mercoledì 22 maggio 2013

Il volo del Gabbiano


"Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri."
Il gabbiano Jonathan Livingston 
Richard Bach 

Si può arrivare da qualsiasi parte sulle ali di un gabbiano che si chiama Sergio Celle, un gabbiano che  fa vibrare il mondo delle emozioni attraverso le sue poesie, lui è il Poeta dell'Anima a cui voglio dedicare questo pensiero anche perché immagino che lui non sia neanche consapevole che oggi è il primo compleanno del suo blog Jonathan Livingston


Al cuore 

s’impoverisce il mondo 
quando un cuore nobile e generoso 
è incompreso 
quando costretto nella solitudine 
si contrae in silenzio 
quando colmo d’amore 
naufraga nell’oblio 
quando i doni suoi 
si perdono come foglie al vento 
quando la sua ineffabile bellezza 
cade negletta 
e quando il suo ampio respiro 
ansima nell’indifferenza 
s’impoverisce il mondo

Sergio Celle

Tantissimi auguri Sergio 

giovedì 16 maggio 2013

Liebester Award

"Una parola, un sorriso amabile bastano spesso perché un'anima triste si espanda."


Manoscritto autobiografico C
Teresa di Lisieux



Maria Antonietta Sechi  del blog NERO SU BIANCO  mi ha donato questo graditissimo premio - grazie di cuore Mietta.
Il LIEBESTER AWARD  che tradotto dal tedesco significa PREMIO AMABILE è dedicato ai blog che non hanno raggiunto ancora i 200 followers  ( io ne ho raggiunto qualcuno in più, ma credo che vada bene lo stesso),  per accettare il premio è consigliato ma non imposto: 
1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.
3) premiare undici (da 1 a 11) blog che hanno meno di 200 followers.
4) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger.
5) informare i blog premiati.

Ecco le 11 domande a cui devo rispondere

Come ti chiami?
Sciarada
Sposata? Single? Convivente? Amante?
Accompagnata
Cosa fai nella vita?
Mi godo la vita
Ristorante o pizzeria?
Entrambi
Vacanze in Italia o all'estero?
Entrambe, c'è da vedere e imparare ovunque
Dolci o rustici cosa preferisci?
Rustici ma non disdegno i dolci
Film preferito?
Tanti ma sotto l'influsso dello stato d'animo di questo momento: Into the wild
Sport praticato?
Ginnastica artistica, corsa e pattinaggio
pozzanghera.. ci salti dentro oppure la scavalchi??
Entrambe le cose, dipende sempre dallo stato d'animo
Paura di?
Ho paura della stupidità, ma non  di quella in cui ognuno di noi si può impigliare in un attimo di fragilità o di stanchezza, ho paura della stupidità  innata, cronica e arrogante,  fa danni immani e non ci si sono armi per combatterla 
Contenta del premio?
In quanto pensiero dedicato, certo!

L'immagine che dedico a Mietta è questa in cui sono raffigurati dei fiori di zagara che con la loro delicatissima fragranza profumano l'aria 

Io passo il premio a tutti gli amabili amici di questo blog e  mi auguro che qualcuno di voi sia contento di accettarlo anche se non esplicitamente nominato

Queste sono le mie 11 domande per chi vuole partecipare

Quale è il pensiero che per il tuo sentire ti rappresenta di più ?
Quale è il pensiero che per il tuo sentire non ti rappresenta per niente?
Quale è il pensiero con cui senti che gli altri ti percepiscono? 
Cosa ti avvicina alle persone?
Cosa ti allontana dalle persone?
La tua esperienza da blogger la ritieni... ?
Quale è l'incontro che hai fatto sul web che consideri più reale pur non avendolo mai concretizzato nella realtà?
Quale è l'incontro più emozionante che hai fatto sul web?
Quale è l'incontro più deludente che hai fatto sul web?
Quale è la cosa che hai scoperto di te e ti ha fatto riflettere (anche mettendoti in discussione), comunicando con gli altri blogger?

P.S. Ragazze e ragazzi, sono messa malissimo, mi sono persa l'undicesima domanda ma grazie a Joh  l'ho ritrovata, eccola:

Quale è per te il modo migliore di reagire alle incomprensioni?

Se qualcuno volesse rispondere ad una o tutte le domande senza prelevare il premio può farlo anche qui; sarebbe un vero piacere per me! Ricordo che il logo del premio può essere copiato sul blog di Maria Antonietta.

domenica 12 maggio 2013

Come una farfalla


Come una farfalla 
mi danzi intorno 
per colorarmi la vita

Ti voglio un bene infinito Mamma
felice giorno a te e a tutte le farfalle del mondo
da me e Sorellina

martedì 30 aprile 2013

Il risveglio








"Risvegliarsi è mettersi alla ricerca del mondo"

Le veglie della mente
Emile Auguste Chartier
conosciuto come Alain
filosofo e scrittore

domenica 28 aprile 2013

Il mondo in un fiore



"...Credi che il mondo sia un fiore etereo, e vivrai..."

I vagabondi del Dharma
Jack Kerouac

venerdì 26 aprile 2013

Matisse 8


"... Guardami invece gli occhi e leggi e vedi
Di quante fiamme il nuovo amor li abbellì;
Guardali, non temer, fissali e credi
Che prometton ben più ch’io non favelli..."


Per la traduzione automatica

"... Guardami invece gli occhi e leggi e vedi
Di quante fiamme il nuovo amore li abbellì;
Guardali, non temere, fissali e credi
Che promettono più di quanto io non dica ..."

A lui 
Olindo Guerrini

martedì 23 aprile 2013

Dies Natalis - Anno III °

 " l'Anima principalmente ha tre potenze, cioè vivere, sentire e ragionare "

Convivio 
Dante Alighieri


L'uno è il dispari, 
il due è il pari,
il tre è l'incontro dell'uno e del due, la sintesi del dispari e del pari e la totalità cosmica che contiene l'uomo, la terra e il cielo. 

Tre è il numero degli anni che oggi compie questo mio spazio virtuale a cui affido il mio vivere, il mio sentire e il mio ragionare, spesso anche attraverso metafore e simboli, simbolico è pure il saluto che di consuetudine accompagna i pensieri e le opinioni che lascio nei vostri blog, "Ciao", che deriva da sclavus, che in veneziano si trasforma in sciavo e per contrazione in s'ciào e che significa "schiavo - servo vostro", rappresenta la totale disposizione alla comprensione di quello che è il vostro vivere, sentire e ragionare.

Tu, non foglia che cresce
Ma crescersi di foglia.
Tu, non mare che splende
Ma splendersi del mare.
Tu, amore nell'amare

Ciao, Sublime.
Ciao, Essere Umano semplicemente.

E io che passeggio con te.
Io che posso prenderti per mano.
Io che mi brucio di te
nel corpo, nella mente  
Ciao, Essere Umano semplicemente.
Ciao, Sublime
Giovanni Giudici
Giornalista e poeta 

domenica 21 aprile 2013

"Caritas in veritate"

" La verità va cercata, trovata ed espressa "nell'economia" della carità, ma la carità a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verità"

Caritas in veritate - enciclica 29 giugno 2009
Benedetto XVI






Quest'opera murale realizzata a fresco e a tempera in cui viene rappresentata la Carità, si trova all'interno del museo delle Terme di Diocleziano, faceva parte di un ciclo di dipinti ormai quasi completamente scomparsi che raffiguravano le virtù teologali e morali. 
E' attribuita a Giovanni Odazzi, allievo di Giovan Battista Gaulli conosciuto come il Baciccio e di Ciro Ferri; la sua espressione artistica barocca fu però influenzata anche da Carlo Maratta ed acquistò  caratteristiche più moderate e quiete.

giovedì 18 aprile 2013

"Cos'è che agita così l'acqua?"


"Tremuli cerchi si allargavano, s'incrociavano, scemavano sull'immobile specchio d'acqua. "Cos'è che agita così l'acqua?" chiese sottovoce, intimidito dal mistero..."

Un uomo del popolo
Ursula Kroeber Le Guin
scrittrice e glottoteta  - creatrice di lingue artificiali

lunedì 15 aprile 2013

" ... Organi sonanti ... "

Echium candicans - Orgoglio di Madeira

"... Comanda poscia agli organi sonanti, 
chiama al concerto le canore voci
e i ministri invisibili volanti
al primo cenno suo vengono veloci ..."

Adone - Canto IV
Giovan Battista Marino

sabato 13 aprile 2013

Germogliò d'ognintorno





"...Ringiovenì natura e primavera
germogliò d’ognintorno ove non era..."

Per la traduzione automatica 

"...Ringiovanì natura e primavera
germogliò tutto intorno dove non era..."

Adone - Canto II
Giovan Battista Marino




giovedì 4 aprile 2013

"Specchio di Zaffir"



"...Tranquillo il mar, del’onde sue facea
sen'alcun monte una pianura eguale
e quasi una gran tavola parea
tinta di schietto azzurro orientale;
e come in specchio di zaffir, v'ardea
in tal guisa del ciel l'oro immortale,
che detto avresti o che nel mar profondo
sommerso è il sole o ch'a duo soli il mondo..."


Per la traduzione automatica

"...Tranquillo il mare, delle sue onde faceva
senza monte alcuno una pianura eguale
e quasi una grande tavola sembrava
colorata di un azzurro chiaro orientale;
e come in uno specchio di zaffiro, in essa  vi ardeva 
riflesso, del cielo l'oro immortale,
che avresti detto che nel mare profondo
sommerso è il sole o che due soli ha il mondo..."


Adone - Canto XX
Giovan Battista Marino



martedì 2 aprile 2013

"I nuvoli si dimostrano ... "


"I nuvoli si dimostrano alcuna volta ricevere i raggi solari, ed illuminarsi a modo di dense montagne, ed alcuna volta i medesimi restare oscurissimi, senza variare in alcuna lor parte essa oscurità; e questo nasce per le ombre che lor fanno quegli altri nuvoli, che loro tolgono i raggi solari, interponendosi infra il sole ed essi nuvoli oscurati."

De' nuvoli - Trattato della Pittura
Leonardo da Vinci

domenica 31 marzo 2013

"Domenica, ultimo de marzo, giorno de Pasqua..."



"Domenica, ultimo de marzo, giorno de Pasqua, ne la mattina per tempo el capitano generale mandò il prete con alquanti a apparecchiare per dovere dire messa, con lo interprete a dire che non volevamo discendere in terra per desinar seco, ma per aldire messa...
li due re si abbrazzarono lo capitano generale e lo mèsseno in mezzo de loro: andassemo in ordinanza fino al logo consacrato, non molto lungi dalla riva. Innanzi (che) se cominciasse la messa, il capitano bagnò tutto il corpo de li due re con acqua moscata. Se offerse a la messa: li re andarono a baciare la croce come noi, ma non offerseno.
Quando se levava lo corpo de Nostro Signore, stavano in genocchioni e adoravanlo con le mani gionte. Le navi tirarono tutta la artiglieria in un tempo, quando se levò il corpo de Cristo, dandogli lo segno da la terra con li schioppetti. Finita la messa, alquanti de li nostri se comunicarono. Lo capitano generale fece fare uno ballo con le spade, de che li re ebbeno gran piacere; poi fece portare una croce con li chiodi e la corona, a la qual subito fecero reverenzia." 

Relazione del primo viaggio intorno al mondo
Antonio Pigafetta
scrittore, geografo e navigatore italiano
 conosciuto anche come
 Antonio Lombardo,
dal  1519 al 1522 seguì  Ferdinando Magellano
 nel viaggio intrapreso per circumnavigare il mondo

Felice Pasqua

mercoledì 27 marzo 2013

Il Congresso degli Arguti - Il Babuino

La statua del  Babuino, lesa pesantemente dal tempo, non è un capolavoro artistico e non è neanche emozionalmente bella da vedere, per me ha un lievissimo tratto di dolcezza e soavità nel viso e nella posizione del corpo che però non è sufficiente a scatenare un grande impeto viscerale, ma suscita una certa tenerezza quando affiancata alle altre Statue Parlanti  ne esalta la bellezza.


La storia del Babuino inizia nel 1571, quando Alessandro Grandi, un commerciante di origine ferrarese, dopo aver ottenuto da papa Pio IV il consenso per l'allaccio alla conduttura dell'acquedotto Vergine, necessario per fornire l'acqua in modo diretto  al palazzo che possedeva in via Paolina, si impegnò, come era consuetudine fare in cambio di favori ricevuti, ad edificare  una fontana di uso pubblico facilmente accessibile a tutti i cittadini, pertanto sulla parete esterna di palazzo Grandi fu addossata una statua raffigurante un sileno metà uomo e metà capra, un genio delle sorgenti che adornava una fontanella a canaletta dotata di  un'ampia vasca termale di epoca romana, di marmo grigio e dalla forma rettangolare, perfetta per abbeverare gli animali.


Si racconta che il Cardinale Dazzi, che abitava nei paragi e dotato di una vista labile, passasse ogni mattina davanti alla statua offrendogli un devoto inchino pensando probabilmente che fosse l'effige di qualche santo, questo suo comportamento suscitò la curiosità dei romani che osservando la configurazione di quel volto di marmo, lo ritennero somigliante a quello di un babbuino e lo battezzarono "er Babuino", un nome tanto potente che trasformò anche il toponimo di via Paolina che divenne appunto via del Babuino. Il sileno battezzato con il suo ghigno irriverente e dispettoso incominciò così a far parte del Congresso degli Arguti e le pasquinate  che il popolo vi appiccicava sopra erano anche chiamate "babuinate". 

Nel 1738 palazzo Grandi fu acquistato e riedificato dai Boncompagni - Cerasi, la famiglia di papa Gregorio XIII che dotò la statua di una nicchia con due lesene, circondata da bugne, più una composizione sovrastante in travertino con due delfini, stemma della famiglia, che con le code sostenevano un piccolo balcone.


Nel 1887 per problemi di viabilità dovuti al rifacimento della rete fognaria tutta la struttura fu smontata, il Babuino fu posto nel cortile interno del palazzo, la vasca rimpiazzò l'abbeveratorio della fontana di Giulio III di via Flaminia vicino alla svincolo di via di Villa Giulia conosciuta anche come l'Abbeveratorio del Cardinal Borromeo e la nicchia fu adoperata come porta che  oggi è ancora visibile nella stessa via al numero civico 49 /A.


Numerose però furono le proteste da parte del popolo per la perdita del Babuino così nel 1957 la statua insieme alla vasca ritornò a vivere nel suo luogo d'origine vicino all'angolo di via dei Greci adiacente alla chiesa S. Atanasio dei Greci.

Post dedicati al Congresso degli Arguti

1 Pasquino
2 Marforio
3 Il Facchino
4 Madama Lucrezia
5 L'Abate Luigi

domenica 24 marzo 2013

Very Inspiring Blogger

"Come vengono le ispirazioni? Gli antichi, per cavarsela dai viluppi psicologici, le facevano discendere senz’altro dal cielo. Per non metterci a nostra volta nel ginepraio, le deriveremo anche noi di lassù, raccontando che dal cielo venne una ispirazione ad Enrico... sebbene egli, facendo l’atto di grattarsi una certa protuberanza dietro l’orecchio, dimostrasse che gli veniva dal cervello posto in quel momento a tortura."

I rossi e i neri
Anton Giulio Barrili


Enrico del blog Amici in allegria  che ringrazio di cuore e a cui dedico la suscritta citazione, mi ha gentilmente donato il Very Inspiring Blogger Award

Ho  7 cose da raccontarvi su di me:

1) Inizio rispondendo alla domanda che il mio Cavalier Sergio mi ha posto nel post precedente,  la pioggia così come anche il vento mi piace quando senza eccessiva violenza diviene complice degli stati d'animo degli esseri umani, mi piace quando nel più rigoroso silenzio sembra improvvisare una composizione musicale che coinvolge tutto quello che incontra, mi piace ancora quando mi lambisce in primavera o in estate ma non in autunno o in inverno

2) Sono enciclopedica si, per alcuni anche in modo fastidioso, ma perché  tutte le più svariate manifestazioni di ogni forma d'arte, di creatività e di espressività mi incuriosiscono attraverso tre momenti, il primo è quello dell'emozione immediata, il secondo è quello della conoscenza ed il terzo è la sintesi conclusiva che contiene i primi due e li supera 

3) Mi irrigidisco davanti alla pseudo ironia che attacca le persone attraverso quelli che superficialmente sono considerati difetti fisici, la trovo sgradevole anche nelle barzellette

4) Ho un eccessivo senso critico nei confronti di tutto quello che reputo importante, guardo sempre il rovescio della medaglia e se qualcuno si aspetta che mi soffermi solo su ciò che lui vuole,  non ha capito niente di me; chi mi vuole bene è ormai rassegnato 

5) Raccolgo sassi, legni, radici e quant'altro abbia una struttura armoniosa e inconsueta

6) Adoro l'essenza del giacinto

7) Sono affascinata dalla Proporzione Divina meglio conosciuta come Sezione Aurea soprattutto quando è riscontrabile in natura 

15 sono i blog a cui passare il premio


Ora Enrico! Tu ti ritieni più fuori di un balcone perciò penso che puoi comprendere e condividere il mio teorema:

In apparenza i blogger menzionati sembrano 19, ma come tutti sanno, la matematica non è un'opinione: Elettra pur essendo una persona fisica differente da me è una mia estensione, c'è sempre a prescindere, pertanto non può essere considerata come numero a parte, quindi 19 - 1 apparente fa 18, poi Claude, Elfi, Hélène e Kiran sono accomunate dal fatto che parlano una lingua straniera, la variabile che la lingua non sia la stessa è una quisquiglia che non deve essere presa in considerazione in questo contesto, pertanto loro sono 4 rappresentate dalla categoria lingua straniera che vale per 1, quindi 18 - 3 apparenti  fa... 15, mi sembra che non faccia una piega!  
Questa volta  credo proprio di esser riuscita perfettamente a stare dentro le regole...


Ripeto per chi non lo sapesse che questo è solo un pensiero dedicato e non una catena da seguire controvoglia, nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare perché immagina che potrei prenderla come una scortesia, non è assolutamente così, fate di questo premio ciò che più vi piace.
Il logo del premio può essere copiato sul blog di Enrico 

Buona Domenica delle Palme

mercoledì 20 marzo 2013

Il Coniglietto Pasquale


La Lepre di Eostre, che insieme all'uovo (vedi Oestara e Omne vivum ex ovo) rappresenta simbolicamente la Festa di Primavera che quest'anno arriva precocemente il 20 marzo alle ore 11.02, dopo esser stata conquistata dal Cristianesimo e reputata da S. Ambrogio effige della Risurrezione di Cristo per la caratteristica che questa creatura ha di rinnovarsi stagionalmente cambiando il colore del suo manto, prende dal XV secolo le vesti del Coniglietto Pasquale e diventa  per la Pasqua ciò che Babbo Natale è per il Natale, il vettore porta doni che durante la vigilia di Pasqua nasconde uova sode colorate e dipinte tra i cespugli dei giardini, dei boschi e in ogni dove, affinché i bambini, la domenica di Pasqua, impegnandosi in una divertente caccia al tesoro, le trovino e le raccolgano nei loro cestini per poi farle ruzzolare da piccole colline a ricordo dell'apertura della roccia del sepolcro di Gesù.



"Hop along little Easter Bunny,
 Hop along your way.
 Hide all the eggs and Easter candy,
 Hop along your way.
 Give the eggs and Easter candy,
 To your Easter friend."

"Salta avanti piccolo Coniglio di Pasqua
Salta per la tua strada.
Nascondi tutte le uova e le caramelle pasquali
Salta per la tua strada.
Dai le uova e le caramelle pasquali,
Ai tuoi amici di Pasqua."

domenica 17 marzo 2013

"Provvida madre natura"


 "...Il muschio gli si richiuse attorno e lo tenne caldo; e là rimase, nascosto, ma non dimenticato dalla provvida madre natura..."

Cinque in un baccello
Hans Christian Andersen

martedì 12 marzo 2013

In diagonale


"...la mia vita fugge in diagonale
ritorna prepotentemente un desiderio morale.
La mia vita cerca fughe in diagonale
per accelerare le calde influenze del sole.
Indipendentemente la mia vita fugge." 


Running against the grain
Franco Battiato

venerdì 8 marzo 2013

Solidarietà e Partecipazione

Il post di oggi  è un regalo scelto da una donna per tutte le altre donne, sostanziale e avvolgente nel suo abbraccio che con un sorriso di solidarietà e partecipazione ci comprende nelle nostre differenze e ci unisce nella nostra non diversità, un dono che fin dal primo istante in cui lo riceviamo e lo offriamo, ci rende consapevoli del fatto che, se non vogliamo volontariamente esser sole, possiamo stringere la mano di una donna che sta intrecciando l'altra con  quella di una sorella, un'amica, una madre...


Il regalo è di JohakimLa Croce del Sud, io lo offro a lei che lo ha pensato, a tutte voi e anche agli uomini che vogliono partecipare ed essere solidali prendendoci per mano

Non importa se stai uscendo per divertirti o se stai commemorando una data importante.
Ricorda di condividere.
Ridi assieme a lei, piangi,
ubriacati di parole senza senso,
canta e abbraccia colei che ti sta al fianco.
Sappi che lei non è diversa da te. Stesso corpo, stesso cuore e stessa anima.
Solo una vita diversa ma è tua amica, tua madre e sorella.
Abbracciala e corri con lei per le strade.
Fatti riconoscere per quello che sei, con i tuoi vestiti a fiori, con i tuoi capelli al vento
e con la tua voglia di piangere cucita nelle tasche del cuore.
Riempi le strade, i negozi e le case del tuo sorriso.
Non importa se oggi è una data da ricordare con le lacrime agli occhi.
Tu sii partecipe, sii fiera di essere donna ma ricorda solo di esserlo sempre.
E' inutile dire che non dovrebbe esistere un particolare giorno dell'anno per ricordare a qualcuno che hai gli stessi diritti di un'altro,
che nessuno può usare il tuo corpo come fosse uno straccio,
che hai facoltà di scegliere la vita che vuoi, il compagno che ami, l'istruzione ed il lavoro che hai sempre sognato,
che nessuno può toglier di mezzo con un colpo di forbici il tuo essere femmina,
e che nessuno può arrogarsi il diritto di nasconderti dietro ad un velo.
Ma se questo giorno del mese di marzo potesse servire a dedicarti un pensiero
e se questo pensiero potesse descriverti, oh donna, saresti il più bello dei rami di acacia.
Ecco, questo è il regalo che oggi, insieme a tutte le donne del mondo, ho scelto per te.


Grazie a Johakim e a tutti voi per la scelta di Solidarietà e Partecipazione

N.B. Ringrazio Golconda  per aver aderito con il suo pensiero a questo  post dedicato a tutte le donne e per aver esaudito il mio desiderio superando, per l'estrema premura che ha nei miei confronti, la sua immensa  difficoltà di aprire un computer e scriverci sopra, gli manifesto tutto il mio affetto e  tutto il mio amore per aver accolto con la giusta ironia il mio "attacco" assolutamente sentito ma che nulla toglie al sommo rispetto e alla grande stima che lui ha per le donne.

martedì 26 febbraio 2013

La fiera delle vanità

Vanitas
Angelo Caroselli


"Noi fummo i Gattopardi, i Leoni;
 chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; 
e tutti quanti, Gattopardi, sciacalli e pecore,
 continueremo a crederci il sale della terra."

Il Gattopardo
Giuseppe Tomasi di Lampedusa



giovedì 21 febbraio 2013

"Ottavia, città - ragnatela"

Marco Polo esce dal suo Milione e  diviene voce narrante del libro Le città invisibili scritto da Italo Calvino durante il suo soggiorno a Parigi, il grande mercante e viaggiatore veneziano allegoria dell'immaginazione, descrive all'imperatore Kublai Khan allegoria della razionalità, l'esplorazione di cinquantacinque città surreali, dalle peculiari caratteristiche assolutamente originali e impregnate di impressioni realmente vissute; le città che esibiscono tutte un nome di donna e che sono inserite in 11 schemi tematici:
Le città e la memoria
Le città e il desiderio
Le città e i segni
Le città sottili
Le città e gli scambi
Le città e gli occhi
Le città e il nome
Le città e i morti
Le città e il cielo
Le città continue
Le città nascoste
raccolti in nove capitoli incorniciati all'inizio e alla fine da due dialoghi tra Marco Polo e Kublai  Khan, rappresentano fondamentalmente quel caos invivibile che scorre tra l'irreale irraggiungibile e il reale inospitale entro cui, attraverso un atto mentale dinamico si può cercare e scovare il vivere ideale.  


Otto sono le zampe dei ragni ed è dunque Ottavia a prendere la forma della  città - ragnatela, una delle città sottili, sospesa sul vuoto di un burrone, si sostiene con delle funi ancorate su due montagne, vacilla leggera nell'instabilità della sua struttura relazionale che è si forte come l'acciaio ma anche tanto fragile, cresce, si sviluppa, si protende, ma verso il basso e la sua gente vive certa nella sua incertezza.


"Se volete credermi, bene, Ora dirò come è fatta Ottavia, città - ragnatela. C'è un precipizio in mezzo a due montagne scoscese: la città è il suo vuoto, legata alle due creste con funi e catene e passerelle. Si cammina sulle traversine di legno, attenti a non mettere il piede negli intervalli, o ci si aggrappa alle maglie di canapa. Sotto non c'è niente per centinaia e centinaia di metri: qualche nuvola scorre; s'intravede più in basso il fondo del burrone. Questa è la base della città: una rete che serve da passaggio e da sostegno. Tutto il resto, invece d'elevarsi sopra, sta appeso sotto: scale di corda, amache, case fatte a sacco, attaccapanni, terrazzi come navicelle, otri d'acqua, becchi del gas, girarrosti, cesti appesi a spaghi, montacarichi, docce, trapezi e anelli per i giochi, teleferiche, lampadari, vasi con piante dal fogliame pendulo. Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che la rete non regge."

Ottavia - Le città invisibili 
Italo Calvino

lunedì 18 febbraio 2013

Il Congresso degli Arguti - L' Abate Luigi


Ebbene si! Il povero Abate Luigi dopo aver dato voce, insieme alle altre statue parlanti, al malcontento del popolo, è stato alla fine imprigionato in una gabbia con steli di ortica che in piena solidarietà  gli tengono compagnia e se si osserva attentamente si intravede un sorriso sulle sue labbra che non vuole cogliere lo stato di indecoroso abbandono che lo circonda, ma tutto il pregio  di un pianeta che porta in sé, sempre indomabile, il seme della vita che germoglia ogni qual volta gli esseri umani non sono impegnati a distruggerlo ed è a quello che da valore al contrario dei "potenti padroni del mondo".  


L'Abate Luigi è una statua romana di marmo bianco che raffigura un magistrato o un oratore con una  toga sfarzosa, risale all'epoca tardo imperiale ed è stata trovata durante gli scavi per le fondazioni di Palazzo Vidoni, in quella che anticamente era l'area del Teatro di Pompeo, in un primo tempo la statua venne alloggiata in una nicchia ad angolo tra via del Sudario e vicolo dell'Abate Luigi, poi, in seguito alle demolizioni per i lavori di sbancamento per l'apertura di corso Vittorio Emanuele II, fu allocata nel cortile di Palazzo Chigi a piazza Colonna, nel 1924 fu trasferita per breve tempo a palazzo Caffarelli e ricollocata infine a ridosso del muro della Basilica di S. Andrea della Valle a piazza Vidoni, sede del suo originario ritrovamento.


Il suo nome sembra che sia un omaggio del popolo al saggio sacrestano  della chiesa di via del Sudario

FUI DELL'ANTICA ROMA UN CITTADINO
ORA ABATE LUIGI OGNUN MI CHIAMA
CONQUISTAI CON MARFORIO E CON PASQUINO
NELLE SATIRE URBANE ETERNA FAMA
EBBI OFFESE, DISGRAZIE E SEPOLTURA
MA QUI VITA NOVELLA E ALFIN SICURA


A causa della prolungata esposizione agli agenti atmosferici l'Abate Luigi perse la testa originale nel 1888 che  fu rimpiazzata immediatamente da un'altra di epoca romana e quando nel suo peregrinare giunse nel ricco palazzo Caffarelli dichiarò con una vena sarcastica di "aver perso la testa"; nel 1966 la testa fu decapitata ancora una volta e ricostruita nel 1970 dal calco di una sua copia conservata al museo di Roma in Trastevere, all'autore di questo atto vandalico  la statua dedicò la sua ultima pasquinata:


"O tu che m'arubbasti la capoccia
vedi d'ariportalla immantinente
sinnò, vòi véde? Come fusse gnente
me manneno ar Governo. E ciò me scoccia."

"O tu che mi hai rubato la testa
vedi di riportarla immediatamente
se no vuoi vedere? Come fosse niente
mi mandano al Governo. E ciò mi scoccia."


Post dedicati al Congresso degli Arguti

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