A sei giorni dalla Pasqua il Lunedì Santo ci conduce a Betania, un villaggio alle porte di Gerusalemme, entriamo nella casa di Marta, Maria e Lazzaro, un luogo di amicizia e accoglienza, in netto contrasto con l'ostilità crescente che circonda Gesù. Durante la cena, nella semplicità di un momento condiviso, accade qualcosa che cambia il senso di ciò che si sta vivendo. Maria si avvicina portando con sé un profumo prezioso, nardo puro, lo versa sui piedi di Gesù e poi li asciuga con i suoi capelli, l'essenza si diffonde in tutta la casa, e trasforma quell'istante in un'esperienza che coinvolge tutti. Nella cultura del tempo l'unzione è un segno di onore e ospitalità, ma appartiene anche all'atto della sepoltura in cui con rispetto e amore si prepara il corpo per l'ultimo passaggio, ed è questo che Maria coglie, il tempo di Gesù sta per compiersi. Giuda, seguendo una logica sensata, ma incapace di andare oltre e di riconoscere ciò che non si può ridurre a calcolo, osserva: «Perché quest’olio profumato non si é venduto per trecento danari per poi darli ai poveri?» (Giovanni 12,5). Gesù, sa che Maria ha intuito e dice: «Lasciala fare,ha fatto questo in vista della mia sepoltura... » (Giovanni 12,7).
Lieto Lunedì Santo
Ecco il reel sull'accensione della candela del Lunedì Santo
Per ulteriori informazioni



Le foglie secche dell'ulivo, paiono spine e starebbero bene in un braciere.
RispondiEliminaIl tuo accompagnarci alla Pasqua è delizioso, grazie!
Ciao Sciarada.
Posso citarti, giorno per giorno, nel blog pasquale?
EliminaSplendida Sari grazieeee, bellissimo la tua metafora sulle foglie d'ulivo!
EliminaCeeerto che puoi citarmi nel tuo meraviglioso blog pasquale che quest'anno, purtroppo, non ho potuto ancora visitare, bacio!