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domenica 23 maggio 2021

Viburno in Pentecoste

" Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi ... "

Atti 2, 1-4

Durante la festa delle primizie offerte a Dio, lo Spirito Santo discende sugli apostoli sotto forma di lingue di fuoco e nel simbolismo, che si muove tra i doni elargiti dalla primavera, queste lingue di fuoco sono contenute nelle spirali tessute dai petali che convergono nel cuore della rosa. 

" ... Nella visione centrale della rosa la coccarda dei petali si presta a simboleggiare la gamma degli archetipi, la cui convergenza sull’Unità è anche simboleggiata dal turbine abbagliante d’un mare di luce o di fiamma, ovvero da un incastro di sfere concentriche rotanti ... "

Archetipi
Elémire Zolla

La Pentecoste è inghirlandata da un tripudio di fiori ed erbe in cui oltre la rosa si distingue la peonia, la caltha, il botton d'oro, la mandragora e il viburno opulus che popolarmente viene chiamato palla di neve, oppiono o  pallone di maggio per la forma sferica e per il colore bianco dei suoi fiori;  come simbolo che consacra i trionfi possiamo incontrarlo nella Casa del bracciale d'oro di Pompei in uno splendido affresco romano risalente alla prima metà del I secolo d.C. 

Viburno - Affresco romano della Casa del bracciale d'oro di Pompei - Prima metà del I secolo d. C. - Particolare

Viburno - Affresco romano della Casa del bracciale d'oro di Pompei - Prima metà del I secolo d. C. - Particolare

Il viburno deriva il suo nome dal verbo latino vĭĕo vĭes, vietum, vĭēre - intrecciare, legare, per la peculiare flessibilità dei suoi rami che si prestano a essere lavorati in intreccio o a essere usati come scudisci. Si distingue in circa 200 specie e appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae; Adoxaceae per l' AGP( Gruppo Filogenetica molecolare delle Angiosperme ).
Nel Dizionario universale economico rustico del 1797 viene descritto così:

" Viburno, lat. Viburnum, fr. Viorne. La clematide, la catuara, la brionia ed altre piante delle quali si è parlato ai propri articoli, si hanno presso di alcuni usurpato il nome di viburno. Ciò non ostante il vero viburno è un arboscello che nasce tra le siepi e nei luoghi sassosi ed incolti colla radice stesa per ogni parte a fiore di terra c s’innalza fino a 6 o 7 braccia con un tronco fungoso c picn di midolla, circondato da molte vermene bianchiccie al di fuori, grosse come il dito e lunghe circa un braccio e mezzo. Le sue foglia somigliano a quelle dell’ olmo, ma sono vellutate da ambe le faccie, opposte, larghe, ovali, crasse, finamente dentate, con nervi rilevati al di sotto ed incavati al di sopra, quasi bianche mentre sono in vigore e rossiccie quando stanno per cadere. Dalle cime dei rami vengon fuori di giugno delle masse di piccoli fiori bianchi, di un odore quasi simile a quei del sambuco: ciascheduno di essi ha la corolla di un solo pezzo, ma divisa nel contorno in 5 parti, con 5 stami terminanti in apice rotondo; ed il calice si cambia in un frutto molle, quasi ovoidale, verde, poi rosso e finalmente nero nella sua maturità, cioè nell’autunno, di un sapore spiacevole , dolciccio , stitico e viscoso; e contiene un seme della stessa figura , ma schiacciato, largo, duro e scannellato. Questo arboscello quando è fiorito riesce grato alla vista , onde trova luogo opportuno fra i deliziosi boschetti e per i suoi frutti agli uccelli gratissimi si colloca nei luoghi destinati alla caccia. Questi nella Svizzera servono a far inchiostro. In olirci suoi rami gentili c pieghevoli porgono materia adattata alla tessitura dei canestri ... "

Viburno opulus - Palla di neve - Oppiono - Pallone di maggio

Viburno opulus 

" ... Che tu ponga coi rovi io non consento
L'appio odoralo, onor delle ghirlande,
Ed il viburno umil col salcio lento ... "

Idilii 
1817
Luigi Ciampolini 

Il viburno opulus con i suoi rami grigi e lisci, con le sue foglie verdi nella parte superiore e chiare in quella inferiore, trilobate a margine seghettato e con i suoi bianchi fiori sferici che sbocciano tra aprile e maggio e maturano in drupe rosse; il viburno lantana con i suoi rami cadenti, gialli in gioventù che a maturità virano verso il rosa e in vecchiaia verso il grigio e il bruno, con le sue foglie lanceolate, dentellate, semplici e opposte, reticolate e pelose, con i suoi fiori profumati a forma di ombrello che sbocciano tra aprile e maggio e maturano in drupe ovali inizialmente verdi che volgono poi al rosso e infine al nero; e il viburnum prunifolium tipico del Nord America con i suoi rami rossi e lisci in gioventù, verdi in maturità e marrone scuro e rugosi in vecchiaia, con le sue foglie ovate, opposte a margine seghettato, verdi in primavera e rosse in autunno, con i suoi fiori bianco crema tondi e piuttosto appiattiti che sbocciano tra aprile e maggio, che non profumano e maturano in drupe ellittiche, inizialmente rosa che volge al blu scuro in maturità; offrono le loro proprieta medicinali alla fitoterpia. Contengono salicina che ha proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antipiretiche.
La corteccia verde contiene: acido formico e valerianico, acido salicilico in piccole quantità, acqua, alcaloide amorfo in piccole quantità, amido, ceneri, destrina, eptacosano, fitosterolina, olio grasso con acido acetico, caprifico, capronico, formico, linoleico, miristico, oleico e palmitico; pentosano, potassio, protidi, saccarosio, sitosterina, tannino e resina acida da cui, attraverso la saponificazione, si ottiene acido valerianico.
La corteccia secca contiene: olio volatile e viburnina.
L' azione sedativa del viburno riduce gli spasmi delle allergie, dell'asma, della bronchite, della dispnea e di altre forme di disagio respiratorio e migliora la capacità polmonare. Riequilibra le funzioni della tiroide; è utilizzato per calmare il sistema nervoso, per i disturbi ginecologici come la dimenorrea o per alleviare i dolori del parto, è utilizzato anche per disturbi gastointestinali come la gastrite, le coliche e la diarrea. L'uso esterno in forma di impacchi per il trattamento dell'alopecia, dei duroni dei foruncoli e delle ulcere.

Sottolineo che questa pianta medicinale contiene dei PRINCIPI TOSSICI e va usata esclusivamente sotto prescrizione medica.

Viburno opulus - Palla di neve - Oppiono - Pallone di maggio

Viburno opulus

La canzone più famosa del panorama russo scritta nel 1860 dal compositore Ivan Petrovič Larënov per una rappresentazione teatrale tenutasi nella città di Saratov è Kalinka, nome che indica proprio il viburno:

O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.
Ah, sotto i pini, a sotto il verde,
E voi fate piano
Ah, ljuli, ljuli, ah, ljuli, ljuli
E voi fate piano
O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.
Ah, il piccolo pino verde,
Non stormire sopra di me!
Ah, ljuli, ljuli, ah, ljuli, ljuli
Non stormire sopra di me!
O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.
Ah, bella ragazza di cuore,
Amami invece!
Ah, ljuli, ljuli, ah, ljuli, ljuli
Amami invece!
O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.

Una leggenda boema racconta la storia del giovane Lucindo che vuole diventare re. Per inseguire il suo sogno intraprende un viaggio insieme a un monaco ebreo in pellegrinaggio. Lungo il cammino Lucindo costruisce la tomba per dei defunti non seppelliti ponendo fine al tormento della loro anima; per ringraziarlo gli spiriti fanno sbocciare sulla tomba dei fiori bianchi di viburno e un pettirosso spiega al ragazzo che si tratta di una pianta che rende invincibili. Raggiunto un regno governato da 12 saggi, Lucindo, forte dell' invulnerabilità acquisita, si offre per affrontare il drago dalle 10 teste che ogni anno chiede in sacrificio 10 fanciulli; con un semplice bastone Lucindo riesce a decapitare tutte le teste del drago e viene acclamato dal popolo che lo elegge re. Da allora, re Lucindo insieme al monaco ebreo diventato suo consigliere e amico prende le decisioni che riguardano il regno passeggiando nel giardino in cui una distesa cespugliosa di viburno dona loro una fioritura di nuvole bianche in primavera e di bacche vermiglie in autunno.

" ... E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari ... "

Il gelsomino notturno
Giovanni Pascoli -
Pubblicata inizialmente nel luglio del 1901 in un opuscolo
 e successivamente nel 1903 nei Canti di Castelvecchio

Nel linguaggio dei fiori il viburno vuol dire muoio se mi trascuri e nel folclore se un pezzo della sua corteccia viene portata con sé, o se viene macerata in soluzione alcolica per poi essere strofinata sul corpo o sulle mani, assume il potere di protezione in ogni situazione o di amuleto porta fortuna nel gioco.
Un rametto odoroso può, infine, andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di san Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.

N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità perché lo scopo è informativo-storico e non medico.

Buona Pentecoste!

Brucia con le coccole il legno di ginepro

domenica 12 giugno 2011

La Pentecoste

Conterai sette settimane; da quando si metterà la falce nella messe comincerai a contare sette settimane; poi celebrerai la festa delle settimane per il Signore tuo Dio, offrendo nella misura della tua generosità e in ragione di ciò in cui il Signore tuo Dio ti avrà benedetto.

Deuteronomio 16, 9-10

Il termine Pentecoste deriva dal greco antico "ἡμὲρα - heméra πεντηκοστή - pentekostè" che significa "cinquantesima giornata" e nella religione ebraica fa riferimento alla "Shavuot - settimane" la solennità che sette settimane a partire dal secondo giorno di Pasqua (gli ebrei festeggiano la Pasqua per otto giorni), celebra nel mese di Sivan*"la festa delle settimane - la festa della mietitura e delle primizie", il tempo del raccolto in cui si conclude la stagione che segue la Pasqua e  in cui si ricorda la rivelazione sul monte Sinai e il dono della Torah al popolo ebraico da parte di Dio.

" ... Conterete cinquanta giorni fino all’indomani della settima settimana ed allora presenterete al Signore un’offerta farinacea nuova (di frumento nuovo) ... "

Esodo 23,16

In tempi antichi le celebrazioni prevedevano delle offerte a Dio che consistevano in:
1 due pani lievitati preparati con il grano dell'ultima mietitura, i pani non potevano toccare l'altare perciò venivano sollevati davanti a esso e donati, uno era per il Sommo sacerdote e il secondo per gli altri sacerdoti che lo consumavano dentro i recinti sacri
2 due agnelli nati entro l'anno come simbolo di pace,
3 un capro per espiare i peccati 
4 sette agnelli perfetti, un vitello e due arieti.
I 49 giorni che precedono la Pentecoste fanno parte dell' Omer, in cui si osserva il lutto per gli eventi nefasti accaduti al popolo ebraico, lutto che si conclude il 33° giorno dell'Omer con la festa del "Lag Ba' Omer". La Pentecoste ebraica, conosciuta anche come "asereth o asartha - assemblea solenne", fa parte delle "Shalosh regalim - tre pellegrinaggi", tre feste caratterizzate per l'appunto dai pellegrinaggi.

Sivan* = Il nono mese del calendario ordinario ebraico che comprende i giorni che vanno dal 15 maggio al 15 giugno 

Discesa dello Spirito Santo 1545 - 1546 Tiziano Vecellio Basilica di Santa Maria della Salute - Venezia

Discesa dello Spirito Santo
1545 - 1546
Tiziano Vecellio
Basilica di Santa Maria della Salute
Venezia

Sulle fondamenta della Pentecoste ebraica nasce e cresce la Pentecoste cristiana che assume un significato diverso festeggiando la discesa dello Spirito Santo sugli uomini. Il termine Spirito dall' ebraico " רוח - ruach" che significa "aria - respiro - soffio - vento", rappresenta lo Spirito Santo di Dio che è la Terza Persona della Trinità.

La Pentecoste - Giotto - Cappella degli Scrovegni - Padova

La Pentecoste
di Giotto
1303 - 1305
Cappella degli Scrovegni - Padova


Nell'Antico Testamento lo Spirito Santo è:
funzione creante, perché partecipe alla Creazione
funzione generante, perché partecipe al rinnovo continuo del Creato
funzione conducente, perché partecipe alla guida del popolo

Per Isaia è portatore di sette doni:
Sapienza
Intelletto
Consiglio
Fortezza
Scienza
Pietà
Timore di Dio

Isaia 11, 2

Nel Nuovo Testamento per San Paolo è portatore di nove frutti:
"Il frutto dello Spirito invece è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. "

Galati 5, 22
Miniatura della Pentecoste - Beato Angelico

Miniatura della Pentecoste
del Beato Angelico
su un diurno domenicale
fine IV secolo - inizio V
Biblioteca Miceo Laurenziana - Firenze

Lo Spirito Santo è detto "Paràclito" dal termine giuridico dell'antico greco "παρα κλητος - paracletos" che significa "chiamato appresso" e corrisponde al latino "ad-vocatus - avvocato" difensore, che soccorre e consola; viene simbolizzato generalmente da una colomba che emana lingue di fuoco,


ma anche da:
Acqua, il popolo ebraico fu salvato dall'acqua fuoriuscita da una roccia e attraverso l'acqua battesimale lo Spirito Santo dona nuova vita
Dito di Dio, che scrisse i dieci comandamenti e che Gesù usò per scacciare i demoni
Fuoco, attraverso il quale lo Spirito Santo trasforma le cose,si trova nel racconto della Pentecoste nei Vangeli
Mano, rievoca l'immagine dell 'imposizione della mano su un fedele che accoglie la discesa dello Spirito Santo su di sé
Nube luminosa, è come appare lo Spirito Santo nei racconti, di Mosè sul monte Sinai, dell'Annunciazione, dell'Ascensione e della Trasfigurazione
Vento, negli Atti 2, il giorno della Pentecoste, il vento dello Spirito Santo investì la casa dove erano riuniti gli apostoli
Sigillo, come unzione che rappresenta il valore definitivo dell'alleanza
Nella messa di Pentecoste, in chiesa dopo l'omelia, al Venit Creator Spiritus, per rappresentare la discesa dello Spirito Santo che si era manifestato agli apostoli con le lingue di fuoco, si fanno cadere dall'alto dei petali di rose sui fedeli ed è per questo che la Pentecoste è conosciuta come "Pascha rosatum - Pasqua rosata".

" ... Quando si riconosce che l’esperienza metafisica è al cuore dell’essere, i vari archetipi gravitano su di essa, e la fantasia tende a vederli nei petali delle rose, nelle corolle che forma la limatura di ferro intorno a un magnete, nella sabbia che i turbini di vento aggrumano in una «rosa del deserto». Un istinto intramontabile dalla Persia alle terre romanze e germaniche connette l’idea di perfezione alla forma della rosa; ne testimoniano le coccarde, i rosari, la corona dantesca dei beati, e nelle cattedrali le costolature convergenti sulla pietra di volta, che spesso è una rosa, nonché il gran rosone sopra il pronao ... "

Archetipi
Elémire Zolla

I paramenti sacri di colore rosso usati durante questa solennità, che simboleggiano l'amore dello Spirito Santo, l'hanno fatta conoscere come "Pasqua rossa" mentre le vesti bianche indossate
catecumeni che si facevano battezzare la vigilia di Pentecoste perchè non erano riusciti a Pasqua l'hanno identificata come "Domenica in bianco".

" ... Su
presto, qui, ora, sempre -
Una condizione di completa
semplicità (che costa
non meno di ogni cosa) e tutto
sarà bene e ogni genere di cose
sarà bene, quando le lingue di fuoco si incurvino
nel nodo di fuoco incoronato
e il fuoco e la rosa siano uno. "

La terra desolata - Quattro quartetti
Thomas Stearns Eliot
Traduzione Angelo Tonelli

© Sciarada Sciaranti



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