giovedì 28 agosto 2014

mercoledì 20 agosto 2014

" Se mi cerchi nel cuore, io nel tuo cuore vivrò "



Felice compleanno


" Quando l'amicizia 
Ti attraversa il cuore, 
Lascia un'emozione, 
Che non se ne va. 

Non so dirti come, 
Ma succede solo 
Quando due persone 
Fanno insieme un volo. 
Che ci porta in alto, 
Oltre l'altra gente, 
Come fare un salto 
Nell'immensità 
E non c'è distanza, non c'è mai 
Non ce n'è abbastanza, se
Se tu sei già dentro di me, 
Per sempre 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 
In qualunque posto sarai, 
Ci ritroveremo vicino, 
Stretti l'uno nell'altro, 
Oltre il destino 

Su qualunque strada, 
In qualunque cielo, 
E comunque vada 
Noi non ci perderemo. 
Apri le tue braccia, 
Mandami un segnale, 
Non aver paura, che ti troverò 
Non sarai mai solo ci sarò 
Continuando in volo che, 
Che mi riporta dentro te 
Per sempre 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 
In qualunque posto sarai, 
Non esisteranno confini 
Solamente due amici 
Più vicini 

Credi in me, 
Non avere dubbi mai, 
Tutte le cose che vivi 
Se sono vere come noi, 
Lo so, tu lo sai 
Che non finiranno mai 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Se mi cerchi nel cuore, 
Io nel tuo cuore vivrò 
In qualunque posto sarai, 
Ci ritroveremo vicino, 
Stretti l'uno nell'altro, 
Oltre il destino! 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. "

Le cose che vivi
Laura Pausini

mercoledì 13 agosto 2014

Feriae Augusti

Sextilis che in origine è il sesto mese del calendario lunare di Romolo, con il rimaneggiamento del 713 a.C., con l'aggiunta di Ianuarius e Februarius diventa l'ottavo mese nel calendario di Numa Pompilio e nell'8° secolo a. C. con la lex Pacuvia de mense sextili perde anche il suo nome originale perché viene dedicato a Gaio Giulio Cesare Ottaviano che il 16 gennaio del 27 a.C. è incoronato Imperatore dal Senato romano con il titolo di Augusto proposto da Lucio Munzio Planco sulla scia delle Grandi Madri d'Oriente:

l' Atargatis siriana - dea pesce Atar, patrona della fertilità e del lavoro dei campi
l'Inanna sumera - dea della fecondità, della bellezza e dell'amore
l'Ama Terasou Oho Mi kami giapponese - dea solare - grande e augusta dea che brilla in cielo

alle quali ci si rivolge con l'appellativo di Augusta ravvisabile nella radice del verbo augeo/accresco - rendo insigne a indicare colei che è forte

"Mi accingo a cantare alla Terra, Madre universale dalle solide fondamenta,vecchia venerabile, che nutre quanto si trova sulla superficie di essa. Da te procede la fecondità e la fertilità, o Sovrana!, e da te proviene dare e togliere la vita agli uomini mortali. Beato colui al quale tu, benevola, rendi onori; questi ha tutto in abbondanza ... dea augusta, generosa divinità! Salve, Madre degli Dei, sposa del Cielo stellato! Concedimi una vita felice come premio al mio canto! D’ora in poi mi ricorderò di te nei rimanenti canti."

Inno alla Terra Madre del Tutto
Inni Omerici

Agosto Palazzo Schifanoia - Ferrara 1468 - 1470 Cosmè Tura (attribuito)

Agosto
Palazzo Schifanoia - Ferrara
1468 - 1470
Cosmè Tura (attribuito)

Sextilis - Agosto, secondo un'ipotesi alquanto traballante, sarebbe il mese in cui nell'antica Roma i contadini si sarebbero dedicati finalmente al meritato riposo estivo e ai festeggiamenti per il buon raccolto effettuato dopo l'estenuante lavoro nei campi; nel 18° a.C. Ottaviano, in ricordo della presa di Alessandria d'Egitto e della sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra, per propaganda politica atta a conquistare il ben volere del popolo, avrebbe istituito il 1° agosto le Feriae Augusti - Riposo di Augusto, costituendo un corpo unico con le altre feste del mese in cui ci si asteneva dal lavoro all'insegna dell'allegria, si partecipava ai banchetti e si ricevevano mance e regali da parte dei padroni in cambio degli auguri con il fine di propiziare il benessere dei campi, ma  in realtà tutto ciò non trova un riscontro storico nelle fonti e la locuzione Feriae Augusti contratta in Ferragosto è attestata solo in epoca cristiana.
Nel 7° secolo, 6 secoli dopo la morte di Ottaviano Augusto, il 15 agosto apre le porte alla celebrazione dell'Assunzione della Vergine Maria ( vedi Assunzione di Maria ) che incontra la locuzione Feriae augusti in riferimento alle Ferie di agosto cristiane, e in divenire  per evoluzione linguistica si contrae in  Ferragosto.
Tra il 1922 e il 1943, le associzioni del dopolavoro delle diverse corporazioni promuovono le gite fuori porta con l'attivazione dei Treni di Ferragosto che a prezzi basici permettono ai meno abbienti di raggiungere il mare, la montagna e le città d'arte vicine, innescando così il rito del pranzo a sacco e delle grigliate conviviali.

Le più importanti ferie del mese di Agosto nell'antica Roma, per l'affluenza di pubblico, erano:

La Dedicatio del Tempio di Diana sull'Aventino - il 13 di agosto veniva celebrata la Diana sovrana delle selve, custode delle sorgenti, degli animali selvatici e guaritrice; si crede che schiavi e patrizi senza distinzione di ceto si recasserono insieme al tempio presso il lago di Nemi per i rituali votivi.

"Quale ne' plenilunii sereni
Trivïa ride tra le ninfe etterne
che dipingon lo ciel per tutti i seni,"

Paradiso - Canto XXIII
Dante Alighieri

" Noi caste fanciulle e noi illibati fanciulli siamo in protezione di Diana: noi dunque puri fanciulli e noi intemerate verginelle Diana Cantiamo. O Latonia, del sommo Giove alta figliuola, cui la madre partorì presso un ulivo dell'isola di Delo, acciò tu fossi diva custode de' monti e delle verdeggianti selve, e de' reconditi boschi e risonanti fiumi. Tu nelle doglie di quelle che vengono in sul parto, sei detta Giunone Lucina; tu sei la potente Trivia, e sei detta Luna risplendendo d'un lume non tuo. Tu pure o Diva percorrendo l'annuo cammino del sole nel mensuale tuo corso riempi le rustiche case degli agricoli di buone ricolte. Per qualunque nome siati un piacere d'esser chiamata, santa Dea rimani con noi; e, mercè la buona tua protezione, conserva, come sei pur usata, l'antica gente di Romolo. "

Inno a Diana
Caio Valerio Catullo

Diana e Cupido 1761 Pompeo Girolamo Batoni

Diana e Cupido
1761
Pompeo Girolamo Batoni

Le Vinalia rustica o altera - erano le celebrazioni del 19 e del 20 agosto in cui il flamen dialis, sacerdote romano preposto al culto, insieme alle primizie della raccolta dell'uva offriva un agnello a Giove e a Venere nel rito propedeutico dell'auspicatio vindimiae che propiziava l'abbondanza dell'imminente vendemmia attuata dai contadini il 23 di agosto.
Il 23 di aprile invece Le Vinalia erano urbana o priora e onoravano il raccolto d'uva dell'anno precedente, trasformato in vino nuovo, con offerte a Giove.

Le Consualia - feste arcaiche risalenti a Romolo ricordavano Consus il dio ctonio - sotterraneo delle messi, del seme di grano, dei Consigli segreti e dei Concili, nume tutelare dei raccolti, dei granai e delle provviste, era festeggiato il 21 di agosto con l'illuminazione dell' Ara Consi nel suo tempio ipogeo al Circo Massimo, con le corse dei muli e la sfilata degli animali da soma bardati con ghirlande di fiori, di cui possiamo trovare traccia nell'odierno Palio dell'Assunta di Siena.
Le Consualia si celebravano anche il 15 dicembre e come spiega Tito Livio, durante i festeggiamenti, agli albori della nascita di Roma, avvenne il famoso " Ratto delle Sabine"

" predispose ad arte solenni giochi in onore di
Nettuno equestre, giochi cui diede nome di
Consuali. ... Accorse un gran numero di
persone, anche per la curiosità di vedere la
nuova città, e particolarmente i più vicini: i
Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne
anche, praticamente al completo, con mogli e
figli, la popolazione dei Sabini. "

Ab Urbe condita
Libro - I, 9
Tito Livio

Opiconsivia - festa del 25 agosto che onorava Ops - Opis, primigenia dea Madre della terra fertile, della ricchezza agraria e della munificenza, dea tutelare di Roma, senza averlo concepito con un dio o con un uomo ebbe un figlio che presiedeva la vegetazione in un ciclo di nascita, morte e rinascita, fu sposa di Consus ( da cui consivia - che semina) in alcune versioni e di Saturno in altre, veniva raffigurata con la cornucopia, lo scettro e le spighe di grano ( vedi Abbondanza )
La festa dedicata a Ops era proposta anche il 19 dicembre con il nome di Opalia al terzo giorno dei Saturnalia

" Si dice che Opi sia moglie di Saturno
tramite lei si esplica la terra,
poiché la terra distribuisce tutti i beni
al genere umano. "

Sesto Pompeo Festo

A lei erano dedicati un tempio sul Campidoglio, uno nel Foro e un sacrario nella Regia del Foro, accessibile solo al Pontefice Massimo e alle vestali.

Ops 1630 - circa Pieter Paul Rubens

Ops
1630 - circa
Pieter Paul Rubens

Ferragosto dunque, giorno in cui Sirio incomincia a esser visibile fin dall'albeggiare, ne ha fatta di strada per giungere a noi come festa di mezza estate, con le sue gite fuori porta tra il fuoco dei falò, l'acqua dei ruscelli e del mare, in un rito simbolico di purificazione e rigenerazione.

Buon Ferragosto a tutti

"Al tempo di Ottaviano imperatore, i senatori, vedendolo così magnifico, perché ai loro occhi non aveva uguali, e latore di tanta prosperità e di tanta pace che l'intero mondo gli porgeva tributo, dissero che lo volevano adorare, che in lui vi era santità, e che se ciò non fosse stato vero, egli non avrebbe avuto prosperità in ogni cosa. Ottaviano parlò, e chiese ai senatori un termine, e fece chiamare a sé la Sibilla Tiburtina, e tutto quello che avevano detto i senatori, egli riferì alla Sibilla. La quale chiese un termine di tre giorni. E la Sibilla digiunò tre giorni in quel palazzo, e poi rispose ad Ottaviano e disse: "Misericordia o imperatore, questo è il segno del giudizio. Il tuo sudore [Il tuo operato] rifonderà la terra. Dal cielo deve venire il re del mondo, forse a te è data licenza di vederlo". E in quell'istante il cielo si aprì, e su di lui discese una gran luce, ed Ottaviano vide in cielo una giovane donna incoronata di splendido aspetto su di un altare molto bello, e teneva in braccio un bambino. Ed Ottaviano ne ebbe gran meraviglia, ed udì una voce che così diceva: "Questo è l'altare del figlio di Dio". Ed Ottaviano si gettò immediatamente a terra e adorò Cristo. Poi raccontò questa visione ai senatori, e costoro se ne meravigliarono molto. Questa visione ebbe luogo nella camera di Ottaviano imperatore là dov'è la chiesa di Santa Maria in Campidoglio, e da allora innanzi fu chiamata Santa Maria in Ara Coeli."

Quando Ottaviano ebbe la visione in cielo.
Miracole di Roma
Anonimo

martedì 5 agosto 2014

Uno sguardo dal Palatino


Attraverso la macchina fotografica purtroppo non è possibile rendere tutta la bellezza di questa stampa che si trova all'interno dell' ospedale Odontoiatrico George Eastman di Roma, ha una dimensione originale di circa 1 metro di altezza x circa 3 metri di lunghezza ed è composta da 4 sezioni che nell'intero raffigurano uno scorcio del Foro Romano visto dal Palatino:
la prima sezione comprende il Tempio di Antonino e Faustina risalente al II secolo, al suo interno tra il VII e il XI secolo fu costruita la chiesa di San Lorenzo e Miranda, di fronte si trovano i resti della Regia un complesso di edifici tra i più antichi del Foro, la parte che si è conservata dovrebbe essere l'abitazione originaria (successivamente venne spostata) del Rex sacrorum - magistrato addetto alla sacralità durante l'età repubblicana;
la seconda sezione mostra il Tempio del Divo Romolo dedicato dall'imperatore Massenzio al figlio Valerio Romolo morto prematuramente, il tempio addossato alle spalle dell'abside della chiesa dei Santi Cosma e Damiano fu ricavato dall'ingresso rotondo del Tempio della Pace, di fronte c'è la Sacra via Summa che lo separa dai resti delle case di età repubblicana;
la terza sezione incornicia o per meglio dire taglia la Basilica di Massenzio risalente al IV secolo, fu iniziata da Massenzio e finita da Costantino I, di fronte si intravedono i resti delle Insule di epoca tardo-repubblicana - palazzi quadrangolari a più piani con un cortile interno, i locali del pianterreno venivano usati per le botteghe e quelli superiori per le abitazioni;
la quarta ed ultima sezione mostra la chiesa di Santa Maria Nova o Santa Francesca Romana ( l'ingresso non è accessibile dal Foro) costruita nel IX secolo con un bellissimo campanile postumo del XII secolo, all'interno, oltre le reliquie di santa Francesca Romana, è conservata anche l'icona della Madonna Glycophilousa - Madonna della dolcezza, risalente al V secolo.

sabato 2 agosto 2014

Grande Madre


Grande Madre tu
primordiale matrice
Stato di grazia

© Sciarada Sciaranti

Felice giorno Raggio di Sole da me e Sorellina!

domenica 27 luglio 2014

Abuso

Abuso - Abate Cesare Orlandi

Abuso - Abate Cesare Orlandi

N.B. Dal commento delle amiche Ambra e Claudia mi sembra di capire che le digressioni poetiche rendano più complicata la lettura e la comprensione del testo, inizialmente provate a saltarle lasciandovi guidare dal colore della scrittura e anche dall'immagine che è il fulcro del post, forse risulterà più semplice, se così non fosse vi invito a dirmelo in modo che possa riformulare il tutto. Grazie ragazze! 

L'allegoria dell'Abuso nasce dal pessimo uso che gli uomini fanno dell'anima, del corpo e della fortuna concessegli dal Supremo Creatore; ha un abito a liste di svariati colori che indicano l'innumerevole varietà dei suoi crimini e il suo aspetto è deformato dall'empietà del suo agire; con un ghigno sorridente, senza riflettere e indolente, guarda il tempo che fugge e non torna più: 

" E pur le stolide* Alme* mal nate 
Ritrosa, o pigra tutte trapassano 
L'irrimediabile più viva etate*! " 
stolide* = Sciocche, stupide
Alme* = Anime
etate* = Età

Paolo Rolli 
Poeta - librettista

Si bea inerte nella sua gioventù, indifferente a quel che sarà:

" Sempre la solita storia? Già il chiaro mattino 
entra dalle finestre e allarga con la luce le strette fessure, 
e continui a russare quanto basti a smaltire il robusto 
Falerno*, mentre la quinta linea* è toccata dall'ombra. 
Ehi, che fai? Già da un pezzo la canicola infuriata cuoce 
le messi inaridite e ogni gregge è al riparo d'un ampio olmo, ..." 

" ... O meschino, e ogni giorno più meschino, a ciò siamo giunti? ... " 

" ... Imparate, o dissennati, a conoscere le ragioni delle cose; 
ciò che siamo, per quale vita nasciamo, il luogo 
assegnato, come e da dove aggirare lievemente la méta, 
la misura delle ricchezze, ciò cui è lecito aspirare, l'utilità 
della ruvida moneta serbata, quanto convenga donare 
alla patria e ai cari congiunti, chi volle dio che tu fossi, 
e quale il ruolo a te assegnato nella condizione umana ... " 

Falerno* = Vino prodotto in Campania 
quinta linea* = Si riferisce alla quinta linea della meridiana che segnata dallo gnomone, al 21 giugno, corrisponde alle ore 10.40, mentre al 21 dicembre, corrisponde alle ore 11.20, quindi, aiutati dai versi: " la canicola infuriata cuoce / le messi inaridite e ogni gregge è al riparo d'un ampio olmo," possiamo dire che il giovane di cui parla Persio, in estate si svegliava dopo le 10.40 del mattino. 

Satira III 
Persio 
Poeta satirico romano 

ignavo fin quando il tempo a disposizione incontrerà la fine, e il pericolo ignorato diverrà consapevolezza davanti al precipizio della vita sprecata, lasciando rammarico e pentimento al posto delle speranze naufragate:

" Benché d'Amor nel vasto Mare infido 
D'ogni giorno scorgessi infrante, e sparte* 
Su flutti galleggiare antenne, e sarte*, 
E di insepolte membra orrido il lido, 

E un fero* udissi lamentevol grido 
Di naufraghi infelici in ogni parte, 
Pur m'affidai senza governo, ed arte, 
Ove il Mar mi parca* tranquillo, e fido. 

Ma non si tosto* avea sciolto le vele, 
Che sorser congiurati a farmi guerra 
venti rabbiosi, onde mi tenni assorto. 

Sbigottito io gridava, a terra, a terra; 
Ma al franger di nemica onda infedele 
Ruppe mia fragil barca in faccia al porto. " 

sparte* = Sparse 
sarte* = Corde che nelle barche legano le vele alle antenne
fero* = feroce
mi parca* = Mi contiene
si tosto* = così veloce, rapido

Camillo Ranieri Zucchetti 
Poeta

L'abuso ha di fronte a sé un mendicante inginocchiato, e sprezzante con la mano sinistra getta in mare la sua ricchezza mostrando tutta la sua superbia che con capriccio sperpera ma non condivide, così scredita la sua nobiltà che disonora anche con l'arma che tiene nella mano destra, forgiata a scopo di difesa ma mossa con prepotenza per lo sterminio della specie umana a cui lui stesso appartiene: 

" Nascendo il mondo, a loro* il Creatore 
diede solo la vita: a noi un'anima, 
perché da un mutuo amore fossimo costretti 
a chiedere e a prestare aiuto, 
a riunire in un sol popolo gli uomini dispersi, 
a uscire dall'ancestrale foresta 
abbandonando i boschi, dimora degli avi, 
a costruire case, unendo il nostro tetto 
al focolare altrui, 
così che la reciproca fiducia 
dei vicini rendesse più sicuro il sonno, 
a proteggere in armi il cittadino 
caduto o vacillante per grave ferita, 
a lanciare segnali con la medesima tromba, 
a difenderci con torri in comune 
e dietro porte chiuse da un'unica chiave. 
Ma ormai c'è più concordia tra i serpenti. 
Ogni belva risparmia quella 
che ha macchie simili alle sue: 
quando mai a un altro leone 
tolse la vita il leone più forte? 
in quale bosco un cinghiale è spirato 
sotto i denti di un cinghiale più grosso? 
In India la tigre vive in pace perpetua 
con altre tigri feroci e l'accordo 
regna persino tra gli orsi crudeli. 
Ma all'uomo non basta forgiare 
su scellerate incudini armi di morte 
(i fabbri primitivi, 
che ignoravano l'arte 
di modellare spade, 
si limitavano a fondere sarchi, 
rastrelli e sudavano su vomeri e zappe): 
vediamo popoli che per placare l'ira 
non si accontentano di uccidere, 
ma credono che petto, braccia e volto 
siano cibo e nient'altro. 
Se oggi vedesse queste infamie umane, 
cosa direbbe Pitagora, dove fuggirebbe? ... " 

loro* = Si riferisce agli animali 

Satira XV 
Giovenale 

Calpesta i libri da cui ha imparato le preziose scienze mettendole al servizio solo di sé stesso e dei propri interessi e le insudicia raggirando gli altri alla ricerca di una vana superiorità: 

" O tu, che gli anni preziosi, e l'ore 
Ne' vani studi consumando vai, 
E sol Tesoro nell'altre Età ne fai 
Pel breve acquisto di fugace Onore; 

Veggoti già per fama altrui Maggiore, 
Maggiore in merto: Ma d'acerbi guai 
Qual messe dopo morte al fin corrai, 
Se tardi apprendi a divenir migliore? 

Ascolta, ascolta: nell'estremo giorno 
Audrà 'l tuo nome in sempiterno oblio, 
E frutto avrai sol di Vergogna, e Scorno 

Ecco, diran le genti, il pazzo, il rio, 
che di sublime chiaro ingegno adorno, 
Tutt'altro seppe, che se stesso, e Dio ... " 

P. Gio Battista Costa 
Religioso Camilliano 

" Aveva Marsia Satiro in Frigia ottenuto dalla natura tale dolcezza nel suono, che i Pastori, e le Ninfe attonite e rapite lo ascoltavano. 
Fece egli di questo dono un pessimo uso, giacché credendosi ancora maggiore degli stessi Dei, ardì porsi al confronto con Apollo, che gli offeriva (offriva) celesti doni, se ceduto avesse. Non desistendo, dal Nume vinto, fu da esso vivo scorticato, e quindi in Fiume del suo nome convertito. " 

Metamorfosi - Libro 6° 
Ovidio 

Sciarada Sciaranti

lunedì 21 luglio 2014

L'addormentato della valle

Questo è quello che rimane


" È una gola di verzura dove un fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.

Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.

I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O Natura, cullalo tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rosse ferite sul fianco destro. "

Arthur Rimbaud

La risoluzione di un conflitto non passa mai attraverso la morte; cessate il fuoco, scegliete la vita. 

domenica 13 luglio 2014

The Very Ispiring Blogger Award 2014 e Award dell'Amicizia

Ringrazio Enrico Zio del Blog Amici in allegria per due graditissimi premi: il primo è The Very Ispiring Blogger 2014


Chi vuole partecipare può

1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato;
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio;
3. Condividere sette fatti su di voi;
4. Nominare altri 15 blogger e notificargli la nomination.

Per quanto riguarda i sette fatti su di me potete leggere Very Ispiring Blogger .
Nella lista dei blogger a cui passo il premio non compaiono coloro che quest'anno mi sembra lo abbiano già ricevuto

acquadifuoco - Chicchina
Ad Maiora - Elettra
Ama e fai quello che vuoi - Mamma imperfetta
AQUARELLEN - OLIE- ACRYL EN FOTOGRAFIE VAN JOKE - Joke
Attimi - Graziana
Beatris Click - Beatris
Costanza - Antonietta
du-four-au-jardin-et-mes-dix-doigts - Claude
elf2mani - Elfi
Emozioni a colori - Ivana
Fantasie Luccicanti - Claudia
HPY - Hélène
Il calesse - Lucia
Intherainbow
La Croce Del Sud - Johakim
Luce nel cuore - Mirta
mostrelibriluoghi - Costantino
One's destination is never a place but a new way of seeing things - Kiran
pensieri, parole e immagini - Pia
Seta Fina - Stefy
Tra sogni e realta - Ambra e volontari Seneca
Turismo Lento - Carmine

Il secondo invece è L'Award dell'Amicizia


Mi sono chiesta se l'amicizia abbia delle regole ben precise da rispettare per essere ritenuta tale, me lo sono chiesta anche dopo alcune frecciate ricevute in questo mondo blogger per certe mie affermazioni di cui non è stata neanche presa in considerazione la motivazione, mi sono risposta che non seguo le regole e non so se in realtà sono una buona amica o meno, so solo che il mio modo di agire non è dettato da una fredda razionalità distaccata dal cuore, ma dal desiderio che i miei amici siano felici con se stessi a prescindere da  me o dagli altri, questo, non perché io non ci sia, ma per quelle volte che non riusciranno a percepirmi come un mantra interiore che gli dice che gli voglio bene  e che li sto stringendo in un abbraccio anche quando non condivido le loro scelte o le loro opinioni e per quelle volte che la mancanza di un gesto potrà sembrare indifferenza e non un atto di protezione.

Adesso rispondo alle 5 domande del premio e poi lo passo a tutti voi 

Perché sono blogghista?
Non ho una reale risposta per questa domanda

Cosa mi piace?
La buona fede e l'onestà intellettuale

Sogno nel cassetto?
Ho un rapporto strano con i sogni, mi piacciono quelli che sprigionano la fantasia creativa, ma non quelli nel cassetto che assorbono la vita, si realizzano per lasciarti con l'amaro in bocca o quelli illusori e fini a se stessi che rubano tempo alla bellezza che si può trovare nella realtà se solo si sa osservare.

Chi sono?
Sciarada Sciaranti nell'Anima Mundi.

Cosa non mi piace?
I critici che non hanno niente a che fare con il senso critico e che si indispettiscono e si offendono se vengono criticati da critici della loro stessa specie.

Ribadisco ormai da tempo  che i premi sono dei piccoli pensieri di apprezzamento, sono dati a livello simbolico e non per seguire una catena, chi non ha voglia di condividerli nel proprio blog  è libero di farlo senza che ciò implichi alcuna offesa o altro, ricordo inoltre che se qualcuno vuole prelevare i loghi, può farlo sul blog di Enrico.  

martedì 1 luglio 2014

" I caldi tramonti di luglio ... "


" I caldi tramonti di luglio non sono fatti per le meditazioni ascetiche. Il sole che discende rosso ... saetta i raggi orizzontali sui colli dalle forme curve, quasi muliebri, li veste di un colore roseo che par di carne. Sembra che la terra intorpidita dall’arsura diurna si risvegli come ad una nuova aurora e frema alla carezza delle fresche aure serali. Le foglie immobili cominciano ad agitarsi lente lente e il fiume, già fulgido specchio d’argento, prende il color verde degli occhi delle ondine tentatrici. Tutto si risveglia, anche il desiderio.
Le prime ore della notte, col tremulo bagliore delle stelle, con le vampe tiepide e profumate che alitano per la valle, con quel mistero della penombra dove s’indovina un fermento di amore e di fecondità, danno una molle sensazione che pare un principio di ebbrezza. Ai profondi silenzi succedono larghe vibrazioni di voluttà, e passano le lucciole a sciami sulle stoppie arse, cantano gli usignoli nelle macchie, e il fiume mormora gli ineffabili epitalami della notte. Nelle tenebre tiepide si compiono nozze misteriose, e l’amore palpita nel grembo della terra come il sangue nelle arterie dell’uomo.
È allora che il pieno disco della luna si leva e sale diffondendo la sua luce fredda sui campi deserti. Le ombre nere si allungano sui piani argentei e la corrente risplende qua e là di pagliuzze d’oro. Tutto a poco a poco si calma e riposa nella formidabile solennità della notte. "

 Brani di vita
Olindo Guerrini

sabato 21 giugno 2014

L'estate è venuta

All'interno del manoscritto irlandese Ms Rawlinson B.502, risalente al XII secolo, è conservato un poema lirico composto nella prima metà del IX secolo e attribuito al leggendario capo dei Fianna: Fionn mac Cumhaill (vedi Le voci delle colline), il quale, attraverso l'arte poetica, spiega ad un suo sottoposto che uscire per rifornirsi d'acqua è ora possibile senza più alcuna difficoltà perché l'inverno si è concluso, il freddo è passato ed è finalmente sopraggiunta l'estate (Per i celti e i loro discendenti l'anno era diviso in due parti inverno ed estate - vedi Samhain , Beltane e Litha ).



1
" L'estate è venuta, esuberante, libera,
fa incurvare il bosco ombroso;
salta la cerva, veloce, sottile,
e liscio è il percorso delle foche.

2
Dolce canzone canta il cuculo,
induce a sonni lievi;
saltellano gli uccelli sulle placide colline
e balzano gli agili cervi grigi.

3
Il caldo ha invaso la tana del cerbiatto
e i cani lanciano grida armoniose;
la spiaggia sorride, bionda distesa
che inasprisce il rapido mare.

4
Suono di folli venti sulla cima
dal nero querceto di Drum Daill;
corrono levigate mandrie di cavalli
ai quali è rifugio Cúan Caill.

5
Il verde prorompe da ogni pianta,
frondosi i cespugli nel verde querceto.
L'estate è venuta, l'inverno è finito:
agrifogli contorti feriscono i cani.

6
Il merlo, erede del bosco spinoso,
canta vigorose melodie;
il mare selvaggio stanco si riposa
e salta il salmone screziato.

7
Il sole sorride su ogni terra
allontanando il brutto tempo.
Latrano i cani, i cervi s'aggruppano,
s'addensano i corvi. L'estate è venuta. "

-

1
Tánic sam slán sóer
díambi clóen cail cíar,
lingid ag* seng snéid,
díambi réid rón rían*.

2
Canaid cuí céol mbinn mblaith,
díambi súan sáim séim,
lengait éoin cínin crúaich
ocus dailm* lúaith léith.

3
Foss n-oss* rogab tess,
gáir dess cass cúan,
tibid trácht find fonn,
díambi lond ler lúath.

4
Fúam ngaeth báeth barr
dairi duib Drum Daill,
rethid graig máel múad,
díambi dín Cúan Caill.

5
Maidid glass for cach luss,
bilech doss dairi glaiss:
tánic sam. rofáith gaim,
gonit coin cuilinn caiss.

6
Canaid lon dron dord
díambi forbb caille cerbb,
súanaid ler lonn líac,
foling íach brec bedc.

7
Tibid grían dar cach tírm
dedlai lim fris-sil snom,
gárit coin, dáilit daim*,
for-berat brain, tánic sam.

Ag, daim e oss* = Sono termini che letteralmente si riferiscono alla mucca e al bue, ma nella forma poetica metaforica alludono alla cerva e al cervo:
dam allaid - bue della foresta
oss alta - bue che salta
Rón rían* = Letteralmente - percorso delle foche - è una locuzione che denota il mare, rafforzata da rìan che in termini poetici da solo indica sempre il mare.

Solstizio Estivo

Per ulteriori informazioni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...