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sabato 26 settembre 2026

Rosa d'autunno

Certi legami non hanno bisogno di una presenza costante, non si misurano con il tempo passato insieme, con la quantità di messaggi o con quante volte ci si vede, alcuni legami semplicemente esistono, resistono alle distanze e agli anni che si susseguono su strade diverse. Non so quanti di voi conoscano Johakim de LA CROCE DEL SUD; nella mia vita è entrata oltre 16 anni fa, è una di quelle persone che pur essendo altro da te sono dentro di te, le senti talmente tanto profondamente nell’anima che sai cosa ti direbbero in ogni occasione senza neanche la necessità di chiamarle.
Tu sei e sempre sarai la Mia Bella Rossa Joh; hai trovato qualcuno che sa guardarti come meriti, che sa ascoltare i tuoi silenzi, che sa tenerti la mano nei giorni facili e soprattutto in quelli difficili; oggi, in un meraviglioso settembre, in cui anche le rose sanno ancora fiorire, ti unirai a lui, io sono immensamente felice per te, per voi e voglio dirlo al mondo.

Tantissimi auguri!

Rosa d'autunno

“Perché vi amo”, Signore?
Perché –
Il Vento non domanda all’Erba di rispondere
Perché quando Egli passa
Non può restare al suo posto.
Perché Egli sa –
E Voi no –
E Noi non lo sappiamo –
Ci basti la Saggezza
Che è così –
Il Lampo – non chiese mai all’Occhio
Perché si chiude – quando è vicino –
Sa che non può parlare –
E le ragioni –
Non contenute – del Discorso –
Le preferiscano i Raffinati –
L’Aurora – Signore – mi si impone –
Perché è l’Aurora – e io vedo –
Di conseguenza – Poi –
Io amo Te.

Poesie d'amore
Emily Dickson
Traduzione Margherita Guidacci

mercoledì 23 settembre 2026

L'equinozio d'autunno nel punto della Bilancia

Equinozio d'autunno 2026

La Terra è come una gigantesca trottola, la precessione degli equinozi è il lento movimento dell'asse terrestre, dovuto principalmente all'azione gravitazionale del Sole e della Luna sul rigonfiamento equatoriale della Terra; descrive nello spazio un cono in un ciclo di circa 25.800 anni e determina, tra le altre cose, il progressivo spostamento dei punti equinoziali rispetto alle stelle; il cielo dunque smette di essere una fotografia e diventa una storia così lenta che nessun essere umano può assistere al suo svolgimento, ma che si può ricostruire osservando le tracce lasciate dalle generazioni che ci hanno preceduto. 
Nel cielo delle antiche corrispondenze, il punto dell'equinozio d’autunno era associato alla costellazione della Bilancia, mentre oggi è invece proiettato nella regione della Vergine, ma nel sistema zodiacale tropicale; che suddivide l'eclittica geometricamente in dodici settori uguali di 30° ciascuno*, scollati dalle costellazioni che, tra l'altro, hanno dei confini irregolari, non hanno la stessa grandezza e non possono essere contenute in porzioni tutte uguali; con l'inizio dell'autunno il Sole entra nello spazio che va dal 180° al 210° dell'eclittica, corrisponde a 0° Bilancia che diventa segno, simbolicamente immagine della ricerca dell'armonia, dell'equilibrio e del confronto tra gli opposti. 
La luce comincia a ritirarsi, le giornate si accorciano, le ombre si allungano, il furore dell'estate si trasferisce nei colori della natura e dalla dimensione esteriore si passa a quella interiore in una ricerca più introspettiva necessaria al nostro ciclo vitale.

*N. B. La suddivisione dell'eclittica in dodici settori di 30° ciascuno nasce nella tradizione astronomica babilonese, che tra il V e il IV secolo a.C. consolida una griglia regolare per individuare e registrare la posizione del Sole, della Luna e dei pianeti lungo lo zodiaco. I dodici settori erano associati alle antiche figure zodiacali e, nel cielo dell'epoca, esisteva una sostanziale corrispondenza tra i settori e le regioni stellari da cui prendevano il nome. La tradizione astronomica greca accolse e sviluppò questa griglia, elaborando successivamente il riferimento tropicale, basato sui punti equinoziali e solstiziali, e conservò l'antica nomenclatura zodiacale, nonostante la precessione degli equinozi.


Lieto Equinozio d'autunno!
Ecco il reel sull'equinozio d'autunno



 Per ulteriori informazioni

domenica 20 settembre 2026

La voce delle radici

20 settembre, domenica

"... Adesso, a settembre inoltrato, il verde delle foglie si è trasformato in un colore ramato e le chiome appaiono qua e là chiazzate di giallo. Mentre percorro il viale c’è una specie di dialogo tra me e gli alberi e a volte sembra mi riconoscano e siano contenti della mia attenzione. Ho sempre amato gli alberi e devo confessare che più di una volta li ho abbracciati...
... Devo proprio un grande grazie alla natura, al mare, al vento, al cielo, alle stelle, alla luna, al bosco, se sono ancora qui, e diversa. Ho stretto forte forte un pino. L’ho abbracciato come se fosse stato un essere umano. Ho appoggiato la guancia sulle scorze del tronco e poi ho cercato di percepire con l’orecchio un qualche piccolo rumore, come una voce che venisse dalle radici per parlarmi. Ho ancora presente e vivo in me il profumo di resina e sento rivivere quell’abbraccio lungo e silenzioso. Ora si è levato un poco di vento e vedo cadere dagli alberi le prime foglie ingiallite lungo la strada. È come una pioggia improvvisa che inonda l’aria di un dolce fruscìo rendendo la visione tremolante e varia. Le foglie che cadono mettono sempre in cuore un po’ di malinconia e ricordano autunni lontani della nostra vita ..."

Storia di settembre - Lungo il viale ho visto cadere le prime foglie
Romano Battaglia

Corteccia di pino domestico

Corteccia di pino domestico

Ecco il reel sul pino domestico

venerdì 18 settembre 2026

Fiori in settembre

18 settembre, venerdì

"Ogni giorno corro, mi sposto quasi avessi paura di perdere un solo minuto: il tempo passa inesorabile e il settembre si fa di giorno in giorno più bello e struggente. Le siepi sembrano percorse da un irrefrenabile fremito vitale che fa sbocciare anche i fiori più piccoli e nascosti che in estate non si vedono. Percorro chilometri e chilometri in bicicletta, curiosa di tutte le più piccole cose che mi passano davanti agli occhi. Febo è sempre con me, non mi lascia mai. È felice anche lui di queste passeggiate.
Rincorre le lucertole, le farfalle, abbaia quando vede altri cani. Procedendo lentamente, mi è possibile leggere in quel firmamento meraviglioso che è fra noi e che nell’era dell'automobile non è possibile vedere. L'uomo si chiude nella sua macchina e corre, corre, senza vedere nulla, senza sentire altro che il rombo del motore che cancella il canto delle cose. Invece io ho visto e vedo, lungo i fossati di campagna, animaletti che non avevo mai veduto, farfalle di mille colori, foglie dalle forme più varie.
Mentre mi sposto di qua e di là, parlo con la gente che incontro, ascolto curiosa le loro storie, imparo la filosofia spicciola della vita ..."

Storia di settembre - Ora la natura e la vita mi sorridono
Romano Battaglia

Siepe di settembre

Siepe di settembre

Ecco il reel sui Fiori in settembre

lunedì 7 settembre 2026

Un gabbiano nel Mediterraneo a settembre

7 settembre, lunedì...

"È un altro giorno e sono di nuovo sulla riva del mare. Credo che sarà così ogni mattino sino alla fine del mese quando sarà giunta l'ora di partire. Chissà come potrò staccarmi da questi luoghi dove sono rinata e dove ho incontrato cose e persone che mi rimarranno sempre nel cuore. Porterò con me Febo, il compagno del mio viaggio, la creatura silenziosa che sa consolarmi con il suo sguardo dolce. Anche lui soffrirà a ritrovarsi in città senza questi spazi marini, senza la pineta e la campagna. Ma ormai lui fa parte della mia vita e per nessuna cosa al mondo potrei abbandonarlo. Febo sarà una bella sorpresa per mio marito e i miei figli. Lo ameranno anche loro quando sapranno che mi ha tenuto compagnia per tanto tempo.
Cammino sulla spiaggia che paragono a un paradiso orizzontale dove le ore stanno nel silenzio e il desiderio del cielo sconfina negli occhi del mare. Mi accorgo di usare ogni tanto frasi poetiche, forse perché leggo molto e ricordo. A volte sogno anche di ripetere certe frasi che mi sono piaciute. Sono proprio cambiata, sono più aperta, è come se fossi andata a scuola di vita da un grande maestro. Guardo la riva e mi viene in mente quel pezzetto di legno che Sam mi ha regalato. A pensarci bene ha ragione nel dire che sa di mare. Ha quel caratteristico odore che si sente quando in primavera i bagnini preparano la spiaggia e bruciano tutto quello che nell’inverno si è depositato sulla riva.
Quand'ero bambina passavo ore e ore a cercare gli stecchi, le conchiglie, le stelle marine, i pesci seccati. Camminavo per chilometri, e una volta trovai sulla riva un gabbiano ferito che non riusciva più a volare. Lo portai a casa e lo curai perché aveva un’ala spezzata. Lo tenni con me per tutta l'estate sino a quando non fu di nuovo in grado di volare. Allora andai sulla spiaggia, lo strinsi forte al mio cuore, poi lo lasciai libero. Mentre il gabbiano si allontanava nel cielo piansi, perché era stato il mio compagno dell'estate. Settembre sta diventando per me un punto di partenza, non un punto d'arrivo. Ora lo posso paragonare a una stupenda stagione piena di frutti e di fiori da poter ancora godere con felicità. E solo al mare si può capire l’importanza di questo mese in tutte le sue sfumature. Il mare è insieme padre e figlio, desiderio di ritornare in lui. Il mare è l'origine della vita, la gioia, la completezza..."

Storia di settembre - I nostri sentimenti sono come le onde del mare
Romano Battaglia

Ecco il reel sul Mediterraneo a settembre

mercoledì 2 settembre 2026

In un mattino di settembre

2 settembre, mercoledì... 

" ... Stamani sono andata sulla spiaggia molto presto. Saranno state le sette e mezzo, forse le otto. Il mare era di una calma assoluta, la spiaggia silenziosa, il cielo azzurro come un’'cquamarina. Ogni tanto si sentiva il richiamo di un gabbiano che volava lontano sul pelo dell'acqua, eppoi più nulla. Tutte le cose intorno sembrava dormissero. Ho camminato per qualche chilometro respirando quell'aria profumata di mare e a ogni passo provavo una strana sensazione di leggerezza e di euforia, come quando si respira troppo ossigeno.
Anche Febo era felice più di ogni altra volta. Gli animali avvertono lo stato d'animo delle persone che amano e si comportano di conseguenza. Quante volte i suoi occhi mi hanno guardata con dolcezza e quante volte in quello sguardo buono ho ritrovato la serenità. Anche Febo, forse, me l'ha mandato il cielo per aiutarmi a trovare la via del ritorno.
Vedevo tutto più chiaramente nella luce del mattino e ogni cosa mi sembrava così esatta, così ordinata, così assoluta che persino i pensieri mi si presentavano più chiari e riuscivo a ricordare con nitidezza tanti momenti, anche lontani, della mia vita. Mi chiedevo dove mi avrebbe portata quella passeggiata in un mattino di settembre sulla riva del mare, e mi lasciavo andare come una barca spinta da un vento leggero. Ero felice come una bambina che vedeva per la prima volta il mare ..."

Storia di settembre - Spesso non ci accorgiamo di camminare sulle stelle
Romano Battaglia

Scoglio nel Mediterraneo

Ecco il reel sul Mediterraneo a Settembre

lunedì 8 settembre 2025

La Natività della Vergine Maria tra eclissi di Luna e Calendario Bizantino

Eclissi di Luna 7 settembre 2025 - Sciarada Sciaranti

Eclissi di Luna 7 settembre 2025
Fase finale con l'ombra della Terra sulla Luna
Vigilia della Natività della Vergine Maria

La festa della Natività della Vergine Maria, che si celebra l'8 settembre, affonda le sue radici nel V secolo, all'interno dell’Impero Romano d'Oriente in cui la commemorazione della nascita della Madre di Dio comincia a diffondersi probabilmente in relazione alla dedicazione della basilica di Gerusalemme, costruita nel luogo ritenuto tradizionalmente la casa dei genitori di Maria.
Come tutte le grandi feste della tradizione bizantina, la Natività di Maria non si limita a un solo giorno, ma si articola in un vero e proprio ciclo liturgico; è preceduta da una Προεόρτια/Proeortia, da πρό/pro - prima più ἑορτή/eorté - festa, nell'accezione prima della festa, che inizia il 5 settembre con i giorni di preparazione spirituale in cui la Chiesa propone inni e letture che annunciano la nascita della Θεοτόκος/Theotokos da Θεός/Theós - Dio più τίκτω/tíkto - generare, partorire, nell'accezione colei che genera Dio. Il 7 settembre, che quest'anno ha visto una bellissima eclissi totale di luna, è la vigilia liturgica, momento culminante della Proeortia, con i vespri solenni, la proclamazione delle profezie veterotestamentarie, i canti mariani e, in alcune tradizioni locali, la benedizione dei frutti della terra, in segno di gratitudine e speranza per il nuovo ciclo agricolo.
Il giorno seguente, l'8 settembre, la Chiesa celebra la nascita di Maria con la Divina Liturgia, le letture evangeliche, le omelie e le processioni. Maria è presentata come "Aurora della Salvezza", colei che inaugura il mistero dell'Incarnazione. Ma la festa non si conclude con il giorno della celebrazione, si prolunga fino al 12 settembre, giorno dell'Ἀπόδοσις/Apodosis, da ἀπό/apo - da più δίδωμι/didōmi - dare, nell'accezione di restituzione in cui si "congeda" liturgicamente la solennità. Durante l'Apodosis si ripetono gli inni principali della festa e si rinnova la contemplazione del mistero mariano, offrendo ai fedeli un tempo di riflessione e interiorizzazione.
La festa della Natività di Maria Vergine, è collocata appena una settimana dopo l'inizio dell'anno ecclesiastico orientale e assume un significato profondo, è la prima grande celebrazione del nuovo ciclo liturgico.
Ma per comprenderne appieno il valore bisogna risalire alla nascita del calendario bizantino, introdotto nel 312 d.C. sotto l'imperatore Costantino I, in un momento cruciale per la cristianizzazione dell'Impero.

"L'anno sacro bizantino comincia col settembre, il mese della Nativita della Madonna. Gia nel primo giorno si commemora il ritrovamento dell'icona mariana del monastero dei Miasini presso Melitina in Armenia, che era stata sprofondata nel lago di Gazuro per salvarla dalla profanazione degli iconoclasti, e venne poi miracolosamente ritrovata. Ma la grande festa iniziale é quella dell'8 settembre, la Nativita, festa delle principali, preceduta da una vigilia e seguita, nel giorno successivo, come si suole per le massime feste, dalla memoria dei personaggi secondari di quel mistero, i Santi « antenati » (προπάτορες), Gioacchino ed Anna. Tra la ricca messe poética di questi tre giorni scegliamo la seguente strofa di propria melodía di Stefano Agiopolita per il Grande Véspero:
« Quest’oggi
dell'universale letizia i proemi;
oggi spirarono l’aure
di salvezza prenunzie;
della nostra natura
la sterilità restò sciolta;
che la sterile, madre ci appare
di Colei che vergin sará dopo il parto
del Crearore, da cui
l’aliecno s'appropria il Dio per natura,
ed agli erranti, per via della carne,
salvezza oprerá
Cristo il filántropo
e redentore dell’anime nostre ».

E quest’altra in onore dei due Genitori:

« O Diade beata,
i genitori tutti voi superaste,
che all’intero creato
una superior germinaste.
Davver sei beato, Gioacchino,
padre ordinato a tale figliuola.
Beato il tuo útero, Anna,
perché esso la Madre
della vita a noi germinó.
Beato quel seno con cui allattasti
Leí che di latte nutrì
Colui che nutre ogni spirito...»."

Enciclopedia Mariana Theotócos

Nascita di Maria Vergine  - prima metà del XVII secolo - Pietro da Cortona -  Galleria Nazionale dell'Umbria - Perugia

Nascita di Maria Vergine
Prima metà del XVII secolo
Pietro da Cortona
Galleria Nazionale dell'Umbria - Perugia

Questo calendario cristiano, basato sul giuliano, si distingue per il conteggio degli anni che partono dalla creazione del mondo fissata al 1° settembre 5509 a.C. Nel sistema bizantino, questo computo prende il nome di Anno Mundi, ovvero "Anno del Mondo", e rappresenta il tempo trascorso dalla creazione secondo la cronologia biblica. I teologi bizantini, basandosi sulle genealogie bibliche e sulla tradizione della versione dei Settanta, calcolarono che tra la creazione e la nascita di Cristo intercorressero 5509 anni. Così, l'anno 1 d.C. corrisponde all'anno 5509 dalla creazione, e il 1° settembre 5509 a.C. diventa l'inizio del tempo sacro.
La scelta del 1° settembre come inizio dell'anno liturgico è simbolica dal punto di vista cosmico, agricolo, ma anche profondamente teologica, sugella il legame tra l'Antico e il Nuovo Testamento. La creazione, collocata all'origine del tempo sacro, appartiene alla narrazione dell'Antico Testamento, mentre la nascita di Maria, celebrata subito dopo, apre il cammino verso il Nuovo Testamento e il compimento della promessa. In questo modo, il calendario bizantino non solo scandisce il tempo, ma lo trasfigura, il principio del mondo e il principio della redenzione si affiancano, come due atti di un'unica storia di salvezza.
Il calendario bizantino non fu il primo calendario usato dai cristiani, ma fu il primo sistema ufficiale e teologico adottato a livello imperiale. A differenza delle comunità cristiane dei primi secoli, che seguivano il calendario giuliano e celebravano le feste secondo tradizioni locali, il calendario bizantino offrì una visione del tempo sacro, scandito dalla creazione e integrato nella liturgia; dalle Chiese ortodosse orientali venne assimilato nella ritualità come struttura del tempo ecclesiastico.
Nel 1° settembre confluiscono anche radici pratiche unite alle simboliche: in Oriente, questa data segnava l'inizio dell'anno agricolo e del ciclo fiscale imperiale, regolato dall'indizione, un sistema quindicennale in cui ogni anno era numerato da 1 a 15. Il tempo agricolo, fiscale e liturgico si armonizzavano in questa data, che diventava così un punto di convergenza tra vita rurale, amministrazione e spiritualità.
Era il tempo della vendemmia, della raccolta, e della preparazione dei campi per la semina autunnale. Questo momento di rinnovamento naturale si intrecciava con la visione teologica della creazione, così come Dio, nel primo giorno, separò la luce dalle tenebre e fece germogliare la terra, anche l'uomo, in quel tempo, separava il grano dalla paglia e preparava il terreno per la nuova vita. Il parallelo tra la creazione cosmica e il ciclo agricolo è evidente, il tempo divino e il tempo umano si incontrano nel ritmo della liturgia.
Nel mondo romano occidentale invece, l'anno agricolo tradizionalmente iniziava a marzo, mese dedicato a Marte, dio della guerra e della primavera, che segnava il risveglio della terra e l'avvio delle attività nei campi. Anche dopo la riforma del calendario civile, che spostò l'nizio dell'anno al 1° gennaio, il ciclo agricolo romano continuò a seguire il ritmo stagionale, mantenendo la primavera come punto di partenza. Questo contrasto evidenzia la diversa concezione del tempo che per Roma era scandito dalle stagioni e dalle attività civili e militari; e per Bisanzio era teologico, legato alla creazione e alla liturgia.
A rafforzare il legame tra il capodanno ecclesiastico e la protezione mariana, la Chiesa bizantina celebra il 1° settembre anche la Sinassi della Madre di Dio dei Miasseni. Secondo la tradizione, durante l'iconoclastia (VIII - IX secolo), i monaci del monastero di Miasena, presso Melitene in Armenia, immersero un'icona della Theotokos nel lago Gazuro per salvarla dalla distruzione. L'icona rimase sommersa per anni, ma riemerse miracolosamente, intatta. Questo evento, commemorato proprio il primo giorno dell'anno liturgico, suggella il legame tra la creazione, la protezione divina e la figura di Maria.
La festa della Natività di Maria, inserita nel calendario bizantino come prima grande celebrazione dell'anno, si diffonde in Occidente nel VII secolo, grazie a Papa Sergio I (687 - 701), di origine siriaca, che introdusse nella liturgia romana diverse feste mariane di matrice orientale, tra cui la Natività, la Presentazione e la Dormizione. In Italia, la festa si radicò profondamente e nella liturgia ambrosiana, la troviamo attestata nel X secolo. Il Duomo di Milano, consacrato nel 1572, è dedicato proprio a Mariae Nascenti, segno della forte devozione locale.
C'è da dire che la diffusione del calendario bizantino in Italia non fu immediata né uniforme. Essa avvenne con la presenza diretta dei Bizantini nelle regioni meridionali e insulari. A partire dal VI secolo, l'Impero d'Oriente riconquistò vaste aree dell'Italia, portando con sé la liturgia greca, la teologia orientale e il computo bizantino del tempo. In Sardegna, la dominazione iniziò nel 534 d.C. dopo la sconfitta dei Vandali; in Calabria, Puglia e Basilicata, il controllo bizantino si consolidò tra il 535 e il 553, durante la guerra gotica. In Sicilia, la presenza bizantina durò dal 535 fino alla conquista araba, conclusa nel 902.
In queste terre, il calendario bizantino venne adottato nelle strutture ecclesiastiche locali, soprattutto nei monasteri e nelle diocesi che seguivano il rito greco e la liturgia orientale. Le feste mariane, come la Natività di Maria, venivano celebrate secondo il computo bizantino, e il 1° settembre segnava l’inizio del ciclo liturgico. Questa integrazione si riflette anche nella cultura popolare dove il tempo sacro bizantino si fonde con il ritmo agricolo e le tradizioni locali.
Nel 1699 Pietro il Grande, zar di Russia, decretò la fine del calendario bizantino come sistema ufficiale, nell'ambito delle sue riforme di occidentalizzazione. Con l'introduzione del calendario giuliano e lo spostamento dell'inizio dell'anno al 1° gennaio, la Russia si allineava al modello europeo, abbandonando una visione del tempo che non era solo cronologica, ma teologica.
La fine dell'uso civile non ne segnò però la scomparsa, il calendario sopravvive tuttora nella liturgia delle comunità ortodosse, presenti anche in Italia, che ne mantengono viva l'impronta sacra e il 1° settembre continua a segnare l'inizio dell'anno ecclesiastico. Le letture bibliche, le preghiere e le commemorazioni mantengono intatto il respiro sacro del tempo, scandito non da convenzioni numeriche, ma da misteri e ricorrenze. La Natività di Maria, celebrata l’8 settembre, resta la prima grande festa del ciclo liturgico, come avviene da secoli.
In questo calendario, il tempo non si misura, si contempla; non si consuma si celebra. È un tempo che non corre, ma ritorna; che non si impone, ma accompagna.
In molte regioni del Sud Italia, l'8 settembre è vissuto come consacrazione del capodanno mariano, nei proverbi e nei dialetti locali, si parla della Madonna Bambina come colei che "porta l'anno nuovo". In Calabria si dice "Lu capudannu di la Madonna", in Sicilia "A la Madonna Bambina si cambia stagione", in Puglia "La Madonna piccinna porta l’annu novu", e in Sardegna si parla del "primu de s’annu de sa cresia", riferendosi all’inizio del ciclo liturgico.
Queste espressioni testimoniano la persistenza culturale del calendario bizantino, non solo nella liturgia, ma nella memoria collettiva, nei ritmi agricoli e nella devozione popolare. Il tempo, nella visione bizantina, come abbiamo visto, non è solo cronologico, è sacro, ritmato, abitato dalla presenza divina, e la Natività di Maria, celebrata all'inizio dell'anno ecclesiastico, ne è il primo segno luminoso.

Lieta Natività della Vergine Maria!


lunedì 1 settembre 2025

In quel mattino di settembre

"... In quel mattino di settembre, l'anima gli si dilatava col respiro. Il giorno aveva una specie di santità; il mare pareva risplendere di luce propria, come se ne' fondi vivessero magiche sorgenti di raggi; tutte le cose erano penetrate di sole ..."

Il piacere
Gabriele D'Annunzio

Mediterraneo

Mentre il mondo sprofonda e si avvinghia sempre di più tra le spire di un delirio accecante, la bellezza resta lì, in attesa che qualcuno si fermi e la veda.

Lieto settembre.

mercoledì 13 settembre 2023

Settembre tra cielo e mare

Mediterraneo in settembre

" ... Il settembre. È più feminino, più discreto, più misterioso. Pare una primavera veduta in un sogno. Tutte le piante, perdendo lentamente la forza, perdono anche qualche parte della loro realtà. Guardate il mare, la giù. Non dà imagine d’un’atmosfera piuttosto che d’una massa d’acqua? Mai, come nel settembre, le alleanze del cielo e del mare sono mistiche e profonde. E la terra? Non so perché, guardando un paese, di questo tempo, penso sempre a una bella donna che abbia partorito e che si riposi in un letto bianco, sorridendo d’un sorriso attonito, pallido, inestinguibile. È un’impressione giusta? C’è qualche cosa dello stupore e della beatitudine puerperale in una campagna di settembre. Erano quasi alla fine del sentiere. Certe erme aderivano a certi fusti così da formar con essi quasi un sol tronco, arboreo e lapideo; e i frutti numerosi, taluni già tutti d’oro, altri maculati d’oro e di verde, altri tutti verdi, pendevano in su le teste de’ Termini che parean custodire alberi intatti e intangibili, esserne i genii tutelari ... "

Il piacere
Gabriele D'Annunzio

giovedì 1 settembre 2022

Settembre è settembre

Settembre è settembre, è un abbraccio accogliente che sa di casa.

Sciarada Sciaranti

Battigia e spuma

" ... In quel mattino di settembre, l’anima gli si dilatava col respiro. Il giorno aveva una specie di santità; il mare pareva risplendere di luce propria, come se ne’ fondi vivessero magiche sorgenti di raggi; tutte le cose erano penetrate di sole ...
... Il settembre. È più feminino, più discreto, più misterioso. Pare una primavera veduta in un sogno. Tutte le piante, perdendo lentamente la forza, perdono anche qualche parte della loro realtà. Guardate il mare, la giù. Non dà imagine d’un’atmosfera piuttosto che d’una massa d’acqua? Mai, come nel settembre, le alleanze del cielo e del mare sono mistiche e profonde. E la terra? Non so perchè, guardando un paese, di questo tempo, penso sempre a una bella donna che abbia partorito e che si riposi in un letto bianco, sorridendo d’un sorriso attonito, pallido, inestinguibile. È un’impressione giusta? C’è qualche cosa dello stupore e della beatitudine puerperale in una campagna di settembre ... "

Il piacere - 1889
Gabriele D'Annunzio

Lieto settembre!

venerdì 4 settembre 2020

Rose in settembre

Dopo le frustate dell'afa agostana, le morbide carezze di settembre

Rose candide d'autunno

" ... Amava quella parte del castello, profumata e rigogliosa. Le rose dall’aroma dolce fiorivano ancora a fine estate e tutto restava più verde che in Aquitania, perché il sole batteva con meno forza. I giardinieri erano abili e, pur essendo cinto da mura, il giardino permetteva di rifugiarsi in un mondo diverso e più fresco che offriva riparo dalle macchinazioni e dagli intrighi di corte. Quel giorno il sole di settembre gettava una luce calda e limpida sull’erba e sugli alberi che iniziavano già a tingersi d’oro. La rugiada brillava sull’erba e Alienor sentì il desiderio improvviso di posare i piedi nudi su quei cristalli freddi. D’impulso si tolse le scarpe e le calze e si incamminò sul prato fresco e lucente. Petronilla seguì subito il suo esempio e le altre dame, dopo qualche esitazione, si unirono a loro... "

La regina ribelle
Elizabeth Chadwick
Traduzione Ilaria Katerinov

Grazie Mirty, lascio qui il link alla tua recensione del libro per chi volesse leggerla : Andiamo avanti - 2°

lunedì 30 settembre 2019

Arrivederci settembre

Sul fil di lana un arrivederci a settembre 

Tramonto su strada circondata da alberi

30 settembre 2016

" ... Gli ultimi raggi del caldo sole di fine settembre filtravano a malapena fino al fondovalle, infilandosi tra i varchi che si aprivano tra i crinali alberati e la nuda roccia. Non erano ancora le otto di sera, e già in giardino la luce stava lasciando spazio alle tenebre, segno delle giornate che diventavano sempre più brevi ..."

La sostanza del bianco
John Stitch

domenica 30 settembre 2018

Passò settembre e venne ottobre

" ...Venne e passò il settembre, venne e s’inoltrò l’ottobre. A giorni imperversava il vento, cangiando gli elci in altrettanti demoni dalle cento braccia pazzamente mosse, dai cento urli profondi; e pioveva, e faceva freddo, e la nebbia umida e amara saliva, scendeva, ondeggiava, avvolgendo il bosco e le rocce in grigi velari. Poi vennero i soavi giorni d’autunno. 


L’erba fine e lucente rinasceva sulle chine, sul molle terreno che fumava al sole: e le rocce scoperte apparvero lavate e chiare, 


il musco e l’edera s’imbrunirono, e tutto il bosco, dai tronchi alle foglie, prese una tinta scura e triste. Ma il sole d’autunno era dolce e tiepido in quei pomeriggi tranquilli: dal mare salivano bianchi vapori, che diventavano piccolissime nuvole candide e rotonde, e seguivano il sole in lenta marcia e lo raggiungevano e lo velavano. Allora il suo disco argenteo senza raggi precedeva, seguito da quell’ondeggiante greggia aerea che si stendeva a ventaglio, luminosa sul fondo chiaro del cielo ... "

Il vecchio della montagna
Grazia Deledda



Buon ottobre!

sabato 1 settembre 2018

Settembre tra frutti maturi, farfalle volteggianti e foglie che cambiano colore


La solidago aurea è gialla
il mais sta diventando marrone;
gli alberi nel meleto
Si piegano col peso dei frutti.

I petali blu delle genziane
si arricciano al sole;
nei pozzi polverosi l’asclepiade
ha perso la sua setosità.

I raccolti di carici si mostrano
in ogni angolino dei prati;
e gli aster sulla rive del ruscello
generano aster dentro al ruscello.

Dai sentieri umidi di rugiada al mattino
si alza il dolce profumo dell’uva;
a mezzogiorno le strade svolazzano
piene di farfalle gialle.

Da tutti questi amabili segni
si capisce che settembre è qui,
con il miglior clima estivo,
e il miglior spirito autunnale.

...

Settembre
Helen Hunt Jackson

Il finale di questa poesia di Helen Hunt Jackson è malinconico e ho preferito ometterlo perché del  mese di settembre vi auguro di vivere la bellezza e l'amabile soavità tra frutti maturi, farfalle volteggianti e  foglie che cambiano colore.

Buon settembre!

lunedì 4 settembre 2017

" Era di settembre ... "


" ... Era di settembre, e l’uva cominciava a maturare; ma i chicchi parevano trasparenti quando i raggi del sole entravano tra i pampini. Ero in mezzo a una vallata, vicino ai pioppi, tutti contorti, di un borro. Mi pareva che la vallata si sollevasse su, attratta dalle due colline piene di oliveti e di vigne. Le pesche erano mature, e pensavo di mangiarne almeno una. Ma esitavo a muovermi. Tra due viti, vidi una ragnatela: era un poco umida, e mi venne voglia di toccarla con la punta di un dito, ma senza romperla ... "

Bestie
Federigo Tozzi


Buon settembre!

venerdì 2 settembre 2016

" Al sole di settembre "


Ti scrivo dal balcone
dove resto ancora un poco questa sera
a guardare l'orto al sole di settembre
a mangiare pane e olio e foglie piccole di basilico
ti scrivo meno fiera di quello che vorresti
sono una donna forte sì...
ma con anche continue tentazioni di non esserlo
di lasciarmi sciogliere d'amore al sole
e carezzarti e baciarti un po' di più di quello che tu vuoi
ti scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ho qualche pensiero triste
e due o tre sereni.

Vivian Daisy Donata Provera Pellegrinelli Comba
in arte Vivian Lamarque

Buon settembre !

martedì 1 settembre 2015

" C'è un non so che... "

" Settembre. C’è un non so che in questo mese che mi ricorda marzo e i primi giorni d’aprile, quando la primavera ancora esita sulla soglia e il giardino trattiene il respiro in attesa. C’è nell’aria la stessa dolcezza, il cielo e l’erba paiono uguali ad allora; ma le foglie raccontano una storia diversa, e il rampicante che si colora di rosso sul muro della casa si avvicina in fretta al suo ultimo e più splendido momento di gloria ... " 

Il giardino di Elizabeth
Elizabeth von Arnim


Felice settembre a tutti !
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