforma gli stessi strumenti del peccato in strumenti di penitenza.

"... Se penso al pentimento di Maria, sorge in me un desiderio di pianto più che di parole. C’è forse qualcuno con un cuore così di pietra da non essere mosso a contrizione di fronte alle lacrime di questa peccatrice? Ella considerò le colpe passate e non volle porre freno al suo atteggiamento di penitente. Entrò durante il convito, venne non invitata, e versò lacrime di fronte alla mensa imbandita. Rendetevi conto dell’amarezza di questo dolore che non si vergogna di manifestarsi neppure in un banchetto. questa donna peccatrice di cui parla Luca, che da Giovanni è chiamata Maria, riteniamo sia quella Maria dalla quale Marco afferma furono cacciati sette demoni. Questi sette demoni cosa indicano se non tutti i vizi? Come infatti tutto il tempo è simbolicamente compreso nei sette giorni, così tutto il complesso di una realtà viene indicato col numero sette. Maria dunque ebbe sette demoni perché fu macchiata di ogni vizio. Ma ecco che si rende conto del suo stato di colpa, corre per essere purificata alla fonte della misericordia, senza arrossire di fronte ai convitati. Presa da un sentimento di vergogna per lo stato della sua coscienza, pensò di non dover arrossire per quell’atteggiamento esterno. Nascerà maggior meraviglia in noi di fronte a Maria che si presentò o a Gesù che la accolse? E Gesù semplicemente la accolse o la attirò? Direi che la attirò e la accolse. Egli infatti toccandole il cuore nella sua misericordia la attirò, e poi la accolse con benignità. Esaminiamo allora il testo evangelico e vediamo le varie fasi di questa conversione ..."
" ... È chiaro, fratelli, che questa donna, nella vita di peccato che prima conduceva, usava l’unguento per profumare le sue carni, ma ciò che prima era stato strumento di seduzione, ora veniva da lei generosamente offerto a Dio. I suoi occhi si erano posati cupidi sulle bellezze terrene: ora esprimevano l’amarezza di un pianto di penitenza. I capelli erano serviti per dar fascino al volto: ora asciugavano le lacrime. La bocca aveva pronunciato parole tracotanti: ora, baciando i piedi del Signore, si poneva sulle orme del Redentore. Ogni strumento di piacere fu dunque da lei reso mezzo di olocausto e le sue numerose colpe furono sostituite con tanti atti di virtù, cosicché tornò a lode di Dio, nella penitenza, ciò che era stato rivolto contro Dio nella colpa ..."

Omelia XXXIII tenuta al popolo nella Basilica di S. Clemente, la feria sesta delle quattro tempora di settembre 
 Omelie sui Vangeli e Regola pastorale
San Gregorio Magno
A cura di Giuseppe Cremascoli

L'influenza di Gregorio è enorme e la sua interpretazione viene ripresa e sviluppata; tra VIII e IX secolo lo Pseudo-Girolamo, commentando Marco, collega Maria Maddalena alla misericordia riservata ai peccatori.

"... Surgens autem Jesus primo mane sabbati, Mariae Magdalenae primo ostenditur: de qua ejecerat septem daemonia, quia meretrices, et publicani praecedunt synagogam in regnum Dei: ut latro praecessit apostolos ..."

"... Risorto poi Gesù, il primo giorno della settimana, al mattino presto, si manifesta per prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni; poiché le meretrici e i pubblicani precedono la sinagoga nel regno di Dio, come il ladrone precedette gli apostoli ..."

Commentario a Marco
Pseudo Girolamo
Liberamente tradotto da Me Medesima

Il riferimento evangelico alle «meretrici» che precedono nel Regno di Dio, ripreso da 

"... E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio ..." 

Matteo 21, 31 

crea un'associazione destinata ad avere un lungo seguito. Maria Maddalena non viene ancora definita direttamente prostituta, ma la sua identificazione con la peccatrice di Luca e l'accostamento alle meretrices evangeliche finiscono per fondersi nell'immaginario medievale.
Nel IX secolo Rabano Mauro raccoglie la tradizione gregoriana, ma introduce un accento diverso; la Maddalena resta la peccatrice riconciliata con Dio, ma è soprattutto la donna scelta dal Cristo risorto per annunciare agli apostoli la Risurrezione.

"...  Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». 
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto ..".

Giovanni 20,17-18

La conversione non rappresenta più il punto d'arrivo della sua vicenda, ma il fondamento della missione che le viene affidata.
Tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo il linguaggio si fa ancora più esplicito. Onorio di Autun utilizza ormai l'espressione vulgaris meretrix  - prostituta pubblica, attribuendola direttamente a Maria Maddalena.

"... Haec Maria in Magdalum castellum marito traditur, sed ab eo in Hierosolimam fugiens, generis inmemor, legis Dei oblita, vulgaris meretrix efficitur, et postquam se sponte fecit turpitudinis prostibulum, facta est jure daemoniorum delubrum..." 

"... Questa Maria fu data in moglie nel castello di Magdala; ma, fuggendo da lui a Gerusalemme, dimentica della sua stirpe e della legge di Dio, divenne una prostituta pubblica; e, dopo essersi spontaneamente fatta bordello della propria dissolutezza, divenne a buon diritto dimora dei demoni ..."

Sermone De sancta Maria Magdalena, contenuto nello Speculum ecclesiae
Honorius Augustodunensis
Liberamente tradotto da Me Medesima

Questo è uno dei primi testi in cui la figura della prostituta appartiene ormai pienamente alla biografia della santa. Ciò che nei Vangeli non era mai stato affermato diventa, attraverso secoli di interpretazioni, un elemento stabile della tradizione occidentale.
Nel XIII secolo, Tommaso d'Aquino richiama l'attenzione su un altro aspetto della sua figura. Commentando il Vangelo di Giovanni, non insiste sul passato della Maddalena, ma sulla missione ricevuta dal Risorto.

"... Tertio habuit apostolatus officium; unde et apostolorum apostola dicitur, quia officium apostolorum exercuit, scilicet nuntiando Christi resurrectionem discipulis ..."

"... Terzo, ebbe l’ufficio dell’apostolato; per questo è detta apostola degli apostoli, perché esercitò l’ufficio degli apostoli, cioè annunciando ai discepoli la Risurrezione di Cristo ..."

Commento al Vangelo di Giovanni
Tommaso d'Aquino
Liberamente tradotto da Me Medesimo

Per questo la definisce «Apostolorum Apostola Apostola degli Apostoli», è la prima a ricevere l'annuncio pasquale e la prima a comunicarlo ai discepoli.
Pochi decenni più tardi Jacopo da Varagine raccoglie l'intera tradizione medievale; la Maddalena vi appare insieme penitente, contemplativa, predicatrice e prima annunciatrice della Risurrezione.

"... Predicando un giorno la beata Maria Maddalena, disse questo Principe.
Credi tu poter difendere la fede la quale tu predichi? Alquale rilpose Maddalena; Si certo, ch'io sono presta à difenderla, si come fortificata, & confermata co' miracoli quotidiani, e con la predicazione del nostro Maestro Pietro, che è Pontefice in Roma ..."

Legenda Aurea
Jacopo da Varagine
Trauzione R. D. Nicolo Manerbio

Nei secoli successivi è soprattutto l'immagine della peccatrice pentita a imporsi nell'arte e nella devozione; le lunghe chiome, il vaso degli aromi, le lacrime e la vita eremitica diventano gli attributi con cui pittori e predicatori la rappresentano, facendo della sua figura il simbolo della conversione e della misericordia divina.
La ricerca biblica moderna, invece, torna ai testi evangelici distinguendo nuovamente Maria Maddalena dalla peccatrice di Luca e da Maria di Betania; si riscopre così la figura originaria della discepola fedele, presente ai piedi della croce, testimone del sepolcro vuoto e prima annunciatrice della Risurrezione, una prospettiva che la tradizione cristiana orientale non aveva mai completamente abbandonato.
Nel 2016, per espressa volontà di papa Francesco, la memoria liturgica di Santa Maria Maddalena viene elevata al grado di festa; il decreto richiama l'antica definizione di Tommaso d'Aquino, «Apostola degli Apostoli», e propone la Maddalena come «colei che amò Cristo e fu molto amata da Cristo», «testimone della divina misericordia» e modello per la Chiesa di oggi.
Così, rileggendo quelle poche righe dell'almanacco del 1896, si comprende come esse raccontino non tanto ciò che dicono i Vangeli, quanto il punto d'arrivo di oltre un millennio di interpretazioni.
Ogni epoca ha letto Maria Maddalena secondo la propria sensibilità, proiettando su di lei domande, paure e ideali del proprio tempo, ma il gesto di Cristo continua a parlare con la stessa forza, egli affida il primo annuncio della Risurrezione non a un'autorità religiosa, non a uno degli apostoli, ma a una donna che aveva conosciuto la sua misericordia e gli era rimasta fedele fino alla croce. È da questo fatto, prima ancora che dalle interpretazioni della storia, che nasce il significato più profondo della figura di Maria Maddalena.

Lieta Festa di Maria Maddalena e grazie di cuore per tutti gli auguri alla mia zietta!

venerdì 17 luglio 2026

Di Sole, di Luna e di Espero

Tramonto del Sole - 17 luglio 2026

Tramonto del 17 luglio 2026

I Greci lo chiamavano Helios, i Romani Sol, il Sole, disco luminoso naturale, forza vitale che sorge, viaggia e tramonta, nel mito chiama Apollo Febo che ogni giorno attraversa il cielo sul carro solare, dio della musica, della profezia e dell'armonia, ma anche della potenza inarrestabile e dell'ira terribile, capace di scagliare le sue frecce di pestilenza come racconta l'Iliade. 


"... Scese dalle cime dell'Olimpo, irato nel cuore,
portando sulle spalle l'arco e la faretra chiusa.
Le frecce tintinnavano sulle spalle del dio adirato,
mentre si muoveva; avanzava simile alla notte.
Si fermò lontano dalle navi, scoccò una freccia:
tremendo fu il suono dell'arco d'argento.
Prima colpiva muli e cani veloci,
poi contro gli uomini lanciando il dardo aguzzo
continuamente accendeva le pire dei morti ..."

Iliade - Canto I
Omero
Traduzione Rosa Calzecchi Onesti

Trionfa al solstizio d'estate si espande, trabocca e sgorga dai suoi stessi confini, arde con furore fuori dai limiti per un istante e dopo aver assaporato il culmine della libertà inizia a placarsi per rientrare nella sua forma contenuta e così si mostra al tramonto del 17 luglio 2026 prima di lasciare il posto al crepuscolo che vede il sorgere della Luna crescente a Occidente, signora della notte, unico satellite della Terra, custode dei cicli e dei segreti del buio, intima, misteriosa, timida e introversa; nel mito chiama Diana, l'Artemide greca, dea della caccia, dei boschi e della natura selvaggia e si avvicina a Espero, stella della sera, unico pianeta femminile del sistema solare che nel mito chiama Venere, l'Afrodite greca, dea dell'amore e della bellezza, capricciosa, seducente, sfacciata ed estroversa. 

Luna e Espero al crepuscolo del 17 luglio  2026

Luna e Espero al crepuscolo del 17 luglio  2026

Diana e Venere la sera del 17 luglio 2026

Diana e Venere la sera del 17 luglio 2026

Tre volti del cielo, tre archetipi dell'animo umano, che ogni sera continuano a raccontare la loro storia a chi tra fugaci gioie e profondi dolori alza gli occhi verso l'orizzonte.
Cliccando su 24 giugno - Natività di San Giovanni Battista potrete vedere la forma espansa del Sole al tramonto.

giovedì 9 luglio 2026

Lì a Occidente Venere bacia Regolo

Lì a Occidente al calare del crepuscolo sull'immenso palcoscenico del cielo boreale, giorno dopo giorno, Venere e Regolo hanno raccontato il loro lento avvicinarsi e alle 00.22 del 10 luglio, nell'istante culmine del loro affascinante appuntamento celeste, sono scesi sotto il confine dell'orizzonte, il sipario si è chiuso e l'incontro più intimo è stato celato, solo una traccia sussurrata del loro bacio è rimasta, custodita dalla sera del 9 luglio.

Venere e Regolo - 9 luglio 2026

A sinistra in basso Regolo si lascia baciare da Venere in alto a destra

giovedì 2 luglio 2026

2 luglio - Visitazione di Maria Santissima

Visitazione di Maria Santissima - Almanacco 1896

Visitazione di Maria Santissima - Almanacco 1896


Visitazione di Maria SS.
Oggi Maria è chiamata Madre di Dio nella
ciisa di Elisabetta, e si ascolta dalle sue purissime
labbra il cantico dell'era novella, del
nuovo testamento, cantico sublime ed eccellente.
Il Magnificat di Maria supera di gran
lunga tutti i cantici dell'antico testamento.
La presenza di Gesù nel seno di Maria santifica
Giovanni nel seno di Elisabetta. —
ss. Processo e Martiniano. — B. Giovanni da
Vicenza.

Ricordi._________________________________

Effemeride storica. - 1820. in Nola due
sottotenenti, Michele Morelli e Gìiuseppe Silvati,
disertano con alquanti soldati del reggimento
Borbone inalzando il grido di libertà
e dando cominciamento alla rivoluzione napolotana.
- 1857. Carlo Pisacane, con 50 seguaci,
sbarcati a Sapri,giunti a Sanza sono
sopraffatti dalla plebe brutale. Pisacane e 26
aItri sono uccisi a colpi di ronca; i rimanenti,
compreso Giovanni Nicotera, cadono prigionieri
dei Borbonici.

I proverbi del giovedì. — Fa* quel ohe devi,
avvenga che può. — Dura più l'icudine che
il martello.

2 luglio Giovedì
Visitazione di Maria Santissima 

L'almanacco del 1896, con il suo linguaggio semplice, è una testimonianza di come la grande teologia fosse stata tradotta in una forma accessibile al popolo. Una donna, che la tradizione cristiana considera il cuore in cui la libertà umana e l'iniziativa divina si incontrano, prende l'iniziativa, affronta un viaggio di oltre cento chilometri attraverso la regione montuosa della Giudea e raggiunge Elisabetta per condividere con lei un'esperienza che entrambe riconoscono come opera di Dio. Il consenso espresso nell'Annunciazione continua così nella concretezza delle azioni; Maria compie un gesto concreto della sua fede, non rimane chiusa nella contemplazione dell'evento straordinario che l'ha coinvolta, ma si dirige verso chi può comprendere il segno ricevuto. La Visitazione diventa così il primo incontro della Nuova Alleanza con l'antica promessa, il momento in cui due donne, entrambe protagoniste di gravidanze inattese, riconoscono nell'altra l'opera di Dio; la loro relazione mostra come il dialogo tra generazioni diverse possa diventare occasione di ascolto, di sostegno e di speranza.

"In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore»."

Luca 1,39-45


Maria rimane con Elisabetta per circa tre mesi, fino a poco prima della nascita di Giovanni Battista, poi torna a Nazaret.

"... Questo riconoscimento reciproco della loro maternità conferisce a ciascuna delle due donne una dignità accresciuta. È Maria che rende visita a Elisabetta, il che porta dapprima l'attenzione sulla madre del Battista. Ma con il movimento di Giovanni nel grembo di sua madre, mediante il quale fa già opera di profeta e di precursore, l'attenzione si sposta su Maria. Gesù è al centro della scena, tanto più che Elisabetta fa di Maria e di Gesù l'oggetto della sua lode ..."

Vangelo di Luca
François Bovon
a Cura di Oscar Ianovitz

Nel 1896 la Visitazione era vissuta con grande partecipazione religiosa, accompagnata dalla Messa, dalle preghiere e spesso dalle processioni; il Magnificat, il canto di lode pronunciato da Maria durante l'incontro con Elisabetta, occupava un posto centrale nella liturgia e nella devozione popolare, richiamando la fedeltà di Dio alle sue promesse e il suo sguardo rivolto verso gli umili; nell'almanacco, con una finalità educativa, si aggiungevano anche gli eventi del Risorgimento italiano, come le vicende di Michele Morelli, Giuseppe Silvati, Carlo Pisacane e Giovanni Nicotera a cui seguiva la proposta degli insegnamenti morali attraverso i proverbi. 
Queste funzioni raccolte in un unico volume consultato quotidianamente, oggi sono distribuite tra libri, giornali, televisione e internet e in una società in cui le relazioni sono spesso mediate dalla tecnologia e i ritmi sono molto più frenetici, la Visitazione ricorda ancora l'importanza di dedicare tempo agli altri, di condividere la gioia e di prendersi cura di chi ha bisogno. Maria insegna che la vera grandezza non consiste nel successo personale, ma nel mettersi in cammino verso gli altri, il messaggio della Visitazione è rimasto immutato, cambiano le epoche e il modo di vivere, ma il valore dell'incontro, dell'aiuto reciproco, del dialogo tra le generazioni e della speranza continua a parlare al mondo.


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