- Buongiorno, caro chente. Ha bisogno di nulla? Sì, qualche cosa mì occorre - Benissimo. Osservi. Abbiamo un nuovo tipo di transatlantico, speciale della ditta; 36.000 tonnellate: 24 nodi all'ora; 6° scialuppe di seta... E così dicendo, Baccalà mostrava un campione di closso del mare, - No, - rispondeva, per esempio, il cliente - lo desidererei con la bandiera in cotone, perché il tipo economico non va di più. - Abbiamo per l'appunto il tipo B. che costa dici lire in meno cioè: soltanto: 36 854 620 lire. Una vera occasione. Sì questo mi va. Concludeva il commerciante. Me ne ordini, allora, una flotta e mezzo. E così, uno dopo l'altro, l'alacre Baccalà concludeva i suoi affari, guadagnandosi l'onesto pane quotidiano.
La sera del trentuno marzo, sotto un'acqua torrenziale, Pompeo Baccalà. arrivò a F.. e chiese alloggio, come d'abitudine, all'albergo del sospiro incatenato. n- Oh, buonasera, signor Baccalà. E' stato a mollo questa sera, eh?! Esclamò il direttore dell'albergo, andandogli incontro sorridendo. - Già rispose Baccalà, sono tutto un umido. Bah, vuol dire che adesso mi cambierò. Mi assegni la mia solita stanza.
Oh mi dispiace tanto - interruppe il direttore rammaricandosi. - La sua solita stanza questa sera è stata affittata a due sposi che verranno as occuparla per passarvi la loro notte di nozze. - Accidenti - disse, contrariato Baccalà. Sono fritto. Quella è l'unica camera veramente comoda. - Per questa sera, abbia pazienza. Le assegnerò la camera accanto che è la migliore delle disponibili. Va bene. Ma avendo due sposi nella camera accanto temo di passare la notte - pensò Baccalà - in bianco. Speriamo bene concluse e salì per raggiungere la propria stanza.
Poco dopo sentì picchiare all'uscio - Signor Baccalà, secco? - disse la cameriera, una bella ragazza livornese, entrando. - No, perché sono gia seccato! - rispose Baccalà alla livornese. - Scusi, volevo mettere in ordine tutto! - E così dicendo., la cameriera si pose a rassettare la stanza. - Povero signor Baccalà! Stasera sentirà che musica ci sarà nella camera attigua!... - Ed io invece... starò solo come un baccalà qualunque.
Il commesso viaggiatore in transatlantici si era da poco coricato, quando udì dei passi sulle scale. Poco dopo, gli sposi attesi entravano nella camera accanto trasformata, per l'occasione, in camera nunziale.
Baccalà attendeva da un momento all'altro di udire rumore di baci, paroline dolci, sospiri, scricchiolii... tutti quei rumori, insomma, che generalmente soglions udire in una camera di sposi la notte delle nozze. Passò un quarto d'ora, mezz'ora, due ore! Nulla ! La notte trascorse nel silenzio e nella calma più profonda. Soltanto un duplice russare che durò fino al mattino, turbò la quiete dell'Albergo del sospiro incatenato. Baccalà non sapeva spiegarsi il mistero di quel silenzio.
Il direttore dell'albergo aveva a bella posta dimenticato di prevenire Baccalà che i due sposini in questione, non erano freschi sposi, ma una coppia di vecchietti che avevano voluto celebrare le loro nozze d'oro, dormendo nella stessa camera d'albergo in cui cinquant'anni prima essi avevano trascorso la loro prima notte di nozze, la vera...
E così Baccalà, che stava sulle spine, guardando nel buco della serratura, si accorse alfine del pesce che il direttore dell'albergo gli aveva fatto per il il primo aprile, pesce che giriamo ai nostri lettori maliziosi, i quali speravano che questo racconto di Baccalà fosse salato, e invece, saranno restati di stucco fissi."