domenica 10 maggio 2015

Un cinguettio d'amore

" ... Perché cinguetta ? Che cosa
Lo fa parer sì giulivo ?
S’allegra d’essere vivo
In quella luce di rosa ... "

Uccelletto
Arturo Graf


Qualche anno fa , il 7 maggio 2012 per essere precisi , 6 giorni prima della Festa della Mamma , mi citofonasti e con un tono inquieto e tremulo mi chiedesti di scendere velocemente in giardino ; mi precipitai per le scale pensando che ti fossi ferita , aprii il portone e vidi i tuoi occhi che a stento trattenevano le lacrime , mi si schiantò il cuore anche se erano più grandi , più belli ,  più luminosi e più verdi del solito, erano impregnati d'emozione , lo capii quando mi accorsi che tenevi in mano un passerotto, era caduto nella conca delle ninfee , l'avevi trovato lì e l' avevi immediatamente tirato fuori ; chi sa da quanto tempo era immerso nell'acqua ? Tremava e non riusciva a volare , lo portammo in casa e lo avvolgemmo in un'asciugamano per scaldarlo ; si percepiva che aveva lasciato il nido da poco, era spaventato e probabilmente quella che stava affrontando era la sua prima avventura, la sua prima difficile esperienza di vita ; Sorellina prese delle briciole di pane, te le mettesti sulle labbra come avevi visto fare da piccola e avvicinasti il passerotto che piano piano cominciò a beccolarle ; riprese le forze lo riportammo in giardino ; appena fuori sentimmo un cinguettio che il passerotto riconobbe perché tese la testa e rispose , tu apristi le mani e lui volò dalla sua mamma, non potevi farle regalo più grande ; sei stata presente e preziosa nella  vita di quel passerotto così come lo sei sempre nella nostra.
Questa sei tu Raggio di Sole e in un cinguettio d'amore , auguri a te e a tutte le mamme !

martedì 5 maggio 2015

Maggio purpureo


" Torna, maggio purpureo, e quante luci, 
Quanti fior, quante erbette
E quante aurette ha costassù*, n'adduci*:
A te solo il ciel dette
Di poter qui ritrarre il paradiso;
A te solo e al bel viso
Ove, se mai per sole o ghiaccio perdi,
Tu sempre ti rinfiori e ti rinverdi. "

Costassù* = quassù
n'adduci* = ne attesti, ne deponi

Per la traduzione Google

Torna maggio purpureo , e quante luci ,
Quanti fiori, quante tenere erbe
E quante brezze novelle ha quassù, ne attesto :
A te solo ( maggio ) il cielo dette ( il privilegio )
Di potere qui ritrarre il paradiso ;
A te solo e al ( tuo ) viso bello
Dove , se mai per il sole o per il ghiaccio perdi ( la freschezza ) ,
Tu sempre rifiorisci e rinverdisci .


Madrigale
Giovan Battista Strozzi

giovedì 30 aprile 2015

" Una cerulea pianura entro cui si incurva il cielo "


"...Era il mare calmato come una cerulea pianura, entro di cui s’incurva il cielo ai confini del mondo; erano spiegate tutte le vele; ed i nocchieri or dall’una parte or dall’altra guardando ansiosamente, desideravano scoprir di lontano o fosca nube, o tumulto nell’onde, siccome indizi di prossimo vento; ma venivano delusi nelle loro speranze, nate e spente più volte il giorno. Perché appena di tempo in tempo si scuotevano le ampie vele destando qualche lusinga negli animi loro, subito con grida e festa correvano per disciogliere l’ancora: ma poi cessando l’ingannevole soffio del vento capriccioso, ritornava l’aura al silenzio muta come ne’ deserti; ed i nocchieri omai stanchi per lunga noia, s’erano alla fine sdraiati dormendo la maggior parte all’ombra delle vele..."

Le avventure di Saffo - Libro primo
Alessandro Verri

domenica 26 aprile 2015

Legami


" I legami più profondi non sono fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie " 

Lao Tze

giovedì 23 aprile 2015

Dies Natalis - Anno V


" I confini dell’Anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli, neppure se percorrerai tutte le strade: così profonda è l’espressione che le appartiene. "

Eraclito


Semplicemente grazie per essere stati con me in questi 5 anni, l'espressione della mia Anima ha incontrato la vostra e insieme si sono fuse in un universo varipinto 

venerdì 17 aprile 2015

" Di luce e d'odor "


" ... Sotto il bacio de l’aure gioconde
Venne al sole un vaghissimo fior;
E vivea ne la valle romita
Una vita di luce e d’odor... "


Per la traduzione Google

" ... Sotto il bacio delle aure (brezze) gioconde
Venne al sole un vaghissimo fiore;
E viveva nella valle romita
Una vita di luce e di odore ... "
Il fiore
Nicola Sole
Poeta e patriota italiano

lunedì 13 aprile 2015

Cuore di luna

" ... Mentre guardava assorto la luminosità della luna ... si risvegliò una specie di memoria ancestrale. Ebbe la consapevolezza che quel satellite era sempre stato un prezioso alleato del genere umano. La sua luce era un regalo caduto dal cielo. Prima del fuoco, degli attrezzi, del linguaggio, la luna rischiarava il buio del mondo e calmava la paura degli uomini. Le sue fasi avevano insegnato agli umani il concetto di tempo ... "

1Q84 - Libro 2
Murakami Haruki


Provate a fare una foto alla luna senza cavalletto, questo potrebbe essere il risultato

sabato 11 aprile 2015

Liebster Award 2015

Ringrazio Dream Teller del blog Fotopesieri per avermi gentilmente donato il Liebster Award, lo condivido con tutti voi amici e ve lo offro. Se non avete voglia di portarlo nei vostri blog, ma volete partecipare rispondendo alle domande, a me fa piacere che lo facciate anche qui da me.



Regole
1) Ringraziare il blogger che ti ha nominato
2) Rispondere alle 10 domande
3) Nominare altri 10 blog
4) Porre 10 domande
5) Comunicare la nomina ai blog

Domande a cui devo rispondere

1) Cosa riesce a rovinarti un film?
La forzata originalità volta al sensazionalismo che stravolge e falsa storie vere o tratte da libri e l'assemblaggio delle tendenze scopiazzate da diversi film di successo.

2) Il miglior momento della tua giornata?
Il mattino e la sera sotto le stelle

3) Qual'è il tuo rapporto con la fotografia?
Ottimo, ogni fotografia è una sensazione, un' emozione, un pezzo d'anima

4) Qual è il dolce o il piatto che ti fa pensare "Nessuno lo fa meglio di me" ?
Crème Caramel e le scaloppine al marsala

5) La tua canzone più odiata e più amata?
Quella più odiata non c'è, quelle amate sono tante, una per tutte Euphoria di Loreen

6) Collezioni qualcosa? Se si, cosa?
Libri, segnalibri, DVD, CD, porta candele antichi, piatti decorativi e bracciali in ottone, bronzo e rame, oggetti arruginiti quali serrature, chiavi e chiavistelli, batacchi, chiodi, forbici, falcetti, uncini, fiocine ed altro, pietre e legnetti dalle forme strane, vetrini colorati levigati dal mare e pomice, angeli, penne, ecc.

7) Il tuo numero preferito?
Più di uno, in rappresentanza il 23

8) Il tuo film preferito?
Tanti, Into the wild anche se mi ha spezzato il cuore

9) Il tuo personaggio fantasy preferito? (animale, umano, o qualsiasi altra cosa)
Lara Croft

10) In che momento della giornata ti piace scrivere e/o dedicarti al blog?
Tarda mattinata

Le mie domande per voi: 

1) Sei per il bianco e  nero o  per le sfumature ?
2) Qual è il tuo concetto di bellezza?
3) Qual è il tuo concetto di bruttezza ?
4) Mi dici una parola che ti piace e perché ?
5) Hai un fiore preferito ?
6) Chi o cosa ti mette a disagio ?
7) Chi o cosa ti fa perdere la pazienza?
8) Porgi l'altra guancia o occhio per occhio, dente per dente?
9) Cosa ti delude più di tutto ?
10) Quale frase ti dedicheresti ?

Potete prelevare il logo nel blog di Dream Teller

giovedì 9 aprile 2015

Cuore e sabbia


" ... Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri ... "

Ode al giorno felice
Pablo Neruda

martedì 7 aprile 2015

" La magia della sera "


" Era intanto calato il tramonto ed avvolgeva del suo oro il luogo commosso dai ricordi e pareva consacrarlo ...
La magia della sera, languida amica ... era galeotta delle nostre anime oscure e i suoi fastigi sembravano promettere un regno misterioso ...
la sera scendeva messaggio d'oro dei brividi freschi della notte. "

La notte - Canti Orfici
Dino Campana

domenica 5 aprile 2015

" Noli me tangere "


Altare (particolare)
della Cappella Massimo
XVI secolo
Chiesa di Trinità dei Monti
Roma

" Noli me tangere, nondum enim adscendi ad Patrem meum "

" In quel tempo, Maria stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 
Ed essi le dissero: 'Donna, perché piangi?' 
Rispose loro: 'Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto'.
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: 'Donna, perché piangi? Chi cerchi?'
Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: 'Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo'.
Gesù le disse: 'Maria!' 
Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: 'Rabbunì!', che significa: Maestro!
Gesù le disse: 'Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro'.
Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: 'Ho visto il Signore' e anche ciò che le aveva detto. "

Vangelo secondo Giovanni 20, 11 - 18

Buona Pasqua !

mercoledì 1 aprile 2015

" Lo splendore dell'aprile italiano "

Eh, si ! Lo splendore dell' aprile italiano ha il potere di far fiorire la felicità lì dove la felicità non c'è, lì dove le rigide regole di comportamento hanno risucchiato la linfa vitale e, nella semplicità di un paesaggio dai variegati colori che sprigiona tutti i suoi profumi, scioglie i sensi di colpa che incatenano l'anima e la mette a nudo, la rende libera.


" ... Lo splendore dell'aprile italiano era ai suoi piedi. Il sole la inondava di luce e il mare giaceva addormentato, muovendosi debolmente. Al di là della baia, anche le incantevoli montagne, dai colori squisitamente variegati, erano addormentate nella luce; e sotto la sua finestra, in fondo al pendio erboso costellato di fiori dal quale si ergevano le mura del castello, un grande cipresso si stagliava come un'enorme spada nera contro le tenui sfumature azzurre, violette e rosa delle montagne e del mare. Restò a bocca aperta. Una simile bellezza… e lei lì ad ammirarla. Una simile bellezza… e lei lì, viva, a parteciparne. Il suo volto era immerso nella luce. Profumi deliziosi salivano alla finestra e l'accarezzavano, una brezza leggera le sollevava dolcemente i capelli. 


Laggiù nella baia un gruppo di barche da pesca quasi immobili stavano sospese sul mare calmo, come uno stormo di uccelli bianchi. Che meraviglia, che splendore! Non essere morta prima… aver avuto la possibilità di vedere, respirare, sentire tutto questo… Restò a bocca aperta, incantata. Era la felicità? Com'era povera e mediocre la vita di tutti i giorni. Ma cosa dire, come descriverla? Non stava più nella pelle, era come se fosse troppo piccola per contenere tutta quella felicità, come trovarsi in un bagno di luce. Era sorprendente provare questa beatitudine totale, perché qui lei si trovava, e non faceva né avrebbe fatto una sola cosa per gli altri, non doveva fare nulla che non avrebbe desiderato. A sentire le persone che era solita frequentare, avrebbe dovuto perlomeno avere dei dolori. E invece neanche uno. C'era qualcosa di strano. Era incredibile che a casa fosse sempre così buona, così tremendamente buona, e ne avesse soltanto sofferenze; là si dedicava interamente agli altri ed era vittima di malesseri di ogni sorta: fitte, dolori e momenti di sconforto. E ora che si era spogliata di tutta la sua bontà e l'aveva lasciata alle spalle come un mucchio di vestiti inzuppati di pioggia, non provava che gioia. Denudata della bontà, godeva nel ritrovarsi nuda. Era svestita e raggiante... "

Un incantevole aprile
Elizabeth von Arnim


domenica 29 marzo 2015

L' Albero di Pasqua - Arbor Vitae Crucifixae Jhesu Christi

Il Natale è la festa più avvolgente e coinvolgente della cristianità tanto da affascinare anche chi cristiano non è, tra i suoi simboli più rappresentativi, oltre al presepe, c'è l'albero decorato che trae la sua origine da antichi rituali pagani per andare poi a incarnare la figura di Cristo. La Pasqua invece è la festa più importante, il fulcro, il cuore della religione cristiana che celebra la primavera ovvero la rinascita che segue il sacrificio della morte e l' albero che germoglia e si veste di nuove gemme, diventa l'Albero della Vita citato nella Bibbia :

" Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. "

Genesi 2, 9

" Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre! "

Genesi 3, 22

" Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò a mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio "

Apocalisse 2, 7 

" E in mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trovava l'albero della vita, che fa dodici frutti e che porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. "

Apocalisse 22, 2

E si traduce nella Croce di Cristo

" Nell'albero della Croce tu hai stabilito la salvezza dell'uomo, 
perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita,
e chi dell'albero traeva vittoria, dall'albero venisse sconfitto, per Cristo nostro Signore. "

 Prefazio dell' Esaltazione della Santa Croce

che viene magistralmente raffigurata a tempera e oro, da Pacino di Bonaguida, in una tavola cuspidata di stile francescano risalente al 1305 - 1310; commissionato dalle Clarisse del convento di Monticelli, il dipinto fu spostato nel 1531 in seguito al trasferimento delle suore in Via dei Malcontenti. Nel 1808, a causa della soppressione napoleonica degli ordini e delle corporazioni religiose, fu trasferito nella vicina Montedomini, dove fu ritrovato nel 1849; venne così portato alla Galleria dell'Accademia di Firenze che è la sua attuale sede.
L'opera riproduce figurativamente il Lignum Vitae, un libretto di meditazioni sull' Arbor Vitae Crucifixae Jhesu Christi - Albero della Vita Crocifisso di Gesù Cristo, scritto da Bonaventura da Bagnoregio.


Quest'Albero della Vita con connotazioni naturalistiche di carattere miniaturistico è riccamente decorato e complesso, si legge dal basso verso l'alto, da sinistra verso destra.



Si inizia con delle scene della Genesi:

A sinistra

La creazione di Adamo
La creazione di Eva
Dio indica ad Adamo ed Eva l'albero proibito
La tentazione di Adamo

Al centro


La collina del Golgota, che funge da radice dell'albero, da cui fuoriesce Bonaventura da Bagnoregio con il mano il Lignum Vitae.


A destra

Il peccato originale
Il rimprovero di Dio
La fonte dei quattro fiumi del Paradiso Terrestre
La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre

Al piano successivo troviamo:

A sinistra

Mosè e san Francesco d' Assisi

A destra

Santa Chiara e san Giovanni Evangelista,

in mano tengono dei cartigli con scritture della Genesi, delle Lettere ai Galati,  del Cantico dei Cantici e dell'Apocalisse.



Ecco poi dodici rami su sei livelli con una colorazione alternata tra il verde e il giallo-arancio a cui sono appesi 47 frutti o medaglioni che raccontano la storia di Gesù Cristo con le sue virtù trascritte sulla lunghezza dei rami:

Primo ramo a sinistra

Incarnazione di Cristo
Daniele interpreta il sogno di Nabucodonosor dei quattro regni del mondo
Annunciazione, Visitazione
Natività di Gesù, Annuncio ai pastori

Secondo ramo a destra

Circoncisione di Gesù
Adorazione dei Re Magi
Presentazione di Gesù al Tempio
Strage degli innocenti e fuga in Egitto


Terzo ramo a sinistra

Battesimo di Cristo e Cristo nel deserto
Cristo tentato da Satana e angeli
Cristo ridona la vista al cieco nato e piscina probatica
Trasfigurazione

Quarto ramo a destra

Orazione di Cristo nell'orto di Getsemani, Cristo buon pastore
Resurrezione di Lazzaro
Entrata di Cristo in Gerusalemme
Lavanda dei piedi e Ultima Cena


Quinto ramo a sinistra

Giuda riceve il compenso per il suo tradimento
Orazione di Cristo nell'orto di Getsemani e Cristo sollecita i discepoli a vegliare e pregare
Bacio di Giuda
Morte di Giuda e cattura di Cristo

Sesto ramo a destra

Negazione di Pietro e Cristo davanti ad Anna
Cristo davanti a Caifa
Cristo davanti a Pilato e san Pietro
Flagellazione di Cristo e Cristo condannato a morte


Settimo ramo a sinistra

Cristo deriso e salita di Cristo al monte Calvario
Cristo inchiodato alla croce e soldati si contendono la tunica di Cristo
Crocifissione di Cristo
Cristo abbeverato di fiele

Ottavo ramo a destra

Morte di Cristo con la Madonna, san Giovanni evangelista e due soldati
Longino trafigge il fianco di Cristo con la lancia
Compianto sul Cristo morto, Dio Padre e due angeli mostrano la veste di Cristo macchiata di sangue
Cristo nel sepolcro


Nono ramo a sinistra

Discesa di Cristo al Limbo
Angelo della resurrezione e Noli me tangere
Cristo regge una verga fiorita e apostoli
Apparizione di Cristo risorto agli apostoli

Decimo ramo a destra

Ascensione di Cristo
Cristo seduto alla destra di Dio Padre con angeli e santi
Pentecoste
Cristo rimette i peccati agli eletti


Undicesimo ramo a sinistra

Resurrezione dei morti
Divisione degli eletti dai dannati (Giudizio Universale)
Caduta dei dannati
Incoronazione di Maria Vergine

Dodicesimo ramo a destra

Cristo circondato dalla Madonna, dagli Apostoli e da angeli
Cristo seduto alla destra di Dio Padre con gli apostoli
Cristo fons vitae


Sulla cuspide

Santi, Profeti e Beati sugli scranni e le schiere angeliche degli Arcangeli, Serafini, Cherubini, Legioni e all'apice a simboleggiare il 48° frutto che manca nel 12° ramo: il paradiso con la Madonna e Gesù Cristo in gloria seduti sui troni.


Sul tronco dell'albero

La crocifissione di Gesù Cristo con due rivoli di sangue che sgorgano dalle ferite ai piedi ed irrorano simbolicamente il Golgota sottostante.


Durante le festività pasquali l' Albero della Vita entra anche nelle nostre case e lo rappresentiamo con rami di ulivo benedetto la Domenica delle Palme, di melograno, di ciliegio, di albicocco, di pesco, di melo e di mandorlo, decorati solitamente con uova dipinte, pulcini, uccellini, coniglietti, pecorelle, farfalle, coccinelle, api, chiocciole, fiori, fiocchi e coccarde, e con tutto ciò che la fantasia suggerisce. 


Nel 1945 Volker Kraft, a Saalfeld sua città natale, vide un bellissimo Albero di Pasqua e ne rimase talmente colpito che nel 1965, con la voglia di regalare la sua stessa emozione ai figli, decorò un piccolo albero di mele del suo giardino con 18 uova di plastica colorata che negli anni successivi aumentarono con la crescita dell'albero; Volker, sua moglie Christa e i loro figli nel corso del tempo usarono anche le uova vere svuotate dal contenuto e dotate di un piccolo listello per essere appese, alcune furono dipinte con tutti i colori disponibili in casa, alcune furono ricoperte da lavori all'uncinetto in diversi colori e modelli e su altre vennero attaccate le diapositive dei nipoti; sul tronco dell'albero dipinsero coccinelle e maggiolini, aggiunsero poi altri animali come tartarughe, pesci, maialini, piccoli topini e rane, la collina intorno all'albero fu disseminata di bulbi di croco creando un spettacolo gradevole che attirò l'attenzione della stampa, della  radio e della televisione rendendo noto Volker Kraft come uomo uovo.

Buona Domenica delle Palme a tutti !

venerdì 20 marzo 2015

Eclissi di primavera


E' iniziata così


per poi farsi largo timidamente tra le nubi,


ha raggiunto l'apice  della sua copertura


ed è scemata delicatamente 


per far splendere  di nuovo il sole

" Narra una leggenda cinese di due amanti che non riescono mai a unirsi. Si chiamano Notte e Giorno. Nelle magiche ore del tramonto e dell’alba gli amanti si sfiorano e sono sul punto di incontrarsi, ma non succede mai. Dicono che se fai attenzione, puoi ascoltare i lamenti e vedere il cielo tingersi del rosso della loro rabbia. La leggenda afferma che gli dei hanno voluto concedere loro qualche attimo di felicità; per questo hanno creato le eclissi, nel corso delle quali gli amanti riescono a unirsi e fanno l’amore. "

Quattro amici
David Trueba

Felice equinozio di primavera a voi !

giovedì 12 marzo 2015

Euoè ! Euhoe ! Evoè !

 - " E le balze abbandonai del sacro Tmòlo*
ché per Bromio* m'è soave la fatica, m'è dolcezza
la stanchezza, mentre intono l'evoè! "

 - " Evoè! "

 - " Chi sbarra, chi sbarra la via?
Si ritiri ogni profano, lunge stia
nella casa, in pio silenzio si raccolga: ché levare
la canzone sacra a Bacco spetta a me! "

 - " Evoè! "


"  ... e Bromio ci guida, e primo grida: Evoè! "

Tmòlo* = Sistema montuoso della Lidia chiamato oggi Bozdoğan
Bromio* = Epiteto di Dioniso/Bacco, da  βόόμος - fragore o fremito in riferimento alla madre Semele che colpita da un fulmine lo partorì tra i fragori dei tuoni e in riferimento al fremito prodotto dall'ebbrezza del vino

Baccanti 
Euripide




" ... esse allora veloci qua e là  furoreggiavano con cuore impazzito
gridando ' Euhoe ' , piegando le teste ' Euhoe ' ... "

Carmina - LXIV
Catullo


Al museo delle Terme di Diocleziano di Roma è conservato un vaso risalente più o meno al 770 a. C. , è un simbolo di prestigio che fa parte del corredo funerario di una donna inumata nella necropoli dell' Osteria dell' Orsa presso Gabii, un'antica città che, secondo la tradizione, vide impegnati Romolo e Remo nello studio del greco, sul vaso è inciso un graffito che rappresenta la più antica testimonianza della scrittura alfabetica greca in Italia; la parola Evlin o Evoin potrebbe riferirsi all'epiteto eulin-os = che fila bene oppure all'esclamazione di giubilo che le menadi/baccanti pronunciavano in onore di Dioniso/Bacco: Euoin - Euoi, Euhoe,  Evoè

" Evoè, di timor recente l’animo
Trema; di Bacco pieno il sen torbido
Si allieta. Evoè, Libero, pace, Pace,
tu, pel gran tirso, tremendo! "
 
Carmina libro II - 19
Quinto Orazio Flacco 

" ... Ognun segua, Bacco, te!
Bacco, Bacco, euoè! 

Ognun cridi: Bacco, Bacco! 
E pur cacci del vin giù. 
Po' co' suoni faren fiacco: 
Bevi tu, e tu, e tu!
I' non posso ballar più.
Ognun cridi: euoè! 

Ognun segua, Bacco, te! 
Bacco, Bacco, euoè! "


Fabula di Orfeo
Angelo Poliziano

Ne' lor canti armoniosi
Il mio nome ognor  risuonino,
E rintuonino
Viva Bacco il nostro Re !
Evoè 
Evoè;
Evoè replichi a gara
Quella turba* si preclara* ..."

turba* = moltitudine di gente
preclara* = chiara, illustre, nobile, splendente

Bacco in Toscana: Ditirambo
Francesco Redi

domenica 8 marzo 2015

Ascolta te stessa


La Creazione di Eva
1791 - 1793
Johann Heinrich Füssli 
Hamburger Kunsthalle - Amburgo

... Una volta, quando, durante una lite, lei si era rifiutata di dargli l'assegno  che aveva ricevuto da suo padre come regalo di compleanno, lui aveva affondato un coltello in tutte le tele e i quadri che erano in casa.
Continuando la sua storia, Lisa disse: " Ero tanto abbattuta che pensavo davvero : ' E' colpa mia, non avrei dovuto farlo arrabbiare tanto ' . Stavo ancora assumendomi la colpa di tutto, cercando di sistemare l'impossibile.
Il giorno dopo era sabato, Gary era uscito, e io stavo facendo pulizia in quella confusione, piangendo e gettando via i dipinti che mi erano costati tre anni di lavoro. Avevo acceso il televisore per distrarmi: stavano intervistando una donna che veniva picchiata dal marito. Non si vedeva la faccia, ma parlava della sua vita e, dopo aver descritto alcune scene veramente orribili, aveva detto : ' Non pensavo che fosse questo gran male, perché riuscivo a sopportarlo ' . "
Lisa scosse la testa lentamente. 
" Era quello che stavo facendo io, resistendo in quella situazione terribile perché riuscivo ancora a reggerla. Quando avevo sentito quella donna, avevo detto a voce alta: ' Ma tu hai diritto a qualcosa di più di quanto di peggio riesci a sopportare ' .
E' improvvisamente, ascoltai me stessa e mi misi a piangere ancora di più, perché avevo capito che anch'io facevo come lei. Avevo diritto a qualcosa di meglio della sofferenza, della frustrazione, delle spese e del caos. Insieme a tutti i miei quadri distrutti, dissi a me stessa: ' Non voglio più vivere in questo modo ' . "

Donne che amano troppo
Robin Norwood

Buona Giornata Internazionale della Donna a tutte le donne con l'augurio che ognuna di noi possa essere sostegno per se stessa e per le altre. 

giovedì 19 febbraio 2015

Andate via da Roma ...

Andate via da Roma, vandali, barbari senza coscienza! 
Viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !



" Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano? "

La sera del dì di festa
Giacomo Leopardi

domenica 1 febbraio 2015

martedì 27 gennaio 2015

Cara Kitty

"Spero che ti potrò confidare tutto,
come non ho mai potuto fare con nessuno,
e spero che sarai per me un gran sostegno.
Anna Frank, 12 giugno 1942".


Domenica, 14 giugno 1942.
Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d'alzarmi, 
e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, 
dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.
Subito dopo le sette andai da papà e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve 
fosti tu, forse uno dei più belli fra i miei doni. Poi un mazzo di rose, una piantina, due rami di peonie: ecco i figli di Flora 
che stavano sulla mia tavola quella mattina; altri ancora ne giunsero durante il giorno.
Da papà e mamma ebbi ina quantità di cose, e anche i nostri numerosi conoscenti mi hanno veramente viziata. Fra 
l'altro ricevetti un gioco di società, molte ghiottonerie, cioccolata, un "puzzle", una spilla, la "Camera Obscura" di 
Hildebrand, le Leggende Olandesi" di Joseph Cohen, le "Vacanze di Montagna di Daisy", un libro straordinario, e un 
po' di denaro, così che mi potrò comperare i "Miti di Grecia e di Roma". Che bellezza!
Poi Lies venne a prendermi e andammo a scuola. Nell'intervallo offrii dei biscottini ai professori e ai compagni e poi ci 
rimettemmo al lavoro.
Ora devo smettere di scrivere. Diario mio, ti trovo tanto bello!

Mercoledì, 13 gennaio 1943.
Cara Kitty,
questa mattina mi hanno continuamente disturbata, e quindi non ho potuto combinare nulla.
Fuori, è spaventoso. Di giorno e di notte quei poveretti vengono trascinati via, senza poter portare con sé che un sacco da montagna e un po' di denaro. Durante il viaggio gli tolgono anche quel po' di roba. Le famiglie vengono divise, gli uomini di qua, le donne di là, i bambini da un'altra parte.
I bambini, venendo a casa da scuola, non trovano più i loro genitori. Le donne, tornando dal far le spese, trovano la casa sigillata e la famiglia scomparsa. 
Anche gli olandesi cristiani hanno paura; i loro figli sono spediti in Germania, tutti vivono nell'angoscia. E ogni notte centinaia di aviatori passano sull'Olanda, diretti verso le città tedesche, e là arano la terra con le bombe; e ogni ora cadono in Russia e in Africa centinaia, migliaia di uomini. Nessuno può starne fuori, tutto il mondo è in guerra e, sebbene vada meglio per gli alleati, non si vede ancora la fine. 
E noi... noi stiamo bene, meglio che milioni di altre persone. Siamo ancora tranquilli e sicuri e, come suol dirsi, ci mangiamo il capitale. Siamo così egoisti che parliamo di un "dopoguerra", ci rallegriamo pensando che avremo vestiti nuovi e scarpe nuove, mentre veramente dovremmo risparmiare ogni centesimo per aiutare gli altri, dopo la guerra, a salvare quello che è ancora salvabile.
I bambini qui vanno in giro con bluse leggere e zoccoli ai piedi, senza mantello, senza berretto, senza calze, e nessuno che li aiuti. Non hanno niente in pancia e masticano carote, lasciano la casa fredda per scendere nella strada fredda e andare a scuola in una classe ancor più fredda. Si è arrivati al punto, in Olanda, che moltissimi bambini fermano i passanti in strada per chiedere un pezzo di pane.
Potrei passar delle ore a raccontarti le miserie portate dalla guerra, ma ciò mi rende ancor più triste. Non ci resta altro che aspettare tranquillamente, fin che si può, la fine di questa miseria. Aspettano gli ebrei e aspettano i cristiani, tutto il mondo aspetta, e molti aspettano la morte.
La tua Anna.

Giovedì, 27 gennaio 1944.
Cara Kitty,
da qualche tempo mi ha presa la passione per gli alberi genealogici delle famiglie reali e sono giunta alla conclusione che, una volta cominciate queste ricerche, bisogna sempre risalire più indietro nel tempo, e si fanno scoperte sempre più interessanti.
Sebbene io mi dedichi con molto zelo alle mie materie di studio e riesca a seguire abbastanza bene la radio inglese, tuttavia passo ancora parecchie domeniche a riordinare e completare la mia grande raccolta di stelle del cinema che ha già raggiunto dimensioni assai rispettabili.
Il signor Kraler mi fa felice portandomi tutti i lunedì la rivista "Cinema E Theater". I miei coabitanti, che disdegnano la mondanità, dicono che questo mio vizietto è uno sciupio di denaro; però si stupiscono della precisione con cui, anche dopo un anno, so indicare gli attori di un determinato film. Elli, che va spesso al cinematografo col suo amico nelle giornate di libertà, al sabato mi comunica i titoli dei film che intende vedere, e io le so subito dire i nomi degli attori principali e il giudizio della critica. Or non è molto, mamma ha detto che io non avrò più bisogno di andare al cinema, perché ho già tutto in testa, argomento, attori e critica.
Se un giorno me ne arrivo con una nuova pettinatura, tutti mi guardano con aria di deplorazione e posso esser certa che qualcuno mi chiederà qual è la stella del cinema che ostenta questa acconciatura. Se rispondo che è invenzione mia mi credono soltanto per metà. Quanto alla pettinatura, non dura più di mezz'ora, perché mi stufo tanto dei loro giudizi negativi, che vado subito in camera da bagno a ripristinare la mia solita pettinatura tipo "casa-giardino-cucina".
La tua Anna.

1 agosto 1944.
Cara Kitty,
"un fastello di contraddizioni" è l'ultima frase della mia lettera precedente e la prima di quella di oggi. "Un fastello di contraddizioni", mi puoi spiegare con precisione che cos'è? Che cosa significa contraddizione? Come tante altre paroleha due significati, contraddizione esteriore e contraddizione interiore.
Il primo significato corrisponde al solito "non adattarsi all'opinione altrui, saperla più lunga degli altri, aver sempre l'ultima parola", insomma, a tutte quelle sgradevoli qualità per le quali io sono ben nota. Il secondo... per questo, no,non sono nota, è il mio segreto.
Ti ho già più volte spiegato che la mia anima è, per così dire, divisa in due. Una delle due metà accoglie la mia esuberante allegria, la mia gioia di vivere, la mia tendenza a scherzare su tutto e a prendere tutto alla leggera. Con ciò intendo pure il non scandalizzarsi per un flirt, un bacio, un abbraccio, uno scherzo poco pulito. Questa metà è quasi sempre in agguato e scaccia l'altra, che è più bella, più pura e più profonda. La parte migliore di Anna non è conosciuta da nessuno, - vero? - e perciò sono così pochi quelli che mi possono sopportare.
Certo, sono un pagliaccio abbastanza divertente per un pomeriggio, poi ognuno ne ha abbastanza di me per un mese. Esattamente la stessa cosa che un film d'amore per le persone serie: una semplice distrazione, uno svago per una volta, da dimenticare presto, niente di cattivo ma neppur niente di buono. E' brutto per me doverti dir questo, ma perché non dovrei dirlo, quando so che è la verità? La mia parte leggera e superficiale si libererà sempre troppo presto della parte più profonda, e quindi prevarrà sempre. Non ti puoi immaginare quanto spesso ho cercato di spingere via quest'Anna,che è soltanto la metà dell'Anna completa, di prenderla a pugni, di nasconderla; non ci riesco, e so anche perché non ci riesco. Ho molta paura che tutti coloro che mi conoscono come sono sempre, debbano scoprire che ho anche un altro lato, un lato più bello e migliore. Ho paura che mi beffino, che mi trovino ridicola e sentimentale, che non mi prendano sul serio. Sono abituata a non essere presa sul serio, ma soltanto l'Anna "leggera" v'è abituata e lo può sopportare, l'Anna "più grave" è troppo debole e non ci resisterebbe. Quando riesco a mettere alla ribalta per un quarto d'ora Anna la buona, essa, non appena ha da parlare, si ritrae come una mimosa, lascia la parola all'Anna n. 1 e, prima che io me ne accorga, sparisce.
La cara Anna non è dunque ancor mai comparsa in società, nemmeno una volta, ma in solitudine ha quasi sempre il primato. Io so precisamente come vorrei essere, come sono di dentro, ma ahimè, lo sono soltanto per me. E questa è forse, anzi, sicuramente la ragione per cui io chiamo me stessa un felice temperamento interiore e gli altri mi giudicano un felice temperamento esteriore. Di dentro la pura Anna mi indica la via, di fuori non sono che una capretta staccatasi dal gregge per troppa esuberanza. 
Come ho già detto, sento ogni cosa diversamente da come la esprimo, e perciò mi qualificano civetta, saccente, lettrice di romanzetti, smaniosa di correr dietro ai ragazzi. L'Anna allegra ne ride, dà risposte insolenti, si stringe indifferente nelle spalle, fa come se non le importasse di nulla, ma ahimè, l'Anna quieta reagisce in maniera esattamente contraria. Se ho da essere sincera, debbo confessarti che ciò mi spiace molto, che faccio enormi sforzi per diventare diversa, ma che ogni volta mi trovo a combattere contro un nemico più forte di me.
Una voce singhiozza entro di me: "Vedi a che ti sei ridotta: cattive opinioni, visi beffardi e costernati, gente che ti trova antipatica, e tutto perché non hai dato ascolto ai buoni consigli della tua buona metà". Ahimè, vorrei ben ascoltarla, ma non va; se sto tranquilla e seria, tutti pensano che è una nuova commedia, e allora bisogna pur che mi salvi con uno scherzetto; per tacere della mia famiglia che subito pensa che io sia ammalata, mi fa ingoiare pillole per il mal di testa e tavolette per i nervi, mi tasta il collo e la fronte per sentire se ho febbre, si informa delle mie evacuazioni e critica il mio cattivo umore. Non lo sopporto; quando si occupano di me in questo modo, divento prima impertinente, poi triste e infine rovescio un'altra volta il mio cuore, volgendo in fuori il lato cattivo, in dentro il lato buono, e cerco un mezzo per diventare come vorrei essere e come potrei essere se... se non ci fossero altri uomini al mondo.
La tua Anna.

Epilogo.
Qui finisce il diario di Anna. Il 4 agosto 1944 la polizia tedesca fece un'irruzione nell'alloggio segreto. Tutti i rifugiati clandestini e anche Kraler e Koophuis furono arrestati e condotti in campi di concentramento tedeschi od olandesi. L'alloggio segreto fu perquisito e saccheggiato dalla Gestapo. In un mucchio di vecchi libri, riviste e giornali rimasti per terra, Elli e Miep trovarono il diario di Anna. Salvo alcune parti che non hanno interesse per il lettore, il testo originale è stato stampato integralmente.
Dei rifugiati si salvò solamente il padre di Anna, mentre Kraler e Koophuis resistettero alle privazioni del campo di concentramento olandese e fecero ritorno alle loro famiglie. Anna morì nel marzo 1945 nel campo di concentramento di Bergen Belsen, due mesi prima della liberazione dell'Olanda.

Il diario di Anna Frank

sabato 10 gennaio 2015

La religione, fonte di ogni male ...


La religione diventa il capro espiatorio, la fonte di ogni male, quando si verificano delle tragedie come quella successa in Francia in questi giorni; per chi non ha la capacità di discernere, i credenti possono essere tutti indottrinati senza che in essi appaia un pur minimo senso critico, ma la realtà è che la stupidità fa parte di questo mondo ed uno stupido, credente o meno, che ha bisogno del riconoscimento sociale per dimostrare il valore della sua esistenza, insoddisfatto della sua vita, è facile preda di chi senza scrupolo per provocare danni strumentalizza la religione appigliandosi alla scusa di aver ricevuto un' offesa; ridicolo e penoso allo stesso tempo;  la religione non è fanatismo e la satira, per quanto eccessiva possa essere, è libero pensiero che non intacca in alcun modo Dio e chi è strutturato in qualsiasi credo e in se stesso, anche se umanamente d'impatto può rimanerci male, non può sentirsi offeso da qualcosa che per lui non corrisponde alla verità, non è possibile pensare tutti allo stesso modo e non è pensabile censurare la libertà di espressione. Facciamoci la guerra con le parole e rispettiamo la vita.

Piena solidarietà alla Francia !

" Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo "

Attribuita a Voltaire
 da Evelyn Beatrice Hall

P.S. Potrò tornare da voi solo la prossima settimana, il mio computer si è fuso , un grazie alla mia Sorellina che mi ha concesso l'utilizzo del suo per questo post e un abbraccio a tutti !

martedì 6 gennaio 2015

A mezzanotte in punto

Ecco la notte dell'Epifania che conclude la stagione natalizia sulla scia della Stella Cometa che conduce alla grotta del Bambin Gesù, con la Befana ultima portatrice di doni insieme ai tre Re Magi. 


" La notte dell'Epifania ( a Roma ).
Tutte le finestre guernite di scarpine, di cestellini, di calzettine. A mezzanotte in punto passa la processione della Befana - illuminata di luce elettrica. La Befana, vecchiarella rubizza, vestita alla rococò siede sul suo carrozzone dorato, tirato da somari bianchi, guardando con l'occhialetto dallo sportello. Ha presso il suo segretario particolare, un uccelletto dal becco gentile che le confida all'orecchio i desideri ed i sogni delle bambine e dei bambini che si raccomandano a lei. Essa ha ricevuto in quel giorno mucchi di letterine dai bimbi, su carta rosea e azzurra. Dinanzi alla carrozza, una musica di zufoli e di trombettine di latta. Seguono molti carri zeppi di balocchi, di libri, di dolci. Intorno ai carri, angioli vestiti di bianco, colle ali di cigno. Ad ogni casa la processione si arresta. L'uccellino dice una parolina alla Befana - essa fa cenno, e tosto un angiolo prende dai carri o confetti, o giocattoli o volumi e vola a deporli sulle finestre nelle scarpine, nei pedalini, nei panierini, dei bambini boni. Talvolta però la Befana fa un altro segno. Ai carri bianchi sussegue un carretto tutto nero, tirato da caproni - con diavoletti rossi per cocchiere e servitori. Il carretto è pieno di cenere e di carboni. I diavoletti ne pigliano manate e vanno a empirne le calze ecc. dei bambini cattivi. E qualche volta, anzi, non prendono nulla dal carrettino. Si tratta allora di un bimbo cattivissimo. Un diavoletto dalle ali di pipistrello, più brutto degli altri, vola alla finestra indicata, vi si acchiocciola, e vi lascia uno stronzino*. "

Note azzurre
Carlo Dossi


stronzino* = Dovrebbe essere una moneta o un oggetto senza valore

Buona Epifania

Per chi è interessato



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