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lunedì 4 maggio 2026

Raggi di primavera

I raggi del sole e i profumi della primavera sono una carezza cosmica che attraversa il corpo, rilassa il pensiero e ci trasforma in vita che semplicemente sente se stessa.

Raggi di primavera

" ... Mai giorno di primavera era stato così serenamente bello; mai raggio più tiepido di sole aveva svolte per l'aria, in sottilissime vaporazioni, le fragranze dei fiori. Bei giorni, momenti beati, nei quali l'uomo, penetrato da quei raggi di sole, rallegrato da quelle fragranze, si sente vivere con voluttà, dimenticando un tratto la grave molestia dell'esser nato! ..."

L'olmo e l'edera - 1869
Anton Giulio Barrili

mercoledì 29 maggio 2019

Il sacrificio della camelia

Giulio Laurenti ha un giardino che si affaccia sulla villa di una donna dai lucidi e morbidi capelli neri, la osserva con tale passione da notare la scura pupilla contornata d'azzurro, vorrebbe conoscere il suo nome e pensa che il giardiniere che lavora per lei possa svelarglielo, decide allora di mettere in atto uno stratagemma per parlarci in un modo che sembri del tutto casuale, ma ciò comporta un sacrificio...

Camelie rosa

" ... Uscì a tarda notte in giardino. Il cielo era buio, e propizio al gran misfatto. Giunse fino al muraglione, presso ad una bella pianta di camelie, che era una rarità della specie; sollevò il vaso tra le palme, lo sospese fuori del murello, e lo lasciò spietatamente cadere nella prateria sottostante. 
Quindi si allontanò sollecito da quel luogo, ma non tanto, che non udisse il tonfo del vaso. 
- Povera camelia! - esclamò, affrettando il passo: e fu quella l’orazione funebre dell’uccisore alla sua vittima.
Come aspettasse impaziente il mattino, potete argomentarlo, o lettori. All’alba era già in piedi. Scese in giardino, ma senza ardir nemmanco di guardare dov’era rimasto il vuoto nella fila dei vasi, e se ne andò ad inaffiare le sue aiuole più lunge, da dove nessuno, che fosse nella prateria, avesse potuto veder spuntare il sommo della sua testa. Un’ora passò; quindi un’altra mezz’ora, e già egli pensava che la sua camelia fosse perduta senza utilità, allorquando udì levarsi dai piedi dell’olmo una voce che gridava:
- Signore! signore! 
Il cuore gli balzò in petto; ma e’ non si mosse. Intanto la voce ripigliava più forte: signore! ohè, signore?
Si avanzò allora fino al murello, e si provò a guardare. Gli era per l’appunto il giardiniere, che aveva rizzato la povera pianta, e stava col viso in aria a cercare di lui. I cocci del vaso erano sparsi sul terreno, ma il terriccio di castagno era agglomerato tuttavia intorno alle radici; la vittima respirava ancora ...

L'olmo e l'edera
Anton Giulio Barrili

domenica 24 marzo 2013

Very Inspiring Blogger

"Come vengono le ispirazioni? Gli antichi, per cavarsela dai viluppi psicologici, le facevano discendere senz’altro dal cielo. Per non metterci a nostra volta nel ginepraio, le deriveremo anche noi di lassù, raccontando che dal cielo venne una ispirazione ad Enrico... sebbene egli, facendo l’atto di grattarsi una certa protuberanza dietro l’orecchio, dimostrasse che gli veniva dal cervello posto in quel momento a tortura."

I rossi e i neri
Anton Giulio Barrili


Enrico del blog Amici in allegria  che ringrazio di cuore e a cui dedico la suscritta citazione, mi ha gentilmente donato il Very Inspiring Blogger Award

Ho  7 cose da raccontarvi su di me:

1) Inizio rispondendo alla domanda che il mio Cavalier Sergio mi ha posto nel post precedente, la pioggia così come anche il vento mi piace quando senza eccessiva violenza diviene complice degli stati d'animo degli esseri umani, mi piace quando nel più rigoroso silenzio sembra improvvisare una composizione musicale che coinvolge tutto quello che incontra, mi piace ancora quando mi lambisce in primavera o in estate ma non in autunno o in inverno

2) Sono enciclopedica si, per alcuni anche in modo fastidioso, ma perché  tutte le più svariate manifestazioni di ogni forma d'arte, di creatività e di espressività mi incuriosiscono attraverso tre momenti, il primo è quello dell'emozione immediata, il secondo è quello della conoscenza ed il terzo è la sintesi conclusiva che contiene i primi due e li supera 

3) Mi irrigidisco davanti alla pseudo ironia che attacca le persone attraverso quelli che superficialmente sono considerati difetti fisici, la trovo sgradevole anche nelle barzellette

4) Ho un eccessivo senso critico nei confronti di tutto quello che reputo importante, guardo sempre il rovescio della medaglia e se qualcuno si aspetta che mi soffermi solo su ciò che lui vuole,  non ha capito niente di me; chi mi vuole bene è ormai rassegnato 

5) Raccolgo sassi, legni, radici e quant'altro abbia una struttura armoniosa e inconsueta

6) Adoro l'essenza del giacinto

7) Sono affascinata dalla Proporzione Divina meglio conosciuta come Sezione Aurea soprattutto quando è riscontrabile in natura 

15 sono i blog a cui passare il premio


Ora Enrico! Tu ti ritieni più fuori di un balcone perciò penso che puoi comprendere e condividere il mio teorema:

In apparenza i blogger menzionati sembrano 19, ma come tutti sanno, la matematica non è un'opinione: Elettra pur essendo una persona fisica differente da me è una mia estensione, c'è sempre a prescindere, pertanto non può essere considerata come numero a parte, quindi 19 - 1 apparente fa 18, poi Claude, Elfi, Hélène e Kiran sono accomunate dal fatto che parlano una lingua straniera, la variabile che la lingua non sia la stessa è una quisquiglia che non deve essere presa in considerazione in questo contesto, pertanto loro sono 4 rappresentate dalla categoria lingua straniera che vale per 1, quindi 18 - 3 apparenti  fa... 15, mi sembra che non faccia una piega!  
Questa volta  credo proprio di esser riuscita perfettamente a stare dentro le regole...


Ripeto per chi non lo sapesse che questo è solo un pensiero dedicato e non una catena da seguire controvoglia, nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare perché immagina che potrei prenderla come una scortesia, non è assolutamente così, fate di questo premio ciò che più vi piace.
Il logo del premio può essere copiato sul blog di Enrico 

Buona Domenica delle Palme

domenica 2 maggio 2010

La via Francigena Strada Romea

" Peregrini si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori della sua patria; in modo stretto non s'intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa' Jacopo o riede. È però da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l’Altissimo: chiamasi palmieri in quanto vanno oltremare, la onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepoltura di Sa' Iacopo fue più lontana della sua patria che d'alcuno altro apostolo; chiamansi romei quanti vanno a Roma "

Vita Nova
Dante Alighieri

Mappa della via Francigena strada Romea che da Canterbury conduce alle città delle tre peregrinationes maiores: Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme

" La via Francigena - che proviene dai Franchi o Strada Romea - che giunge a Roma ", più che una via, più che una strada è una rete viaria piuttosto variegata che prende vita su antichi tracciati romani riutilizzati dai longobardi.
In un antico documento del monastero di San Salvatore al Monte Amiata, l'actum Clusio risalente al 4 maggio 876 in cui venivano definiti i confini di un terreno che i monaci diedero in affitto a Gisalprando si fa riferimento al nome di questa via:

" ... et per fossatu descendente usque in via Francisca ... "
" ... e su dal solcato discendente fin nella via Francisca ... "

La sua storicità venne incoronata dall'arcivescovo di Canterbury Sigerico che nella primavera del 990 intraprese un viaggio verso Roma per ricevere da papa Giovanni XV la stola di lana bianca chiamata "pallium", simbolo della consacrazione del suo incarico, e in un diario descrisse le 79 " mansio - tappe " del ritorno distribuite su un territorio di 1600 chilometri percorso a piedi (20 - 25 km. al giorno) per un totale di 79 giorni.
Sigerico spinse così i pellegrini " alla ricerca della perduta patria celeste ", a impegnarsi in questo cammino spirituale, penitenziale, e devozionale, lastricato di ostacoli naturali quali il canale della Manica, le Alpi, gli Appennini e il fiume Po.
L'itinerario che partiva dall’Inghilterra o dal nord della Francia e si svolgeva attraverso il Passo del Gran San Bernardo e Aosta e l'itinerario che partiva Da Santiago de Compostela, in Spagna o dal sud della Francia e si dispiegava attraverso il Passo del Monginevro, la Val di Susa e Torino, si univano a Vercelli per proseguire in un unico percorso che continuava per Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Pontremoli, Lucca, Siena, Bolsena, Viterbo e Roma, da qui chi voleva proseguiva per Gerusalemme. 
Il tragitto di questa strada che in un documento del marzo 1016 viene denominata " Romea " :


"... strata Rumea sancti Petri a Ruma ... "
" ... strada Romea di San Pietro a Roma ... "

era segnalato dai Montes Gaudiorum - Monti della gioia, cumuli piramidali di pietre piatte su cui svettava una croce, posti a intervallo sui promontori, sulle colline, sulle alture da cui simbolicamente si potevano osservare i vasti orizzonti dell'immensità divina; quando si incontravano ci si fermava a pregare ed erano così chiamati in riferimento al Mons Gaudii, il Monte della Gioia da cui i pellegrini avvistavano per la prima volta la meta del loro viaggio; Monte Mario è il Mons Gaudii di Roma,

" ... Una delle prime meraviglie, anzi la prima in assoluto, che colpiva i viaggiatori al loro arrivo, era « il panorama ». I pellegrini avendo percorso la via Francigena e dopo un'ultima sosta a Sutri, giungevano sulle alture di Monte Mario, allora chiamato Mons Gaudii, Monte della Gioia, proprio per l'emozione vivissima che la vista della città provocava e anche perché quel panorama annunciava la fine di un viaggio pieno di disagi e di pericoli ... "

I segreti di Roma
Corrado Augias

Nabi Samwill quello di Gerusalemme e Monte San Marco quello di Santiago de Compostela. Lungo il percorso si trovavano anche dei centri di accoglienza organizzati chiamati " submansiones " in cui i viandanti potevano sostare per riprendersi dalla fatica del cammino.
Nel 1300 con l'istituzione del Giubileo da parte di papa Bonifacio VIII, il traffico aumentò notevolmente lungo la via Francigena strada Romea e i pellegrini che ormai si muovevano in gruppi per giungere nelle città delle tre peregrinationes maiores:
Roma, luogo del martirio dei santi Pietro e Paolo,
Gerusalemme, luogo del martirio di Gesù Cristo, 
Santiago de Compostela, luogo dove morì l'apostolo Giacomo;
portavano con sé le insegne del pellegrinaggio, oltre il bastone: 
la chiave per i romei, pellegrini che avevano come meta Roma,
la croce per i palmieri, pellegrini che avevano come meta Gerusalemme,
la conchiglia per i jaquot, pellegrini che avevano come meta Santiago de Compostela;
e facevano una gara per raggiungere la vetta del Monte della Gioia, il vincitore diventava il " Re del pellegrinaggio ", deponeva una croce sul monte e rappresentava il gruppo al cospetto delle autorità religiose e amministrative della città santa.  
La via Francigena Strada Romea fu anche utilizzata per intensi scambi commerciali e per il passaggio degli eserciti.

" ... Che dirò do quell'altro, che dimandando a un viandante la vera strada Romea disse con Pedante Latino. Dimmi Delegante viatore qual è l'itinere Germano di pervenire alla città di Romulo? ... "

 La piazza universale di tutte le professioni del mondo
Tommaso Garzoni


Via Francigena Strada Romea, tratto sterrato con prato di margherite


- Mi pare di vederci un segno di strade.
- Strada romèa, messere; ma ora la è guasta per modo che nessuno più se ne giova...

Castel Gavone
Anton Giulio Barrili

© Sciarada Sciaranti
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