lunedì 10 agosto 2026

San Lorenzo tra storia e stelle

San Lorenzo Martire - Almanacco Italiano 1896

San Lorenzo Martire - Almanacco Italiano 1896

Era romano, come prova il Merenda, e
fiorì verso l'anno 250. Fu fatto diacono da Sisto
II. Nella persecuzione di Valeriano, questo
Pontefice fu arrestato e condotto al martirio,
e Lorenzo allora gli andò incontro dicendo:
Dove andate, o Padre, senza il vostro figlio?
e Sisto gli rispose: Figlio, a te sono riservati
maggiori combattimenti per G. C. Dopo tre
giorni Lorenzo fu fatto morire sopra una
graticola. Festa nella Basilica di S. Lorenzo
in Roma. — Oggi si festeggia l'Apparizione
della Madonna della Mercede, sotto il cui patrocinio
fu fondato l'Ordine per la Redenzione
degli schiavi.

Ricordi. ___________________________________

Effemeride storica. - 1849. Ciceruacchio,
con due figli (uno di 13 anni) e sei compagni,
raggiunti dagli Austriaci sul confine del Polesine,
sono fucilati.

Un pensiero al giorno. — Il temere le ingiurie
è viltà; il non curarle sciocchezza; il
dissimularle prudenza; il vendicarle debolezza;
il perdonarle generosità; l'obliarle altezza
d'animo.           (Michele Colombo).

10 agosto Lunedì
San Lorenzo Martire - Almanacco Italino 1896

L'Almanacco Italiano del 1896, nella breve biografia del 10 agosto, con un riferimento ad Antonio Maria Merenda, presenta san Lorenzo come romano e senza volerlo rimanda a una discussione erudita del Settecento, nella quale ebbe un ruolo importante l'interpretazione di un passo del Peristephanon di Prudenzio sul definire quale fosse la patria del martire.
Tra IV e V secolo il poeta cristiano compose questa raccolta di inni dedicati ai martiri, nel secondo, la Passio sancti Laurentii, si celebra Lorenzo attraverso il linguaggio della vittoria e del trionfo, trasferendo sul martire cristiano la simbologia propria della grandezza romana.

«Antiqua fanorum parens,
iam Roma Christo dedita,
Laurentio victrix duce
ritum triumphas barbarum.

Antica madre dei templi,
ormai Roma consacrata a Cristo,
vittoriosa sotto la guida di Lorenzo,
trionfi sul rito barbaro.»

Peristephanon
Prudenzio
Liberamente tradotto da Me Medesima

La vittoria di Lorenzo è presentata come il compimento di quella gloria che era appartenuta alla Roma dei conquistatori. Prudenzio prosegue:

«Haec sola derat gloria
urbis togatae insignibus,
feritate capta gentium
domaret ut spurcum Iovem,
non turbulentis viribus
Cossi, Camilli aut Caesaris,
sed martyris Laurentii
non incruento proelio.

Questa sola gloria mancava
agli onori della città togata
che, dopo aver conquistato con la sua forza le genti,
sottomettesse anche il sozzo Giove,
non con le forze impetuose
di Cossus, Camillo o Cesare,
ma con la battaglia non incruenta
del martire Lorenzo.»

Peristephanon
Prudenzio
Liberamente tradotto da Me Medesima

Il riferimento a Cossus, Camillo e Cesare inserisce Lorenzo nella successione dei grandi vincitori di Roma, ma ne rovescia al tempo stesso il paradigma e alla forza militare sostituisce quella della fede.

«Armata pugnavit fides,
proprii cruoris prodiga;
nam morte mortem diruit,
ac semet inpendit sibi.

La fede combatté armata,
generosa fino a versare il proprio sangue;
poiché con la morte distrusse la morte,
e offrì sé stessa per se stessa.»

Peristephanon
Prudenzio
Liberamente tradotto da Me Medesima

Il tema della conquista cristiana della città percorre anche la parte successiva dell'inno. Lorenzo ordina a Giove di lasciare Roma:

«Discede, adulter Iuppiter,
stupro sororis oblite;
relinque Romam liberam,
plebemque iam Christi fuge.

Vattene, adultero Giove,
tu che hai dimenticato l'oltraggio commesso con tua sorella;
lascia libera Roma
e fuggi dal popolo ormai di Cristo.»

Peristephanon
Prudenzio
Liberamente tradotto da Me Medesima

E Prudenzio continua:

«Te Paulus hinc exterminat,
te sanguis exturbat Petri;
tibi id quod ipse armaveras
factum Neronis officit.

Da qui Paolo ti scaccia,
il sangue di Pietro ti espelle;
e contro di te si ritorce ciò che tu stesso avevi armato
l'azione di Nerone.»

Peristephanon
Prudenzio
Liberamente tradotto da Me Medesima

Nel 1754 Antonio Maria Merenda pubblicò a Roma un'edizione delle Opere di papa Damaso e sostenne l'origine romana di Lorenzo assumendo il passo di Prudenzio come sostegno di questa posizione proprio per il modo in cui il martire viene associato ai grandi protagonisti della storia militare romana, Cossus, Camillo e Cesare.
Nel 1756 Francisco Pérez Bayer con il Damasus et Laurentius Hispanis asserti et vindicati, rivendicò invece l'origine spagnola di Damaso e Lorenzo, la sua critica investiva direttamente il valore che Merenda attribuiva al testo di Prudenzio:

«Non etenim Laurentii natales cum Cossi, Camilli, aut Caesaris natalibus: sed triumphi cum triumphis a Prudentio conferuntur.

Infatti Prudenzio non confronta la nascita di Lorenzo con le nascite di Cossus, Camillo o Cesare, ma confronta i trionfi con i trionfi.»

Damasus et Laurentius Hispanis asserti et vindicati
Francisco Pérez Bayer
Liberamente tradotto da Me Medesima

La distinzione formulata da Bayer riguarda dunque il significato stesso del passo. Natales e triumphi appartengono a due piani diversi, Prudenzio non avrebbe fornito in realtà un'indicazione sull'origine di Lorenzo, ma un parallelismo tra diverse forme di vittoria; Cossus, Camillo e Cesare avevano dato a Roma le sue vittorie militari; Lorenzo le dà una vittoria di natura diversa, ottenuta attraverso il martirio.
Il problema dell'origine non poteva essere risolto, secondo Bayer, ricavandolo da un'immagine poetica; il rapporto di Lorenzo con Roma, del resto, è attestato sotto altri profili, lui è il diacono di papa Sisto II, opera all’interno della Chiesa romana e subisce il martirio durante la persecuzione di Valeriano; la sua memoria si lega stabilmente alla città, così come la sua sepoltura e il suo culto, ma il legame con Roma non equivale necessariamente alla nascita a Roma.
Su questo scarto si misura la diversa lettura dei due eruditi e più di un secolo dopo, l'Almanacco Italiano riprende la prima posizione con una formula brevissima: «Era romano, come prova il Merenda».
La banca dati Cult of Saints identifica Lorenzo come diacono e martire di Roma, data il poema di Prudenzio intorno al 400, ma non lo trasforma in una prova del luogo di nascita del santo. La tradizione moderna invece lo presenta spesso come originario della Hispania, talvolta identificata con Osca, l'odierna Huesca. 
L'origine di San Lorenzo rimane dunque una questione discussa, ma sia esso romano o spagnolo, nel cuore della gente è il santo della notte delle stelle cadenti in cui le anime del purgatorio liberate raggiungono il paradiso e i desideri vengono affidati al cielo perché il bello possa accadere.

Lieta Festa di San Lorenzo!
Ciao zia, noi saremo per sempre con te e tu con noi.

8 commenti:

  1. Anche il nome Lorenzo ha una storia antica. Deriva dal latino Laurentius, "abitante o originario di Laurentum", l'antica città del Lazio. Un nome romano che, nei secoli, si è diffuso in tutta Europa. Che il santo martire accompagni e protegga le nostre famiglie e tutti coloro che portiamo nel cuore.

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  2. Condoglianze Sciary. Segugia

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  3. Condoglianze da tutti i Segugi, siamo vicini a te e alla tua famiglia. Augusto

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  4. Nel ricordo di San Lorenzo martire, affidiamo al Signore le nostre preghiere e le persone che non sono più accanto a noi. Condoglianze Segugio

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  5. Ci sono giorni in cui la mancanza pesa di più, altri in cui, invece, un ricordo riesce quasi a farci sorridere, è un modo per convivere con un'assenza. Condoglianze. Segugia

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  6. Condoglianze Sciarada. Ricordiamo un caro tornato al Padre continuando a riconoscerlo nelle cose che ci ha lasciato. Segugia

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  7. Prima o poi arriva per tutti il momento in cui dobbiamo imparare a voler bene anche a distanza. Non è la stessa cosa, lo sappiamo. Ma l'amore trova semplicemente un altro modo per rimanere. ❤️

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  8. Alcune persone se ne vanno dalla nostra quotidianità, ma non dalla nostra storia, lo sappiamo Sciary, le sentiamo.

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