Neil Gaiman
Scrittore, fumettista
Per comprenderlo è necessario spostare la prospettiva, ridurre la distanza percettiva e calarsi all’interno delle tradizioni legate alla diaspora africana, che affondano le radici anche nella Tratta atlantica degli schiavi, applicando il codice interpretativo che questa storia presuppone.
Anansi è un trickster, rompe le regole, sopravvive grazie alla furbizia, all'inganno, alla manipolazione; attraversa l'Atlantico, giunge nelle Americhe e nei Caraibi, si trasforma e diventa tradizione orale viva in luoghi come Giamaica e Suriname, all’interno delle comunità della diaspora.
Non potendo esercitare un potere diretto, sia politico, economico o fisico, le comunità schiavizzate e poi marginalizzate conservano e reinventano forme di potere simbolico attraverso il linguaggio, la narrazione, l'ambiguità; Anansi incarna precisamente questa logica, diventa così una forma di resistenza culturale, innesca l'inganno e vince perché sa muoversi dentro sistemi ostili; è una forma di sopravvivenza data dall'intelligenza situazionale, capace di sfruttare il comportamento dell'autorità per trarne un vantaggio. La sua storia ci svela che l'inganno, da solo, non è sufficiente, per funzionare deve essere recepito, il negoziante lo completa, è lui che riempie l'ambiguità con la propria disposizione caratteriale, presume che la nonna sia viva, che il silenzio sia ostinazione, che il corpo debba reagire come un corpo vivo; la sua incapacità di sospendere il giudizio, di analizzare e la sua irascibilità lo portano a vivere la situazione come un'offesa personale e a risolverla attraverso la violenza.
Così il racconto smette di essere soltanto una narrazione della tradizione orale e diventa una rappresentazione di ciò che accade ogni volta che l'altro non viene riconosciuto come tale, ma ridotto a proiezione, frainteso, o trattato come un oggetto chiamato a confermare le nostre aspettative e in quanto tale è universale e lo si riconosce

























