Nel 1182 nasce Francesco di Pietro di Bernardone, destinato a diventare il Poverello d’Assisi e il fondatore dell’Ordine dei Frati Minori. La sua giovinezza trascorre dentro gli ideali e le ambizioni del suo tempo, ma il cammino della sua vita lo conduce alla conversione, alla penitenza, alla scelta della povertà e a una spiritualità più profondamente ispirata al Vangelo. Intorno a lui si raccolgono i primi compagni e quella piccola fraternità, nata nella povertà e nella predicazione, diventa progressivamente l’Ordine dei Frati Minori.
Il cammino di Francesco raggiunge uno dei suoi momenti più alti nel settembre del 1224, quando, sul monte della Verna, riceve le sacre stimmate; il suo corpo porta così. a due anni dalla morte. i segni della Passione di Cristo; la sua vita.
Nel 1226 è ormai gravemente malato e alla Porziuncola, sentendo avvicinarsi la morte, si congeda dai suoi frati, la sera del 3 ottobre, che nel computo medievale a partire dal tramonto apparteneva già al 4 ottobre, muore:
"Del dì, e dello anno della morte di Santo Francesco.
Passò di questa vita il glorioso Confessore di Cristo, Messere Santo Francesco, l’anno del nostro Signore (1) mille dugento ventisei, a dì quattro d’Ottobre il Sabato, e fu seppellito la Domenica. In quello anno era l’anno vigesimo della sua conversione, cioè quando avea cominciato a fare penitenzia, ed era il secondo anno dopo la ’mpressione delle sacre sante Istimate ed era negli anni quarantacinque della sua nativitade.
Note
(1) Il Santo morì la sera del sabato, 3 ottobre 1226. Nel medio evo, però, il computo del nuovo giorno si iniziava al tramonto del sole, e perciò troviamo nelle Leggende medioevali la data del 4 ottobre accettata dalla Chiesa per la celebrazione annuale del Santo."
I fioretti di San Francesco
San Francesco d'Assisi, 1277 - 1280 circa, Cimabue - Museo della Porziuncola
Attorno al corpo del Poverello si raccolsero i suoi compagni, i cittadini di Assisi e Santa Chiara con le sue monache, mentre le stimmate divennero testimonianza visibile della sua conformità a Cristo; tra coloro che vollero accertarsene vi fu Messere Jeronimo, che fino ad allora aveva dubitato della loro autenticità:
"Come Messere Jeronimo toccò, e vide le sacre e sante Istimate di Santo Francesco, che prima non le credea.
Nella morte di Santo Francesco, non solamente la detta Madonna Jacopa, e li figliuoli (1) colla sua compagnia vidono e baciarono le gloriose sacrate Istimaîte sue, ma eziandio molti cittadini d’Ascesi; fra’ quali uno Cavaliere molto nominato e grande uomo, che aveva nome Messere Jeronimo (2), il quale ne dubitava molto ed erane iscredente, come Santo Tommaso Apostolo di quella di
Cristo; e per certificarne sè e gli altri, arditamente innanzi alli Frati ed alli secolari, movea li chiovi delle
mani e de’ piedi, e trassinava (3) la piaga del costato evidentemente. Per la quale cosa egli poi n’era costante testimonio di quella verità, giurando in sul Libro, che così era, e così avea veduto e toccato. Vidonle ancora, e baciaronle le gloriose sacre sante Istimate di Santo Francesco Santa Chiara colle sue Monache, le quali furono presenti alla sua sepoltura (4)."
Note
(1) Li testimonia il CELANO che Giovanni Frangipane, proconsole dei Romani e conte del sacro Palazzo, giurò e confermò per tutti ciò che fanciullo avea visto e toccato con la madre, al leito di morte del Santo.
(2). Nel ciclo degli affreschi di Giotto e della sua scuola, adi Basilica superiore di Assisi, che il Venturi chiamò il «codice principe » delle «leggende » del Santo, un affresco raffigura questo gentiluomo assisiano che con le proprie mani si assicura delle saere stimmate.
(3) frugava.
(4) La salma del Poverello venne trasportata dalla Porziuncola nella chiesa di San Giorgio, oggi di S. Chiara, passando e sostando a San Damiano. Soltanto nel 1230, due anni dopo la canonizzazione, fu sepolta nella grandiosa basilica innalzata da frate Elia sul Colle detto dell’Inferno perchè vi avevan sepoltura i giustiziati, che si chiamò, in onore del Santo, Colle del Paradiso. Per timore che fosse trafugata, alcuni Assisiati, penetrati nel tempio violentemente, chiuse alle spalle le porte, la deposero in un confersepolcro segreto, nella viva roccia, dove al principio dell’ ’800 papa Pio VII autorizzò gli scavi e le ricognizioni, facendo poscia trasformare il sotterraneo in una cappella. Cfr. P. Virrorino Facchinetti, La Storia del Poverello d'Assisi, Milano, S. L. Eucaristica, 1920, p. 373 e seg.).
I fioretti di San Francesco
San Francesco d’Assisi e quattro miracoli post mortem, 1260 - 1270 circa, attribuito a Giunta Pisano - Pinacoteca Vaticana
Il giorno seguente Francesco viene sepolto nella chiesa di San Giorgio. Nel 1228 Gregorio IX lo proclama santo e, nel 1230, le sue spoglie vengono trasferite nella basilica costruita in suo onore sul colle che fino ad allora era stato chiamato dell’Inferno e che, con la presenza del suo sepolcro, assumerà il nome di colle del Paradiso.
Passano gli anni e cresce, tra i frati che lo avevano conosciuto, il desiderio di raccogliere le parole, gli episodi e i ricordi della prima fraternità. Nel 1244 il Capitolo generale di Genova sollecita la raccolta delle memorie dei primi compagni; nel 1246 frate Leone, frate Rufino e frate Angelo Tancredi inviano a Crescenzio da Jesi una lettera nella quale riuniscono episodi di cui erano stati testimoni e altri che avevano ascoltato dagli stessi frati:
" ... Eran trascorsi quasi vent'anni dalla morte del Santo; e, sollecitati dall’espressa volontà del Capitolo generale di Genova del 1244, ecco tre compagni, frate Leone pecorella di Dio, frate Rufino il romito «ratto » nel. l’estasi, frate Angelo Tancredi esercitato nella spada come nella missione di Cristo, dichiarare in una lettera (11 agosto 1246) al padre generale Crescenzio da Jesi, di aver colto, come «in ameno prato, alcuni fiori che eran loro sembrati più belli », cose e aneddoti della vita del Santo di cui eran stati testimoni « per quanto indegni », o di cui avevan sentito narrare da altri frati, senza che nelle leggende anteriori del Santo se ne fosse fatta parola ..."
Il fioretti di San Francesco
Il Rosario di Maria - Almanacco Italiano 1896
Il mese di ottobre acquista anche una particolare connotazione mariana e la devozione al Rosario, che la tradizione collega alla predicazione di San Domenico, riceve un impulso decisivo dopo la battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Nel 1573 Gregorio XIII istituisce la festa del Rosario nella prima domenica di ottobre per le chiese dotate di un altare o di una confraternita del Rosario; nel 1716 Clemente XI estende la celebrazione alla Chiesa universale.
Nell’Ottocento sarà Leone XIII a imprimere al Rosario un rinnovato vigore; al tema dedica numerosi documenti e, nel 1883, indica ottobre come mese particolarmente consacrato alla preghiera del Rosario ed è in questa lunga storia della devozione che si inserisce la pagina dell’Almanacco Italiano del 1896, dove il 4 ottobre riunisce nella stessa pagina la memoria di San Francesco, il Rosario di Maria, l’effemeride storica e il pensiero quotidiano.
Il Rosario di Maria
L'istituzione del Rosario rimonta al secolo
XII, quando S. Domenico confuse gli
eretici Albigesi. Con questa divozione suggeritagli
dalla Madonna medesia si videro
rinvigorire la pietà, la fede, la concordia.
Leone XIII ha dato la luce ben sei dottissimi
documenti csul Rosario Mariano. Il Rosario
di Maria alimenti la nostra fede, e fortifichi
il nostro spirito! __ S. Francesco d'Assisi, fondatore
dell'ordine dei Frati Minori, detto il
Poverello d'Assisi ( n.1182 † 1226). - San Pietro-
nio vescovo, patrono di Bologna.
Ricordi. ___________________________________
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Effemeride storica. - 1849. Giunge a Genova
salma del re Carlo Alberto, portata
per mare da Oporto.
Un pensiero al giorno. Come nella fornace
si prova l'argento, e l'oro nel crogiuolo,
così è provato l'uomo per le parole dichi lo
adula. (Bibbia __ Proverbi, cap.XXVII).
Domenica 4 ottobre Il Rosario di Maria - Almanacco Italiano 1896
Nel 1958 la legge n. 132 riconosce il 4 ottobre come solennità civile in onore dei Santi Patroni speciali d’Italia, Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. La successiva disciplina del 1977 interviene sul regime delle festività e ne riduce gli effetti civili. Nel 2005 il 4 ottobre viene anche associato espressamente alla pace, alla fraternità e al dialogo tra culture e religioni.
L’8 ottobre 2025 viene promulgata la legge n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, che istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, e a 800 anni di distanza dalla sua morte, inserisce il 4 ottobre tra i giorni festivi previsti dalla legge italiana.
Il provvedimento richiama esplicitamente i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà incarnati dalla figura di Francesco.
Lieta festa di San Francesco d'Assisi!
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