domenica 20 maggio 2018

Casa de Aliaga in Lima

" ... Erano però ancora abbastanza bene in forza per farsi temere dagli spagnuoli, tanto piú che erano guidati da quattro valorosissimi capi ... "

Il figlio del Corsaro Rosso
Emilio Salgari

La valle del Rimac quando i conquistadores si accinsero a colonizzarla era abitata da indigeni di origine precolombiana riuniti in una comunità sociale chiamata ayllu nella lingua aymara; a capo di questo gruppo di persone composto più o meno da dieci famiglie vi era il curaca Taulichusco che accolse gli spagnoli con gentilezza e disponibilità invitandoli a espandersi nell'area circostante a patto che non distruggessero la sua gente; a lui fu dedicato un huaca, in lingua quechua un tempio che Francisco Pizzarro, nella lottizzazione del territorio per la nascita di Lima, assegnò al capitano Jerónimo de Aliaga y Ramírez il quale aveva partecipato alla cattura dell'ultimo imperatore Inca, Atahualpa. Su questo luogo sacro in Jirón de la Unión 224 fu costruita Casa de Aliaga, la più antica dimora coloniale del Sud America in cui si respira l'atmosfera della vita vicereale e repubblicana di cui è stata testimone.


Dall'androne attraverso una scalinata di gradini  in marmo


si accede al primo patio dove si è accolti da una griglia di legno cocobolo* con rifiniture in tumbaga*, esempio unico oggi riscontrabile a Lima e nell'America del sud.

cocobolo* = legno rosso ricavato dal dalbergia retusa
tumbaga* = lega d'oro e di rame


Un numero notevole di porte collega ogni ambiente all'altro.



Nell'ampio ingresso predomina il bianco riscaldato da mobili di legno finemente lavorati e da pitture murali che raccontano di Lima e Cusco.


Proseguendo si incontra la sala delle piastrelle risalenti al XVII secolo dipinte a mano con motivi floreali che rallegrano la sobrietà della stanza in cui sopra il camino è esposto un ritratto di Jeronimo de Aliaga y Ramirez


e dove in una teca è conservata la sua spada forgiata a Soligen.


Sul lungo corridoio in cui spiccano due colonne di legno intarsiato si trovano gli stemmi della famiglia che ne indicano i titoli: conti di San Juan de Lurigancho e marchesi de Zelada de la Fuente.


Sulla destra del corridoio, il soggiorno dorato con mobili in stile Luigi XVI, tappeti francesi del XIX secolo, due vasi policromi cinesi di pregiata fattura,


una stufa in bronzo premiata alla mostra universale di Parigi nel 1889


e uno specchio contornato da dipinti tra cui il ritratto di Maria Antonietta


Il soggiorno si apre sul secondo patio al cui centro su un livello più basso, in quello che era il cuore  del huaca,


circondata da piante tra cui una dracena secolare, si trova una fontana inglese del XIX secolo che in alcuni periodi dell'anno fa sentire il gorgoglio del fiume Rimac che scende in piena dalla sierra.


Dal patio si entra nella cappella dove viene celebrata la messa e dove originariamente sulle pareti erano appesi piatti d'argento provenienti dai bottini di guerra.


Dal patio si raggiunge anche la sala da pranzo alle cui pareti si possono ammirare i ritratti di personaggi vicereali dipinti dai più importanti maestri del XVIII secolo: Cristóbal Lozano e José Bermejo


e il soffitto a cassettoni in legno intagliato


Camera da letto accessibile dalla parte sinistra del corridoio

martedì 15 maggio 2018

Cortecce

Si espongono per proteggere il loro centro vitale e preservano la loro dimensione più intima e segreta, sono barriere temprate dagli attacchi esterni delle falangi nemiche e le loro ruvide cicatrici che ne raccontano la storia diventano universo per piccoli organismi.
  

Platano 


Castagno


Eucalipto


Ontano


" ... S’appoggiò al tronco d’un albero gigantesco, ripensando lo sguardo dolce della vittima invulnerabile. E gli parve di sentire dietro di sé, dall’interno del tronco, una eco lontana di musiche e di voci; si volse, fece il giro dell’albero: nessuno. Si riappoggiò al tronco. E riudì il suono e le voci.
Picchiò la corteccia col pugno impaziente.
La corteccia cigolò, s’aprì a due battenti, e al principe sbigottito apparve una scalea abbagliante. Egli salì i primi scalini, trasognato, udì il colpo della porta che si chiudeva. Il palazzo era immenso. Le scale, gli atrii, i corridoi, le logge, le sale si succedevano senza fine, ricche di marmi, di porfido, di diaspro, di gemme. Aquilino s’avanzava trasognato ... "

La lepre d'argento
Guido Gozzano 


Pino nero


Faggio 


Faggio secolare


Pino domestico

domenica 13 maggio 2018

Il mio battito segue il tuo

Il mio cuore
Batte all'unisono
Segue il tuo

© Sciarada Sciaranti


Felice giorno a te Raggio di Sole da parte mia e di Sorellina!
Auguri a tutte la mamme, ovunque esse siano, sono sempre presenti nel cuore. 

martedì 8 maggio 2018

martedì 1 maggio 2018

I fiori alla finestra degli schiavi

Il sistema peggiore tra quelli possibili ti ruba la vita e ti rende schiavo impedendoti di credere nella libertà, ecco il pensiero di un uomo fuori dal coro, di un artista che ha scelto di essere indipendente:


Silvano Agosti:- Uno degli aspetti più micidiale dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura… invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…
Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, c’ho solo questa... e loro mi fanno andare a lavorare cinque volte, sei giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta: “Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di mille euro al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere miliardi e un essere umano due, mille euro al mese, bene che vada.
Secondo me poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno cento volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno dieci volte!
Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla natura.
Pensa alla cosa più bella che la natura propone, che è quella, mettiamo, di fare l’amore…
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura. E quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no? Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca, lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare otto ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è mostruoso…

Intervistatore:- Sì vabbè, ma ormai è irreversibile la situazione...

Silvano Agosti:- … Sì, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è il tipico dello schiavo, no? Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto: “Eh sì! sono ventidue secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mó  arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori…”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito? Perché tutto l’occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, ecc… no!
È un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di mondo e da un po' di benessere a 1/4 di mondo, che siamo noi.
Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti.

Il discorso tipico dello schiavo
Silvano Agosti


Buon 1° Maggio!
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