giovedì 2 luglio 2026

2 luglio - Visitazione di Maria Santissima

Visitazione di Maria Santissima - Almanacco 1896

Visitazione di Maria Santissima - Almanacco 1896


Visitazione di Maria SS.
Oggi Maria è chiamata Madre di Dio nella
ciisa di Elisabetta, e si ascolta dalle sue purissime
labbra il cantico dell'era novella, del
nuovo testamento, cantico sublime ed eccellente.
Il Magnificat di Maria supera di gran
lunga tutti i cantici dell'antico testamento.
La presenza di Gesù nel seno di Maria santifica
Giovanni nel seno di Elisabetta. —
ss. Processo e Martiniano. — B. Giovanni da
Vicenza.

Ricordi._________________________________

Effemeride storica. - 1820. in Nola due
sottotenenti, Michele Morelli e Gìiuseppe Silvati,
disertano con alquanti soldati del reggimento
Borbone inalzando il grido di libertà
e dando cominciamento alla rivoluzione napolotana.
- 1857. Carlo Pisacane, con 50 seguaci,
sbarcati a Sapri,giunti a Sanza sono
sopraffatti dalla plebe brutale. Pisacane e 26
aItri sono uccisi a colpi di ronca; i rimanenti,
compreso Giovanni Nicotera, cadono prigionieri
dei Borbonici.

I proverbi del giovedì. — Fa* quel ohe devi,
avvenga che può. — Dura più l'icudine che
il martello.

2 luglio Giovedì
Visitazione di Maria Santissima 

L'almanacco del 1896, con il suo linguaggio semplice, è una testimonianza di come la grande teologia fosse stata tradotta in una forma accessibile al popolo. Una donna, che la tradizione cristiana considera il cuore in cui la libertà umana e l'iniziativa divina si incontrano, prende l'iniziativa, affronta un viaggio di oltre cento chilometri attraverso la regione montuosa della Giudea e raggiunge Elisabetta per condividere con lei un'esperienza che entrambe riconoscono come opera di Dio. Il consenso espresso nell'Annunciazione continua così nella concretezza delle azioni; Maria compie un gesto concreto della sua fede, non rimane chiusa nella contemplazione dell'evento straordinario che l'ha coinvolta, ma si dirige verso chi può comprendere il segno ricevuto. La Visitazione diventa così il primo incontro della Nuova Alleanza con l'antica promessa, il momento in cui due donne, entrambe protagoniste di gravidanze inattese, riconoscono nell'altra l'opera di Dio; la loro relazione mostra come il dialogo tra generazioni diverse possa diventare occasione di ascolto, di sostegno e di speranza.

"In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore»."

Luca 1,39-45


Maria rimane con Elisabetta per circa tre mesi, fino a poco prima della nascita di Giovanni Battista, poi torna a Nazaret.

"... Questo riconoscimento reciproco della loro maternità conferisce a ciascuna delle due donne una dignità accresciuta. È Maria che rende visita a Elisabetta, il che porta dapprima l'attenzione sulla madre del Battista. Ma con il movimento di Giovanni nel grembo di sua madre, mediante il quale fa già opera di profeta e di precursore, l'attenzione si sposta su Maria. Gesù è al centro della scena, tanto più che Elisabetta fa di Maria e di Gesù l'oggetto della sua lode ..."

Vangelo di Luca
François Bovon
a Cura di Oscar Ianovitz

Nel 1896 la Visitazione era vissuta con grande partecipazione religiosa, accompagnata dalla Messa, dalle preghiere e spesso dalle processioni; il Magnificat, il canto di lode pronunciato da Maria durante l'incontro con Elisabetta, occupava un posto centrale nella liturgia e nella devozione popolare, richiamando la fedeltà di Dio alle sue promesse e il suo sguardo rivolto verso gli umili; nell'almanacco, con una finalità educativa, si aggiungevano anche gli eventi del Risorgimento italiano, come le vicende di Michele Morelli, Giuseppe Silvati, Carlo Pisacane e Giovanni Nicotera a cui seguiva la proposta degli insegnamenti morali attraverso i proverbi. 
Queste funzioni raccolte in un unico volume consultato quotidianamente, oggi sono distribuite tra libri, giornali, televisione e internet e in una società in cui le relazioni sono spesso mediate dalla tecnologia e i ritmi sono molto più frenetici, la Visitazione ricorda ancora l'importanza di dedicare tempo agli altri, di condividere la gioia e di prendersi cura di chi ha bisogno. Maria insegna che la vera grandezza non consiste nel successo personale, ma nel mettersi in cammino verso gli altri, il messaggio della Visitazione è rimasto immutato, cambiano le epoche e il modo di vivere, ma il valore dell'incontro, dell'aiuto reciproco, del dialogo tra le generazioni e della speranza continua a parlare al mondo.


lunedì 29 giugno 2026

San Pietro e Paolo tra Fede e Tradizione

Sfogliamo l'almanacco del 1896 e ancora una volta apriamo una finestra sul tempo.

San Leone II papa e confessore - Almanacco 1896

San Leone II papa e confessore - Almanacco 1896

(5" dopo la Pentecoste)
S. Leone II papa e conf.
Salì al pontificato in successione di S. Agatone
morto il 1 dicembre del 681. S. Leone
era Siciliano. Avea profondamente studiato
le letterature greca e latina, e conosceva anche
la musica. In sette mesi di pontificato fece
mirabili opere di carità verso i poveri, e riformò
il canto ecclesiastico. Festa nella Basilica
Vaticana ove riposa il suo corpo.

Ricordi.________________________________

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Effemeride storica. — 1828. Antonio Gallotti
con una turba di armati s'impadronisce
del forte di Palinuro, e dà il seguale della
sollevazione del Cilento.

Un pensiero al giorno. — Molto miglior
osa è il non aver cominciato del non perseverare.
                                                           (S. Agostino).

28 giugno Domenica - (5ª dopo la Pentecoste)
S. Leone II papa e conf.

La domenica del 28 giugno 1896, quinta dopo Pentecoste, l'Almanacco ricordava San Leone II, papa e confessore; per le famiglie di allora la giornata cominciava con la Santa Messa, che era il centro della domenica; tornati a casa si sfogliava questa guida quotidiana, si leggeva la vita del santo, l'effemeride storica, il pensiero del giorno e qualcuno annotava nello spazio dei Ricordi un avvenimento della famiglia o del paese.
Con l'arrivo della sera iniziava la vigilia della grande festa dei Santi Pietro e Paolo e come da tradizione in molte case si preparava un recipiente con acqua e albume d'uovo che veniva lasciato all'aperto fino al mattino, era la Barca di San Pietro che nasceva da un gesto di devozione e richiamava quella dell'Apostolo Pietro, il pescatore di Galilea scelto da Cristo come guida della Chiesa; l'attesa paziente fino al giorno dopo era l'espressione di un modo semplice e familiare di vivere la festa del santo, affidandogli il lavoro dei campi, la salute della famiglia e il raccolto; la fede veniva prima del segno e il segno serviva a onorare la fede.
 
Santissimi Pietro e Paolo Apostoli - Almanacco 1896

Santissimi Pietro e Paolo Apostoli - Almanacco 1896

Roma, che era sede del Paganesimo, divenne
per opera di questi eroi discepola di
verità, centro della religione, luce del mondo,
faro delle nazioni, cattedra di verità, oracolo
dei popoli. Nell'anno 67 dell' èra volgare S. Pietro
fu posto in croce, e S. Paolo fu decapitato.
Festa nelle Basiliche di S. Pietro in Vaticano,
e di S. Paolo fuori le Mura. — S. Cassio
vesc. e m. Festa a Narni.

Ricordi._________________________________

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Effemeride storica. — l857. Tentativo di
insurrezione provocato dai mazziniani in Genova.

Un pensiero ai giorno. — Molti sono i mezzi
di arricchire, ma pochi fia essi sono onesti,
ed il più onesto, come il più sicuro, è l' economia.
                         (Francesco liacone da Verulamio).

9 giugno Lunedì 
Santissimi Pietro e Paolo Apostoli 

Il 29 giugno, uno dei giorni più solenni dell'anno, l'Almanacco ricordava il martirio dei Santi Pietro e Paolo, avvenuto a Roma nell'anno 67; si osservava la forma presa dalle vele della Barca di San Pietro e si partecipava alla Messa della festa, molti si accostavano ai Sacramenti e, dove c'era il patrono, si seguivano la processione e le celebrazioni della comunità; era un giorno di festa vera, religiosa prima ancora che civile.
In molti paesi del Meridione proprio in quel giorno si concludeva il Comparatico, chi il 24 giugno alla festa di San Giovanni aveva chiesto «Vuoi essere la mia madrina?» - «Vuoi essere il mio padrino?», riceveva la risposta per creare un nuovo legame, confermato da un abbraccio, una stretta di mano o un piccolo dono, e da quel momento i compari diventavano una famiglia scelta, uniti da un vincolo di rispetto e di reciproco sostegno destinato ad accompagnarli tutta la vita.

Commemorazione di San Paolo Apostolo - Almanacco 1896

Commemorazione di San Paolo Apostolo - Almanacco 1896

Nacque a Tarso nella Cilicia. Da persecutore
di Cristo divenne Apostolo delle genti
vaso di elezione. Predicò quasi in tutto
l'Oriente e parte dell'Occidente. Le più grandi
città ed i centri più popolati ascoltarono i
voli della sua eloquenza. I suoi viaggi ci sono
narrati da S. Luca negli Acta Apoxt, Scrisse
quattordici lettere, che sono la chiave di tutta
la Teologia cattolica.

Ricordi.________________________________

Effemeride storica. — 1849 Giacomo Medici
e la sua Legione, che da 27 giorni difendevano
da leoni l'edifizio del Vascello
fuori Porta S. Pancrazio a Roma, respingendo
quasi ogni giorno un assalto dei Francesi, si
ritirano, combattendo, per ordine. di Garibaldi.
— Secondo assalto dei Francesi, alle
mura di Roma. L'Assemblea delibera di cessare
la difesa, divenuta ormai impossibile.

Un pensiero al giorno. — Di quei mezzi
di fortuna che hai, sii saviamente economo:
fuggi egualmente l'avarizia che incrudelisce
il cuore e mutila l'intelletto, e la prodigalità,
che guida a vergognosi imprestiti e a non
lodevoli stenti. (Silvio Pellico).

30 giugno Martedì
Commemorazione di San Paolo Apostolo 


Il 30 giugno, giorno dedicato alla Commemorazione di San Paolo Apostolo, la festa lasciava il posto alla vita quotidiana, si tornava al lavoro, ma con il ricordo ancora vivo delle celebrazioni appena vissute; l'Almanacco proponeva la figura del grande Apostolo delle genti, missionario che portò il Vangelo in Oriente e in Occidente e lasciò in eredità le sue lettere, fondamentali per la teologia cristiana; seguiva, come ogni giorno, un episodio della storia italiana e un pensiero morale, quasi a ricordare che la formazione di una persona passava dalla fede, dalla storia e dalla riflessione.  
Queste pagine del 1896 ci raccontano un tempo in cui il calendario non serviva soltanto a sapere che giorno fosse, ogni data aveva un santo da onorare, una Messa a cui partecipare, un insegnamento da leggere, una memoria da custodire e una tradizione da tramandare.
I giorni erano gli stessi di oggi, ma erano vissuti con un ritmo che univa la fede alla vita di tutti i giorni, senza separare la devozione dalle tradizioni popolari.

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e tanti auguri a chi compie oggi l'onomastico!

Ecco lo short sulla  Barca di San Pietro 

Plenilunio 30 giugno 2026

Con questa immagine concludo il racconto del viaggio che la luna crescente ha compiuto nel mese di giugno.
Alle 9.11 del 29 ha toccato l'apogeo, il punto più lontano dalla Terra; e all'1.58 del 30 giugno ha raggiunto il plenilunio mostrandosi come una microluna.

Per ulteriori informazioni:

sabato 27 giugno 2026

La Luna crescente incontra Antares

La Luna, nella sua fase di gibbosa crescente prossima al plenilunio, si muove nel cielo meridionale in direzione della regione di GIR-TAB, la costellazione dello Scorpione secondo la tradizione babilonese. Si è avvicinata a قلب العقرب/Qalb al-ʿAqrab - cuore dello Scorpione, l'Antares dei greci, stella rossa di prima grandezza il cui nome deriva da ἀντί/antí - rivale e Ἄρης/Árēs, in riferimento al confronto cromatico e luminoso con Marte conosciuto dagli astronomi arabi del Medioevo come المِرِّيخ/al-Mirrīkh - il pianeta rosso, vicino si trova Al Niyat, associata nella tradizione araba alle arterie dello Scorpione, mentre più in alto si distingue ’ الجبهة/al-jabhah o Dschubba interpretata come la fronte dell'aracnide celeste.

Luna, Antares, Al Niyat e Dschubba - 27 giugno 2026

Luna, Antares con sotto Al Niyat; nell'angolo in alto della foto a destra Dschubba - 27 giugno 2026

mercoledì 24 giugno 2026

24 giugno - Natività di San Giovanni Battista

Natività di San Giovani Battista - Almanacco 1896

Natività di S. Giovanni Batt.

Giovanni nome ebraico, vale grazia o pietà
di Dio. Nacque da Zaccaria ed Elisabetta sei
mesi prima dell'Incarnazione del Verbo sotto
Erode L'Ascalonita ed al suo nascimento assistette
la Vergine Maria. Giovanni fu santificato
nel seno stesso di sua madre. Egli fu
il precursore del Messia, che sulle rive del
Giordano non cessò di annunziarlo ai popoli.
Festa patronale a Torino Girgenti, Genova,
Firenze, Formia, Spigno, Monticelli, Nuoro,
Ferentino.

Ricordi. _______________________________

Effemeride Storica. - 1859. I Francesi cacciano
il nemico dalle alture di Solferino, i
Piemontesi dai poggi di San Martino. L'esercato
austriaco e completamente disfatto, dopo
aver perduto 23,000 uomini. - 1866. Battaglia
di Custoza. Le posizioni, occupate dai
nostri la mattina, sono perdute la sera, onde
il nemico, benché con perdite maggiori delle
nostre, resta padrone del campo.

Un pensiero al giorno. - L'amore per gli
uomini non è che un episodio; per la donna
e la stori di tutta la vita.

                                           (Signora di Stail)


24 giugno Mercoledì
Natività di San Giovanni Battista

La pagina dell'almanacco del 1896 dedicata al 24 giugno ricorda la Natività di San Giovanni Battista; una delle ricorrenze più amate del calendario religioso italiano; vi si trova la sintetica biografia del santo, l'elenco delle città che lo venerano come patrono, gli avvenimenti storici associati a quella data e il pensiero del giorno; è la testimonianza di un'epoca in cui il calendario liturgico continuava a scandire il tempo della vita quotidiana, delle stagioni e del lavoro.

"... Suonava la messa dell’alba a San Giovanni; ma il paesetto dormiva ancora della grossa, perché era piovuto da tre giorni, e nei seminati ci si affondava fino a mezza gamba. Tutt'a un tratto, nel silenzio, s'udi un rovinio, la campanella squillante di Sant'Agata che chiamava aiuto, usci e finestre che sbattevano, la gente che scappava fuori in camicia, gridando: - Terremoto! San Gregorio Magno! Era ancora buio. Lontano, nell'ampia distesa nera dell'Alia, ammiccava soltanto un lume di carbonai, e più a sinistra la stella del mattino, sopra un nuvolone basso che tagliava l'alba nel lungo altipiano del Paradiso. Per tutta la campagna diffondevasi un uggiolare lugubre di cani. E subito, dal quartiere basso, giunse il suono grave del campanone di San Giovanni che dava l'allarme anch'esso; poi la campana fessa di San Vito; l'altra della chiesa madre, più lontano; quella di Sant'Agata che parve addirittura cascar sul capo agli abitanti della piazzetta. Una dopo l'altra s'erano svegliate pure le campanelle dei monasteri, il Collegio, Santa Maria, San Sebastiano, Santa Teresa: uno scampanio generale che correva sui tetti spaventato, nelle tenebre. - No! no! E il fuoco!... Fuoco in casa Trao!... San Giovanni Battista! Gli uomini accorrevano vociando, colle brache in mano. Le donne mettevano il lume alla finestra: tutto il paese, sulla collina, che formicolava di lumi, come fosse il giovedì sera, quando suonano le due ore di notte: una cosa da far rizzare i capelli in testa, chi avesse visto da lontano. - Don Diego! Don Ferdinando! - si udiva chiamare in fondo alla piazzetta; e uno che bussava al portone con un sasso. Dalla salita verso la Piazza Grande, e dagli altri vicoletti, arrivava sempre gente: un calpestio continuo di scarponi grossi sull'acciottolato; di tanto in tanto un nome gridato da lontano; e insieme quel bussare insistente al portone in fondo alla piazzetta di Sant'Agata, e quella voce che chiamava: - Don Diego! Don Ferdinando! Che siete tutti morti? ..."

Mastro Don Gesualdo
Giovanni Verga

In queste righe Giovanni Verga ci offre uno spaccato autentico della vita italiana dell'Ottocento; le campane erano la voce della comunità, chiamavano alla messa, annunciavano le feste, segnalavano incendi, calamità, pericoli e San Giovanni era una presenza familiare nel calendario e nell'immaginario collettivo, tanto nelle grandi città citate dall'almanacco quanto nei piccoli paesi di campagna. La sua festa, pochi giorni dopo il solstizio d'estate in cui il sole raggiunge il culmine del suo percorso annuale e inizia lentamente la sua discesa verso l'inverno, era vissuta dal mondo contadino come un passaggio, per questo attorno alla vigilia e al giorno di San Giovanni fiorirono numerose tradizioni, diverse da regione a regione ma accomunate da un profondo significato religioso e comunitario.

Erbe di San Giovanni

Erbe di San Giovanni

Tra i riti più diffusi vi era la cosiddetta guazza di San Giovanni, secondo la tradizione contadina, nella notte tra il 23 e il 24 giugno si lasciava all'aperto una bacinella d'acqua con erbe e fiori, in modo che potesse raccogliere la rugiada notturna, al mattino quest'acqua veniva utilizzata per lavarsi il viso, oppure conservata, con il significato simbolico di augurio di salute e benessere; nel linguaggio popolare con il termine guazza si indica la rugiada mattutina o l’umidità che si deposita sull'erba durante la notte; la voce è di origine latina volgare, riconducibile alla radice di aqua - acqua, attraverso esiti dialettali diffusi in varie aree della penisola, l'aggiunta "di San Giovanni" si riferisce all'uso attuato nel calendario tradizionale della festa di San Giovanni Battista; l'espressione è attestata stabilmente nella documentazione etnografica e nelle raccolte di tradizioni popolari tra XIX e XX secolo, quando queste consuetudini vennero sistematicamente registrate.
Il giorno della festa si raccoglievano le erbe di San Giovanni, viburno, rosmarino, timo, salvia, alloro, artemisia, verbena, lavanda, il famoso iperico e molte altre a seconda delle tradizioni locali, con cui si componevano i mazzetti di San Giovanni attraverso i quali si stringevano i legami del Comparatico che sanciva una parentela spirituale caratterizzata da vincoli di amicizia e solidarietà destinati a durare tutta la vita; i mazzetti ricevuti dalle comari e dai compari venivano poi conservati nelle case come segno di protezione. (Vedi Il Comparatico di San Giovanni).
In molte campagne si raccoglievano inoltre le noci ancora verdi per la preparazione del nocino, liquore tradizionale legato al periodo di San Giovanni per l'adeguata maturazione raggiunta dai frutti; quest'usanza è attestata soprattutto in età moderna e contemporanea come parte del calendario agricolo e festivo.
Si accendevano anche i falò e non mancavano le tavole imbandite con le tradizionali lumache di San Giovanni, particolarmente diffuse nell'Italia centrale, simbolo dell'abbandono delle discordie e dei rancori rappresentati dalle loro corna.
Per le donne e per gli uomini dell'Ottocento le credenze, che oggi definiamo popolari, non erano delle sconosciute da tenere lontane, si temeva il malocchio, si cercavano segni e presagi, si attribuiva un significato particolare ai sogni, e alle coincidenze che spesso accompagnavano le grandi feste del calendario; erano espressione di un cristianesimo vissuto che a volte poteva entrare in contraso con parte di quello istituzionale; convivevano con una fede profondamente radicata intrecciata ai ritmi della natura e della comunità; da una parte servivano a spiegare eventi dolorosi o inattesi; dall'altra aiutavano ad alleviare l'angoscia dell'incertezza in un mondo nel quale una malattia, una grandinata o un cattivo raccolto potevano cambiare il destino di una famiglia. Lo stesso Verga offre una testimonianza significativa di questa mentalità in Mastro-don Gesualdo, quando un campanaro, parlando di alcuni animali ammalati, attribuisce il problema al malocchio e afferma di aver «seminato perfino i panni di San Giovanni nel pascolo», riferendosi a panni o pezzi di stoffa impregnati di rugiada, legati alla devozione per San Giovanni Battista e utilizzati come protezione per il bestiame e per i campi, si trattava di una forma di religiosità nella quale la protezione del santo veniva estesa alla vita quotidiana e al lavoro agricolo tanto che, il campanaro conclude dicendo che le pecore stanno bene «grazie a Dio», segno che, per la paura del malocchio e delle pratiche protettive tradizionali, il riferimento ultimo restava sempre la fede cristiana.

"... Allorché finalmente Gesualdo arrivo alla Canziria, erano circa due ore di notte. La porta della fattoria era aperta. Diodata aspettava dormicchiando sulla soglia. Massaro Carmine, il campanaro, era steso bocconi sull'aia, collo schioppo fra le gambe; Brasi Camauro e Nanni l'Orbo erano spulezzati di qua e di la, come fanno i cani la notte, quando sentono la femmina nelle vicinanze; e i cani soltanto davano il benvenuto al padrone, abbaiando intorno alla fattoria. - Ehi? non c'é nessuno? Roba senza padrone,
quando manco io! - Diodata, svegliata all'improvviso, andava cercando il lume tastoni, ancora assonnata. Lo zio Carmine, fregandosi gli occhi, colla bocca contratta dai sbadigli, cercava delle scuse.
- Ah!... sia lodato Dio! Voi ve la dormite da un canto, Diodata dall'altro, al buio!... Cosa facevi al buio?... aspettavi qualcheduno?... Brasi Camauro oppure Nanni I'Orbo?...
La ragazza ricevette la sfuriata a capo chino, e intanto accendeva lesta lesta il fuoco, mentre il suo padrone continuava a sfogarsi, li fuori, all'oscuro, e passava in rivista i buoi legati ai pioli intorno all'aia. Il campanaro mogio mogio gli andava dietro per rispondere al caso: - Gnorsi, Pelorosso sta un po' meglio; gli ho dato la gramigna per rinfrescarlo. La Bianchetta ora mi fa la svogliata anch'essa... Bisognerebbe mutar di pascolo... tutto il bestiame... Il mal d'occhio, sissignore! Io dico ch'é passato di qui qualcheduno che portava il malocchio!... Ho seminato perfino i panni di San Giovanni nel pascolo... Le pecore stanno bene, grazie a Dio... e il raccolto pure... Nanni l'Orbo? Laggitò a Passanitello, dietro le gonnelle di quella strega... Un giorno o l'altro se ne torna a casa colle gambe rotte, com'é vero Dio!... e Brasi Camauro anch'esso, per amor di quattro spighe... -
Diodata gridò dall'uscio ch'era pronto. - Se non avete altro da comandarmi, vossignoria, vado a buttarmi giù un momento...
Come Dio volle finalmente, dopo un digiuno di ventiquattr'ore, don Gesualdo poté mettersi a tavola, seduto di faccia all'uscio, in maniche di camicia, le maniche rimboccate al disopra dei gomiti, coi piedi indolenziti nelle vecchie ciabatte ch'erano anch'esse una grazia di Dio. La ragazza gli aveva apparecchiata una minestra di fave novelle, con una cipolla in mezzo, quattr'ova fresche, e due pomidori ch'era andata a cogliere tastoni dietro la casa. Le ova friggevano nel tegame, il fiasco pieno davanti; dall'uscio entrava un venticello fresco ch'era un piacere, insieme al trillare dei grilli, e all'odore dei covoni nell'aia: - il suo raccolto li, sotto gli occhi, la mula che abboccava anch'essa avidamente nella bica dell'orzo, povera bestia - un manipolo ogni strappata! Giù per la china, di tanto in tanto, si udiva nel chiuso il campanaccio della mandra; e i buoi accovacciati attorno all'aia, legati ai cestoni colmi di fieno, sollevavano allora il capo pigro, soffiando, e si vedeva correre nel buio il luccichio dei loro occhi sonnolenti, come una processione di lucciole che dileguava ..."

Mastro Don Gesualdo
Giovanni Verga

L'interpretazione che riduce le tradizioni di San Giovanni a semplici sopravvivenze di presunti riti solstiziali precristiani, secondo gli schemi evoluzionistici elaborati da Frazer tra Ottottocento e Novecento e le provocazioni che parlano di appropriazioni, furti o che dir si voglia, finiscono spesso per trascurare il dato più evidente, la guazza è preparata nella vigilia della festa sotto la protezione del Battista; le erbe vengono raccolte e il comparatico si stringe nel giorno a lui dedicato; le campane chiamano alla messa e le invocazioni si rivolgono al santo; il centro della ritualità non è la massima potenza raggiunta dal sole, ma la devozione a San Giovanni.

Lieta Festa di San Giovanni Battista!

Dedico questo post a te Mamma preoccupata, so che lo leggerai al tuo ritorno. Ragazze e ragazzi un abbraccio a voi tutti.

N.B. L'almanacco, a chi da lezioni su come si prepara la guazza mentre sostiene che San Giovanni il Battista sia nato dopo Gesù Cristo, spiega bene il significato di precursore.

Tramonto dela Festa di San Giovanni - 24 giugno 2026

Il tramonto di questo 24 giugno 2026 sembra custodire un presagio; nel giorno in cui Il Cristianesimo celebra la nascita di San Giovanni Battista, il cielo, con il suo linguaggio di luce e di ombre, sembra partecipare alla storia del Precursore, evoca il destino che lo attende mostrando la lama di nuvola che gli reciderà il capo.

La Luna con il suo alone di ghiaccio oltrepassa Spica mentre la Festa di San Giovanni Battista si avvia alla conclusione - 24 giugno 2026

La Luna con il suo alone di ghiaccio oltrepassa Spica mentre la Festa di San Giovanni Battista si avvia alla conclusione - 24 giugno 2026.

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro

martedì 23 giugno 2026

La Luna incontra Spica alla Vigilia di San Giovanni

Luna, Spica - Vigilia di San Giovanni - 23 giugno 2026

La Luna crescente prosegue il suo viaggio e da Occidente si sposta verso Sud dove accoglie l'inizio dell'estate e alla Vigilia della festa di San Giovanni mentre sulla Terra si prepara la guazza, incontra Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine, che deriva il nome dal latino spīcaspiga di grano, e richiama il tempo del raccolto e dell'abbondanza.

domenica 21 giugno 2026

Il solstizio d'estate nel punto del Cancro

Il solstizio d'estate è, l'apice del dominio della luce, il momento in cui il Sole raggiunge la sua massima forza e il buio si ritrae al suo minimo, il confine che il giorno tocca prima di iniziare, lentamente, a cedere spazio alla notte; oggi questo istante prende vita alle 10.24 ora italiana.
Dietro questa apparente semplicità si nasconde una delle più antiche intuizioni dell'osservazione del cielo; I Babilonesi compresero che il moto apparente del Sole lungo l'eclittica era scandito da punti estremi nel suo percorso annuale e il punto del Cancro, che all'epoca della tradizione astronomica greca cadeva nella regione del cielo occupata dalla costellazione del Cancro nel periodo del solstizio d'estate, divenne uno dei riferimenti fondamentali con cui misurare il ritmo delle stagioni.
Nel III secolo a.C., Eratostene sfruttò la diversa altezza del Sole al solstizio per realizzare una delle più celebri imprese scientifiche del mondo antico; a Siene, l'odierna Assuan, il Sole di mezzogiorno appariva praticamente allo zenit, mentre ad Alessandria uno gnomone proiettava un'ombra misurabile; dall'angolo di quell'ombra e dalla distanza tra le due città dedusse la circonferenza della Terra, ottenendo una stima di 252.000 stadi, misura che, secondo le interpretazioni più accreditate, risulta sorprendentemente vicina al valore reale.
Nel II secolo a.C., Ipparco di Nicea scoprì che anche i punti fondamentali del moto solare non erano fissi rispetto alle stelle, ma si spostavano lentamente lungo lo zodiaco, era la precessione degli equinozi; per questo, nel corso di circa duemila anni, il punto del Cancro ha abbandonato la costellazione che gli diede il nome e oggi si trova nella regione del cielo compresa tra i Gemelli e il Toro.

Sole al solstizio d'estate


Liesto solstizio d'estate!

Ecco  il reel sul solstizio d'estate

Per ulteriori informazioni


Acqua d'inverno

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