lunedì 1 gennaio 2018

Capodanno tra le pagine di un diario

Il veliero magico Anima Mundi intraprende il suo annuale viaggio nel tempo, ritorna al Capodanno di cento anni fa e approda a Tesis, una frazione del comune di Vivaro in provincia di Pordenone nel Friuli Venezia Giulia, dove durante la Grande Guerra si trasferisce e insegna una giovanissima maestra elementare nata a Venezia nel 1899, si chiama Brigida Salvadori; nel suo diario racconta la dura realtà che vive, descrive la convivenza con i soldati tedeschi che nell'autunno del 1917 si insediano nell'abitazione dei parenti che la ospitano, tiene traccia del lato umano degli invasori e instaura con loro un rapporto di civile cordialità. Brigida sopravvive al primo conflitto mondiale che però il 19 giugno 1918 le porta via per sempre il fidanzato Pietro " eroe alla testa del suo Reparto ".
Lei morirà nel 1977 all'età di settantotto anni.


Alessandra e Laura Salvadori scrivono nella presentazione:

"... Nel diario sono registrate con vivezza e semplicità - ma anche con lucidità e precisione sorprendenti data la giovane età dell'autrice - le piccole vicende e difficoltà di ogni giorno: sullo sfondo le notizie sempre più allarmanti sulla disfatta di Caporetto.
Si alternano speranza e delusione, rabbia per le inutili sofferenze provocate dalla cattiveria umana e fiducia in una Provvidenza che rappresenta l'unico baluardo contro la minaccia della fame e della morte. A tratti sembra che i personaggi abbiano respinto fuori dalla loro esistenza la drammaticità della guerra, cercando di costruire per se stessi e per i propri cari una labile oasi di pace ... "

Il Natale di Brigida:

25 dicembre 1917

Natale! È il secondo che passo fuori di casa, ma è terribilmente triste. Sono stata alla prima Messa, ho fatto pure la Comunione. Povera Chiesetta nostra sì mal illuminata! Poi non sono più uscita di casa: faceva assai freddo, Maria non aveva volontà d’uscire. Una giornata assai, assai triste! Stasera, dopo la mensa, il tenente ci offrì dei dolci col vino brulè; avevamo anche Gigi di Fratta con noi ed egli ci teneva allegri raccontandoci un mondo di storie. Ma la mia casa, il mio Pietro... Ah, Madonna Santa, pietà di noi!

Il suo Santo Stefano:

26 dicembre 1917

Stamane la Messa suonò assai per tempo perchè poi la Chiesa doveva essere a disposizione dei soldati. Vidi parecchi militi cattolici, ma nessuno di casa nostra: tanto il tenente come gli attendenti sono Evangelisti. Rimasi in casa fino all’ora del pranzo: poi Miutta si decise a cambiarsi ed andammo al Vespro, e di là dalla Gazzetta a prendere carta da disegno. Anche là c’erano dei soldati, ma molto antipatici. Ritornando ne incontrammo molti per istrada, e a tutti rispondevamo con tanto di broncio.
Il tenente andò in Chiesa e tornò verso le sei: anche Gustavo andò a Messa e ci lasciò l’incarico di fargli il caffè. Un bravo soldato è Gustavo! La zia gli ha detto che vuol tenerlo per figlio d’anima e lui ride di gusto. Per fortuna non abbiamo qui lo zio a farci inquietare con le bestemmie: egli ha portato le mucche nella stalla del nonno ancora domenica ed ora è sempre lassù. La sera stiamo quindi abbastanza in pace. Stassera, però, l’ufficiale era assai di malumore e noi avevamo pena. Chissà che cosa c’è in aria! Almeno fosse qualche cosa di buono per noi!


La vigilia del nuovo anno:

31 dicembre 1917

L’ultimo giorno dell’anno. Lo festeggiarono proprio i tedeschi, sebbene avessero in cuore il dolore per la prossima partenza. Ancora stamattina ci raccontarono che gli ufficiali erano stati a caccia ieri e avevano preso undici lepri per la cena di stasera. Furono tutti a far manovre fino alle undici e trenta. Pranzammo assieme assai allegri perché finalmente è tornato Willy, l’attendente che partì il giorno di Natale ....

... L’ufficiale fece colazione e poi andò a far toeletta. Scese di camera verso le cinque e fu assai triste tutta la sera, assai triste tanto che ne avevamo pena. Con voce commossa ringraziò tante volte la "nonna" di tutto quanto fece per loro. Io cercavo di animarlo dicendo che verrà presto la pace, ma era troppo avvilito. "Ho fatto tre anni a mezzo di guerra" diceva "ed ho visto molto: voi non conoscete le lotte della vita, ma io sì. Ho visto molte cose cattive e poco di buono. Qui stavo assai bene: avevo la pace, la gioia, tutto; e di tutto ciò non mi resterà che il ricordo, ma un ricordo eterno". Volle il mio indirizzo e lasciò il suo ...

... Allo scoccare preciso dell’ultima ora del 1917 spararono i mortaretti, poi le campane annunciarono l’anno novello! Anno nuovo, portaci la pace, portaci un po’ di gioia, che ne abbiamo bisogno! Tutti i soldati furono nel cortile a cantare, correre e sparare colpi. Gustavo e Willy dalla terrazza, altri dalle case vicine, iniziarono i fuochi, mentre la banda suonava e si sentivano mille voci di canti diversi. Io mi inginocchiai in un canto del cortile e pregai: " Gran Dio, benedici l’Italia, benedici noi misere creature! "

Il suo Capodanno:

1 gennaio 1918

Anno novello, anno novello, cosa porti teco di bello? La pace, han detto i soldati stamattina. Sì, ma dovrebbe essere presto, subito, perché siamo troppo stretti d’angoscia. Intanto comincia assai tristemente: potrebbe essere peggio? Non credo. Noi col cuore doppiamente oppresso: prima perché non sappiamo nulla delle nostre creature, poi per la rovina della casa; intorno a noi sospiri, melanconie, lagrime represse di una gioventù che va a morire... Non è questa un’agonia? Questi poveri soldati han cercato di fuorviare i tristi pensieri stanotte ed han suonato, cantato, fatto mille sciocchezze fino alle due.
Io dormii assai poco per tutte le suddette e altre ragioni. Mi alzai verso le sette e mezzo per aiutare Miutta a fare gli gnocchi. Che triste giorno! Nè Messa, nè Vespro, ma sempre a casa. Il primo a venire in cucina fu Willy, che rideva ancora per le scene di mezzanotte: poi scese Gustavo, ma era assai serio e pensoso. Andammo a metter loro sotto il naso gli auguri di Capodanno che avevo trascritti su d’un biglietto: commossi, ringraziarono stringendoci entrambe le mani. Il tenente ce li fece in chiaro italiano a noi tutti e rise quando gli risposi "Viel Gluck im Neuen Jahre" ...
... A mezzogiorno preparammo la tavola grande ove invitammo Gustaf, Willy, Oddo, assieme agli zii Piero e Maria. Com’erano commossi! Io pranzai nella rotonda, il tenente accanto al fuoco. Offrimmo a tutti un piatto di gnocchi, ch’essi trovarono eccellenti. L’ufficiale disse più volte che vuol mandare la ricetta a sua madre, acciò li faccia lei pure. Dopo pranzo io e Maria cambiammo d’abiti. Gustaf ci offrì la crema per le scarpe, il tenente mi regalò quella per i denti.
Quando ridiscesi trovai il tenente in conversazione coll’ufficiale anziano che abita da zia Regina. Presentai i miei auguri al buon uomo, che ricambiò con visibile piacere; poi mi mostrò i ritratti di sua moglie, del figlioletto: un bimbo di un anno e mezzo. Parlarono assai di guerra, ma io nulla potei capire: sentivo Monte Tomba, Valdobbiadene, Feltre e. . . caput. . . Non so che dedurne. Il vecchio ufficiale mi domandò un bicchier d’acqua: ridemmo tutti per la domanda strana invero ... Di vino sono proprio nauseati.
Mi fece capire che gli duole lasciar Tesis, che siamo buona gente. Avevano il tricolore germanico e volevano attaccarlo al mio grembiale, ma io non accettai ed allora lo buttarono al fuoco, ridendo della mia ripugnanza ...

... Curiosa di conoscere l’origine del dissidio austro-germanico, chiesi se ama gli austriaci. Dissemi che fra essi e gli italiani sceglie subito gli ultimi. Perchè? Non si spiegò del tutto, ma mi fece capire che i soldati tedeschi dovettero più volte aiutare l’Austria. "Beaucoup de sang, sourtout, nous avons donné ..." Quindi ... nicht amicizia! Ciò è pure un bene per noi: se la Germania si ritira i nostri batteranno l’Austria e riavremo i nostri cari fra noi. Oh, fosse domani! Maria rammendava calze e Gustaf le sedette vicino. Oh, quanti gesti gli fece il tenente! Ne indovinai il significato, sebbene egli mi traducesse con altre parole ... Fino ad ora di cena fu abbastanza di buon umore: mi mostrò le cartoline che devono spedire dal fronte, mi fece leggere in tedesco ridendo dei miei spropositi.
Ma dopo ... tornò per le otto e prese il lume per fare il bagaglio in camera. P., che andò con lui, disse che pianse tutto il tempo. Quando ridiscese era assai mesto e invano cercai di trarlo a parlare. Verso le nove la zia e P. andarono a letto ed egli ancora una volta li ringraziò per tutto quanto fecero con voce sì commossa che toccava l’anima. Rimanemmo in silenzio. Invano parlai e dissi che bisogna esser forti. Risposemi che ciò è facile a dire, non a fare. Allora tacqui e lasciai che dicesse l’animo suo. Era profondamente commosso. "Sempre, ma specie alla sera, vorremo pensare a questa buona dimora, cara come la nostra famiglia. Voi avete fatto molto per noi, ve ne ringrazio". Dissi che era assai poco ed ei ribattè: "Molto, molto, per dei nemici quali noi siamo" "Non abbiamo mai pensato che siete nemici, bensì creature dotate di cuore e sensi come noi" "Grazie, ma noi siamo e resteremo nemici". Dopo ciò espresse il desiderio di restar solo e noi venimmo in camera. Rimase un bel pezzo accanto al fuoco. Che pensava? A ciò cui pensa la nostra povera gioventù destinata a morire, la nostra sventurata gioventù cui è dato un calice amarissimo, cui è tolto ogni conforto terreno. Dio mio, quando ci solleverai?

Chi vuole leggere l'intero testo può cliccare su Diario dell'occupazione austriaca del 1917 - 18 a Tesis - Brigida Salvadori e può scaricare gratuitamente il libro per un uso personale e non commerciale.



Vi auguro di poter disegnare il vostro nuovo anno senza essere invasi e infastiditi dai nemici di ogni sorta e natura.
 Vi auguro di seguire la strada che tra tante avete scelto e vi auguro che sia cosparsa da quei ciottoli dell'improvvisazione che vi permettano di superare gli ostacoli che incontrerete lungo il cammino.
Vi auguro di realizzare i vostri desideri.
Felice 2018!

8 commenti:

  1. Conserverò il tuo augurio stretto nel cuore.
    Buon anno Amica mia ❤

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  2. Cara Sciarada, come sempre i tuoi post sono grandiosi!!! Buon anno cara amica con tutto il cuore.
    Ciao e ancora buon anno con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Giovani di qua e di là dal fronte a cui la guerra ha tolto la gioia di vivere o addirittura la vita.
    Bellissimo diario.
    Ricambio gli auguri che hai lasciato in questo post. Felice 2018

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  4. Cercherò di leggere con calma tutto il tuo bellissimo post.
    Volevo augurarti ogni bene cara Sciarada ed un 2018, prezioso e bello come tu desideri. Ciao ed un bacio enorme!

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  5. Grazie a tutti voi, vi abbraccio!

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  6. Il mio desiderio è di rivedere il sorriso in un paio di occhi azzurri...

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  7. Magnamo tempi duri e speranza. Buon anno Sciarà!

    Patrizia

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