domenica 27 luglio 2014

Abuso

Abuso - Abate Cesare Orlandi

Abuso - Abate Cesare Orlandi

N.B. Dal commento delle amiche Ambra e Claudia mi sembra di capire che le digressioni poetiche rendano più complicata la lettura e la comprensione del testo, inizialmente provate a saltarle lasciandovi guidare dal colore della scrittura e anche dall'immagine che è il fulcro del post, forse risulterà più semplice, se così non fosse vi invito a dirmelo in modo che possa riformulare il tutto. Grazie ragazze! 

L'allegoria dell'Abuso nasce dal pessimo uso che gli uomini fanno dell'anima, del corpo e della fortuna concessegli dal Supremo Creatore; ha un abito a liste di svariati colori che indicano l'innumerevole varietà dei suoi crimini e il suo aspetto è deformato dall'empietà del suo agire; con un ghigno sorridente, senza riflettere e indolente, guarda il tempo che fugge e non torna più: 

" E pur le stolide* Alme* mal nate 
Ritrosa, o pigra tutte trapassano 
L'irrimediabile più viva etate*! " 
stolide* = Sciocche, stupide
Alme* = Anime
etate* = Età

Paolo Rolli 
Poeta - librettista

Si bea inerte nella sua gioventù, indifferente a quel che sarà:

" Sempre la solita storia? Già il chiaro mattino 
entra dalle finestre e allarga con la luce le strette fessure, 
e continui a russare quanto basti a smaltire il robusto 
Falerno*, mentre la quinta linea* è toccata dall'ombra. 
Ehi, che fai? Già da un pezzo la canicola infuriata cuoce 
le messi inaridite e ogni gregge è al riparo d'un ampio olmo, ..." 

" ... O meschino, e ogni giorno più meschino, a ciò siamo giunti? ... " 

" ... Imparate, o dissennati, a conoscere le ragioni delle cose; 
ciò che siamo, per quale vita nasciamo, il luogo 
assegnato, come e da dove aggirare lievemente la méta, 
la misura delle ricchezze, ciò cui è lecito aspirare, l'utilità 
della ruvida moneta serbata, quanto convenga donare 
alla patria e ai cari congiunti, chi volle dio che tu fossi, 
e quale il ruolo a te assegnato nella condizione umana ... " 

Falerno* = Vino prodotto in Campania 
quinta linea* = Si riferisce alla quinta linea della meridiana che segnata dallo gnomone, al 21 giugno, corrisponde alle ore 10.40, mentre al 21 dicembre, corrisponde alle ore 11.20, quindi, aiutati dai versi: " la canicola infuriata cuoce / le messi inaridite e ogni gregge è al riparo d'un ampio olmo," possiamo dire che il giovane di cui parla Persio, in estate si svegliava dopo le 10.40 del mattino. 

Satira III 
Persio 
Poeta satirico romano 

ignavo fin quando il tempo a disposizione incontrerà la fine, e il pericolo ignorato diverrà consapevolezza davanti al precipizio della vita sprecata, lasciando rammarico e pentimento al posto delle speranze naufragate:

" Benché d'Amor nel vasto Mare infido 
D'ogni giorno scorgessi infrante, e sparte* 
Su flutti galleggiare antenne, e sarte*, 
E di insepolte membra orrido il lido, 

E un fero* udissi lamentevol grido 
Di naufraghi infelici in ogni parte, 
Pur m'affidai senza governo, ed arte, 
Ove il Mar mi parca* tranquillo, e fido. 

Ma non si tosto* avea sciolto le vele, 
Che sorser congiurati a farmi guerra 
venti rabbiosi, onde mi tenni assorto. 

Sbigottito io gridava, a terra, a terra; 
Ma al franger di nemica onda infedele 
Ruppe mia fragil barca in faccia al porto. " 

sparte* = Sparse 
sarte* = Corde che nelle barche legano le vele alle antenne
fero* = feroce
mi parca* = Mi contiene
si tosto* = così veloce, rapido

Camillo Ranieri Zucchetti 
Poeta

L'abuso ha di fronte a sé un mendicante inginocchiato, e sprezzante con la mano sinistra getta in mare la sua ricchezza mostrando tutta la sua superbia che con capriccio sperpera ma non condivide, così scredita la sua nobiltà che disonora anche con l'arma che tiene nella mano destra, forgiata a scopo di difesa ma mossa con prepotenza per lo sterminio della specie umana a cui lui stesso appartiene: 

" Nascendo il mondo, a loro* il Creatore 
diede solo la vita: a noi un'anima, 
perché da un mutuo amore fossimo costretti 
a chiedere e a prestare aiuto, 
a riunire in un sol popolo gli uomini dispersi, 
a uscire dall'ancestrale foresta 
abbandonando i boschi, dimora degli avi, 
a costruire case, unendo il nostro tetto 
al focolare altrui, 
così che la reciproca fiducia 
dei vicini rendesse più sicuro il sonno, 
a proteggere in armi il cittadino 
caduto o vacillante per grave ferita, 
a lanciare segnali con la medesima tromba, 
a difenderci con torri in comune 
e dietro porte chiuse da un'unica chiave. 
Ma ormai c'è più concordia tra i serpenti. 
Ogni belva risparmia quella 
che ha macchie simili alle sue: 
quando mai a un altro leone 
tolse la vita il leone più forte? 
in quale bosco un cinghiale è spirato 
sotto i denti di un cinghiale più grosso? 
In India la tigre vive in pace perpetua 
con altre tigri feroci e l'accordo 
regna persino tra gli orsi crudeli. 
Ma all'uomo non basta forgiare 
su scellerate incudini armi di morte 
(i fabbri primitivi, 
che ignoravano l'arte 
di modellare spade, 
si limitavano a fondere sarchi, 
rastrelli e sudavano su vomeri e zappe): 
vediamo popoli che per placare l'ira 
non si accontentano di uccidere, 
ma credono che petto, braccia e volto 
siano cibo e nient'altro. 
Se oggi vedesse queste infamie umane, 
cosa direbbe Pitagora, dove fuggirebbe? ... " 

loro* = Si riferisce agli animali 

Satira XV 
Giovenale 

Calpesta i libri da cui ha imparato le preziose scienze mettendole al servizio solo di sé stesso e dei propri interessi e le insudicia raggirando gli altri alla ricerca di una vana superiorità: 

" O tu, che gli anni preziosi, e l'ore 
Ne' vani studi consumando vai, 
E sol Tesoro nell'altre Età ne fai 
Pel breve acquisto di fugace Onore; 

Veggoti già per fama altrui Maggiore, 
Maggiore in merto: Ma d'acerbi guai 
Qual messe dopo morte al fin corrai, 
Se tardi apprendi a divenir migliore? 

Ascolta, ascolta: nell'estremo giorno 
Audrà 'l tuo nome in sempiterno oblio, 
E frutto avrai sol di Vergogna, e Scorno 

Ecco, diran le genti, il pazzo, il rio, 
che di sublime chiaro ingegno adorno, 
Tutt'altro seppe, che se stesso, e Dio ... " 

P. Gio Battista Costa 
Religioso Camilliano 

" Aveva Marsia Satiro in Frigia ottenuto dalla natura tale dolcezza nel suono, che i Pastori, e le Ninfe attonite e rapite lo ascoltavano. 
Fece egli di questo dono un pessimo uso, giacché credendosi ancora maggiore degli stessi Dei, ardì porsi al confronto con Apollo, che gli offeriva (offriva) celesti doni, se ceduto avesse. Non desistendo, dal Nume vinto, fu da esso vivo scorticato, e quindi in Fiume del suo nome convertito. " 

Metamorfosi - Libro 6° 
Ovidio 

Sciarada Sciaranti

lunedì 21 luglio 2014

L'addormentato della valle

Questo è quello che rimane


" È una gola di verzura dove un fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.

Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.

I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O Natura, cullalo tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rosse ferite sul fianco destro. "

Arthur Rimbaud

La risoluzione di un conflitto non passa mai attraverso la morte; cessate il fuoco, scegliete la vita. 

domenica 13 luglio 2014

The Very Ispiring Blogger Award 2014 e Award dell'Amicizia

Ringrazio Enrico Zio del Blog Amici in allegria per due graditissimi premi: il primo è The Very Ispiring Blogger 2014


Chi vuole partecipare può

1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato;
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio;
3. Condividere sette fatti su di voi;
4. Nominare altri 15 blogger e notificargli la nomination.

Per quanto riguarda i sette fatti su di me potete leggere Very Ispiring Blogger .
Nella lista dei blogger a cui passo il premio non compaiono coloro che quest'anno mi sembra lo abbiano già ricevuto

acquadifuoco - Chicchina
Ad Maiora - Elettra
Ama e fai quello che vuoi - Mamma imperfetta
AQUARELLEN - OLIE- ACRYL EN FOTOGRAFIE VAN JOKE - Joke
Attimi - Graziana
Beatris Click - Beatris
Costanza - Antonietta
du-four-au-jardin-et-mes-dix-doigts - Claude
elf2mani - Elfi
Emozioni a colori - Ivana
Fantasie Luccicanti - Claudia
HPY - Hélène
Il calesse - Lucia
Intherainbow
La Croce Del Sud - Johakim
Luce nel cuore - Mirta
mostrelibriluoghi - Costantino
One's destination is never a place but a new way of seeing things - Kiran
pensieri, parole e immagini - Pia
Seta Fina - Stefy
Tra sogni e realta - Ambra e volontari Seneca
Turismo Lento - Carmine

Il secondo invece è L'Award dell'Amicizia


Mi sono chiesta se l'amicizia abbia delle regole ben precise da rispettare per essere ritenuta tale, me lo sono chiesta anche dopo alcune frecciate ricevute in questo mondo blogger per certe mie affermazioni di cui non è stata neanche presa in considerazione la motivazione, mi sono risposta che non seguo le regole e non so se in realtà sono una buona amica o meno, so solo che il mio modo di agire non è dettato da una fredda razionalità distaccata dal cuore, ma dal desiderio che i miei amici siano felici con se stessi a prescindere da  me o dagli altri, questo, non perché io non ci sia, ma per quelle volte che non riusciranno a percepirmi come un mantra interiore che gli dice che gli voglio bene  e che li sto stringendo in un abbraccio anche quando non condivido le loro scelte o le loro opinioni e per quelle volte che la mancanza di un gesto potrà sembrare indifferenza e non un atto di protezione.

Adesso rispondo alle 5 domande del premio e poi lo passo a tutti voi 

Perché sono blogghista?
Non ho una reale risposta per questa domanda

Cosa mi piace?
La buona fede e l'onestà intellettuale

Sogno nel cassetto?
Ho un rapporto strano con i sogni, mi piacciono quelli che sprigionano la fantasia creativa, ma non quelli nel cassetto che assorbono la vita, si realizzano per lasciarti con l'amaro in bocca o quelli illusori e fini a se stessi che rubano tempo alla bellezza che si può trovare nella realtà se solo si sa osservare.

Chi sono?
Sciarada Sciaranti nell'Anima Mundi.

Cosa non mi piace?
I critici che non hanno niente a che fare con il senso critico e che si indispettiscono e si offendono se vengono criticati da critici della loro stessa specie.

Ribadisco ormai da tempo  che i premi sono dei piccoli pensieri di apprezzamento, sono dati a livello simbolico e non per seguire una catena, chi non ha voglia di condividerli nel proprio blog  è libero di farlo senza che ciò implichi alcuna offesa o altro, ricordo inoltre che se qualcuno vuole prelevare i loghi, può farlo sul blog di Enrico.  

martedì 1 luglio 2014

" I caldi tramonti di luglio ... "


" I caldi tramonti di luglio non sono fatti per le meditazioni ascetiche. Il sole che discende rosso ... saetta i raggi orizzontali sui colli dalle forme curve, quasi muliebri, li veste di un colore roseo che par di carne. Sembra che la terra intorpidita dall’arsura diurna si risvegli come ad una nuova aurora e frema alla carezza delle fresche aure serali. Le foglie immobili cominciano ad agitarsi lente lente e il fiume, già fulgido specchio d’argento, prende il color verde degli occhi delle ondine tentatrici. Tutto si risveglia, anche il desiderio.
Le prime ore della notte, col tremulo bagliore delle stelle, con le vampe tiepide e profumate che alitano per la valle, con quel mistero della penombra dove s’indovina un fermento di amore e di fecondità, danno una molle sensazione che pare un principio di ebbrezza. Ai profondi silenzi succedono larghe vibrazioni di voluttà, e passano le lucciole a sciami sulle stoppie arse, cantano gli usignoli nelle macchie, e il fiume mormora gli ineffabili epitalami della notte. Nelle tenebre tiepide si compiono nozze misteriose, e l’amore palpita nel grembo della terra come il sangue nelle arterie dell’uomo.
È allora che il pieno disco della luna si leva e sale diffondendo la sua luce fredda sui campi deserti. Le ombre nere si allungano sui piani argentei e la corrente risplende qua e là di pagliuzze d’oro. Tutto a poco a poco si calma e riposa nella formidabile solennità della notte. "

 Brani di vita
Olindo Guerrini

sabato 21 giugno 2014

L'estate è venuta

All'interno del manoscritto irlandese Ms Rawlinson B.502, risalente al XII secolo, è conservato un poema lirico composto nella prima metà del IX secolo e attribuito al leggendario capo dei Fianna: Fionn mac Cumhaill (vedi Le voci delle colline), il quale, attraverso l'arte poetica, spiega ad un suo sottoposto che uscire per rifornirsi d'acqua è ora possibile senza più alcuna difficoltà perché l'inverno si è concluso, il freddo è passato ed è finalmente sopraggiunta l'estate (Per i celti e i loro discendenti l'anno era diviso in due parti inverno ed estate - vedi Samhain , Beltane e Litha ).



1
" L'estate è venuta, esuberante, libera,
fa incurvare il bosco ombroso;
salta la cerva, veloce, sottile,
e liscio è il percorso delle foche.

2
Dolce canzone canta il cuculo,
induce a sonni lievi;
saltellano gli uccelli sulle placide colline
e balzano gli agili cervi grigi.

3
Il caldo ha invaso la tana del cerbiatto
e i cani lanciano grida armoniose;
la spiaggia sorride, bionda distesa
che inasprisce il rapido mare.

4
Suono di folli venti sulla cima
dal nero querceto di Drum Daill;
corrono levigate mandrie di cavalli
ai quali è rifugio Cúan Caill.

5
Il verde prorompe da ogni pianta,
frondosi i cespugli nel verde querceto.
L'estate è venuta, l'inverno è finito:
agrifogli contorti feriscono i cani.

6
Il merlo, erede del bosco spinoso,
canta vigorose melodie;
il mare selvaggio stanco si riposa
e salta il salmone screziato.

7
Il sole sorride su ogni terra
allontanando il brutto tempo.
Latrano i cani, i cervi s'aggruppano,
s'addensano i corvi. L'estate è venuta. "

-

1
Tánic sam slán sóer
díambi clóen cail cíar,
lingid ag* seng snéid,
díambi réid rón rían*.

2
Canaid cuí céol mbinn mblaith,
díambi súan sáim séim,
lengait éoin cínin crúaich
ocus dailm* lúaith léith.

3
Foss n-oss* rogab tess,
gáir dess cass cúan,
tibid trácht find fonn,
díambi lond ler lúath.

4
Fúam ngaeth báeth barr
dairi duib Drum Daill,
rethid graig máel múad,
díambi dín Cúan Caill.

5
Maidid glass for cach luss,
bilech doss dairi glaiss:
tánic sam. rofáith gaim,
gonit coin cuilinn caiss.

6
Canaid lon dron dord
díambi forbb caille cerbb,
súanaid ler lonn líac,
foling íach brec bedc.

7
Tibid grían dar cach tírm
dedlai lim fris-sil snom,
gárit coin, dáilit daim*,
for-berat brain, tánic sam.

Ag, daim e oss* = Sono termini che letteralmente si riferiscono alla mucca e al bue, ma nella forma poetica metaforica alludono alla cerva e al cervo:
dam allaid - bue della foresta
oss alta - bue che salta
Rón rían* = Letteralmente - percorso delle foche - è una locuzione che denota il mare, rafforzata da rìan che in termini poetici da solo indica sempre il mare.

Solstizio Estivo

Per ulteriori informazioni

domenica 15 giugno 2014

Esordio italiano al Campionato Mondiale di Calcio 2014

Il 15 giugno a mezzanotte (ora italiana) per gli azzurri è iniziato il Campionato Mondiale di Calcio, abbiamo esordito a Manaus - Brasile con una vittoria sull'Inghilterra - 2 a 1 - marcatori Claudio Marchisio e Mario Balotelli; al di la di tutte le polemiche, viva la Nazionale Calcio Italiana che riunisce nel cuore tutti gli italiani sparsi per il mondo e fa ritrovare nella gioia uno spirito di appartenenza comune!


Logo FIGC

-
" Viva l'Italia, l'Italia liberata, 
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè. 
L'Italia derubata e colpita al cuore, 
viva l'Italia, l'Italia che non muore. 
Viva l'Italia, presa a tradimento, 
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, 
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, 
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. 
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare, 
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare, 
l'Italia metà giardino e metà galera, 
viva l'Italia, l'Italia tutta intera. 
Viva l'Italia, l'Italia che lavora, 
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, 
l'Italia metà dovere e metà fortuna, 
viva l'Italia, l'Italia sulla luna. 
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre*
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, 
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, 
viva l'Italia, l'Italia che resiste. "

12 dicembre* = Francesco De Gregori si riferisce alla reazione dell'Italia alla strategia della tensione, iniziata storicamente  con la strage di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969.

Viva l'Italia 
Francesco De Gregori


Italia - Inghilterra 
Abbraccio dei giocatori con Gigi Buffon che è rimasto in panchina a causa di una distorsione 

giovedì 12 giugno 2014

La forza dell'anello debole


" Una catena è forte quanto il suo anello più debole. "

Christiaan Barnard
Chirurgo sudafricano

" L'anello più debole è anche il più forte. Spezza la catena. "

Stanisław Jerzy Lec
Scrittore e poeta polacco



L'anello più debole è il più potente, ha il controllo di vita e di morte sulla catena, con la sua fragilità è l'unico che può scardinare lo status quo, gli altri, quelli più forti troppo impegnati a dimostrare la loro virilità non ne hanno la competenza né il coraggio ed è qui che la forza diventa debolezza e la debolezza forza. L'anello più debole è la perdita dell'equilibrio e la caduta nel caos che concepisce la ricerca di un nuovo assetto, offre una possibilità di cambiamento, è un'occasione di crescita interiore, resta solo da vedere in quali casi determina una vittoria o una sconfitta.

Sciarada Sciaranti

giovedì 22 maggio 2014

L'occhio del T-Rex


L'occhio del T-Rex

"La fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla ragione, né smussa l'appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione, migliori fantasie produrrà." 

Sulle fiabe - Albero e foglia
J.R.R. Tolkien

domenica 11 maggio 2014

" Aurea Madre "


Aurea Madre
 Dall' Orientale Raggio
Effonde  Amor

© Sciarada


Felice Festa della Mamma  a te Raggio  di Sole da me e Sorellina e tantissimi auguri a tutte le Mamme!

mercoledì 30 aprile 2014

" Un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti "

" Scrivendo sprofondo dentro le masse di acqua marina come un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti. Poi, venendo fuori, metto ad asciugare sulle rive i tesori che ho trovato; poi ragiono su come comporli, come renderli riconoscibili e identificabili. "

Dentro le parole 
Dacia Maraini


Voi riuscite a riconoscere un palombaro in questa foto?

Buon 1° Maggio

domenica 27 aprile 2014

Nel segno della santità


L'affetto che mi lega a papa Giovanni Paolo II è infinito, mi limito solo a dire che la sua santità l'ho sentita sulla mia pelle, la sua grande Anima ha sorriso alla mia donandole la leggerezza che le era stata tolta ed oggi sono felicissima di rendere omaggio a lui e a papa Giovanni XXIII che saranno canonizzati da papa Francesco alla presenza del papa emerito Benedetto XVI.

Le celebrazioni per questo storico evento sono iniziate sabato 26 aprile con la Notte bianca della preghiera ospitata nelle chiese di Roma e continueranno domenica 27 aprile con lettura della coroncina della Divina Misericordia e di alcuni scritti di papa Roncalli e di papa Wojtyla sulla misericordia, alle ore 10.00 seguirà la santa messa a piazza San Pietro che si concluderà alle 12.30, ci sarà poi libero ingresso alla basilica fino all' 1.00 di notte.



" Quelle dei due papi sono vite di speranza per tutti noi e Roma vuole vivere questo "

Cardinale Villini
vicario del Papa per la diocesi di Roma



" Il senso della mia pochezza e del mio niente mi ha sempre fatto buona compagnia, tenendomi umile e quieto. "

" Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera. Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo.
... Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: "Questa è la carezza del Papa". Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. "

Papa Giovanni XXIII


" Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani! "

Incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma
26 febbraio 2004

" Una volta che si è tolta la verità all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. "

Fides et Ratio
Papa Giovanni Paolo II


venerdì 25 aprile 2014

I tetti di Roma


"La forma vera della città è in questo sali e scendi di tetti, tegole vecchie e nuove, coppi ed embrici, comignoli esili o tarchiati, pergole di cannucce e tettoie d'eternit ondulata, ringhiere, balaustre, pilastrini che reggono vasi, serbatoi d'acqua in lamiera, abbaini, lucernari di vetro, e su ogni cosa s'innalza l'alberature delle antenne televisive, dritte o storte, smaltate o arrugginite, in modelli di generazioni successive, variamente ramificate e cornute e schermate, ma tutte magre come scheletri e inquietanti come totem. Separati da golfi di vuoto irregolari e frastagliati, si fronteggiano terrazzi proletari con corde per i panni stesi e pomodori piantati in catini di zinco; terrazzi residenziali con spalliere di rampicanti su tralicci di legno, mobili da giardino in ghisa verniciata di bianco, tendoni arrotolabili; campanili con la loggia campanaria scampanante; frontoni di palazzi pubblici di fronte e di profilo; attici e superattici, sopraelevamenti abusivi e impunibili; impalcature in tubi metallici di costruzioni in corso o rimaste a mezzo; finestroni con tendaggi e finestrini di gabinetti; muri color ocra e color siena; muri color muffa dalle cui crepe cespi d'erba riversano il loro pendulo fogliame; colonne d'ascensori; torri con bifore e con trifore; guglie di chiese con madonne; statue di cavalli e quadrighe; magioni decadute a tuguri, tuguri ristrutturati a garçonnières; e cupole che tondeggiano sul cielo in ogni direzione e a ogni distanza come a confermare l'essenza femminile, giunonica della città: cupole bianche o rosa o viola a seconda dell'ora e della luce, venate di nervature, culminanti in lanterne sormontante da altre cupole più piccole.
Nulla di tutto questo può essere visto da chi muove i piedi o le sue ruote sui selciati della città. E, inversamente, di quassù si ha l'impressione che la vera crosta terrestre sia questa, ineguale ma compatta, anche se solcata  da fratture non si sa quanto profonde, crepacci o pozzi o crateri, i cui orli in prospettiva appaiono ravvicinati come scaglie d'una pigna, e non viene neppure da domandarsi cosa nascondano nel loro fondo, perché già tanta e tanto ricca e varia è la vista in superficie che basta e avanza a saturare la mente d'informazioni e di significati. "
... " Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, - conclude, - ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile".

Palomar
Italo Calvino

mercoledì 23 aprile 2014

Dies Natalis - Anno IV


"E' il principio che muove tutte le cose," disse. 
"Nell'Alchimia è chiamato l'Anima del Mondo. Quando desideri qualcosa con tutto il cuore, sei più vicino all'Anima del Mondo, che è sempre una forza positiva."
Aggiunse, poi, che non era soltanto un dono degli uomini: tutte le cose sulla superficie della Terra possedevano un'anima, e non importava che si trattasse di un minerale, di un vegetale, di un animale o di un semplice pensiero.
"Tutto quello che si trova al di sotto e al di sopra della superficie della Terra si trasforma sempre, perché la Terra è viva, e possiede un'Anima. Anche noi ne facciamo parte ma ben di rado siamo consapevoli che essa agisce sempre a nostro favore."
L'Alchimista
Paulo Coelho

Grazie a tutti coloro che in questi quattro anni nell'Anima del Mondo hanno voluto condividere e intrecciare la loro Anima con la mia!

domenica 20 aprile 2014

" È Pasqua "


 Risurrezione di Cristo
 1611 - 1612
Pete Paul Rubens
Cattedrale di Anversa

" È Pasqua. Anche il sole stamane è arrivato per tempo; anzi, anzi, con un leggero anticipo.
Anch'io mi sento buono, più buono del solito. Siamo tutti un po' angeli, oggi.
Mi pare quasi di volare, leggero come sono.
Esco di casa canticchiando. Voglio bene a tutti.
Distribuisco saluti a destra e a sinistra.
Vorrei compiere una buona azione, ma è impossibile, poiché tutti, lo si vede dai volti raggianti, hanno questo segreto proposito.
Guarda guarda chi c'è... Il signor Antonio, il mio sarto.
Faccio un fulmineo dietro-front e mi nascondo nel primo portone che trovo.
Le automobili vanno a passo d'uomo; i treni si fermano ai passaggi a livello: ne scende il fuochista, dà un'occhiatina a destra e a sinistra e, se non c'è proprio nessuno, rimette in moto la macchina.
Anche i ladri stanno a casa a pitturare le uova per i loro bambini.
Le galline razzolano nell'aia con visibile orgoglio: è un po' la loro festa. Ma il sole non tramonta ancora che la massara le chiude nel pollaio.
«È un sopruso», esse pensano «almeno oggi un'oretta di piu! ».
La chioccia dice: Ahimè, i bambini preferiscono le uova a sorpresa... Si addormentano pensando a queste strane uova.
Chissà, col tempo riusciranno a farle anche loro.
E sognano, sognano un fanciullo pieno d'ansia, che rompe il bianco guscio. Che cosa trova?
Oh, un pulcino che recita la poesia. Il bambino batte le mani, le galline piangono in sogno, di tenerezza materna. "

Cesare Zavattini

Buona Pasqua!

Per ulteriori informazioni
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