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lunedì 29 giugno 2026

San Pietro e Paolo tra Fede e Tradizione

Sfogliamo l'almanacco del 1896 e ancora una volta apriamo una finestra sul tempo.

San Leone II papa e confessore - Almanacco 1896

San Leone II papa e confessore - Almanacco 1896

(5" dopo la Pentecoste)
S. Leone II papa e conf.
Salì al pontificato in successione di S. Agatone
morto il 1 dicembre del 681. S. Leone
era Siciliano. Avea profondamente studiato
le letterature greca e latina, e conosceva anche
la musica. In sette mesi di pontificato fece
mirabili opere di carità verso i poveri, e riformò
il canto ecclesiastico. Festa nella Basilica
Vaticana ove riposa il suo corpo.

Ricordi.________________________________

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Effemeride storica. — 1828. Antonio Gallotti
con una turba di armati s'impadronisce
del forte di Palinuro, e dà il seguale della
sollevazione del Cilento.

Un pensiero al giorno. — Molto miglior
osa è il non aver cominciato del non perseverare.
                                                           (S. Agostino).

28 giugno Domenica - (5ª dopo la Pentecoste)
S. Leone II papa e conf.

La domenica del 28 giugno 1896, quinta dopo Pentecoste, l'Almanacco ricordava San Leone II, papa e confessore; per le famiglie di allora la giornata cominciava con la Santa Messa, che era il centro della domenica; tornati a casa si sfogliava questa guida quotidiana, si leggeva la vita del santo, l'effemeride storica, il pensiero del giorno e qualcuno annotava nello spazio dei Ricordi un avvenimento della famiglia o del paese.
Con l'arrivo della sera iniziava la vigilia della grande festa dei Santi Pietro e Paolo e come da tradizione in molte case si preparava un recipiente con acqua e albume d'uovo che veniva lasciato all'aperto fino al mattino, era la Barca di San Pietro che nasceva da un gesto di devozione e richiamava quella dell'Apostolo Pietro, il pescatore di Galilea scelto da Cristo come guida della Chiesa; l'attesa paziente fino al giorno dopo era l'espressione di un modo semplice e familiare di vivere la festa del santo, affidandogli il lavoro dei campi, la salute della famiglia e il raccolto; la fede veniva prima del segno e il segno serviva a onorare la fede.
 
Santissimi Pietro e Paolo Apostoli - Almanacco 1896

Santissimi Pietro e Paolo Apostoli - Almanacco 1896

Roma, che era sede del Paganesimo, divenne
per opera di questi eroi discepola di
verità, centro della religione, luce del mondo,
faro delle nazioni, cattedra di verità, oracolo
dei popoli. Nell'anno 67 dell' èra volgare S. Pietro
fu posto in croce, e S. Paolo fu decapitato.
Festa nelle Basiliche di S. Pietro in Vaticano,
e di S. Paolo fuori le Mura. — S. Cassio
vesc. e m. Festa a Narni.

Ricordi._________________________________

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Effemeride storica. — l857. Tentativo di
insurrezione provocato dai mazziniani in Genova.

Un pensiero ai giorno. — Molti sono i mezzi
di arricchire, ma pochi fia essi sono onesti,
ed il più onesto, come il più sicuro, è l' economia.
                         (Francesco liacone da Verulamio).

9 giugno Lunedì 
Santissimi Pietro e Paolo Apostoli 

Il 29 giugno, uno dei giorni più solenni dell'anno, l'Almanacco ricordava il martirio dei Santi Pietro e Paolo, avvenuto a Roma nell'anno 67; si osservava la forma presa dalle vele della Barca di San Pietro e si partecipava alla Messa della festa, molti si accostavano ai Sacramenti e, dove c'era il patrono, si seguivano la processione e le celebrazioni della comunità; era un giorno di festa vera, religiosa prima ancora che civile.
In molti paesi del Meridione proprio in quel giorno si concludeva il Comparatico, chi il 24 giugno alla festa di San Giovanni aveva chiesto «Vuoi essere la mia madrina?» - «Vuoi essere il mio padrino?», riceveva la risposta per creare un nuovo legame, confermato da un abbraccio, una stretta di mano o un piccolo dono, e da quel momento i compari diventavano una famiglia scelta, uniti da un vincolo di rispetto e di reciproco sostegno destinato ad accompagnarli tutta la vita.

Commemorazione di San Paolo Apostolo - Almanacco 1896

Commemorazione di San Paolo Apostolo - Almanacco 1896

Nacque a Tarso nella Cilicia. Da persecutore
di Cristo divenne Apostolo delle genti
vaso di elezione. Predicò quasi in tutto
l'Oriente e parte dell'Occidente. Le più grandi
città ed i centri più popolati ascoltarono i
voli della sua eloquenza. I suoi viaggi ci sono
narrati da S. Luca negli Acta Apoxt, Scrisse
quattordici lettere, che sono la chiave di tutta
la Teologia cattolica.

Ricordi.________________________________

Effemeride storica. — 1849 Giacomo Medici
e la sua Legione, che da 27 giorni difendevano
da leoni l'edifizio del Vascello
fuori Porta S. Pancrazio a Roma, respingendo
quasi ogni giorno un assalto dei Francesi, si
ritirano, combattendo, per ordine. di Garibaldi.
— Secondo assalto dei Francesi, alle
mura di Roma. L'Assemblea delibera di cessare
la difesa, divenuta ormai impossibile.

Un pensiero al giorno. — Di quei mezzi
di fortuna che hai, sii saviamente economo:
fuggi egualmente l'avarizia che incrudelisce
il cuore e mutila l'intelletto, e la prodigalità,
che guida a vergognosi imprestiti e a non
lodevoli stenti. (Silvio Pellico).

30 giugno Martedì
Commemorazione di San Paolo Apostolo 


Il 30 giugno, giorno dedicato alla Commemorazione di San Paolo Apostolo, la festa lasciava il posto alla vita quotidiana, si tornava al lavoro, ma con il ricordo ancora vivo delle celebrazioni appena vissute; l'Almanacco proponeva la figura del grande Apostolo delle genti, missionario che portò il Vangelo in Oriente e in Occidente e lasciò in eredità le sue lettere, fondamentali per la teologia cristiana; seguiva, come ogni giorno, un episodio della storia italiana e un pensiero morale, quasi a ricordare che la formazione di una persona passava dalla fede, dalla storia e dalla riflessione.  
Queste pagine del 1896 ci raccontano un tempo in cui il calendario non serviva soltanto a sapere che giorno fosse, ogni data aveva un santo da onorare, una Messa a cui partecipare, un insegnamento da leggere, una memoria da custodire e una tradizione da tramandare.
I giorni erano gli stessi di oggi, ma erano vissuti con un ritmo che univa la fede alla vita di tutti i giorni, senza separare la devozione dalle tradizioni popolari.

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e tanti auguri a chi compie oggi l'onomastico!

Ecco lo short sulla  Barca di San Pietro 

Plenilunio 30 giugno 2026

Con questa immagine concludo il racconto del viaggio che la luna crescente ha compiuto nel mese di giugno.
Alle 9.11 del 29 ha toccato l'apogeo, il punto più lontano dalla Terra; e all'1.58 del 30 giugno ha raggiunto il plenilunio mostrandosi come una microluna.

Per ulteriori informazioni:

domenica 29 giugno 2025

L'Alba della Barca di San Pietro

"... Sicché, per qualsivoglia delle antiche Vie di Roma, e Porte della Città, per cui debba venire dalla sua Patria il divoto Pellegrino, riconosca pure di dover camminare c con molta divozione calcare le memorie, ed i sepolcri de’ Santi Martiri, ed il terreno santificato col loro sangue, ed arricchito colle loro venerabili ceneri, ed ossa. E da ciò egli potrà in qualche maniera, comprendere la santità molto grande di Roma, e maggiormente accendersi di singolarissima divozione verso de’ SS. Apostoli Pietro, e Paolo, il sangue de’ quali fu quel seme celeste, che germogliò in tante migliaja di Martiri, ì quali compongono l'onorifico diadema ornato di altrettante preziosissime gemme, che la coronano Reina vera di tutto il Mondo Cattolico, giusta il sentimento del Pontefice S. Leone ( Ser. de SS. Petr. et Paul. ) Duo ista praeclara Divini seminis germina, in quantam sobolem germinarint. Beatorum millia Martyrum protestantur, qui Apostolicorum aemuli trìumphorum Urbem nostram, et longe lateque rutilantibus populis ambierant; et quasi ex multarum honore gemmarum, conservato uno diademate coronarunt.*
Giunto poscia, che sarà il Pellegrino a vista della Porta, e Mura di Roma, di questa santa nuova Gerusalemme, bagiando divotamente le soglie della medesima Porta, e le Croci, che ne' stipiti di essa trovansi affisse, potrà entrare con somma allegrezza cantando l'Inno Te Deum Laudamus etc."

Duo ista praeclara Divini seminis germina...* = Questi due illustri germogli del Divino seme (cioè Pietro e Paolo) hanno generato una discendenza così numerosa che lo testimoniano le migliaia di Martiri beati, che, emuli dei trionfi degli Apostoli, hanno circondato la nostra città (Roma) e i popoli brillanti che si estendono lontano e ovunque; e come a comporre una corona fatta di molte gemme preziose, hanno mantenuto un solo diadema, uniti nell'onore. - Liberamente tradotto da Me Medesima

Preparazione istorica e devota al giubileo universale dell'Anno Santo  cogli atti di pietà  che si sogliono praticare  nel viaggio di Roma  e delle sante basiliche - 1824
Giovanni Marangoni 

Barca di San Pietro

Barca di San Pietro 29 giugno 2023

Che dite; proviamo a entrare nell'anno Giubilare del 1825 per il quale Giovanni Marangoni nel 1824 ha preparato una guida storica dedicata ai pellegrini?
Se potessimo scivolare tra le pieghe del tempo per ritrovarci in una sera d’estate del 1825, nel cuore della campagna romana profumata dal fieno e dal fumo della legna, alla vigilia della festa dei Santi Pietro e Paolo, nel pieno dell'Anno Giubilare, vedremmo le donne che ripetono antichi gesti tramandati di generazione in generazione come il farsi il segno della croce prima di versare l'albume di un uovo in fiaschi di vetro trasparente riempiti di acqua sorgiva e poggiati sui davanzali o sui muri dei cortili punteggiati dalle lucciole. "Stanotte San Pietro soffierà sulle nostre barche" direbbero circondate dai bambini che corrono scalzi e, incantati dai filamenti galleggianti, si accovacciano accanto agli uomini rientrati dai campi con la pelle bruciata dal sole, a cui chiedono curiosi: "Quando si muove la barca?" E noi, rapiti dalla loro saggezza, guarderemmo gli anziani che gli accarezzano la testa e li mandano a dormire frenando così la loro impazienza: “La barca parla solo all’alba. Ma chi la guarda troppo, la confonde.”
Il canto del gallo accompagnato dal suono di una campana lontana ci sveglierebbe nel giorno dei due santi apostoli patroni di Roma, uno pescatore e l'altro pellegrino, uno guida e l'altro voce. Nel cortile troveremmo i contadini vestiti a festa che avvolti dalla fede e dalla speranza, per osservare se San Pietro ha aperto o chiuso le vele, volgono gli occhi sui fiaschi bagnati dalla rugiada scintillante alla luce dell’alba. Seguendo la processione solenne li accompagneremmo nella chiesa addobbata con spighe di grano, erbe e fiori selvatici e insieme ai pellegrini giunti a Roma per l'occasione parteciperemmo alla messa giubilare, richiamo al perdono, alla rinascita, al rimettersi in cammino e ascolteremmo l'omelia del prete: "Fratelli e sorelle, oggi celebriamo due colonne della Chiesa: Pietro, il pescatore impetuoso che divenne roccia, e Paolo, il persecutore che divenne instancabile annunciatore del Vangelo. Le letture ci parlano di liberazione e missione, di fragilità umana e fiducia nella grazia.
Questa mattina, prima di uscire di casa, forse ognuno di voi ha guardato il proprio fiasco d’acqua lasciato durante la notte sotto le stelle, un gesto semplice, che cerca un segno, una direzione, come chi cerca il vento prima di aprire le vele.
Quella piccola barca disegnata dall’albume non deve essere però superstizione che spaventa, che mette all'angolo il libero arbitrio e offende la fiducia nelle nostre capacità di affrontare l'ignoto e le intemperie, le sue vele siano pure simbolo della nostra vita quando è fragile, quando è ben distesa, quando il vento non la prende, ma alla luce della fede si facciano memoria viva.
Il Vangelo di oggi ci ricorda che Cristo ha affidato a Pietro le chiavi del Regno, ma Pietro non era perfetto: dubitava, affondava, rinnegava; è diventato roccia proprio perché ha riconosciuto la sua debolezza. E anche Paolo, con le sue catene e le sue ferite, proclama che la forza del Signore si manifesta nella debolezza.
E cosa ci insegna la liturgia oggi? Ci insegna che la fede non sta solo nell’altare o nel canto, ma a volte si trova anche in un fiasco d’acqua lasciato di notte sotto le stelle. Che i segni non sono solo nei miracoli eclatanti, ma anche nei gesti ripetuti con fedeltà e speranza. Chi ha visto la barca ben formata non deve vantarsi: è invito alla gratitudine. Chi non l’ha vista, non disperi: è invito alla perseveranza, perché l’acqua torbida si rischiara, e il vento soffia quando meno lo aspettiamo. Sia fatta la volontà di Dio e che lo Spirito Santo soffi su tutte le vostre vele. Amen... ".
Rientrati nelle case coloniche banchetteremmo con i contadini, li osserveremmo mentre si accorgono che le Barche di San Pietro si sono dissolte nella loro natura effimera, sorridono rincuorati dalle parole del parroco, certi che Dio non abbandona. E noi, esperienti dell'attesa di un'alba condivisa che si sa aspettare, comprenderemmo che a volte la fede passa anche attraverso un albume lasciato nella notte a raccogliere la rugiada benedetta da un santo, non per predire il futuro ma per restare in ascolto; la Barca di San Pietro parte dalla terra arida e in un abbraccio porta la nostra voce insicura a Dio per rafforzarla.

Sciarada Sciaranti

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e un pensiero sentito verso chi  ogni giorno porta sulle spalle il peso di una guerra che dilania corpo e anima, con l'augurio che arrivi presto il tempo in cui ci si possa guardare tutti negli occhi con la voglia di riconoscersi come esseri umani... imperfetti.

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P.S. Ricordatevi che scripta manent, verba volant, interpretatio incerta ad venti flatum frangitur - gli scritti restano, le parole volano, l’interpretazione incerta s'infrange al soffio del vento. Per scoprire l'origine del rito cristiano della Barca di San Pietro  potete leggere la Barca di San Pietro, segue il link sotto.

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sabato 29 giugno 2024

29 di Junnio Anno Domini 1434

" Recordo Io Pauolo, che in nell’anno 1434. a dij 29. di Junnio li Romani pigliaro la Signoria di Roma, e gridavo viva lo Puopolo, e la Libertà, e fu di Sabato a 22. hore, e la notte vennero pigliaro lo Campituoglio, e dierno parecchie ferite allo Senatore e cacciarolo via, e poi se ne andaro in Trastevere dove stava Papa Eugenio, e pigliaro lo Camerlengo18, cioè lo Nepote dello Papa, e miserolo in prigione in Campituoglio. In questo die se partio lo Cardinale dell’Ursini e quello delli Conti, e miserosi in casa de’ Pavolo di Govio ... "

Memoriale - 1875
Paolo dello Mastro

San Pietro e San Paolo - 1577 - Juan Fernandez de Navarrete detto Il Muto - Monastero dell'Escorial - Spagna

San Pietro e San Paolo
1577 
Juan Fernandez de Navarrete detto Il Muto
Monastero dell'Escorial - Spagna


Lieta Festa di San Pietro e Paolo!

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giovedì 29 giugno 2023

Bollicine e quattro alberi per la Barca di San Pietro

Il raccolto ha uno stretto legame con le condizioni meteorologiche e un tempo i contadini che non potevano usufruire dei moderni strumenti di previsione si servivano di ciò che avevano: acqua di sorgente, albume d'uovo e la Festa di San Pietro e Paolo.

Barca di San Pietro - Festa di San Pietro e Paolo

Barca di San Pietro - Festa di San Pietro e Paolo

Barca di San Pietro - Festa di San Pietro e Paolo

 La mia barca ondeggia tra le bollicine e ha quattro alberi, che vorrà dire?

Barca di San Pietro - Festa di San Pietro e Paolo

Barca di San Pietro - Festa di San Pietro e Paolo

La festa di san Paolo si fa insieme con quella di san Pietro, perché egli soffrì il martirio in Roma nel medesimo giorno, e perché egli faticò con Pietro più di tutti gli altri Apostoli nello stabilire e dilatare la Chiesa... "

Opere dell'Abate A. Rosmini-Serbati - 1843
Antonio Rosmini Serbati

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e tanti auguri a chi fa l'onomastico!

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martedì 28 giugno 2022

La Barca di San Pietro

" Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. "

Matteo 4,18-22

Vocazione di Pietro e Andrea - Predella della Tavola della Maestà, 1308 -1311 - Duccio di Buoninsegna  - Galleria Nazionale d'Arte - Washington

Vocazione di Pietro e Andrea - Predella della Tavola della Maestà
1308 -1311
Duccio di Buoninsegna 
Galleria Nazionale d'Arte -Washington

Il 9 giugno del 1311 la Maestà, dipinta tra il 1308 e il 1311 da Duccio di Buoninsegna, viene posta sull'altare maggiore del Duomo di Siena.
Nel 1506 viene rimossa e nel 1771 la ritroviamo nella chiesa delle Carceri di Sant'Ansano a Castelvecchio di Siena dove è divisa in più parti, alcune delle quali sono state perse.
Nel 1795 i pannelli più grandi ritornano al Duomo di Siena per poi essere conservati in museo nel 1878 mentre le predelle e le cuspidi seguono altre vie.
Nel 1879 la Vocazione di Pietro e Andrea entra a far parte della collezione di Giuseppe e Marziale Dini a Colle di Val d'Elsa e nel 1886 è venduta a Robert Henry ed Evelyn Holford per essere esposta a Buckhurst Park nel Sussex.
Nel 1927 è acquistata dalla galleria d'arte Duveen Brothers Inc per poi essere rivenduta nel 1929 a Clarence H. Mackay.
Nel 1934 passa alla Fondazione di Samuel H. Kress che nel 1939 la dona al Museo Nazionale di New York.

Nella composizione della Vocazione di Pietro e Andrea, Duccio di Buoninsegna segue la tradizione bizantina, Gesù incoronato dall'aureola riccamente decorata occupa la parte sinistra del dipinto davanti a una roccia incrinata dal respiro gotico che si espande sul fondo aureo; con la mano destra protesa chiama a sé i due apostoli che nei loro abiti riprendono i colori della tunica di Cristo e, in una tonalità più tenue, del suo mantello, sono occupati a tirar su la rete della pesca miracolosa nel lago di Tiberiade in una barca dalla prua arricciata che sembra priva di peso come i pesci rimasti nell'acqua. Simon Pietro più prossimo a Cristo è a lui rivolto con la mano destra atta al saluto mentre l'attenzione di Andrea sembra essere assorbita più dal lovoro.

" Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. "

Giovanni 21,1-14

Acqua sorgiva, albume e fiasco per la Barca di San Pietro

Acqua sorgiva, albume e fiasco per la Barca di San Pietro

Simone dall'ebraico שמעון/Šim'ôn - colui che ascolta, in greco antico diventa Σίμων/Simon; Gesù in aramaico lo chiama פטרוס/kêpā - roccia e in greco antico diventa Κηφᾶς/Kephas, lui è l'uomo che noi sulla scia di san Paolo conosciamo come Πέτρος/Pétros - Pietro, la πέτρα/pétra - pietra su cui si fonda la Chiesa cristiana che trova la sua massima espressione architettonica nella Basilica di San Pietro a Roma.
In Friuli, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino, Toscana, Veneto, il suo culto venne diffuso dai benedettini il cui ordine, uno dei primi a essersi formato, nacque nel 529 con la fondazione del cenobio di Montecassino voluto da san Benedetto da Norcia autore di quella regola monastica che fu adottata da molti altri ordini religiosi e da cui nasce il motto Ora et Labora - Prega e lavora.
In questi luoghi il mestiere di san Pietro, ai cristiani che lavoravano la terra, suggerì un rituale folkloristico che divenne lo spazio in cui poter riversare e allentare l'ansia cercando di ricevere presagi sul tempo che gioca un ruolo fondamentale sulla buona riuscita del raccolto fonte primaria e vitale di sussistenza; parliamo della Barca di San Pietro:
La notte tra il 28 e il 29 giugno, vigilia della Festa di San Pietro e Paolo patroni di Roma, si prendeva un fiasco di vetro trasparente e lo si riempiva con acqua sorgiva, si aggiungeva un albume d'uovo che a causa della sua densità, maggiore rispetto a quella dell'acqua, si depositava sul fondo e così preparato, il fiasco si poneva all'aperto esposto verso est in modo che potesse assorbire la rugiada fino al giungere dei primi raggi di sole.
La credenza popolare sosteneva che San Pietro soffiando all'interno del fiasco avrebbe dato le sue indicazioni sul tempo facendo assumere all'albume la forma della sua barca, se il 29 giugno le vele si mostravano spiegate san Pietro prevedeva tempo propizio, se invece le vele erano chiuse san Pietro annunciava tempo sfavorevole al raccolto. Il rito si estese coinvolgendo in seguito la Festa del 24 giugno in cui la barca del pescatore d'anime San Pietro fu " prestata " al Battista per divenire anche Barca di San Giovanni.
La Barca di San Pietro è una tradizione che per fortuna si cerca di mantenere in vita ancora oggi pur disponendo dell'attendibile comodità delle previsioni meteorologiche, e pur essendo consapevoli che il fenomeno è dovuto all'acqua che riscaldandosi, con il calore che proviene dalla terra, sale verso l'alto trascinando con se i filamenti dell'albume.
A chi volesse sperimentarare il rito, per non sprecare acqua e albume, suggerisco di riutilizzare il miscuglio per bollirci dentro la pasta o per preparare la pastella per la frittura.

Fiasco della Barca di San Pietro

Fiasco per la Barca di San Pietro 

" ... Il ricordo più spensierato della mia infanzia, a parte il Natale, è indubbiamente legato alle vacanze. A casa mia vigeva una tradizione. Si partiva il giorno dopo la festa dei santi Pietro e Paolo. Lo ricordo perfettamente, perché la notte prima, come ogni anno, mettevamo sulla finestra un vaso pieno d’acqua con tre albumi d’uovo per fare la barca di san Pietro, per me uno dei misteri più ostici da digerire dopo quello della Trinità. Bisognava aspettare tutta la notte. All’alba si tirava su la tapparella per vedere se era avvenuto il “miracolo”. Se l’albume si era trasformato in un veliero (sì, lo so che san Pietro in realtà avrà avuto una barchetta sfigatissima, ma per mia madre aveva un veliero), allora si prospettava un anno pieno di meraviglie, in caso contrario, era una tragedia. La mamma non era mai contenta del risultato: un anno mancava una vela, un anno ce n’erano sei ma mancava la barca, un altro ancora mancavano i remi ... "

L'altra parte di me
Alfonso Signorini

Domani mostrerò il risultato


29 giugno 2022

Ecco la Barca di SanPietro 

Fiasco della Barca di San Pietro

Barca di San Pietro

Veliero di San Pietro

Guardando il fiasco da quest'ultima angolazione mi si è stravolto tutto l'effetto ottico che avevo conquistato al primo impatto e ho visto l'umile e piccola barchetta di san Pietro nella parte destra della foto circondata dalla Niña, la Pinta e la Santa Maria di Colombo.

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e tantissimi auguri a chi oggi festeggia anche l'onomastico!

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venerdì 24 giugno 2022

Il Comparatico di San Giovanni

S. Giovanni, consacrando i mutui affetti, li purifica, li esalta, ne fa delle parentele spirituali. Nella mente del popolo, questo del s. Giovanni è il comparatico per eccellenza, ond'è che, nel nostro uso, s. Giovanni è sinonimo di Compare e di Comparatico; e la violazione di siffatto legame, santo non men di quello stabilito coi sacramenti del battesimo, della cresima e del matrimonio, è ritenuta più che mai sacrilega e meritevole di terribili castighi (Ved, Arch, tra, pop. Vol. I, pag. 214.) Materia del rito sono i fiori che, per sé stessi, in quel giorno, sono qualcosa di sacro; e l'ordinario è che il mazzolino (ramajjétté), mandato nel dì di san Giovanni, sia ricambiato in quello di s. Pietro. Ma non manca il caso che i mazzi - ji matte - si ricambino nello stesso giorno (Castiglione a Casauria). Altri modi di comparatico:

a Due giovanetti o giovanette, scambiatisi prima i fiori, e uniti co' diti mignoli di un lato, girano così tre volte intorno all'altare maggiore della chiesa in cui si celebra la festa, dicendo:

Cummar' e ccumbare,
Nghe ssan Giuvanne care,
La féda che tt'attocche
Nne' la huastà' ca vjie a la morte.
Catenélla, catenélle,
Nne' la huasta ca vjie a le 'mbèrne (Palena).

Similmente in Lanciano, dove l'ultimo verso varia in Chi le stucche va a lu 'mbèrne...

... Chi chiama una persona, tre volte " compare", divien compare davvero, "perché centra il s. Giovanni"; e sarebbe peccato non prendere la cosa sul serio. (s. Eusanio, Lanciano)

Curiosità popolari tradizionali
Giuseppe Pitrè

Il Sangiovanni - Il Comparatico

Comare dal latino cummater composto da cum - con e mater - madre
Compare dal latino cumpater composto da cum - con e pater - padre

San Giovanni non vuole inganni recita il proverbio e veglia su quelle due magnifiche espressioni del sugello d'amicizia, di solidarietà e di affinità spirituali che prendono il nome di madrina e di padrino e che vengono sacralizzate sotto la tutela di san Giovanni il giorno della sua festa costituendo il Sangiovanni o che dir si voglia il Comparatico, legame indissolubile di rispettoso e reciproco amore che dura per la vita.

La notte tra il 23 e il 24 giugno a Roma, attorno alla Basilica dedicata al santo, si accendevano i fuochi purificatori e chi voleva sancire un Sangiovanni saltava insieme alla propria compagna o al proprio compagno sopra i tizzoni ardenti.

Nelle Marche si inviava un mazzetto di erbe alla prescelta o al prescelto con un invito che recitava:

Il mazzetto è piccolo,
l'affetto è grande,
vi chiedo per comare
di San Giovanni

E la risposta ritornava la notte tra il 28 e il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo:

Il mazzo è piccolo,
l'affetto è segreto,
vi accetto per comare
di San Pietro.

In Calabria ci si scambiava lo zitiellu, un bambolotto dotato di fasce e cuffia composto con un mazzo di erbe aromatiche e fiori in cui dovevano essere compresi il puleggio, due garofani bianchi per formare gli occhi e un garofano rosso per formare la bocca; dopo la benedizione in chiesa e la processione, che seguiva la statua del santo, le comari e i compari mangiavano una foglia del puleggio prelevato dal bambolotto.

In Sicilia la tradizione ritualizzava 24 comari e compari che si scambiavano regali e festeggiavano con le reciproche famiglie.
A Caccamo in provincia di Palermo i cumpari e Sangiuvanni, che potevano scegliere se praticare il loro rito il giorno di San Giovanni o il giorno di San Pietro, scioglievano del piombo in un recipiente affinché metaforicamente diventassero un tutt'uno nell'amicizia e recitavano questa formula:

San Giovanni vucca d’oru
quantu e beddu u vostru nomu
Santu Petru vucca d’argentu
siti beddu comu lu ventu.

Anche a Lercara Friddi in provincia di Palermo si scioglieva il piombo, veniva poi gettato in un recipiente pieno d'acqua e la forma in cui si solidificava dava alle comari informazioni sulla sorte di ciò che gli interessava. Le due comari si staccavano tre capelli li ingarbugliavano nelle mani e poi li gettavano in mare o li bruciavano dicendosi:
 
- Cummari finu a unni?
- Cummari pi sempri

Invece in provincia di Enna, a Barrafranca le due cummari o i due cumpari si posizionavano uno di fronte all'altro e si scambiavano questa formula:

E cumpari a sangiuvannisa cc’avimmu nni spartimmu
e s’avimmu ‘na favuzza
nn’a spartimmu menza l’unu.

Poi uno diceva:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

e l'altro rispondeva:

Ossa!

il primo continuava con:

E nni jammu nni la fossa!

e il secondo chiedeva:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

il primo rispondeva:

Risu!

il secondo continuava:

E nni jammu ‘n Paradisu!

e concludevano con:

Cumpari simmu e cumpari ristammu… sputa ‘nterra!

In Sardegna gli innamorati - compari e comari di san Giovanni portavano in chiesa due vasi in corteccia di sughero di germogli di grano, per associare la fertilità della natura con quella umana. A Orzieri, come a Roma, chi voleva stringere un comparatico saltava sui falò alimentati con le stoppie di grano, tenendone insieme un rametto per le estremità e recitando questa formula rituale:

Comares e compares de su fogarone
Comares e compares de Santu Giuanne
Comares e compares de sa pira camujina
Comares e compares de sa milingiana
Comares e compares de su inu

o anche

Comares e compares de sos fogarones
Comares e compares de su pilinginu
A bois sa tatza, a mie su inu

Si facevano poi i reciproci auguri:

Compa’, Coma’, a chent’annos

Il Sangiovanni nello specifico può riguardare:

Il battesimo in cui durante il rito la comare o il compare prende in braccio il neonato; recita il credo scandendo bene le parole, gli fa indossare il dono che ha scelto per lui e si prende la responsabilità di accudirlo se mai dovesse perdere i genitori.
Comare per le neonate, compare per i neonati è anche chi poi a casa, dopo il battesimo, effettua il primo taglio delle unghie o dei capelli.

La cresima in cui durante il rito la comare o il compare lega un nastro al braccio del cresimato e gli fa un regalo.

Le nozze in cui  la comare e il compare hanno il compito di custodire e consegnare le fedi e di seguire nel loro percorso gli sposi.

Un tempo comare diventava anche chi perforava i lobi delle orecchie alle bambine che avevano compiuto sette mesi.

Lieta Festa di San Giovanni a tutti!

Per chi è interessato

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