giovedì 26 aprile 2018

mercoledì 25 aprile 2018

Era e ora non lo è più?

" La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. "

Piero Calamandrei


" Era giunta l’ora di resistere. Era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. "

Piero Calamandrei

lunedì 23 aprile 2018

Dies Natalis - Anno VIII


Otto anni di Anima Mundi, il 7+1 che nell'aspetto simbolico dei numeri è il superamento della perfezione, la conclusione di un ciclo compiuto, completo e l'inizio di un altro, l'otto è l'andare oltre i confini dove il finito si congiunge all'infinito, è la Chey - la doppia porta, il portale via d'accesso e d'uscita che permette al tangibile dal carattere profano di incontrare il sacro della spiritualità nella dimensione al di là del tempo, è la forza della rinascita che si impregna dell'antologia, anthos - fiore e lègein - scegliere, della sua esistenza. In questa antologia, che non ha mai voluto mostrare, dimostrare, ma mettere a disposizione e accogliere, ci siete anche voi che in questi anni avete condiviso con me, stati d'animo, emozioni, sentimenti e pensieri.



La mia luna ore 21.05.21 - 23 aprile 2018



La mia Venere ore 21.07. 46 - 23 aprile 2018

venerdì 20 aprile 2018

L'Iliade sull'intonaco

Provate a immaginare di poter fare un viaggio nel tempo e di tornare nell'antica Roma del III secolo d.C., immaginate di camminare in via di San Basilio e di poter entrare in un'abitazione popolare chiamata insula; immaginate di essere in una stanza con uno studente che utilizza l'intonaco come una lavagna e incolonnandoli sulla sinistra vi incide sopra i versi 171-175 del XXIV Canto dell'Iliade di Omero seguiti da una serie alfabetica di lettere in greco antico tra cui spiccano la upsilon - Υ e l'omega - ω, si sposta poi a destra e continua con il suo esercizio di scrittura incidendo il 362° verso del XXI Canto.


Frammento d'intonaco murale del III secolo con i versi in greco antico dell' Iliade di Omero trovato in un'insula romana in via di San Basilio, oggi conservato al Museo delle Terme di Diocleziano

τυτθὸν φθεγξαμένη· τὸν δὲ τρόμος ἔλλαβε γυῖα·
“θάρσει, Δαρδανίδη Πρίαμε, φρεσί, μηδέ τι τάρβει·
οὐ μὲν γάρ τοι ἐγὼ κακὸν ὀσσομένη τόδ᾿ ἱκάνω,
ἀλλ᾿ ἀγαθὰ φρονέουσα· Διὸς δέ τοι ἄγγελός εἰμι,
ὅς σευ ἄνευθεν ἐὼν μέγα κήδεται ἠδ᾿ ἐλεαίρει.
λύσασθαί σε κέλευσεν Ὀλύμπιος Ἕκτορα δῖον,
δῶρα δ᾿ Ἀχιλλῆι φερέμεν, τά κε θυμὸν ἰήνῃ

Il verso in rosso non c'è nella lastra 


Colonna di sinistra


Colonna di sinistra


Colonna di sinistra Upsilon - Υ e omega - ω in basso 

Fa’ cuore, Priamo figlio di Dàrdano. A che ti sgomenti?
Non vengo io qui per danno ch’ io veda che debba seguirti,
Ma cerco il bene tuo. Di Giove io ti reco un messaggio,
Che ha cura e pietà di te, benché tu sei lontano.
T’impone ora l’Olimpio che Ettore a scioglier tu vada,
Doni ad Achille recando che possano il cuore blandirgli...


Iliade - Canto XXIV
Omero
Traduzione dal greco Ettore Romagnoli 


Colonna di destra

ὡς δὲ λέβης ζεῖ ἔνδον ἐπειγόμενος πυρὶ πολλῷ

Come un lebète* ribolle, se l’urge gran vampa di fuoco,

lebète* = dal greco  lébēs -ētos - caldaia, bacile di bronzo

Iliade - Canto XXI
Omero 
Traduzione dal greco Ettore Romagnoli 

mercoledì 18 aprile 2018

Della natura del verde

Su foglia verde
Madre Natura segna
Itinerari

© Sciarada Sciaranti

Verde è la natura, nasce e procede verso la maturità sviluppandosi dalle tonalità più tenue a quelle più forti, è il  viaggio che inizia, esperisce, fa tesoro, conclude e risorge evoluto. 

P.S. Il testo sottostante risale al XV secolo ed è seguito da una trasposizione linguistica più attuale che nella traduzione automatica può facilitare la comprensione per chi non parla italiano.


Della natura di un verde il quale è chiamato verde terra.

Verde è un color naturale di terra, il quale si chiama verdeterra. Questo colore ha più proprietà: prima, ch’egli è grassissimo colore, e buono a lavorare in visi, in vestiri, in casamenti, in fresco, in secco, in muro, in tavola, e dove vuoi. Trialo a modo degli altri colori detti di sopra, con acqua chiara; e quanto più il trii, tanto è migliore. E temperandolo, sì come ti mosterrò il bolo da mettere di oro, così medesimamente puoi mettere d’oro con questo verdeterra. E sappi che gli antichi non usavano di mettere d’oro in tavola altro che con questo verde.


Verde è un colore naturale della terra, il quale si chiama verde terra. Questo colore ha più proprietà: primo, che egli è un colore molto grasso, e buono per lavorare i visi, i vestiti, i casamenti, in fresco, in secco, in muro, in tavola, e dove vuoi. Trituralo come è stato già detto sopra per gli altri colori, con acqua chiara; e quanto più lo trituri tanto è migliore. E temperandolo, così come ti mostrerò l' impasto da mettere con l' oro, così ugualmente  puoi mettere l’oro con questo verde terra. E sappi che gli antichi non usavano di mettere d’oro in tavolozza altro che con questo verde.



Della natura d’un verde che si chiama verde azzurro.

Verde è un colore el quale è mezzo naturale: e questo si fa artifizialmente, chè si fa d’azzurro della Magna; e questo si chiama verde azzurro. Non ti metto come si fa, ma compera del fatto. Questo colore è buono in secco, con tempera di rossume d’uovo, da fare arbori e verdure e da campeggiare; e chiareggialo con giallorino. Questo colore per se medesimo è grossetto, e par come sabbionino. Per amor dell’azzurro trialo poco poco, colla man leggiera; però che se troppo il macinassi, verrebbe in colore stinto e cenderaccio. Vuolsi triarlo con acqua chiara; e quando l’hai triato, mettilo nel vasello dell’acqua chiara sopra il detto colore, e rimescola bene l’acqua col colore. Poi el lascia posare per ispazio di una ora, o due, o tre; e butta via l’acqua; e ’l verde riman più bello. E lavalo per questa forma due o tre volte, e sarà più bello.

Verde è un colore il quale è mezzo naturale: e questo si fa artificialmente, perché si fa d’azzurro della Magna; e questo si chiama verde azzurro. Non ti metto come si fa, ma compralo già fatto. Questo colore è buono in secco, con tempera di rosso d’uovo, per fare alberi e verdure e da campeggiare*; e schiariscilo con il giallorino*. Questo colore per se stesso è corposo, e sembra come di sabbia. Per amor dell’azzurro trituralo poco poco, con la mano leggera; però  se lo macinassi troppo, verrebbe un colore stinto e grigiastro. Vuol essere triturato con acqua chiara; e quando lo hai triturato, mettilo nel vaso dell’acqua chiara sopra il detto colore, e rimescola bene l’acqua col colore. Poi lascialo riposare per il tempo di una ora, o due, o tre; e butta via l’acqua; e il verde rimane più bello. E lavalo in questo modo due o tre volte, e sarà più bello.

campeggiare* = dare colore al campo di pittura
giallorino* = pigmento antimoniato di piombo usato dagli antichi egiziani


Del modo come si fa un verde di orpimento e d’indaco.

Verde è un colore el quale si fa d’orpimento le due parti, e una parte indaco; e triasi bene insieme con acqua chiara. Questo colore è buono a dipignere palvesi e lancie, e anche si adopera a dipignere camere in secco. Non vuole tempera se non colla.

Verde è un colore  che si fa di due parti di orpimento*, e una parte di indaco; e si tritura bene insieme con acqua chiara. Questo colore è buono a dipingere palvesi* e lance, e anche si adopera a dipingere camere in secco. Non vuole tempera se non colla.

orpimento* = dal latino aurum - oro e pigmentum - pigmento, minerale che ha il colore dell'oro 
palvesi* = scudi difensivi di forma rettangolare costruiti originariamente con materiale ligneo. 


Del modo come si fa un verde d’azzurro e giallorino.

Verde è un colore che si chiama azzurro della Magna, e giallorino. Questo è buono in muro e in tavola, e temperato con rossume d’uovo. Se vuoi che sia bello più, mettivi dentro una poca d’árzica. E ancora è bel colore mettendovi entro l’azzurro della Magna, pestando le prugnole salvatiche, e farne agresto, e di quello agresto metterne quattro o sei gocciole sopra il detto azzurro; ed è un bel verde; non vuole vedere aria. E per ispazio di tempo quell’acqua delle prugnole viene a mancare.

Verde è un colore che si chiama azzurro della Magna, e giallorino. Questo è buono in muro e in tavolozza, e temperato con rosso d’uovo. Se vuoi che sia più bello, metti dentro un poco di arzica*. E ancora è bel colore mettendovi dentro l’azzurro della Magna, pestando le prugnole selvatiche, e farne agresto, e di quello agresto metterne quattro o sei gocciole sopra il detto azzurro; ed è un bel verde; non vuole vedere aria. E devi aspettare il tempo che quell’acqua delle prugnole viene a mancare.

arzica* =  Reseda luteola, erba guada o guaderella, detta anche erba dei tintori da cui si estrae un pigmento giallo


Del modo da fare un verde d’azzurro oltramarino.

Verde è un colore che si fa d’azzurro oltramarino e d’orpimento. Convienti di questi colori rimescolare con senno. Piglia l’orpimento prima, e mescolavi dell’azzurro. Se vuoi che penda in chiaro, l’orpimento vinca; se vuoi che penda in iscuro, l’azzurro vinca. Questo colore è buono in tavola, e none in muro. Tempera con colla.

Verde è un colore che si fa d’azzurro oltramarino e di orpimento. Ti conviene  rimescolare questi colori con senno. Piglia l’orpimento prima, e mescola dell’azzurro. Se vuoi che penda verso il chiaro, l’orpimento vinca; se vuoi che penda  verso lo scuro, l’azzurro vinca. Questo colore è buono in tavolozza, e non in muro. Tempera con colla.


Della natura di un verde che si chiama verderame.

Verde è un colore il quale si chiama verderame. Per se medesimo è verde assai; ed è artificiato con archimia, cioè di rame e di aceto. Questo colore è buono in tavola, temperato con colla. Guarda di none avvicinarlo mai con biacca, perchè in tutto sono inimici mortali. Trialo con aceto, che ritiene secondo suo’ natura. E se vuoi fare un verde in erba perfettissimo, è bello all’occhio, ma non dura. Ed è buono più in carta o bambagina o pecorina, temperato con rossume d’uovo.


Verde è un colore che si chiama verderame. Per se medesimo è verde assai; ed è artificiato con alchimia, cioè di rame e di aceto. Questo colore è buono in tavolozza, temperato con colla. Guarda di non avvicinarlo mai con biacca, perché in tutto sono nemici mortali. Trituralo con aceto, che ritiene secondo la sua natura. E se vuoi fare un verde erba perfetto, è bello all’occhio, ma non dura. Ed è buono più sulla carta o bambagina o pecorina, temperato con rosso d’uovo.



Come si fa un verde di biacca e verdeterra, o vuoi bianco sangiovanni.

Verde è un colore di salvia, il quale si fa mischiato di biacca e verdeterra, in tavola, temperato con rossume d’uovo; o vuoi in muro, in fresco, mescolato el verdeterra con bianco sangiovanni, fatto di calcina bianca e curata.


Verde è un colore di salvia, il quale si fa mischiando biacca e verde terra, in tavolozza, temperato con rosso d’uovo; o vuoi in muro, in fresco, mescolato al verde terra con bianco sangiovanni, fatto di calcina bianca e curata.

Il libro dell'arte
Cennino Cennini

lunedì 16 aprile 2018

Qual è il colore dell'indistinto?

" ... Rilassati.
Raccogliti.
Allontana da te ogni altro pensiero.
Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto ... "


Se una notte d’inverno un viaggiatore
Italo Calvino


Mi sono chiesta se l'indistinto fosse incolore o se di colori ne avesse uno, due, tre... oppure tutti e, prima di allontanare ogni altro pensiero, ho visto che il mio si adagia in un arcobaleno etereo in movimento che i colori li mischia e li divide, li divide e li mischia.

Sciarada Sciaranti

mercoledì 11 aprile 2018

Contemplare il mare è la vera bellezza

L'intelligenza confida nell'intelligenza e se un interlocutore dirotta l'attenzione sulla minuzia di una parola per distoglierla dal senso del discorso o ne omette qualcuna per lo stesso motivo è inutile perdere tempo. 
Contemplare il mare è la vera bellezza.

Sciarada Sciaranti


domenica 8 aprile 2018

Della natura del bianco

Bianco candore
Dal rosso al violetto
Tutto comprende


Sciarada Sciaranti


La spuma del mare si veste della sintesi dell'arcobaleno, indossa quel bianco candore che tutti i colori contiene in un'apoteosi di luminosità.
Bianco fiocca in soffici nuvole, sale verso la luna, l'ammanta di purezza e prosegue lungo la via lattea tra i desideri espressi alle stelle nell'oscurità.

P.S. Il testo sottostante risale al XV secolo ed è seguito da una trasposizione linguistica più attuale che nella traduzione automatica può facilitare la comprensione per chi non parla italiano.


Della natura del bianco sangiovanni.

Bianco è un colore naturale, ma bene è artificiato; el quale si fa per questo modo. Togli la calcina sfiorata, ben bianca; mettila spolverata in uno mastello per ispazio di dì otto, rimutando ogni dì acqua chiara, e rimescolando ben la calcina e l’acqua, acciò che ne butti fuori ogni grassezza. Poi ne fa’ panetti piccoli, mettili al sole su per li tetti; e quanto più antichi son questi panetti, tanto più è migliore bianco. Se ’l vuoi far presto e buono, quando i panetti son secchi, triali in su la tua pría con acqua, e poi ne fa’ panetti, e riseccali; e fa’ così due volte, e vedrai come sarà perfetto bianco. Questo bianco si tria con acqua, e vuole essere bene macinato. È buono da lavorare in fresco, cioè in muro, senza tempera; e sanza questo non puoi fare niente, come d’incarnazione, ed altri mescolamenti degli altri colori che si fa in muro, cioè in fresco; e mai non vuole tempera nessuna.


Bianco è un colore naturale, ma bene riprodotto artificialmente il quale si fa in questo modo. Togli la calcina sfiorata, ben bianca; mettila spolverata in uno mastello per un tempo di otto giorni, cambiando ogni l' acqua, e rimescolando ben la calcina e l’acqua, in modo che ne butti fuori ogni grassezza. Poi ne fai panetti piccoli, mettili al sole sui tetti; e quanto più antichi son questi panetti, tanto più è migliore bianco. Se lo vuoi fare presto e buono, quando i panetti sono secchi, tritali sopra la tua pietra con acqua, e poi ne fai panetti, e seccali di nuovo; e fai così due volte, e vedrai come sarà perfetto bianco. Questo bianco si tritura con acqua, e vuole essere bene macinato. È buono da lavorare in fresco, cioè in muro, senza tempera; e senza questo non puoi fare niente, come di incarnazione, ed altri mescolamenti degli altri colori che si fa in muro, cioè in fresco; e mai non vuole tempera nessuna.


Della natura della biacca.

Bianco è un colore archimiato di piombo, el quale si chiama biacca. Questa biacca è forte, focosa, ed è a panetti, come mugliòli, o ver bicchieri. E se vuoi cognoscere quella ch’è più fine, togli sempre di quella di sopra della forma sua, che è a modo d’una tazza. Questo colore quanto più il macini, tanto è più perfetto, ed è buono in tavola. Ben si adopera in muro: guardatene quanto puoi, chè per ispazio di tempo vien nera. Macinasi con acqua chiara; soffera ogni tempera, ed è tutta tuo’ guida in ischiarare ogni colore in tavola, come ti fa il bianco in muro.


Bianco è un colore archimiato di piombo, il quale si chiama biacca. Questa biacca è forte, focosa, ed è a panetti, come mugliòli, ovvero bicchieri. E se vuoi conoscere quella che è più fine, togli sempre di quella di sopra della forma sua, che è a modo di una tazza. Questo colore quanto più lo macini, tanto è più perfetto, ed è buono in tavolozza. Ben si adopera in muro: preparane quanto te ne serve, perché  con il passare del tempo diviene nera. Macinasi con acqua chiara; sopporta ogni tempera, e ti servirà per rischiarare ogni colore nella tavolozza, come ti fa il bianco in muro.

Il libro dell'arte
Cennino Cennini


Sentitevi pure liberi di continuare a lasciare le vostre materializzazioni sul concetto di forza nel post precedente. Vi abbraccio!

venerdì 6 aprile 2018

Astratto in materia - La forza


La forza: Rami in espansione che incontrano un ostacolo e lo trasformano in un sostegno da inglobare nella loro sostanza


Sciarada Sciaranti


La forza: la goccia che scava la pietra


Patrizia
Amica senza blog




Foto di Patricia Moll

 Forza è resistere alle avversità che cerca di abbatterci fino al momento in cui potremo rialzarci. 

Patricia Moll
Myrtilla'house


- La forza è la prima e indispensabile condizione per muoversi in ogni direzione. 
- E' qualsiasi forma di resistenza all'opposizione ad un nostro progetto. 
- La forza è spesso aumentata dalla debolezza dell'altro con cui si confronta.
Se penso ad una forza fisica, materializzo la gemma che buca, lei così tenera e fragile ma determinata, la dura scorza che la conteneva.
Se penso alla forza morale, che si fa concretezza, il pensiero va al resistente, a colui che non si lascia modificare nè dagli accadimenti nè dai timori: Martin Luther King. 

Sari
Voce di vento



Foto di Chicchina

Osservando la natura anche nelle sue minime manifestazioni, trovo come esempio di grande forza, la necessità per le piante di sopravvivere anche in condizioni difficili. Questa piantina grassa rimasta in condizioni non ottimale di luce e umidità, ha sviluppato, sulle foglie tante nuove piantine che, cadendo avrebbero assicurato la sopravvivenza della specie.

Chicchina
Acqua di fuoco

Se vi va di giocare materializzate il vostro concetto di forza attraverso un oggetto concreto che possa rappresentarlo. Sono ben accette anche le definizioni, il tutto sarà riportato nel post. 

martedì 3 aprile 2018

La lieta novella di aprile


Piazza dell'Esedra e fontana delle Naiadi
Roma

" ... L’aprile brillava quella sera nel cielo lucido e soffiava la lieta novella di primavera sulla vecchia città che beveva i soffi tepidi per ogni finestra. Quei soffi si spandevano blandi per le piazze, saltavano per le vie, sibilavano ai canti. Lassù in alto passavano a grandi ondate silenziose, movendo per le finestre degli abbaini biancherie pendenti dalle imposte, fiori schierati sul davanzale, che nella dolcezza infinita del tramonto primaverile ridevano al cielo, innocenti, dalle vecchie case piene di colpa ... "

In aprile - Malombra 
Antonio Fogazzaro 

domenica 1 aprile 2018

Risurrezione del Signore

" ... Il giorno di Pasqua riuscì in quell’anno il più ridente e il più bel giorno di primavera: vero giorno del rinascimento della natura, e della salutevole risurrezione del Signore. Sereno era il cielo, onde l'azzurro invitava alla gioia; bello oltre l’usato splendeva il sole; l’aere era tiepido e tranquillo; i prati della valle vedeansi coperti di una verzura gremita tutta di fiori; gli alberi vestivano novella fronda; amabilmente tra le verdi sponde discorreva l’argenteo rivo, e la bella contrada tutta rinvigoriva ... "

L'Uovo di Pasqua
Racconto tradotto da Ferdinando Mansi


Risurrezione di Cristo 
1555  circa
Marco dal Pino 
Galleria Borghese - Roma

Buona Pasqua!


Per ulteriori informazioni
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