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domenica 14 maggio 2023

Somiglia a te

 «Mamma mia,

«Iersera, appena, ricevetti la tua buona e bella lettera.
«Non dubitarne, per me il tuo grande carattere non ha segreti; anche quando non so decifrare una parola, comprendo o mi pare di comprendere ciò che tu volesti facendo camminare a quel modo la penna. Rileggo molte volte le tue lettere; tanto semplici, tanto buone, somigliano a te; sono tue fotografie.
«Amo la carta persino sulla quale tu scrivi! La riconosco, è quella che spaccia il vecchio Creglingi, e, vedendola, ricordo la strada principale del nostro paesello, tortuosa ma linda. Mi ritrovo là ove s’allarga una piazza nel cui mezzo sta la casa del Creglingi, bassa e piccola, col tetto in forma di cappello calabrese, tutta un solo buco, la bottega! Lui, dentro, affaccendato a vendere carta, chiodi, zozza, sigari e bolli, lento ma coi gesti agitati della persona che vuole far presto, servendo dieci persone ossia servendone una e invigilando sulle altre nove con l’occhio inquieto.
«Ti prego di salutarlo tanto da parte mia. Chi mi avrebbe detto che avrei avuto desiderio di rivedere quell’orsacchiotto avaro? 
«Non credere, mamma, che qui si stia tanto male; son io che ci sto male! Non so rassegnarmi a non vederti, a restare lontano da te per tanto tempo, e aumenta il mio dolore il pensare che ti sentirai sola anche tu in quel grande casamento lontano dal villaggio in cui ti ostini ad abitare perché ancora nostro. Di piú ho veramente bisogno di respirare la nostra buona aria pura che a noi giunge direttamente dalla fabbrica. Qui respirano certa aria densa, affumicata, che, al mio arrivo, ho veduto poggiare sulla città, greve, in forma di un enorme cono, come sul nostro stagno il vapore d’inverno, il quale però si sa che cosa sia; è piú puro. Gli altri che stanno qui sono tutti o quasi tutti lieti e tranquilli perché non sanno 
che altrove si possa vivere tanto meglio.
«Credo che da studente io vi sia stato piú contento perché c’era con me papà che provvedeva lui a tutto e meglio di quanto io sappia. È ben vero ch’egli disponeva di piú denari. Basterebbe a rendermi infelice la piccolezza della mia stanza. A casa la destinerei alle oche! 
«Non ti pare, mamma, che sarebbe meglio che io ritorni? Finora non vedo che ci sia grande utile per me a rimanere qui. Denari non ti posso inviare perché non ne ho. Mi hanno dato cento franchi al primo del mese, e a te sembra una forte somma, ma qui è nulla. Io m’ingegno come posso ma i denari non bastano, o appena appena.
«Comincio anche a credere che in commercio sia molto ma molto difficile di fare fortuna, altrettanto, quanto, a quello che ne disse il notaro Mascotti, negli studi. È molto difficile! La mia paga è invidiata e io debbo riconoscere di non meritarla. Il mio compagno di stanza ha centoventi franchi al mese, è da 
quattr’anni dal sig. Maller e fa dei lavori quali io potrò fare soltanto fra qualche anno. Prima non posso né sperare né desiderare aumenti di paga. 
«Non farei meglio di ritornare a casa? Ti aiuterei nei tuoi lavori, lavorerei magari anche il campo, ma poi leggerei tranquillo i miei poeti, all’ombra delle quercie, respirando quella nostra buona aria incorrotta.
«Voglio dirti tutto! Non poco aumenta i miei dolori la superbia dei miei colleghi e dei miei capi. Forse mi trattano dall’alto in basso perché vado vestito peggio di loro. Son tutti zerbinotti che passano metà della giornata allo specchio. Gente sciocca! Se mi dessero in mano un classico latino lo commenterei tutto, mentre essi non ne sanno il nome. 
«Questi i miei affanni, e con una sola parola tu puoi annullarli. Dilla e in poche ore sono da te.
«Dopo scritta questa lettera sono piú tranquillo; mi pare quasi di avere già ottenuto il permesso di partire e vado a prepararmi. 
«Un bacio dal tuo affezionato figlio.
Alfonso.»

Una vita
Italo Svevo

Auguri Raggio di Sole - Festa della Mamma 2023

Auguri Mia Raggio di Sole! Auguri a tutte le mamme!

martedì 29 ottobre 2019

La semplicità di una favola

Passero con pianta innaffiata

Passero con pianta innaffiata

Passero con pianta innaffiata

" ... più facile conoscere la vita dei passeri che la nostra ... Chissà che la vita nostra non apparisca ai passeri tanto semplice da far creder loro di poter ridurla in favole? ... "


Una burla riuscita
Italo Svevo


P. S. Cliccate su Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima - VI Edizione 2019 se volete prenotare una delle 25 finestre per il vostro blog - 11 posti a disposizione

mercoledì 11 aprile 2012

Oro blu

" Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada. "

Kahlil Gibran

Mediterraneo

" Il mare non ha paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole. " 

I Malavoglia
Giovanni Verga

Mediterraneo

" Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola... " 

L'uomo e il mare
Charles Baudelaire

Mediterraneo

" La vita più intensa è raccontata in sintesi dal suono più rudimentale: quello dell’onda del mare che da quando si forma muta ad ogni istante. "

La coscienza di Zeno
Italo Svevo

Mediterraneo

" Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare,non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima. "

Jacques-Yves Cousteau

Mediterraneo

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