Visualizzazione post con etichetta Foglie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Foglie. Mostra tutti i post

mercoledì 21 gennaio 2026

Foglie d'inverno

Quando l'inverno arriva, la natura rallenta, l'aria è più fredda, il sole si abbassa tingendo il cielo di toni morbidi e ghiacciati e un silenzio ovattato l'avvolge. La linfa vitale si ritira nelle radici, i rami degli alberi si spogliano, le foglie che cadono si fanno piccoli frammenti di memoria adagiati sul terreno, come messaggi da cogliere raccontano le stagioni passate; scaldano la terra e la nutrono per cìò che verrà con la poesia della loro fragilità e della loro trasformazione; con le loro venature delicate, i colori sfumati e le forme ormai imperfette ci mostrano la bellezza che si cela nei dettagli più semplici, la resilienza e il ciclo della vita; si affidano al vento che le solleva e danzano con grazia mentre ogni fine porta con sé un nuovo inizio.

Foglia di gelso d'inverno

Foglia di gelso 

Foglia di monstera deliciosa d'inverno

Foglia di monstera deliciosa
Lo vedete il cuoricino in alto alla vostra destra?

Foglie di apidistria d'inverno

Foglie di apidistria 

Foglie di ruscolo maggiore d'inverno

Foglie di ruscolo maggiore 

Foglia di fico d'inverno

Foglia di fico

Foglie di mango d'inverno

Foglie di mango 

Foglie di Plectranthus coleoides d'inverno

Foglie plectranthus coleoides 

Foglie di rosa d'inverno

Foglie di rosa 

Foglie di cedro d'inverno

Foglie di cedro 

domenica 14 settembre 2025

Astratto in Materia - L'incanto

Astratto in Materia - L'incanto

L'incanto: Una foglia che si specchia in un'altra con la complicità della luce.

Sciarada Sciaranti

L'incanto: Gli occhi di mio figlio che mi guardano e sorridono.

Augusto - Segugio

L'incanto è il tramonto sul mare, ma è la luce che trasforma tutto e incanta.

Verbena - Simple life in Tuscany

L'incanto: quella virgola lassù.
ma c'è un mucchio di punteggiatura anche in basso.

Antonypoe

Se vi va di partecipare, materializzate il vostro concetto di incanto attraverso un oggetto concreto che possa rappresentarlo. Sono ben accette anche le definizioni, il gioco non è così fiscale; il tutto sarà riportato nel post.

P.S. Segugi, se partecipate lasciate il nome di battesimo o anche il soprannome, giusto per distinguervi. 

Per chi è interessato: 

venerdì 23 maggio 2025

Cuor di phytolacca

In tre vivono
I cuor di phytolacca
Tra foglia e foglia
Sciarada Sciaranti

Cuor di phytolacca

Li vedete in questa foglia di phytolacca  tre, quattro o cinque cuori incorporati uno dentro l'altro?

Foglia di phytolacca

 La conformazione naturale delle foglie di phytolacca, come si vede in questa foto, di solito è ovale lanceolata.

Vi abbraccio tutti! 

venerdì 11 aprile 2025

martedì 18 aprile 2023

Il petrichor di aprile

Asparagus acutifolius - Asparago selvatico sotto la pioggia

Asparagus acutifolius - Asparago selvatico sotto la pioggia

" Tutti i primi testi di mineralogia riconoscono che molte argille e terreni secchi naturali sviluppano un odore particolare e caratteristico quando, inumiditi con l'acqua, vengono respirati. I riferimenti a questo "odore argilloso" sono però molto confusi dall'inclusione di dati relativi a vari altri odori come quelli associati a terreni fertili recentemente scavati e persistentemente umidi e all'erba secca appena inumidita, o al fieno. È soprattutto nelle regioni aride, caratterizzate dalla relativa assenza di sostanza organica nei suoli e dalla frequente preponderanza di vari tipi di rocce affioranti nel terreno, che questo odore è maggiormente riconosciuto ed è spesso associato alle prime piogge dopo un periodo di siccità. Ci sono alcune prove che i bovini colpiti dalla siccità rispondono in modo irrequieto a questo "odore di pioggia" che può essere trasportato dal vento per distanze considerevoli ... "

Nature of Argillaceous Odour - Natura dell'Odore Argilloso - Nature 7 marzo 1964
Isabel Joy Bear e Richard G. Thomas
Liberamente tradotto da Me Medesima

Malva thuringiaca sotto la pioggia

Malva thuringiaca sotto la pioggia

Immagino che almeno una volta nella vita ognuno di voi abbia respirato profondamente per inondarsi i polmoni di quel profumo intenso che riconosciamo come atavico e che la terra inaridita emana dopo esser stata bagnata dalla pioggia. 
Isabel Joy Bear e Richard G. Thomas, due scienziati australiani, nel loro articolo, Nature of Argillaceous Odour - Natura dell'Odore Argilloso, pubblicato il 7 marzo del 1964 sulla rivista scientifica Nature, raccontano di aver:

" appreso dall'Indian Standard Association che la produzione e la concentrazione dell'odore argilloso dell'argilla cotta sono state, per molti anni, la base di una piccola industria di profumeria con sede vicino a Kannauj, circa 80 miglia a ovest di Lucknow, U. P., India. I dischi di argilla cotta, esposti lì sotto il sole durante i caldi mesi estivi di maggio e di giugno, vengono raccolti prima della stagione delle piogge e vengono distillati a vapore e i vapori contenenti l'odore e i prodotti associati vengono assorbiti nell'olio di sandalo. Il profumo così ottenuto è noto come "matti ka attar", che può essere tradotto come "profumo di terra"... "

Nature of Argillaceous Odour - Natura dell'Odore Argilloso - Nature 7 marzo 1964
Isabel Joy Bear e Richard G. Thomas
Liberamente tradotto da Me Medesima

per cui nel loro studio si impegnano nell'estrarre gli oli presenti all'interno dell'argilla secca; uno tra questi tende al giallo e ha lo stesso odore di quel profumo di pioggia a cui i due australiani danno il nome di petrichor, dal greco πέτρᾱ/petra pari al latino pétrā che sta per pietra più ἰχώρ/ichṓr - icore che si riferisce al sangue, linfa fine e trasparente, degli dei.
Il petrichor è composto da una combinazione di sostanze tra cui c'è l'essudato di elementi oleosi, rilasciato dalle piante per inibire la germinazione dei semi durante i periodi di siccità che si deposita sul terreno in rocce e pietre porose, associato spesso alla geosmina, dal greco γῆ/ghê - terra  più ὀσμή/osmè - odore, prodotta dai cianobatteri, dagli attinomiceti e liberata alla morte dei microrganismi. 
Il meccanismo di diffusione del petrichor, che si sparge nell'aria attraverso la nebulizzazione dei suoi principi costituitivi attivata dalla pioggia, viene identificato nel 2015 da un gruppo di studiosi del MIT-Massachusetts Institute of Technology e vi lascio il link affinché possiate vederlo:


Foglie di faggio sotto la pioggia

Foglie di faggio sotto la pioggia

Aggiungo che il sentore pungente e agliaceo che si avverte insieme a quello dolciastro del petrichor è dato dalle molecole di ozono trasportate a bassa quota dalle correnti d'aria.

domenica 3 ottobre 2021

Prima pioggia d'ottobre

Cade lieve la
Prima pioggia d'ottobre
Il ponte brucia*

Sciarada Sciaranti

Il ponte brucia* = In riferimento allo storico Ponte di Ferro di Roma che ha preso fuoco poco prima della mezzanotte del 2 ottobre 2021 ed è stato in parte distrutto

Foglia con gocce di pioggia

Rosa con gocce di pioggia

Foglia con gocce di pioggia

Foglia con gocce di pioggia

Foglia secca con gocce di pioggia

Foglia con gocce di pioggia

Foglie di Abelia con gocce di pioggia

Cappello del Vescovo e foglia con gocce di pioggia

Foglia con gocce di pioggia

Foglie con gocce di pioggia

Capsicum annuum variante Ciliegia Piccante con gocce di pioggia

Frutto della Stephanotis con goccie di pioggia

" Freschetto è fresco...
Sull'imbrunire in autunno comincia a fare freschetto. Il freschino può essere più pungente, e sa per eufemismo di freddo addirittura. Frescuccio, fresco o non sufficiente...
Freschetto o frescuccio anche come agettivi, dell'aria, del vento, e simile.
Se il caldo scema, e si comincia a respirare, diciamo: raffresca, è raffrescato. Se la stagione s'avvia a farsi più rigida, e incominciasi già a sentire un po' di freddo a certe ore, rinfresca. Alla prima pioggia d'agosto raffresca; alle prime d'ottobre, rinfrescherà. "

Dizionario dei sinonimi della lingua italiana
Niccolò Tommaseo
1867

mercoledì 5 maggio 2021

Carosello di simboli da interpretare

Kentia belmoreana

Howea belmoreana

Non avevo previsto l'accesso al giardino segreto e invece il germoglio di un seme di girasole mi ha portata lì; davanti a un carosello di simboli da interpretare; davanti a un crogiolo naturale di figure geometriche: triangoli, rettangoli, rombi e trapezi; davanti a una fucina di forme: il calice e la spada, la bilancia o la freccia, maschere, strade, torce, trombe, cannocchiali e codici a barre, davanti a un ginnasio di V che si intersecano tra loro per replicare sé stesse.
V ventunesima lettera dell'alfabeto latino variante della U fino al 16° secolo e figlia della sesta lettera dell'alfabeto fenicio 𐤅  la wāw, l'uncino, il chiodo; nella cabala è la vau che governa il pensiero, è la levatura mentale che mette a fuoco, analizza e discerne, affine al segno del toro e al valore numerico 6.
V numero romano, il 5 che interrompe la percezione visiva dei primi quattro segni numerici per facilitare la lettura.
 E per ora mi fermo qui ...

P.S. È graditissima la vostra interpretazione visiva personale.

lunedì 26 aprile 2021

Risorgi e vinci

" ... Come distinta da minori e maggi
lumi biancheggia tra’ poli del mondo
Galassia sì che fa dubbiar ben saggi,
sì costellati facean nel profondo
Marte quei raggi il venerabil segno
che fan giunture di quadranti in tondo.
Qui vince la memoria mia lo ingegno,
ché quella croce lampeggiava Cristo
sì ch’io non so trovare esemplo degno;
ma chi prende sua croce e segue Cristo,
ancor mi scuserà di quel ch’io lasso,
vedendo in quell’albor balenar Cristo.
Di corno in corno e tra la cima e ’l basso
si movean lumi, scintillando forte
nel congiungersi insieme e nel trapasso:
così si veggion qui diritte e torte,
veloci e tarde, rinovando vista,
le minuzie de’ corpi, lunghe e corte,
moversi per lo raggio onde si lista
tal volta l’ombra che, per sua difesa,
la gente con ingegno e arte acquista.
E come giga e arpa, in tempra tesa
di molte corde, fa dolce tintinno
a tal da cui la nota non è intesa,
così da’ lumi che lì m’apparinno
s’accogliea per la croce una melode
che mi rapiva, sanza intender l’inno.
Ben m’accors’io ch’egli era d’alte lode,
però ch’a me venia Risurgi e Vinci,
come a colui che non intende e ode.
Io m’innamorava tanto quinci,
che infino a lì non fu alcuna cosa
che mi legasse con sì dolci vinci.
Forse la mia parola par tropp’osa,
posponendo il piacer de gli occhi belli
ne’ quai mirando mio disio ha posa;
ma chi s’avvede che i vivi suggelli
d’ogni bellezza più fanno più suso,
e ch’io non m’era lì rivolto a quelli,
escusar puommi di quel ch’io m’accuso
per escusarmi, e vedermi dir vero;
ché ’l piacer santo non è qui dischiuso,
perché si fa, montando, più sincero. "

Canto XIV del Paradiso
Divina Commedia
Dante Alighieri

" Risorgi e vinci. Questa è la parola d'ordine dell'esercito che milita sotto Gesù Cristo: questo è il motto inciso a lettere di rubino nel nostro vessillo, la Croce. La Croce è il labaro, pel quale hanno disfatto le potenze infernali tutti i beati , massime quelli che sfidando la ferità de' tiranni e la rabbia dei carnefici furono testimoni di sangue e di martirio. Già Dante era giunto all'affocato viso del pianeta Marte, e gli apparvero splendori dentro a due raggi, cioè due liste di splendore che formavano una croce.
E nel modo che la via lattea, distinta da lumi maggiori o minori, biancheggia sì che dubitare della cagione di questo suo chiarore; così costellati, seminati di stelle maggiori e minori, que' raggi formavano nel centro del pianeta il venerabil segno (la Croce) alla quale in tondo (nel cerchio) formano giunture di quadranti; cioè dai diametri che si intersecano ad angolo retto, congiungendo quattro quadranti. E in quella croce lampeggiava Cristo siffattamente che il Poeta riverente e pio dice non trovar similitudine atta a rappresentarla degnamente. Da un'estremità all'altra di essa croce si muovevano lumi, cioè anime beate tutte raggianti, scintillando forte nel punto ove si univano e trapassavano; mirabile effetto della reciproca carità.
E da questi spiriti si stendeva per tutta la croce una melodia indistinta, della quale si udivano solo le parole: risorgi e vinci, ma che rapiva in dolce estasi il Poeta, e l'innamorava di questo canto, di questo spettacolo, sì che fino a quel tempo non era cosa che l'avesse legato con vincolo di siffatta soavità. "

La Festa di Dante
Giornale del Centenario

Croce di foglie di fresie con gocce d'acqua

Io la croce non l'ho vista su Marte come Dante, l'ho vista in un giardino segreto, era formata da due foglie di fresie intersecate e delle bellissime gocce d'acqua si adagiavano su di essa come perle lucenti.
Vale lo stesso?   

sabato 21 novembre 2020

Foglie ferite

Foglie d'autunno
Nervature ferite e
Stomi squarciati

Sciarada Sciaranti

Foglia d'autunno

Foglia di datura

Foglia d'autunno

Foglia di gelso

Foglia d'autunno

Foglia di casablanca

Foglia d'autunno

Foglia di casablanca

Foglia d'autunno

Foglia di casablanca

Foglia d'autunno

Foglia di annona cherimola 

giovedì 30 aprile 2020

Foglie di fresie

Foglie di fresie
Distese su se stesse
La pioggia goccia

Sciarada Sciaranti


La pioggia goccia
Aprile insolito
Lacrima con noi. 

Sinforosa 
Blog: SINFOROSA CASTORO

Foglie di fresie flesse

mercoledì 30 gennaio 2019

Tracce di brina


" ... Qualche traccia lasciò come di brina,
tracce di neve il perfido Gennaio: 
onde, se guardi, pensi ad un mugnaio
distratto ch'ha perduto la farina ... "

Invito francescano, in Panem Nostrum
Fausto Maria Martini

lunedì 27 agosto 2018

Foglie

" Come regine, le foglie si muovono gentilmente,
e le loro ombre obbediscono con naturale sincronismo.
A loro importerebbe di me se sapessero che sono qui, e le sto osservando,
e sto desiderando di poter danzare come loro? ... "

Nel verde
Elisa

Immaginate di entrare in un bosco e di ascoltare la pioggia senza che una goccia d'acqua vi tocchi... quello che state udendo è lo stormire, il fruscio delle foglie che sospinte dal vento complice si esibiscono in tremule carezze di sorellanza, le foglie insieme sono trama e ordito nel tessuto che veste di vita gli alberi per poi trasformarsi nel mantello che ripara dal gelo Madre Terra.
La tradizione tibetana racconta che per purificare il proprio spirito si può entrare e camminare in un bosco indugiando in ogni suo sospiro per tre giorni e ogni giorno si può raccogliere una foglia, alla fine del percorso le tre messe insieme sveleranno un mistero. C'è un'ampia scelta su cui soffermarsi, le foglie possono essere bifacciali con una pagina adassiale superiore e una pagina abassiale inferiore non uguali, centriche ovvero aghiformi con un'unica nervatura centrale, equifacciali con le due pagine uguali, unifacciali con una faccia tubulare in cui i margini della pagina abassiale sono uniti.
Il loro portamento può essere appressato, eretto-patente, inflesso, obliquo, patente, resupinato, ricurvo, riflesso, risorgente, verticale.
La base  può essere acuta, asimmetrica, astata, attenuata, auricolata, cordata, cuneata, decorrente,  dilatata, irregolare, obovata, ocreata, ombelicata, ottusa, ovata, perfogliata, reniforme, rotonda, sagittata, tronca. 
Il colore uguale sulle due pagine o diverso sulle due pagine.
La lamina cuoriforme, ellittica, lanceolata, obovata, ovata, romboidale, pennato composta, pennato lobata, palmata,
Il margine crenato, doppiamente crenato, dentellato, dentato, doppiamente dentato, dentato spinoso, eroso, festonato, liscio, ondulato, repando, seghettato, doppiamente seghettato,
e nella profondità di incisione il margine può essere bilobato,  fesso, fido, lacerato, lanciniato, lirato, lobato, multipartito, partito, pennatifido, pennatopartito, pentalobato, roncinato, settato, squarroso, stipolato, sublobato, trifido, trilobato, tripartito.
Il picciolo amplessicaule, peduncolato, schiacciato, sessile, con guaina, con stipole.
La superficie coriacea, glabra, glabrescente farinosa, glutinosa, papillosa, perforata, puntata, tubercolata, verrucosa, viscida e se pelosa: arachnoide, barbata, canescente, cigliata, cotonosa, flocculosa, glandulosa, glutinosa, irsuta, lanosa, lanuginosa, lepidota, pubescente, scabra, setolosa, setosa, strigosa, tomentosa, villosa, viscosa.
I peli anfitrichi disposti in modo alterno sulle due pagine, goniotrichi disposti sugli angoli, olotrichi disposti regolarmente su tutta la superficie e poi adesivi, biforcati, cistolitici, digestivi, fascicolati, nettari, piumosi, pluricellulari, pubescenti, ramificati, sensitivi, sessili, spinosi, squamosi, stellati, stipitati, tomentosi, uncinati, unicellulari, urticanti.
Le nervature possono essere basinervie suddivise in: parallelinervie, quinquenervie, rettinervie, trinervie, uninervie; oppure possono essere nervature criptonervie e ancora nervature retinervie suddivise in: campilodrome, curvinervie, palminervie, pedatinervie, peltinervie, penninervie, reticolate, ogni linea una storia da leggere, da decifrare con gli occhi dell'anima impregnata della saggezza  di Madre Natura. 

" Credo che il mondo
dovrebbe addentrarsi nel bosco
ascoltare con attenzione
le voci delle foglie.
Vedere i dettagli, le minuscole mappe 
dei passi e a volte le macchie,
dovrebbe vedere che le foglie
hanno forma di lacrime. "


Il diario segreto di Laura palmer
Jennifer Lynch
traduzione Roberta Rambelli


Gelso rosso


Caffè


Monstera


Annona cherimola


Mango


Nespolo


Avocado


Nocciolo 


Ulivo


Pesconoce


Melograno


Giuggiolo


Hibiscus rosso


Hibiscus giallo


Passiflora
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...