L'alloro - Laurus nobilis appartenente alla famiglia delle Lauraceae originario dell'area mediterranea con i suoi profumatissimi rami verdi in gioventù che virano verso il nero in maturità, con le sue foglie verde chiaro in germoglio e verde scuro in pieno sviluppo, coriacee e ovate, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, con i suoi fiori giallo chiaro raggruppati a ombrello, nel Dizionario universale economico rustico del 1797 è descritto così:
Alloro, Lauro, lat. Laurus fr. Laurier. Albero assai noto. Nei paesi caldi l'alloro cresce ad essere albero e conserva anche d'inverno le sue foglie verdi; e perciò è pregiato nei giardini per ornar prospettive e far pergolati. Nasce dal seme il quale sia stato macerato per due giorni nell'acqua. Si propaga eziandio per via delle marcotte o propagini, stendendo un ramo tenero attaccato ancora all'albero in un solco ricoperto di terra ove egli piglia radice in sei mesi. Si alleva in piana terra e nelle cassette come gli augrumi, ama luoghi umidi, serve ottimamente a fare spalliere ed a coprire le pareti del giardino. Si tonde di primavera e mai di autunno per timore che i nuovi getti non soggiacciano al gelo. Se mai la pianta gelasse tagliatene tutto il tronco; essa ripullula dalla radice. Seve in cucina per tramezzarsi ai fegatelli, uccelletti, salciccia ed anguilla. Serve per odore nei marinati di pesce e nella gelatina di animale. Sopra le foglie dell'alloro si pone la cotognata; ed un ramuscello d'alloro acceso messo entro lo strutto bollente gli dà odore e lo toglie dal pericolo di irrancidirsi, e conserva assai bene i fichi secchi ai quali si tramezza. Sulla fede di Tibullo gli antichi cavavano i presagi del lauro. Se abbruciandolo strepitava assai ne auguravano buona raccolta; se poi si udiva poco strepito ne presagivano il contrario. Il decotto d'alloro sparso in terra scaccia i tafani, e le foglie e messe tra i libri li difendono dal tarlo. D'alloro ve ne sono molte specie, alloro regio, alloro imperiale, lauro ceraso, lauro timo, lauro rosa, lauro spinoso, detto anche agrifoglio ...
Nella medicina popolare l'alloro è usato per l'alitosi, la bronchite, per le contratture muscolari per la dismenorrea, la flautolenza, i dolori muscolari, l'infiammazione del cavo orale l'influenza e il raffreddore, il nervosismo, i problemi digestivi, lo scarso appetito e la stanchezza.
Dalle bacche di alloro si ottiene l'olio che insieme a acqua, idrossido di sodio e olio di oliva, è usato per produrre il sapone di Aleppo. Per realizzarlo è necessario cuocere lentamente l'olio di oliva, aggiungendo poi l'olio di alloro e la soda che è estratta dal sale marino. Il composto ottenuto dalla bollitura si versa negli stampi si lascia raffreddare e essiccare per un anno.
" L'alloro ha proprietà calorifiche sia nelle foglie che nella scorza che nelle bacche; pertanto il suo decotto, soprattutto di foglie, è concordemente riconosciuto utile per l'utero e la vescica. Le foglie, in applicazione, combattono il veleno delle vespe, dei calabroni e delle api, nonché dei serpenti, specialmente la sepala dipsade e la vipera. Cotte nell'olio giovano anche al flusso mestruale, mentre le piu tenere, pestate con farinata d'orzo, alle infiammazioni oculari, con la ruta a quelle dei testicoli, con olio di rose o d'iris al mal di testa. In piu, tre foglie masticate e deglutite ogni giorno per tre giorni consecutivi, liberano dalla tosse, mentre le medesime, pestate con miele, guariscono dall'asma. Le donne incinte devono evitare la scorza della radice. La radice di per sé sbriciola i calcoli, giova al fegato presa in dose di 3 oboli nel vino profumato. Le foglie, in pozione, provocano il vomito. Le bacche, pestate e applicate in pessario, ovvero prese in pozione, provocano il mestruo. Due bacche, sbucciate e prese in pozione nel vino, guariscono la tosse cronica e l' ortopnea; nel caso vi sia anche febbre, si prendono in acqua o in elettuario nel vino passito o cotte, nell'idromele. Impiegate nello stesso modo, giovano anche alla tisi e ad ogni sorta di catarro del petto; portano infatti a maturazione il muco e lo fanno espellere. Contro gli scorpioni si prendono quattro bacche in pozione nel vino. Una lozione di bacche e olio guarisce le epinittidi, le lentiggini, le ulcere sierose, quelle della bocca e le desquamazioni, mentre il succo delle bacche guarisce la fodora e la ftiriasi 1 Nel caso di mal d'orecchi o di sordità lo si ,, istilla unito a vino stagionato e olio di rose. Tutti gli animali velenosi stanno lontani da chi se ne sia cosparso. Tale succo, anchepreso in pozione, giova contro le morsicature, specialmente il succo ricavato dalle bacche d'alloro a foglie molto strette. Le bacche, col vino, combattono il veleno dei serpenti, degli scorpioni e dei ragni. In olio e aceto se ne fanno applicazioni anche per la milza e il fegato, insieme a miele per la cancrena. Inoltre, nel caso di affaticamento o di raffreddamento, giova farsene delle unzioni con l'aggiunta di nitro. Secondo l'opinione di alcuni la radice, bevuta in acqua nella dose di un acetabolo, accelera di molto il parto ed è piu efficace fresca che secca. Alcuni prescrivono di somministrare in pozione 10 bacche contro le punture degli scorpioni nonché, come rimedio contro il rilasciamento dell'ugola, di far bollire un quadrante di bacche e di foglie in 3 sestari d'acqua finché il liquido si riduca ad un terzo, di gargarizzare calda questa pozione e, nel mal di testa, di pestare con olio e scaldare un numero dispari di bacche. Le foglie di alloro di Delfi, pestate ed odorate di tanto in tanto, preservano dal contagio nel caso di epidemie, tanto piu se fatte anche bruciare. L'olio di alloro delfico si impiega utilmente per fare cerotti e farmaci lenitivi, per vincere i raffreddamenti e, per rilassare i tendini, per la pleurite, per le febbri fredde 3; ed ancora, scaldato nella buccia di una melagrana, giova al mal di orecchie. Le foglie, bollite finché l'acqua si riduca ad un terzo, restringono, in gargarismo, l'ugola; in pozione calmano i dolori del ventre e dell'intestino; le foglie piu tenere, pestate nel vino e applicate durante la notte, eliminano le bolle e il prurito. Le altre specie di alloro hanno proprietà molto simili. L'alloro alessandrino, detto anche alloro ideo 1 , accelera il parto, se si prende in pozione la sua radice nella dose di 3 denari in 3 ciati di vino dolce; causa inoltre l'espulsione della placenta e provoca le mestruazioni. Preso in pozione allo stesso modo, l'alloro selvatico, chiamato dafnoide o con quei nomi che abbiamo indicato è benefico: le foglie fresche o secche, nella dose di 3 dracme con sale nell' idromele, sono lassative. Masticate, fanno espellere il muco; la foglia, che ha anche proprietà emetiche, è nociva allo stomaco. Si prendono anche quindici bacche alla volta per purgarsi. "