giovedì 30 settembre 2010

Ultime tracce d'estate

Gli ultimi fiori di peperoncino hanno attirato una farfallina affamata nel mio giardino segreto. E' la prima che si è lasciata fotografare senza svolazzare freneticamente di fiore in fiore.


Il disegno sulle sue ali, mi ha fatto pensare a...


due barche con le vele bianche (sull' ala destra, nella prima foto sulla sinistra), che tra gli scogli e le onde agitate di un mare in tempesta cercano di raggiungere la loro isola felice (sull' ala destra, nella prima foto sulla destra).


Voi riuscite a vedere le stesse cose con gli occhi della fantasia?




martedì 28 settembre 2010

Nebbia




La nebbia agli irti colli
piovigginando sale
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mare.
Ma per le vie del borgo
da il ribollir de' tini
va l'aspro odor de' vini
l'animo a rallegrar.
Gira sui ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando,
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri
com'esuli pensieri
nel vespero migrar.

San Martino
Giosuè Carducci

lunedì 27 settembre 2010

Come acqua sulle ali di un'anatra

" ... Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un'anatra. "

Rita Levi Montalcini







Laghetto di Villa Borghese

giovedì 23 settembre 2010

Cancelli della casa segreta

" ... Mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello. E con l'anima entrerò nella tua casa. Entro di corsa nella segreta casa ... " 

Macbeth
William Shakespeare




mercoledì 22 settembre 2010

Batacchi

Dall'età classica fino agli inizi del XX secolo, fin quando nelle città non fu adottata l'elettricità con la conseguente nascita dei campanelli, il batacchio, battente o picchiotto, fu adoperato per annunciare l'arrivo degli ospiti e fu realizzato nelle forme più varie con i più svariati materiali.

Nel XV secolo, ispirati dalle figure, dei bestiari, zoomorfe, antropomorfe o architettoniche, per la realizzazione ci si avvalse del ferro battuto abilmente scolpito e del bronzo modellato con la tecnica di fusione "a cera persa"; il Vir Pilosus - l'Uomo Villoso fu un modello di batacchio molto in voga in questo periodo.
Nel XVI e XVII secolo si aggiunsero le riproduzioni degli stemmi familiari, nel XVIII predominarono i batacchi in ghisa che raffiguravano i grifoni, le aquile e i delfini e nel XIX secolo durante il periodo neoclassico in tutta Europa ci si ispirò all'arte egiziana, alle teste di leone, di Medusa, vennero riprodotti anche fiori e pugni serrati su un perno. Nella loro decorazione ornamentale, non mancarono neanche motivi rinascimentali come figure grottesche, geometriche o ancora anelli ovali e a volute, presero la forma di cariatidi e di intrecci di animali fantastici.

© Sciarada Sciaranti





" ... Ora, certo è che il batacchio della porta, oltre ad essere massiccio, non aveva in sé niente di speciale. È anche certo che Scrooge, da che abitava lì, l'aveva visto mattina e sera ... "

Canto di Natale 

Charles Dickens

sabato 18 settembre 2010

Quando finirà?


Tenente Alessandro Romani
Nono Reggimento Paracadutisti
Col Moschin
Herat - Afghanistan 17 settembre 2010

giovedì 16 settembre 2010

Zor-aphé

Dall'egiziano "zor-aphé" deriva l'arabo "zarrâfah" che viene tradotto in italiano "giraffa"


Le giraffe maschio misurano da 3 a 3,6 metri al garrese, 5,5 metri fino alle corna e arrivano a pesare tra gli otto quintali e 1.930 chilogrammi, le femmine sono leggermente più basse misurano tra i 4 e i 4,5 metri e pesano tra i 500 e i 1.180 chilogrammi.


I maschi che vivono in gruppi separati rispetto alle femmine e ai piccoli, per stabilire la gerarchia sociale, si scontrano dandosi dei colpi piuttosto forti sul collo, questo tipo di comportamento prende il nome di "necking" ed assume anche un carattere sessuale in quanto i due contendenti durante lo scontro possono avere un rapporto omosessuale .



Le giraffe si accoppiano generalmente tra luglio e settembre, dopo aver raggiunto i tre anni di età,



dopo una gestazione di circa 14, 16, mesi nasce solitamente un unico cucciolo.



Le giraffe si nutrono delle foglie degli alberi e in modo particolare delle foglie degli alberi di acacia, le cui spine non rappresentano un problema grazie alla loro lunga e muscolosa lingua blu.



1 curiosità: le giraffe maschio mangiano con la testa alzata, mentre le giraffe femmina mangiano con la testa piegata per evitare liti tra loro.
2 curiosità: il mantello delle giraffe è un segno distintivo perché non ne esistono due uguali come le impronte digitali per gli esseri umani.


© Sciarada Sciaranti

lunedì 13 settembre 2010

Piazza di Spagna

" ... La piazza di Spagna, in quell’ora, aveva già una deserta apparenza estiva. Alcuni operai restauravano un condotto; e un cumulo di terra, disseccato dal sole, levavasi in turbini di polvere ai soffii caldi del vento... " 

Il piacere
Gabriele D'Annunzio



Solitamente piazza di Spagna viene identificata esclusivamente con la scalinata della Trinità dei Monti, ma in effetti è molto più ampia; è definita ad "ali di farfalla", perché è formata da due triangoli i cui vertici si uniscono davanti alla fontana della Barcaccia.



"Piazza della Trinità" che originariamente era un terreno lavorato a vigne, prese successivamente il nome di "Piazza di Spagna" per la presenza del palazzo appartenente alla famiglia Monaldeschi, affittato nel 1622 dall'ambasciatore spagnolo e acquistato nel 1647 dal re Filippo IV di Spagna per ospitare l'ambasciata di Spagna presso "lo Stato Pontificio" (l'ambasciata spagnola presso "la Repubblica italiana" si trova al "Casino Giraud").



Sul lato sinistro della Scalinata della Trinità dei Monti, c'è un palazzetto che ospita al primo piano, la prima sala da tè di Roma, " la Babington's", fondata nel 1893, con un capitale di cento sterline, da due signore inglesi: Miss Babington e Miss Cargill.






Sul lato destro della scalinata invece, si trova il palazzetto gemello di quello sul lato sinistro, denominato "Casina Rossa". Il palazzetto apparteneva alla signora Angela Angeletti che aveva l'abitudine di affittare le stanze ai turisti in visita a Roma ed è qui che il poeta John Keats, con il suo amico Joseph Severn, prese, fino alla sua morte (avvenuta il 24 febbraio 1821 all'età di 26 anni), una stanza d'angolo al secondo piano.

  

La Keats Shelley Memorial House acquistò nel 1906 "la Casina Rossa" con l'intento di farne un tempio letterario in onore dei poeti romantici inglesi. Dopo il restauro l'edificio fu aperto al pubblico il 3 aprile 1909 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.



" ... è un autentico centro culturale destinato allo studio dei poeti romantici inglesi a Roma. Le stanze sono arredati con busti, quadri e ricordi personali di Keats, oltre alla sua maschera mortuaria; ampia e varia la biblioteca con guide, diari e memorie dei viaggiatori d'epoca, oltre alle opere dei due grandi poeti ... "  

La grande bellezza di Roma
Claudio Rendina












© Sciarada Sciaranti
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...