lunedì 9 febbraio 2026

La danza tra l'inverno e la primavera

"... Fu così che il 9 di febbraio, all'inizio del disgelo, il villaggio di Iping si vide piovere dal cielo quello strano individuo. Il giorno seguente, tra la fanghiglia e la neve che cominciava a sciogliersi, arrivò anche il suo bagaglio – ed era davvero un bagaglio degno d'un siffatto padrone. C'erano, a dire il vero, anche un paio di bauli – come ci si aspetta che debba essere per ogni viaggiatore ragionevole – ma il grosso era costituito da una cassa di libri (libri voluminosi, ingombranti, alcuni dei quali scritti in una calligrafia illeggibile) e da più di una dozzina di scatole, casse e gabbie, piene di oggetti imballati nella paglia. «Bottiglie di vetro», aveva sentenziato Hall, dopo aver frugato disinvoltamente nella paglia. Lo straniero, imbacuccato in cappello, cappotto, guanti e sciarpa, uscì impazientemente incontro al carro di Fearenside, mentre Hall aveva attaccato una chiacchierata preliminare sul come dare una mano a portare dentro il bagaglio. Lo straniero uscì senza far caso al cane di Fearenside, che stava annusando amichevolmente le gambe di Hall. «Forza con quelle casse», disse. «Ho già dovuto aspettarle abbastanza». Scese i gradini, avvicinandosi alla parte posteriore del carro, come se intendesse afferrare la scatola più piccola ..."

L'uomo invisibile
Herbert George Wells
Traduzione Stefano Sudrié

Il 9 febbraio il cambio di passo tra l'inverno e la primavera è in atto, non è più il tempo dell'arrivo, ma quello della trasformazione. la neve perde la sua compattezza, la terra affiora, le strade si fanno incerte. È il tempo in cui ciò che era rigido comincia a farsi molle, e il mondo entra in uno stato vigile, come se stesse preparando il corpo a un cambiamento inevitabile. Allo straniero impaziente arrivano bauli, casse, gabbie, bottiglie di vetro e scatole che si fanno strumenti per risolvere lo stato in cui si trova in quello che, spera, sarà.

Disgelo in febbraio

"Febbraio...
... 9 Principio della Primavera."

Fasti
Ovidio
Traduzione Giambatista Bianchi di Siena

In un filo continuo che attraversa i secoli e la nostra stessa percezione del mondo, il fermento silenzioso che vive nascosto sotto la superficie del freddo comincia a reclamare spazio, un movimento cauto, lieve, quasi impercettibile è sentito, osservato e riconosciuto oggi come ieri. Ovidio, seguendo il calendario giuliano, pone al 9 febbraio il principio della primavera, una data convenzionale, che parla del disgelo, del lento sciogliersi del rigore invernale, ma ancora lontana dall'equinozio. La tramontana incomincia ad arretrare per lasciare il posto a Zefiro, e Venere, cinque giorni dalle none di febbraio, si leva e riappare dal mare all'alba, mentre l'inverno e la primavera danzano insieme, la stagione più antica conduce la più giovane, guida i suoi passi, impone il ritmo, ne accompagna i gesti, ne sorregge la fragilità, la richiama a sé ogni volta che tenta un passo troppo audace. Le tracce del freddo restano profonde, come ricorda Ovidio, perché la primavera avvolta dal sonno ancora non sta del tutto sulle sue gambe.

"... O, se temeva alcun della gelata
Tramontana il rigor, goda; che fassi
Lo Zefiro a svegliare aura più grata.
L'Astro forier del giorno ormai vedrassi
Chiaro dal mar la quinta volta uscire;
E darà primavera i primi passi.
Non t'ingannar però; resta a venire,
Resta di freddo altro rigore ancora:
Lasciò il verno gran tracce in sul partire.
Venga la terza notte; ed in brev'ora
Dell'Orsa tu vedrai il pigro Custode
Ambe le piante aver cavato fuora ..."

Fasti
Ovidio
Traduzione Giambatista Bianchi di Siena

3 commenti:

  1. Nel weekend ho letto il libro di Wells, l'ho spiegato nel post precedente, e ho immaginato subito che non ti saresti lasciata scappare il 9 febbraio. Il risultato supera ogni mia modesta previsione. Segugio

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  2. Pensavo ad Anastasia e Genoveffa😃😊, se la Chiesa avesse fissato una festa liturgica il 9 febbraio ahimè per noi, le ho immaginate che gridavano: " al ladro, al

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  3. Mi è partita la pubblicazione, dicevo: " al ladro, al ladro! La percezione del movimento sotterraneo è nostra, ce l'avete rubata, non dovete sentirla voi!" Segugia

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