lunedì 21 settembre 2026

21 settembre - San Matteo Apostolo ed Evangelista

San Matteo Apostolo ed Evangelista - Almanacco Italiano

San Matteo Apostolo ed Evangelista - Almanacco Italiano


S. Matteo ap. ed evangelista.
Si chiamava, prima della sua conversione,
Levi e nacque in Galilea, ove era ricevitore
delle gabelle per conto dei Romani. Vivea sulle
rive del lago di Genesaret. Colà passando
lìesù, vide Matteo e gli ordinò di seguirlo. Predicò
ai Persiani, agli Etiopi ed ai barbari dell'Oriente.
Scrisse Tevangelo in ebraico dieci
anni dopo la Risui'rezione. Festa nella Metropolitana
di Salerno, ove si venera il suo corpo
trasportatovi nell'anno 1080.

Ricordi. ___________________________________

__________________________________________

__________________________________________

Effemeride storica. — 1864. Fatti luttuosi
di Torino che protesta contro la convenzione
di settembre. Le vie della patriottica città
sono insanguinate per due giorni dalla violenta
repressione.

Un pensiero al giorno. — Il solo essere veramente
infelice è quegli che non può né
amare, né agire, nò morire.
                               (Signora d' Houidetot).

21 settembre - Lunedì
San Matteo Apostole ed Evangelista - Almanacco Italiano

Prima di essere Matteo, l'apostolo e l'evangelista, era Levi, un pubblicano, sedeva al banco delle imposte e riscuoteva le gabelle per conto dell'autorità romana e per questo era guardato con diffidenza dalla sua gente.
Chiamato da Gesù, Levi si alzò, lasciò il banco delle imposte e divenne uno dei discepoli, le notizie sulla sua vita dopo la Risurrezione sono scarse e appartengono in parte alla letteratura agiografica. La memoria cristiana lo vuole predicatore in terre lontane e gli attribuisce la diffusione del Vangelo in diverse regioni dell'Oriente, Il suo culto si diffuse progressivamente nel mondo cristiano, la sua festa venne fissata nel calendario, attestata al 21 settembre nel Martyrologium Hieronymianum, raccolta martirologica formatasi tra il V e il VI secolo; nel Liber sacramentorum della tradizione gregoriana, raccolta attribuita a Gregorio Magno e trasmessa nella forma giunta fino a noi attraverso successive redazioni; è preceduta il 20 settembre dalla Vigilia sancti Matthaei evangelistae e nel Kalendarium Anglicanum, attribuito a Beda la vigilia di San Matteo compare accanto all'Aequinoctium autumnale.
San Matteo è patrono degli esattori, dei contabili, dei ragionieri, dei banchieri e dei finanzieri, le sue reliquie, secondo la tradizione, furono rinvenute in Lucania, traslate a Salerno nel 954 per volontà del principe longobardo Gisulfo I e deposte nella nuova cattedrale di Salerno nel 1080.
Con la sua posizione nel calendario e la festa celebrata il 21 settembre, a ridosso dell'equinozio d'autunno, si lega anche alla vita delle comunità rurali, diventando un punto di riferimento per i lavori della terra, i raccolti, la semina, la vendemmia, il comportamento degli animali e i cambiamenti del tempo.
In Puglia San Matteo assume soprattutto la funzione di marcatore dell'equilibrio fra giorno e notte, una sorta di segnale d'ingresso nell'autunno; nel Gargano si dice: «Sante Mattìje, tante la notte e ttante la dije - San Matteo, tanto la notte quanto il giorno.» o, in varianti locali, «A San Mattie tante la notte e tante le die.», «A San Mattìe tanta la notte e tante le die.»; a Cerignola la stessa idea è espressa da: «San Malleie, lande la notte kuande la deie - San Matteo, tanto la notte quanto il giorno».
Nelle Marche emergono invece funzioni legate alla fauna e alla pastorizia: «Sammatè: la runnola va, lu turdu vè - San Matteo: la rondine va, il tordo viene.»; qui San Matteo diventa indicatore del passaggio stagionale attraverso il comportamento degli uccelli; nell'area di Fermo si tramanda: «De san Mattè, mitti lu virru fra le bebbè - Di San Matteo, metti il montone fra le pecore.» e la ricorrenza diventa così un riferimento per la riproduzione del bestiame, indicando il momento in cui il montone viene introdotto nel gregge.
Nell'area istriana acquista una funzione agricola legata alla semina del grano, come ricordano: «Chi somena el gran per San Matio spera 'n Dio - Chi semina il grano per San Matteo spera in Dio.» e «Per San Matio chi buta intera spera in Dio - Per San Matteo chi getta in terra spera in Dio.»; nell'area istroromanza la stessa relazione fra la ricorrenza e la semina è racchiusa nella formula: «San Mateîo, cheî boûta in tiera spira in Deîo - San Matteo, chi semina spera in Dio.».
La tradizione della Venezia Giulia conserva da una parte il riferimento al lavoro umano della semina, dall'altra l'osservazione del ciclo naturale dei frutti: «San Matìo chi bùta in tèra spèra in Dìo - San Matteo, chi butta in terra spera in Dio.»; il proverbio mostra come il contadino, consapevole che il risultato dipenderà dal tempo e dalle condizioni della stagione, affidi il buon esito del lavoro a Dio. Nella stessa zona il calendario di San Matteo è legato anche alla maturazione delle noci: «Per San Matìo le nóse se córi drio - Per San Matteo le noci si corrono dietro.».
In Emilia-Romagna è associato alla maturazione delle castagne; a Borgotaro, nel Parmense, si tramanda: «P'r San Maté – L' castagn' sutu ai pé - Per San Matteo le castagne sotto i piedi.».
In Toscana segna invece l'avvio della stagione dell'uccellagione: «A San Mattè l'uccellator salta in piè - A San Matteo l'uccellatore salta in piedi.».
In Veneto diventa un vero marcatore della trasformazione stagionale: diminuisce la luce, finisce il bel tempo, cambia il clima e comincia la stagione della caccia; nel Veronese la tradizione recita: «De San Matio le giornade le torna indrio - Per San Matteo le giornate tornano indietro.», «A San Matìo el bel tempo l'è finio - San Matteo, il bel tempo è finito.» e «San Matio no xe mai suto - San Matteo non è mai asciutto.».
In Lombardia la festa è fortemente legata ai prodotti agricoli, al tempo e alla caccia; nel Bergamasco la tradizione popolare raccoglie: «A san Maté, aqua denàcc o de dré - San Matteo, acqua prima o dopo.», «A san Maté, la castègna la à o la è - San Matteo, la castagna o si forma o va a male.», «A san Maté, ol durd l’è lé - San Matteo, il tordo è lì.» e «A san Maté, ol cassadür l’è prèst in pé - San Matteo, il cacciatore è presto in piedi.»; nella Lombardia orientale il rapporto con il ciclo agricolo emerge da: «Fina San Maté l'erba la dèventa fé - Fino a San Matteo l'erba diventa fieno.»; a Crema, invece, il proverbio richiama il progressivo accorciarsi della luce: «Per San Maté la gürnada là dà 'ndré - Per San Matteo la giornata va indietro.».
Nel Trentino ritorna il motivo dell'equilibrio fra giorno e notte, attraverso il quale San Matteo segna il passaggio stagionale: «Da San Matjòt ’l è lóng al dí cúmi la nòt - Da San Matteo il giorno è lungo come la notte.».
Nella tradizione ladina lo stesso rapporto fra luce e oscurità assume una forma ancora più esplicita: «San Mattì valivèja la nèt e ’l dí - San Matteo uguaglia la notte e il giorno.».
In Friuli la funzione di San Matteo è soprattutto meteorologica e stagionale: «A San Matìu un bjel serèj al càpa la sjaràda adimplèn - A San Matteo un bel sereno prende l'autunno in pieno.» e «Comincia a fare brutto tempo a San Matteo e c’è l’affitto da pagare per San Michele.».
In Piemonte si lega anche alla caccia e al momento in cui occorre preparare la casa all'arrivo del freddo: «Për San Maté 'l casador a sàuta 'n pé - Per San Matteo il cacciatore salta in piedi.» e «Ël di ëd San Maté spacia ’l canon dël potagé e dël franclin pronta ij brandé - Il giorno di San Matteo pulisci il tubo della stufa e prepara gli alari del caminetto.»

Nel giorno consacrato a San Matteo, la pagina dell'Almanacco Italiano del 1896 raccoglie, accanto alla ricorrenza religiosa, anche la memoria degli uomini e delle loro vicende, l'effemeride ci riconduce a un giorno doloroso della storia di Torino, mentre il pensiero del giorno apre invece uno spazio più intimo, là dove l'esistenza si misura con la capacità di amare, di agire e di dare un senso al proprio cammino. Nel complesso un'occasione per ricordare ciò che è stato, osservare ciò che cambia e dare un significato al presente.

Lieta Festa di San Matteo Apostolo ed Evangelista!

domenica 20 settembre 2026

La voce delle radici

20 settembre, domenica

"... Adesso, a settembre inoltrato, il verde delle foglie si è trasformato in un colore ramato e le chiome appaiono qua e là chiazzate di giallo. Mentre percorro il viale c’è una specie di dialogo tra me e gli alberi e a volte sembra mi riconoscano e siano contenti della mia attenzione. Ho sempre amato gli alberi e devo confessare che più di una volta li ho abbracciati...
... Devo proprio un grande grazie alla natura, al mare, al vento, al cielo, alle stelle, alla luna, al bosco, se sono ancora qui, e diversa. Ho stretto forte forte un pino. L’ho abbracciato come se fosse stato un essere umano. Ho appoggiato la guancia sulle scorze del tronco e poi ho cercato di percepire con l’orecchio un qualche piccolo rumore, come una voce che venisse dalle radici per parlarmi. Ho ancora presente e vivo in me il profumo di resina e sento rivivere quell’abbraccio lungo e silenzioso. Ora si è levato un poco di vento e vedo cadere dagli alberi le prime foglie ingiallite lungo la strada. È come una pioggia improvvisa che inonda l’aria di un dolce fruscìo rendendo la visione tremolante e varia. Le foglie che cadono mettono sempre in cuore un po’ di malinconia e ricordano autunni lontani della nostra vita ..."

Storia di settembre - Lungo il viale ho visto cadere le prime foglie
Romano Battaglia

Corteccia di pino domestico

Corteccia di pino domestico

Ecco il reel sul pino domestico

venerdì 18 settembre 2026

Fiori in settembre

18 settembre, venerdì

"Ogni giorno corro, mi sposto quasi avessi paura di perdere un solo minuto: il tempo passa inesorabile e il settembre si fa di giorno in giorno più bello e struggente. Le siepi sembrano percorse da un irrefrenabile fremito vitale che fa sbocciare anche i fiori più piccoli e nascosti che in estate non si vedono. Percorro chilometri e chilometri in bicicletta, curiosa di tutte le più piccole cose che mi passano davanti agli occhi. Febo è sempre con me, non mi lascia mai. È felice anche lui di queste passeggiate.
Rincorre le lucertole, le farfalle, abbaia quando vede altri cani. Procedendo lentamente, mi è possibile leggere in quel firmamento meraviglioso che è fra noi e che nell’era dell'automobile non è possibile vedere. L'uomo si chiude nella sua macchina e corre, corre, senza vedere nulla, senza sentire altro che il rombo del motore che cancella il canto delle cose. Invece io ho visto e vedo, lungo i fossati di campagna, animaletti che non avevo mai veduto, farfalle di mille colori, foglie dalle forme più varie.
Mentre mi sposto di qua e di là, parlo con la gente che incontro, ascolto curiosa le loro storie, imparo la filosofia spicciola della vita ..."

Storia di settembre - Ora la natura e la vita mi sorridono
Romano Battaglia

Siepe di settembre

Siepe di settembre

Ecco il reel sui Fiori in settembre

giovedì 17 settembre 2026

17 settembre - Stimmate di San Francesco d'Assisi

Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896

Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896


Stimmate di S. Francesco
d'Assisi.

L'anno 1224 Francesco d'Assisi, verso la
festa dell'esaltazione della Croce, dopo quaranta
giorni di digiuno s'incammina all'orrida
Vernia bramoso di consumarvi il suo sacrificio.
Cola in un mare di luce discende a lui
l'Amor crocifisso a mo' di Serafino in croce,
e cinque cicatrici si aprono alle mani, ai piedi
al costato di Francesco, che menavano vivo
sangue. Dopo le stimmate visse due anni. __
S.Giustino prete e martire

Ricordi. ______________________________

_____________________________________

_____________________________________

_____________________________________

Effemeride storica __ 1837. Muore a Parigi
Filippo Buonarroti, fiera anima di repubblicano,
cospiratore entusiasta ed infaticabile. __
1870. Civitavecchia festeggia l'entrata delle
truppe italiane.

I proverbi del giovedì. __ La fame caccia il lupo 
dal bosco. La necessità non ha legge.

17 settembre  Giovedì
 Stimmate di San Francesco d'Assisi - Almanaco Italiano 1896

Il 17 settembre, tre giorni dopo l’Esaltazione della Santa Croce, il calendario liturgico e l'Almanacco Italiano del 1896 propongono la memoria delle Stimmate di San Francesco d’Assisi.
Francesco aveva abbracciato la povertà, il servizio agli ultimi, la fraternità, la predicazione, la rinuncia ai privilegi e alle sicurezze del proprio ceto; ogni aspetto della sua esperienza convergeva verso il desiderio di avvicinarsi, per quanto possibile, a Colui che aveva scelto di seguire.
Nel 1224 alla Verna questo cammino raggiunse il suo punto più alto, in un'esperienza nella quale ciò che Francesco aveva cercato di vivere nella propria esistenza si fece traccia sul corpo, la Croce contemplata divenne Croce vissuta.
Attraverso la connessione con Cristo, nel creato riconosceva una realtà della quale egli stesso si sentiva parte e che guardava con rispetto, gratitudine e meraviglia; il sole diventa fratello, la luna sorella, così come il vento, l’acqua, il fuoco e la terra entrano in quell'ottica che Francesco sente estendersi ben oltre l’uomo. 
La semplicità è, un modo diverso di stare al mondo, di vivere accanto agli altri riconoscendo che non tutto ciò che ci circonda esiste soltanto in funzione dei nostri bisogni, una visione che si discosta dalle vicende dell'effemeridi e si accosta al tema di quella necessità esposta nel proverbio del giovedì.
Francesco segnato dalle stimmate, il 4 ottobre 2026, dopo cinqu'antanni, verrà riconsegnato alla memoria civile del Bel Paese, la festa a lui dedicata riprenderà il suo posto tra le feste nazionali per ritornare a essere presenza nella storia italiana, che nel cuore non ha mai smesso di riconoscerla.

Lieta celebrazione delle Stimmate di San Francesco!

Per ulteriori informazioni:

lunedì 14 settembre 2026

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Esaltazione della Santa Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della S. Croce.

Questa festa fu istituita in memoria della
vittoria riportata da Eraclio nel 610 sopra
Cosroe re di Persia. Da costui l'imperatore
Eraclio ottenne la libertà dei Gerosolimitani
e la restituzione di quella stessa Croce, sulla
quale G. C. avea consumato l'opera della redenzione.
La Croce fu posta nel luogo medesimo,
ove fu trovata. Festa alla Scala Santa
in Roma, e in Lucca, dove è venerata col
nome, del Santo Volto. — S. Cornelio papa e
martire.

Ricordi. ________________________________

_______________________________________

_______________________________________

Effemeride storica. — 1848. Carlo Alberto,
tornato in Torino dopo l'armistizio, rivolge
un proclama alla Guardia Nazionale, ringraziandola
di avere custodito la sua famiglia e
la capitale del regno.

Un pensiero al giorno. — Bisogna fare del
bene quando si può, e usar cortesia sempre,
poiché questa è cosa che sempre si può.
(Joubert).

14 settembre Lunedì
Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Ci sono oggetti che il tempo trasforma in simboli, oltrepassano la materia di cui sono fatti e finiscono per raccogliere intorno a sé la memoria degli uomini, delle loro speranze, delle loro guerre, delle loro sconfitte e delle loro vittorie; la Santa Croce è uno di questi e, il calendario della cristianità, il 14 settembre ne celebra l'Esaltazione; per conoscerne la storia, che attraversa quasi diciassette secoli, fatta di fede, di imperatori, di pellegrini, di distruzioni e di ritorni, andiamo nella Città Santa.
Costantino dopo aver concesso ai cristiani la libertà di culto, volle restituire dignità ai luoghi della Passione di Cristo, sua madre Elena si recò a Gerusalemme intorno al 326, quando della città evangelica rimaneva ormai ben poco di riconoscibile, il Calvario era stato sepolto sotto le successive costruzioni dei nuovi culti e i luoghi santi sembravano quasi cancellati per cui si decise di scavare là dove la tradizione cristiana aveva continuato a indicare il sito della Crocifissione, lì vennero alla luce tre croci, e per riconoscere quale fosse stata innalzata sul Golgota per Gesù, la tradizione racconta che ai tre legni venne fatta avvicinare una donna gravemente malata e che soltanto al contatto con il terzo ritrovò la salute.
La reliquia rimase a Gerusalemme per quasi tre secoli, venerata come presenza concreta della Passione, ma nel 614, la città cadde nelle mani dei Persiani di Cosroe II che devastarono la città e trafugarono la Santa Croce infliggendogli un prolungato esilio.
Eraclio, che era salito al trono dell'Impero bizantino nel 610, impiegò molti anni a rovesciare le sorti della guerra e la svolta arrivò nel 627 con la vittoria bizantina presso Ninive.
Nel 628 Cosroe II venne deposto e ucciso, le condizioni di pace imposero ai Persiani anche la restituzione della Croce e dopo quattordici anni, la reliquia venerata dai cristiani poteva dunque ritrovare la strada per Gerusalemme, il 14 settembre del 628 venne posta a Costantinopoli e si narra che Eraclio, desiderando riportarla personalmente nella Città Santa, avesse tentato di attraversarne le porte rivestito dello splendore imperiale, ma giunto davanti all’ingresso della città, non riuscì a procedere; gli fu fatto osservare che Cristo aveva scelto la via opposta a quella del potere e con la sua nudità aveva portato quella Croce nell'umiliazione e nel dolore; l'imperatore vittorioso, che non poteva pertanto entrare a Gerusalemme portando il segno della Passione come avrebbe portato un trofeo di guerra, depose le vesti imperiali e, liberatosi della propria magnificenza, prese sulle spalle la Croce e il 21 marzo del 630 riuscì finalmente a riconsegnarla al luogo al quale la fede dei cristiani l'aveva legata.
È uno dei grandi paradossi del cristianesimo pensare che la gloria passi attraverso l'umiliazione, la vita attraverso il sacrificio, la vittoria attraverso quella che agli occhi del mondo appare come una sconfitta, ma il legno della Croce, celebra la forza di chi si dona e non la forza di chi domina.
Dopo l'Esaltazione della Santa Croce, l'effemeride storica dell'almanacco ci porta dal cuore della Gerusalemme del VII secolo a un'altra epoca di guerre e di incertezze, siamo nel 1848, Carlo Alberto, rientrato a Torino dopo l'armistizio, rivolge un proclama alla Guardia Nazionale e la ringrazia per avere custodito la sua famiglia e la capitale del Regno.
Da una parte la reliquia della Passione, contesa fra imperi e riportata a Gerusalemme; dall'altra la capitale sabauda, affidata alla vigilanza degli uomini in una stagione nella quale l'ordine politico e sociale sembrava sul punto di essere travolto e in mezzo la parola custodire che mette in relazione le due immagini e significa riconoscere che ciò che abbiamo davanti possiede un valore che supera il nostro interesse personale e assumersi una responsabilità verso qualcosa che, almeno per un certo tempo, ci è stato affidato.
Segue il pensiero del giorno che ricorda il modo cortese con cui vanno trattati gli altri perché si può.

Lieta Festa dell'Eseltazione della Croce!

Per ulteriori informazioni:

martedì 8 settembre 2026

8 settembre - Natività di Maria Santissima

Natività di Maria Santissima - Almanacco Italiano 1896

Natività di Maria Santissima - Almanacco Italiano 1896

Natività di Maria SS.

Oggi la Chiesa celebra il nascimento di
Colei che l'oggetto dei voti dei Patriarchi
e Profeti di Maria cioè, che dovea essere
aurora del Sole di Giustizia. Noi uniamoci allo
spirito della Chiesa ringraziando Dio, che, al
dir di S.Bernardo, ci ha fatto oggi un donativo
magnifico e d'inestimabil valore. Festa
nella Basilica di Piedigrotta a Napoli e sotto
il titolo di Maria Lauretana nell'insigne Santuario
di Loreto, ad Altavilla e in altri luoghi.
__ Sotto il titolo di M. V. dei Fiori, festa in
Alba.

Ricordi.__________________________________

Effemeride storica. __ 1841. Sollevazione in
Acquila. Gl'insorti uccidono il comandante
borbonicoTanfani, quindi non ricevendo gli sperati
soccorsi, si gettano alla campagna. __
1843. Una colonia d'insorti romagnoli, condotta
dal piemontese Ribotti, tenta d'impadronirsi
d'Imola, ma è fatta prigioniera.

Un pensiero al giorno. Vuoi essere e più
giusto e più saggio? Spalanca meno gli occhi
sui difetti degli altri, ed aprili un po' meglio
sui tuoi. (Michele Colombo).

L'8 settembre l'Almanacco Italiano del 1896 evoca la Natività di Maria Santissima, una delle più antiche celebrazioni mariane dell'anno liturgico la cui origine va rintracciata nell’Oriente cristiano dove la festa, legata alla tradizione gerosolimitana, compare a Costantinopoli nel VI secolo e giunge a Roma verso la fine del VII. Il suo significato contempla l'inizio della vita di colei che la tradizione cristiana considera intimamente inserita nel mistero dell'Incarnazione.
Segue l'effemeride storica con cui il calendario dell’almanacco tiene insieme la dimensione del tempo tumultuoso degli uomini, fatto di rivolte, sconfitte e aspirazioni politiche, e la dimensione della fede che riconosce nella nascita di Maria il principio di una storia destinata a cambiare il senso stesso dell’attesa.
Il pensiero del giorno poi trasforma la festa in una piccola occasione di rinnovamento personale perché celebrare una nascita significa anche domandarsi che cosa può venire alla luce dagli abissi della nostra anima.

Nome di Maria Santissima - Almanacco Italiano 1896

Nome di Maria Santissima - Almanacco Italiano 1896

Nome di Maria Santissima

Vi ha un nome, che riassume in sé stesso
tutte le dolcezze più innefabili; a questo nome
vibrano tutte le corde del nostro cuore; e
questo è il nome di Maria, nome, che racchiude
dopo quello di Gesù, sensi misteriosi,
compendia peregrine grandezze, ed ispira
venerazione ed amore. Questa festa fu istituita
nel 1683 da Innocenzo XI come atto di
grazie per la liberazione di Vienna assediata
dai Turchi e soccorsa da Giovanni Sobieski,
re di Polonia. S. Eulogio, vescovo di Alessandria.

Ricordi. ________________________________
_______________________________________

Effemeride storica. 1860. Il generale Fanti
alla testa di un corpo di esercito occupa Perugia.
Il generale Schmidt con 1700 pontificii
dopo breve ressistenza si arrende.

Un pensiero al giorno. Figliuolo, hai tu
peccato? Non peccare più, ma fa' anche orazione
per le colpe passate, affinché ti siano
rimesse (Bibbia. - Eclesiastico, cap. XXI).

La festa del Nome di Maria venne attestata documentariamente in una concessione di Giulio II a Cuenca nel 1513; passò poi attraverso diverse fasi nel 1587, nel 1622, nel 1671, e nel 1683 venne estesa alla Chiesa universale con Innocenzo XI che, in seguito alla vittoria di Vienna, la collocò nella domenica compresa nell'ottava della Natività di Maria. 
Nel 1908 si stabilì che, quando quella domenica non fosse stata disponibile, il Nome di Maria doveva essere celebrato il 12 settembre e nel 1911 Pio X  fissò la celebrazione al 12 settembre.
La riforma del Calendario Romano del 1969 eliminò la festa ritenendola sostanzialmente una ripetizione della celebrazione della Natività di Maria, ma continuò ugualmente a essere celebrata nei calendari particolari e nelle comunità che ne conservavano la tradizione.
Nel 2002 Giovanni Paolo II la reinserì nel Calendario Romano Generale, mantenendo la data del 12 settembre.
Nella tradizione biblica e cristiana il nome va oltre la semplice designazione anagrafica, è memoria e custode della persona, la rende riconoscibile, permette di chiamarla e di stabilire con lei una relazione. Il Nome di Maria appartiene dunque alla storia della devozione come modo concreto di rivolgersi a lei, ricordarla e affidarsi alla sua intercessione attraverso la sua presenza nella preghiera.
Con l'effemeride storica qui viene introdotta una pagina del Risorgimento, il 1860 e l’occupazione di Perugia da parte delle truppe piemontesi; il calendario mette così la festa accanto agli avvenimenti che agitano il mondo e il sacro prende posto nella storia degli uomini.
Con il pensiero del giorno dell’Ecclesiastico, si entra, invece, direttamente nella logica della festa, del bisogno di misericordia e di aiuto attraverso la preghiera che riconosce il proprio limite e ha il coraggio di rivolgersi a Dio.
Queste pagine del 1896 ci mostrano come una società cristiana organizzava il proprio tempo intorno alla memoria fatta di feste, nomi, santi, santuari, patronati e ricorrenze che trasformavano il calendario in una sorta di mappa religiosa della comunità.
Oggi quella struttura è diversa, ma Maria continua ad avere il suo Nome.

Lieta Festa della Natività di Maria e del suo Nome!

lunedì 7 settembre 2026

Un gabbiano nel Mediterraneo a settembre

7 settembre, lunedì...

"È un altro giorno e sono di nuovo sulla riva del mare. Credo che sarà così ogni mattino sino alla fine del mese quando sarà giunta l'ora di partire. Chissà come potrò staccarmi da questi luoghi dove sono rinata e dove ho incontrato cose e persone che mi rimarranno sempre nel cuore. Porterò con me Febo, il compagno del mio viaggio, la creatura silenziosa che sa consolarmi con il suo sguardo dolce. Anche lui soffrirà a ritrovarsi in città senza questi spazi marini, senza la pineta e la campagna. Ma ormai lui fa parte della mia vita e per nessuna cosa al mondo potrei abbandonarlo. Febo sarà una bella sorpresa per mio marito e i miei figli. Lo ameranno anche loro quando sapranno che mi ha tenuto compagnia per tanto tempo.
Cammino sulla spiaggia che paragono a un paradiso orizzontale dove le ore stanno nel silenzio e il desiderio del cielo sconfina negli occhi del mare. Mi accorgo di usare ogni tanto frasi poetiche, forse perché leggo molto e ricordo. A volte sogno anche di ripetere certe frasi che mi sono piaciute. Sono proprio cambiata, sono più aperta, è come se fossi andata a scuola di vita da un grande maestro. Guardo la riva e mi viene in mente quel pezzetto di legno che Sam mi ha regalato. A pensarci bene ha ragione nel dire che sa di mare. Ha quel caratteristico odore che si sente quando in primavera i bagnini preparano la spiaggia e bruciano tutto quello che nell’inverno si è depositato sulla riva.
Quand'ero bambina passavo ore e ore a cercare gli stecchi, le conchiglie, le stelle marine, i pesci seccati. Camminavo per chilometri, e una volta trovai sulla riva un gabbiano ferito che non riusciva più a volare. Lo portai a casa e lo curai perché aveva un’ala spezzata. Lo tenni con me per tutta l'estate sino a quando non fu di nuovo in grado di volare. Allora andai sulla spiaggia, lo strinsi forte al mio cuore, poi lo lasciai libero. Mentre il gabbiano si allontanava nel cielo piansi, perché era stato il mio compagno dell'estate. Settembre sta diventando per me un punto di partenza, non un punto d'arrivo. Ora lo posso paragonare a una stupenda stagione piena di frutti e di fiori da poter ancora godere con felicità. E solo al mare si può capire l’importanza di questo mese in tutte le sue sfumature. Il mare è insieme padre e figlio, desiderio di ritornare in lui. Il mare è l'origine della vita, la gioia, la completezza..."

Storia di settembre - I nostri sentimenti sono come le onde del mare
Romano Battaglia

Ecco il reel sul Mediterraneo a settembre

mercoledì 2 settembre 2026

In un mattino di settembre

2 settembre, mercoledì... 

" ... Stamani sono andata sulla spiaggia molto presto. Saranno state le sette e mezzo, forse le otto. Il mare era di una calma assoluta, la spiaggia silenziosa, il cielo azzurro come un’'cquamarina. Ogni tanto si sentiva il richiamo di un gabbiano che volava lontano sul pelo dell'acqua, eppoi più nulla. Tutte le cose intorno sembrava dormissero. Ho camminato per qualche chilometro respirando quell'aria profumata di mare e a ogni passo provavo una strana sensazione di leggerezza e di euforia, come quando si respira troppo ossigeno.
Anche Febo era felice più di ogni altra volta. Gli animali avvertono lo stato d'animo delle persone che amano e si comportano di conseguenza. Quante volte i suoi occhi mi hanno guardata con dolcezza e quante volte in quello sguardo buono ho ritrovato la serenità. Anche Febo, forse, me l'ha mandato il cielo per aiutarmi a trovare la via del ritorno.
Vedevo tutto più chiaramente nella luce del mattino e ogni cosa mi sembrava così esatta, così ordinata, così assoluta che persino i pensieri mi si presentavano più chiari e riuscivo a ricordare con nitidezza tanti momenti, anche lontani, della mia vita. Mi chiedevo dove mi avrebbe portata quella passeggiata in un mattino di settembre sulla riva del mare, e mi lasciavo andare come una barca spinta da un vento leggero. Ero felice come una bambina che vedeva per la prima volta il mare ..."

Storia di settembre - Spesso non ci accorgiamo di camminare sulle stelle
Romano Battaglia

Scoglio nel Mediterraneo

Ecco il reel sul Mediterraneo a Settembre

sabato 29 agosto 2026

29 agosto - Decollazione di San Giovanni Battista

Decollazione di San Giovanni Battista - Almanacco Italiano 1896


Decollazione di San Giovanni Battista - Almanacco Italiano 1896

Decollazione di S. Giovanni Batt.
II Battista predicava la penitenza sulle 
rive del Giordano, ed apparecchiava la via 
al Messia. Allora regnava Erode Antipa nella 
(iiudea; il Battista lo riprese, perchè si era 
invaghito della cognata Erodiade. Di qui le 
ire dell'uno e dell'altra contro Giovanni, il 
quale dopo alcuni giorni di carcero nel castello 
di Macheronte, fu barbaramente decapitato. 
Se ne fa la solennità in questo giorno, 
perchè è quello in cui fu trovato il venerabile
capo, che trasportato a Roma si conserva 
nella chiesa di S. Silvestro: ma altre chiese 
pretendono alla gloria di possedere la preziosa 
reliquia. — S. Sabina, mart. a Roma.

Ricordi. _______________________________
______________________________________

Effemeride storica. — 1862. Il colonnello 
Pallavicini investe i Garibaldini sulle alture 
di Aspromonte. Garibaldi stesso è ferito da 
una palla al piede destro.

Un pensiero al giorno. — La questione 
dell'educazione è per le società moderne una 
questione di vita o di morte, una questione 
da cui dipende l'avvenire.       (Renan).

29 agosto Sabato
Decollazione di San Giovanni Battisata - Almanacco Italiano 1896

La festa di San Giovanni Decollato, senza dubbio, merita di essere raccontata, la sua storia attraversa la liturgia, la devozione popolare, il culto delle reliquie, le confraternite, le tradizioni locali, i proverbi. Nella cultura e nella letteratura le testimonianze da esplorare, che si intrecciano nei secoli, sono numerose, ma ci stiamo sciogliendo sotto il sole di questa estate che sembra non voler lasciare il posto alla dolcezza; è sabato e nessuno vuole posizionarsi dietro uno schermo, per cui vi lascio solo la pagina dell'almanacco che ricorda il sacrificio del nostro Precursore. 

Lieta festa di San Giovanni Battista Decollato a voi!

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro

venerdì 28 agosto 2026

Nell'Ombra dell'Eclissi di Luna

"... E visto che neppure Nicia era più tanto fermo nella sua opposizione, con la riserva che almeno sulla segretezza del piano si manteneva intransigente, gli strateghi comandarono di seppellire nel più geloso riserbo la partenza dell'intera armata dal campo, e di tenersi pronti al segnale d'avvio.
Son già sulle mosse per uscire, tutto è preparato quand'ecco un'eclisse di luna: e capita in una notte proprio di luna piena. Allora la truppa ateniese, prendendosela calda, quasi a una voce pretese che gli strateghi differissero. E Nicia proclive non poco, forse troppo, alle divinazioni e alle altre pratiche di questa specie, rifiutò che si discutesse oltre sui dettagli della partenza, in attesa che spirassero tre volte nove giorni, come prescritto dagli indovini. E così, sul punto di prendere il largo, era nato questo nuovo intralcio alla ritirata ateniese."

La Guerra del Peloponneso - Libro VII
Tucidide
Traduzione Franco Ferrari

Eclissi parziale di Luna 28 agosto 2026

Il 27 agosto del 413 a.C. le navi ateniesi sono pronte a salpare dopo mesi di assedio; Siracusa si sta trasformando in una trappola e l'unica possibilità di salvezza sembra essere la fuga, tutto è predisposto, la partenza deve avvenire nel più assoluto segreto, ma nel momento decisivo, σελήνη ἐκλείπει/selene ekleipei, la luna viene meno, si oscura, la paura prende il sopravvento sulla necessità di agire e paradossalmante è proprio la superstizione a  far avverare il presagio funesto. Nicia, già incline a dare credito alle divinazioni, si affida al responso degli indovini e decide di rimandare la partenza di, τρὶς ἐννέα ἡμέρας/tris ennea emera, tre volte nove giorni.
Ventisette giorni di attesa in cui i Siracusani hanno il tempo di riorganizzarsi, di rafforzarsi e di preparare quell'attacco che vedrà la disfatta della spedizione ateniese.
Dopo 2439 anni che sembrano dissolversi in una scintilla di tempo, il 28 agosto 2026, alle 6.12, ci tende la mano e ci consegna la nostra eclissi, non è un nuovo presagio, ma tutta la bellezza che mostra che nell'ombra della Terra che attraversa la Luna ci siamo anche noi.

Lieto giorno e date un'occhiata al tramonto di ieri con il sole velato dai pulviscoli della sabbia del Sahara.

mercoledì 26 agosto 2026

In un giorno speciale

Quando ero bambina ricordo un vecchio uomo; tutti volevano bene al vecchio Zeke.
Era tutto solo, la sua famiglia non c'era più; un giorno mi disse:

Sono seduto qui a pensare a Gesù, dondolandomi mentre la mia vecchia sedia scricchiola.
Un giorno felice volerò via quando Gesù verrà a prendermi.
Potrebbe essere oggi, potrebbe essere domani, forse un giorno della prossima settimana.
Presto avrò finito con i problemi e il dolore quando verrà a prendermi.
Quando Gesù verrà a prendermi.

Quando morirò, non addoloratevi e non piangete.
Oh Signore, non  dispiacetevi per me.
Oh, che giorno, che giorno meraviglioso.
Quando Gesù verrà a prendermi.
Quando verrà a prendermi.

Potrei essere al cimitero a camminare e parlare con la mia famiglia.
Oppure potrei arare il campo laggiù, solo io e il vecchio mulo.
Ovunque io sia, qualunque cosa io stia facendo, un giorno vedrò.
E una schiera di angeli in una nuvola di gloria quando Gesù verrà a prendermi.
Quando verrà a prendermi.

Quando morirò, chiudete gli occhi.
E adagiatemi sotto l'albero di salice.
Oh che giorno, che giorno meraviglioso
Quando Gesù verrà a chiamarmi
Quando Gesù verrà a chiamarmi

Sono seduto qui ad aspettare Gesù, dondolandomi mentre la mia vecchia sedia scricchiola
In un giorno speciale, volerò via quando Gesù verrà a chiamarmi
Quando verrà a chiamarmi

When Jesus Comes Calling For Me 
Dolly Parton
Liberamente tradotta da Me Medesima

Dolly Parton

Ciao meravigliosa Dolly...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...