venerdì 23 settembre 2022

Di 23 l'equinozio d'autunno

" ... Se il piano dell'equatore coincidesse esattamente con quello della eclittica, cioè con quello dell'orbita della terra, ogni giorno sarebbe evidentemente seguito da una notte di eguale lunghezza. Tuttavia, a cagione della obliquità della eclittica, non vi sono che due giorni nell'anno in cui ciò avviene: e questi giorni sono il 20 di marzo e il 23 di settembre. Ne segue che il nostro anno è diviso in quattro periodi ben definiti.
L'inverno comincia il 22 di dicembre che è il giorno più breve dell'anno e continua fino al 20 marzo che è detto l'equinozio di primavera, perchè in esso il giorno e la notte sono eguali.
La primavera comincia il 20 marzo e dura fino al 21 giugno, durante il quale periodo i giorni continuano ad allungarsi alle spese della notte.
Dal 21 giugno però, che è il primo giorno d'estate, i giorni cominciano a diminuire, finché il 23 settembre il giorno e la notte divengono nuovamente eguali e abbiamo l'equinozio d'autunno.
L'autunno comincia il 23 settembre, i giorni continuano a diminuire fino al 22 dicembre, che è il giorno il più breve; dopo questo, i giorni cominciano di nuovo a farsi più lunghi.
Attualmente dunque l'emisfero settentrionale gode di 7 giorni di estate e di primavera più che non di autunno e di inverno, mentre d'altra parte l'emisfero meridionale ha 7 giorni più d'autunno e d'inverno che non di primavera e d'estate.
Questa disuguaglianza delle stagioni si deve alla maggiore rapidità con cui la terra si muove quando è al proprio perielio, cioè più vicina al sole, ciò che avviene al 31 dicembre.
Le date del perielio e dell'equinozio di primavera non sono state sempre quali sono ora, né sempre continueranno ad esserlo. Al contrario, ha luogo continuamente un movimento costante sebbene lento; l'equinozio di primavera che ora avviene nel 20 marzo, cadrà fra un certo tempo nel 19, poi nel 18 e così di seguito; il perielio, poiché ora cade nel 31 dicembre, cadrà, collo andare del tempo, nel 1° gennaio, poi nel 2 e così di seguilo. L'intervallo tra il perielio e l'equinozio di primavera va per conseguenza diminuendo, e in qualche tempo futuro coincideranno, e fra circa 21,000 anni saranno circa distanti quanto sono ora. I giorni più lunghi e i più brevi, come pure l'equinozio d'autunno, procedono naturalmente nello stesso modo dell'equinozio di primavera, e quindi gli emisferi settentrionale e meridionale godranno alternativamente di una preponderanza d'estate ... "

I tempi preistorici e l'origine dell'incivilimento - 1875
John Lubbock, Arturo Issel, Michele Lessona, Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana

Equinozio d'autunno

Alle 3.04 di questa mattina le ore di luce e di buio in perfetto equilibrio sul piatto della bilancia hanno annuniato la fine dell'estate e l'inizio della stagione autunnale.

Lieto equinozio d'autunno!

Per ulteriori informazioni

sabato 10 settembre 2022

La Luna del Raccolto annuncia l'equinozio d'autunno

Vieni un po' più vicino
senti cosa ho da dirti
solo come il sonno dei bambini
potremmo sognare questa notte a distanza

ma c'è la luna piena che splende
andiamo a ballare sotto la luce
sappiamo dove sta suonando la musica
andiamo fuori e sentiamo la notte

perché sono ancora innamorato di te
voglio vederti ballare di nuovo
perché sono ancora innamorato di te
sotto questa luna piena

quando eravamo sconosciuti
ti ho guardata da lontano
quando eravamo amanti
ti ho amata con tutto il mio cuore

ma ora si sta facendo tardi
e la luna sta salendo alta
voglio celebrarla
vederla brillare nei tuoi occhi

perché sono ancora innamorato di te
voglio vederti ballare di nuovo
perché sono ancora innamorato di te
sotto questa luna piena

Luna del Raccolto - Harvest Moon - 1992
Neil Young

Luna del Raccolto - Settembre 2022

Plenilunio in fase di completamento
 9 settembre 2022

In questo preciso istante, 11.59 del 10 settembre 2022, il nostro satellite sta completando la fase del plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno che prende il nome di Luna del Raccolto e annuncia la fine dell'estate e l'imminente arrivo della stagione autunnale; sembra che dall'antico anglosassone e dall'alto tedesco le prime tracce attestate del nome, che venne poi adottato dai nativi americani con l'arrivo dei coloni europei nel Nord America, risalgano al 1700.
La luna, che ha la caratteristica di spuntare ogni sera 50 minuti dopo rispetto al giorno precedente, in questo periodo sorge subito dopo il tramonto del sole con uno stacco giornaliero di soli 10/20 minuti in Europa e Canada e di 25/30 minuti negli Stati Uniti del Nord, per cui la maggiore illuminazione della luce lunare un tempo permetteva di completare il raccolto nei campi.
Ogni tre anni la Luna del Raccolto cade nel mese di ottobre e prende il posto di quella che solitamente è denominata Luna del Cacciatore mentre quella di settembre riacquista il titolo di Luna del Mais dato dagli abenaki; gli assiniboine la chiamano Luna Foglia Gialla, i cree Luna d'Autunno, i lakota Luna dalle Foglie Marroni,  gli ojibwe Luna delle Foglie che Cadono e i tlingit Luna Bambina.

Poiché ci troviamo nel cuore della vendemmia il plenilunio di settembre è chiamato anche Luna della Vendemmia.

Lieta Luna piena! 

Per ulteriori informazioni


giovedì 1 settembre 2022

Settembre è settembre

Settembre è settembre, è un abbraccio accogliente che sa di casa.

Sciarada Sciaranti

Battigia e spuma

" ... In quel mattino di settembre, l’anima gli si dilatava col respiro. Il giorno aveva una specie di santità; il mare pareva risplendere di luce propria, come se ne’ fondi vivessero magiche sorgenti di raggi; tutte le cose erano penetrate di sole ...
... Il settembre. È più feminino, più discreto, più misterioso. Pare una primavera veduta in un sogno. Tutte le piante, perdendo lentamente la forza, perdono anche qualche parte della loro realtà. Guardate il mare, la giù. Non dà imagine d’un’atmosfera piuttosto che d’una massa d’acqua? Mai, come nel settembre, le alleanze del cielo e del mare sono mistiche e profonde. E la terra? Non so perchè, guardando un paese, di questo tempo, penso sempre a una bella donna che abbia partorito e che si riposi in un letto bianco, sorridendo d’un sorriso attonito, pallido, inestinguibile. È un’impressione giusta? C’è qualche cosa dello stupore e della beatitudine puerperale in una campagna di settembre ... "

Il piacere - 1889
Gabriele D'Annunzio

Lieto settembre!

lunedì 15 agosto 2022

Nuvole di Ferragosto

" ... Era la mattina di ferragosto. Il primo ferragosto del dopoguerra, quello del 1945. Una settimana prima avevano scaricato su tutto quanto il Giappone la più grande delle bombe inventata dagli americani, l'atomica ...
... All'Arcella le forze religiose avevano organizzato una grande processione alla presenza di SE il vescovo Agostini e altri prelati ...
... Quella mattina di ferragosto ero là, all'Arcella. Io e Sassarone Igino ci si era seduti su un muretto di una casa tipo villetta, col cancello tutto stortato. Là gli americani e degni compari inglesi avevano mollato giù una caterva di sventole, per fortuna non atomiche, così che tante di quelle casette e ville col giardinetto erano andate distrutte con morte intiere famiglie. Si vedeva macerie ancora, dei tetti coi coppi mancanti, delle buche sui prati scavate dalle bombarde aeree. Anche la strada aveva l'asfalto corrotto da quegli anni di battaglia, che anche io avevo patito e adesso mi trovavo come un straccio e senza nessuna idea del futuro.
Adesso là facevano la processione, con tutti i preti in bianco e il vescovo tenuto sotto il baldacchino rosso e oro per il riparo dal sole ...

... Appena la processione all'Arcella è finita, con la benedizione di tutti inginocchiati, io e Igino abbiamo camminato in pressa a piedi fino alla stazione centrale. Anche là sul piazzale c'era mucchi di pietre in catasta e le finestre dell'albergo Vapore coi cartoni al posto di qualche vetro. C'era gente che arrivava coi treni e quasi tutti avevano delle valigie, che a volerle aprire certo si trovava dentro del materiale cibario da borsa nera, proibita e condannata. Ma noi due si doveva correre in questura al più presto, e non arrestre la gente. Così siamo montati sulla filovia numero uno, che era scrostata di vernice ma fra poco gli americani, dicevano, mandavano trattori e camion per rimettere in ordine la circolazione e le campagne ...

... La città era calma di ferragosto, solo dei manifesti sui muri coi partiti che ognuno diceva la sua sulla libertà riconquistata e il diritto al lavoro per tutti quanti.

Io e Igino abbiamo transitato il portico dei Molini Grèndene e siamo entrati dentro nella questura centrale e andati su negli uffici. I muri erano pieni di croste, la pittura stava venendo via con le macchie dell'umido, in terra era pieno di cicche, come che non si faceva la pulizia da un anno. Sulle scale c'era gente che parlottava, uno che voleva sapere se suo figlio l'avevano portato là, un altro che diceva di essere un avvocato. Anche il giorno di ferragosto nel dopoguerra, a mezzogiorno passato c'era tanta gente che andava e veniva per i corridoi, parenti di arrestati o questurini, oramai avevo fatto pratica e li riconoscevo a distanza ... "

Vendetta all'italiana - 1978
Gino Pugnetti

Nuvole di Ferragosto

Con l'augurio che il cielo possa schiarirsi e le popolazioni in guerra possano ritrovare la pace, grazie e lieto Ferragosto a tutti!

mercoledì 10 agosto 2022

Lo sciame delle Perseidi

Il radiante, di quel meraviglioso sciame meteorico che allieta le calde notti di agosto e a cui la tradizione affida i desideri, proviene, per un effetto prospettico, dalla Costellazione di Perseo; alle 3.00 di questa mattina si trovava già sopra l'orizzonte per offrire lo spettacolo delle Περσείδαι/Perseidai - Perseidi. Il picco della loro visibilità verrà raggiunto la notte tra il 12 e il 13 di agosto; se vi va guardate il cielo orientati verso Nord-Est. 

Costellazione di Perseo

Costellazione di Perseo

" ... e di una storia appena sbocciata rimase un quadro intitolato, chi sa perché, Le Perseidi. Le Perseidi sono le stelle cadenti del mese di agosto (stelle cadenti ce n'è tutto l’anno, contrariamente a un'opinione popolare), ed era agosto quando lui mi aveva parlato di totalità e io di peccato. Nel quadro c'erano un immenso cielo stellato e una piccola fanciulla nuda che si smarriva guardando nell'alto. Si dice che i desideri vengono esauditi se uno li esprime quando la scia di una meteora precipita dall’infinito. Tutti e due ci eravamo afferrati a una speranza (anch'io, ma senza saperlo) e la speranza si era realizzata per un tempo troppo breve: dopo uno spolverio di luce, era scomparsa nel tenebrore della notte eterna. Le Perseidi svaniscono negli spazi siderali ... "

Il battello smarrito
Giampaolo Rugarli

Lieta Notte di San Lorenzo!


mercoledì 13 luglio 2022

Superluna del Cervo

Superluna del Cervo - 13 luglio 2022 - Sciarada Sciaranti

Superluna del Cervo - 13 luglio 2022 

" Giù per gli erti dirupi e per le orrende
Gole e l'interminabile pianura
Si sbaraglia, s'agglomera, si stende
L'antica selva, paurosa e scura.

La selva antica di querce giganti,
Di tetri pini, di spettrali abeti,
Tutta viva di aneliti secreti,
Tutta viva d'occulte acque sonanti.

Quando nell'alto solitaria spia
La luna il sideral volo dell'ore,
E per le cupe ambagi erra un albore
Blando, come di sogno e di malia;

Dalla più folta macchia, appiè del monte,
Balza, né sasso o tronco lo distorna,
Un cervo a cui, fra le ramose corna,
Splende una stella radiosa in fronte... "

La caccia disperata
Arturo Graf

Superluna del Cervo - 13 luglio 2022 - Sciarada Sciaranti

Superluna del Cervo - 13 luglio 2022

Alle 11.09 di questo caldo 13 luglio 2022 la luna ha toccato il perigeo a 357.263 chilometri dalla Terra.
Alle 20.37 è entrata nella fase di plenilunio a una distanza di 357.418 chilometri.
Alle 21.20 è sorta a Sud-Est, avvolta a sinistra dalla costellazione del Capricorno, a destra dalla Teiera della costellazione del Sagittario, in basso dalla costellazione della Corona Australe e in alto dalla costellazione dell'Aquila; potrà essere osservata in tutta la sua luminosità, insieme al passaggio della Stazione Spaziale Internazionale che ospita la nostra Samantha Cristoforetti, e sarà possibile seguirla per tutta la notte lungo il suo percorso che procede verso Sud-Ovest fin quando tramonterà intorno alle 5.00 - 6.00 del mattino.
Nelle terre dei nativi americani il plenilunio di luglio era chiamato Luna del Cervo poiché in questo mese i palchi dei cervi maschi raggiungono la loro massima dimensione e sono sfoggiati per la stagione degli amori; nella tradizione degli Anishinaabe il plenilunio era denominato Luna di Bacche, gli Algonchini e gli Ojibwe lo chiamavano Luna di Lampone, i Cree Luna Muta e i Tlingit Luna di Salmone. I temporali che si susseguono durante questo mese le hanno attribuito il nome di Luna dei Temporali o Luna del Tuono.


Lieto plenilunio di luglio!

martedì 28 giugno 2022

La Barca di San Pietro

" Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. "

Matteo 4,18-22

Vocazione di Pietro e Andrea - Predella della Tavola della Maestà, 1308 -1311 - Duccio di Buoninsegna  - Galleria Nazionale d'Arte - Washington

Vocazione di Pietro e Andrea - Predella della Tavola della Maestà
1308 -1311
Duccio di Buoninsegna 
Galleria Nazionale d'Arte -Washington

Il 9 giugno del 1311 la Maestà, dipinta tra il 1308 e il 1311 da Duccio di Buoninsegna, viene posta sull'altare maggiore del Duomo di Siena.
Nel 1506 viene rimossa e nel 1771 la ritroviamo nella chiesa delle Carceri di Sant'Ansano a Castelvecchio di Siena dove è divisa in più parti, alcune delle quali sono state perse.
Nel 1795 i pannelli più grandi ritornano al Duomo di Siena per poi essere conservati in museo nel 1878 mentre le predelle e le cuspidi seguono altre vie.
Nel 1879 la Vocazione di Pietro e Andrea entra a far parte della collezione di Giuseppe e Marziale Dini a Colle di Val d'Elsa e nel 1886 è venduta a Robert Henry ed Evelyn Holford per essere esposta a Buckhurst Park nel Sussex.
Nel 1927 è acquistata dalla galleria d'arte Duveen Brothers Inc per poi essere rivenduta nel 1929 a Clarence H. Mackay.
Nel 1934 passa alla Fondazione di Samuel H. Kress che nel 1939 la dona al Museo Nazionale di New York.

Nella composizione della Vocazione di Pietro e Andrea, Duccio di Buoninsegna segue la tradizione bizantina, Gesù incoronato dall'aureola riccamente decorata occupa la parte sinistra del dipinto davanti a una roccia incrinata dal respiro gotico che si espande sul fondo aureo; con la mano destra protesa chiama a sé i due apostoli che nei loro abiti riprendono i colori della tunica di Cristo e, in una tonalità più tenue, del suo mantello, sono occupati a tirar su la rete della pesca miracolosa nel lago di Tiberiade in una barca dalla prua arricciata che sembra priva di peso come i pesci rimasti nell'acqua. Simon Pietro più prossimo a Cristo è a lui rivolto con la mano destra atta al saluto mentre l'attenzione di Andrea sembra essere assorbita più dal lovoro.

" Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. "

Giovanni 21,1-14

Acqua sorgiva, albume e fiasco per la Barca di San Pietro

Acqua sorgiva, albume e fiasco per la Barca di San Pietro

Simone dall'ebraico שמעון/Šim'ôn - colui che ascolta, in greco antico diventa Σίμων/Simon; Gesù in aramaico lo chiama פטרוס/kêpā - roccia e in greco antico diventa Κηφᾶς/Kephas, lui è l'uomo che noi sulla scia di san Paolo conosciamo come Πέτρος/Pétros - Pietro, la πέτρα/pétra - pietra su cui si fonda la Chiesa cristiana che trova la sua massima espressione architettonica nella Basilica di San Pietro a Roma.
In Friuli, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino, Toscana, Veneto, il suo culto venne diffuso dai benedettini il cui ordine, uno dei primi a essersi formato, nacque nel 529 con la fondazione del cenobio di Montecassino voluto da san Benedetto da Norcia autore di quella regola monastica che fu adottata da molti altri ordini religiosi e da cui nasce il motto Ora et Labora - Prega e lavora.
In questi luoghi il mestiere di san Pietro, ai cristiani che lavoravano la terra, suggerì un rituale folkloristico che divenne lo spazio in cui poter riversare e allentare l'ansia cercando di ricevere presagi sul tempo che gioca un ruolo fondamentale sulla buona riuscita del raccolto fonte primaria e vitale di sussistenza; parliamo della Barca di San Pietro:
La notte tra il 28 e il 29 giugno, vigilia della Festa di San Pietro e Paolo patroni di Roma, si prendeva un fiasco di vetro trasparente e lo si riempiva con acqua sorgiva, si aggiungeva un albume d'uovo che a causa della sua densità, maggiore rispetto a quella dell'acqua, si depositava sul fondo e così preparato, il fiasco si poneva all'aperto esposto verso est in modo che potesse assorbire la rugiada fino al giungere dei primi raggi di sole.
La credenza popolare sosteneva che San Pietro soffiando all'interno del fiasco avrebbe dato le sue indicazioni sul tempo facendo assumere all'albume la forma della sua barca, se il 29 giugno le vele si mostravano spiegate san Pietro prevedeva tempo propizio, se invece le vele erano chiuse san Pietro annunciava tempo sfavorevole al raccolto. Il rito si estese coinvolgendo in seguito la Festa del 24 giugno in cui la barca del pescatore d'anime San Pietro fu " prestata " al Battista per divenire anche Barca di San Giovanni.
La Barca di San Pietro è una tradizione che per fortuna si cerca di mantenere in vita ancora oggi pur disponendo dell'attendibile comodità delle previsioni meteorologiche, e pur essendo consapevoli che il fenomeno è dovuto all'acqua che riscaldandosi, con il calore che proviene dalla terra, sale verso l'alto trascinando con se i filamenti dell'albume.
A chi volesse sperimentarare il rito, per non sprecare acqua e albume, suggerisco di riutilizzare il miscuglio per bollirci dentro la pasta o per preparare la pastella per la frittura.

Fiasco della Barca di San Pietro

Fiasco per la Barca di San Pietro 

" ... Il ricordo più spensierato della mia infanzia, a parte il Natale, è indubbiamente legato alle vacanze. A casa mia vigeva una tradizione. Si partiva il giorno dopo la festa dei santi Pietro e Paolo. Lo ricordo perfettamente, perché la notte prima, come ogni anno, mettevamo sulla finestra un vaso pieno d’acqua con tre albumi d’uovo per fare la barca di san Pietro, per me uno dei misteri più ostici da digerire dopo quello della Trinità. Bisognava aspettare tutta la notte. All’alba si tirava su la tapparella per vedere se era avvenuto il “miracolo”. Se l’albume si era trasformato in un veliero (sì, lo so che san Pietro in realtà avrà avuto una barchetta sfigatissima, ma per mia madre aveva un veliero), allora si prospettava un anno pieno di meraviglie, in caso contrario, era una tragedia. La mamma non era mai contenta del risultato: un anno mancava una vela, un anno ce n’erano sei ma mancava la barca, un altro ancora mancavano i remi ... "

L'altra parte di me
Alfonso Signorini

Domani mostrerò il risultato


29 giugno 2022

Ecco la Barca di SanPietro 

Fiasco della Barca di San Pietro

Barca di San Pietro

Veliero di San Pietro

Guardando il fiasco da quest'ultima angolazione mi si è stravolto tutto l'effetto ottico che avevo conquistato al primo impatto e ho visto l'umile e piccola barchetta di san Pietro nella parte destra della foto circondata dalla Niña, la Pinta e la Santa Maria di Colombo.

Lieta Festa di San Pietro e Paolo e tantissimi auguri a chi oggi festeggia anche l'onomastico!

 Video Youtube

venerdì 24 giugno 2022

Il Comparatico di San Giovanni

S. Giovanni, consacrando i mutui affetti, li purifica, li esalta, ne fa delle parentele spirituali. Nella mente del popolo, questo del s. Giovanni è il comparatico per eccellenza, ond'è che, nel nostro uso, s. Giovanni è sinonimo di Compare e di Comparatico; e la violazione di siffatto legame, santo non men di quello stabilito coi sacramenti del battesimo, della cresima e del matrimonio, è ritenuta più che mai sacrilega e meritevole di terribili castighi (Ved, Arch, tra, pop. Vol. I, pag. 214.) Materia del rito sono i fiori che, per sé stessi, in quel giorno, sono qualcosa di sacro; e l'ordinario è che il mazzolino (ramajjétté), mandato nel dì di san Giovanni, sia ricambiato in quello di s. Pietro. Ma non manca il caso che i mazzi - ji matte - si ricambino nello stesso giorno (Castiglione a Casauria). Altri modi di comparatico:

a Due giovanetti o giovanette, scambiatisi prima i fiori, e uniti co' diti mignoli di un lato, girano così tre volte intorno all'altare maggiore della chiesa in cui si celebra la festa, dicendo:

Cummar' e ccumbare,
Nghe ssan Giuvanne care,
La féda che tt'attocche
Nne' la huastà' ca vjie a la morte.
Catenélla, catenélle,
Nne' la huasta ca vjie a le 'mbèrne (Palena).

Similmente in Lanciano, dove l'ultimo verso varia in Chi le stucche va a lu 'mbèrne...

... Chi chiama una persona, tre volte " compare", divien compare davvero, "perché centra il s. Giovanni"; e sarebbe peccato non prendere la cosa sul serio. (s. Eusanio, Lanciano)

Curiosità popolari tradizionali
Giuseppe Pitrè

Il Sangiovanni - Il Comparatico

Comare dal latino cummater composto da cum - con e mater - madre
Compare dal latino cumpater composto da cum - con e pater - padre

San Giovanni non vuole inganni recita il proverbio e veglia su quelle due magnifiche espressioni del sugello d'amicizia, di solidarietà e di affinità spirituali che prendono il nome di madrina e di padrino e che vengono sacralizzate sotto la tutela di san Giovanni il giorno della sua festa costituendo il Sangiovanni o che dir si voglia il Comparatico, legame indissolubile di rispettoso e reciproco amore che dura per la vita.

La notte tra il 23 e il 24 giugno a Roma, attorno alla Basilica dedicata al santo, si accendevano i fuochi purificatori e chi voleva sancire un Sangiovanni saltava insieme alla propria compagna o al proprio compagno sopra i tizzoni ardenti.

Nelle Marche si inviava un mazzetto di erbe alla prescelta o al prescelto con un invito che recitava:

Il mazzetto è piccolo,
l'affetto è grande,
vi chiedo per comare
di San Giovanni

E la risposta ritornava la notte tra il 28 e il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo:

Il mazzo è piccolo,
l'affetto è segreto,
vi accetto per comare
di San Pietro.

In Calabria ci si scambiava lo zitiellu, un bambolotto dotato di fasce e cuffia composto con un mazzo di erbe aromatiche e fiori in cui dovevano essere compresi il puleggio, due garofani bianchi per formare gli occhi e un garofano rosso per formare la bocca; dopo la benedizione in chiesa e la processione, che seguiva la statua del santo, le comari e i compari mangiavano una foglia del puleggio prelevato dal bambolotto.

In Sicilia la tradizione ritualizzava 24 comari e compari che si scambiavano regali e festeggiavano con le reciproche famiglie.
A Caccamo in provincia di Palermo i cumpari e Sangiuvanni, che potevano scegliere se praticare il loro rito il giorno di San Giovanni o il giorno di San Pietro, scioglievano del piombo in un recipiente affinché metaforicamente diventassero un tutt'uno nell'amicizia e recitavano questa formula:

San Giovanni vucca d’oru
quantu e beddu u vostru nomu
Santu Petru vucca d’argentu
siti beddu comu lu ventu.

Anche a Lercara Friddi in provincia di Palermo si scioglieva il piombo, veniva poi gettato in un recipiente pieno d'acqua e la forma in cui si solidificava dava alle comari informazioni sulla sorte di ciò che gli interessava. Le due comari si staccavano tre capelli li ingarbugliavano nelle mani e poi li gettavano in mare o li bruciavano dicendosi:
 
- Cummari finu a unni?
- Cummari pi sempri

Invece in provincia di Enna, a Barrafranca le due cummari o i due cumpari si posizionavano uno di fronte all'altro e si scambiavano questa formula:

E cumpari a sangiuvannisa cc’avimmu nni spartimmu
e s’avimmu ‘na favuzza
nn’a spartimmu menza l’unu.

Poi uno diceva:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

e l'altro rispondeva:

Ossa!

il primo continuava con:

E nni jammu nni la fossa!

e il secondo chiedeva:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

il primo rispondeva:

Risu!

il secondo continuava:

E nni jammu ‘n Paradisu!

e concludevano con:

Cumpari simmu e cumpari ristammu… sputa ‘nterra!

In Sardegna gli innamorati - compari e comari di san Giovanni portavano in chiesa due vasi in corteccia di sughero di germogli di grano, per associare la fertilità della natura con quella umana. A Orzieri, come a Roma, chi voleva stringere un comparatico saltava sui falò alimentati con le stoppie di grano, tenendone insieme un rametto per le estremità e recitando questa formula rituale:

Comares e compares de su fogarone
Comares e compares de Santu Giuanne
Comares e compares de sa pira camujina
Comares e compares de sa milingiana
Comares e compares de su inu

o anche

Comares e compares de sos fogarones
Comares e compares de su pilinginu
A bois sa tatza, a mie su inu

Si facevano poi i reciproci auguri:

Compa’, Coma’, a chent’annos

Il Sangiovanni nello specifico può riguardare:

Il battesimo in cui durante il rito la comare o il compare prende in braccio il neonato; recita il credo scandendo bene le parole, gli fa indossare il dono che ha scelto per lui e si prende la responsabilità di accudirlo se mai dovesse perdere i genitori.
Comare per le neonate, compare per i neonati è anche chi poi a casa, dopo il battesimo, effettua il primo taglio delle unghie o dei capelli.

La cresima in cui durante il rito la comare o il compare lega un nastro al braccio del cresimato e gli fa un regalo.

Le nozze in cui  la comare e il compare hanno il compito di custodire e consegnare le fedi e di seguire nel loro percorso gli sposi.

Un tempo comare diventava anche chi perforava i lobi delle orecchie alle bambine che avevano compiuto sette mesi.

Lieta Festa di San Giovanni a tutti!

Per chi è interessato

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