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sabato 15 agosto 2020

Il Ferragosto nella Crusca

Nella prima e seconda edizione del Vocabolario della Crusca, ferragosto compare nella definizione del termine: 

Agosto
Esempio Bocc. n. 60. 4. Il quale secondo la sua usanza, nel mese di agosto, ec.
Def. E Ferrare agosto, diciamo quando a imitazion delle ferie augustali, il primo giorno di questo mese si fanno e gozzoviglie, e conviti.

Vocabolario della Crusca 1 edizione 


Nella terza e quarta edizione compare nella definizione dei termini:

Agosto
Esempio Bocc. n. 60. 4. Il quale secondo la sua usanza, nel mese di agosto, ec.
Def. E Ferrare agosto, diciamo quando a imitazion delle ferie augustali, il primo giorno di questo mese si fanno e gozzoviglie, e conviti.
Esempio: Varch. stor. 11. Il dì primo d'Agosto, il quale per la carestía di tutte le cose ec. non si potette ferrare, com'è usanza.

Vocabolario della Crusca 3 e 4 edizione 

Ferrare
Esempio: G. V. 12. 15. 5. E per dispetto fece ferrare le finestre del popolo.
Esempio: E G. V. 1. 32. 1. E fece ferrare i suo' cavalli a ritroso.
Esempio: Bern. Orl. 1. 5. 49. È ben fornito, ed ha la sella nuova. E pur'iarsera lo feci ferrare.
Definiz: §. Ferrare Agosto: vale Stare in allegría, e 'n conviti il primo giorno d'Agosto.
Esempio: Varch. Stor. 11. Il dì primo d'Agosto, il quale per la carestia di tutte le cose, ec. non si potette ferrare, come è usanza.

Vocabolario della Crusca 3 e 4 edizione

Nella quarta edizione, oltre a essere citato in agosto e ferrare, ferragosto diventa un vero e proprio lemma: 

Ferragosto. Si dice così il primo giorno del mese d'agosto. Buon. Fier. 2, 1, 6, O mi fingo in quistion star sospettoso Tempo di ferragosto, o di natali.

Vocabolario della Crusca 4 edizione - volume 2

Frullone - Domenico Manzani - 1584

Frullone - Emblema dell'Accademia della Crusca, disegnato da Domenico Manzana nel 1584 e apparso per la prima volta nel 1585 sul frontespizio e alla fine del libro di Leonardo Salviati " Degli Accademici della Crusca difesa dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, contra ’l Dialogo dell’epica poesia di Cammillo Pellegrino "

Ma ciò non è ancora sufficiente per una completa descrizione del termine ferragosto per cui Vincenzo Monti propone una modifica rivolgendosi al Frullone, macchinario per la cernita della farina, che nella simbologia della Crusca rappresenta l'Accademia.


VOCABOLARIO.
FERRAGOSTO. Si dice cosi il Primo giorno del mese di Agosto.
IV. Ferrare Agosto vale a Stare in allegria e in conviti il primo giorno di agosto.

OSSERVAZIONE.
Acciocchè primieramente si vegga se omnibus numeris absoluta sia la definizione di Ferragosto, paragoniamola con quella dell’Alberti - Ferragosto, s. m. Voce derivata da Ferie d'Agosto; e si dice così il primo giorno del mese d'Agosto, perché anticamente solevansi in quel tempo celebrare le Ferie Augustali con grandi allegrie. Queste durano ancora nel popolo nostro, e consistono in banchettare come se fosse giorno festivo, e in farsi molti regali. — Or vedi, caro Frullone, quante cose da dirsi e non dette: non già perché ti fossero ignote ( ché grazie al Cielo tu sei dottissimo e le sai tutte ), ma perché hai il vizio di credere che noi le sappiamo da noi: il che è falso; perché ingenuamente noi confessiamo di essere ignorantissimi, e abbiamo bisogno che il Vocabolario ce le spiani a lettere di frontispizio.
E peggio, portala in pace, peggio ti sei condotto nel dichiararci Ferrare Agosto. Tu ne l'hai posto nel quarto paragrafo di Ferrare, Munir di ferro, Conficcare i ferri a'piedi delle bestie; e con questa dichiarazione ci hai ferrato il mese di agosto come si ferrano i cavalli e i muli. Ma così non va bene, caro Frullone, credilo, non va bene. Quel modo di parlare è una delle mille corruzioni del volgo, cui la potente e continua forza del mal uso insensibilmente fa trapassare pur sulla bocca delle colte e dotte persone. Dovevi quindi avvertire ch'ei non viene mica da Ferrare, Munir di ferro e Conficcar chiodi, siccome tu ne lo dai, ma da Feriare, Fare le ferie: e stupisco che per la necessaria illustrazione di questa corrotta guisa di dire tu non ne abbia alcun motto; e più ancora mi meraviglio che avendo tu ammesso nel vocabolario Feria, Feriale, Ferialmente, Feriato, abbi poi immediatamente chiusa la porta a Feriare, verbo non solamente bello e ottimamente generato dal deponente latino Ferior, aris, atus sum, Fare vacanza, ma necessario, perché senza di esso il participio Feriato sarebbe vocabolo senza padre. E perdona ancora se reputiamo che il Varchi avrebbe parlato più nobilmente e più convenientemente alla dignità della Storia ( ché la Storia non è una vile fantesca, ma una grave matrona ) se in vece di quel plebeo Il primo mese di Agosto non si potette ferrare avesse detto non si potette feriare. Cosi né esso, né tu ci avreste ferrato quel mese come il maniscalco della Mancia ferrava il Ronzinante di D. Chisciotte.

Proposte di alcune correzioni e aggiunte al Vocabolario della Crusca
Vincenzo Monti
1819

A seguire nel 1826 la proposta la ripete Virginio Soncini:

Ferragosto. Si dice così il primo giorno del mese d'agosto.
Maestro Frullone, perché si dice così ? – Perché si dice così. – E non sai dire altro ? Udiam dunque un altro maestro, l'Alberti. Ferragosto, voce derivata da ferie d'agosto, nel qual tempo (ed era il primo di d'agosto) si celebravano le ferie augustali con grandi allegrie. Maestro Frullone, mi pare che maestro Alberti la sappia più lunga di te. Se mi dài licenza porrò questa bella definizione unitamente alla parola ſerragosto, e la trasporterò sotto la voce feriare, o feriato, fuori in somma della fucina del fabbro-ferraio. C. 1c2.

Proposte di alcune correzioni e aggiunte al Vocabolario della Crusca
Virginio Soncini
1826


E nell'ultima edizione del Vocabolario della Crusca, 1854, la quinta che incompleta si ferma alla parola ontano, il Ferragosto viene spiegato così:

Ferragosto. Sost. masc. Nome che si da al primo giorno d'Agosto, quando però, a imitazione delle Ferie Augustali, si celebri con allegrie o banchetti, o anche, come un tempo, con regali e mance. E' corruzione del lat. feriae augusti. - Cellin. Vit. 42: Otto giorni innanzi al Ferragosto, ogni dì dua ora, facemmo insieme conserto. Buonarr. Fier. 2, 1, 6: O mi fingo in quistion star sospettoso, Tempo di ferragosti e di natali. E Cical. III, 1, 14: Il quale [Giove] anch'egli il Ferragosto lassù facendo, delle sue vivande migliori a voi mortali distribuisce, né d'altro tempo tante insieme mai le fa piovere. Nell. Iac. Alliev. 1, 1: Un testone il mese; al Ceppo due dozzine fra cupate e cavallucci; a Pasqua due serque d'uova, e pel ferragosto un par di piccioni. Salvin, Annot. Fier. 401: Ferragosto, lat. feriae augusti, cioè mensis; nel qual tempo, siccome pel Natale, si sogliono dar le mance, come gli antichi le davano a capo d'anno. Saccent. Rim. 2, 34: Se a correr palj si mettesse in opra, Come per Ferragosto usa a Firenze, Capperi! andrebbe il mondo sottosopra. Guadagn. Poes. 1, 181: Vien la Pasqua e il ferragosto, E non c'è da far l'arrosto.

Vocabolario della Crusca 5 edizione - volume 5

Buon Ferragosto!

domenica 1 gennaio 2017

Le porte del Capodanno

... il mondo va sempre, muovendosi in cerchio e partendo da se stesso a se stesso ritorna ...

Saturnalia - Libro I
Ambrosius Theodosius Macrobius



Il veliero magico sul quale abbiamo ascoltato I sedici rintocchi di Capodanno fluttua sotto l'egida del protettore dei naviganti, delle navi, dei porti e di tutte le vie fluviali, quel Giano Bifronte divinità arcaica del pantheon degli " di indigetes ",  gli dei indigeni romani non adottati da altre religioni.
Giano è: 

" ... l’unico e giustissimo padre; il dio degli dei; il primo invocato nelle preghiere; e in tutto, per moltitudine di attributi suoi propri, simboleggiante nulla men che Gànesa indiano, Oriside egizio e Bacco greco, il principio di tutte le cose, o l’universal potere generativo della natura. Secondo altri interpreti era il sole nel suo corso annuale: l’ottimo creatore: il custode dell’universo: l’arbitro della pace e della guerra; in somma tal dio potentissimo, che ad esso lui la dottrina teologica riferisce ad una ad una le qualità e proprietà degli dei superni . ..

Storia degli antichi popoli italiani
Anonimo

La leggenda narra che Saturno, sotto la furia delle armi scagliate dal figlio Giove, perde il regno dell'Olimpo, viene accolto dal paese dei luoghi segreti che battezza promuovendo il nome Lazio, entra in contatto con i latini, gli insegna il vivere civile e inaugura per loro un'epoca d'oro

Saturno il primo fu ch'in queste parti
Venne, dal ciel cacciato, e vi s’ascose.
E quelle rozze genti, che disperse
Eran per questi monti, insieme accolse
E diè lor leggi: onde il paese poi
Da le latebre* sue Lazio nomossi.
Dicon che sotto il suo placido impero
Con giustizia, con pace e con amore
Si visse un secol d’oro ... 

Eneide - Libro VIII
Publio Virgilio Marone
latebre* = Luoghi nascosti, segreti

Nel Lazio Saturno conosce Giano:

" ... Fra lor nelle capanne e nelle selve
     Stette a lungo Saturno, e nol conobbe
     Altri che Giano ... "


La Feroniade
Vincenzo Monti 

che gli offre la sovranità su una parte del suo territorio per aver svelato alla sua gente i misteri dell'arte del coltivare la terra, del piantare il seme del grano e la vite, dell'edificare le case e le città, del coordinare l’ordine dell’anno. Le due divinità fondano così le loro due città, Gianicolo e Saturnia:

" ... Qui su, quelle ruine e quei vestigi
Di quei due cerchi antichi. Una di queste
Città fondò Saturno, e l’altra Giano,
Che Saturnia e Gianicolo fur dette ... "

Eneide - Libro VII
Publio Virgilio Marone


A Giano è conferito l'appellativo " Bifronte ", ha infatti due volti, uno che guarda verso il tempo passato e uno che guarda verso il futuro in divenire; uno sguardo è rivolto al caos e l'altro all'ordine, una delle due facce ha la barba, l'altra no e simbolicamente è l'aspetto femminile del dio che proviene dalla gemella/genitrice Ianua alter ego di Diana che da luna crescente nella triplice divinità si trasforma in Selene luna piena e poi in Ecate luna calante, una delle tante grandi madri assimilabile alla primigenia dea della fertilità Dia che nel corso del tempo viene identificata anche con Bona Dea, Iuno, e l'etrusca Uni. Da lei che si fa Ianua - porta, l'aspetto maschile Ianuo trae il dominio sugli elementi e il potere della nascita, della morte e della rigenerazione.
Lì dove c'è una fine, un nuovo inizio si compie, pertanto Giano presiede il passaggio tra l'anno vecchio e l'anno nuovo, con lui si chiude un anno e se ne apre un altro. Gennaio è il mese che prende il suo nome perché lui governa " i prima " le cose che vengono prima in ordine di tempo e nelle invocazioni ha la precedenza anche su Giove che governa " i summa " le cose prime per dignità; è celebrato il primo gennaio, come Pater Matutinus alla prima ora del mattino, e il 9 gennaio tra i dies Agonales*, in età repubblicana, il Rex sacrorum gli sacrifica un robusto ariete nero all’interno dell’antica Regia nel Foro Romano accompagnato dagli Agonenses/Saliens e va in processione precedendo il flamen Dialis - sacerdote di Giove.

dies Agonales* = Gli Agonalia istituiti da Numa Pompilio erano festività romane pagane, dedicate durante l'anno a quattro dei diversi: 
Il 9 Gennaio era dedicato a Giano dio degli inizi e delle fini. 
Il 17 Marzo a Marte dio della guerra.
Il 21 Maggio a Veiove protettore del bosco sacro in Campidoglio
L' 11 Dicembre ad Apollo dio del Sole e delle arti.

" ... Quando cominciò la guerra Sabina, a causa del rapimento delle giovani vergini, i romani si affrettarono a chiudere la porta che si trovava ai piedi del colle Viminale, che successivamente all'evento fu chiamata Ianuale, dato che in essa irrompevano i nemici; ma dopo che fu chiusa, subito si aprì da sola; quando si verificò la stessa cosa di nuovo e per tre volte, molti armati si disposero di guardia davanti alla soglia, dato che non avevano potuto chiuderla, quando all'improvviso si venne a sapere che da un'altra parte, combattendo in un acerrima battaglia, i nostri erano stati sbaragliati da Tazio. Per tale ragione i romani che proteggevano l'ingresso, fuggirono atterriti. E mentre i sabini stavano per irrompere attraverso la porta aperta, dal tempio di Giano irruppe una grande forza di acqua corrente, e molte schiere di nemici furono travolte. Per questo fatto si decise che, in tempo di guerra, come se Giano dovesse venire in soccorso alla città, le porte del tempio rimanessero aperte ... "

Ambrosius Theodosius Macrobius

Quindi la " Porta Ianualis " in onore di Giano, viene aperta in tempo di guerra e chiusa in tempo di pace, vi passano attraverso i militari romani in uscita, accompagnati simbolicamente dal dio sul campo di battaglia, e in entrata trionfanti al ritorno da una vittoria seguiti dal dio che riprende il presidio della città:

" ... Era in Lazio un costume, che venuto
è poi di mano in man di Lazio in Alba,
e d'Alba in Roma, ch'or del mondo è capo,
che nel muover de l'armi ai Geti, agl'Indi,
agli Arabi, agl'Ircani, a qual sia gente
ch'elle sian mosse, sí com'ora a' Parti
per ricovrar le mal perdute insegne,
s'apron le porte de la guerra in prima.
  Queste son due, che per la riverenza,
per la religïone e per la téma
del fiero Marte, orribili e tremende
sono a le genti; e con ben cento sbarre
di rovere, di ferro e di metallo
stan sempre chiuse; e lor custode è Giano.
Ma quando per consiglio e per decreto
de' padri si determina e s'appruova
che si guerreggi, il consolo egli stesso,
sí come è l'uso, in abito e con pompa
c'ha da' Gabini origine e da' regi,
solennemente le disferra e l'apre:
ed egli stesso al suon de le catene
e de la rugginosa orrida soglia
la guerra intuona: guerra dopo lui
grida la gioventú: guerra e battaglia
suonan le trombe; ed è la guerra inditta ...  "

Eneide - Libro VII
Publio Virgilio Marone

Le porte - ianuae  e i ponti sono dunque punti di passaggio - ianus che mettono in comunicazione un luogo con un altro, il dentro con il fuori, favoriscono il movimento e di conseguenza il mutamento che può essere sia fisico nella realizzazione di un'idea o spirituale nell' illuminazione che fa luce sull'oscuro caos che si trasforma nell'ordine della presa di coscienza e Giano che ne è il guardiano si fa Sole:

" ... Sorgi, o Consivo, spalanca tutte le porte, sii propizio. - Ormai egli ci darà ascolto.  Tu sei il buon Creatore, il buon Giano
Egli verrà, di gran lunga il migliore di quei re ... "


Dal Carme saliare in De lingua latina - Libro VII
Varrone

Anche gli incroci delle strade sono sacri a Giano e lì gli vengono offerti sacrifici e tavolette votive. Nella seconda metà del XIV secolo d.C. viene raffigurato con gli " ianitores" : il " baculum - scettro/bastone " e la " clavis - chiave " con cui di mattina apre la porta del cielo e di sera la chiude:

" ... ha nella manca 
Le chiavi Giano, e con la destra l'anno
Che a sé torna oramai va noverando ... "

Le selve - Ambra
Angelo Poliziano 

Giano relazionato alle porte diventa " Patulcius " da pàtere - aprire e " Clusius " da clàudere - chiudere:

" ... Mi chiamavano Caos gli antichi, ch'io sono antica divinità; 
vedi quali remoti eventi io stia celebrando.
Quest'aria traslucida e i tre restanti elementi,
il fuoco, l'acqua e la terra, costituivano un solo coacervo.
Appena tale massa si disgregò per la discordia dei corpi componenti,
separata andò a collocarsi in nuove sedi.
Il fuoco salì in alto, lo spazio vicino tolse
l'aria, la terra e il mare posarono in un luogo intermedio.
Allora io, che ero stato di forma sferica, molle
informe, mi ridussi nell'aspetto e nelle membra degne d'un dio.
E anche ora è piccolo segno dell'antica confusa figura
il mio apparire lo stesso avanti e dietro.
Ascolta qual sia la causa della forma che chiedi,
e insieme, come tu l'abbia appresa, quali siano i miei compiti.
Quando vedi ovunque, il cielo, il mare, le nubi,
le terre, tutto si chiude e s'apre per mia mano.
Presso di me è la custodia del vasto universo, il diritto
di volgere i cardini è tutto in mio potere.
Quando mi piace trarre dalla quiete del tempio di Pace,
ella cammina libera per vie ininterrotte.
Il mondo intero sarebbe lordato da mortifero sangue
se robuste sbarre non tenessero rinchiuse le guerre;
insieme con le miti Ore custodisco le porte del cielo,
e il fatto che Giove stesso ne esca e ne rientri è nelle mie mansioni.
Perciò sono chiamato Giano; e quando il sacerdote mi offre
la focaccia di Cerere e il farro misto a sale,
riderai dei nomi: ora infatti mi chiamerà Patulcio,
e ora Clusio secondo le formule sacrificali.
Certo la rozza antichità alternando i due nomi
volle indicare i miei diversi uffici.
Ti ho detto i miei poteri; ora apprendi l'origine
della figura, sebbene ormai tu stesso la veda in parte ... "

I Fasti - Libro I
Publio Ovidio Nasone

E' sposo della ninfa Camese  e padre di molti figli tra cui il dio del Tevere Tiberino e il dio delle sorgenti Fons.


Che in questo 2017 si chiudano le porte della guerra e sia per voi la pace. 
Auguri a tutti !

" ... Spieghi l'ale la pace, e imponga il freno
Del fiero Giano alle ferrate porte ... "

Farsaglia
Marcus Annaeus Lucanus

Per ulteriori informazioni:


mercoledì 13 agosto 2014

Feriae Augusti

Sextilis che in origine è il sesto mese del calendario lunare attribuito a Romolo, con il rimaneggiamento del 713 a.C., con l'aggiunta di Ianuarius e Februarius diventa l'ottavo mese nel calendario di Numa Pompilio e nell'8 a.C. il Senato romano dedicò questo mese a Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, che il 16 gennaio del 27 a.C. aveva ricevuto il titolo onorifico di Augustus, proposto secondo la tradizione da Lucio Munazio Planco.
Il termine Augustus deriva dalla radice latina augeo - accrescere, far crescere, rendere prospero e indicava qualcosa di venerabile, autorevole, consacrato e richiamava l'idea romana di una forza capace di accrescere la prosperità dello Stato e della comunità, eco simbolico della potenza generatrice e dell'abbondanza, presente in molte culture agricole mediterranee.

"Mi accingo a cantare alla Terra, Madre universale dalle solide fondamenta,vecchia venerabile, che nutre quanto si trova sulla superficie di essa. Da te procede la fecondità e la fertilità, o Sovrana!, e da te proviene dare e togliere la vita agli uomini mortali. Beato colui al quale tu, benevola, rendi onori; questi ha tutto in abbondanza ... dea augusta, generosa divinità! Salve, Madre degli Dei, sposa del Cielo stellato! Concedimi una vita felice come premio al mio canto! D’ora in poi mi ricorderò di te nei rimanenti canti."

Inno alla Terra Madre del Tutto
Inni Omerici

Agosto Palazzo Schifanoia - Ferrara 1468 - 1470 Cosmè Tura (attribuito)

Agosto
Palazzo Schifanoia - Ferrara
1468 - 1470
Cosmè Tura (attribuito)

Secondo un'ipotesi alquanto traballante, ripetuta così tante volte da apparire documentata, Augusto avrebbe istituito nel 18 a.C. le Feriae Augusti come periodo di riposo per i contadini dopo il raccolto, ma questa ricostruzione non trova un riscontro diretto nelle fonti antiche; i Fasti Amiternini attestano al 1° agosto una feria ex senatus consulto, cioè una festività stabilita dal Senato in ricordo della vittoria di Ottaviano ad Alessandria d'Egitto nel 30 a.C. e della fine della guerra contro Marco Antonio e Cleopatra;

"feriae ex senatus consulto quod eo die Imp. Caesar Divi f. rem publicam tristissimo periculo liberavit." - "Feria per decreto del Senato, perché in quel giorno l'imperatore Cesare, figlio del Divo, liberò lo Stato da un gravissimo pericolo."

testimonianza che dimostra l'esistenza di una celebrazione pubblica nel mese di agosto legata alla figura di Augusto, ma non prova che essa fosse chiamata Feriae Augusti, locuzione che in realtà è attestata solo in epoca cristiana.
Nel 7° secolo, ben 6 secoli dopo la morte di Ottaviano Augusto, il 15 agosto apre le porte alla celebrazione dell'Assunzione della Vergine Maria (vedi Assunzione di Maria) che incontra la locuzione Feriae augusti in riferimento alle Ferie di agosto, e in divenire  per evoluzione linguistica si contrae in  Ferragosto.
Tra il 1922 e il 1943, le associzioni del dopolavoro delle diverse corporazioni promuovono le gite fuori porta con l'attivazione dei Treni di Ferragosto che a prezzi basici permettono ai meno abbienti di raggiungere il mare, la montagna e le città d'arte vicine, innescando così il rito del pranzo a sacco e delle grigliate conviviali.

Agosto era comunque un mese particolarmente ricco nel calendario romano, con celebrazioni legate alla natura, alla campagna, ai raccolti e alla protezione della comunità:

La Dedicatio del Tempio di Diana sull'Aventino - il 13 di agosto veniva celebrata la Diana sovrana delle selve, custode delle sorgenti, degli animali selvatici e guaritrice; si crede che schiavi e patrizi senza distinzione di ceto si recasserono insieme al tempio presso il lago di Nemi per i rituali votivi.

"Quale ne' plenilunii sereni
Trivïa ride tra le ninfe etterne
che dipingon lo ciel per tutti i seni,"

Paradiso - Canto XXIII
Dante Alighieri

" Noi caste fanciulle e noi illibati fanciulli siamo in protezione di Diana: noi dunque puri fanciulli e noi intemerate verginelle Diana Cantiamo. O Latonia, del sommo Giove alta figliuola, cui la madre partorì presso un ulivo dell'isola di Delo, acciò tu fossi diva custode de' monti e delle verdeggianti selve, e de' reconditi boschi e risonanti fiumi. Tu nelle doglie di quelle che vengono in sul parto, sei detta Giunone Lucina; tu sei la potente Trivia, e sei detta Luna risplendendo d'un lume non tuo. Tu pure o Diva percorrendo l'annuo cammino del sole nel mensuale tuo corso riempi le rustiche case degli agricoli di buone ricolte. Per qualunque nome siati un piacere d'esser chiamata, santa Dea rimani con noi; e, mercè la buona tua protezione, conserva, come sei pur usata, l'antica gente di Romolo. "

Inno a Diana
Caio Valerio Catullo

Diana e Cupido 1761 Pompeo Girolamo Batoni

Diana e Cupido
1761
Pompeo Girolamo Batoni

Le Vinalia rustica o altera - erano le celebrazioni del 19 e del 20 agosto in cui il flamen dialis, sacerdote romano preposto al culto, insieme alle primizie della raccolta dell'uva offriva un agnello a Giove e a Venere nel rito propedeutico dell'auspicatio vindimiae che propiziava l'abbondanza dell'imminente vendemmia attuata dai contadini il 23 di agosto.
Il 23 di aprile invece Le Vinalia erano urbana o priora e onoravano il raccolto d'uva dell'anno precedente, trasformato in vino nuovo, con offerte a Giove.

Le Consualia - feste arcaiche risalenti a Romolo ricordavano Consus il dio ctonio - sotterraneo delle messi, del seme di grano, dei Consigli segreti e dei Concili, nume tutelare dei raccolti, dei granai e delle provviste, era festeggiato il 21 di agosto con l'illuminazione dell' Ara Consi nel suo tempio ipogeo al Circo Massimo, con le corse dei muli e la sfilata degli animali da soma bardati con ghirlande di fiori, di cui possiamo trovare traccia nell'odierno Palio dell'Assunta di Siena.
Le Consualia si celebravano anche il 15 dicembre e come spiega Tito Livio, durante i festeggiamenti, agli albori della nascita di Roma, avvenne il famoso " Ratto delle Sabine"

" predispose ad arte solenni giochi in onore di
Nettuno equestre, giochi cui diede nome di
Consuali. ... Accorse un gran numero di
persone, anche per la curiosità di vedere la
nuova città, e particolarmente i più vicini: i
Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne
anche, praticamente al completo, con mogli e
figli, la popolazione dei Sabini. "

Ab Urbe condita
Libro - I, 9
Tito Livio

Opiconsivia - festa del 25 agosto che onorava Ops - Opis, primigenia dea Madre della terra fertile, della ricchezza agraria e della munificenza, dea tutelare di Roma, senza averlo concepito con un dio o con un uomo ebbe un figlio che presiedeva la vegetazione in un ciclo di nascita, morte e rinascita, fu sposa di Consus ( da cui consivia - che semina) in alcune versioni e di Saturno in altre, veniva raffigurata con la cornucopia, lo scettro e le spighe di grano ( vedi Abbondanza )
La festa dedicata a Ops era proposta anche il 19 dicembre con il nome di Opalia al terzo giorno dei Saturnalia

" Si dice che Opi sia moglie di Saturno
tramite lei si esplica la terra,
poiché la terra distribuisce tutti i beni
al genere umano. "

Sesto Pompeo Festo

A lei erano dedicati un tempio sul Campidoglio, uno nel Foro e un sacrario nella Regia del Foro, accessibile solo al Pontefice Massimo e alle vestali.

Ops 1630 - circa Pieter Paul Rubens

Ops
1630 - circa
Pieter Paul Rubens

Ferragosto dunque, giorno in cui Sirio incomincia a esser visibile fin dall'albeggiare, ne ha fatta di strada per giungere a noi come festa di mezza estate, con le sue gite fuori porta tra il fuoco dei falò, l'acqua dei ruscelli e del mare, in un rito simbolico di purificazione e rigenerazione.

Buon Ferragosto a tutti

"Al tempo di Ottaviano imperatore, i senatori, vedendolo così magnifico, perché ai loro occhi non aveva uguali, e latore di tanta prosperità e di tanta pace che l'intero mondo gli porgeva tributo, dissero che lo volevano adorare, che in lui vi era santità, e che se ciò non fosse stato vero, egli non avrebbe avuto prosperità in ogni cosa. Ottaviano parlò, e chiese ai senatori un termine, e fece chiamare a sé la Sibilla Tiburtina, e tutto quello che avevano detto i senatori, egli riferì alla Sibilla. La quale chiese un termine di tre giorni. E la Sibilla digiunò tre giorni in quel palazzo, e poi rispose ad Ottaviano e disse: "Misericordia o imperatore, questo è il segno del giudizio. Il tuo sudore [Il tuo operato] rifonderà la terra. Dal cielo deve venire il re del mondo, forse a te è data licenza di vederlo". E in quell'istante il cielo si aprì, e su di lui discese una gran luce, ed Ottaviano vide in cielo una giovane donna incoronata di splendido aspetto su di un altare molto bello, e teneva in braccio un bambino. Ed Ottaviano ne ebbe gran meraviglia, ed udì una voce che così diceva: "Questo è l'altare del figlio di Dio". Ed Ottaviano si gettò immediatamente a terra e adorò Cristo. Poi raccontò questa visione ai senatori, e costoro se ne meravigliarono molto. Questa visione ebbe luogo nella camera di Ottaviano imperatore là dov'è la chiesa di Santa Maria in Campidoglio, e da allora innanzi fu chiamata Santa Maria in Ara Coeli."

Quando Ottaviano ebbe la visione in cielo.
Miracole di Roma
Anonimo
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