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venerdì 3 aprile 2026

L'Agonia del Venerdì Santo

Crocifissione del Venerdì Santo

Tra gli strumenti di morte elaborati dalle civiltà antiche, la crocifissione occupa un posto singolare per la sua crudeltà e per la sua funzione simbolica; si tratta di un dispositivo costruito per esporre, umiliare e annientare pubblicamente il condannato; la sua origine non è riconducibile con certezza a un unico popolo, pratiche affini sono attestate nel mondo persiano, come riferisce Erodoto, e nel contesto punico, ma è con l'Impero Romano che assume una forma sistematica e diventa uno strumento centrale di controllo politico.
Nel mondo romano, la crocifissione era riservata a categorie sociali considerate marginali come schiavi, briganti, stranieri privi di cittadinanza e ribelli; più che punire, essa mirava a dissuadere, i corpi dei condannati, esposti lungo le vie pubbliche o in luoghi di passaggio, diventavano segni visibili del potere imperiale, la morte, lenta e spettacolarizzata, era parte integrante della pena.
Le fonti antiche, pur evitando descrizioni troppo dettagliate per l'orrore suscitato, lasciano intravedere la natura del supplizio, Seneca allude a una morte che si consuma "membro dopo membro", sottolineando la progressiva disgregazione del corpo.
Dal punto di vista fisiologico, la crocifissione comportava una combinazione di fattori letali, la flagellazione preliminare, spesso devastante, la perdita di sangue, la disidratazione e soprattutto la difficoltà respiratoria dovuta alla posizione sospesa; il condannato era costretto a sollevarsi per respirare, trasformando ogni atto vitale in un ulteriore momento di dolore, fino al collasso finale.
In questo contesto che si colloca la condanna a morte di Gesù Cristo, i racconti evangelici utilizzano il termine greco σταυρός/stauros, ricondotto alla radice indoeuropea *steh₂ - stare, essere posto in posizione verticale, parola che, nel I secolo indica lo strumento di esecuzione romano e che in origine significava semplicemente "palo eretto", e solo nel corso del tempo, ha ampliato il proprio significato fino a comprendere le diverse configurazioni del supplizio romano.
Nella tradizione neotestamentaria troviamo anche il termine ξύλον/xulon - albero, legno e a differenza di σταυρός non descrive la forma dello strumento, ma ne evidenzia la sostanza materiale; il suo uso, soprattutto negli Atti degli Apostoli, richiama la tradizione biblica dell'uomo "appeso al legno", segno di maledizione e infamia (Dt 21,23) e applicato alla morte di Gesù, il termine mette in luce la radicalità dell’abbassamento, la condivisione della condizione più estrema di esclusione e disonore.
Per lungo tempo, la croce rimane un simbolo difficile, quasi impronunciabile proprio per il suo carattere infamante; solo progressivamente, e in modo più evidente con Costantino, viene assunta come segno identitario del cristianesimo, fino a diventare emblema di vittoria e di vita.
In questa trasformazione si coglie uno degli elementi più profondi del pensiero cristiano, la capacità di attribuire un significato nuovo a ciò che, nella sua evidenza immediata, appare come pura negatività.

La croce del Venerdì Santo

Nel Venerdì Santo la memoria della morte di Cristo diventa esercizio di comprensione, Gesù percorre la via verso il Golgota portando la traversa del patibulum, accolto da un silenzio che alterna pietà e diffidenza; il cammino è scandito dalla folla, dagli sguardi dei discepoli, e dalla partecipazione delle donne che lo seguono, alcune con gesti di compassione e altre con sgomento.
Al Golgota, il Figlio di Dio è posto sulla croce, le mani e i piedi sono fissati al legno, il titulus posto sopra la testa dichiara il motivo della condanna, Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, mentre attorno a lui si dispongono i briganti e i soldati. Gesù vive la sua agonia e il grido di Gesù "Eloì, Eloì, lemà sabactàni? - Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Marco 15,34), va al cielo mentre ogni dettaglio diventa espressione della sua umanità e della sua missione salvifica.
La sua morte trasforma l'orrore della croce in rivelazione entro cui dolore e dignità si intrecciano, umiliazione e amore si sovrappongono, e la croce, simbolo di violenza, si fa segno di vita.
In questo modo, il Venerdì Santo, culmine della Passione, non ricorda solo una sofferenza passata, ma invita a entrare nella prospettiva cristiana, ciò che appare definitivo e distruttivo può essere attraversato e trasformato, fino a diventare strumento di liberazione e speranza.

Il Cielo del Venerdì Santo

Lieto Venerdì Santo

Ecco il reel sul Venerdì santo, da voi il cielo ha rispettato la tradizione?

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venerdì 18 aprile 2025

Il buio del Venerdì Santo

Siamo a  Ayacucho una città peruviana in cui, come sostiene l'autore che cito, "si vive la Settimana Santa più tradizionale del mondo ... e conserva il ricordo del cristianesimo più antico." 
Entriamo dentro il libro giallo "I delitti della Settimana Santa" di Santiago Roncagliolo per sfiorare, in un'atmosfera fittizia, delle reali tradizioni andine inerenti la Settimana di Passione:

"... Era scesa la sera. Il Signore del Santo Sepolcro era uscito dalla chiesa sdraiato in un'urna trasparente su di un letto di rose bianche. Il sangue gli sgocciolava dalla fronte, dal costato, dalle mani e dai piedi. La sua figura nell'oscurità era illuminata soltanto dai ceri dei notabili e dei ricchi della città. I fedeli vestivano di nero. L'illuminazione elettrica era spenta. In quel momento regnava un silenzio assoluto...... Si allontanarono rapidamente dalla folla in direzione del quartiere del Carmen Alto. Il procuratore si ricordò di essere andato in quella cattedrale da piccolo, un venerdì santo. Aveva sentito un lungo lamento e poi la chiesa era piombata nel buio, ricoperta di drappi viola. Uno dopo l'altro, i preti si erano avvicinati all'altare vestiti con tuniche scure lunghe fino a terra ...
... Portavano immense bandiere nere e le agitavano nell'aria come ali di lugubri uccelli. Senza sapere perché, gli sembrò che quella vecchia cerimonia avesse a che fare con loro. Arrivati in una strada più tranquilla, il procuraore cercò un posto dove parlare con calma ..."

I delitti della settimana santa
Santiago Roncagliolo
Traduzione Irina Matilde Bajini

Lieto Venerdì Santo

Via Crucis

Via crucis a cura dell'Orfanotrofio Antoniano maschile - Firenze

Stazione I - Gesù condannato a morte

Stazione I - Gesù condannato a morte

Stazione II - Gesù caricato della croce

Stazione II - Gesù caricato della croce

Stazione III - Gesù cade sotto la croce la prima volta

Stazione III - Gesù cade sotto la croce la prima volta

Stazione IV - Gesù incontra la sua SS. Madre

Stazione IV - Gesù incontra la sua SS. Madre

Stazione V - Il Cireneo costretto dai giudei a portare la croce

Stazione V - Il Cireneo costretto dai giudei a portare la croce

Stazione VI - Gesù asciugato dalla Veronica

Stazione VI - Gesù asciugato dalla Veronica

Stazione VII - Gesù cade sotto la croce per la seconda volta

Stazione VII - Gesù cade sotto la croce per la seconda volta

Gesù consola le donne di Gerusalemme

Gesù consola le donne di Gerusalemme

Stazione IX - Stazione VII - Gesù cade sotto la croce per la terza volta

Stazione IX - Stazione VII - Gesù cade sotto la croce per la terza volta

Stazione X - Gesù spogliato e abbeverato di fiele

Stazione X - Gesù spogliato e abbeverato di fiele

Stazione XI - Gesù inchiodato in croce

Stazione XI - Gesù inchiodato in croce

Stazione XII - La morte di Gesù in croce

Stazione XII - La morte di Gesù in croce

Stazione XIII - Gesù deposto dalla croce

Stazione XIII - Gesù deposto dalla croce

Stazione XIV - Gesù deposto nel Santo sepolcro

Stazione XIV - Gesù deposto nel Santo sepolcro

Lieto Venerdì Santo

Il reel sulla via Crucis del Venerdì Santo, potrà vederlo solo chi mi segue su instagram e non per mia scelta comunque è la stessa identica cosa di ciò che vedete qua a cui si aggiunge solo il movimento.

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La mattina della Prima Domenica di Quaresima

venerdì 29 marzo 2024

Venerdì Santo in stato di guerra

29 marzo 1918

Venerdì Santo! Giorno di mestizia profonda. Fui alla cosiddetta "Messa dei Presantificati" stamane ed assistetti ad una funzione del tutto nuova per me che in questo giorno non andavo in Chiesa al mattino. Stassera il parroco, commemorando Gesù crocefisso, ricordò e osservò che anche la nostra croce presente è ben dolorosa. Oh, se è dolorosa! E pesante pure! È necessario chiedere forza a Dio per non lasciarsi sopraffare dalla disperazione.

Diario dell'occupazione austriaca del 1917-18 a Tesis
1995
Brigida Salvadori

Via Crucis - Stazione I - Gesù condannato a morte - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione I - Gesù condannato a morte - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione II - Gesù consola le donne di Gerusalemme - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione II - Gesù consola le donne di Gerusalemme - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione III - Gesù cade sotto la croce la prima volta -  Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione III - Gesù cade sotto la croce la prima volta -  Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid 

Via Crucis - Stazione IV - Gesù incontra la Madonna - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione IV - Gesù incontra la Madonna - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione V - Gesù aiutato da Simone il Cireneo a portare la croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione V - Gesù aiutato da Simone il Cireneo a portare la croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VI - Gesù asciugato dalla Veronica - Prima metà del XVIII secolo -  Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VI - Gesù asciugato dalla Veronica - Prima metà del XVIII secolo - 
Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VII - Gesù cade sotto la croce la seconda volta - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VII - Gesù cade sotto la croce la seconda volta - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VIII - Gesù consola le donne di Gerusalemme - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione VIII - Gesù consola le donne di Gerusalemme - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione IX - Gesù cade sotto la croce la terza volta - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione IX - Gesù cade sotto la croce la terza volta - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione X - Gesù spogliato e abbeverato di fiele - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione X - Gesù spogliato e abbeverato di fiele - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XI - Gesù inchiodato alla croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XI - Gesù inchiodato alla croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XII - Gesù innalzato e morto in croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XII - Gesù innalzato e morto in croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XIII - Gesù deposto dalla croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XIII - Gesù deposto dalla croce - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XIV - Gesù deposto nel sepolcro - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Via Crucis - Stazione XIV - Gesù deposto nel sepolcro - Prima metà del XVIII secolo - Johann Lorenz Haid

Lieto Venerdì Santo


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