"A la Candelóra gh'è 'n pè fò e 'n pè dré
Alla Candelora c'è un piede fuori e un piede dentro"
È il tempo sospeso dell'anno, quando l'inverno allenta la sua presa ma non si è ancora dissolto. Un confine sottile, quasi un attimo trattenuto, siamo nel mezzo dell'inverno, nel punto in cui il gelo ha consumato la sua prima metà e un chiarore nuovo, timido come un animale che esce dalla tana, sia esso lupo, marmotta, orso, tasso o volpe, comincia a insinuarsi tra le giornate ancora corte e fredde nella seconda metà.
Sono passati quaranta giorni dal Natale, quaranta battiti dalla Natività; oggi la Chiesa celebra la Purificazione di Maria come prescritto dalla Legge Mosaica dell'Antico Testamento:
"Quando saranno compiuti i giorni della sua purificazione, la madre porterà al sacerdote un'offerta…"
Levitico 12,1‑8
e la Presentazione di Gesù al Tempio; la natura misura quarantacinque giorni dal solstizio d'inverno, due calendari che avanzano insieme, uno sacro e uno celeste, intrecciati nello stesso ritmo. La liturgia ricorda l'offerta del Figlio e il sole, dopo aver toccato il punto più basso, riprende a salire e lascia scivolare i suoi raggi nei fienili, nei cortili, nei solchi addormentati dei campi. I contadini avvertono questa doppia valenza in un'unica continuità, la percepiscono nel peso della legna portata a spalla, nel gelo che scricchiola sotto le scarpe e poi si scioglie in neve e fango, nel chiarore che cresce appena, ma basta a cambiare l'aria. Il 2 febbraio portano in chiesa le loro candele, piccole fiamme simbolo di Cristo, presenza che rischiara il mondo; le custodiscono a casa benedette come protezione contro i malanni, il freddo, gli imprevisti dell'inverno; le accendono nelle stalle, nelle cucine, nelle stanze dove si riposa, tremolano, ma non cedono, segnano il sacro dentro la vita quotidiana.
"A la Candelóra, o piöf o néf, l'invèren l'è a mé
Alla Candelora, che piova o nevichi, l'inverno è a metà."
Con un piede ancora nel gelo e l'altro rivolto al bel tempo che ritornerà, la Candelora apre la breve stagione del Carnevale in cui si attinge alle scorte di vino, di salumi, di dolci; si ride, si danza, si alleggerisce il cuore prima della sobrietà della Quaresima. La comunità si ritrova, sente insieme il sollievo di aver superato il tratto più duro dell'anno, celebra la vita che continua. È una parentesi luminosa nel silenzio invernale, un varco di gioia prima del raccoglimento.
La Candelora segna il mezzo inverno, un istante fragile e rivelatore, in cui il mondo ricorda che ogni buio ha una soglia, e ogni soglia una promessa che avanza.
Lieta Candelora!
Ecco il reel sul saluto agli addobbinatalizi e al presepe
Per ulteriori informazioni:
Per ulteriori informazioni
Della Merla
La Merla uscì nera
La Merla con i suoi merlotti
La Colombina bianca nelle sere dei Tre Giorni Della Merla
Il villaggio nelle sere dei Tre Giorni della Merla
Desiderio di primavera nelle sere dei Tre Giorni della Merla
San Valentino attraversa l'inverno per raggiungere l'estate
Grespino d'inverno
La Merla sulla brocca
La Merla tra camomilla e rosmarino
Della Merla
La Merla uscì nera
La Merla con i suoi merlotti
La Colombina bianca nelle sere dei Tre Giorni Della Merla
Il villaggio nelle sere dei Tre Giorni della Merla
Desiderio di primavera nelle sere dei Tre Giorni della Merla
San Valentino attraversa l'inverno per raggiungere l'estate
Grespino d'inverno
La Merla sulla brocca
La Merla tra camomilla e rosmarino


È bello vedere come la Candelora unisce cielo, terra e cuore. Segugia.
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