martedì 29 settembre 2026

29 settembre - Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

Il 29 settembre il calendario cristiano celebra insieme i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e la loro presenza nella stessa festa è il risultato di una lunga evoluzione liturgica.
Il termine arcangelo viene dal greco ἀρχάγγελος/archánghelos, formato da ἀρχή/arché - principio, autorità - comando, più ἄγγελος/ánghelos - messaggero, ed è usato con il significato di capo degli angeli.
Nei libri biblici riconosciuti come canonici dalla Chiesa cattolica, gli angeli chiamati per nome sono Michele che nella Lettera di Giuda è definito esplicitamente arcangelo; Gabriele che appare nel libro di Daniele come interprete delle visioni profetiche e nel Vangelo di Luca come messaggero inviato da Dio; Raffaele che nel libro di Tobia è presentato come uno dei sette angeli che stanno alla presenza della gloria del Signore; e la tradizione ecclesiale li accosta riconoscendoli come i tre Arcangeli.

Dedicazione di San Michele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896

Dedicazione di San Michele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896


Nell'Almanacco Italiano del 1896  Martedì 29 settembre leggiamo:

Dedicazione
di S. Michele Arcangelo.

Varie furono le apparizioni di S. Michele
tanto nell'Antico Testamento quanto nel Nuovo
come angelo tutelare della Chiesa ossia
del popolo di Dio. La Chiesa oggi solennizza
la dedicazione di quella caverna del Monte
Gargano ove nel secolo V quest'Arcangelo
apparve sotto papa Gelasio I nell'anno 493.
Festa anche a Castrignano del Capo, Ollolai
(Nuoro), Patù, Supersano, Motta Camestra.

Ricordi. _____________________________

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Effemeride storica. _ 1860. Resa di Ancona
Lamoriciére, e i mercenari pontificii si costituiscono
prigionieri del general Fanti.

Un pensiero al giorno. - L'avversità è
senza dubbio un grande maestro; ma questo
maestro fa pagar troppo care le sue lezioni,
e spesso il profitto che se ne cava non vale
quel che sono costate.           (Rousseau).

Il nome Michele deriva dall'ebraico מִיכָאֵל/Mīkhāʾēl - Mî-kā-'ēl, e significa «Chi è come Dio?». Il nome stesso contiene una domanda che è anche una professione di fede, nessuno è come Dio.
Nell'Antico Testamento è citato nel libro di Daniele come il grande principe e difensore del popolo di Dio:

«Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe …»

Daniele 10,21

Il suo carattere è ancora più esplicito nel libro dell'Apocalisse, dove con i suoi angeli combatte contro il drago, identificato con il serpente antico, il diavolo e Satana:

«Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.»
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».

Apocalisse 12, 7-12

Il culto di San Michele si diffonde nell'Occidente cristiano già nei primi secoli e la ricorrenza del 29 settembre appartiene alla più antica tradizione liturgica romana, legata alla dedicazione di una basilica all'Arcangelo sulla via Salaria nel V secolo. Nello stesso periodo, sul Monte Gargano, la tradizione colloca le apparizioni di San Michele, il racconto della terza apparizione; conservato nel Liber de apparitione Sancti Michaelis in monte Gargano, la cui redazione è generalmente collocata tra il VI e il IX secolo; è quello della Dedicazione riportata dall’almanacco, il vescovo Lorenzo Maiorano, giunto alla grotta per consacrarla, avrebbe ricevuto dall'Arcangelo l'annuncio che quel luogo era già stato consacrato dalla sua stessa presenza. La tradizione garganica avrebbe poi associato al 29 settembre la memoria della dedicazione della grotta, mentre l'8 maggio sarebbe rimasto legato alla memoria dell'apparizione. 
Or dunque se nel calendario contadino, San Matteo, celebrato il 21 settembre, è tradizionalmente associato al momento in cui giorno e notte per un istante tornano in equilibrio e annuncia l'equinozio d'autunno e il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, San Michele, il 29 settembre, rappresenta concretamente una sorta di spartiacque dell'anno agricolo, segna il cambiamento di ritmo della vita quotidiana dei lavori e della terra, il ritorno delle greggi dagli alpeggi e, in molte zone, la scadenza di affitti, contratti e altri rapporti legati alla vita dei campi.

San Gabriele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896

San Gabriele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896

Mercoledì 18 marzo marzo l'almanacco ricorda:

S. Gabriele arcangelo.

Gabriel vale fortezza di Dio, nome di uno
dei sette spiriti celesti che stanno innanzi al
Mono dell'Altissimo. Iddio si servi di questo
Arcangelo nei fatti più importanti dell'uno
dell'altro testamento. Egli annunziò a Maria
il grande e profondo mistero dell'Incarnazione.
I Cristiani fin dal primi secoli della
Chiesa limino venerato questo santo arcangelo
__ S. Anselmo vescovo di Lucca.

Ricordi._______________________________
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Effemeride storica. — 1833. Nicola Menotti
ed altri suoi animosi compagni, arrestati in
Ancona per tradimento del comandante francese
Cubieres sono condannati alla galera. __
1848. Comincia in Milano la epica lotta delle
Cinque Giornate che ha termine colla cacciata
degli Austriaci.

Un pensiero al giorno. — Il più disgraziato
degli uomini e quello che non sa sopportare
lo disgrazie.                              (Platone).

Il nome Gabriele, גַּבְרִיאֵל/Gavriʾel, viene generalmente interpretato come «forza di Dio» o «Dio è la mia forza».
Nel libro di Daniele Gabriele appare come colui che porta la rivelazione e aiuta il profeta a comprendere il significato delle visioni. È una figura diversa da quella di Michele ed è interprete di una rivelazione divina:

«Intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva: “Gabriele, spiega a lui la visione”. Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: “Figlio dell'uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine”. Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare.»
«Egli disse: “Ecco io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell'ira, perché la visione riguarda il tempo della fine. Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di Media e di Persia; il capro è il re della Grecia; il gran corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re...”»

Daniele 8,16-22

La sua presenza nel libro di Daniele prosegue nella spiegazione delle visioni profetiche, ma è nel Vangelo di Luca che il nome di Gabriele acquista per i cristiani il suo significato più profondo.
Luca lo presenta nell'annuncio a Zaccaria della nascita di Giovanni Battista:

«Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”.»
«Zaccaria disse all'angelo: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”. L'angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio”.»

Luca 1,11-19

Gabriele porta poi a Maria l'annuncio del disegno di Dio e da questo racconto si sviluppa il suo culto, legato alla proclamazione della parola divina, all'annuncio e alla buona notizia della salvezza.
La memoria liturgica di Gabriele si attesta al 26 marzo, giorno successivo all'Annunciazione del 25 marzo, nelle celebrazioni orientali mentre nella tradizione occidentale si afferma invece al 18 marzo in particolare nella liturgia spagnola già dal IX secolo e successivamente mantenuta in diverse Chiese e famiglie religiose. La ricorrenza è documentata ancora nel XVI e XVII secolo e rimane in uso fino all'inizio del Novecento; nel 1921, sotto Benedetto XV, la festa di San Gabriele viene inserita nel Calendario Romano Generale e fissata al 24 marzo, alla vigilia dell'Annunciazione. La nuova collocazione avvicina così la memoria dell'Arcangelo al mistero dell'Incarnazione che aveva annunciato a Maria.

San Raffaele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896

San Raffaele Arcangelo - Almanacco Italiano 1896

E infine Sabato 24 ottobre l'almanacco racconta:

S. Raffaele arcangelo.

Raphael significa medicina Dei. È uno dei
sette spiriti, che stanno innanzi al trono dell'Altissimo.
Esso fu mandato da Dio alla casa
di Tobia, e fu sorgente di grandi beni per
quella famiglia. Tutta la storia è narrata nel
libro di Tobia, ed appartiene alle scritture
canoniche dell'antico testamento. — S. Felice,
primo vescovo di Trevi nell'Umbria.

Ricordi. ______________________________
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Effemeride storica. — 1864. Il Ministero
La Marmerà presenta al Parlamento la Convenzione
di settembre e il progetto di legge
per il trasferimento della capitale da Torino
a Firenze. La Camera nomina pure una commissione
d'Inchiesta su 1 fatti di Torino.

Un pensiero al giorno. — Ascoltare ed essere
ascoltato sono due grandi cose che
l'uomo ciarUero non può mal conseguire;
altri vizi possono raggiungere il loro fine,
quali sarebbero la ghiottoneria, la vanità,
r amor dei piaceri, ecc., ma la garrulità non
mal. Un ciarlone rado trova chi lo ascolti,
perchè tutti si cansano da lui. (Plutarco).

Il nome Raffaele, dall'ebraico רְפָאֵל/Rəfāʾēl, significa «Dio guarisce» o «Medicina di Dio». La sua storia è narrata nel libro di Tobia, dove l'Arcangelo accompagna il giovane Tobia durante il viaggio verso la Media, senza rivelargli inizialmente la propria identità:

«Uscì Tobia in cerca di uno pratico della strada che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio.»
Tobia 5,4

Raffaele diventa così la guida di Tobia, lo protegge, gli insegna come affrontare i pericoli, interviene anche nella vicenda di Sara, liberandola dal male che la affligge e alla fine rivela chi è e spiega il motivo della sua missione:

«Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore».

Tobia 12,14-15

Dal racconto di Tobia nasce quindi la particolare devozione a Raffaele come angelo accompagnatore, protettore dei viaggiatori e ministro della guarigione, tra il Medioevo e l'età moderna la festa compare in luoghi diversi e in date differenti, a Venezia il 22 aprile, in Spagna il 7 maggio, in alcuni breviari francesi nel mese di luglio, presso i Mercedari il 18 settembre e in altre tradizioni il 20 ottobre; il 24 ottobre è una delle date già presenti nella tradizione liturgica occidentale e fu proprio questa la data che Benedetto XV scelse nel 1921 per inserire la festa di San Raffaele nel Calendario Romano Generale.
Per quasi mezzo secolo le tre feste continuarono quindi a scandire momenti diversi dell'anno liturgico, conservando ciascuna la storia e il significato maturati nel corso dei secoli.
Con la riforma del Calendario Romano successiva al Concilio Vaticano II, il 14 febbraio 1969, Paolo VI promulga il Mysterii Paschalis, approvando il nuovo Calendario Romano Generale e stabilisce l'entrata in vigore dal 1° gennaio 1970; la riforma mirava anche a ridurre il numero delle celebrazioni presenti nel calendario universale e a dare maggiore rilievo alle ricorrenze di importanza universale.
In questo nuovo ordinamento le celebrazioni di Michele, Gabriele e Raffaele furono riunite il 29 settembre, data che apparteneva già alla festa di San Michele.

Lieta Festa degli Arcangeli!

Per ulteriori informazioni:

sabato 26 settembre 2026

Rosa d'autunno

Certi legami non hanno bisogno di una presenza costante, non si misurano con il tempo passato insieme, con la quantità di messaggi o con quante volte ci si vede, alcuni legami semplicemente esistono, resistono alle distanze e agli anni che si susseguono su strade diverse. Non so quanti di voi conoscano Johakim de LA CROCE DEL SUD; nella mia vita è entrata oltre 16 anni fa, è una di quelle persone che pur essendo altro da te sono dentro di te, le senti talmente tanto profondamente nell’anima che sai cosa ti direbbero in ogni occasione senza neanche la necessità di chiamarle.
Tu sei e sempre sarai la Mia Bella Rossa Joh; hai trovato qualcuno che sa guardarti come meriti, che sa ascoltare i tuoi silenzi, che sa tenerti la mano nei giorni facili e soprattutto in quelli difficili; oggi, in un meraviglioso settembre, in cui anche le rose sanno ancora fiorire, ti unirai a lui, io sono immensamente felice per te, per voi e voglio dirlo al mondo.

Tantissimi auguri!

Rosa d'autunno

“Perché vi amo”, Signore?
Perché –
Il Vento non domanda all’Erba di rispondere
Perché quando Egli passa
Non può restare al suo posto.
Perché Egli sa –
E Voi no –
E Noi non lo sappiamo –
Ci basti la Saggezza
Che è così –
Il Lampo – non chiese mai all’Occhio
Perché si chiude – quando è vicino –
Sa che non può parlare –
E le ragioni –
Non contenute – del Discorso –
Le preferiscano i Raffinati –
L’Aurora – Signore – mi si impone –
Perché è l’Aurora – e io vedo –
Di conseguenza – Poi –
Io amo Te.

Poesie d'amore
Emily Dickson
Traduzione Margherita Guidacci

mercoledì 23 settembre 2026

L'equinozio d'autunno nel punto della Bilancia

Equinozio d'autunno 2026

La Terra è come una gigantesca trottola, la precessione degli equinozi è il lento movimento dell'asse terrestre, dovuto principalmente all'azione gravitazionale del Sole e della Luna sul rigonfiamento equatoriale della Terra; descrive nello spazio un cono in un ciclo di circa 25.800 anni e determina, tra le altre cose, il progressivo spostamento dei punti equinoziali rispetto alle stelle; il cielo dunque smette di essere una fotografia e diventa una storia così lenta che nessun essere umano può assistere al suo svolgimento, ma che si può ricostruire osservando le tracce lasciate dalle generazioni che ci hanno preceduto. 
Nel cielo delle antiche corrispondenze, il punto dell'equinozio d’autunno era associato alla costellazione della Bilancia, mentre oggi è invece proiettato nella regione della Vergine, ma nel sistema zodiacale tropicale; che suddivide l'eclittica geometricamente in dodici settori uguali di 30° ciascuno*, scollati dalle costellazioni che, tra l'altro, hanno dei confini irregolari, non hanno la stessa grandezza e non possono essere contenute in porzioni tutte uguali; con l'inizio dell'autunno il Sole entra nello spazio che va dal 180° al 210° dell'eclittica, corrisponde a 0° Bilancia che diventa segno, simbolicamente immagine della ricerca dell'armonia, dell'equilibrio e del confronto tra gli opposti. 
La luce comincia a ritirarsi, le giornate si accorciano, le ombre si allungano, il furore dell'estate si trasferisce nei colori della natura e dalla dimensione esteriore si passa a quella interiore in una ricerca più introspettiva necessaria al nostro ciclo vitale.

*N. B. La suddivisione dell'eclittica in dodici settori di 30° ciascuno nasce nella tradizione astronomica babilonese, che tra il V e il IV secolo a.C. consolida una griglia regolare per individuare e registrare la posizione del Sole, della Luna e dei pianeti lungo lo zodiaco. I dodici settori erano associati alle antiche figure zodiacali e, nel cielo dell'epoca, esisteva una sostanziale corrispondenza tra i settori e le regioni stellari da cui prendevano il nome. La tradizione astronomica greca accolse e sviluppò questa griglia, elaborando successivamente il riferimento tropicale, basato sui punti equinoziali e solstiziali, e conservò l'antica nomenclatura zodiacale, nonostante la precessione degli equinozi.


Lieto Equinozio d'autunno!
Ecco il reel sull'equinozio d'autunno



 Per ulteriori informazioni

lunedì 21 settembre 2026

21 settembre - San Matteo Apostolo ed Evangelista

San Matteo Apostolo ed Evangelista - Almanacco Italiano

San Matteo Apostolo ed Evangelista - Almanacco Italiano


S. Matteo ap. ed evangelista.
Si chiamava, prima della sua conversione,
Levi e nacque in Galilea, ove era ricevitore
delle gabelle per conto dei Romani. Vivea sulle
rive del lago di Genesaret. Colà passando
lìesù, vide Matteo e gli ordinò di seguirlo. Predicò
ai Persiani, agli Etiopi ed ai barbari dell'Oriente.
Scrisse Tevangelo in ebraico dieci
anni dopo la Risui'rezione. Festa nella Metropolitana
di Salerno, ove si venera il suo corpo
trasportatovi nell'anno 1080.

Ricordi. ___________________________________

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Effemeride storica. — 1864. Fatti luttuosi
di Torino che protesta contro la convenzione
di settembre. Le vie della patriottica città
sono insanguinate per due giorni dalla violenta
repressione.

Un pensiero al giorno. — Il solo essere veramente
infelice è quegli che non può né
amare, né agire, nò morire.
                               (Signora d' Houidetot).

21 settembre - Lunedì
San Matteo Apostole ed Evangelista - Almanacco Italiano

Prima di essere Matteo, l'apostolo e l'evangelista, era Levi, un pubblicano, sedeva al banco delle imposte e riscuoteva le gabelle per conto dell'autorità romana e per questo era guardato con diffidenza dalla sua gente.
Chiamato da Gesù, Levi si alzò, lasciò il banco delle imposte e divenne uno dei discepoli, le notizie sulla sua vita dopo la Risurrezione sono scarse e appartengono in parte alla letteratura agiografica. La memoria cristiana lo vuole predicatore in terre lontane e gli attribuisce la diffusione del Vangelo in diverse regioni dell'Oriente, Il suo culto si diffuse progressivamente nel mondo cristiano, la sua festa venne fissata nel calendario, attestata al 21 settembre nel Martyrologium Hieronymianum, raccolta martirologica formatasi tra il V e il VI secolo; nel Liber sacramentorum della tradizione gregoriana, raccolta attribuita a Gregorio Magno e trasmessa nella forma giunta fino a noi attraverso successive redazioni; è preceduta il 20 settembre dalla Vigilia sancti Matthaei evangelistae e nel Kalendarium Anglicanum, attribuito a Beda la vigilia di San Matteo compare accanto all'Aequinoctium autumnale.
San Matteo è patrono degli esattori, dei contabili, dei ragionieri, dei banchieri e dei finanzieri, le sue reliquie, secondo la tradizione, furono rinvenute in Lucania, traslate a Salerno nel 954 per volontà del principe longobardo Gisulfo I e deposte nella nuova cattedrale di Salerno nel 1080.
Con la sua posizione nel calendario e la festa celebrata il 21 settembre, a ridosso dell'equinozio d'autunno, si lega anche alla vita delle comunità rurali, diventando un punto di riferimento per i lavori della terra, i raccolti, la semina, la vendemmia, il comportamento degli animali e i cambiamenti del tempo.
In Puglia San Matteo assume soprattutto la funzione di marcatore dell'equilibrio fra giorno e notte, una sorta di segnale d'ingresso nell'autunno; nel Gargano si dice: «Sante Mattìje, tante la notte e ttante la dije - San Matteo, tanto la notte quanto il giorno.» o, in varianti locali, «A San Mattie tante la notte e tante le die.», «A San Mattìe tanta la notte e tante le die.»; a Cerignola la stessa idea è espressa da: «San Malleie, lande la notte kuande la deie - San Matteo, tanto la notte quanto il giorno».
Nelle Marche emergono invece funzioni legate alla fauna e alla pastorizia: «Sammatè: la runnola va, lu turdu vè - San Matteo: la rondine va, il tordo viene.»; qui San Matteo diventa indicatore del passaggio stagionale attraverso il comportamento degli uccelli; nell'area di Fermo si tramanda: «De san Mattè, mitti lu virru fra le bebbè - Di San Matteo, metti il montone fra le pecore.» e la ricorrenza diventa così un riferimento per la riproduzione del bestiame, indicando il momento in cui il montone viene introdotto nel gregge.
Nell'area istriana acquista una funzione agricola legata alla semina del grano, come ricordano: «Chi somena el gran per San Matio spera 'n Dio - Chi semina il grano per San Matteo spera in Dio.» e «Per San Matio chi buta intera spera in Dio - Per San Matteo chi getta in terra spera in Dio.»; nell'area istroromanza la stessa relazione fra la ricorrenza e la semina è racchiusa nella formula: «San Mateîo, cheî boûta in tiera spira in Deîo - San Matteo, chi semina spera in Dio.».
La tradizione della Venezia Giulia conserva da una parte il riferimento al lavoro umano della semina, dall'altra l'osservazione del ciclo naturale dei frutti: «San Matìo chi bùta in tèra spèra in Dìo - San Matteo, chi butta in terra spera in Dio.»; il proverbio mostra come il contadino, consapevole che il risultato dipenderà dal tempo e dalle condizioni della stagione, affidi il buon esito del lavoro a Dio. Nella stessa zona il calendario di San Matteo è legato anche alla maturazione delle noci: «Per San Matìo le nóse se córi drio - Per San Matteo le noci si corrono dietro.».
In Emilia-Romagna è associato alla maturazione delle castagne; a Borgotaro, nel Parmense, si tramanda: «P'r San Maté – L' castagn' sutu ai pé - Per San Matteo le castagne sotto i piedi.».
In Toscana segna invece l'avvio della stagione dell'uccellagione: «A San Mattè l'uccellator salta in piè - A San Matteo l'uccellatore salta in piedi.».
In Veneto diventa un vero marcatore della trasformazione stagionale: diminuisce la luce, finisce il bel tempo, cambia il clima e comincia la stagione della caccia; nel Veronese la tradizione recita: «De San Matio le giornade le torna indrio - Per San Matteo le giornate tornano indietro.», «A San Matìo el bel tempo l'è finio - San Matteo, il bel tempo è finito.» e «San Matio no xe mai suto - San Matteo non è mai asciutto.».
In Lombardia la festa è fortemente legata ai prodotti agricoli, al tempo e alla caccia; nel Bergamasco la tradizione popolare raccoglie: «A san Maté, aqua denàcc o de dré - San Matteo, acqua prima o dopo.», «A san Maté, la castègna la à o la è - San Matteo, la castagna o si forma o va a male.», «A san Maté, ol durd l’è lé - San Matteo, il tordo è lì.» e «A san Maté, ol cassadür l’è prèst in pé - San Matteo, il cacciatore è presto in piedi.»; nella Lombardia orientale il rapporto con il ciclo agricolo emerge da: «Fina San Maté l'erba la dèventa fé - Fino a San Matteo l'erba diventa fieno.»; a Crema, invece, il proverbio richiama il progressivo accorciarsi della luce: «Per San Maté la gürnada là dà 'ndré - Per San Matteo la giornata va indietro.».
Nel Trentino ritorna il motivo dell'equilibrio fra giorno e notte, attraverso il quale San Matteo segna il passaggio stagionale: «Da San Matjòt ’l è lóng al dí cúmi la nòt - Da San Matteo il giorno è lungo come la notte.».
Nella tradizione ladina lo stesso rapporto fra luce e oscurità assume una forma ancora più esplicita: «San Mattì valivèja la nèt e ’l dí - San Matteo uguaglia la notte e il giorno.».
In Friuli la funzione di San Matteo è soprattutto meteorologica e stagionale: «A San Matìu un bjel serèj al càpa la sjaràda adimplèn - A San Matteo un bel sereno prende l'autunno in pieno.» e «Comincia a fare brutto tempo a San Matteo e c’è l’affitto da pagare per San Michele.».
In Piemonte si lega anche alla caccia e al momento in cui occorre preparare la casa all'arrivo del freddo: «Për San Maté 'l casador a sàuta 'n pé - Per San Matteo il cacciatore salta in piedi.» e «Ël di ëd San Maté spacia ’l canon dël potagé e dël franclin pronta ij brandé - Il giorno di San Matteo pulisci il tubo della stufa e prepara gli alari del caminetto.»

Nel giorno consacrato a San Matteo, la pagina dell'Almanacco Italiano del 1896 raccoglie, accanto alla ricorrenza religiosa, anche la memoria degli uomini e delle loro vicende, l'effemeride ci riconduce a un giorno doloroso della storia di Torino, mentre il pensiero del giorno apre invece uno spazio più intimo, là dove l'esistenza si misura con la capacità di amare, di agire e di dare un senso al proprio cammino. Nel complesso un'occasione per ricordare ciò che è stato, osservare ciò che cambia e dare un significato al presente.

Lieta Festa di San Matteo Apostolo ed Evangelista!

domenica 20 settembre 2026

La voce delle radici

20 settembre, domenica

"... Adesso, a settembre inoltrato, il verde delle foglie si è trasformato in un colore ramato e le chiome appaiono qua e là chiazzate di giallo. Mentre percorro il viale c’è una specie di dialogo tra me e gli alberi e a volte sembra mi riconoscano e siano contenti della mia attenzione. Ho sempre amato gli alberi e devo confessare che più di una volta li ho abbracciati...
... Devo proprio un grande grazie alla natura, al mare, al vento, al cielo, alle stelle, alla luna, al bosco, se sono ancora qui, e diversa. Ho stretto forte forte un pino. L’ho abbracciato come se fosse stato un essere umano. Ho appoggiato la guancia sulle scorze del tronco e poi ho cercato di percepire con l’orecchio un qualche piccolo rumore, come una voce che venisse dalle radici per parlarmi. Ho ancora presente e vivo in me il profumo di resina e sento rivivere quell’abbraccio lungo e silenzioso. Ora si è levato un poco di vento e vedo cadere dagli alberi le prime foglie ingiallite lungo la strada. È come una pioggia improvvisa che inonda l’aria di un dolce fruscìo rendendo la visione tremolante e varia. Le foglie che cadono mettono sempre in cuore un po’ di malinconia e ricordano autunni lontani della nostra vita ..."

Storia di settembre - Lungo il viale ho visto cadere le prime foglie
Romano Battaglia

Corteccia di pino domestico

Corteccia di pino domestico

Ecco il reel sul pino domestico

venerdì 18 settembre 2026

Fiori in settembre

18 settembre, venerdì

"Ogni giorno corro, mi sposto quasi avessi paura di perdere un solo minuto: il tempo passa inesorabile e il settembre si fa di giorno in giorno più bello e struggente. Le siepi sembrano percorse da un irrefrenabile fremito vitale che fa sbocciare anche i fiori più piccoli e nascosti che in estate non si vedono. Percorro chilometri e chilometri in bicicletta, curiosa di tutte le più piccole cose che mi passano davanti agli occhi. Febo è sempre con me, non mi lascia mai. È felice anche lui di queste passeggiate.
Rincorre le lucertole, le farfalle, abbaia quando vede altri cani. Procedendo lentamente, mi è possibile leggere in quel firmamento meraviglioso che è fra noi e che nell’era dell'automobile non è possibile vedere. L'uomo si chiude nella sua macchina e corre, corre, senza vedere nulla, senza sentire altro che il rombo del motore che cancella il canto delle cose. Invece io ho visto e vedo, lungo i fossati di campagna, animaletti che non avevo mai veduto, farfalle di mille colori, foglie dalle forme più varie.
Mentre mi sposto di qua e di là, parlo con la gente che incontro, ascolto curiosa le loro storie, imparo la filosofia spicciola della vita ..."

Storia di settembre - Ora la natura e la vita mi sorridono
Romano Battaglia

Siepe di settembre

Siepe di settembre

Ecco il reel sui Fiori in settembre

giovedì 17 settembre 2026

17 settembre - Stimmate di San Francesco d'Assisi

Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896

Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896


Stimmate di S. Francesco
d'Assisi.

L'anno 1224 Francesco d'Assisi, verso la
festa dell'esaltazione della Croce, dopo quaranta
giorni di digiuno s'incammina all'orrida
Vernia bramoso di consumarvi il suo sacrificio.
Cola in un mare di luce discende a lui
l'Amor crocifisso a mo' di Serafino in croce,
e cinque cicatrici si aprono alle mani, ai piedi
al costato di Francesco, che menavano vivo
sangue. Dopo le stimmate visse due anni. __
S.Giustino prete e martire

Ricordi. ______________________________

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Effemeride storica __ 1837. Muore a Parigi
Filippo Buonarroti, fiera anima di repubblicano,
cospiratore entusiasta ed infaticabile. __
1870. Civitavecchia festeggia l'entrata delle
truppe italiane.

I proverbi del giovedì. __ La fame caccia il lupo 
dal bosco. La necessità non ha legge.

17 settembre  Giovedì
 Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896

Il 17 settembre, tre giorni dopo l’Esaltazione della Santa Croce, il calendario liturgico e l'Almanacco Italiano del 1896 propongono la memoria delle Stimmate di San Francesco d’Assisi.
Francesco aveva abbracciato la povertà, il servizio agli ultimi, la fraternità, la predicazione, la rinuncia ai privilegi e alle sicurezze del proprio ceto; ogni aspetto della sua esperienza convergeva verso il desiderio di avvicinarsi, per quanto possibile, a Colui che aveva scelto di seguire.
Nel 1224 alla Verna questo cammino raggiunse il suo punto più alto, in un'esperienza nella quale ciò che Francesco aveva cercato di vivere nella propria esistenza si fece traccia sul corpo, la Croce contemplata divenne Croce vissuta.
Attraverso la connessione con Cristo, nel creato riconosceva una realtà della quale egli stesso si sentiva parte e che guardava con rispetto, gratitudine e meraviglia; il sole diventa fratello, la luna sorella, così come il vento, l’acqua, il fuoco e la terra entrano in quell'ottica che Francesco sente estendersi ben oltre l’uomo. 
La semplicità è, un modo diverso di stare al mondo, di vivere accanto agli altri riconoscendo che non tutto ciò che ci circonda esiste soltanto in funzione dei nostri bisogni, una visione che si discosta dalle vicende dell'effemeridi e si accosta al tema di quella necessità esposta nel proverbio del giovedì.
Francesco segnato dalle stimmate, il 4 ottobre 2026, dopo cinqu'antanni, verrà riconsegnato alla memoria civile del Bel Paese, la festa a lui dedicata riprenderà il suo posto tra le feste nazionali per ritornare a essere presenza nella storia italiana, che nel cuore non ha mai smesso di riconoscerla.

Lieta celebrazione delle Stimmate di San Francesco!

Per ulteriori informazioni:

lunedì 14 settembre 2026

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Esaltazione della Santa Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della S. Croce.

Questa festa fu istituita in memoria della
vittoria riportata da Eraclio nel 610 sopra
Cosroe re di Persia. Da costui l'imperatore
Eraclio ottenne la libertà dei Gerosolimitani
e la restituzione di quella stessa Croce, sulla
quale G. C. avea consumato l'opera della redenzione.
La Croce fu posta nel luogo medesimo,
ove fu trovata. Festa alla Scala Santa
in Roma, e in Lucca, dove è venerata col
nome, del Santo Volto. — S. Cornelio papa e
martire.

Ricordi. ________________________________

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Effemeride storica. — 1848. Carlo Alberto,
tornato in Torino dopo l'armistizio, rivolge
un proclama alla Guardia Nazionale, ringraziandola
di avere custodito la sua famiglia e
la capitale del regno.

Un pensiero al giorno. — Bisogna fare del
bene quando si può, e usar cortesia sempre,
poiché questa è cosa che sempre si può.
(Joubert).

14 settembre Lunedì
Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Ci sono oggetti che il tempo trasforma in simboli, oltrepassano la materia di cui sono fatti e finiscono per raccogliere intorno a sé la memoria degli uomini, delle loro speranze, delle loro guerre, delle loro sconfitte e delle loro vittorie; la Santa Croce è uno di questi e, il calendario della cristianità, il 14 settembre ne celebra l'Esaltazione; per conoscerne la storia, che attraversa quasi diciassette secoli, fatta di fede, di imperatori, di pellegrini, di distruzioni e di ritorni, andiamo nella Città Santa.
Costantino dopo aver concesso ai cristiani la libertà di culto, volle restituire dignità ai luoghi della Passione di Cristo, sua madre Elena si recò a Gerusalemme intorno al 326, quando della città evangelica rimaneva ormai ben poco di riconoscibile, il Calvario era stato sepolto sotto le successive costruzioni dei nuovi culti e i luoghi santi sembravano quasi cancellati per cui si decise di scavare là dove la tradizione cristiana aveva continuato a indicare il sito della Crocifissione, lì vennero alla luce tre croci, e per riconoscere quale fosse stata innalzata sul Golgota per Gesù, la tradizione racconta che ai tre legni venne fatta avvicinare una donna gravemente malata e che soltanto al contatto con il terzo ritrovò la salute.
La reliquia rimase a Gerusalemme per quasi tre secoli, venerata come presenza concreta della Passione, ma nel 614, la città cadde nelle mani dei Persiani di Cosroe II che devastarono la città e trafugarono la Santa Croce infliggendogli un prolungato esilio.
Eraclio, che era salito al trono dell'Impero bizantino nel 610, impiegò molti anni a rovesciare le sorti della guerra e la svolta arrivò nel 627 con la vittoria bizantina presso Ninive.
Nel 628 Cosroe II venne deposto e ucciso, le condizioni di pace imposero ai Persiani anche la restituzione della Croce e dopo quattordici anni, la reliquia venerata dai cristiani poteva dunque ritrovare la strada per Gerusalemme, il 14 settembre del 628 venne posta a Costantinopoli e si narra che Eraclio, desiderando riportarla personalmente nella Città Santa, avesse tentato di attraversarne le porte rivestito dello splendore imperiale, ma giunto davanti all’ingresso della città, non riuscì a procedere; gli fu fatto osservare che Cristo aveva scelto la via opposta a quella del potere e con la sua nudità aveva portato quella Croce nell'umiliazione e nel dolore; l'imperatore vittorioso, che non poteva pertanto entrare a Gerusalemme portando il segno della Passione come avrebbe portato un trofeo di guerra, depose le vesti imperiali e, liberatosi della propria magnificenza, prese sulle spalle la Croce e il 21 marzo del 630 riuscì finalmente a riconsegnarla al luogo al quale la fede dei cristiani l'aveva legata.
È uno dei grandi paradossi del cristianesimo pensare che la gloria passi attraverso l'umiliazione, la vita attraverso il sacrificio, la vittoria attraverso quella che agli occhi del mondo appare come una sconfitta, ma il legno della Croce, celebra la forza di chi si dona e non la forza di chi domina.
Dopo l'Esaltazione della Santa Croce, l'effemeride storica dell'almanacco ci porta dal cuore della Gerusalemme del VII secolo a un'altra epoca di guerre e di incertezze, siamo nel 1848, Carlo Alberto, rientrato a Torino dopo l'armistizio, rivolge un proclama alla Guardia Nazionale e la ringrazia per avere custodito la sua famiglia e la capitale del Regno.
Da una parte la reliquia della Passione, contesa fra imperi e riportata a Gerusalemme; dall'altra la capitale sabauda, affidata alla vigilanza degli uomini in una stagione nella quale l'ordine politico e sociale sembrava sul punto di essere travolto e in mezzo la parola custodire che mette in relazione le due immagini e significa riconoscere che ciò che abbiamo davanti possiede un valore che supera il nostro interesse personale e assumersi una responsabilità verso qualcosa che, almeno per un certo tempo, ci è stato affidato.
Segue il pensiero del giorno che ricorda il modo cortese con cui vanno trattati gli altri perché si può.

Lieta Festa dell'Eseltazione della Croce!

Per ulteriori informazioni:

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