lunedì 21 luglio 2014

L'addormentato della valle

Questo è quello che rimane


" È una gola di verzura dove un fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.

Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.

I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O Natura, cullalo tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rosse ferite sul fianco destro. "

Arthur Rimbaud

La risoluzione di un conflitto non passa mai attraverso la morte; cessate il fuoco, scegliete la vita. 

domenica 13 luglio 2014

The Very Ispiring Blogger Award 2014 e Award dell'Amicizia

Ringrazio Enrico Zio del Blog Amici in allegria per due graditissimi premi: il primo è The Very Ispiring Blogger 2014


Chi vuole partecipare può

1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato;
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio;
3. Condividere sette fatti su di voi;
4. Nominare altri 15 blogger e notificargli la nomination.

Per quanto riguarda i sette fatti su di me potete leggere Very Ispiring Blogger .
Nella lista dei blogger a cui passo il premio non compaiono coloro che quest'anno mi sembra lo abbiano già ricevuto

acquadifuoco - Chicchina
Ad Maiora - Elettra
Ama e fai quello che vuoi - Mamma imperfetta
AQUARELLEN - OLIE- ACRYL EN FOTOGRAFIE VAN JOKE - Joke
Attimi - Graziana
Beatris Click - Beatris
Costanza - Antonietta
du-four-au-jardin-et-mes-dix-doigts - Claude
elf2mani - Elfi
Emozioni a colori - Ivana
Fantasie Luccicanti - Claudia
HPY - Hélène
Il calesse - Lucia
Intherainbow
La Croce Del Sud - Johakim
Luce nel cuore - Mirta
mostrelibriluoghi - Costantino
One's destination is never a place but a new way of seeing things - Kiran
pensieri, parole e immagini - Pia
Seta Fina - Stefy
Tra sogni e realta - Ambra e volontari Seneca
Turismo Lento - Carmine

Il secondo invece è L'Award dell'Amicizia


Mi sono chiesta se l'amicizia abbia delle regole ben precise da rispettare per essere ritenuta tale, me lo sono chiesta anche dopo alcune frecciate ricevute in questo mondo blogger per certe mie affermazioni di cui non è stata neanche presa in considerazione la motivazione, mi sono risposta che non seguo le regole e non so se in realtà sono una buona amica o meno, so solo che il mio modo di agire non è dettato da una fredda razionalità distaccata dal cuore, ma dal desiderio che i miei amici siano felici con se stessi a prescindere da  me o dagli altri, questo, non perché io non ci sia, ma per quelle volte che non riusciranno a percepirmi come un mantra interiore che gli dice che gli voglio bene  e che li sto stringendo in un abbraccio anche quando non condivido le loro scelte o le loro opinioni e per quelle volte che la mancanza di un gesto potrà sembrare indifferenza e non un atto di protezione.

Adesso rispondo alle 5 domande del premio e poi lo passo a tutti voi 

Perché sono blogghista?
Non ho una reale risposta per questa domanda

Cosa mi piace?
La buona fede e l'onestà intellettuale

Sogno nel cassetto?
Ho un rapporto strano con i sogni, mi piacciono quelli che sprigionano la fantasia creativa, ma non quelli nel cassetto che assorbono la vita, si realizzano per lasciarti con l'amaro in bocca o quelli illusori e fini a se stessi che rubano tempo alla bellezza che si può trovare nella realtà se solo si sa osservare.

Chi sono?
Sciarada Sciaranti nell'Anima Mundi.

Cosa non mi piace?
I critici che non hanno niente a che fare con il senso critico e che si indispettiscono e si offendono se vengono criticati da critici della loro stessa specie.

Ribadisco ormai da tempo  che i premi sono dei piccoli pensieri di apprezzamento, sono dati a livello simbolico e non per seguire una catena, chi non ha voglia di condividerli nel proprio blog  è libero di farlo senza che ciò implichi alcuna offesa o altro, ricordo inoltre che se qualcuno vuole prelevare i loghi, può farlo sul blog di Enrico.  

martedì 1 luglio 2014

" I caldi tramonti di luglio ... "


" I caldi tramonti di luglio non sono fatti per le meditazioni ascetiche. Il sole che discende rosso ... saetta i raggi orizzontali sui colli dalle forme curve, quasi muliebri, li veste di un colore roseo che par di carne. Sembra che la terra intorpidita dall’arsura diurna si risvegli come ad una nuova aurora e frema alla carezza delle fresche aure serali. Le foglie immobili cominciano ad agitarsi lente lente e il fiume, già fulgido specchio d’argento, prende il color verde degli occhi delle ondine tentatrici. Tutto si risveglia, anche il desiderio.
Le prime ore della notte, col tremulo bagliore delle stelle, con le vampe tiepide e profumate che alitano per la valle, con quel mistero della penombra dove s’indovina un fermento di amore e di fecondità, danno una molle sensazione che pare un principio di ebbrezza. Ai profondi silenzi succedono larghe vibrazioni di voluttà, e passano le lucciole a sciami sulle stoppie arse, cantano gli usignoli nelle macchie, e il fiume mormora gli ineffabili epitalami della notte. Nelle tenebre tiepide si compiono nozze misteriose, e l’amore palpita nel grembo della terra come il sangue nelle arterie dell’uomo.
È allora che il pieno disco della luna si leva e sale diffondendo la sua luce fredda sui campi deserti. Le ombre nere si allungano sui piani argentei e la corrente risplende qua e là di pagliuzze d’oro. Tutto a poco a poco si calma e riposa nella formidabile solennità della notte. "

 Brani di vita
Olindo Guerrini

sabato 21 giugno 2014

L'estate è venuta

All'interno del manoscritto irlandese Ms Rawlinson B.502, risalente al XII secolo, è conservato un poema lirico composto nella prima metà del IX secolo e attribuito al leggendario capo dei Fianna: Finn mac Cumhaill (vedi Le voci delle colline), il quale, attraverso l'arte poetica, spiega ad un suo sottoposto che uscire per rifornirsi d'acqua è ora possibile senza più alcuna difficoltà perché l'inverno si è concluso, il freddo è passato ed è finalmente sopraggiunta l'estate (Per i celti e i loro discendenti l'anno era diviso in due parti inverno ed estate - vedi Samhain , Beltane e Litha ).



1
" L'estate è venuta, esuberante, libera,
fa incurvare il bosco ombroso;
salta la cerva, veloce, sottile,
e liscio è il percorso delle foche.

2
Dolce canzone canta il cuculo,
induce a sonni lievi;
saltellano gli uccelli sulle placide colline
e balzano gli agili cervi grigi.

 3
Il caldo ha invaso la tana del cerbiatto
e i cani lanciano grida armoniose;
la spiaggia sorride, bionda distesa
che inasprisce il rapido mare.

4
Suono di folli venti sulla cima
dal nero querceto di Drum Daill;
corrono levigate mandrie di cavalli
ai quali è rifugio Cúan Caill.

5
Il verde prorompe da ogni pianta,
frondosi i cespugli nel verde querceto.
L'estate è venuta, l'inverno è finito:
agrifogli contorti feriscono i cani.

6
Il merlo, erede del bosco spinoso,
canta vigorose melodie;
il mare selvaggio stanco si riposa
e salta il salmone screziato.

7
Il sole sorride su ogni terra
allontanando il brutto tempo.
Latrano i cani, i cervi s'aggruppano,
s'addensano i corvi. L'estate è venuta. "


1
Tánic sam slán sóer
díambi clóen cail cíar,
lingid ag* seng snéid,
díambi réid rón rían*.

Canaid cuí céol mbinn mblaith,
díambi súan sáim séim,
lengait éoin cínin crúaich
ocus dailm* lúaith léith.

3
Foss n-oss* rogab tess,
gáir dess cass cúan,
tibid trácht find fonn,
díambi lond ler lúath.

4
Fúam ngaeth báeth barr
dairi duib Drum Daill,
rethid graig máel múad,
díambi dín Cúan Caill.

5
Maidid glass for cach luss,
bilech doss dairi glaiss:
tánic sam. rofáith gaim,
gonit coin cuilinn caiss.

6
Canaid lon dron dord
díambi forbb caille cerbb,
súanaid ler lonn líac,
foling íach brec bedc.

Tibid grían dar cach tírm
dedlai lim fris-sil snom,
gárit coin, dáilit daim*,
for-berat brain, tánic sam.

Ag , daim e oss* = Sono termini che letteralmente si riferiscono alla mucca e al bue, ma nella forma poetica metaforica alludono alla cerva e al cervo: 
dam allaid  - bue della foresta
oss alta - bue che salta 
Rón rían* = Letteralmente - percorso delle foche - è una locuzione che denota il mare, rafforzata da rìan che in termini poetici da solo indica sempre il mare. 

domenica 15 giugno 2014

Esordio italiano al Campionato Mondiale di Calcio 2014

Il 15 giugno a mezzanotte (ora italiana) per gli azzurri è iniziato il Campionato Mondiale di Calcio, abbiamo esordito a Manaus - Brasile con una vittoria sull'Inghilterra - 2 a 1 - marcatori Claudio Marchisio e Mario Balotelli; al di la di tutte le polemiche, viva la Nazionale Calcio Italiana che riunisce nel cuore tutti gli italiani sparsi per il mondo e fa ritrovare nella gioia uno spirito di appartenenza comune!


Logo FIGC

-
" Viva l'Italia, l'Italia liberata, 
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè. 
L'Italia derubata e colpita al cuore, 
viva l'Italia, l'Italia che non muore. 
Viva l'Italia, presa a tradimento, 
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, 
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, 
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. 
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare, 
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare, 
l'Italia metà giardino e metà galera, 
viva l'Italia, l'Italia tutta intera. 
Viva l'Italia, l'Italia che lavora, 
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, 
l'Italia metà dovere e metà fortuna, 
viva l'Italia, l'Italia sulla luna. 
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre*
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, 
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, 
viva l'Italia, l'Italia che resiste. "

12 dicembre* = Francesco De Gregori si riferisce alla reazione dell'Italia alla strategia della tensione, iniziata storicamente  con la strage di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969.

Viva l'Italia 
Francesco De Gregori


Italia - Inghilterra 
Abbraccio dei giocatori con Gigi Buffon che è rimasto in panchina a causa di una distorsione 

giovedì 12 giugno 2014

La forza dell'anello debole


" Una catena è forte quanto il suo anello più debole. "

Christiaan Barnard
Chirurgo sudafricano

" L'anello più debole è anche il più forte. Spezza la catena. "

Stanisław Jerzy Lec
Scrittore e poeta polacco


Resta solo da vedere in quali casi l'anello più debole determina una vittoria o una sconfitta

giovedì 22 maggio 2014

L'occhio del T-Rex


L'occhio del T-Rex

"La fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla ragione, né smussa l'appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione, migliori fantasie produrrà." 

Sulle fiabe - Albero e foglia
J.R.R. Tolkien

domenica 11 maggio 2014

" Aurea Madre "


Aurea Madre
 Dall' Orientale Raggio
Effonde  Amor

© Sciarada


Felice Festa della Mamma  a te Raggio  di Sole da me e Sorellina e tantissimi auguri a tutte le Mamme!

mercoledì 30 aprile 2014

" Un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti "

" Scrivendo sprofondo dentro le masse di acqua marina come un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti. Poi, venendo fuori, metto ad asciugare sulle rive i tesori che ho trovato; poi ragiono su come comporli, come renderli riconoscibili e identificabili. "

Dentro le parole 
Dacia Maraini


Voi riuscite a riconoscere un palombaro in questa foto?

Buon 1° Maggio

domenica 27 aprile 2014

Nel segno della santità


L'affetto che mi lega a papa Giovanni Paolo II è infinito, mi limito solo a dire che la sua santità l'ho sentita sulla mia pelle, la sua grande Anima ha sorriso alla mia donandole la leggerezza che le era stata tolta ed oggi sono felicissima di rendere omaggio a lui e a papa Giovanni XXIII che saranno canonizzati da papa Francesco alla presenza del papa emerito Benedetto XVI.
Le celebrazioni per questo storico evento sono iniziate sabato 26 aprile con la Notte bianca della preghiera ospitata nelle chiese di Roma e continueranno domenica 27 aprile con lettura della coroncina della Divina Misericordia e di alcuni scritti di papa Roncalli e di papa Wojtyla sulla misericordia, alle ore 10.00 seguirà la santa messa a piazza San Pietro che si concluderà alle 12.30, ci sarà poi libero ingresso alla basilica fino all' 1.00 di notte.



" Quelle dei due papi sono vite di speranza per tutti noi e Roma vuole vivere questo "

Cardinale Villini
vicario del Papa per la diocesi di Roma



" Il senso della mia pochezza e del mio niente mi ha sempre fatto buona compagnia, tenendomi umile e quieto. "

" Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera. Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo.
... Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: "Questa è la carezza del Papa". Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. "

Papa Giovanni XXIII


" Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani! "

Incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma
26 febbraio 2004

" Una volta che si è tolta la verità all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. "

Fides et Ratio
Papa Giovanni Paolo II


venerdì 25 aprile 2014

I tetti di Roma


"La forma vera della città è in questo sali e scendi di tetti, tegole vecchie e nuove, coppi ed embrici, comignoli esili o tarchiati, pergole di cannucce e tettoie d'eternit ondulata, ringhiere, balaustre, pilastrini che reggono vasi, serbatoi d'acqua in lamiera, abbaini, lucernari di vetro, e su ogni cosa s'innalza l'alberature delle antenne televisive, dritte o storte, smaltate o arrugginite, in modelli di generazioni successive, variamente ramificate e cornute e schermate, ma tutte magre come scheletri e inquietanti come totem. Separati da golfi di vuoto irregolari e frastagliati, si fronteggiano terrazzi proletari con corde per i panni stesi e pomodori piantati in catini di zinco; terrazzi residenziali con spalliere di rampicanti su tralicci di legno, mobili da giardino in ghisa verniciata di bianco, tendoni arrotolabili; campanili con la loggia campanaria scampanante; frontoni di palazzi pubblici di fronte e di profilo; attici e superattici, sopraelevamenti abusivi e impunibili; impalcature in tubi metallici di costruzioni in corso o rimaste a mezzo; finestroni con tendaggi e finestrini di gabinetti; muri color ocra e color siena; muri color muffa dalle cui crepe cespi d'erba riversano il loro pendulo fogliame; colonne d'ascensori; torri con bifore e con trifore; guglie di chiese con madonne; statue di cavalli e quadrighe; magioni decadute a tuguri, tuguri ristrutturati a garçonnières; e cupole che tondeggiano sul cielo in ogni direzione e a ogni distanza come a confermare l'essenza femminile, giunonica della città: cupole bianche o rosa o viola a seconda dell'ora e della luce, venate di nervature, culminanti in lanterne sormontante da altre cupole più piccole.
Nulla di tutto questo può essere visto da chi muove i piedi o le sue ruote sui selciati della città. E, inversamente, di quassù si ha l'impressione che la vera crosta terrestre sia questa, ineguale ma compatta, anche se solcata  da fratture non si sa quanto profonde, crepacci o pozzi o crateri, i cui orli in prospettiva appaiono ravvicinati come scaglie d'una pigna, e non viene neppure da domandarsi cosa nascondano nel loro fondo, perché già tanta e tanto ricca e varia è la vista in superficie che basta e avanza a saturare la mente d'informazioni e di significati. "
... " Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, - conclude, - ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile".

Palomar
Italo Calvino

mercoledì 23 aprile 2014

Dies Natalis - Anno IV


"E' il principio che muove tutte le cose," disse. 
"Nell'Alchimia è chiamato l'Anima del Mondo. Quando desideri qualcosa con tutto il cuore, sei più vicino all'Anima del Mondo, che è sempre una forza positiva."
Aggiunse, poi, che non era soltanto un dono degli uomini: tutte le cose sulla superficie della Terra possedevano un'anima, e non importava che si trattasse di un minerale, di un vegetale, di un animale o di un semplice pensiero.
"Tutto quello che si trova al di sotto e al di sopra della superficie della Terra si trasforma sempre, perché la Terra è viva, e possiede un'Anima. Anche noi ne facciamo parte ma ben di rado siamo consapevoli che essa agisce sempre a nostro favore."
L'Alchimista
Paulo Coelho

Grazie a tutti coloro che in questi quattro anni nell'Anima del Mondo hanno voluto condividere e intrecciare la loro Anima con la mia!

domenica 20 aprile 2014

" E' Pasqua "


 Risurrezione di Cristo
 1611 - 1612
Pete Paul Rubens
Cattedrale di Anversa

" È Pasqua. Anche il sole stamane è arrivato per tempo; anzi, anzi, con un leggero anticipo.
Anch'io mi sento buono, più buono del solito. Siamo tutti un po' angeli, oggi.
Mi pare quasi di volare, leggero come sono.
Esco di casa canticchiando. Voglio bene a tutti.
Distribuisco saluti a destra e a sinistra.
Vorrei compiere una buona azione, ma è impossibile, poiché tutti, lo si vede dai volti raggianti, hanno questo segreto proposito.
Guarda guarda chi c'è... Il signor Antonio, il mio sarto.
Faccio un fulmineo dietro-front e mi nascondo nel primo portone che trovo.
Le automobili vanno a passo d'uomo; i treni si fermano ai passaggi a livello: ne scende il fuochista, dà un'occhiatina a destra e a sinistra e, se non c'è proprio nessuno, rimette in moto la macchina.
Anche i ladri stanno a casa a pitturare le uova per i loro bambini.
Le galline razzolano nell'aia con visibile orgoglio: è un po' la loro festa. Ma il sole non tramonta ancora che la massara le chiude nel pollaio.
«È un sopruso», esse pensano «almeno oggi un'oretta di piu! ».
La chioccia dice: Ahimè, i bambini preferiscono le uova a sorpresa... Si addormentano pensando a queste strane uova.
Chissà, col tempo riusciranno a farle anche loro.
E sognano, sognano un fanciullo pieno d'ansia, che rompe il bianco guscio. Che cosa trova?
Oh, un pulcino che recita la poesia. Il bambino batte le mani, le galline piangono in sogno, di tenerezza materna. "

Cesare Zavattini

Buona Pasqua!

venerdì 18 aprile 2014

Il Venerdì Santo di Goethe in Italia


Crocifissione
1512 - 1516
Mathis Gothart Grünewald
Musée d'Unterlinden - Colmar


A Palermo in Sicilia su Monte Pellegrino si trova incastonato nella roccia il santuario di santa Rosalia; 
Johann Wolfgang von Goethe lo visitò durante le celebrazioni del Venerdì Santo e lo descrive così nel suo libro Viaggio in Italia:

"Il vero e proprio luogo sacro si accorda con l'umiltà della Santa, che qui cercò rifugio, molto più delle feste sontuose celebrate in onore della sua rinunzia al mondo. Quando si è sulla montagna si trova un angolo di roccia e ci si vede di fronte una parete, una rupe scoscesa contro la quale la chiesa e il convento sono come incrostati. L'esterno della chiesa non ha nulla di invitante, ma nell'entrare si resta sorpresi. Si vede un vestibolo, vasi con acqua benedetta e qualche confessionale. La navata è un cortile scoperto chiuso da un lato da una rupe selvaggia, al centro sta una fontana in pietra. La grotta stessa è trasformata in coro senza perdere il suo carattere selvaggio. Vi si accede salendo alcuni scalini. Tutto è illuminato dalla luce del cortile. In fondo, nell'oscurità della grotta, c'è l'altare maggiore. Dato che le rocce gocciolavano sempre d'acqua, bisognava mantenere il luogo il più asciutto possibile. Ci si è riuscito per mezzo di condotti e grondaie di piombo, legati tra loro. L'acqua è diretta verso un serbatoio limpido ove l'attingono i fedeli per adoperarla contro ogni sorta di mali." 

mercoledì 16 aprile 2014

Matisse 9


" ... Enigmatico, il gatto è affine a quelle strane cose che l'uomo non può vedere. E' lo spirito dell'antico Egitto, depositario dei racconti a noi giunti dalle città dimenticate delle terre di Meroe e Ophir. E' parente dei signori della giungla, erede dell'Africa oscura e feroce. La Sfinge è sua cugina, e lui parla la sua lingua; ma il gatto è più vecchio della Sfinge, e ricorda ciò che lei ha dimenticato... "


I gatti di Ulthar
Howard Phillips Lovecraft

lunedì 14 aprile 2014

" Dove inizia la fine del mare? "

" Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in un sola parola tutto nascondiamo? " 

Oceano mare
Alessandro Baricco


Dipende dalla prospettiva

giovedì 10 aprile 2014

" Qual è la tua strada amico? "


" ...Qual è la tua strada amico?
... la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada dell'imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi..."

Sulla strada
Jack Kerouac

lunedì 7 aprile 2014

" Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera "

La primavera di un tempo lontano s'ode attraverso la voce di un poeta che ha creato uno tra i più bei capolavori di stampo agreste della letteratura latina osservando il γεωργικός - l'abile contadino che ha imparato  l'idioma ancestrale della stagionalità e comunica con la natura  che è capace di sorprendersi del suo stesso ciclo vitale.


"... Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera; a primavera
gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
con piogge fertili nel grembo della consorte,
immenso si unisce all’immenso suo corpo,
accende ogni suo germe. Gli arbusti remoti risuonano
del canto degli uccelli, e gli armenti ricercano Venere,
e i prati rinverdiscono alle miti aure di Zèfiro.
E i campi si aprono; si sparge il tenero umore;
ora al nuovo sole si affidano i germogli.
E il tralcio della vite non teme il levarsi degli austri
né la pioggia sospinta per l’aria dai larghi aquiloni,
ma libera le gemme e spiega le sue foglie.
Giorni uguali e così luminosi credo brillarono
al sorgere del mondo; fu primavera, allora.
primavera passava per la terra. Ed Euro
trattenne il soffio gelido quando i primi
animali bevvero la luce, e la razza degli uomini
alzò il capo nei campi aspri, e le belve
furono spinte nelle foreste e le stelle nel cielo ..."


Georgiche - Libro II
Virgilio

sabato 8 marzo 2014

Io sono te e in te per sempre



Interior si avvicinò a piedi nudi alla finestra; l' inverno era stato piuttosto mite e adesso che stava per giungere la primavera faceva freddo, pioveva, il cielo era coperto e non lasciava filtrare neanche un raggio di luna; si accostò allo specchio, guardò riflesse le forme di Sasha distesa sul letto, la sentiva sospesa nel vuoto e sapeva di dover rispettare il suo silenzio; Sasha percepì la presenza di Interior, si voltò e vide che sullo specchio appannato  c'era un messaggio per lei:

Inquieta
Osservo

Solitarie
Ombre
Nubi
Oscure

Tuoni
Echeggiano

E

Incombono
Nervosi

Tempesta
Eterna

Pioggia
E
Respiro

Si
Espandono
Mentre
Parabole
Rompono
Equilibri

Sasha sorrise, si poggiò una mano sul cuore e si lasciò cullare dai suoi battiti. Interior ora poteva concedersi a Morfeo.

Sasha nel cuore di Iterior
Sciarada Sciaranti

Auguro ad ogni donna di credere nella propria interiorità, nella propria Anima, in quel soffio vitale che ha scelto di essere ed esistere in noi.

Giornata internazionale della donna
I moti del cuore e della mente

martedì 4 marzo 2014

La festa dei moccoletti

Il Martedì Grasso annuncia la conclusione del Carnevale e a Roma una tradizione nata nel 1773 lo salutava al tramonto con "la festa dei moccoletti", una folla umana in maschera con delle lanterne o con delle candele protette da paralumi di carta che potevano avere le dimensioni di "un cero pasquale" o di una "coda di un sorcio" si riversava come un fiume in piena lungo piazza del Popolo, via del Corso e piazza Venezia, che insieme si trasformavano in una suggestiva:

"via Lattea dei lumi"

L'improvvisatore
Hans Christian Andersen

avvolgente teatro all'aperto di una rappresentazione che alternava le luci alle tenebre e la vita alla morte. Ogni partecipante cercava di proteggere il suo moccolo e tentava di spegnere quello del suo avversario costringendolo così a togliersi la maschera ed ovviamente il divertimento era maggiore e diventava più interessante se i contendenti appartenevano al sesso opposto.


La festa dei moccoletti
Jean Louis Baptiste Thomas
1817

" Mentre al calar delle tenebre, festoni e maschere e ogni cosa va a poco a poco sbiadendo e perdendosi in una messa oscurità che tutto involge in un colore grigio cupo, ad un tratto, qua e là, alle finestre, sulle altane, sui balconi, nelle carrozze e tra la folla a piedi, cominciano a risplendere dei lumi; prima radi, poi più spessi, crescono, s'estendono, invadono tutto il Corso che si trasforma quant'è lungo in un gran tagliare e in una vampa di fuoco. 
Allora tutte le persone presenti non hanno più' che un solo pensiero, che un solo scopo costante, quello di spegnere la candela degli altri e conservare accesa la propria; e uomini, donne, ragazzi, signori e signore, principi e contadini, cittadini e forastieri, gridano e strillano e urlano senso posa il motto di scherno a chi s'è lasciato spegnere il lume: 
«Senza moccolo! Senza moccolo! », tantoché ben tosto non si sente più altro che un immenso coro di queste due parole, misto a scrosci di risa. Lo spettacolo a questo punto oltrepassa ogni immaginazione. Le carrozze s'avanzano lentamente colle persone che hanno dentro, ritte in piedi sui cuscini e sul serpe, col traccio disteso e alzato per tenere il lumicino fuori di pericolo; alcuni lo portano dentro un cartoccio; altri tiene un mazzo di candeline strette insieme e tutte accese, senza alcuna difesa; altri portano delle torce abbaglianti, ed altri un candelino che appena sta acceso. 
Persone a piedi, ficcandosi tra un veicolo e l'altro e seguitandoli, aspettano e colgono il destro per fare un salto e soffiare su un certo lumicino o dargli su un colpo; altri s'arrampicano sulle carrozze, e chinandosi verso l'interno, lo strappano dalle mani di qualcuno a viva forza; altri, inseguendo qualche sviato torno torno alla di lui carrozza, prima che salga a riaccendere la candela spenta della campagna, gli spengono la sua ch'egli è sceso a chiedere in favore o a rubare a qualcuno; altri, col cappello levato dinanzi allo sportello d'una carrozza, si fanno a pregare con gran rispetto ed umilmente una gentile signora, perché voglia porgere il suo lume per accendere il sigaro, e mentr'essa sta esitando dubbiosa di porgerlo o no, le soffian sul candelino custodito e difeso con tanta tenerezza dalla sua manina; gente alle finestre tentano con un uncino attaccato ad una cordicella di pescare qualche candela; o con fazzoletti legati all'estremità d'una pertica le spengono destramente nella mano stessa del portatore nel momento stesso del suo trionfo: uno, appiattato dietro una cantonata, aspetta il momento giusto per balzar fuori all'improvviso addosso alle superbe torce, con uno smisurato spegnitoio che pare un'alabarda; altri circondano una carrozza e vi si aggrappano; altri tirano a furia aranci e mazzolini di fiori contro una ostinata lanternina, o fanno un regolare bombardamento contro una piramide d'uomini con uno su in cima che porta sulla testa un lumicino sfidando tutti. 
« Senza moccolo! Senza moccolo! ». "

Impressioni d'Italia
Charles Dickens


La festa dei moccoletti
Ippolito Caffi
1852

Nel 1837 Ippolito Caffi nel descrivere un suo quadro esposto all'Accademia di Venezia illustra così la festa dei moccoletti:

"è illuminato dalla luna nella parte superiore delle fabbriche; di sotto un numero infinito di moccoli, torce a vento, palloni di carta colorita...
La quantità di maschere in carrozza, a piedi e sulle finestre ... il miscuglio, il moto, il fracasso ... e il veder tutti affaccendati a smorzar moccoli e tutti attenti ad accenderli amichevolmente. Le case son tutte piene di tappeti e le carrozze e i carri trionfali son tutti adornati ad uso d'un baccanale. Sentiremo cosa dirà il pubblico."



Carnevale
Coriandoli e Stelle Filanti
Il Carnevale romano

sabato 22 febbraio 2014

Il Carnevale romano

"Il Carnevale a Roma non è una festa data al popolo, ma una festa che il popolo dà a se stesso. Il governo non fa né preparativi né spese. Non illuminazioni, non fuochi artificiali, non processioni splendide, ma un semplice segnale che autorizza ciascuno ad essere pazzo e stravagante quanto gli pare e piace, ed annunzia che, salvo le bastonate, e le coltellate, tutto è permesso".

Viaggio in Italia
Johann Wolfgang von Goethe


Achille Pinelli 1835

Il Carnevale più bello ed originale del mondo, lustro per i giochi agonali, per i tornei, per le giostre,  per la Commedia dell'Arte, per le sfilate in maschera, per i carri allegorici, per l'attesa "corsa dei cavalli berberi" e per la famosissima "festa dei moccoletti", descritto dai più grandi artisti italiani e stranieri, che fin dalle sue origini medioevali iniziava 11 giorni prima del Mercoledì delle Ceneri  e che non comprendeva il sabato e la domenica, giorni dedicati al Signore, aveva un segno convenzionale che, esattamente alle ore 19.00, apriva i festeggiamenti con le sfilate delle carrozze delle autorità in maschera sull'antica via Lata ovvero l'odierna via del Corso.  

" ... al bombo della campana di Campidoglio s'apre la venuta delle carrozze, e in poco d'ora il Corso n'è, pieno a doppia fila e vi si fa un baccano inestimabile. Le dette carrozze son tutte aperte, e i gran signori usano i carri da caccia colle sponde a piuoli: tutta la cassa v'è foderata di mussola bianca; le donne sono in abiti a sacco e gli uomini in candidi camiciotti, e in cappelloni flosci colar di cenere : nel mezzo del cocchio son due panieri; l'uno pieno di confettini a granuola di gesso, e l'altro di massetti di fiori. Le finestre, le logge, i balconi ed i palchi son tutti messi a drappelloni e a ricascate di damaschi, di zendadi e di mussoline, vermiglie e cilestri; e i davanzali son pieni di spettatori, i quali hanno anch'essi di gran ceste piene di confetti che gettano nelle carrozze." 

Edmondo - o Dei costumi del popolo romano
Padre Antonio Bresciani

Il primo luogo dei festeggiamenti del Carnevale romano fu piazza Navona, qui si svolgevano:
le tauromachie in cui i tori si scontravano tra di loro, con altri animali e anche con l'uomo,
le giostre del saracino in cui un cavaliere armato di lancia, colpendo un fantoccio che roteava, metteva in scena una sorta di rappresentazione della lotta agli infedeli


La giostra del saracino
Andrea Sacchi
 1634

e i giochi dell'anello in cui un cavaliere doveva costringere la sua lancia entro un anello posto al di sotto di un contenitore d'acqua che si rovesciava sui partecipanti,


Il gioco dell'anello
 Bartolomeo Pinelli
 1825

ma nel 1464, con l'elezione a pontefice di Paolo II che spostò la sua residenza a palazzo Venezia dalle cui finestre, alla fine di lauti banchetti, lanciava del denaro al popolo in festa, via del Corso divenne il cuore degli intrattenimenti del Carnevale e qui, sotto il nuovo Papa, come sostiene l'architetto Andrea Busiri Vici ;

" si facevano altri sei pallii, oltre quelli d'oro e di seta pei cavalli romani, per quelli forensi e pei conduttori di asini, e cioè:
Uno per gli ebrei che correvano il lunedi prima della domenica.
Uno pei fanciulli cristiani pel martedì.
L'altro pei giovani cristiani nel mercoledì.
Il quarto pei sessagenari nel venerdì.
Il quinto per gli asini nel lunedì.
Il sesto per le bufale nel martedì di Carnevale.

Nel 1545  invece in questa via, fu riproposta la sfilata dei carri trionfali degli antichi romani rivisitata dai Rioni:

1. Rioni: Trastevere.  Carro che rappresentava il Carro Massimo.
2. Rione Ripa.  La statua della Fortuna e vari emblemi.
3. Rione Sant'Angelo.  La citta di Costantinopoli.
4. Rione Campitelli.  Gli orti delle Esperidi.
5. Rione Pigna.  La statua di Cibele Turrita.
6. Rione Sant'Eustacchio.  Un Concilio in atto di condannare gli eretici.
7. Rione Regola.  Un corvo che inseguiva alcuni serpenti avendone afferrato uno in bocca.
8. Rione Parione.  Uno smisurato grifone alla custodia di un nascondiglio d'oro.
9. Rione Ponte. Due cavalieri a cavallo affrontati insieme sopra un ponte ; uno vestito alla romana, l'altro alla barbara, dei quali il primo restava vincitore.
10. Rione Campomarzio. Due eserciti sopra, da una parte turchi, e dall'altra italiani, tedeschi, spagnoli e francesi che venivano alle mani dichiarandosi la vittoria pei secondi.
11 . Rione Colonna. Due monti, Abila e Calpe, con un braccio di mare intermedio, sul quale veleggiava una nave verso oriente. Dopo tal carro gran quantità di guastatori con vettovaglie, artiglierie, ed arnesi di campo militare.
12. Rione Trevi.  Un cavaliere armato alla romana che con la lancia in mano superava un barbaro con vigore già sotto i piedi."

Nel '700 le nobili famiglie romane non lesinano la loro presenza sui carri di cui finanziano l' addobbo :
nel 1711 il principe Pamphili  si circonda di ussari, e il principe Ruspoli è un sultano accompagnato da una schiera di eunuchi, di giannizzeri e di mammalucchi,
nel 1719 i Colonna propongono un carro trionfale diverso per ogni giorno del Carnevale,

non mancano neanche i carri che celebrano le vittorie politiche

nel 1721 viene rappresentata la vittoria diplomatica della Quadruplice Alleanza sulla Spagna con emblemi mitologici indossati da cavalieri tedeschi,
nel 1735 il principe Rospigliosi si traveste da magnate polacco accompagnato dai suoi staffieri e gli allievi dell'Accademia di Francia si cimentano in una cavalcata cinese,
nel 1763 la duchessa Gravina Orsini diventa Diana cacciatrice su un carro dove è rappresentato un colle con alberi e grotte che custodiscono delle ninfe; le famiglie Barberini, Boncompagni, Borghese e Spada si travestono da sacerdoti e sacerdotesse Indù indossando turbanti e veli, abiti di seta riccamente ricamati e gioielli di diamanti e smeraldi per rappresentare l'atto di un sacrificio alle divinità dell'India. 


 Carro trionfale
 1748

Una delle manifestazioni più importanti del Carnevale romano era la corsa dei cavalli berberi, si svolgeva ogni giorno della festa al tramonto del sole:

"Il carnovale romano s'accentra sulla via del Corso ov'è la carriera de' berberi, e il giro delle carrozze. Nella piazza del Popolo, a piè dell'obelisco rizzasi uno steccato a semicerchio, ov'è la mossa de' corsieri: ai due lati s'alzano due magnifici padiglioni, in cui seggono parte dei conservatori di Roma per presiedere alla sferrata de' berberi, e per su tutta quella lunghissima e dirittissima via son palchi e steccati  sino alla ripresa, ov'è un altro padiglione de' giudici della meta. La mossa de' berberi si fa dopo la calata del sole"

Edmondo - o Dei costumi del popolo romano
Padre Antonio Bresciani

Era caratterizzata dalla mossa ovvero la partenza che avveniva dall'obelisco di piazza del Popolo dove erano allestiti i palchi per le alte personalità;


La mossa dei cavalli berberi
Thomas jones Barker
1859

i cavalli che appartenevano alle famiglie benestanti e che erano tenuti a bada dai palafrenieri venivano liberati dalle briglie e dalle gualdrappe di tela bianca, le sfere acuminate legate con delle corde agli animali venivano private della loro protezione di cuoio affinché queste con il movimento pungolassero i cavalli per farli correre di più, lungo il tragitto venivano incitati dal popolo che aveva preso un posto a pagamento lungo i lati della via per assistere alla gara e  al traguardo che era posto a piazza Venezia, veniva messa in atto la ripresa dei cavalli da parte dei barbareschi che erano gli addetti alle stalle di questi animali.


La ripresa dei cavalli berberi
Achille Pinelli 
1832

Il cavallo vincitore assicurava al suo padrone una non indifferente somma di denaro, le felicitazioni da parte del senatore e il palio di broccato d'oro fissato ad un'asta colorata che nella parte inferiore aveva un ricamo che rappresentava un cavallo al galoppo.

"Sulla piazza del Popolo è tirata la fune alle mosse; dietro a quella i barberi addestrati dai barbareschi zampeggiano, s'inalberano, rignano, fremono, divorando cogli occhi l'agone; essi non hanno che una testieretta in capo, sopra cui ondeggia un piumino e ai fianchi e alle groppe hanno appiccato con pece delle pallottole a punte d'ago. 
Al segno dato, è tolta la fune; i barberi sferrano, e via L'impeto del primo slancio, le grida del popolo, il pungolo degli spilli, l'emulazione che li arrovella, impegnando si fattamente il corso de' barberi, che l'occhio li può appena seguire. Gli Agonoteti o il Magistrato della mèta gli attende dal padiglione; i barbareschi gli aspettano a pie fermo alla tenda della ripresa; i due o tre barberi che anelano alla vittoria si dinanzano di poco, e si soffiano addosso, e danno e ricevono stimolo a vicenda: al primo che giunge il barbaresco si scaglia alla testa; e tanto è l'impeto della foga che il barbero lo si leva per aria. I plausi al vincitore echeggiano intorno; e il padrone del barbero si presenta tra i festeggiamenti degli amici al magistrato, e riceve solennemente il pallio di velluto o di tocca d'oro. 
Allora il barberesco addestra il corsiere e un altro gli tien sollevato il pallio sopra un' asta, e a suon di stromenti lo mena lungo il Corso e per le più popolate contrade a ricevere dagli spettatori gli onori del trionfo. Il sentimento dell'animale è meraviglioso, sì procede superbo: e tiene il capo alto; e guarda con occhio giulivo; e inarca il collo; e guizza gli orecchi, ed agita la criniera, e porta la persona ristretta con un andar gagliardo e sonante. "

Edmondo - o Dei costumi del popolo romano
Padre Antonio Bresciani

Nel 1874 mentre si svolgeva la gara, un giovane attraversò la strada, fu travolto dai cavalli e perse la vita, Vittorio Emanuele II che era presente all'evento decise di eliminare la corsa dei cavalli berberi dalle manifestazioni del Carnevale, questa scelta inflisse un duro colpo a quella che, riconosciuta a livello mondiale, era considerata la festa del popolo e solo da pochi anni a questa parte sta riconquistando il suo vigore. 

Carnevale
Coriandoli e Stelle Filanti
Mercoledì delle Ceneri, l'inizio della Quaresima
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