lunedì 16 luglio 2018

domenica 1 luglio 2018

Sogno di una sera di luglio

" ... La sera del primo luglio, verso le dieci, stavo leggendo nella mia camera colle finestre aperte quando udii suonare sul cattivo piano della sala di conversazione la Gran scena patetica di Clementi, che ho udita da Lei tante volte. La mano mi parve eccellente, e discesi. Suonava una signora inglese e c’erano in sala, credo, tutti gli ospiti dell’albergo. La sala è a pian terreno; ha una porta e due finestre sulla fronte della casa. Andai a sedermi fuori nel buio.


La notte era tempestosa. Un balenar continuo senza tuono batteva, di là dal lago, le nuvole nere e le creste selvagge, che, in quei sùbiti bagliori, parevano vivere. 


Sul nostro capo il cielo restava buio, restava buio l’abisso a’ nostri piedi; e, quando il piano tacque, si udirono giù nelle valli profonde tutte le campane dei paeselli. Due signore uscirono e sedettero poco discosto da me. Non le potevo vedere, ma sentii il profumo di rose della mia vicina. «Molto bene, non è vero?» disse questa, in inglese. Era la sola voce femminile che conoscessi lassù.
Non vi fu risposta. Dopo brevi momenti udii un’altra voce dir piano:
- The bells (Le campane).


Ho sempre pensato, e non so come questo strano pensiero sia nato in me, che l’odore dell'olea fragrans possa dare un’idea della dolcezza di quella voce. Trasalii e mi domandai dove l’avessi udita. La signora dall’essenza di rose disse ancora qualche cosa che non intesi e la voce dolce rispose:
- Yes, there is hope (Sì, vi è speranza).
Ebbi come un baleno interno; era la voce del mio sogno. Mi misi a tremare, a tremare senza saper perché senza capir più niente, sebbene le due voci parlassero ancora. Tre o quattro altre signore uscirono dalla sala e tutta la compagnia s’avviò poi verso gli alberi. Io non pensai a seguirla, avevo una indicibile avidità di esser solo. Corsi nella mia camera e là mi sfogai.
Ero come pazzo, m’inginocchiavo a ridere e piangere, balzavo in piedi a pregare, sentendo Iddio infinito e me niente, stendevo dalle finestre le braccia verso il nero scoglio sovrano battuto dai lampi, gli dicevo con trionfante gioia di volermi bene ancora perché ne tornavo degno. Parlavo così a voce alta e poi ridevo di me stesso, ridevo di esaltarmi per una persona di cui non conoscevo ancora il viso; ma era un ridere felice, pieno di fede, senza la menoma ironia. «There is hope, there is hope» ripetevo «vi è speranza.» E poi mi coprivo il viso colle mani, pensavo; e lei? e lei? Chi sa se aspetti anche lei, chi sa se abbia avuto sogni, presentimenti? Che viso, che nome avrà? Poi non pensavo più a nulla, mi riprendeva il fremito di prima. In un’ora triste dell’adolescenza, vagando per le colline in fiore della mia patria, mi ero veduto nell’avvenire una scura e fredda giovinezza e, sul cader di questa, uno splendido fior di passione, improvviso come il fiore dell’agave. Ora il mio cuore batteva «l’agave, l’agave!» Vi strinsi ambo le mani su, ansando. Credetti in quel punto che gli occhi miei mandassero veramente luce ... "

Il mistero del poeta
Antonio Fogazzaro

Regalatevi il sogno, accendete la luce dei vostri occhi e buon luglio!

giovedì 21 giugno 2018

" ... È il solstizio d'oro ... "


" ... È il solstizio d’oro su i campi
esperii, è il solstizio d’estate ...


... Si tóndano i greggi lanuti.
Si mietano gli orzi e i legumi.
S’apparecchi l’aia e, conciata
con pula e con morchia, si rasi.
Non più pe’ forami de’ fiari
s’ode rimbombevole coro
ma a pena sottil mormorio,
segno che l’arnie son piene,
colme son di nettare biondo.
Noi le voteremo domani
all’alba, in mondissimi vasi.
Piedi due fa l’ombra dell’uomo
nell’ora sesta. Oh lunghezza
del dì per oprare e oziare!
Fa ventidue nella prima
ora e nell’undecima. Oh grandi
opere tra l’albe e i meriggi,
ozii tra i meriggi e gli occasi! ... "

Maia
Gabriele D'Annunzio


Buona estate! In Italia dalle ore 11.07

lunedì 18 giugno 2018

La via dei lombrichi


La via dei lombrichi... quella della vita, a volte passa per il cielo,


per merito o demerito di qualche uccellino che per un motivo o per un altro li fa cadere in un giardino segreto dove cercano una nuova dimora.


La freccia nella foto sottostante indica il clitello, un ispessimento cutaneo che rivela la raggiunta maturità sessuale, contiene le ghiandole addette alla secrezione di una sostanza gelatinosa che favorisce l'accoppiamento e forma il cocoon, il bozzolo dove vengono deposte le uova che saranno inseminate, dopodiché questa ovoteca verrà espulsa dal corpo e gli embrioni si svilupperanno al suo interno.


" Un tempo il lombrico dissodava il terreno giorno e notte affinché gli uomini vi mettessero le sementi per ottenere di che vivere e stare in pace. Era ed è nudo crudo, il lombrico, perché nelle profondità della terra non ha bisogno di vestiti, o di piume, o pellicce per coprirsi. Se ne stava ben protetto al calduccio, nel grembo della madre terra, a trafficare e lavorare, silenzioso, timido, completamente ignoto al mondo rutilante e chiassoso della superficie. Ma gli uomini aumentavano, il pianeta si riempiva di formiche umane che avevano bisogno di mangiare. così avvenne che si cominciò a dissodare campi e prati con vanghe, badili e aratri rudimentali. Il povero lombrico veniva tranciato in due dal metallo affilato che fendeva le zolle e penetrava nella polpa della terra. Ci fu in quel periodo una vera ecatombe di lombrichi che caparbiamente continuavano a scavare nelle profondità del terreno per dare una mano all'uomo. Il Signore se ne accorse e volle intervenire per salvare i poveri zappatori del sottosuolo. Dopo un sopralluogo, fece in modo che i lombrichi tagliati a metà non morissero ma si rimarginassero la ferita diventando due. E se venivano spezzati di nuovo, quei due guarivano e diventavano quattro. così i lombrichi furono salvi, ma non per sempre. L'uomo infatti scoprì che con un gancetto curvo chiamato amo poteva catturare i pesci. E per catturarli infilzava sull'amo i poveri vermi che non trovarono ancora pace. E non l'hanno mai trovata. Per questo è molto ingiusto che si paragoni una persona bieca, vigliacca, subdola e traditrice a un verme. Il verme non è così, è una persona seria, che nella vita ha tribolato molto, e che continua a patire e aiutare l'uomo. "

Storie del bosco antico
Mauro Corona

martedì 5 giugno 2018

Giugno in un ruscello nascosto

"... ma le vele continuarono il loro lieto mormorio fino a mezzogiorno, il mormorio di un nascosto ruscello nel fiorito mese di giugno, che canta tutta la notte una tranquilla melodia ai boschi dormienti.
Navigammo placidamente fino a mezzogiorno, ma senza un soffio di brezza; lentamente, pianamente ... "

La leggenda del vecchio marinaro
Samuel Taylor Coleridge
Traduzione Enrico Nencioni 




Buon giugno!

sabato 2 giugno 2018

Sotto il segno della Luna in congiunzione con Saturno

Nell'antichità i marinai riprendevano in primavera la via del mare e il nocchiero dirigeva il timone seguendo la rotta tracciata sul firmamento.
Il 31 maggio appena passato altri naviganti hanno sciolto gli ormeggi e hanno iniziato a orientare il gubernum sotto la luna calante in sacrificio per una nuova genesi congiunta a Saturno maestro di vita che supporta la crescita intellettuale e morale.
Che spiri un buon vento per il nostro veliero.


Buona festa della Repubblica!

domenica 20 maggio 2018

Casa de Aliaga in Lima

" ... Erano però ancora abbastanza bene in forza per farsi temere dagli spagnuoli, tanto piú che erano guidati da quattro valorosissimi capi ... "

Il figlio del Corsaro Rosso
Emilio Salgari

La valle del Rimac quando i conquistadores si accinsero a colonizzarla era abitata da indigeni di origine precolombiana riuniti in una comunità sociale chiamata ayllu nella lingua aymara; a capo di questo gruppo di persone composto più o meno da dieci famiglie vi era il curaca Taulichusco che accolse gli spagnoli con gentilezza e disponibilità invitandoli a espandersi nell'area circostante a patto che non distruggessero la sua gente; a lui fu dedicato un huaca, in lingua quechua un tempio che Francisco Pizzarro, nella lottizzazione del territorio per la nascita di Lima, assegnò al capitano Jerónimo de Aliaga y Ramírez il quale aveva partecipato alla cattura dell'ultimo imperatore Inca, Atahualpa. Su questo luogo sacro in Jirón de la Unión 224 fu costruita Casa de Aliaga, la più antica dimora coloniale del Sud America in cui si respira l'atmosfera della vita vicereale e repubblicana di cui è stata testimone.


Dall'androne attraverso una scalinata di gradini  in marmo


si accede al primo patio dove si è accolti da una griglia di legno cocobolo* con rifiniture in tumbaga*, esempio unico oggi riscontrabile a Lima e nell'America del sud.

cocobolo* = legno rosso ricavato dal dalbergia retusa
tumbaga* = lega d'oro e di rame


Un numero notevole di porte collega ogni ambiente all'altro.



Nell'ampio ingresso predomina il bianco riscaldato da mobili di legno finemente lavorati e da pitture murali che raccontano di Lima e Cusco.


Proseguendo si incontra la sala delle piastrelle risalenti al XVII secolo dipinte a mano con motivi floreali che rallegrano la sobrietà della stanza in cui sopra il camino è esposto un ritratto di Jeronimo de Aliaga y Ramirez


e dove in una teca è conservata la sua spada forgiata a Soligen.


Sul lungo corridoio in cui spiccano due colonne di legno intarsiato si trovano gli stemmi della famiglia che ne indicano i titoli: conti di San Juan de Lurigancho e marchesi de Zelada de la Fuente.


Sulla destra del corridoio, il soggiorno dorato con mobili in stile Luigi XVI, tappeti francesi del XIX secolo, due vasi policromi cinesi di pregiata fattura,


una stufa in bronzo premiata alla mostra universale di Parigi nel 1889


e uno specchio contornato da dipinti tra cui il ritratto di Maria Antonietta


Il soggiorno si apre sul secondo patio al cui centro su un livello più basso, in quello che era il cuore  del huaca,


circondata da piante tra cui una dracena secolare, si trova una fontana inglese del XIX secolo che in alcuni periodi dell'anno fa sentire il gorgoglio del fiume Rimac che scende in piena dalla sierra.


Dal patio si entra nella cappella dove viene celebrata la messa e dove originariamente sulle pareti erano appesi piatti d'argento provenienti dai bottini di guerra.


Dal patio si raggiunge anche la sala da pranzo alle cui pareti si possono ammirare i ritratti di personaggi vicereali dipinti dai più importanti maestri del XVIII secolo: Cristóbal Lozano e José Bermejo


e il soffitto a cassettoni in legno intagliato


Camera da letto accessibile dalla parte sinistra del corridoio

martedì 15 maggio 2018

Cortecce

Si espongono per proteggere il loro centro vitale e preservano la loro dimensione più intima e segreta, sono barriere temprate dagli attacchi esterni delle falangi nemiche e le loro ruvide cicatrici che ne raccontano la storia diventano universo per piccoli organismi.
  

Platano 


Castagno


Eucalipto


Ontano


" ... S’appoggiò al tronco d’un albero gigantesco, ripensando lo sguardo dolce della vittima invulnerabile. E gli parve di sentire dietro di sé, dall’interno del tronco, una eco lontana di musiche e di voci; si volse, fece il giro dell’albero: nessuno. Si riappoggiò al tronco. E riudì il suono e le voci.
Picchiò la corteccia col pugno impaziente.
La corteccia cigolò, s’aprì a due battenti, e al principe sbigottito apparve una scalea abbagliante. Egli salì i primi scalini, trasognato, udì il colpo della porta che si chiudeva. Il palazzo era immenso. Le scale, gli atrii, i corridoi, le logge, le sale si succedevano senza fine, ricche di marmi, di porfido, di diaspro, di gemme. Aquilino s’avanzava trasognato ... "

La lepre d'argento
Guido Gozzano 


Pino nero


Faggio 


Faggio secolare


Pino domestico

domenica 13 maggio 2018

Il mio battito segue il tuo

Il mio cuore
Batte all'unisono
Segue il tuo

© Sciarada Sciaranti


Felice giorno a te Raggio di Sole da parte mia e di Sorellina!
Auguri a tutte la mamme, ovunque esse siano, sono sempre presenti nel cuore. 

martedì 8 maggio 2018

Di cadute e di coccole

Non siamo poi tanto diversi da questo passerotto


Dopo la caduta dal nido


Dopo le coccole
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