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giovedì 23 maggio 2024

Matisse condivide il suo posto preferito con Monet

Il posto preferito di Matisse per godersi il sole in solitudine e serenità è un sedile di travertino tra una yucca e una beucarnea ricurvata; da un po' di tempo, senza emettere neanche un miagolio di disappunto, lo condivide con un dolcissimo Sacro di Birmania di due anni, si chiama Monet e per i maltrattamenti subiti deve essere sottoposto a una serie di cure che per quanto siano elargite con amorevolezza acuiscono il suo trauma.

Gli occhi di Monet non sanno ancora cosa sia un sorriso, ma lo impareranno.

Matisse - Sacro di Birmania

Monet - Sacro di Birmania

venerdì 5 febbraio 2016

Matisse 10


" ... il gatto è felice di essere se stesso. I gatti non hanno costante bisogno di rassicurazioni. Sanno già di essere meravigliosi ... "

La vita emotiva dei gatti
Jeffrey Moussaieff Masson

mercoledì 16 aprile 2014

Matisse 9


" ... Enigmatico, il gatto è affine a quelle strane cose che l'uomo non può vedere. E' lo spirito dell'antico Egitto, depositario dei racconti a noi giunti dalle città dimenticate delle terre di Meroe e Ophir. E' parente dei signori della giungla, erede dell'Africa oscura e feroce. La Sfinge è sua cugina, e lui parla la sua lingua; ma il gatto è più vecchio della Sfinge, e ricorda ciò che lei ha dimenticato... "


I gatti di Ulthar
Howard Phillips Lovecraft

venerdì 26 aprile 2013

Matisse e la promessa dei suoi occhi

Gatto e i suoi occhi

"... Guardami invece gli occhi e leggi e vedi
Di quante fiamme il nuovo amor li abbellì;
Guardali, non temer, fissali e credi
Che prometton ben più ch’io non favelli..."

Per la traduzione automatica

"... Guardami invece gli occhi e leggi e vedi
Di quante fiamme il nuovo amore li abbellì;
Guardali, non temere, fissali e credi
Che promettono più di quanto io non dica ..."

A lui
Olindo Guerrini

domenica 24 giugno 2012

Matisse e il papiro

Guardate gli occhi innocenti di questo meraviglioso angioletto che pur avendo a disposizione una "piantagione" di erba gatta si è divorato tutte le foglie di una pianta di papiro.

Gatto e il papiro

martedì 24 gennaio 2012

Matisse sul terrazzo

Gatto

" Quando mi sento
abbattuto
devo solo guardare
i miei gatti
e mi torna il coraggio.
Studio queste
creature.
Sono i miei
maestri. "


Charles Bukowski

venerdì 15 aprile 2011

Matisse e il tronchetto della felicità

Gatto tra le foglie del tronchetto della felicità

" ... Oh, il gatto ha saputo scegliersi il miglior posto possibile nella storia naturale. Egli è così ben collocato in mezzo alla più raffinata civiltà e alla più selvaggia indipendenza, da prendere tutto il buono e schivar tutto il cattivo dei due stati... " 

Sul gatto: cenni fisiologici e morali
 Giovanni Rajberti

martedì 24 agosto 2010

Matisse e la persiana

" ... Il Gatto intanto dopo aver messa in mostra la testa, credè bene di non far apparire il resto del corpo ... "

Alice nel Paese delle meraviglie
Lewis Carroll 

Traduzione Silvio Spaventa Filippi

Gatto dietro una persiana

mercoledì 23 giugno 2010

Matisse e la leggenda

Gatto tra i vasi

L'antica popolazione dei Khmer viveva in Birmania prima della venuta del Buddha e venerava varie divinità a cui erano dedicati dei bellissimi templi, quello di Lao-Tsu era per la dea della reincarnazione delle anime Tsun Kian Kseche che veniva raffigurata in una statua d'oro massiccio con due enormi e splendidi occhi di zaffiri blu.
Il tempio veniva custodito dai monaci Kittahs che si prendevano cura di cento gatti bianchi dagli occhi dorati e dalle zampe color della terra, in cui si reincarnavano dopo la morte.
Si racconta che Sinh, uno dei gatti del tempio, nel giorno in cui vide uccidere da alcuni predoni il gran sacerdote Mun Ha mentre stava in meditazione davanti alla statua di Tsun Kian Kse, in un moto d'affetto da compagno fedele, salì sul corpo senza vita di Mun Ha e guardò profondamente gli occhi di zaffiro della dea come se volesse chiedere giustizia per il su amico, mise anche in allerta gli altri monaci che così riuscirono a salvarsi dall'attacco dei predoni.
Superato il pericolo, per volere di Tsun Kian Kse, il pelo di Sinh divenne dorato come la statua, i suoi occhi divennero blu zaffiro come quelli della dea, le sue zampette divennero bianche come simbolo di purezza e gli arti, il muso, le orecchie e la coda assunsero il colore della terra.
I novantanove gatti rimanenti assunsero tutti i colori di Sinh che vennero così trasmessi all'intera discendenza dei Sacri di Birmania.

© Sciarada Sciaranti

martedì 22 giugno 2010

Matisse


Vi presento Matisse, è un Sacro di Birmania blue point, la sua famiglia proviene dal Myanmar - Birmania e risale al XIX secolo. 


Gatto

Il blue point introdotto dagli allevatori nel 1950, è un colore che si avvicina al grigio argento dal tono freddo ma delicato. I point sono i punti freddi del corpo: muso, orecchie, zampe e coda e negli esemplari maschi anche i genitali. 
Dove la temperatura del corpo è più alta, il colore si presenta più chiaro, addirittura bianco, la diversità del pigmento è dovuta al gene himalaiano che agisce sul pelo di crescita per cui i peli che si trovano in una parte calda del corpo si sbiadiscono durante la crescita, quelli che si trovano in una parte fredda del corpo si scuriscono. 

© Sciarada Sciaranti
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