mercoledì 20 maggio 2026

L'equilibrio delle api

La Giornata Mondiale delle Api è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2017 e si celebra ogni anno il 20 maggio per commemorare la nascita di Anton Janša considerato uno dei pionieri dell'apicoltura moderna. L'obiettivo, con il sostegno anche dalla FAO - Food and Agriculture Organization, è la sensibilizzazione sulla loro importanza per la biodiversità, l'impollinazione e la sicurezza alimentare globale, soprattutto di fronte al loro progressivo declino.
Le api, che trovano oggi una rinnovata centralità culturale e ambientale, legate alla consapevolezza del loro ruolo fondamentale negli equilibri ecologici del pianeta indispensabili per gli ecosistemi, sono uno dei simboli più antichi e persistenti della storia umana; nessun altro insetto ha assunto in culture tanto diverse un valore così ricco di implicazioni religiose, politiche, morali ed esoteriche.
Nell'immaginario umano, l'ape è stata interpretata come manifestazione di ordine, regalità, lavoro, sapienza e armonia collettiva, la struttura dell'alveare come comunità organizzata, fondata sulla gerarchia, sulla disciplina, sulla cooperazione produttiva apparentemente perfetta mentre il miele e la cera rivestivano un ruolo centrale come prodotti di grande valore economico, alimentare e rituale.

Ape sul fiore dell'oxalis pes-caprae

Ape sul fiore dell'oxalis pes-caprae - acetosella gialla

Nelle civiltà mesopotamica, il miele è attestato come prodotto prezioso e raro, utilizzato in contesti alimentari e rituali, ma il simbolismo dell'ape rimane meno sviluppato e meno documentato rispetto ad altre culture del Vicino Oriente.
Nell'Anatolia ittita, invece, si riscontra un ruolo mitico più definito, Telipinu, divinità della fertilità e della vegetazione scompare provocando sterilità e disordine cosmico, gli dèi tentano invano di ristabilire l'ordine attraverso ricerche e interventi rituali, ma solo l'invio di un'ape permette di ritrovare la divinità e di avviare il processo di ristabilimento dell'equilibrio cosmico attraverso un'zione di risveglio e purificazione simbolica.
Nell'Antico Egitto il simbolo dell'ape bjt 𓆤 era legato alla regalità e all'idea di ordine cosmico, già nei primi periodi dinastici il sovrano era designato con il titolo simbolico nswt-bjtj - 𓇓𓏏𓊖 𓆤 - Colui del Giunco e dell'Ape, formula che rappresentava l'unificazione del nswt-re del giunco - Alto Egitto e del bjtj-re dell'ape - Basso Egitto. L'ape esprimeva quindi il potere ordinatore del re, garante dell'equilibrio universale e della stabilità dello Stato. (Vedi La terra dei faraoni - I templi di Karnak e i templi di Luxor)
Nell'antica Grecia il simbolismo dell'ape - μέλισσα-mélissa si sviluppa in ambito religioso e culturale, le api erano considerate creature vicine al mondo divino, mentre il miele era ritenuto sostanza sacra e legata all’immortalità. In diversi contesti cultuali, in particolare nei culti femminili legati a Demetra e Artemide, le sacerdotesse potevano essere indicate con il termine melisse, a segnalare una funzione di mediazione tra umano e sacro (Vedi La gioia della melissa). Accanto alla dimensione religiosa, si sviluppa anche una riflessione di carattere naturalistico e filosofico, con autori come Aristotele l'alveare diventa oggetto di osservazione sistematica e modello di organizzazione del comportamento animale collettivo, contribuendo alla nascita di una lettura razionale della natura e si afferma anche una lettura simbolica del miele come prodotto della trasformazione, in cui la raccolta del nettare da fiori diversi diventa immagine del sapere costruito attraverso l'esperienza e la conoscenza.
Nella tradizione ebraica biblica il miele assume un forte valore simbolico legato all'abbondanza e alla terra promessa, spesso descritta come   אֶרֶץ זָבַת חָלָב וּדְבָשׁ - érets zāvat ḥālāv u-devāsh  - terra dove scorrono latte e miele, in questo contesto il miele non è solo alimento, ma segno di prosperità e benedizione divina, associato a una condizione ideale di fertilità e stabilità. L'ape, pur meno centrale come simbolo autonomo, è presente indirettamente attraverso l'importanza attribuita ai suoi prodotti, inseriti in un orizzonte di significati legati alla provvidenza e alla generosità della natura.
Nel mondo romano questi significati vengono rielaborati in chiave civile e morale; autori come Virgilio descrivono l'alveare come una società ideale fondata su disciplina, cooperazione e lavoro condiviso, mentre l'ape - apis diventa emblema delle virtù della laboriosità e dell'ordine collettivo. Il modello dell'alveare assume così valore politico e sociale, riflettendo un'idea di comunità armonica in cui l'individuo opera per il bene complessivo.

"... Solo loro hanno in comune i figli, un'unica casa per tutte, e vivono seguendo leggi rigorose, solo loro riconoscono sempre la patria, il focolare, e sapendo che tornerà l’inverno in estate si sottopongono a fatica per riporre in comune ciò che si procurano.
Così alcune provvedono al cibo e secondo un accordo stabilito si affannano nei campi; una parte, nel chiuso delle case, pone come base dei favi lacrime di narciso e glutine vischioso di corteccia, poi vi stende sopra cera tenace; altre accompagnano fuori i figli svezzati, speranza dello sciame; altre accumulano miele purissimo e colmano le celle di limpido nettare.
Ad alcune è toccata in sorte la guardia delle porte e a turno osservano se in cielo le nubi minacciano pioggia, raccolgono il carico delle compagne in arrivo e, schierate a battaglia, cacciano dall'alveare il branco ozioso dei fuchi: ferve il lavoro e il miele fragrante odora di timo ... (Vedi Il soffio vitale del timo)
... Alle anziane sono affidati gli alveari, l'ossatura dei favi, la costruzione dell'arnia a regola d'arte; le più giovani invece tornano sfiancate a notte fonda con le zampe cariche di timo; prendono il cibo in ogni luogo, sui corbezzoli e i salici grigi, la cassia, il croco rossastro, il tiglio unto e i giacinti scuri.
Per tutte uguale il turno di riposo, per tutte il turno di lavoro: la mattina sfrecciano fuori, e non c'è sosta; poi, quando la sera le induce a lasciare campi e pasture, solo allora tornano a casa e pensano a se stesse; in un brusio crescente ronzano intorno all'arnia davanti alle entrate. Quando infine dentro le celle vanno a riposare, cala il silenzio della notte e un giusto sonno pervade le membra stanche.
Se però incombe la pioggia, evitano di allontanarsi troppo dalle case, non si fidano del cielo se irrompe il vento, ma vanno per acqua vicino alla città protette dalle mura, tentano brevi sortite e a volte, come si zavorrano le barche in preda ai flutti, portano con sé granelli di sabbia per reggersi in volo tra le nubi leggere.
Un comportamento delle api ti stupira: non si accoppiano fra loro, snervando nel piacere fino all'esaurimento il proprio corpo e non partoriscono i figli con dolore, ma dalle foglie, dalle erbe profumate raccolgono i piccoli con la bocca: sostituiscono così il re e la comunità dell'alveare, ricreando la corte e il reame di cera. Spesso nel loro continuo vagare si spezzano le ali contro lamine di roccia e così per lo zelo tendono l'anima sotto il fardello, tanto è l’amore che portano ai fiori e il vanto di produrre miele.
Ma per quanto sia breve il limite che a loro destina la vita (non supera di norma i sette anni), la razza rimane immortale e a lungo negli anni si regge la fortuna di una famiglia: si può risalire agli avi degli avi ..."

Georgiche
Virgilio
Traduzione Luca Canali

Con il cristianesimo il simbolismo assume ulteriori significati spirituali, l'ape diventa emblema di purezza, operosità e comunità ordinata, mentre il miele e la cera acquisiscono un valore liturgico legato al culto e alla luce sacra, l'alveare viene spesso interpretato come immagine della comunità cristiana ideale, in cui molti individui cooperano in modo armonico come un unico corpo spirituale.

"... Come le api producono miele, così Ambrogio diffuse la dolcezza della parola divina ..."

Il meraviglioso e il quotidiano nell'Occidente medievale,
Jacques Le Goff,
Traduzione Michele Sampaolo

Nel Rinascimento e nell'età barocca assume anche una funzione araldica e politica, celebre è il caso della famiglia Barberini, il cui stemma presenta tre api dorate; con il pontificato di Urbano VIII il simbolo si diffonde nell'arte e nell'urbanistica di Roma, diventando segno di prestigio dinastico e autorità di governo. (Vedi La Barcaccia)
In età moderna, conosce una nuova rilettura politica con Napoleone Bonaparte, che adotta l'ape come emblema del Primo Impero Francese. Le api dorate sostituiscono il giglio borbonico e decorano insegne, abiti e arredi imperiali, richiamando anche l’idea di continuità storica e di legittimazione del potere attraverso simboli di antiche origini.
Tra XVIII e XIX secolo l'ape entra nei sistemi simbolici delle correnti esoteriche europee; nella Massoneria l'alveare diventa modello di cooperazione e costruzione morale della società, mentre nel Rosacrocianesimo e nelle interpretazioni alchemiche la trasformazione del nettare in miele viene letta come metafora del perfezionamento interiore e spirituale.
Con la Rivoluzione Industriale viene ulteriormente reinterpretata come immagine di efficienza produttiva e organizzazione del lavoro collettivo, anticipando alcune visioni moderne di sistema integrato e cooperazione sociale.
Nel mondo contemporaneo, infine, è associata a sostenibilità, collaborazione e intelligenza collettiva, parallelamente cresce la consapevolezza della crisi degli impollinatori, minacciati da pesticidi, perdita di habitat e cambiamenti climatici. 
La storia simbolica dell'ape mostra così una straordinaria continuità culturale, pur attraversando epoche e civiltà differenti, il suo significato ruota attorno a pochi nuclei fondamentali come ordine, cooperazione, fertilità, sapienza e armonia collettiva e nella sua lunga durata storica, esprime una delle intuizioni più profonde della cultura umana, l'idea che la complessità e la sostenibilità possano nascere dall'azione coordinata di molti individui, ciascuno inserito in una funzione essenziale del tutto.

giovedì 14 maggio 2026

Ascensione, ritorno al Padre

L’Ascensione di Cristo 1460-1464 - Andrea Mantegna - Galleria degli Uffizi - Firenze

L'Ascensione di Cristo 1460-1464 
Andrea Mantegna 
Galleria degli Uffizi - Firenze

La vita umana non è lineare né stabile, né semplice accumulo di esperienze, ma un movimento continuo di inquietudine, attraversamento, disfacimento e ricostruzione. Ogni fase autentica dell'esistenza comporta la perdita della configurazione precedente di sé e l'emergere di una coscienza più unificata e consapevole.
La crisi è una soglia, ciò che la tradizione cristiana riconosce simbolicamente nella Quaresima, tempo in cui l'uomo entra nella sottrazione dell'abbondanza di certezze, delle illusioni di controllo affidate ai pronostici; riconosce la propria frammentazione, e proprio lì inizia a ricercare un sé più profondo e più vero che si compie nella Pasqua, passaggio dalla crisi alla rinascita, in cui la morte di uno schema diventa condizione per la nascita di una forma nuova e più matura.
L'Ascensione di Gesù, che si attua oggi, quaranta giorni dopo la Pasqua e verrà celebrata domenica 17 maggio, completa proprio questo processo che il figlio di Dio ha realizzato pienamente, mostrato e restituito all'uomo come possibilità che conduce a una salvezza concreta che conquista la vita e non la consegna a un destino augurato che decide per lei (Vedi Auguri). 
Cristo che ha preso su di sé il sacrificio, ha indicato la via e l'ha resa percorribile come evoluzione universale dell'esperienza umana, trascende e torna al Padre, in quella dimensione originaria e invisibile da cui ogni percezione capace di elaborare senso proviene, la sua presenza continua attraverso il dono dello Spirito Santo che si effonde nell'interiorità degli esseri umani, liberi di camminare sulle proprie gambe.
Il cristianesimo è la forma attraverso cui si è sviluppata gran parte della nostra idea di persona, coscienza e libertà; siamo nati dentro questa eredità culturale e spirituale che ha preso vita, si è sviluppata e ha vissuto in un crogiuolo di culture del Vicino Oriente antico, del mondo ebraico, greco e romano. In questo spazio condiviso, agli stessi simboli e ai linguaggi che circolavano veniva attribuito un significato diverso nelle differenti matrici spirituali e ciò ha contribuito a convalidare una mentalità collettiva complessa, segnata da conflitti, tensioni, paure e rapporti di potere, giunta fino a noi, nella quale il messaggio cristiano ha trovato resistenze, avanzamenti, retrocessioni e contraddizioni rimanendo ancora oggi un orizzonte non del tutto espresso.

Lieta Ascensione di Cristo!

Per ulteriori informazioni

lunedì 11 maggio 2026

A Occidente Giove e Venere si guardano

A Occidente Giove e Venere si guardano

Nel cielo di maggio, lì a Occidente mentre il giorno si spegne, Giove e Venere si guardano


domenica 10 maggio 2026

La luce calda adagia

Sulle ferite
La luce calda adagia
Raggio di Sole

Sciarada Sciaranti


Auguri Raggio di Sole

Lieta Festa della Mamma Raggio di Sole, tantissimi auguri da me e Sorellina.
Auguri a tutte le mamme ovunque esse siano... anche a te Mamma preoccupata, vedrai che tutto si risolverà nel modo migliore per tua figlia, ricambio la stima.

giovedì 7 maggio 2026

Quattro età della Bella Dormiente

 
Quattro età della Bella Dormiente

Puntiamo lo sguardo in basso a sinistra; dal bocciolo sfocato della Bella Dormiente saliamo lungo lo stelo fino al centro, qui vediamo un fiore di un fucsia acceso, proseguiamo in alto sulla sinistra dove ci appare un altro fiore dalla tonalità che vira verso un rosa più tenue, seguiamo ora un arco immaginario che si piega a destra per connetterci con un quarto fiore, il più pallido di tutti, il più saggio e il più sciupato, l'unico che può dire di aver vissuto la sua vita a pieno...

Per ulteriori informazioni

La Bella Dormiente

lunedì 4 maggio 2026

Raggi di primavera

I raggi del sole e i profumi della primavera sono una carezza cosmica che attraversa il corpo, rilassa il pensiero e ci trasforma in vita che semplicemente sente se stessa.

Raggi di primavera

" ... Mai giorno di primavera era stato così serenamente bello; mai raggio più tiepido di sole aveva svolte per l'aria, in sottilissime vaporazioni, le fragranze dei fiori. Bei giorni, momenti beati, nei quali l'uomo, penetrato da quei raggi di sole, rallegrato da quelle fragranze, si sente vivere con voluttà, dimenticando un tratto la grave molestia dell'esser nato! ..."

L'olmo e l'edera - 1869
Anton Giulio Barrili

venerdì 1 maggio 2026

Un altro vento

Il vento del Primo Maggio

Stessa spiaggia, stesso, mare, stesso sole, un telo, un altro vento per lui che attende il primo plenilunio di maggio per addormentarsi sotto il peso della stanchezza.

Lieto Primo Maggio

P.S. Questa sera il post verrà agiornato con la foto della prima luna piena di maggio e ricordatevi di alzare gli occhi verso il cielo :-).

Ecco

Plenilunio 1 maggio 2026

Due pleniluni incorniceranno il mese di maggio, uno lo apre questa sera e l'altro lo chiuderà il 31 maggio

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...