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martedì 30 aprile 2024

Cascata di resina

La cassa piena di polvere del rifugio era scoppiata come una bomba e tutto il big-tree aveva preso fuoco, ardendo come una torcia gigantesca.
Saturo di resina come era, fiammeggiava spaventosamente, tuonando e sibilando.
La sua corteccia si spaccava, lasciando scorrere dei veri torrenti di fuoco, i rami si contorcevano e scoppiettavano, le foglie si accartocciavano, poi prendevano anch’esse fuoco.
Una luce intensa, vivissima, si proiettava sotto la foresta.
Il gigante, minato alla base, sventrato dallo scoppio di trenta o quaranta libbre di polvere, aveva, dopo forse tre o quattromila anni, i suoi minuti contati.
Fortunatamente quegli alberi, avendo bisogno di molta terra per nutrire la loro mole, non crescono che ad una certa distanza gli uni dagli altri, sicché gli incendi sono rarissimi.
Guai se tali foreste venissero invase dal fuoco, colle centinaia di migliaia di barili di resina che stanno rinchiusi entro le loro fibre!... Nessuno che si trovasse accampato sotto quei colossi certo si salverebbe, come non si salverebbe nessun villaggio e nessuna città che si trovasse fra due foreste.

La scotennatrice - 1909
Emilio Salgari

Resina

venerdì 26 aprile 2024

Lo spirito del bosco

Nel bosco, un lupo vorace, per nutrirsi massacrava tutti gli animali senza il minimo discernimento, facendo una gran carneficina. Gli altri animali, preoccupati, si recarono in delegazione dallo Spirito del Bosco per lamentarsi. Lo Spirito del Bosco convocò il lupo al proprio cospetto.
«Lupo,» gli disse «ho deciso che non mangerai più un solo animale per un anno intero, così da compensare i tuoi eccessi. Ti nutrirai soltanto di fragole. Ti conferisco il potere di digerirle.»
«Un anno!» gemette il lupo, tutto tremante. «Come farò a resistere?»
«Trecentosessantacinque giorni, trecentosessantacinque notti. Né uno di più né uno di meno!» tagliò corto lo Spirito del Bosco. «Promettimi solennemente che non infrangerai la mia sentenza.»
Il lupo alzò la zampa e giurò solennemente di rispettare la promessa. Per molti giorni, piangendo amaramente, si nutrì di fragole. Vagava famelico, sognando qualcosa di più sostanzioso da mettere sotto i denti, quando all’improvviso, a una svolta del sentiero, si imbatté in un magnifico agnello bene in carne. Sentì ribollire il sangue. Si gettò sul povero animale e lo uccise brutalmente. Stava già per mangiarselo in un solo boccone, quando si ricordò della promessa.
«Come ho potuto promettere una cosa tanto insensata?» gemeva, vedendosi alle strette. E ragionò così:
“Vediamo... In fondo, che cos’è un giorno, e che cos’è una notte? Quando viene la notte e dormo, ho gli occhi chiusi. Quando è giorno, li ho aperti. Se chiudo gli occhi e li riapro, posso passare molto in fretta dalla notte al giorno.”
Convinto di questo ragionamento, il lupo si mise a chiudere e riaprire gli occhi freneticamente, tanto che un “anno” passò per lui in pochi istanti. Poi divorò la sua preda senza il minimo scrupolo.

Leggendo questa storia ho pensato a me stesso, a tutte le volte che ho infranto le regole, a tutte le volte che non ho mantenuto le promesse.
Talvolta crediamo di fare un lavoro e in verità non lo facciamo. Crediamo di dare, e non diamo nulla. Bariamo.

La risposta è la domanda - Un lupo a dieta
Alejandro Jodorowsky

Lo spirito del bosco - Visioni

venerdì 5 aprile 2024

L'occhio apotropaico di Madre Natura

Gli esseri umani osservano la natura, si relazionano con lei e attraverso i processi mentali in continuo divenire la interpretano, creano significati attraverso le esperienze che vivono e all'apparato ricettivo e reattivo aggiungono quello simbolico per cui un organo di senso come l'occhio, nelle più disparate culture, può assumere un valore apotropaico* che lo vede scolpito, inciso e dipinto lì dove si crede ve ne sia la necessità.
Gli antichi greci gli occhi - ὀφθαλμόι/oftalmoi li dipingevano sulle pareti delle abitazioni; sui vasi, soprattutto sulle tazze dette κύλικες/kiulikes per impedire agli spiriti maligni di entrare in bocca con il liquido ingerito, e sulla prua e la poppa delle navi per proteggere il viaggio in mare similmente agli egizi che lo ponevano anche tra i bendaggi delle mummie o dentro i sarcofagi per proteggere il viaggio dei defunti nell'aldilà e sui muri delle case per difendersi dai ladri.
A volte succede che Madre Natura si riappropri delle sue forme e per proteggersi le mostri tra i nodi di un albero ferito.

apotropaico*= Dal greco ἀποτρόπαιος/apotropaio - che allontana deriva di ἀποτρέπω/apotrepo - allontanare

Occhio apotropaico di Madre Natura

giovedì 4 aprile 2024

Lignificata dalla natura

 Vi è mai capitato di vedere l'Italia centro-settentrionale lignificata dalla natura, con le Alpi per cappello e dotata di due occhietti? 

Eccola!

Visioni: l'Italia centro-settentrionale lignificata dalla natura, con le Alpi per cappello e dotata di due occhietti

Ditemi se non sembra lei... Aggiungo che, a destra della foto in alto, c'è anche una murena con la bocca aperta che vuole mangiarla

martedì 15 maggio 2018

Cortecce

Si espongono per proteggere il loro centro vitale e preservano la loro dimensione più intima e segreta, sono barriere temprate dagli attacchi esterni delle falangi nemiche e le loro ruvide cicatrici che ne raccontano la storia diventano universo per piccoli organismi.
  

Platano 


Castagno


Eucalipto


Ontano


" ... S’appoggiò al tronco d’un albero gigantesco, ripensando lo sguardo dolce della vittima invulnerabile. E gli parve di sentire dietro di sé, dall’interno del tronco, una eco lontana di musiche e di voci; si volse, fece il giro dell’albero: nessuno. Si riappoggiò al tronco. E riudì il suono e le voci.
Picchiò la corteccia col pugno impaziente.
La corteccia cigolò, s’aprì a due battenti, e al principe sbigottito apparve una scalea abbagliante. Egli salì i primi scalini, trasognato, udì il colpo della porta che si chiudeva. Il palazzo era immenso. Le scale, gli atrii, i corridoi, le logge, le sale si succedevano senza fine, ricche di marmi, di porfido, di diaspro, di gemme. Aquilino s’avanzava trasognato ... "

La lepre d'argento
Guido Gozzano 


Pino nero


Faggio 


Faggio secolare


Pino domestico

domenica 21 settembre 2014

Come una farfalla

" La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume il colore delle foglie sulle quali si posa… si diventa ciò che si contempla. "

Gustave Flaubert


... Ed io sono diventata una farfalla

mercoledì 30 aprile 2014

" Un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti "

" Scrivendo sprofondo dentro le masse di acqua marina come un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti. Poi, venendo fuori, metto ad asciugare sulle rive i tesori che ho trovato; poi ragiono su come comporli, come renderli riconoscibili e identificabili. "

Dentro le parole 
Dacia Maraini


Voi riuscite a riconoscere un palombaro in questa foto?

Buon 1° Maggio

giovedì 26 aprile 2012

L'occhio del ciclope

Cortecce

" Oh caro Bacco...
Io, tuo ministro*, servo il monòcolo 
Ciclope, ed erro, cinto di misere
vesti caprine,
lungi da te! "

Ciclope
Euripide

Ministro* = dal latino minister e minus - meno, nell'accezione di persona subordinata che presta servizio ad un superiore, servo.

venerdì 20 gennaio 2012

Il guscio infranto

Corteccia a forma di uccellino che esce dal guscio

Un colpo dopo l'altro e ruppe quel guscio
che senza lasciargli lo spazio di un respiro,
seguiva aderente le curve modellate del suo corpo.
Un alito di vento lo sfiorò e un brivido lo percorse
dissolvendo il gradevole tepore
che lo aveva avvolto fino a quel momento,
avvertì un certo fastidio e sentì solo per un istante
che quella gabbia che lo imprigionava,
ritornava a essere la sua protezione,
quel rifugio accogliente che non voleva abbandonare.
Guardò fuori con un occhio e vide l'immensità,
immersa in una luce non filtrata, vivida e brillante,
ora sapeva cosa fosse il terrore,
il cuore gli batteva così forte
che sembrava volesse scoppiare
e con un istinto irrefrenabile, incontrollabile,
colpì di nuovo il guscio provocando una crepa
che allentò quell'irritante e insopportabile senso di costrizione
che lo comprimeva ostinatamente,
si caricò di nuovo vigore,
continuò a colpire, colpire, colpire.
Frantumò il suo mondo, infranse la paura
si liberò e capì...
Era pronto per esplorare l'infinito.

© Sciarada Sciaranti

P.S. Qualcuno di voi , nella foto, riesce a vedere l'uccellino con l'occhio e le piume nere che con il becco colpisce e genera una crepa nel guscio che lo avvolge ancora quasi completamente?

Aggiornamento 23 gennaio 2012

Corteccia a forma di uccellino che esce dal guscio

Forse così, l'uccellino con l'occhio (freccia azzurra) e le piume nere (frecce gialle) che con il becco (freccia rossa) apre una crepa (freccia rosa) nel guscio (freccia celeste) che lo avvolge ancora quasi completamente, è più visibile

lunedì 5 settembre 2011

Lo spirito silvestre

Corteccia con la forma di uno Spirito silvestre


" E immensi noi siam nello spirito silvestre, d'arborea vita viventi "

La pioggia nel pineto
Gabriele D'Annunzio

lunedì 8 agosto 2011

Sentinelle

Corteccia d'albero con occhi


" Oculi tanquam speculatores altissimum locum obtinent "

" Gli occhi, come sentinelle, occupano il più alto posto del corpo " 
Marco Tullio Cicerone

P.S. Elettra che meravigliosa, inaspettata e graditissima sorpresa!!
GRAZIE per avermi dedicato il tuo ultimo post, è bellissimo!
Chiunque voglia vederlo clicchi su Ad Maiora

lunedì 11 luglio 2011

L'alieno

Corteccia d'albero a forma di alieno

" ... L'alieno era fermo lì, i tentacoli che tentavano vanamente di di estrarre l'arpione. Sembrava fremere e tremare, poi dovette rendersi conto che non sarebbe riuscito a fuggire, perché rotolò nellasua direzione protendendo verso di lui i tentacoli artigliati ... "

Arena
Fredric Brown
Traduzione Marco Crosa

martedì 14 giugno 2011

Il volto

Corteccia d'albero con un volto


" Per un vero artista dovrebbe essere bello soltanto quel volto che, del tutto indipendentemente dall'aspetto esterno, brilli della verità che è nell'anima. " 

Mahatma Gandhi
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