Visualizzazione post con etichetta Giovedì Santo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovedì Santo. Mostra tutti i post

giovedì 2 aprile 2026

L'Eucarestia nella Cena Domini del Giovedì Santo

Ultima Cena del Giovedì Santo

Il Giovedì Santo ci invita a entrare dentro un momento in cui il tempo sembra rallentare, l'aria è pregna di sensazioni che si intensificano e di emozioni inquiete che palpitano. Immaginate di trovarvi a Gerusalemmte all'interno di una stanza modesta, illuminata da lampade ad olio che proiettano ombre tremolanti sulle pareti. Il profumo del pane appena sfornato e del vino speziato si mescola a quello del legno antico del tavolo. I discepoli stanchi per il viaggio e immersi in quella familiarità tipica della ritualità pasquale sono raccolti attorno a Gesù che rivela: "Uno di voi mi tradirà." 
Giovanni, accanto al Maestro, sembra cercare conforto nella vicinanza, gli occhi attenti a cogliere ogni parola; Giuda, seduto all'angolo, evita gli sguardi degli altri, un senso di colpa già percepibile nel tremito delle dita; Andrea, fratello di Pietro, abbassa lo sguardo, come se volesse sottrarsi a una verità troppo pesante da affrontare direttamente; Filippo, noto per il suo desiderio di comprensione, apre leggermente la bocca cercando di formulare una domanda che resta sospesa tra timore e curiosità; Bartolomeo/Natanaele, silenzioso, stringe le mani sul tavolo con il corpo teso, Tommaso, scettico e riflessivo, piega leggermente la testa, interrogandosi sulla natura e le implicazioni di quelle parole; Matteo, il pubblicano, sente il peso del peccato e della fragilità umana emergere dentro di sé, percependo la gravità della situazione; Giacomo, figlio di Zebedeo, tende un braccio, forse cercando sostegno in chi gli sta vicino. Giacomo, figlio di Alfeo, resta raccolto, il volto concentrato e silenzioso, assorto nel significato di un gesto che non può ancora comprendere pienamente; Taddeo, curioso e attento, inclina leggermente il busto, cercando di capire chi tra loro potrebbe tradire e cosa significhi per la comunità nascente; Simone il Cananeo, noto per la sua serietà, sembra immobile, osservando attentamente Gesù, pronto a comprendere, ma consapevole della tensione che lo circonda.
Pietro ha la fronte corrugata dall'incredulità, impulsivo e devoto si protende verso Gesù, cercando chiarezza, rompe il silenzio e dice che gli sarà per sempre fedele, non lo abbandonerà, non lo rinnegherà, resterà accanto a lui fino alla fine, ma le sue parole, che hanno il tono di chi vuole resistere, di chi rifiuta anche solo l'idea di una caduta, si infrangono davanti alla risposta: " In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte." (Matteo 26,34)

Ultima Cena del Giovedì Santo

Gesù Cristo prende poi il pane, lo tiene tra le mani, lo benedice e lo spezza e dice "Questo è il mio corpo, che è dato per voi."
Prende il calice. e dice: "Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti."
Nasce così l'Eucarestia, un gesto di dono totale che attraversa i secoli e questa sera alla conclusione della Messa in Cena Domini, l'altare principale si svuota, le luci si attenuano gradualmente, i canti si fanno sommessi come un respiro che accompagna il passaggio dal cenacolo al silenzio del Getsemani. L'Eucaristia consacrata viene portata con cura sull'altare della reposizione fiocamente illuminato dalle lampade e circondato dai Germogli Pasquali*; l'incenso, caldo e intenso, mischiato al profumo del vino rosso, avvolge l'ambiente che ospita la contemplazione, la preghiera che precede la notte della Passione, e nel silenzio sacro ogni cuore è chiamato a percepire l'attesa che prelude al sacrificio e alla promessa di vita nuova.

Germogli Pasquali per l'Altare della Reposizione

Incenso

Vino Rosso mischiato con l'incenso per l'Altare della Reposizione

Candela della Domenica delle Palme da cui si riaccenderanno tutte le altre la Domenica di Pasqua

Candela della Domenica delle Palme da cui si riaccenderanno tutte le altre la Domenica di Pasqua

Germogli Pasquali* = Non sono la maschera dei giardini di Adone

Lieto Giovedì Santo!

Ecco il reel sulle tenebre del Giovedì santo

Per ulteriori informazioni

giovedì 17 aprile 2025

Il canone del Giovedì Santo

Siamo a  Ayacucho una città peruviana in cui, come sostiene l'autore che cito, "si vive la Settimana Santa più tradizionale del mondo ... e conserva il ricordo del cristianesimo più antico." 
Entriamo dentro il libro giallo "I delitti della Settimana Santa" di Santiago Roncagliolo per sfiorare, in un'atmosfera fittizia, delle reali tradizioni andine inerenti la Settimana di Passione:

Incenso

"... Tornò in città alle sei del mattino, le messe erano finite e gli organizzatori dei festeggiamenti cominciavano a decorare le chiese con pagnotte, grappoli d'uva e agnelli. Ayacucho odorava di erbe aromatiche che i devoti facevano bollire in un braciere…
…La folla si era riunita attorno al vescovo di Huamanga, che compiva la tradizionale lavanda dei piedi ai dodici accattoni.
Decise di consegnare il rapporto alla segretaria di Carrión e proseguì in direzione della chiesa del Corazón de Cristo. Incontrò don Quiroz che stava per uscire. Quando vide il procuratore abbozzò un sorriso che dissimulava a malapena il suo fastidio.«Oggi sì che mi dispiace, signor procuratore, ma è giovedì santo e, come comprenderà, non posso riceverla. Inoltre questi sono giorni di festa. Perché non riprende la sua indagine lunedì?»
«Non sono venuto per l'indagine, signor parroco.»
«Ah no?»
«Sono... venuto a confessarmi.»
«Bene, anche questo forse può aspettare. Dio capirà.»
Il sacerdote guardò verso la porta, dove lo aspettavano due suore. Con-trollò l'orologio. Il procuratore disse: «C'è un nuovo cadavere».
Il prete lo prese per un braccio e cominciò a spingerlo delicatamente verso la porta mentre lo ascoltava. «Mi dispiace. Com'è morto?»
«A lei non interesserà saperlo. Ma io so chi li ha uccisi tutti.»
«Sul serio?»
Il prete non sembrava degnarlo di grande attenzione. Sembrava perso nei suoi pensieri.
«Sono stato io», disse il procuratore.
Il sacerdote impallidì. Sembrò smettere di respirare. Poi fece un sospiro-ne come per riprendersi e guardò le suore sulla porta. Con un gesto le con-gedò. Le suore si mostrarono deluse ma poi accettarono sottomesse. A quel punto Quiroz accompagnò il procuratore in confessionale ed entrambi si sedettero sull'apposito scranno. Il procuratore si inginocchiò davanti alla grata e disse: «Non so come ci si confessa, don Quiroz. È da molti anni che non lo faccio».
Il prete sussurrò velocemente alcune formule che Chacaltana non riuscì a cogliere. Poi disse: «Tu racconta e basta. Non è il momento di fare un corso intensivo sui sacramenti».
Il procuratore inghiottì saliva. Fissò lo sguardo sulle immagini barocche della chiesa, sui ceri rossi degli altari, prima di dire: «Tutte le persone con cui parlo muoiono. Ho paura. È... è come se, nel congedarmi, firmassi la loro sentenza di morte».
«Figliolo», disse il sacerdote. All'improvviso Chacaltana smise di essere il signor procuratore. «Forse... forse ti stai gravando di troppe responsabili-tà... Tu non hai colpa di queste morti.» ..."

I delitti della settimana santa
Santiago Roncagliolo
Traduzione Irina Matilde Bajini

Incenso bollito nel vino per l'altare della reposizione

Incenso bollito nel vino per l'altare della reposizione

Lieto Giovedì Santo

Germogli di Grano e incenso bollito nel vino per l'altare della reposizione per l'altare della reposizione

Germogli di Grano e incenso bollito nel vino per l'altare della reposizione

Il reel, sullo spegnimento delle candele e la preparazione dell'incenso bollito nel vino per l'altare della reposizione il Giovedì Santo, potrà vederlo solo chi mi segue su instagram e non per mia scelta.

Per ulteriori informazioni
La mattina della Prima Domenica di Quaresima

giovedì 28 marzo 2024

Giovedì Santo in stato di guerra

Il Giovedì Santo da il via al Triduo Pasquale (Vedi la parte conclusiva de (Il Pesce d'Aprile nel Giovedì Santo).
Alla fine della funzione vespertina, detta missa in Coena Domini, l'Eucarestia viene conservata in un tabernacolo sull'altare della reposizione per la comunione del Venerdì Santo, giorno in cui si ricorda la crocifissione di Gesù Cristo in cui non è prevista la consacrazione eucaristica.

Ultima cena - Ultimo quarto del XVI secolo -  Jacopo  Robusti  detto Jacopo Tintoretto - Gallerie dell’Accademia - Venezia

Ultima cena 
Ultimo quarto del XVI secolo 
Jacopo  Robusti  detto Jacopo Tintoretto
Gallerie dell’Accademia - Venezia

Lavanda dei piedi - Ultimo quarto del XVI secolo - Jacopo Robusti Jacopo detto Jacopo Tintoretto -  Gallerie dell’Accademia - Venezia

Lavanda dei piedi 
Ultimo quarto del XVI secolo 
Jacopo Robusti Jacopo detto Jacopo Tintoretto
Gallerie dell’Accademia - Venezia

28 marzo 1918

Giovedì Santo! Ricordo la Messa solenne della nostra parrocchia, la Santa Comunione generale e poi la mesta e commovente funzione vespertina! Giovedì Santo: il più triste della mia vita! Lo passai gran parte in Chiesa: stamattina ci trattenemmo fino alle undici e mezza e giungemmo a casa ad ora di pranzo. Nel pomeriggio è venuto il sagrestano a spazzare il camino; io e Maria abbiamo cucito nel salotto fino alle cinque e mezza. Sono stata in cerca di uova, poi ho cenato in fretta e siamo andate al Mattutino. Per fortuna la mia vicina di Chiesa è ricca sì da poter accendere una candela quando fa buio, sicché posso seguire, leggendo, i cantori: cosa che non feci mai.

Diario dell'occupazione austriaca del 1917-18 a Tesis
1995
Brigida Salvadori

Croce della Settimana Santa

Incenso e vino rosso per l'altare della Reposizione

Incenso sciolto nel vino rosso per l'altare della reposizione

L'incenso, che si fa preghiera offerta a Dio, bollito con il vino, che si fa sangue di Cristo, viene posto sull'altare della reposizione come i germogli di grano, che simboleggiano la morte e la Risurrezione di Gesù, nati nel buio dalla morte del seme che nella luce si fa vita.

Germogli Pasquali per l'Altare della Reposizione

I Germogli Pasquali non vanno confusi con i Giardini di Adone che non simboleggiano la morte e la risurrezione

Germogli Pasquali per l'altare della reposizione

Germogli Pasquali per l'altare della reposizione

Spegnimento candele della Croce per il Giovedì Santo

Spegnimento candele della Croce per il Giovedì Santo

La Croce della Settimana Santa senza la candela della Domenica delle Palme

La Croce della Settimana Santa senza la candela della Domenica delle Palme 

Lieto Giovedì Santo


Per ulteriori informazioni

domenica 23 luglio 2023

Le spighe di grano del Giovedì Santo

" ... Una sposa giovane, incinta, con le guance accese e sudate si sollevava di quando in quando, per guardare il grano ancora ritto; e rificcava sotto il mento i nodi della pezzola, che le ricopriva tutta la fronte; mentre le trecce dei capelli, senza forcelle, si allentavano sopra la nuca.
Una brocca d'acqua era nascosta all'ombra, sotto i pampini d'una vite; con due fiaschi di vino chiaro ed agro.
La sferza del sole era insopportabile; gli occhi s'infiammavano, la bocca e la gola diventavano asciutte. Allora, qualcuno lasciava la falce e s'incamminava alla vite, metteva la bocca al fiasco e beveva parecchie sorsate. Ma s'indugiava per riposarsi, guardando gli altri. Le donne gli sorridevano in silenzio, ed egli ritornava alla sua opera; a testa bassa e le mani penzoloni.
Le falci tutte insieme luccicavano tra gli steli del grano; con un rumore simile a uno strappo rapido. Urtavano, talvolta, sopra un sasso, con un suono languido e smorzato. S'insinuavano curve tra le spighe; e le spighe sbattevano sopra i volti; qualche stelo s'insanguinava dopo aver fatto un taglio o una scorticatura. Allora, il contadino senza schiudere il pugno pieno di messe, si guardava un istante; poi la falce s'affondava ancora, lucida e affilata.
Dietro gli uomini, gl'insetti disturbati saltellavano insieme da tutte le parti, verdi, neri e grigi; mentre certi ragni dalle zampe lunghissime ed esili percorrevano i solchi, sparendo nell'ombra di una fenditura e ricomparendo subito in cima a qualche zolla. Le lucertole scappavano sempre innanzi; qualche ramarro osava indugiare, ma, poi, spariva anche più rapido. Di rado era possibile che qualche vipera fosse tagliata a pezzi; ma i rospi, enormi e nerastri, che restavano come intontiti erano infilati e squarciati con la punta delle falci; poi un contadino, con un calcio, li lanciava dall'altra parte del filare. Qualche cova di ragno s'apriva; e allora gli innumerevoli ragnolini si spandevano in tutti i sensi. Si trovavano nidi abbandonati, con gli uccelli senza penne, vespai vuoti. I bruchi si rivoltavano sottosopra, rimanendo un poco immobili e poi cercavano di andarsene.
Qualche padrone aveva fatto benedire i campi perché le passere non mangiassero il grano. Ma c'era chi diceva esser meglio mettere in mezzo alle prese un cencio in cima a un palo! ... "

Il podere - 1921
Federigo Tozzi

Le spighe di grano del Giovedì Santo

I germogli di grano de Il Giovedì della Settimana Santa hanno percorso la loro strada, sono cresciuti e hanno fruttificato; qui vi mostro una piccolissima parte del raccolto.  

Le spighe di grano del Giovedì Santo

Se siete interessati vi lascio il link:

per lo short di youtube - https://youtube.com/shorts/9iNcTuQspCI

Buona continuazione d'estate!

giovedì 6 aprile 2023

Il Giovedì della Settimana Santa

" ... Partitomi di Viterbo con i sopraddetti, venimmo via cavalcando, quando innanzi e quando indietro al ditto traino del Cardinale, di modo che il Giovedí Santo a ventidua ore ci trovammo presso Siena a una posta; e veduto io che v’era alcune cavalle di ritorno, e che quei delle poste aspettavano di darle a qualche passeggiere, per qualche poco guadagno, che alla posta di Siena le rimenassi; veduto questo, io dismontai del mio cavallo Tornon, e messi in su quella cavalla il mio cucino e le staffe, e detti un giulio a un di quei garzoni delle poste. Lasciato il mio cavallo a’ mie’ giovani che me lo conducessino, subito innanzi m’avviai per giugnere in Siena una mezz’ora prima, sí per vicitare alcuno mio amico, e per fare qualche altra mia faccenda: però, se bene io venni presto, io non corsi la detta cavalla. Giunto che io fui in Siena, presi le camere all’osteria, buone che ci faceva di bisogno per cinque persone, e per il garzon de l’oste rimandai la detta cavalla alla posta, che stava fuori della porta a Camollía; e in su detta cavalla m’avevo isdementicato le mie staffe e il mio cucino. Passammo la sera del giovedí santo molto lietamente: ... "


La vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze - Libro secondo - 1558
Benvenuto Cellini

Continua domani...

Ultima cena - Piccola Passione 1511 - Albrecht Dürer - British Museum Londra

Ultima cena 
Piccola Passione 1511 
Albrecht Dürer 
British Museum Londra

Oggi si rievoca l'Ultima cena e la Lavanda dei piedi:

" Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?".
Ed egli rispose: "Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"".
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici.
Mentre mangiavano, disse: "In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà".
Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?". Ed egli rispose: "Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà.
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".
Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: "Prendete, mangiate: questo è il mio corpo".
Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti,
perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.
Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio".
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Allora Gesù disse loro: "Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea".
li disse: "Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai".
Gli disse Gesù: "In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". Pietro gli rispose: "Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò". Lo stesso dissero tutti i discepoli.

Matteo 26, 17-35

Lavanda dei piedi - Piccola Passione 1511 - Albrecht Dürer - British Museum Londra

Lavanda dei piedi 
Piccola Passione 1511 
Albrecht Dürer
British Museum Londra

" Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo,
Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?".
Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo".
Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me".
Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!".
Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti".
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete puri".
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per voi?
Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.
Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato.
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.

Giovanni 13, 1-17

Croce Quaresimale

Con il Giovedì Santo inizia il Triduo Pasquale (Vedi la parte conclusiva de Il Pesce d'Aprile nel Giovedì Santo) e alla fine della funzione vespertina, detta missa in Coena Domini, l'Eucarestia viene conservata in un tabernacolo sull'altare della reposizione per la comunione del Venerdì Santo, giorno in cui si ricorda la crocifissione di Gesù Cristo e che non prevede la consacrazione eucaristica.

" Farai un altare sul quale bruciare l'incenso: lo farai di legno di acacia.
Avrà un cubito di lunghezza e un cubito di larghezza: sarà quadrato; avrà due cubiti di altezza e i suoi corni costituiranno un solo pezzo con esso.
Rivestirai d'oro puro il suo piano, i suoi lati, i suoi corni e gli farai intorno un bordo d'oro.
Farai anche due anelli d'oro al di sotto del bordo, sui due fianchi, ponendoli cioè sui due lati opposti: serviranno per inserire le stanghe destinate a trasportarlo.
Farai le stanghe di legno di acacia e le rivestirai d'oro.
Porrai l'altare davanti al velo che nasconde l'arca della Testimonianza, di fronte al propiziatorio che è sopra la Testimonianza, dove io ti darò convegno.
Aronne brucerà su di esso l'incenso aromatico: lo brucerà ogni mattina, quando riordinerà le lampade,
e lo brucerà anche al tramonto, quando Aronne riempirà le lampade: incenso perenne davanti al Signore di generazione in generazione. "

Esodo 30, 1- 8

Incenso bollito con il vino rosso

L'incenso, che si fa preghiera offerta a Dio, bollito con il vino, che si fa sangue di Cristo, viene posto sull'altare della reposizione come i germogli di grano, che simboleggiano la morte e la Risurrezione di Gesù, nati nel buio dalla morte del seme che nella luce si fa vita.
  
" Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?
Egli è cresciuto davanti a lui come un germoglio, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza da farcelo desiderare.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo nessuna stima.
Tuttavia, erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato, ma noi lo reputavamo colpito, percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.
Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via, ma l'Eterno ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca.
Dall'oppressione e dal giudizio fu portato via; e fra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa delle trasgressioni del mio popolo?
Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma, nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c'era stato inganno nella sua bocca.
Ma all'Eterno è piaciuto di stroncarlo con dolori. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni e l'opera dell'Eterno prospererà nelle sue mani.
Egli vedrà il frutto del tormento della sua anima e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
Perciò io gli assegnerò le moltitudini, egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.

Isaia 53, 1-12

Germogli di grano

I germogli di grano pasquali di cui sopra nonostante nascano da una semina invernale e nonostante abbiano una simbologia diversa sono spesso associati ai giardini di Adone preparati dalle donne in piena estate nelle Adonie greche per celebrare la morte di Adone ucciso da un cinghiale, eroe cacciatore conteso in vita da Afrodite e Persefone; i semi di grano venivano interrati in dei vasi posti sui tetti delle case sotto il sole cocente, i germogli si sviluppavano in otto giorni, il calore canicolare li seccava ed erano infine gettati in mare.
Per chi confonde il culto con il mito, Adone muore e risuscita dopo tre giorni, ma questa è un'altra storia.

Candele quaresimali spente


Lieto Giovedì Santo


Per ulteriori informazioni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...