Il 29 settembre il calendario cristiano celebra insieme i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e la loro presenza nella stessa festa è il risultato di una lunga evoluzione liturgica.
Il termine arcangelo viene dal greco ἀρχάγγελος/archánghelos, formato da ἀρχή/arché - principio, autorità - comando, più ἄγγελος/ánghelos - messaggero, ed è usato con il significato di capo degli angeli.
Nei libri biblici riconosciuti come canonici dalla Chiesa cattolica, gli angeli chiamati per nome sono Michele che nella Lettera di Giuda è definito esplicitamente arcangelo; Gabriele che appare nel libro di Daniele come interprete delle visioni profetiche e nel Vangelo di Luca come messaggero inviato da Dio; Raffaele che nel libro di Tobia è presentato come uno dei sette angeli che stanno alla presenza della gloria del Signore; e la tradizione ecclesiale li accosta riconoscendoli come i tre Arcangeli.
Nell'Almanacco Italiano del 1896 Martedì 29 settembre leggiamo:
Dedicazione
di S. Michele Arcangelo.
Varie furono le apparizioni di S. Michele
tanto nell'Antico Testamento quanto nel Nuovo
come angelo tutelare della Chiesa ossia
del popolo di Dio. La Chiesa oggi solennizza
la dedicazione di quella caverna del Monte
Gargano ove nel secolo V quest'Arcangelo
apparve sotto papa Gelasio I nell'anno 493.
Festa anche a Castrignano del Capo, Ollolai
(Nuoro), Patù, Supersano, Motta Camestra.
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Effemeride storica. _ 1860. Resa di Ancona
Lamoriciére, e i mercenari pontificii si costituiscono
prigionieri del general Fanti.
Un pensiero al giorno. - L'avversità è
senza dubbio un grande maestro; ma questo
maestro fa pagar troppo care le sue lezioni,
e spesso il profitto che se ne cava non vale
quel che sono costate. (Rousseau).
Il nome Michele deriva dall'ebraico מִיכָאֵל/Mīkhāʾēl - Mî-kā-'ēl, e significa «Chi è come Dio?». Il nome stesso contiene una domanda che è anche una professione di fede, nessuno è come Dio.
Nell'Antico Testamento è citato nel libro di Daniele come il grande principe e difensore del popolo di Dio:
«Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe …»
Daniele 10,21
Il suo carattere è ancora più esplicito nel libro dell'Apocalisse, dove con i suoi angeli combatte contro il drago, identificato con il serpente antico, il diavolo e Satana:
«Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.»
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
Apocalisse 12, 7-12
Il culto di San Michele si diffonde nell'Occidente cristiano già nei primi secoli e la ricorrenza del 29 settembre appartiene alla più antica tradizione liturgica romana, legata alla dedicazione di una basilica all'Arcangelo sulla via Salaria nel V secolo. Nello stesso periodo, sul Monte Gargano, la tradizione colloca le apparizioni di San Michele, il racconto della terza apparizione; conservato nel Liber de apparitione Sancti Michaelis in monte Gargano, la cui redazione è generalmente collocata tra il VI e il IX secolo; è quello della Dedicazione riportata dall’almanacco, il vescovo Lorenzo Maiorano, giunto alla grotta per consacrarla, avrebbe ricevuto dall'Arcangelo l'annuncio che quel luogo era già stato consacrato dalla sua stessa presenza. La tradizione garganica avrebbe poi associato al 29 settembre la memoria della dedicazione della grotta, mentre l'8 maggio sarebbe rimasto legato alla memoria dell'apparizione.
Or dunque se nel calendario contadino, San Matteo, celebrato il 21 settembre, è tradizionalmente associato al momento in cui giorno e notte per un istante tornano in equilibrio e annuncia l'equinozio d'autunno e il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, San Michele, il 29 settembre, rappresenta concretamente una sorta di spartiacque dell'anno agricolo, segna il cambiamento di ritmo della vita quotidiana dei lavori e della terra, il ritorno delle greggi dagli alpeggi e, in molte zone, la scadenza di affitti, contratti e altri rapporti legati alla vita dei campi.
Mercoledì 18 marzo marzo l'almanacco ricorda:
S. Gabriele arcangelo.
Gabriel vale fortezza di Dio, nome di uno
dei sette spiriti celesti che stanno innanzi al
Mono dell'Altissimo. Iddio si servi di questo
Arcangelo nei fatti più importanti dell'uno
dell'altro testamento. Egli annunziò a Maria
il grande e profondo mistero dell'Incarnazione.
I Cristiani fin dal primi secoli della
Chiesa limino venerato questo santo arcangelo
__ S. Anselmo vescovo di Lucca.
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Effemeride storica. — 1833. Nicola Menotti
ed altri suoi animosi compagni, arrestati in
Ancona per tradimento del comandante francese
Cubieres sono condannati alla galera. __
1848. Comincia in Milano la epica lotta delle
Cinque Giornate che ha termine colla cacciata
degli Austriaci.
Un pensiero al giorno. — Il più disgraziato
degli uomini e quello che non sa sopportare
lo disgrazie. (Platone).
Il nome Gabriele, גַּבְרִיאֵל/Gavriʾel, viene generalmente interpretato come «forza di Dio» o «Dio è la mia forza».
Nel libro di Daniele Gabriele appare come colui che porta la rivelazione e aiuta il profeta a comprendere il significato delle visioni. È una figura diversa da quella di Michele ed è interprete di una rivelazione divina:
«Intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva: “Gabriele, spiega a lui la visione”. Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: “Figlio dell'uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine”. Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare.»
«Egli disse: “Ecco io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell'ira, perché la visione riguarda il tempo della fine. Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di Media e di Persia; il capro è il re della Grecia; il gran corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re...”»
Daniele 8,16-22
La sua presenza nel libro di Daniele prosegue nella spiegazione delle visioni profetiche, ma è nel Vangelo di Luca che il nome di Gabriele acquista per i cristiani il suo significato più profondo.
Luca lo presenta nell'annuncio a Zaccaria della nascita di Giovanni Battista:
«Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”.»
«Zaccaria disse all'angelo: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”. L'angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio”.»
Luca 1,11-19
Gabriele porta poi a Maria l'annuncio del disegno di Dio e da questo racconto si sviluppa il suo culto, legato alla proclamazione della parola divina, all'annuncio e alla buona notizia della salvezza.
La memoria liturgica di Gabriele si attesta al 26 marzo, giorno successivo all'Annunciazione del 25 marzo, nelle celebrazioni orientali mentre nella tradizione occidentale si afferma invece al 18 marzo in particolare nella liturgia spagnola già dal IX secolo e successivamente mantenuta in diverse Chiese e famiglie religiose. La ricorrenza è documentata ancora nel XVI e XVII secolo e rimane in uso fino all'inizio del Novecento; nel 1921, sotto Benedetto XV, la festa di San Gabriele viene inserita nel Calendario Romano Generale e fissata al 24 marzo, alla vigilia dell'Annunciazione. La nuova collocazione avvicina così la memoria dell'Arcangelo al mistero dell'Incarnazione che aveva annunciato a Maria.
E infine Sabato 24 ottobre l'almanacco racconta:
S. Raffaele arcangelo.
Raphael significa medicina Dei. È uno dei
sette spiriti, che stanno innanzi al trono dell'Altissimo.
Esso fu mandato da Dio alla casa
di Tobia, e fu sorgente di grandi beni per
quella famiglia. Tutta la storia è narrata nel
libro di Tobia, ed appartiene alle scritture
canoniche dell'antico testamento. — S. Felice,
primo vescovo di Trevi nell'Umbria.
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Effemeride storica. — 1864. Il Ministero
La Marmerà presenta al Parlamento la Convenzione
di settembre e il progetto di legge
per il trasferimento della capitale da Torino
a Firenze. La Camera nomina pure una commissione
d'Inchiesta su 1 fatti di Torino.
Un pensiero al giorno. — Ascoltare ed essere
ascoltato sono due grandi cose che
l'uomo ciarUero non può mal conseguire;
altri vizi possono raggiungere il loro fine,
quali sarebbero la ghiottoneria, la vanità,
r amor dei piaceri, ecc., ma la garrulità non
mal. Un ciarlone rado trova chi lo ascolti,
perchè tutti si cansano da lui. (Plutarco).
Il nome Raffaele, dall'ebraico רְפָאֵל/Rəfāʾēl, significa «Dio guarisce» o «Medicina di Dio». La sua storia è narrata nel libro di Tobia, dove l'Arcangelo accompagna il giovane Tobia durante il viaggio verso la Media, senza rivelargli inizialmente la propria identità:
«Uscì Tobia in cerca di uno pratico della strada che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio.»
Tobia 5,4
Raffaele diventa così la guida di Tobia, lo protegge, gli insegna come affrontare i pericoli, interviene anche nella vicenda di Sara, liberandola dal male che la affligge e alla fine rivela chi è e spiega il motivo della sua missione:
«Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore».
Tobia 12,14-15
Dal racconto di Tobia nasce quindi la particolare devozione a Raffaele come angelo accompagnatore, protettore dei viaggiatori e ministro della guarigione, tra il Medioevo e l'età moderna la festa compare in luoghi diversi e in date differenti, a Venezia il 22 aprile, in Spagna il 7 maggio, in alcuni breviari francesi nel mese di luglio, presso i Mercedari il 18 settembre e in altre tradizioni il 20 ottobre; il 24 ottobre è una delle date già presenti nella tradizione liturgica occidentale e fu proprio questa la data che Benedetto XV scelse nel 1921 per inserire la festa di San Raffaele nel Calendario Romano Generale.
Per quasi mezzo secolo le tre feste continuarono quindi a scandire momenti diversi dell'anno liturgico, conservando ciascuna la storia e il significato maturati nel corso dei secoli.
Con la riforma del Calendario Romano successiva al Concilio Vaticano II, il 14 febbraio 1969, Paolo VI promulga il Mysterii Paschalis, approvando il nuovo Calendario Romano Generale e stabilisce l'entrata in vigore dal 1° gennaio 1970; la riforma mirava anche a ridurre il numero delle celebrazioni presenti nel calendario universale e a dare maggiore rilievo alle ricorrenze di importanza universale.
In questo nuovo ordinamento le celebrazioni di Michele, Gabriele e Raffaele furono riunite il 29 settembre, data che apparteneva già alla festa di San Michele.
Lieta Festa degli Arcangeli!
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