sabato 26 settembre 2020

Willy

Questa mattina ho saputo che con una lesione di 7 centimetri quegli esseri sono riusciti a spaccare in due il cuore di Willy, sono riusciti a lesionargli, l'aorta, la milza, il pancreas e i polmoni. L'hanno ucciso con una ferocia inaudita tipica di quelle bestie ignobili che appartengono alla razza umana.

Willy Monteiro Duarte

Il mio cuore ti abbraccia Willy, ovunque tu sia.

martedì 22 settembre 2020

Abbiamo l'equinozio d'autunno

Equinozi e Solstizi - Astronomia - Joseph Norman Lockyer

Equinozi e Solstizi

Ora, con un semplice ragionamento, considerando, se vogliamo, soltanto il nostro emisfero, si può intendere come debbanvi necessariamente essere due epoche nell’anno, nelle quali tutti i luoghi della superficie terrestre indistintamente devono avere giorni e notti di uguale durata.
Se si deve infatti, nel giro di circa sei mesi, dalla minima lunghezza del giorno, passare gradatamente e quasi insensibilmente alla massima, se nell’intervallo stesso di tempo si deve con vece inversa passare dalla massima alla minima lunghezza della notte, è pur necessario che arrivi quel momento in cui le durate del giorno e della notte siano eguali. E poiché il moto della Terra nella sua orbita è sensibilmente regolare e uniforme, quel momento deve cadere verso la metà fra i due solstizii: quel momento è l’Equinozio di primavera (22 marzo). La parola equinozio suona: eguaglianza delle notti su tutta la Terra, e infatti in tutti i paesi della Terra (salvo che nelle immediate adiacenze dei poli) si hanno in tale epoca giorni di 12 ore e notti di 12 ore. Una cosa simile deve accadere nel tragitto dall’estate all’inverno, ossia nella seconda metà dell’anno, quando i giorni, dopo esser stati i più lunghi, vanno decrescendo fino a raggiungere la loro durata minima, intanto che le notti variano in modo opposto; accade infatti, e verso la metà del secondo periodo considerato dell’anno abbiamo l’Equinozio di autunno (22 settembre), epoca nella quale di nuovo i giorni diventano, quanto a durala, eguali alle notti.

Astronomia
Joseph Norman Lockyer
Traduzione Giovanni Celoria 
1904

Buon equinozio d'autunno!

Per chi è interessato


venerdì 18 settembre 2020

Il palloncino ha smesso di volare

Non è riuscito più a volare perché si è incastrato e ha guardato per sempre il cielo attraverso una gru 

Palloncino incastrato in una gru

" ... non so volare.»
«Te lo insegnerò.»
«Davvero? Sarebbe magnifico volare!»
«Ti insegnerò come saltare in groppa al vento, e poi via, andare!» ... "

" ... era così grande il piacere di volare che passarono il tempo girando intorno ai campanili delle chiese o a ogni altra cosa che si alzasse di molto sul livello della strada e colpisse la loro fantasia ... "

... Ormai era troppo tardi per i rimpianti e presto riuscirono a diventare esseri normali come voi, me o qualunque altro. È triste dover dire che, a poco a poco, persero la capacità di volare ... "

" ... In breve, non poterono più volare nemmeno dietro ai loro cappelli, e lo attribuirono a mancanza di esercizio. Il fatto era che loro non credevano più alla possibilità di volare ... "

Peter e Wendy 
James Matthew Barrie
Traduzione Pina Ballario

venerdì 4 settembre 2020

Rose in settembre

Dopo le frustate dell'afa agostana, le morbide carezze di settembre

Rose candide d'autunno

" ... Amava quella parte del castello, profumata e rigogliosa. Le rose dall’aroma dolce fiorivano ancora a fine estate e tutto restava più verde che in Aquitania, perché il sole batteva con meno forza. I giardinieri erano abili e, pur essendo cinto da mura, il giardino permetteva di rifugiarsi in un mondo diverso e più fresco che offriva riparo dalle macchinazioni e dagli intrighi di corte. Quel giorno il sole di settembre gettava una luce calda e limpida sull’erba e sugli alberi che iniziavano già a tingersi d’oro. La rugiada brillava sull’erba e Alienor sentì il desiderio improvviso di posare i piedi nudi su quei cristalli freddi. D’impulso si tolse le scarpe e le calze e si incamminò sul prato fresco e lucente. Petronilla seguì subito il suo esempio e le altre dame, dopo qualche esitazione, si unirono a loro... "

La regina ribelle
Elizabeth Chadwick
Traduzione Ilaria Katerinov

Grazie Mirty, lascio qui il link alla tua recensione del libro per chi volesse leggerla : Andiamo avanti - 2°

giovedì 27 agosto 2020

Il fascino immortale dell'antico

Antico recipiente di rame

Recipiente di rame appartenente alla mia famiglia

Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani; simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.

Lastre di pietra lise

Lastre di pietra lise dal tempo

Penetrati nell'uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno ancora l'aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si posson già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Fra tutti gli oggetti - 1932
Poesie e canzoni
Bertolt Brecht
A cura di Ruth Leiser e Franco Fortini

Afrodite Pudica in marmo bianco - Terme di Diocleziano Roma

Afrodite Pudica in marmo bianco risalente al II secolo d.C.
Terme di Diocleziano - Roma

venerdì 21 agosto 2020

Il ponte delle lacrime

Avrei voluto pubblicare questa poesia nell'anniversario del crollo del ponte Morandi di Genova, avevo avuto il consenso da parte dell'autore, ma la memoria non mi ha sostenuta, non è inossidabile Cavaliere è sovraffollata, mi dispiace. 

Nuovo Ponte di Genova

Il ponte delle lacrime

Genova 14.08.18

Oggi nel suo cupo cielo 
Alta s’è sparsa una grigia nube di fumo e polvere 
Investito ha il sole d’una triste e desolata lacrima 
Allorché gabbiani sul mare serravano le ali 
In templare silenzio di morte
Piangi amico mio 
Piangi amica mia 
Che ben ne avete donde 
Non si son spezzati solo nervi d’acciaio 
Ma pure anime e corpi
Ignari d’un fato impietoso 
Ignari d’incuria di mani potenti 
Guidate di stupidità e negligenza 
E d’oro assetate di avidità
Ben ne avete donde
Di chiedere nello strazio i mille perché di una fine 
Tanto misera illogica da far impallidire la ragione 
Da far arrossire di vergogna bieco volto d’un Creso
Per un vile e arrogante errore che mai fu il vostro 
Piangi amico mio
Piangi amica mia 
Con voi piangono 
D’un mondo lacrime vere
D’un altro lacrime false
Con voi piange il bene 
Con voi ride e tace il male
Piangi amico mio
Piangi amica mia 
Domani senza alcuna gioia 
Più non vivrete un’ora felice 
Solitari vivrete soli 
Con sempre nuovo pianto 
Col dolore dell’eterno silenzio
Piangi amico mio 
Piangi amica mia 
Ma restate non andatevene
Lacrime d’innocente amore
Agli occhi asciugati da poco
Arido e morto appare il mondo

Sergio Celle

sabato 15 agosto 2020

Il Ferragosto nella Crusca

Nella prima e seconda edizione del Vocabolario della Crusca, ferragosto compare nella definizione del termine: 

Agosto
Esempio Bocc. n. 60. 4. Il quale secondo la sua usanza, nel mese di agosto, ec.
Def. E Ferrare agosto, diciamo quando a imitazion delle ferie augustali, il primo giorno di questo mese si fanno e gozzoviglie, e conviti.

Vocabolario della Crusca 1 edizione 


Nella terza e quarta edizione compare nella definizione dei termini:

Agosto
Esempio Bocc. n. 60. 4. Il quale secondo la sua usanza, nel mese di agosto, ec.
Def. E Ferrare agosto, diciamo quando a imitazion delle ferie augustali, il primo giorno di questo mese si fanno e gozzoviglie, e conviti.
Esempio: Varch. stor. 11. Il dì primo d'Agosto, il quale per la carestía di tutte le cose ec. non si potette ferrare, com'è usanza.

Vocabolario della Crusca 3 e 4 edizione 

Ferrare
Esempio: G. V. 12. 15. 5. E per dispetto fece ferrare le finestre del popolo.
Esempio: E G. V. 1. 32. 1. E fece ferrare i suo' cavalli a ritroso.
Esempio: Bern. Orl. 1. 5. 49. È ben fornito, ed ha la sella nuova. E pur'iarsera lo feci ferrare.
Definiz: §. Ferrare Agosto: vale Stare in allegría, e 'n conviti il primo giorno d'Agosto.
Esempio: Varch. Stor. 11. Il dì primo d'Agosto, il quale per la carestia di tutte le cose, ec. non si potette ferrare, come è usanza.

Vocabolario della Crusca 3 e 4 edizione

Nella quarta edizione, oltre a essere citato in agosto e ferrare, ferragosto diventa un vero e proprio lemma: 

Ferragosto. Si dice così il primo giorno del mese d'agosto. Buon. Fier. 2, 1, 6, O mi fingo in quistion star sospettoso Tempo di ferragosto, o di natali.

Vocabolario della Crusca 4 edizione - volume 2

Frullone - Domenico Manzani - 1584

Frullone - Emblema dell'Accademia della Crusca, disegnato da Domenico Manzana nel 1584 e apparso per la prima volta nel 1585 sul frontespizio e alla fine del libro di Leonardo Salviati " Degli Accademici della Crusca difesa dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, contra ’l Dialogo dell’epica poesia di Cammillo Pellegrino "

Ma ciò non è ancora sufficiente per una completa descrizione del termine ferragosto per cui Vincenzo Monti propone una modifica rivolgendosi al Frullone, macchinario per la cernita della farina, che nella simbologia della Crusca rappresenta l'Accademia.


VOCABOLARIO.
FERRAGOSTO. Si dice cosi il Primo giorno del mese di Agosto.
IV. Ferrare Agosto vale a Stare in allegria e in conviti il primo giorno di agosto.

OSSERVAZIONE.
Acciocchè primieramente si vegga se omnibus numeris absoluta sia la definizione di Ferragosto, paragoniamola con quella dell’Alberti - Ferragosto, s. m. Voce derivata da Ferie d'Agosto; e si dice così il primo giorno del mese d'Agosto, perché anticamente solevansi in quel tempo celebrare le Ferie Augustali con grandi allegrie. Queste durano ancora nel popolo nostro, e consistono in banchettare come se fosse giorno festivo, e in farsi molti regali. — Or vedi, caro Frullone, quante cose da dirsi e non dette: non già perché ti fossero ignote ( ché grazie al Cielo tu sei dottissimo e le sai tutte ), ma perché hai il vizio di credere che noi le sappiamo da noi: il che è falso; perché ingenuamente noi confessiamo di essere ignorantissimi, e abbiamo bisogno che il Vocabolario ce le spiani a lettere di frontispizio.
E peggio, portala in pace, peggio ti sei condotto nel dichiararci Ferrare Agosto. Tu ne l'hai posto nel quarto paragrafo di Ferrare, Munir di ferro, Conficcare i ferri a'piedi delle bestie; e con questa dichiarazione ci hai ferrato il mese di agosto come si ferrano i cavalli e i muli. Ma così non va bene, caro Frullone, credilo, non va bene. Quel modo di parlare è una delle mille corruzioni del volgo, cui la potente e continua forza del mal uso insensibilmente fa trapassare pur sulla bocca delle colte e dotte persone. Dovevi quindi avvertire ch'ei non viene mica da Ferrare, Munir di ferro e Conficcar chiodi, siccome tu ne lo dai, ma da Feriare, Fare le ferie: e stupisco che per la necessaria illustrazione di questa corrotta guisa di dire tu non ne abbia alcun motto; e più ancora mi meraviglio che avendo tu ammesso nel vocabolario Feria, Feriale, Ferialmente, Feriato, abbi poi immediatamente chiusa la porta a Feriare, verbo non solamente bello e ottimamente generato dal deponente latino Ferior, aris, atus sum, Fare vacanza, ma necessario, perché senza di esso il participio Feriato sarebbe vocabolo senza padre. E perdona ancora se reputiamo che il Varchi avrebbe parlato più nobilmente e più convenientemente alla dignità della Storia ( ché la Storia non è una vile fantesca, ma una grave matrona ) se in vece di quel plebeo Il primo mese di Agosto non si potette ferrare avesse detto non si potette feriare. Cosi né esso, né tu ci avreste ferrato quel mese come il maniscalco della Mancia ferrava il Ronzinante di D. Chisciotte.

Proposte di alcune correzioni e aggiunte al Vocabolario della Crusca
Vincenzo Monti
1819

A seguire nel 1826 la proposta la ripete Virginio Soncini:

Ferragosto. Si dice così il primo giorno del mese d'agosto.
Maestro Frullone, perché si dice così ? – Perché si dice così. – E non sai dire altro ? Udiam dunque un altro maestro, l'Alberti. Ferragosto, voce derivata da ferie d'agosto, nel qual tempo (ed era il primo di d'agosto) si celebravano le ferie augustali con grandi allegrie. Maestro Frullone, mi pare che maestro Alberti la sappia più lunga di te. Se mi dài licenza porrò questa bella definizione unitamente alla parola ſerragosto, e la trasporterò sotto la voce feriare, o feriato, fuori in somma della fucina del fabbro-ferraio. C. 1c2.

Proposte di alcune correzioni e aggiunte al Vocabolario della Crusca
Virginio Soncini
1826


E nell'ultima edizione del Vocabolario della Crusca, 1854, la quinta che incompleta si ferma alla parola ontano, il Ferragosto viene spiegato così:

Ferragosto. Sost. masc. Nome che si da al primo giorno d'Agosto, quando però, a imitazione delle Ferie Augustali, si celebri con allegrie o banchetti, o anche, come un tempo, con regali e mance. E' corruzione del lat. feriae augusti. - Cellin. Vit. 42: Otto giorni innanzi al Ferragosto, ogni dì dua ora, facemmo insieme conserto. Buonarr. Fier. 2, 1, 6: O mi fingo in quistion star sospettoso, Tempo di ferragosti e di natali. E Cical. III, 1, 14: Il quale [Giove] anch'egli il Ferragosto lassù facendo, delle sue vivande migliori a voi mortali distribuisce, né d'altro tempo tante insieme mai le fa piovere. Nell. Iac. Alliev. 1, 1: Un testone il mese; al Ceppo due dozzine fra cupate e cavallucci; a Pasqua due serque d'uova, e pel ferragosto un par di piccioni. Salvin, Annot. Fier. 401: Ferragosto, lat. feriae augusti, cioè mensis; nel qual tempo, siccome pel Natale, si sogliono dar le mance, come gli antichi le davano a capo d'anno. Saccent. Rim. 2, 34: Se a correr palj si mettesse in opra, Come per Ferragosto usa a Firenze, Capperi! andrebbe il mondo sottosopra. Guadagn. Poes. 1, 181: Vien la Pasqua e il ferragosto, E non c'è da far l'arrosto.

Vocabolario della Crusca 5 edizione - volume 5

Dal 1950, per volere di papa Pio XII, i festeggiamenti di Ferragosto vengono spostati dal 1° al 15 agosto, giorno dedicato all'Assunzione della Vergine Maria e alle gite fuori porta già in voga tra il 1922 e il 1943.

Buon Ferragosto!

Per chi è interessato:


lunedì 10 agosto 2020

L'epoca delle stelle cadenti


XIV
" L'altra grande epoca meteorica è quella del 10 Agosto, indicata la prima volta da M. Quetelet, e sebbene in questa notte non si siano osservati spettacoli simili a quelli del periodo di Novembre, si hanno però molti esempi di ricorrenza del fenomeno. Nel 1838, 1839, e 1840, si osservarono stelle cadenti in gran numero tanto nel 9 che nel 10, ma in generale sembrano straordinariamente abbondanti nelle prime due settimane d'Agosto. Gli altri periodi che vennero rimarcati sono il 18 di Ottobre, il 23 o 24 di Aprile, il 6 e 7 di Dicembre, le notti del 15 al 20 di Giugno, ed il 2 di Gennaio. "

XIX
" La notte del 9 Agosto 1837 il Sig. Wartmann le osservò a Ginevra: se ne videro ottantadue in differenti parti del cielo dalle nove dopo mezzogiorno a mezza notte. Spesseggiarono maggiormente verso le dieci e allora parevano emanare da un centro o fuoco situato fra la stella B della costellazione di Boote e la stella A della costellazione del Dragone. Alle dieci e un quarto se ne videro ventisette rimarchevoli per una chiara luce azzurrognola. Altri osservatori in luoghi circonvicini e nella stessa notte ne contarono centoquarantanove in una parte del cielo dalle nove meno un quarto alle undici e mezza.
Delle quali centoquarantanove meteore, tre avevano la figura di dischi o globi, di color rosseggiante del diametro di quattro a cinque minuti, cioè circa un sesto del diametro della luna; ventisei erano più brillanti del pianeta Venere e di fulgida bianchezza; le altre avevano l’ aspetto di stelle dalla prima alla terza grandezza e i loro colori variavano fra il bleu il giallo ed il ranciato. "

Il cielo nozioni astronomiche
Dionigi Lardner
1860
Traduzione Curzio Buzzetti, Giulio Brusa e R. Ferini

La notte delle stelle cadenti

Ed ecco le Perseidi. Se soffrite di insonnia potreste provare ad avvistarle, a notte inoltrata si troveranno sopra l'orizzonte e saranno visibili a Nord-Est, tra l'undici e il dodici agosto, tra il dodici e il tredici agosto ci sarà il picco dello sciame meteorico e lo spettacolo merita uno sguardo al di la della realizzazione dei desideri.

Buona Notte di San Lorenzo!

domenica 9 agosto 2020

Ciao Franca...

Hai aspettato i tuoi 100 anni e sei andata via.
Ciao Franca...
Franca Valeri

Franca Valeri

«Perché non scrive della sua vita?»
«Perché la conosco».
«Ma gli altri no, solo giornalisticamente».
«Allora dovrei farla diventare addirittura una storia. Francamente trovare idee per la mia vita mi sembrerebbe troppo, avendola anche vissuta».
«Lei ha molti giovani nel suo pubblico, lo dice spesso. Forse sarebbero interessati a conoscere il suo passato…»
«No, i giovani sono molto contenti di ignorare il passato. Ogni tanto ne viene di moda uno. Credo che attualmente sia il Medioevo, quindi molto distante. Ma non ne sono sicura ... 

L’infanzia nel dormiveglia
Bugiarda no, reticente
Franca Valeri

La mia veglia dei ricordi stanotte voglio proprio cominciarla così: il primo scontro con la mia caparbia vocazione. Le vocazioni alle loro origini sono già un’immagine del loro futuro. La mia nasceva con un destino fortunato, lo sapevo. Attenta agli intoppi, mi dicevo, sono a buon fine. Sono sbarcata a Roma, ancora sulla ventina, con un paio di valigie da signorina di buona famiglia, accolta come se ci conoscessimo da sempre da una cugina di mio padre (mai vista prima). Era una casa di donne spiritose, la vecchia zia, la cugina e la giovane figlia della cugina. Tre complici, l’ho capito subito.
La finalità dello sbarco era entrare nell’Accademia d’Arte Drammatica ...

Emigrata per vocazione
Bugiarda no, reticente
Franca Valeri

... Siamo sempre davanti alla scelta o necessità di una soluzione. La sola differenza fra quello che devi risolvere a un’età piuttosto che a un’altra è in che misura la cosa ti riguarda. A vent’anni era affondare il fascismo, a trenta avere in pugno il teatro, a quaranta tutto, a cinquanta occhiali e quasi tutto, e… eccomi.

... Mi sembra che mi spetti di raccontare (e questa è già una parola sbagliata) come si vive a questi conclamati novant’anni. Ecco perché il verbo raccontare è sbagliato. «Tutto bene», se fosse un telegramma, ma da raccontare c’è poco.
Venendo a mancare gli impatti classici della vita, il suo defluire è soprattutto interiore. Il tempo dedicato a pensare è sovrabbondante, sarei tentata di definirlo anche troppo, ma è una macchina inarrestabile. Non che a trent’anni questo processo cerebrale non avvenisse, ma a quell’età si pensa diversamente. Il pensiero ne ha sempre uno dopo, in genere abbastanza immediato perché ce n’è subito un altro che gli chiede il posto. È chiaro che molto più tardi – sembra una contraddizione – c’è più tempo, si può  arrivare a quella che sarebbe la meditazione se la salutistica mondiale non se ne fosse impossessata ...

Lo scoop italiano
Bugiarda no, reticente
Franca Valeri

lunedì 3 agosto 2020

Di millepiedi, fiori di zucca e coccinelle

Vi ho mai detto che sono un'assassina? Credo di no. Qualche anno fa mentre cercavo di sradicare un albero secco, con un'ascia ho tranciato di netto un millepiedi, si tratta ovviamente di un omicidio colposo perché non l'avevo visto, ma questo dettaglio non cambia la sgradevole sensazione che ho provato e che non dimenticherò.
Ieri nel pulire un mazzetto di fiori di zucca stavo per reiterare il reato: ho sentito qualcosa che mi sfiorava il polso e istintivamente l'ho spolverizzata sul tavolo pensando che si trattasse di una zanzara, in realtà era una coccinella gialla (Psyllobora vigintiduopunctata) naturalmente spaventata e confusa dalla botta, ma per fortuna ancora integra e viva. 
Non ho osato neanche fotografarla per il senso di colpa, povera piccola! 

Vaso con fiori di zucca

venerdì 31 luglio 2020

Alla ricerca di un canto libero nella canicola di fine luglio

Il verso è una colomba
alla ricerca d'un nido,
schioccando apre le ali
per volare, per volare.

Il mio canto è un canto libero
che vuole essere un dono
per chi gli stringe la mano
e per chi vuol sparare.

Il mio canto è una catena
senza inizio e senza fine
e in ogni anello risuona
il canto di tutti gli altri.

Cantiamo e cantiamo insieme
all'intera umanità
perché il canto è una colomba
che vola per poter trovare,
schioccando apre le ali
per volare, per volare


Canto libero
Victor Jara

Colomba si è  rifugiata tra le travi della tettoia in cerca di refrigerio e dubito che l'abbia trovato.

Buon fine luglio e buon agosto a tutti voi!

martedì 23 giugno 2020

La felce di San Giovanni

Se non avete degli impegni e soffrite di insonnia, questa notte potreste fare una passeggiata nel bosco per trovare il fiore e il seme della felce di San Giovanni.

Felce - Nephrolepis exaltata

" Crittogamia Felci ... 
... Pteride. Caselle disposte in linea continuata marginale. Indusio voltato in dentro dal margine della fronda coperto, e che si aprono dalla parte interna ...
... P. aquilina. Fronda tre volte pennata, pennoline pennatofesse, intatte; le ultime lanciolate. Pteris aquilina. It. Felce imperiale, F. maggiore. Ver. Felise ...
Fruttifica d’estate. I Contadini, che chiamano questa veramente Felise, dicono che fiorisce la notte di S. Giovanni, e ciò per non vedersi mai fiori, e perché non sanno che la fruttificazione di tutte le felci si opera dietro le frondi, ossia sulla loro pagina inferiore. Trovasi comune sul monte. Perenne. Da noi non si usa che qualche volta per farvi filare i cavalieri; i Montanari però la usano per lettiera del bestiame. Contiene molto alcali e si potrebbe far uso delle sue ceneri per le vetrerje, e per lavare i panni invece del sapone. La radice dell’aquilina un tempo si usava contro i lombrici in dose di dram. ss. mattina e sera col miele. Ridotta in farina impastata con acqua e fattone palle si sostituisce al sapone. Oss. Si chiama aquilina perché tagliando lo stipite obbliquamente vicino alla radice si scorgono sul taglio alcune fibre oscure disposte in modo che formano la figura d’un aquila imperiale con due teste. CCXXIV. Ipno. Peristoma doppio; esteriore con 16. denti acuti, liberi all’apice, riflessi; interno con una membrana carenato-solcata in lacinie alquanto dilatate, prolungata con interposti cigli capillari. Fiore dioico, raramente monoico, maschio e feminino laterale ed in forma di gemma ... "

Flora medico-economica - Classe XXIV
Leonardo Brumati
1844


Felce - Sporangi

La felce è una pianta primigenia, discendente insieme agli equiseti e ai licopodi dagli organismi vegetali fuoriusciti dalle acque per colonizzare la terra, se si potesse tornare indietro nel tempo, a circa 443 - 419 milioni di anni fa, nel siluriano dell'era paleozoica in un ambiente caldo umido e ombroso avremmo la possibilità di assistere alla sua nascita. Il suo sviluppo con la conseguente differenziazione lo vedremmo 419 - 394 milioni di anni fa nel devoniano inferiore dell'era paleozoica, l'estinzione di alcune sue forme la sperimenteremmo 242 - 225 milioni di anni fa nel triassico dell'era mesozoica per arrivare oggi a contemplare 11.000 specie.
Questa pianta ancestrale con il primo sistema vascolare della storia a partire dal 1700 con Linneo è stata definita crittogama per indicare la sua γαμέω/gameo - riproduzione - κρυπτός/kriuptos - nascosta che come metro di paragone opposto ha le piante fanerogame ϕανερός/phaneròs - evidenti - γάμος/gàmos - nozze.
Le spore custodite negli sporangi, dal gr. σπορά/spora/seme e ἄγγος/aggos - recipiente, raggruppati nei sori, dal greco σωρός/sōrós - cumulo, si formano nella pagina inferiore delle fronde, a matuarazione come pulviscoli d'oro si diffondono nell'aria trasportate dal vento e generano il protallo, dal gr. πρό/pro - prima e ϑαλλός/tallos - tallo, che contiene gli organi di riproduzione che danno vita alle nuove piante. Questo tipo di procreazione priva di una manifestazione esterna palesemente osservabile con l'assenza dei fiori, dei frutti e dei semi, ha trasformato la felce in una pianta magica simbolo dell'ignoto e del mistero fonte di nutrimento di molte credenze popolari:

Felce - Sori

" In Germania la felce maschio (Dryopteris filix-mas) è detta anche Walpurgiskraut perché si racconta che nella notte di Valpurga le streghe si servono di questa pianta per rendersi invisibili. Una volta in Russia i contadini si recavano nella foresta, poco prima che scoccasse la mezzanotte della festa di san Giovanni Battista, portando una salvietta bianca, una Croce, il Vangelo, un bicchiere d’acqua e un orologio. Trovata una felce, tracciavano con la Croce un gran cerchio intorno alla pianta; stendevano la salvietta sulla quale ponevano la Croce, il Vangelo e il bicchier d’acqua, e controllavano l’orologio. A mezzanotte in punto sulla felce poteva miracolosamente apparire un fiore che risplendeva come oro. Chi aveva avuto la fortuna di vedere quella fioritura improvvisa avrebbe nello stesso tempo assistito a tanti altri spettacoli meravigliosi: gli sarebbero apparsi tre soli e una luce avrebbe illuminato a giorno la foresta, anche le sue parti più nascoste. Avrebbe udito, infine, un coro di risate e una voce femminile che lo chiamava. Non doveva spaventarsi: se fosse riuscito a conservare la calma, avrebbe conosciuto ciò che stava succedendo e sarebbe successo nel mondo.
In Boemia dicevano che chi si fosse procurato il fiore d’oro avrebbe ottenuto la chiave per scoprire i tesori nascosti, e che se donne vergini avessero steso un panno rosso sotto di esso vi sarebbe caduto dentro dell’oro rosso. In Russia si sosteneva che bastava gettarlo in aria perché ricadesse come una stella nel punto preciso dove si trovava un tesoro.
Ma anche il seme della felce, che si vuole risplenda come oro nella notte di san Giovanni non diversamente dal magico fiore, farebbe scoprire i tesori nascosti nella terra in virtù della magia omeopatica, secondo la quale vi sarebbe affinità fra un seme, o un ramo dorato, e l’oro. Una volta in Bretagna i cercatori di tesori raccoglievano nella magica notte i semi della felce e li conservavano fino alla domenica delle Palme dell’anno successivo; poi li spargevano sul terreno nel punto in cui sospettavano che vi fosse un tesoro. I contadini tirolesi credevano che alla vigilia di san Giovanni il seme potesse aiutare a scoprire grazie alla sua luce l’oro nascosto. In Tirolo e in Boemia si diceva che mettendo semi di felce fra il denaro, questo, per quanto se ne spendesse, non sarebbe mai diminuito.
Talvolta si credeva (per esempio in Stiria) che il fiore di felce si schiudesse nella notte di Natale e che chi lo avesse colto sarebbe diventato ricco. Il fatto che i due grandi momenti per raccogliere il seme o il fiore fossero le notti collegate ai solstizi lascia supporre che essi fossero considerati emanazioni vegetali del sole in occasione delle due grandi svolte del suo corso. Lo confermerebbe una leggenda tedesca secondo la quale un cacciatore sparò al sole nel giorno di san Giovanni a mezzogiorno: caddero tre gocce di sangue che, raccolte in un panno bianco, diventarono semi di felce. «Qui il sangue» osserva il Frazer «è chiaramente il sangue del sole, da cui il seme di felce direttamente deriva. Così possiamo considerare come probabile che il seme della felce sia d’oro perché creduto un’emanazione dell’aureo fuoco del sole.» ... "

Florario
Alfredo Cattabiani


Felce - Nephrolepis exaltata

Nell'antica Grecia la felce veniva chiamata πτερίς/pteris ed era consacrata al dio caprino Pan, dio dei boschi, del bestiame, della campagna, dei pascoli e della pastorizia, nell'antica Roma il nome della felce era invece fĭlix -lĭcis simile al termine felix che significa felice, fecondo, fertile ed ecco che diventa facile attribuirgli l'appagante capacità di rendere felici le persone attraverso il ritrovamento di grandi tesori che possono realizzare i desideri non prima di essere passati attraverso una ricerca quasi iniziatica che avviene nei boschi la notte di San Giovanni.

Germoglio a spirale di felce

I Maori chiamano Koru - bobina, cerchio, ciclo, nodo, il germoglio ancora arrotolato della Kaponga - la felce argentea endemica della Nuova Zelanda, la forma a spirale da il senso del moto perpetuo e circolare di una nuova vita che cresce, si srotola e all'apice si ricongiunge al punto di origine in un sacro tripudio di forza e pace.
La felce nell'ambiente purifica l’aria dagli inquinanti, dalle sostanze dannose tra le quali la formaldeide, ma se viene ingerita è tossica, può provocare aritmia, depressione cardiocircolatoria, depressione del Sistema Nervoso Centrale, allucinazioni, cecità, diarrea, dolori addominali, nausea e vomito. Un tempo le foglie applicate sulle parti del corpo interessate erano usate come rimedio per la gotta e per i dolori reumatici, l'uso interno, da non imitare, con la bollitura delle fronde o delle radici, era previsto per l'anemia e il rachitismo, per la diuresi,  per la stimolazione della secrezione biliare, per la tosse e per i vermi.
Le teste di violino, le punte ancora arrotolate delle felci in cui la tossicità non è ancora sviluppata, vengono raccolte da mani esperte, nello specifico le più raccolte sono le teste di violino della Matteuccia struthiopteris/Felce penna di struzzo, per essere usate  in cucina.

Germoglio a spirale di felce

Buona notte delle streghe e allegra Festa di San Giovanni!

Per chi è interessato

Litha
La Notte delle streghe
I chiodi di garofano di San Giovanni

sabato 20 giugno 2020

Gaia Madre Terra al solstizio d'estate

La primavera alle 23.43 del 20 giugno 2020 cede il passo all'estate che illuminerà il suo primo giorno per ben 15 ore e sedici minuti. 
Alle 6.56 del 21 giugno 2020 Gaia Madre Terra, la Luna all'apogeo e  il Sole si allineeranno offrendo ai nostri occhi un'eclissi anulare di sole* che si manifesterà con un magnifico alone di fuoco intorno al disco scuro della luna.
Un'antica leggenda racconta che nel sacro giorno del solstizio d'estate si celebrino le nozze tra il Sole e la Luna e quest'anno a quanto pare la leggenda diventa profezia. 

eclissi anulare di sole* = L'eclissi in Italia sarà visibile solo a Sud-Est

Bosco di Madre Terra al solstizio d'estate

Buon solstizio d'estate!
...Non mollare Alex Zanardi

" ... Durante il solstizio d’estate portava un gruppo di anziane nei boschi vicini a ballare in cerchio al suono dei tamburelli, scalze e con corone di fiori. Il guardaboschi le conosceva e si prestava a scattar loro fotografie abbracciate agli alberi mentre parlavano con Gaia, la madre terra, e con i loro morti. Irina smise di farsi beffe segretamente di loro quando riuscì a sentire i suoi nonni nel tronco di una sequoia, uno di quei giganti millenari che collegano il nostro mondo a quello degli spiriti, come le fecero sapere le ballerine ottuagenarie ... "

L'amante giapponese
Isabel Allende
Traduzione Elena Liverani

Per chi è interessato

Litha
L'estate è venuta
Luna di fragola per il solstizio d'estate
È giunto il giorno promesso
Di equinozi e solstizi
La porta del Capricorno del solstizio d'inverno
È il solstizio d'oro 
Il volo dei palloncini rossi
I chiodi di garofano di San Giovanni

martedì 2 giugno 2020

L'abbraccio delle Frecce Tricolori

Le Frecce Tricolori a Roma nel gesto conclusivo che unisce il grande abbraccio rivolto all'Italia

Frecce Tricolori nel cielo di Roma

" In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie... "

Piero Calamandrei


Buona Festa della Repubblica a tutti voi!


Il grande abbraccio delle Frecce Tricolori dal 25 maggio al 2 giugno 2020

25 maggio 2020 - Trento, Codogno, Milano, Torino, Aosta
26 maggio 2020 - Genova, Firenze, Perugia, L'Aquila
27 maggio 2020 - Cagliari, Palermo
28 maggio 2020 - Catanzaro, Bari, Potenza, Napoli Campobasso 
29 maggio 2020 - Loreto, Ancona, Bologna, Venezia, Trieste 
2 giugno 2020 - Roma

domenica 31 maggio 2020

Il linguaggio del cielo

Si può non conoscere il linguaggio del cielo, ma se dice qualcosa di bello lo si sente dal tono che usa.

Tramonto del 25 maggio 2020

Tramonto del 25 maggio 2020

sabato 30 maggio 2020

Astratto in Materia - La grazia

Astratto in Materia - La grazia

La grazia:  Una farfalla in posa su una foglia

Sciarada Sciaranti

È indubbio, la grazia, per me, è quella delle ballerine classiche. Una grazia che è frutto di costanza, fatica, impegno, resistenza e non so come tutto questo possa tradursi in tanta bellezza e leggerezza ma è così. Grazia è anche il dondolio di uno stelo fiorito alla sollecitazione del vento... e sono pieni di grazia anche i visi di due genitori sul sonno del loro piccolo mentre passeggiano sulla ciclabile. Ora che la focalizzo, posso dire che di grazia, sparsa nel creato, ce n'è tanta.

Sari
Voce di Vento

E voi in chi o in che cosa materializzereste la grazia? Se vi va di partecipare lasciate la vostra scetla tra i commenti e io la riporterò nel post.

Buona domenica!  

venerdì 29 maggio 2020

Le latebre del cuore

Pulsano lievi
le latebre del cuore
piega su piega

Sciarada Sciaranti


Il risveglio 
delle profondità segrete
dell'animo

Gus
Il blog di Gus

Piega su piega
nascondono dolori
mesto sorriso

Patricia Moll
Myrtilla's house


Occhi indiscreti
 sbirciano le pieghe
 inutilmente

Sari
Voce di Vento

P.S.
Ho cancellato involontariamente il commento di Sari e potrei non averlo riportato esattamente. Mi dispiace molto e le chiedo scusa.

Sguardi curiosi
sbirciano indiscreti
inutilmente

Sari
Voce di Vento


giovedì 28 maggio 2020

Tortora

"...  La tortora non fa mai fallo al suo compagno, e se l’uno more, l’altro osserva perpetua castità, e non si posa mai su un ramo verde e non beve mai acqua chiara . " 

Bestiario
Leonardo Da Vinci 

La tortora, per quella predisposizione naturale che la porta a non accoppiarsi più con nessuno se perde il suo compagno, è diventata il simbolo della fedeltà, di quel sentimento ineguagliabile offerto a un unico prescelto, dell'amore per eccellenza che travalica la morte e si fa eterno e fin dai tempi antichi dai greci e dai romani è stata consacrata ad Afrodite/Venere e a Demetra/Cerere.


Tortora, quella che vedete nella foto, non è stata una creatura a cui la vita ha concesso tanta fortuna, si è fatta trovare in giardino con un'ala irreversibilmente compromessa; è stata poi accolta da una famiglia di galline che come affettuose sorelle maggiori si sono prese cura di lei, ma un giorno, non si sa come, è annegata in un bacile d'acqua.

Più non aspira al nido
La tortora fedele.
Dove del serpe infido
Le insidie ritrovò.
In più sicura arena
Spiega lontano il volo,
E scorda senza pena
Il Ciel, cha abbandonò.

Cleopatra
Dramma per musica
Cesare Oliveri Torinese

lunedì 18 maggio 2020

Non abbiate paura

Un uomo, un papa, un santo, nel centenario della sua nascita.

Karol Józef Wojtyla

Karol Józef Wojtyla


" ... Quando il 22 ottobre 1978 pronunciai in piazza San Pietro le parole «Non abbiate paura!», non potevo rendermi del tutto conto di quanto lontano avrebbero portato ...
... L’esortazione «Non abbiate paura!» va letta in una dimensione molto ampia. In un certo senso, era un’esortazione rivolta a tutti gli uomini, un’esortazione a vincere la paura nell’attuale situazione mondiale, sia in Oriente sia in Occidente, tanto al Nord quanto al Sud.
Non abbiate paura di ciò che voi stessi avete creato, non abbiate paura nemmeno di tutto ciò che l’uomo ha prodotto e che sta diventando ogni giorno di più un pericolo per lui! Infine, non abbiate paura di voi stessi! "

Giovanni Paolo II - Varcare la soglia della speranza
Intervista di Vittorio Messori

sabato 16 maggio 2020

Premessa maggiore, premessa minore e conclusione


Premessa maggiore: In Europa siamo tutti italiani
 ( Affermazione della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen )

Premessa minore: Gli italiani nuovi poveri d'Europa
 ( Affermazione della AFP - Agence France-Presse - Agenzia di stampa francese )

Conclusione: In Europa siamo tutti nuovi poveri
( Sciarada Sciaranti )


Buon fine settimana ragazze e ragazzi!

venerdì 15 maggio 2020

Condividere qualcosa di meraviglioso per dire grazie

Non gli piacevano le etichette, non gradiva il sensazionalismo, il pregiudizio e la strumentalizzazione scatenati da quella malattia che gli aveva immobilizzato il corpo ma non la mente, non si sentiva un eroe, amava la musica e generava bellezza.

Ezio Bosso - Compositore - Direttore d'orchestra - Ambasciatore della musica

Condividere qualcosa di meraviglioso
per dire grazie
Con le lacrime di stupore di bambino al dono inaspettato
Con le lacrime stupite di adulto di non credere di meritarlo
La musica è un gesto d’amore
Anche quando non c’è musica
Perché le parole possono dichiararlo l’amore
Ma l’amore è in un gesto e in ogni gesto ...

...  Essere famiglia... imparare ad essere un accordo
Più che ad essere d’accordo
Perché è così bello essere parte dell’accordo... divenendo l’accordo stesso

Ezio Bosso
9 aprile 2020
 Facebook



«Un incidente, un terremoto, una storia. La mia storia. Noi siamo composti da storie, e non ci sono storie belle o brutte. Però hanno dei colori: possono essere tristi, disperate, allegre. Quello che bisogna evitare sono le storie noiose. Il mio disagio è per me occasione di non annoiarmi mai».
Ezio Bosso
Vanity Fair - 2017

Tu eri, sei e sempre sarai Ezio Bosso...

domenica 10 maggio 2020

Indissolubilmente

Tu nel mio cuore
Indissolubilmente
Raggio di Sole

Sciarada Sciaranti

Festa della Mamma

Auguri a te Raggio di Sole e a tutte le mamme, da me e Sorellina!

Silvia Romano bentornata tra noi!

mercoledì 6 maggio 2020

Lungo la scia del sole

Chi sa se davanti a una tale bellezza, un fremito di vergogna sia riuscito a insinuarsi nell'arido deserto mentale di chi gioca con la vita della gente?

5 maggio 2020

5 maggio 2020
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...