martedì 25 novembre 2014

venerdì 21 novembre 2014

Tutorial irriverente di una composizione autunnale

"... Schizzan di sotto all’ugne nel galoppo
gli aghi i rami le pigne le cortecce... "

In sul vespero
Gabriele D'Annunzio

Occorrente:
7 pigne di Pinus Pinea - Pino domestico
61 pigne di Pinus Mugo - Pino mugo (quando sono ancora verdi sono perfette per fare un ottimo sciroppo per gola e tosse)
1 cestino piatto di vimini di 30 cm di diametro

N.B. Per una buona riuscita attenersi scrupolosamente alla quantità delle pigne e alle dimensioni del cestino

Procedimento:


Porre le sette pigne di pino domestico nel cestino e disporle a piacere in orizzontale o ...


in verticale 


Prendere le 61 pigne di pino mugo e scaravoltarle  a caso ( versarle alla rinfusa - per chi non è italiano) sulle pigne di pino domestico e assestarle con una sgrullata. 
Il risultato sarà ...


questo per la versione orizzontale e ...


questo per la versione verticale. 

Avrete ottenuto così  una magnifica composizione autunnale che profumerà di resina la vostra casa.
Affinché il lavoro sia ben fatto userete due armi segrete che nessuno riuscirà mai a scoprire perché si camufferanno perfettamente nell'insieme ...


 queste

Dedico questo post a tutti coloro che si occupano con passione di veri tutorial

martedì 18 novembre 2014

Nel bosco d'autunno


" Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e spiacente di non poterle percorrere entrambe,
essendo uno solo, mi fermai a lungo
e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,
verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l’altra, anch’essa discreta,
forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco e io,
io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza. "

La strada non presa
Robert Frost








venerdì 31 ottobre 2014

Lo specchio di Golconda - L'incontro

Secondo  Lao-Tze 
"Ciò che per il bruco è la fine del mondo per il resto del mondo è una bella farfalla" , ma , ciò che per l'essere umano è la fine della vita per il resto della vita che cos'è ?
Se l'essere umano osserva dall'esterno e conosce la metamorfosi del bruco e anche se gli piacerebbe non può svelargli il mistero della sua trasformazione, chi è che osserva dall'esterno e conosce la fine della vita dell'essere umano senza potergli svelare il mistero di questa sua inquietante trasformazione? 
Questo parallelismo azzardato ha lo scopo di porre l'accento su quell' evento che conclude lo sprazzo di esistenza di cui facciamo esperienza vivendo. La morte è per tutti un'incognita che una volta risolta non potrà essere spiegata a chi ancora è rinchiuso in un involucro corporeo e guardarla con gli occhi del bruco o con la spiritualità dell'essere umano che ci permette di percepire e sentire ciò che non si vede, è una scelta solo nostra. Nel brano che segue, la signora Morte, assurta ad entità che manifesta tutta la forza della sua imbattibilità, si nutre ad aeternum della vita che si riproduce e per paradosso, assecondando la propria natura, è felice di annientare chi per lei è fonte di vita, forse conosce la verità che noi ignoriamo?

Sciarada 



" Lungo il cammino della vita la signora Morte passeggiava con tranquillità senza che alcuno le fosse di disturbo. Sorrideva sarcastica agli uomini, sprezzante della loro angoscia, superba ed arrogante li avvicinava indesiderata, sorniona giocava con loro avvicinandosi e allontanandosi senza chiedere, abituata ad avere.
Fra tanti uguali uno attirò la sua attenzione, voltato di spalle, incurante della sua presenza, vestito di un candido abito, lo apostrafò : " sono la Morte, piccolo uomo, decido per te, voltati voglio vedere sul tuo viso la paura ".
L'uomo si voltò e rispose : " sono un medico ed ho un solo nemico, il suo volto non mi fa paura ".
La Morte si indispettì e continuò : " come difenderai te e gli altri dai miei mille artigli ? " .
- " Studierò ogni giorno per conoscerli uno ad uno ed uno a uno imparerò a spezzarli ".
Ancora più irritata la morte incalzò : " essere presuntuoso aspetterò la tua stanchezza ed il tuo abbandono così da rubarteli al sonno ".
Con voce sicura il medico rispose : " il lamento dei malati mi terrà sveglio ed il loro sollievo sarà il mio riposo ".
Una smorfia segnò il viso della morte gonfia di rabbia, attaccò ancora : " confiderò sul tuo corpo e quando lui diverrà vecchio e debole sorriderò alla tua impotenza ".
Di nuovo il medico : " non sperare su ciò perché benché vecchio ed infermo altre braccia saranno le mie ed altre gambe mi sorreggeranno davanti a te ".
La Morte come in un senso di rassegnazione chinò il capo per un momento, poi improvvisamente si rivolse all'uomo dandogli le spalle, e con tono falsamente sommesso ma ironico lo apostrofò così : " sciocco essere, attenderò che tu ed io saremo una cosa sola, e la Morte sai non fa dispetto alla Morte " .
A quelle parole il medico si sentì debole ed inerme, il suo corpo si piegò e le lacrime gli rigarono il viso, ma in quel preciso istante una voce si alzò alle spalle dei due : " sono il figlio e dove mio padre terminerà il suo cammino, li inizierà il mio e chiederò a mio figlio di fare altrettanto, e lui pregherà il suo, così per tutto il tempo ".
Un urlo uscì dalla bocca della Morte : "maledetti testardi " , e scappò via imprecando furiosa. Si racconta che per molto tempo fu possibile udire, proveniente da lontano, lassù oltre le nubi, una risata di felicità. " 
  
© Golconda




Buona celebrazione a tutti voi
 per la festa di Samhain, per la festa di Ognissanti e per la Commemorazione dei Defunti
Bentrovati!


In ordine di pubblicazione, per chi è interessato :

lunedì 20 ottobre 2014

Stella gemella


" ... E io cerco nel cielo stellato
Dove sono le stelle gemelle -
Mio destino che al tuo è legato
Ma dove sono le nostre stelle?
O cielo, campo di grano incantato!

La notte si consuma dolcemente
Serena* alfine m'addormento.
I tuoi occhi che vegliano la tua* amante
Non sono forse, mio bello* indocile,
Le nostre stelle del firmamento? "

Serena* = sereno, nel testo originale
la tua* = il tuo, nel testo originale
mio bello* = mia bella, nel testo originale

Guillaume Apollinaire

Il direttore d'orchestra è sempre presente nella tua vita,
 dirige solo perché tu possa gioire nell'ascoltare.
Auguri ! 

Post programmato : a prestissimo e un bacio a tutti !

venerdì 10 ottobre 2014

Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima - I Edizione 2014


L'anno scorso mentre preparavo il post sul Calendario dell' Avvento mi è balenata un' idea folle ed ho bisogno del vostro aiuto per poterla realizzare.
Il Natale è la festa della famiglia che per magia veste i rapporti di un afflato spirituale ed anche i dissapori più tenaci si sciolgono in caldi abbracci. Ritengo che io e voi facciamo parte dello stesso focolare famigliare, il "Focolare dell'Anima" alimentato dalla vostra Anima e dalla mia,  quindi perché non creare il nostro Calendario dell'Avvento? Ognuno di noi con il proprio blog potrà essere una delle 24 finestrelle che lo compongono, si potranno postare foto, racconti di storie realmente vissute o immaginarie, poesie, ricette di cucina, desideri, pensieri, riferimenti ad opere d'arte, creazioni manuali, non ci sono limiti alla fantasia, anche un semplice buongiorno od un io sono con voi andranno benissimo; chiunque è il benvenuto, spero nella vostra disponibilità e vi ringrazio in anticipo. 
Da oggi sono in vacanza per circa due settimane, al mio ritorno realizzerò le 24 finestrelle con i nomi dei partecipanti, chi vuole la sua lo lasci scritto nel commento ed io provvederò a spedirla via mail, inoltre se non ci sono richieste specifiche il giorno che vi sarà affidato per la pubblicazione seguirà l'ordine dei commenti, io ad esempio prenoto il 18, se saranno necessarie ulteriori informazioni questo stesso post verrà aggiornato in seguito con maggiori dettagli.

Vi abbraccio tutti e a presto !


Aggiornamento 5/11/2014

I blog che ad oggi hanno aderito al Calendario dell'Avvento sono:

Il bene in noi di Gianna che ha prenotato il primo dicembre e il ventitré dicembre
Elf2mani di Elfi a cui ho affidato il due dicembre
Cartatadiresche di Maurizio a cui ho affidato il quattro dicembre
Tra sogni e realtà di Ambra e dei volontari Seneca Milano a cui ho affidato il sei dicembre
Mondo d'Arte di Pia che ha prenotato il tre dicembre
Acquadifuoco di Chicchina a cui ho affidato il nove dicembre
Fantasie Luccicanti  di Claudia che ha prenotato il quindici dicembre
De qua e de la di Elio che ha prenotato il ventiquattro dicembre
Fiori di zagara di Cettina che ha prenotato il sette dicembre
Seta fina di Stefania che ha prenotato l'undici dicembre
Ad Maiora di Elettra che ha prenotato il venti dicembre
Mostrelibrieluoghi di Costantino che ha prenotato il diciannove dicembre
Anima Mundi, io che ho prenotato il cinque e il diciotto dicembre
Sirio - note in libertà che ha prenotato l'otto dicembre
Il tempo ritrovato di Antonella che ha prenotato il sedici dicembre
The romantic Rose di Rosetta che ha prenotato il dodici dicembre
Anima Mundi di Golconda che ha prenotato il ventuno dicembre
Attimi di Graziana che ha prenotato il dieci, il diciassette e il ventidue dicembre
I dipinti di Giada  di Giada  che ha prenotato il tredici dicembre
Nontuttomaditutto di Tiziano che ha prenotato il quattordici dicembre

Quando saranno concluse le adesioni e definiti gli abbinamenti tra i blog e i giorni del Calendario dell'Avvento vi spedirò tramite mail il logo che vedete nell'home che riporterà il giorno della vostra pubblicazione, il nome del vostro blog e il vostro nome di battesimo o nickname.
Inoltre ognuno di noi, in una sorta di staffetta, riporterà alla fine del proprio post il link o anche semplicemente il nome di chi pubblicherà il giorno seguente.


Aggiornamento 16/11/ 2014


Le adesioni al Calendario dell'Avvento si sono concluse, ma se qualcuno vuole ancora partecipare è sempre il benvenuto, grazie a tutti!

martedì 7 ottobre 2014

" ... E tutti fanno « Oooooh ! » ... "


"... A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno « Oooooh! » ... "

Sulla strada 
Jack Kerouac

mercoledì 1 ottobre 2014

Nelle vigne popolate ...


" L'afa era ancora pesante, il cielo velato di vapori. La pioggia doveva essere assai lontana, e si cominciò la vendemmia. Nelle vigne popolate di vespe e di calabroni i grappoli appena punti si disfacevano. Un odore denso era dappertutto. 


Le donne si sparsero pel campo con le loro ceste sul capo, e si adagiavano sotto le viti. Le dita si appiccicavano legate dai succhi e dalle ragnatele. 


Nell'aria si intonavano canzoni cui si rispondeva da vite a vite, i peri e i peschi buttavano giù con un tonfo qualche frutto troppo maturo.


Verso mezzogiorno il palmento si riempì d'uva e fu il primo convegno delle vespe che salivano stordite alla superficie dei grappoli. L'aria era divenuta di miele, e l'aroma delle piante bruciate dal sole si mescolava a quello dolce e inebriante delle uve che non riuscivano più a contenere i succhi e che si disfacevano, un grappolo sull'altro, nel reciproco peso. "


Vendemmia
Corrado Alvaro

lunedì 29 settembre 2014

Dammi il cinque


" ... Se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti 
... ne troverai una alla fine del tuo braccio ... 
Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani.
 Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri. "

Audrey Hepburn

venerdì 26 settembre 2014

" Per principio, per se stessi, per la propria dignità "

 " Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità."

Un uomo
Oriana Fallaci


Nella notte di sabato 13 gennaio 2012 all'1.46, dopo il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, il capitano di fregata Gregorio De Falco della sezione operativa della capitaneria di Porto di Livorno, per principio, per se stesso, per la propria dignità, ha svolto in maniera impeccabile il suo lavoro:

De Falco: "Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?" . 
Schettino: "Sì, buonasera comandante De Falco" .
De Falco: "Mi dica il suo nome per favore".
Schettino: "Sono il comandante Schettino, comandante".
De Falco: "Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino...".
Schettino: "Comandante le dico una cosa..."
De Falco: "Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?".
Schettino: "In questo momento la nave è inclinata...".
De Falco: "Ho capito. Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E me ne dice il numero di ciascuna di queste categorie. E' chiaro?
Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un'anima di guai. Vada a bordo, cazzo!" 
Schettino: "Comandante, per cortesia..."
De Falco: "No, per cortesia... lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo...".
Schettino: "Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono sotto qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua..."
De Falco: "Che sta facendo comandante?"
Schettino: "Sto qua per coordinare i soccorsi..."
De Falco: "Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta? "
Schettino:"No no non mi sto rifiutando".
De Falco:"Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante? Mi dica il motivo per cui non ci va?" 
Schettino: "Non ci sto andando perché ci sta l'altra lancia che si è fermata...".
De Falco: "Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! E' chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì".
Schettino: "Dove sta il suo soccorritore?"
De Falco: "Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri Schettino".
Schettino: "Quanti cadaveri ci sono?" 
De Falco: "Non lo so.. Uno lo so. Uno l'ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo".
Schettino: "Ma si rende conto che è buio e che qua non vediamo nulla ...".
De Falco: "E che vuole tornare a casa Schettino? E' buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!".
Schettino: " ... Sono assieme al comandante in seconda qui".
De Falco: "Salite tutti e due allora. Come si chiama il secondo?"
Schettino: "Si chiama Dimitri".
De Falco: "Dimitri cosa?".
Schettino: "Dimitri Christidis".
De Falco: "Lei e il suo secondo salite a bordo. Ora! E' chiaro?".
Schettino:"Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l'altra scialuppa qua... ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori...".
De Falco: "Lei è un'ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O! E mi viene subito a dire quante persone ci sono!".
Schettino: "Va bene comandante, sto andando".
De Falco: "Vada, subito!".

Oggi mentre Francesco Schettino da lezioni all'università, il comandante Gregorio De Falco viene colpito nel principio, in se stesso, nella dignità; è stato rimosso dagli incarichi operativi e il 28 settembre sarà trasferito negli uffici amministrativi della Direzione marittima di Livorno e anche se Federico Gelli porrà un'interrogazione parlamentare al ministro Maurizio Lupi per sapere la ragione di questa scelta, l'Italia non potrà dimenticare di aver ricevuto per l'ennesima volta, un ulteriore ferita alla sua integrità.  

"Proprio stamani ho avuto notizia dal comandante Faraone che lascio il servizio operazioni e vengo destinato ad un ufficio di carattere amministrativo. Sono abbastanza amareggiato, perché da dieci anni la mia ragione professionale è l'operativa, ma sono un militare."

Gregorio De Falco

Lei è amareggiato capitano De Falco ed io lo sono insieme a lei

martedì 23 settembre 2014

Nucleo e involucro d' autunno


" ... Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti. Ma quali che siano i modi, lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico: arrivare a levarsi innanzi al volto del sole ... "

Iram dalle alte colonne
Kahlil Gibran


Buon equinozio d'autunno

domenica 21 settembre 2014

Come una farfalla

" La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume il colore delle foglie sulle quali si posa… si diventa ciò che si contempla. "

Gustave Flaubert


... Ed io sono diventata una farfalla

martedì 16 settembre 2014

Diomira, città delle lampade multicolori

Per giungere in settembre a Diomira, Marco Polo parte da un luogo non ben precisato e si dirige verso levante, segue dunque per tre giorni il percorso del sole per scoprire, alle prime ore dell'alba, la prima città della memoria annunciata dal canto di un gallo, sbrilluccica d'argento, di bronzo, di stagno, di cristallo e d' oro; in lei c'è la bellezza delle cose comuni già conosciute e al declinare del giorno invece offre la peculiare accensione delle lampade multicolori sulle porte delle friggitorie che una voce di donna riporta al ricordo della felicità di ciò che è stato; quindi l'esplorazione di Diomira, che inizia dalla luce per concludersi nell'oscurità illuminata, traccia il sentiero della vita.


" Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l'uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d'argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d'oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s'accorciano e le lampade multicolori s'accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, viene da invidiare quelli che ora pensano d'aver già vissuto una sera uguale a questa e d'esser stati quella volta felici. "

Diomira - Le città invisibili
Italo Calvino

Ottavia, città - ragnatela

lunedì 8 settembre 2014

" L' azzurra distesa del Mediterraneo "


" L’azzurra distesa del Mediterraneo, incantatore e ingannatore di uomini audaci, manteneva il segreto del suo fascino… 
sotto la meravigliosa purezza del cielo al tramonto "

Joseph Conrad


Un cielo al tramonto trapunto di nubi che si specchiano nell' azzurra distesa del Mediterraneo perde la sua purezza?

giovedì 4 settembre 2014

Tra luce e oscurità sul Carro d' Oro


" ... Sole fecondo , che col carro ardente
porti e nascondi il giorno*, e nuovo e antico
rinasci, nulla più grande di Roma
possa mai tu vedere! " ...

Carmen saeculare
Quinto Orazio Flacco

col carro ardente / porti e nascondi il giorno* = Il Carro del Sole

" ... D'oro era l'asse, d'oro il timone, d'oro il cerchione
delle ruote e d'argento la serie dei raggi;
lungo i gioghi, topazi e gemme poste in fila
per riflesso del Sole emanavano sfavillanti bagliori ..."

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

era trainato da Eoo, Piroide, Etone e Flegone, quattro cavalli lucenti che lanciavano fuoco dalla bocca e dalle narici,

" ... Facile non ti sarà reggere cavalli
così focosi per le fiamme che hanno in petto
 e spirano da bocca e froge ... "

" ... gli alati cavalli del Sole, Eòo, Prois, Èton
e Flègon, l'ultimo, riempono l'aria di nitriti
e di fiamme, scalpitando di fronte alla barriera.
Non appena Teti, che non sa quale destino attenda il nipote,
l'apre, schiudendo a loro gli spazi del cielo immenso,
quelli si lanciano fuori, scalciando le zampe nell'aria
squarciano la cortina di nebbie e sollevandosi sulle ali
superano gli Euri che nascono nelle stesse regioni ... "

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

era guidato dal dio Helios - Apollo Febo

" ... Avvolto in un manto purpureo, Febo sedeva
su un trono tutto sfolgorante di smeraldi luminosi:
ai suoi lati stavano il Giorno, il Mese e l'Anno,
i Secoli e le Ore disposte a uguale distanza fra loro;
e stava la Primavera incoronata di fiori,
stava l'Estate, nuda, che portava ghirlande di spighe,
stava l'Autunno imbrattato di mosto
e l'Inverno gelido con i bianchi capelli increspati ... "

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

e nel tragitto che percorreva quotidianamente era preceduto da Eos - Aurora che spargeva petali di rosa, 

" ... ecco che all'erta dal lucore di levante
l'Aurora spalanca le sue porte purpuree e l'atrio colmo
di rose: fuggono le stelle, che Lucifero raduna
in schiere, lasciando per ultimo il campo celeste ... "

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

veniva assistito dalle Ore

" ... ordinò alle Ore in attesa di aggiogare i cavalli
Rapide le dee eseguono l'ordine e dal fondo delle stalle
traggono i destrieri sazi di succo d' ambrosia, che spirano
fuoco, e adattano loro i morsi tintinnanti ... "

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

e trasportava l'astro solare che tracciava l'arco del giorno sorgendo dal fiume Oceano ad oriente per tramontare sul fiume Oceano ad occidente dopo aver raggiunto l'apice del cielo.
La magia di una bacchetta d'oro, che permetteva il continuum del viaggio dalla luce all'oscurità e dall'oscurità alla luce, riportava Helios - Apollo Febo ad oriente per riposare nella sua reggia costruita su maestose colonne, decorata con oro, argento, rame e avorio.

" ... Alta si ergeva la reggia del Sole su immense colonne,
tutta bagliori d'oro e fiammate di rame;
lucido avorio rivestiva la cuspide del frontone
e i battenti della porta emanavano riflessi argentei.
E qui l'arte eclissava la materia, perché il dio del fuoco
vi aveva cesellato i mari che circondano la terra,
l'universo intero e il cielo che lo sovrasta ... "

Le metamorfosi - Libro II
Ovidio

P. S. 
Riuscite a vedere il viso che sembra nascondersi dietro le nuvole nella parte superiore della foto a destra dell'antenna più alta?

lunedì 1 settembre 2014

Di pietra e di cuore


" ... Quando è la pietra a prendere la forma del cuore non si può più accusarla di essere dura e insensibile ... "

Sasha nel cuore di Interior
Sciarada Sciaranti

giovedì 28 agosto 2014

mercoledì 20 agosto 2014

" Se mi cerchi nel cuore, io nel tuo cuore vivrò "



Felice compleanno


" Quando l'amicizia 
Ti attraversa il cuore, 
Lascia un'emozione, 
Che non se ne va. 

Non so dirti come, 
Ma succede solo 
Quando due persone 
Fanno insieme un volo. 
Che ci porta in alto, 
Oltre l'altra gente, 
Come fare un salto 
Nell'immensità 
E non c'è distanza, non c'è mai 
Non ce n'è abbastanza, se
Se tu sei già dentro di me, 
Per sempre 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 
In qualunque posto sarai, 
Ci ritroveremo vicino, 
Stretti l'uno nell'altro, 
Oltre il destino 

Su qualunque strada, 
In qualunque cielo, 
E comunque vada 
Noi non ci perderemo. 
Apri le tue braccia, 
Mandami un segnale, 
Non aver paura, che ti troverò 
Non sarai mai solo ci sarò 
Continuando in volo che, 
Che mi riporta dentro te 
Per sempre 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 
In qualunque posto sarai, 
Non esisteranno confini 
Solamente due amici 
Più vicini 

Credi in me, 
Non avere dubbi mai, 
Tutte le cose che vivi 
Se sono vere come noi, 
Lo so, tu lo sai 
Che non finiranno mai 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Se mi cerchi nel cuore, 
Io nel tuo cuore vivrò 
In qualunque posto sarai, 
Ci ritroveremo vicino, 
Stretti l'uno nell'altro, 
Oltre il destino! 

In qualunque posto sarai, 
In qualunque posto sarò, 
Tra le cose che vivi 
Io per sempre vivrò. "

Le cose che vivi
Laura Pausini

mercoledì 13 agosto 2014

Feriae Augusti

Sexstilis che era in origine il sesto mese del calendario lunare di Romolo, con il rimaneggiamento del 713 a.C. , con l'aggiunta di Ianuarius e Februarius diventa l'ottavo mese nel calendario di Numa Pompilio e successivamente perde anche il suo nome originale perché viene dedicato a Gaio Giulio Cesare Ottaviano che il 16 gennaio del 27 a.C. è incoronato Imperatore Augusto dal senato romano sulla scia delle Grandi Madri d'oriente:

l' Atargatis siriana - dea pesce Atar, patrona della fertilità e del lavoro dei campi.
l'Inanna sumera - dea della fecondità, della bellezza e dell'amore,
l'Ama Terasou Oho Mi kami giapponese - dea solare - grande ed augusta dea che brilla in cielo, 

alle quali ci si rivolgeva con l'appellativo augusta - colei che è forte

"Mi accingo a cantare alla Terra, Madre universale dalle solide fondamenta,vecchia venerabile, che nutre quanto si trova sulla superficie di essa. Da te procede la fecondità e la fertilità, o Sovrana!, e da te proviene dare e togliere la vita agli uomini mortali. Beato colui al quale tu, benevola, rendi onori; questi ha tutto in abbondanza ... dea augusta, generosa divinità! Salve, Madre degli Dei, sposa del Cielo stellato! Concedimi una vita felice come premio al mio canto! D’ora in poi mi ricorderò di te nei rimanenti canti."

Inno alla Terra Madre del Tutto
Inni Omerici


Agosto
Palazzo Schifanoia - Ferrara
1468 - 1470
Cosmè Tura (attribuito)

Sexstilis - Agosto era il mese in cui i contadini completavano i lavori agricoli per dedicarsi finalmente al meritato riposo estivo e ai festeggiamenti per il buon raccolto effettuato.
Nel 18 a.C. Ottaviano Augusto decide che è l'intero mese a dover esser consacrato al riposo e riunisce tutte le festività nella locuzione Feriae Augusti - Riposo di Augusto, le più importanti per l'affluenza di pubblico erano:

La Dedicatio del Tempio di Diana sull'Aventino - il 13 di agosto veniva celebrata la dea Madre sovrana delle selve, custode delle sorgenti, degli animali selvatici e protettrice delle partorienti; schiavi e patrizi senza distinzione di ceto si recavano insieme al tempio per i rituali sacri a cui seguivano le fiere di mercato e gli spettacoli pubblici, in questa occasione le istituzioni si impegnavano in elargizioni nei confronti dei poveri, una pratica che nel Rinascimento è diventata una mancia, una gratifica per i lavoratori da parte del padrone, obbligatoria per decreto pontificio. La dea era venerata come trivia: Diana in terra, Luna nera in cielo e Proserpina nel regno degli inferi,

"Quale ne' plenilunii sereni
Trivïa ride tra le ninfe etterne
che dipingon lo ciel per tutti i seni,"

Paradiso - Canto XXIII
Dante Alighieri

nel suo tempio, in cui le donne lasciavano delle tavolette votive e consacravano le loro vesti affinché gli fosse concesso un parto sicuro, sereno e senza intralci,  era sepolta un' ara che simbolicamente collegava il mondo terreno con quello dei Manes - Benevolenti, i dei ctonii - sotterranei, anime degli antenati defunti. Con l'avvento del Cristianesimo, che istituì il dogma dell'Assunzione il 15 di agosto, tutte le caratteristiche simboliche di Diana vennero attribuite alla Vergine Maria ( vedi Assunzione di Maria )

" Noi caste fanciulle e noi illibati fanciulli siamo in protezione di Diana: noi dunque puri fanciulli e noi intemerate verginelle Diana Cantiamo. O Latonia, del sommo Giove alta figliuola, cui la madre partorì presso un ulivo dell'isola di Delo, acciò tu fossi diva custode de' monti e delle verdeggianti selve, e de' reconditi boschi e risonanti fiumi. Tu nelle doglie di quelle che vengono in sul parto, sei detta Giunone Lucina; tu sei la potente Trivia, e sei detta Luna risplendendo d'un lume non tuo. Tu pure o Diva percorrendo l'annuo cammino del sole nel mensuale tuo corso riempi le rustiche case degli agricoli di buone ricolte. Per qualunque nome siati un piacere d'esser chiamata, santa Dea rimani con noi; e, mercè la buona tua protezione, conserva,  come sei pur usata, l'antica gente di Romolo. "

Inno a Diana
Caio Valerio Catullo 


Diana e Cupido
1761
Pompeo Girolamo Batoni

Le Vinalia rustica o altera  - erano le celebrazioni del 19 agosto  in cui il flamen dialis, sacerdote romano preposto al culto,  offriva un agnello a Giove  e a Venere per propiziare l'abbondanza della vendemmia.


Il 23 di aprile invece Le Vinalia  erano urbana o priora ed onoravano il  raccolto d'uva dell'anno precedente, trasformato in vino nuovo, con offerte a Giove.

Le Consualia - feste arcaiche risalenti a Romolo ricordavano Consus il dio ctonio - sotterraneo delle messi, del seme di grano, dei Consigli segreti e dei Concili, nume tutelare dei raccolti, dei granai e delle provviste, era festeggiato il 21 di agosto con l'illuminazione dell'  Ara Consi nel suo tempio ipogeo al Circo Massimo, con le corse dei muli e la sfilata degli animali da soma bardati con ghirlande di fiori,  di cui  possiamo trovare traccia nell'odierno Palio dell'Assunta di Siena.

Le Consualia si celebravano anche il 15 dicembre e come spiega Tito Livio, durante i festeggiamenti, agli albori della nascita di Roma, avvenne il famoso " Ratto delle Sabine"

" predispose ad arte solenni giochi in onore di 
Nettuno equestre, giochi cui diede nome di 
Consuali. ... Accorse un gran numero di
 persone, anche per la curiosità di vedere la
 nuova città, e particolarmente i più vicini: i 
Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne
anche, praticamente al completo, con mogli e
figli, la popolazione dei Sabini. "

Ab Urbe condita
Libro - I, 9 
Tito Livio


Opiconsivia - festa del 25 agosto che onorava Ops - Opis, primigenia dea Madre della terra fertile, della ricchezza agraria e della munificenza , dea tutelare di Roma, senza averlo concepito con un dio o con un uomo ebbe un figlio che presiedeva la vegetazione in un ciclo di nascita, morte e rinascita, fu sposa di Consus ( da cui consivia - che semina) in alcune versioni e di Saturno in altre, veniva raffigurata con la cornucopia, lo scettro e le spighe di grano ( vedi Abbondanza )

La festa dedicata ad Ops era proposta anche  il 19 dicembre con il nome di Opalia al terzo giorno dei Saturnalia

" Si dice che Opi sia moglie di Saturno
tramite lei si esplica la terra,
poiché la terra distribuisce tutti i beni
 al genere umano. "

Sesto Pompeo Festo

A lei erano dedicati un tempio sul Campidoglio, uno nel Foro e un sacrario nella Regia del Foro, accessibile solo al Pontefice Massimo e alle vestali.


Ops
1630 - circa
Pieter Paul Rubens

Ferragosto dunque, giorno in cui Sirio incomincia ad esser visibile fin dall'albeggiare, ne ha fatta di strada per giungere a noi come festa di mezz'estate, con le sue gite fuori porta tra il fuoco dei falò , l'acqua dei ruscelli e del  mare, in un rito simbolico di purificazione e rigenerazione.

Buon Ferragosto a tutti

"Al tempo di Ottaviano imperatore, i senatori, vedendolo così magnifico, perché ai loro occhi non aveva uguali, e latore di tanta prosperità e di tanta pace che l'intero mondo gli porgeva tributo, dissero che lo volevano adorare, che in lui vi era santità, e che se ciò non fosse stato vero, egli non avrebbe avuto prosperità in ogni cosa. Ottaviano parlò, e chiese ai senatori un termine, e fece chiamare a sé la Sibilla Tiburtina, e tutto quello che avevano detto i senatori, egli riferì alla Sibilla. La quale chiese un termine di tre giorni. E la Sibilla digiunò tre giorni in quel palazzo, e poi rispose ad Ottaviano e disse: "Misericordia o imperatore, questo è il segno del giudizio. Il tuo sudore [Il tuo operato] rifonderà la terra. Dal cielo deve venire il re del mondo, forse a te è data licenza di vederlo". E in quell'istante il cielo si aprì, e su di lui discese una gran luce, ed Ottaviano vide in cielo una giovane donna incoronata di splendido aspetto su di un altare molto bello, e teneva in braccio un bambino. Ed Ottaviano ne ebbe gran meraviglia, ed udì una voce che così diceva: "Questo è l'altare del figlio di Dio". Ed Ottaviano si gettò immediatamente a terra e adorò Cristo. Poi raccontò questa visione ai senatori, e costoro se ne meravigliarono molto. Questa visione ebbe luogo nella camera di Ottaviano imperatore là dov'è la chiesa di Santa Maria in Campidoglio, e da allora innanzi fu chiamata Santa Maria in Ara Coeli."

Quando Ottaviano ebbe la visione in cielo.
Miracole di Roma
Anonimo 


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