sabato 13 giugno 2026

L'azzurro mantello della Lysimachia Foemina

Anagallide Maschio

Nomi. Gre. Aναγαλλίς. Lat.Anagallis. Ital. Anagallo, Morso di gallina. Spagn, Muruges. Ted. Gauch beil. Franz. Murgelline, ò Mouron.Spetie. E' di due sorti un maschio, che fa il fior rosso, & l'altra femina col fior azurro.
Forma. E' pianta picciola, che giace per terra, le cui frondi son picciole, & alquanto ritonde, simili all'Helfine procedendo da un gambo quadrangolare, & fanno il seme ritondo con i fiori rossi, e fusto quadrangolare.
Loco Nasce ne gli horti, & in terreni grassi.
Qualità. E' astersivo, & possiede alquanto di colore, & di facoltà attrattiva, e mitiga i dolori.
Virtù Di dentro. Bevuta con vino giova contr'al morso delle vipere, & contra i difetti del fegato, & delle reni. E' salutare contra peste, imperoche pigliata avanti al sonno, coprendosi bene, & sudando tira fuori gli humori pestiferi. Il succo overo l'Acqua stillata bevuta & applicata conferisce à i morsi de i can rabbiosi. Onde i cacciatori usano spesso quest'erba, quando i lor cani son dalle fiere offesi, conferisce à gli hidropici, & caccia fuor le pietre. Di fuori. Mitiga l'infiammationi, & massime delle hemorrhoidi acciaccata tra duo sassi, & applicata, che ne leva il dolore: caccia fuori i veleni, & le saette, spine & altre infisse: & sana l'ulcere serpeggianti, & mordaci: messo negli occhi con mele, ne leva via i fiocchi, & conforta la vista, il succo gargarizzato purga la flemma della testa, & messo nella narice contraria. L'herba impistrata sa venir fuori il budello.

Herbario nuovo
Castore Durante

Gli autori classici distinguevano due forme di anagallide: una maschio, a fiori rossi, che abbiamo conosciuto ne Il barometro del povero come Lysimachia arvensis, e una femmina, caratterizzata dai fiori azzurri, che conosceremo oggi.
Carl Linnaeus nel XVIII secolo riprese questi antichi nomi, mantenendo viva una denominazione già radicata nella tradizione erboristica europea che classificava le piante in base al colore e alla percezione delle loro qualità. Pochi decenni più tardi, Philip Miller pubblicò Anagallis foemina (1768), contribuendo a consolidarne il riconoscimento come entità distinta dall'Anagallis arvensis, sebbene nel tempo il suo rango tassonomico sia stato interpretato in modi differenti da vari autori. Con gli studi di filogenesi molecolare condotti nei primi anni 2000, che mostrarono come Anagallis, Centunculus e Pelletiera fossero evolutivamente incluse all'interno del genere Lysimachia, e per evitare la creazione di un genere artificiale, i botanici Ulf Manns e Arne Anderberg proposero nel 2009 il trasferimento della specie nel genere Lysimachia, da cui l'attuale nome Lysimachia foemina.

Lysimachia Foemina- Centonchio azzurro

Anagallide Femina

Nomi. Gre. Aναγαλλίς θήλεια. Ital. Anagallo femina.
Forma. Non è differente dall'altra, se non che questa ha i fiori cerulei. Et nasce come l'altra.
Qualità & Virtù. Ha la facultà, & virtù medesime dell'altra, eccetto che questa impiastrata ritorna detro il budello, che esce dal sedere: onde si può comprendere, che il maschio ha più facoltà attrattiva della femina.

Herbario nuovo
Castore Durante

Il nome originario, secondo gli autori classici, ἀναγαλλίς/anagallís, come abbiamo già visto, deriverebbe tradizionalmente dal verbo greco ἀναγαλλάω/anagalláō - rallegrare, rendere gioioso, l'epiteto specifico significa invece foemina - femmina.
Il nome Lysimachia da un punto di vista linguistico deriva dal greco antico Λυσιμαχία - Lysimakhía composto da λύσις/lýsis - scioglimento, liberazione, allentamento; e da μάχη/máchē - battaglia, lotta, a indicare colei che scioglie la contesa, che pone fine alla lotta; dal punto di vista botanico la tradizione lega invece il nome a Λυσίμαχος/Lysimachus, uno dei diadochi di Alessandro il Grande che secondo una leggenda avrebbe scoperto o utilizzato una pianta di questo genere per calmare animali ribelli, da cui l'associazione con l'idea di placare e sedare.

Lysimachia Foemina- Centonchio azzurro

Lysimachia foemina (sin. Anagallis foemina), è un'erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Primulaceae, diffusa nell'Europa meridionale e centrale, nel bacino del Mediterraneo, nell'Asia occidentale e nel Nord Africa; popolarmente conosciuta come anagallide azzurra, anagallis femmina, centonchio azzurro - centonchio deriva probabilmente dal latino centunculus ovvero piccolo mantello di pezze, termine che in botanica diede origine anche al genere Centunculus; nella tradizione popolare italiana il nome è stato attribuito a diverse piccole erbe campestri, tra cui le anagallidi -;  erba de puddas a florixeddus asulus in Sardegna, erva di Gaddini sull'Etna in Sicilia; morsellina in Campania, oeggi d'Madonna a Masone in Liguria; pimpinela azul in spagnolo, morrião-azul in portoghese; blue pimpernel in inglese, blauer gauchheil in tedesco; mouron bleu in francese; raggiunge generalmente i 5-30 cm di altezza; il fusto è più sottile rispetto alla Lysimachia arvensis, quadrangolare, glabro, molto ramificato, prostrato o debolmente ascendente; le foglie sono opposte, sessili, ovate-lanceolate, presentano piccoli punti ghiandolari e generalmente sono più strette rispetto a quelle della Lysimachia arvensis; i fiori solitari a forma di stella sbocciano dalla primavera all'autunno, sono azzurri e al centro virano verso il blu intenso, la corolla è generalmente più piccola rispetto a quella del centonchio rosso; il frutto è una capsula globosa simile a quella di L. arvensis, contenente numerosi semi bruni dalla superficie finemente rugosa; questi si distinguono per le dimensioni più ridotte e costituiscono uno dei caratteri diagnostici più affidabili per distinguere le due specie.
I fiori contengono antociani responsabili della colorazione azzurra, insieme a composti fenolici, flavonoidi, tannini e saponine, sebbene la composizione fitochimica della specie sia stata studiata meno approfonditamente rispetto a quella di Lysimachia arvensis.
Nella medicina popolare veniva impiegata con finalità simili a quelle attribuite alla Lysimachia arvensis come pianta depurativa, cicatrizzante e contro la malinconia e i disturbi nervosi, proprietà che non trovano conferma nella moderna ricerca clinica; come altre specie del gruppo, può inoltre risultare tossica se ingerita in quantità significative.

Lysimachia Foemina- Centonchio azzurro

Nel linguaggio dei fiori l'anagallide rappresenta l'appuntamento, il convegno, un rametto può andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di San Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.

N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità, senza differenziazione tra metaboliti primari e secondari, perché lo scopo è informativo-storico e non medico.

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro

venerdì 12 giugno 2026

12 giugno - Sacratissimo Cuore di Gesù

Sacratissimo Cuore di Gesù - Almanacco 1896

Sacratissimo Cuore di Gesù - Almanacco 1896

La divozione al sacratissimo Cuore di Gesù
risale ai primi secoli della Chiesa, ma la festa
non ebbe cominciamento che nel sec. XVIII.
Alla fine del sec. XVII vivea in Francia Margherita
M. Alacoque, ed a costei Gesù Cristo
Manifestò il desiderio di veder istituita nella
Chiesa una festa particolare al suo sacro Cuore.
Fu quindi per le istanze di quella Beata, che
papa Clemente XIII la istituì.

Ricordi. ______________________________

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Effemeride storica. - 1859. Le truppe alleate
francesi e sarde passano l'Adda, le une
a Cassano, le altre a Vaprio. - Gli Austriaci
sgombrano le Legazioni pontificie. - II legato
pontifìcio abbandona Bologna, che nomina
un governo provvisorio.

Un pensiero al giorno. — Se un uomo vilipende
gli altari, la santità coniugale, la decenza,
la probità, e grida: Patria! patria! non
gli credere. Egli è un ipocrita del patriottismo,
egli è un pessimo cittadino.
                                                 (Silvio Pellico).

12 giugno Venerdì
Sacratissimo Cuore di Gesù

Nel 1896 la celebrazione sacra era un momento riconoscibile nell'aria stessa del paese; le campane avevano un suono più raccolto, quasi intimo, la festa entrava nelle case e nelle coscienze.
Nelle campagne della giovane Italia di fine secolo vivevano di lavoro duro e di stagioni incerte, le città iniziavano ad allargarsi tra officine e nuovi mestieri, mentre molti valicavano l'oceano cercando fortuna all'estero; in questo scenario la religione era linguaggio quotidiano, riferimento morale, modo di leggere la vita.
Il venerdì successivo al Corpus Domini la mattina si andava alla Messa per il Sacratissimo Cuore di Gesù, non c'erano distrazioni a spezzare il tempo, e la giornata prendeva forma attorno a quell'ora centrale, chi lavorava nei campi partiva presto, nelle case si conservava un'immagine, una preghiera, un gesto ripetuto da generazioni come se il tempo avesse subito una lieve inclinazione verso l'interno sul tavolo delle famiglie, insieme alle notizie e alle piccole cronache del mondo, si leggeva l'almanacco, una piccola scuola popolare dove religione, memoria storica, educazione civile e vita quotidiana convivevano nella medesima pagina; il 12 giugno raccontava il Sacratissimo Cuore di Gesù, era spiegato con parole semplici; simbolo concreto, segno di un amore ferito e insieme misericordioso capace di raggiungere ogni uomo nella sua condizione di vita; la devozione, nata nel solco della tradizione legata a Margherita Maria Alacoque, era percepita come una chiamata personale prima che collettiva; seguiva l'effemeride che raccontava fatti di guerre recenti, cambiamenti politici, memorie vive del Risorgimento e la storia grande conviveva con la vita quotidiana come due piani dello stesso presente senza distanza reale; infine un pensiero al giorno, sentenza breve, morale pensata per accompagnare il lavoro e la coscienza.
Oggi il Sacratissimo Cuore di Gesù si inserisce in una giornata che non cambia forma per la festa, ma la contiene se qualcuno decide di farle spazio, non ci sono più almanacchi sulle tavole, né il suono delle campane come unico orologio del mattino, alcuni scoprono questa ricorrenza quasi per caso con una notifica sul calendario liturgico, un messaggio della parrocchia, una Messa serale dopo il lavoro; il tempo non si ferma più, scorre uguale, e la festa deve trovare un varco dentro la sua continuità, ma il bisogno di un centro è comune e il Cuore di Gesù che non impone, ma attende, continua a essere una possibilità di relazione, di misericordia, di ritorno interiore a ciò che è essenziale.
Nel 1896 il giorno si riconosceva dall'esterno: suoni, abitudini, gesti condivisi; nel 2026 si riconosce dall'interno, non è scomparsa la festa, è cambiato il modo in cui il tempo umano la lascia entrare.

Lieto Sacratissimo Cuore di Gesù!

Per ulteriori informazioni:

giovedì 11 giugno 2026

Il barometro del povero nella Lysimachia Arvensis

"L'anagallide è detta da alcuni acoro. Ve ne sono due varietà: il maschio ha il fiore purpureo, la femmina azzurro; non sono piu alte di un palmo, il loro arbusto è fragile, le foglie sono molto piccole, rotonde, adagia te sulla terra. Nascono negli orti e nei terreni umidi. Fiorisce per prima quella azzurra. Il succo di entrambe, unito a miele, risolve gli offuscamenti della vista, le emorragie provocate da un colpo e l'argema. Con piu forza agisce il succo di quella rossa, applicato localmente assieme a miele attico. Esso dilata le pupille e perciò lo si usa per ungerle prima, in caso di paracentesi. Queste erbe curano anche gli occhi degli animali da soma. Il succo, instillato attraverso le narici, ripulisce la testa, purché però dopo si facciano degli sciacqui col vino; viene ingerito anche contro i morsi di serpente, in dose di una dracma presa in pozione nel vino. È sorprendente che il bestiame rifugga dalla varietà femminile; oppure, se viene tratto in inganno dalla somiglianza (infatti la differenza è solo nel fiore) e lo assaggia, subito cerca come antidoto quell'erba che si chiama asila. Dai nostri autori l'anagallide è detta occhio di gatto. Alcuni raccomandano a coloro che stanno per estrarla di rivolgerle un saluto prima che sorga il sole e prima di pronunciare qualunque altra parola; poi di levarla verso l'alto e di farne uscire il succo: in questo modo essa avrebbe un'efficacia particolare. Del succo dell'euforbia si è detto a sufficienza. Per le congiuntiviti, se c'è gonfiore, sarà utile l'assenzio tritato col miele, come pure la farina della betonica."

Storia Naturale - Libro XXV
Plinio il Vecchio
Traduzione Paola Cosci

Tra le erbe che aprono i loro fiori solo se baciate dal sole, che crescono ai bordi delle strade, nei campi coltivati, nei vigneti, negli orti, in suoli sabbiosi e argillosi c'è anche lei che per generazioni è stata conosciuta come Anagallis arvensis e classificata come tale da Carl Linnaeus nel 1753.
Il nome originario, secondo gli autori classici, ἀναγαλλίς/anagallísderiverebbe dal verbo greco ἀναγαλλάω/anagalláō - rallegrare, rendere gioioso, più il genitivo di arvum - campo coltivato, arvensis - dei campi
Nella medicina popolare europea le venivano attribuite proprietà contro malinconia, tristezza e alcuni disturbi mentali, ma, dopo oltre due secoli, gli studi di filogenesi molecolare, eseguiti negli anni 2000, mostrarono che Anagallis, Centunculus, Pelletiera, erano evolutivamente immerse all'interno del genere Lysimachia e per evitare un genere artificiale, i botanici U. Manns e B. Anderberg proposero nel 2009 il trasferimento della specie in Lysimachia arvensis.
Il vecchio nome oggi continua a comparire soprattutto nella letteratura floristica, divulgativa e nelle opere meno recenti.
Il nome Lysimachia da un punto di vista linguistico deriva dal greco antico Λυσιμαχία - Lysimakhía composto da λύσις/lýsis - scioglimento, liberazione, allentamento; e da μάχη/máchē - battaglia, lotta, a indicare colei che scioglie la contesa, che pone fine alla lotta; dal punto di vista botanico la tradizione lega invece il nome a Λυσίμαχος/Lysimachus, uno dei diadochi di Alessandro il Grande che secondo una leggenda avrebbe scoperto o utilizzato una pianta di questo genere per calmare animali ribelli, da cui l'associazione con l'idea di placare e sedare.

Anagallis Arvensis - Lysimachia Arvensis - Mordigallina

"La anagallide è di due spetie, ma differenti però fedamente nel fiore, imperoche la femina il produce celeste: & il maschio, rossò. Sono amendue picciole piante, che giacciono per terra. Le frondi loro son picciole, & alquanto ritonde, di figura simile all'helfine, &procedono da un gambo quadrangolare. Il seme è ritondo. Hanno amendue virtù di mitigare: lpengono le infiammagioni, cavanoi bronconi, & le spine fuor de membri, & fermano l'ulcere che mangiano. Il succo loro gargarizato purga la testa dalla flemma: & tirato su per la narice della parte contraria, leva il dolore de denti. Messo ne gli occhi con mele Attico, ne leva via i fiocchi, &giova alle debolezze della vista. Bevuto con vino, giova contra al morso delle vipere, & contra à ì difetti del fegato, & delle reni. Dicono alcuni, che quella, che fa il fiore celeste ritorna dentro il budello, che escie dal sedere: & che l'altra impiastrata lo fa venir fuori.
L'Anagàllide tanto maschio, quanto femìna, la quale communemente si chiama Morfu sgallina è notissima à ciascuno, quantunque di gran lunga s'ingannino coloro, che si pensano che sia l'Anagallide quella che chiamiamo noi in Toscana Centone, & in Lombardia Pavarina, che produce il fior bianco, imperocbe la vera Anagallide produce il fiore o. celestino, ò rosso: & il fusto quadrangolare, & non ritondo, come fa il Centone Scrisse dcll'Anagallide al VI. delle facultà de semplici Galeno, così dicendo. L'una & l'altra Anagallide, ciò è tanto quella, che fa il fior celestino, quanto quella, che lo fa rosso, è molto astersiva: & oltre à ciò possede alquanto di calore, & di virtù attrattiva, di modo che può tirare a se le cose, che si siccano, & rimangono nelle membra di tutto il corpo. Et per la medesirma ragione purga la testa il succo loro tirato su per il naso. In somma le Anagallidi hanno virtù di diseccare senza mordacità alcuna: & però consolidano le ferite fresche, &giovano alle putride, questo tutto dell'Anagallide disse Galeno. Ma havendomi il Morfus galline, così chiamato da gli spetiali, ridotto hora à memoria il M O R S U S diaboli, & sapend'io di dover sodisfare à molti descrivendone l'historia, & le facultà dico però che il Morfus diaboli è una pianta, che nasce in luoghi inculti, nelle selve, & tra gli spini, con frondi appressò à terra simili à quelle di quella piantagine, che si chiama Lanciuola: ma sono liscie, & polite con un solo nervetto per mezo. Quelle poi, che nascono all'intorno de i fusti, i quali crescono alti due gombiti, sono piu dirette, & piu brevi , & alquanto intagliate. Produce la state simili à quelli della Scabiosa. Fa molte radici, che di colore quasi tendono al nero, tutte corrose, & spuntate: onde trasse ella il nome di Morfus diaboli. Percioche alcuni sciocchi de nostri antecessori scrissero, che havendo il Diavolo invidia grande delle virtù di quella herba, va mangiando, & rodendo le sue radici. Sana, secondo che si dice, pesta così cruda, & applicata in forma d'impiastro i carboni le anthraci, overo bevendosi il vino della sua decottìone, il quale tengono alcuni per sicuro rimedio da preservarsi nella pestilenza, & per li dolori della madrice. Al gusto è ella molto amara: & però si può sicuramente affermare, che sia nelle qualità sue calida, & secca, il perché si dà la radice trita in polvere per ammazzare i vermini, & impiastrasi su le pcrcose per risolvere i lividi, & il sangue stravenato. Chiamano i Greci l'Anagallide, Aναγαλλίς: i Latini, Anagallis: li Tedeschi, Gauch beyl: li Spagnoli, Muruges: li Francesi, Morgelline, & Mouron."

Dioscoride a cura di Pietro Andrea Mattioli

Anagallis arvensis, Lysimachia arvensis, Anagallide arvense, un'erbacea annuale diffusa in Europa, Asia occidentale, Nord Africa e naturalizzata in molte altre regioni del mondo; appartiene alla famiglia delle Primulaceae; popolarmente conosciuta come barometro del povero per il fatto che i fiori tendono ad aprirsi in presenza della luce solare e a chiudersi con tempo nuvoloso o umido, comportamento che in passato era interpretato come un segnale dell'arrivo della pioggia; bellichina, centonchio dei campi, centonchio rosso, centurelle, erba barometro, erba del tempo, fior del sole, mordigallina, occhio di gallina, muratge vermellmurajes in catalano, muraje rojo, pimpinela escarlata in spagnolo, morrião-vermelho, pimpinela-escarlate in portoghese, poor Man's Weather-glass, red pimpernel, shepherd's clock in inglese; rood guichelheil in olandese; acker-gauchheil in tedesco; mouron des champs e mouron rouge in francese; raggiunge i 5-30, 40 cm di altezza, il fusto è sottile, quadrangolare, ramificato, prostrato o ascendente e glabro; le foglie sono opposte, sessili, ovate e ellittiche, lunghe 5–25 mm e presentano piccoli puntini ghiandolari sulla pagina inferiore; il fiore a forma di stella sboccia da marzo a ottobre, comunemente è rosso scarlatto, ma può avere delle variazioni che virano verso l'arancio, il rosa o l'azzurro intenso, il frutto è una capsula globosa, a maturità si apre con una fessura trasversale e libera un numero elevato di semi triangolari, bruni e rugosi.

Anagallis Arvensis - Lysimachia Arvensis - Mordigallina

"Anagallide, lat. Anagallis, Morsus gallinae, fr. Mouron, Pianta che nasce spontane ne 'campi, vigne e giardini, e sulle rive delle strade e de' fossi. La maschia ha il fiore rosso, la femmina lo ha turchino. Dal fiore spunta il seme, il quale dicesi caldo e che giovi acciò facciano delle uova: ai paperottoli teneri si dà quest'erba a beccare; e sembra che per queste due ragioni abbia preso il nome di mordigallina, o paperina, o anitrina. Quest'erba pistata ed applicata alla ferita fatta dal morso di un cane arrabbiato si pretende che la sani."

Dizionario universale economico rustico

Secondo gli studi fitochimici contiene: cucurbitacine B - D - E - I - L; fitosteroli come β-sitosterolo e stigmasterolo; flavonoidi come rutina e kaempferolo; saponine triterpeniche come anagalligenina, anagalligenone, arvenine I e II; triterpeni come β-amirina. Ha proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, antileishmanie, antiossidanti, antiparassitarie, cicatrizzanti, diuretiche, molluschicide
Tradizionalmente nell'antichità veniva applicata su ferite, foruncoli eulcere cutanee, era considerata espettorante e depurativa ma, poiché contiene cucurbitacine e saponine oggi è ritenuta tossica, l'ingestione in quantità elevate può provocare diarrea, irritazione gastrointestinale, nausea, vomito, ha effetti dannosi su fegato e sistema nervoso.

Anagallis Arvensis - Lysimachia Arvensis - Mordigallina

L'appellativo Scarlet Pimpernel - Primula Rossa, nella cultura letteraria inglese, diventa il titolo di un libro ambientato durante la fase più sanguinosa della Rivoluzione francese, il piccolo fiore scarlatto rappresenta la capacità di apparire insignificanti all'esterno mentre si compiono imprese straordinarie nell'ombra. Nel clima di terrore che vede molti aristocratici arrestati e condannati alla ghigliottina, un misterioso gentiluomo inglese noto come "Scarlet Pimpernel", organizza spettacolari fughe e porta in salvo in Inghilterra i nobili perseguitati; nessuno conosce la sua vera identità e le autorità rivoluzionarie francesi, guidate dall'astuto agente Chauvelin, cercano disperatamente di catturarlo.
La giovane francese Marguerite Blakeney vive una crisi coniugale con il ricco e aristocratico inglese Sir Percy Blakeney, che apparentemente si mostra frivolo, vanitoso e inconcludente. Chauvelin scopre che il fratello di Marguerite, Armand, è coinvolto nelle attività della Primula Rossa e minaccia di farlo arrestare, per salvarlo Marguerite fornisce informazioni utili per smascherare l'eroe misterioso e solo dopo scopre che proprio il marito, che tutti considerano superficiale e poco intelligente, è in realtà il leggendario Scarlet Pimpernel; Sir Percy ha costruito con cura questa maschera di uomo sciocco per nascondere le sue attività segrete; Marguerite si rende conto del pericolo che ha involontariamente contribuito a creare e cerca disperatamente di salvare il marito.
Il romanzo culmina in una serie di inseguimenti, inganni e colpi di scena tra Francia e Inghilterra; grazie alla sua intelligenza e alla sua capacità di travestirsi, Sir Percy riesce ancora una volta a sfuggire ai nemici e a salvare sia i perseguitati sia il proprio matrimonio.
The Scarlet Pimpernel è considerato uno dei primi esempi moderni di eroe mascherato, come questo fiore, anche il protagonista del romanzo nasconde la propria vera natura dietro un aspetto ordinario, trasformando un semplice simbolo botanico nell'emblema di coraggio, astuzia e libertà. Sir Percy, con la sua doppia identità segreta, ha anticipato figure celebri come Zorro e persino Batman.

"... “Perché la Primula rossa agisce nell'oscurità, e solo i più stretti collaboratori possono conoscere la sua identità, e soltanto dopo aver solennemente giurato di non divulgarla.”
“La Primula rossa?” ripeté Suzanne con una risatina. “Che nome buffo! E chi sarebbe questa Primula rossa, monsieur?” La fanciulla stava guardando incuriosita il trasfigurato Sir Andrew, i cui occhi brillavano per l'entusiasmo. L'adorazione e l'ammirazione per il condottiero sembravano illuminargli letteralmente il viso.
“Primula rossa, mademoiselle, è il nome di un umile fiore di campo che cresce ai bordi delle nostre strade, ma è anche il nome scelto per celare l'identità del migliore e più coraggioso uomo al mondo, perché possa svolgere meglio il nobile compito che si è prefisso,” rispose alla fine.
“Sì, ho sentito parlare di Primula rossa,” si intromise il giovane visconte.
“Un fiorellino rosso, sì. A Parigi dicono che, ogni volta un realista scappa in Inghilterra, il diabolico Fouquier-Tinville, la pubblica accusa, riceve foglio con su disegnato in rosso quel fiore. È vero?”
“È vero,” confermò Lord Antony ..."

La Primula rossa - 1905
Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy
A cura di Giancarlo Carlotti

Nel linguaggio dei fiori l'anagallide rappresenta l'appuntamento, il convegno, un rametto può andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di San Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.

N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità, senza differenziazione tra metaboliti primari e secondari, perché lo scopo è informativo-storico e non medico.

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro

martedì 9 giugno 2026

A Occidente Giove bacia Venere

Mentre il crepuscolo sfuma nell'azzurro della notte, il re degli dèi e la dea della bellezza si incontrano a Occidente trasformando il cielo in una pagina di poesia. Da settimane Giove e Venere, forza e grazia, autorità e bellezza, potere e fascino stanno attraversando il regno dei Gemelli, giorno dopo giorno sotto lo sguardo di Castore e Polluce, hanno ridotto la distanza che li separava e questa sera, mentre astronomia e mito danno forma alla meraviglia dell'universo si guardano da appena 1,5°, solo tre diametri della Luna piena. Quando alzerete gli occhi sopra l'orizzonte, vedrete due pianeti e un appuntamento che l'universo ha preparato da mesi tra le stelle.

Regolo, Giove e Venere, Polluce e Castore 1 giugno 2026

Regolo, Giove e Venere, Polluce e Castore 1 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 2 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 2 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 3 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 3 giugno 2026

Giove e Venere, 4 giugno 2026

Giove e Venere, 4 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 5 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 5 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 6 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 6 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 7 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 7 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 8 giugno 2026

Giove e Venere, Polluce e Castore 8 giugno 2026

Giove, Venere, Polluce Castore 9 giugno 2026

Giove, Venere, Polluce Castore 9 giugno 2026


Giove e Venere congiunzione 9 giugno 2026

Giove e Venere congiunzione 9 giugno 2026

domenica 7 giugno 2026

Undici rintocchi per la Portulaca Grandiflora

"... La P. grandiflora è la specie da cui derivano le nostre varietà da giardino. Gli steli prostrati sono ricoperti da foglie carnose e strette e formano un bel tappeto, mentre i grandi fiori singoli o doppi, di un pollice o più di diametro, sono bianchi, gialli, salmone, rosa, rosa acceso, o rosso rosato. I fiori doppi, che sembrano piccole rose, possono essere disponibili in colori misti o singoli. La maggior parte dei fiori singoli sono disponibili in miscele...
... La fioritura inizia presto e continua per tutta la stagione. La portulaca è adatta per bordure, da piantare tra le rocce in pieno sole, e come colorata copertura del terreno per argini asciutti e zone calde e sabbiose. Coltivazione: Seminate i semi verso metà aprile dove dovranno crescere, in piena terra Sole e terreno sabbioso. Diradare le piantine a 15 cm. Se il terreno del giardino è pesante, alleggerire l'aiuola con della sabbia."

The complete book of annuals how to use annuals and plants grown as annuals to best effect, out-of-doors and in, with cultural Information and Other Pointers on More Than 500 Species and Varieties - 1955
Frederick Frye Rockwell 
Liberamente tradotto da Me Medesima

La sorellina americana della Portulaca oleracea si chiama Portulaca grandiflora Hook, come abbiamo già visto, portulāca, è un termine collegato popolarmente a portula - piccola porta diminutivo di porta, in riferimento alla deiscenza della capsula del frutto che si apre come una piccola porta quando matura. Poichè l'erba è apprezzata dai maiali, una variante etimologica fa derivare il nome da porcus con un'alterazione della c in t. 
L'epiteto specifico invece è composto da grandis - grande e da flos - fiore perché sono proprio i grandi fiori a caratterizzarla; è una pianta erbacea succulenta che attira api e altri insetti impollinatori; grazie alla sua straordinaria resistenza alla siccità e alla ricca fioritura, fu introdotta in Europa nel XIX secolo e si diffuse rapidamente come pianta ornamentale in giardini, aiuole e balconi.
Portulaca a grandi fiori, conosciuta in Brasile come onze-horas - undici ore per l'abitudine dei fiori di aprirsi simultaneamente intorno alle 11.00 del mattino solo quando il sole è già alto nel cielo; le corolle rimangono aperte durante le ore più luminose e tendono a richiudersi nel tardo pomeriggio o in presenza di nuvole e maltempo, questa caratteristica ha fatto sì che la pianta fosse considerata una sorta di orologio naturale nelle tradizioni popolari rurali brasiliane; altri appellativi in portoghese sono beldroega-de-flor-grande, rosa-de-musgo - rosa di muschio che richiama la somiglianza dei fiori con piccole rose e il suo portamento basso e tappezzante; verdolaga de flor grande, flor de seda, amor de un rato - amore di un momento per la natura effimera dei suoi fiori, in spagnolo; moss rose, moss-rose, moss sun rose in inglese; großblütiges portulakröschen, portulakröschen in tedesco; pourpier à grandes fleurs, portulaca à grandes fleurs in francese; マツバボタン - 松葉牡丹 - Matsubabotan - peonia dalle foglie di pino, perché le foglie ricordano gli aghi di pino - matsu e i fiori ricordano piccole peonie - botan, in giapponese.
Appartiene alla famiglia delle Portulacaceae, originaria delle regioni aride dell'Argentina, dell'Uruguay e del Brasile meridionale; generalmente raggiunge i 10-20 cm di altezza, forma cuscini bassi e allargati che possono estendersi fino a 30-40 cm di diametro; il fusto è carnoso e succulento, cilindrico, liscio e glabro di colore verde chiaro, talvolta rossastro, prostrato o ascendente; le foglie sono alterne o riunite in piccoli fascetti, cilindriche o quasi cilindriche, strette e allungate, carnose e ricche di acqua lunghe circa 1-3 cm; virano dal verde brillante al verde-grigiastro; i fiori forma semplice, semidoppia o doppia a seconda della cultivar sbocciano da maggio-giugno fino ai primi freddi, sono bianchi, gialli, crema, arancioni, rosa, rossi, porpora, magenta, salmone, bicolori o screziati; il frutto è una piccola capsula ovoidale o quasi sferica, lunga pochi millimetri, verde durante lo sviluppo che vira al bruno a maturità, quando è matura si apre trasversalmente mediante un piccolo opercolo superiore, liberando numerosi semi molto piccoli, reniformi, leggermente appiattiti, lucidi e di colore nero o bruno-nerastro.

Portulaca Grandiflora - Rosa di Muschio

"Portulaca grandiflora - Rosa Muschio. Famiglia delle Portulache.
Una pianta annuale brasiliana molto popolare e apprezzata per la sua facilità di coltivazione e l'abbondanza di fiori. Per un tappeto a fioritura rapida in un luogo caldo, secco e soleggiato, non c'è niente di meglio. Cresce altrettanto bene dove le estati sono brevi e fresche. Eccellente per opere rocciose su argini, lungo un vialetto, come copertura del terreno, dopo i bulbi primaverili o in vasi o fioriere da patio. I piccoli fiori solitari, larghi circa 2,5 cm, semplici e doppi, di molti colori, si aprono quando il sole li colpisce al mattino. I fiori simili a rose, dai petali lucidi, sono di giallo brillante, bianco, cremisi scarlatto, arancione e rosa. Le varietà doppie sono le più affascinanti e per molti aspetti superiori a quelle semplici. Le piante hanno un portamento strisciante, alte 15-20 cm, con infiorescenze simili a muschio e quasi nascoste dai fiori. Facile da spostare, quindi utile per riempire zone secche e spoglie. Spargere i semi finissimi mescolati con sabbia semiasciutta e premere nel terreno solo leggermente o semplicemente rastrellare. Predilige il pieno sole. Qualsiasi terreno va bene, preferibilmente povero. Tollererà diverse condizioni. Se annaffiata e con un po' di attenzione all'inizio, la pianta crescerà rigogliosa. Se lasciata crescere senza spaziatura, produrrà distese di colore a metà estate. Una diserbatura occasionale è l'unica cura necessaria. 
Spesso si risemina spontaneamente e, una volta piantata, persiste di anno in anno. Tuttavia, solo una piccola parte delle varietà a fiore doppio si riproduce fedelmente a seme. I semi, che assomigliano a limatura di ferro, hanno una lucentezza metallica e sono prodotti in una piccola capsula a forma di scatola. Quando sono maturi, il coperchio cade e li rivela. Varietà: È possibile acquistare colori singoli o misti, sia singoli che doppi. La varietà Jewel ha grandi fiori singoli di un rosso cremisi abbagliante."

The Picture Book of Annuals - 1966
Arno and Irene Nehrling
Liberamente tradotto da Me Medesima

Contiene da studi di laboratorio: acidi organici come acido citrico, acido gluconico, acido malico;
acidi fenolici e derivati come acido rosmarinico, feruloilchinico, vanillic acid hexoside;
aminoacidi e derivati come N-(carboxiacetil)-fenilalanina e N-benzoilaspartico;
betalaini - betacianine come betanidina, betanina, isobetanidina, isobetanina;
betalaini - betaxantine come dopaxantina, indicaxantina, miraxantina, miraxanthin V, portulacaxantina, portulacaxantina II, portulacaxantina III, vulgaxantina I, vulgaxantina II;
flavonoidi - flavoni come luteolina-7-O-rutinoside;
flavonoidi - isoflavoni come genisteina-4′-O-glucoside;
precursori dei betalaini come acido betalamico;
altre classi segnalate (senza molecole identificate) alcaloidi; composti fenolici; mucillagini; polisaccaridi; saponine; tannini idrolizzabili e derivati; terpenoidi.

Portulaca Grandiflora - Rosa di Muschio

"Portulaca grandiflora Hook. I semi di portulaca comune vengono macinati e trasformati in pane o purea; le foglie vengono usate per le insalate; California. Rusby (50, p. 564)"

Food plants of the North American Indians - 1936 
Elias Yanovsky
Liberamente tradotto da Me Medesima 

Ha proprietà antibatteriche, antifunginee, antinfiammatorie, antimicrobiche, antiossidanti, antivirali, cicatrizzanti, citotossicche, effetti epatoprotettivi.

"Portulaca grandiflora HOOK. (Portulacac.) “Rose-moss” “Beldoega da flér grande’ (Port.) “Matsuba-botan”
 L'intera pianta è commestibile cruda o cotta. I semi vengono macinati e trasformati in pane o poltiglia. Introdotta in Giappone per il giardinaggio; in America: ARMY VET. MED. 1943, LE COINTE 1934, YANOVSKY 1936"

Tanaka's Cyclopedia of Edible Plants of the World - 1976
Tyozaburo Tanaka
Liberamente tradotto da Me Medesima

Nelle aree di origine sudamericane, caratterizzate dal clima secco, la pianta è stata utilizzata nella medicina tradizionale come lenitivo per irritazioni cutanee, rimedio per piccole ferite, antinfiammatorio locale, trattamento per punture di insetti, questi impieghi appartengono alla tradizione popolare e non costituiscono prove di efficacia clinica; fonti etnobotaniche riportano che la specie trovò occasionalmente impiego anche come alimento; è stato documentato l'utilizzo dei semi, che venivano raccolti, essiccati e macinati per ottenere una farina impiegata nella preparazione di pane o puree. Le foglie giovani, carnose e i germogli teneri erano invece consumate crude nelle insalate.

"Portulaca grandiflora (L.) Scholler - Eurasia; i germogli giovani si consumano in insalata."

Plants for Human Consumption: An Annotated Checklist of the Edible Phanerogams and Ferns 1984
Günther Kunkel
Liberamente tradotto da Me Medesima

Portulaca Grandiflora - Rosa di Muschio

Nel linguaggio dei fiori la Portulaca grandiflora rappresenta l'allegria, l'energia, la femminilità, la semplicità, e la vitalità; in Giappone, alcuni dizionari dei fiori le associano a freschezza, grazia, innocenza e spontaneità, un rametto può andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di San Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.

N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità, senza differenziazione tra metaboliti primari e secondari, perché lo scopo è informativo-storico e non medico.

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro
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