martedì 4 aprile 2023

Il Martedì della Settimana Santa

" ... Partimmo il 1° aprile; ma, cominciando a mancarci i viveri, abbiam deciso di spingerci prima fino a Porto Sandwich per vettovagliarci.
La prima parte del viaggio si compie felicissimamente. A Porto Sandwich troviamo il Rdo P. Busson solo e sotto un accesso violento di febbre; laonde siamo costretti a fermarci alcuni giorni con lui. Finalmente, il martedì della Settimana Santa, riprendiamo il largo recando una buona provisione di viveri. Il vento ci è contrario; ma bordeggiando ed a forza di remi ci riesce di toccare Sisivi, villaggio cattolico. I nostri sono subito pronti. Sul far della notte, il R. P. Suas ed io, andiamo a domandare l'ospitalità ad un Cinese che abita all'ovest d'Ambrym, in una piccola e ridente baia. Quel bravo figlio del Celeste Impero ci fa la più graziosa accoglienza. Dopo una breve refezione, riposiamo un po'; e l'indomani mattina eccoci di nuovo sul battello. Al levar del sole siamo a Tabi, dove dovevamo prendere la moglie ed il figlio di Luigi , uno dei nostri rematori ... "

Ambrym, di 15 maggio 1895
Lettera del R. P. Jamond Marista

Cacciata dei mercanti dal Tempio - Piccola Passione 1511 - Albrecht Dürer - British Museum Londra

Cacciata dei mercanti dal Tempio
Piccola Passione 1511
Albrecht Dürer
British Museum Londra

Il Martedì Santo Gesù caccia  i mercanti dal Tempio:

" Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe
e disse loro: «La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri». "

Matteo 21,12-13

Accensione della candela del Martedì Santo

Lieto Martedì Santo


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lunedì 3 aprile 2023

Il Lunedì della Settimana Santa

" ... Se non che il lunedì della settimana santa non vedendo alcuno che li chiamasse, pensarono mandar due al Patriarca per intenderne la cagione. E quegli rispose, non ancora i suoi prelati essersi tutti congregati. Ondechè avvedendosi i Frati dell'usato tranello del pigliar tempo, fecero, più calde istanze, perchè il negozio senza tante dimore s'incominciasse. Ed allora n'ebbero in risposta acre risentimento: «Ben di voi maraviglio, dicendo, che avendo ben trenta articoli noi da proporvi contro, voi in un attimo vi consigliate di volerne essere spediti! Vengano, se ei vogliono, i vostri fratelli, e si disputerà!» In questa i nunzi si volsero all'imperatore, dandosi a credere che quegli sì obbligasse i prelati greci ad attenere la parola; ma ei per contrario tolse a scusarneli, con dire che alcuni doveano venire da luoghi lontani, e che ancora mancava lo stesso Patriarca d'Antiochia, conchiudendo da ultimo in questa sentenza: «Essere in tempi di divozione e di penitenza, onde non dee recar meraviglia se in questi dì i prelati mostrino qualche ripugnanza ad assistere a dispute e a questioni. Onde io interpongo mie preghiere che vi piaccia aspettare sin dopo le feste; chè frattanto si raccoglieranno tutti i prelati, e vi daranno risposta il lunedì di Pasqua». Or i nunzi condiscesero anche a questa dilazione! ... "

Storia universale delle missioni francescane - 1857 
Marcellino da Civezza 

Cristo nella casa di Marta e Maria - 1700 circa - Paolo Gerolamo Piola - Metropolitan Museum of Art

Cristo nella casa di Marta e Maria 
1700 circa
 Paolo Gerolamo Piola
Metropolitan Museum of Art

Con la Domenica delle Palme siamo entrati nella Settimana Santa, Gesù è entrato a Gerusalemme e oggi Lunedì Santo si trova nella casa di Marta, Maria e Lazzaro a Betania:

" ... Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.  Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola;
Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 
Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,
ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» ... "

Luca 10,38-42

" ... Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. 
Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: 
«Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». 
Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me» ... "

Giovanni 12,1-8

Accensione della candela del Lunedì Santo

Lieto Lunedì Santo


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domenica 2 aprile 2023

Hosánna fílio David

Hosánna fílio David - Candela della Sesta Domenica di Quaresima

Candela della sesta Domenica di Quaresima

La Sesta Domenica di Quaresima è la Domenica degli Hosánna - Osanna dalla prima parola del primo verso dell'introito che apre la celebrazione:

Hosánna fílio David:
Benedíctus qui venit in nómine
Dómini. Rex Israël:
Hosánna in excélsis.

Osanna al Figlio di Davide:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli.

Matteo 21,9


Croce della Sesta Domenica di Quaresima con la Velatio Crucis

Croce della Sesta Domenica di Quaresima con la Velatio Crucis

La conosciamo comunemente come Domenica delle Palme perché si ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme e si benedicono le palme e i rami di ulivo.

" Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,
dicendo loro: "Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un'asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. 
E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito". Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Dite alla figlia di Sion:
Ecco, a te viene il tuo re,
mite, seduto su un'asina
e su un puledro, figlio di una bestia da soma.

I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù:
condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. 
La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. 
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava:

" Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli! ".

Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: "Chi è costui?". E la folla rispondeva: "Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea". "

Matteo 21, 1-11

Entrata di Gesù a Gerusalemme - Piccola Passione di Albrecht Dürer 1511 - British Museum - Londra

 Entrata di Gesù a Gerusalemme - Piccola Passione di Albrecht Dürer 1511 - British Museum - Londra

È detta anche De Passione Domini - Della Passione del Signore perché si rievocano i suoi due ultimi giorni di vità:

Il preludio

" Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli:
"Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso".
Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, 
e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. 
Dicevano però: "Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo".
Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso,
gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola. 
I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero: "Perché questo spreco? 
Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri!". 
Ma Gesù se ne accorse e disse loro: "Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto un'azione buona verso di me. 
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. 
Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 
In verità io vi dico: dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto".
Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti 
e disse: "Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?". 
Ed egli rispose: "Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"". 
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. 
Mentre mangiavano, disse: "In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà". 
Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?". 
Ed egli rispose: "Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. 
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!". 
Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: "Prendete, mangiate: questo è il mio corpo". 
Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, 
perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 
Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio".
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 
Allora Gesù disse loro: "Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti:

Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge.

Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea". 
Pietro gli disse: "Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai". 
Gli disse Gesù: "In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". Pietro gli rispose: "Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò". Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". 
E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 
E disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". 
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". 
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: "Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? 
Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole". 
Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: "Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà". 
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. 
Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 
Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: "Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori. 
Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino". "

Matteo 26,1-46

Palma e Ulivo benedetti - Domenica delle Palme 2 aprile 2023

Palma e Ulivo benedetti - Domenica delle Palme 2 aprile 2023

Il processo religioso

" Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. 
Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!". 
Subito si avvicinò a Gesù e disse: "Salve, Rabbì!". E lo baciò. 
E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. 
Allora Gesù gli disse: "Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. 
O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? 
Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?". 
In quello stesso momento Gesù disse alla folla: "Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. 
Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 
Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
api dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; on la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: "Costui ha dichiarato: "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"". Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?". 
Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio". 
"Tu l'hai detto - gli rispose Gesù -; anzi io vi dico:

d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo".

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 
che ve ne pare?". E quelli risposero: "È reo di morte!".
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, 
dicendo: "Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?".
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: "Anche tu eri con Gesù, il Galileo!". 
Ma egli negò davanti a tutti dicendo: "Non capisco che cosa dici". 
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: "Costui era con Gesù, il Nazareno". gli negò di nuovo, giurando: "Non conosco quell'uomo!". 
Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: "È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!". 
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo!". E subito un gallo cantò. 
E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: "Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". E, uscito fuori, pianse amaramente. "

Matteo 26,47-75

Foglie di ulivo

Foglie di ulivo

Il processo politico, la morte e la sepoltura di Gesù

" Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. 
Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda - colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, 
dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "A noi che importa? Pensaci tu!". 
Egli allora, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. 
I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: "Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue". 
Tenuto consiglio, comprarono con esse il "Campo del vasaio" per la sepoltura degli stranieri. 
Perciò quel campo fu chiamato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi. 
Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d'Israele, 
e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?". Gesù rispose: "Tu lo dici". 
E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. 
Allora Pilato gli disse: "Non senti quante testimonianze portano contro di te?". 
Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. 
In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba.
Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: "Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?". 
Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: "Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua".
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 
Allora il governatore domandò loro: "Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?". Quelli risposero: "Barabba!". 
Chiese loro Pilato: "Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?". Tutti risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli disse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora gridavano più forte: "Sia crocifisso!".
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: "Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!".
E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli". 
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto,
intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: "Salve, re dei Giudei!". 
Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 
Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa "Luogo del cranio", 
gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. 
Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. 
Poi, seduti, gli facevano la guardia. 
Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: "Costui è Gesù, il re dei Giudei". Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo 
e dicendo: "Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!". 
Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: 
"Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui.  Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: "Sono Figlio di Dio"!". 
Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". 
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama Elia". 
E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. 
Gli altri dicevano: "Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!". 
Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, 
i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. 
Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!".
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 
Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. 
Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito 
e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata del sepolcro, se ne andò. 
Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di Màgdala e l'altra Maria.
Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: "Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo, disse: "Dopo tre giorni risorgerò". 
Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: "È risorto dai morti". Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!". 
Pilato disse loro: "Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete". 
Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie. "

Matteo 27,1-66

Diffusore con foglie di ulivo per la Sesta Domenica di Quaresima

Diffusore con foglie di ulivo per la Sesta Domenica di Quaresima

Lieta Domenica delle Palme!


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sabato 1 aprile 2023

La nota nuova del Pesce d'Aprile

Nel 1897 sul IX  fascicolo della rivista illustrata Natura ed Arte viene pubblicato un simpatico articolo sul Pesce d'Aprile, eccolo qui per voi.

Pesce d'Aprile - Sciarada Sciaranti

Il pesce d'Aprile, scrisse qualcuno, è un avanzo... di civiltà! Verissimo; il buonumore d'una razza è in proporzione del suo incivilimento; e l'istituzione del pesce, che, a quanto pare, ci viene dai Romani*, basterebbe a provare che i Romani furono il primo popolo del mondo. Anche adesso, vedete, il paese più colto, più elegante, più raffinato d'Europa è la Francia, l'alma mater delle pochades e dei calembours, la nazione che ride e fa ridere di più.
Il pesce va, dunque, perfettamente d'accordo col progresso; col cinematografo e la bicicletta, il simbolismo e i raggi di Roentgen. La più complicata e squisita intelligenza dei nostri tempi, il 1.º Aprile, può, senza rossore, gratificarsi dell'innocente voluttà di mistificare il prossimo. D'altra parte, la superiorità d'un individuo s'afferma ugualmente con la scelta e l'esecuzione del pesce. Tutto sta nel trovare la nota nuova, nel saperla svolgere con abilità e sopratutto nella scelta della vittima. Mandare in dono ad un amico venti bottiglie di Barolo... da fontana, è roba decrepita: ma, se l'amico non beve vino, ecco che il pesce si presenta sotto una luce nuova. Perché l'amico, nella sua qualità di astemio, non sapendo che farsene delle bottiglie, si affretta a regalarle ad un altro, al suo capo-ufficio, al principale, al colonnello, a qualcuno insomma, che tiene a propiziarsi e che viceversa gli vota, dopo quel fatto, un odio mortale.

Un signore di mia conoscenza, ne aveva trovata una originalissima: quella di fingersi lui stesso vittima di un pesce d'Aprile! Sembra un paradosso ed è un'idea semplicemente geniale. Figuratevi un momento d'essere critico drammatico o direttore d'un teatro e di ricevere, il 1.º Aprile, da un vecchio e rispettabile signore la seguente lettera:

« Gentilissimo amico,
La ringrazio infinitamente della gentile offerta che mi fa d'una chiave di palco, all'Arena, offerta che accetto con molto piacere, anche perchè la mia signora desiderava da un pezzo di sentire il dramma che si rappresenta questa sera. Sembra proprio che lei lo abbia indovinato. Mi creda intanto, ecc . ecc.»

Voi sorridete, naturalmente, e pensate subito: Poveretto! Gliel'hanno fatta, è un pesce d'aprile. Ma che idea!... Ad una persona di riguardo... Bisogna mandargliela questa chiave di palco; non vorrei mica fargli credere che la burla gliel'abbia fatta io! E mandate la chiave, senza supporre un sol momento che il pesce siete voi che lo prendete.

Un altro anno, questa medesima persona di riguardo, ve la vedete capitare in casa all'ora del pranzo in abito nero e bouquet di violette.

- Signora ... Carissimo ... come si va? Sono forse un po' in ritardo, ma ho ricevuto il vostro biglietto alle quattro... Questo servizio postale è un abominio! ...

Voi (imbarazzato).

Non ne parliamo! ... Alle quattro, neh? Pare incredibile!... (a parte) Che diavolo gli hanno scritto?

LUI (sedendo).

Dunque, i miei auguri, non sapevo proprio, che oggi ricorresse il compleanno della signora...

Voi (stupefatto, a parte).

Il compleanno?! ...

Lui (sorridendo, a vostra moglie).

Non le domanderò quanti anni compie, sa... ah no. Ma glie lo strapperemo di bocca, non è vero? a tavola..! la faremo bere... e in vino veritas!

Voi ( che incominciate a capire).

Sicuro! ... come dice il proverbio! (a parte) Ma guarda un po' che razza di scherzi... come si fa a rimandarlo, adesso?

LA CAMERIERA (dal fondo, annunciando).

La signora è servita!

Lui (senza darvi il tempo di parlare).

Ah ! tanto meglio... vi confesso che ho una fame da cannibale! (offrendo il braccio a vostra moglie) Vogliamo... le passa nella sala da pranzo).

Segue il pranzo. Conversazione brillantissima da parte dell'amico che alle frutta improvvisa un brindisi in versi martelliani, rinnovando i suoi anguri alla signora. Voi che avete finito per pigliarvela allegramente, vi decidete allora a venire in chiaro della faccenda e domandate con un sorriso:

Dunque il mio biglietto d'invito...

Lui.

Mi è giunto alle quattro. Ho avuto appena il tempo...

Voi.

Ma, non vi è balenato il sospetto che non fosse mio e che si trattasse d'un pesce d'aprile?

LUI (sorpreso).

Un pesce?... Non capisco... non è la vostra calligrafia questa? (cava il biglietto di tasca e re lo porge).

Voi. 

Ma che ! ... (La signora si smascella dal ridere ).

Lui (tranquillamente, intascandolo).

Allora è ... la mia !

Non tutti, s'intende, raggiungono queste altezze. I più s'attengono sempre alle vecchie mistificazioni classiche; il falso appuntamento, la lettera d'amore apocrifa, ecc. ecc. Un mio zio, tra gli altri, s'è mantenuto fedele fino alla morte all'abitudine di mandare in dono a tutti i suoi amici, il 1.º Aprile, una scatola di confetti... al calomelano. Come è naturale, finì che nessuno ci cascava più e gli amici conservavano religiosamente i confetti, per quando ne avessero avuto bisogno! Questo disgraziato soffriva, del resto, di una vera itiomania (da ictos: pesce!) L'invio dei confetti non era che una delle sue imprese; oltre della quale, egli non ne perpetrava meno di altre diciannove all'anno. Gli ultimi giorni di Marzo, rappresentavano per lui un periodo di attività febbrile: spediva ritratti, pacchi postali, colli ferroviari, falsificava scritture, compulsava guide, corrompeva portinai, cameriere, vetturini, si truccava, si radeva i baffi, si travestiva da inglese, da prete, da usciere. E mai, intendete bene, mai, riusciva uno solo dei suoi pesci d'Aprile. Le più sapienti combinazioni, i piani più complicati, le piú infernali astuzie non gli valsero mai a darla a bere a nessuuo. C'era sempre un dettaglio, un particolare, una sfumatura che destava il sospetto e determinava il fiasco. Ma lui, tenace, s'ostinava. Fin dalle prime ore del 1.º lo si vedeva traversare la città come una saetta. Se gli si chiedeva allora: Dove vai? lo vedevate arrestarsi di botto e mormorarvi al l'orecchio:

- Alle undici ho un appuntamento coi padrini di B...
- Lo hai sfidato?!
- Mai più! Ho finto di sfidarlo in nome di C...
- E C...?
- C... lo mando alla stazione. Gli ho fatto telegrafare da Lugano che arrivava sua moglie.
- Ma la moglie?...
- Riceverà domani una lettera del marito: è al capezzale del cugino D... che ha tentato di avvelenarsi...
- Purchè D...
- L'ho invitato per questa sera a leggere la sua commedia in casa di E... che a mezzogiorno mando ad arrestare e conduco nel manicomio del dottor F...
- Ma se il dottor F. lo esamina?...
- Impossibile! A quell'ora sarà troppo occupato lui stesso: all'una gli spedisco i becchini e il carro funebre! 
E se ne andava, sudato, ansante, sbuffando, inseguendo il tramwai. Due ore dopo lo scoprivate seduto in un caffè ed occupato a mandar giù, in fretta, un caffè all'uovo.
- Bravo, sei tu!... Hai letta la Nazione? Un'idea superba! Ho fatto annunziare che F... il dentista, tiene una conferenza, stasera, sulla letteratura persiana! Vedrai che cappello mi piglia quell'uomo. Corpo!... Le undici... scappo. Vado al Gambrinus a ordinare per conto di G. un pranzo di 20 coperti. Di', grandiosa questa?! Dieci bottiglie di Sciampagna e una dozzina d'ostriche a persona! Verso le quattro lo coglievate sulla porta del Duomo. Se sapessi! Una trovata diabolica! Ci sarà ancora il curato a quest'ora? Vorrei pregarlo di far subito le pubblicazioni del matrimonio di H ... Si sposa? Che! Figurati: ha scoperto che la fidanzata ha una che lo hanno messo alla porta. Ah! ecco il parroco... E così fino alla sera, finchè al tocco si decideva ad andarsene a letto, rauco, spossato, demolito. Il giorno dopo il bilancio della vigilia era presto fatto; al passivo: molte centinaia di lire, una costipazione e due o tre querele; all'attivo: zero. I padrini di B. erano mancati, C. s'era guardato bene dal recarsi alla stazione, E... aveva fatto arrestare sul serio le due finte guardie andate ad arrestarlo, al Gambrinus avevano preteso il pagamento anticipato del pranzo ed il parroco, essendo zio della ragazza dalla gamba di legno era piombato sull'infelice, a colpi di ombrello. Il mio povero zio morì, per un caso singolare, giusto il 1.° d'Aprile. La mattina stava benissimo e come il solito aveva tentato centinaia di pesci, tutti, naturalmente andati a male. Tra gli altri uno al suo miglior amico, un medico, al quale s'era dilettato di scrivere un biglietto, pregandolo di accorrere subito: «Sono gravemente infermo: temo di non giungere a domani». La sera a pranzo, rotolò improvvisamente per terra, con un'apoplessia. Lo misero a letto e mentre si disponevano a correre in cerca di soccorso, il dottore giunse. Egli spalancò gli occhi stupefatto, un lampo di gioia gli illuminò lo sguardo e mormoró con entusiasmo: Finalmente, e riuscito! Due ore dopo moriva. Forse di gioia.

E si conclude con una barzelletta

Per finire. 
Si discute, tra amici, sul fiasco d'un tenore: 
- Ritenete, ci hanno dato un falso N..... Siamo al 1.° d'Aprile, 
- si tratta d'un pesce. Si tratta d'un cane! 
Un terzo (conciliante)  - Ma si, d'un pesce... cane!

TRUFFALDINO.

Romani* = La tesi sostenuta dall'autore dell'articolo sull'origine romana del Pesce d'Aprile è solo una delle tante ipotesi interpretative esistenti; in realtà non sappiamo nulla su come nasca questa ricorrenza. 
Leonard Norman Primiano ci spiega che:

" Il primo giorno di aprile, noto come Pesce d’aprile, è tradizionalmente caratterizzato dall’abitudine di fare scherzi (di solito ad amici) e di impegnarsi in attività frivole. Rimane una delle poche feste primaverili dell’Europa cristiana indipendente dalla ricorrenza della Pasqua. Il Pesce d’aprile non va confuso con la Festa dei Folli, la farsesca ricorrenza medievale in cui si inscenavano capovolgimenti gerarchici e parodie della Chiesa ufficiale da parte di officianti di basso rango di cattedrali ed altre persone (calendarizzata in prossimità, o il giorno stesso, della Festa della circoncisione, il primo gennaio). L’essenza delle attività del Pesce d’aprile è comunque legata a questo tipo di eventi derisori, di tanto in tanto concessi da parte del potere. Le reali origini delle pratiche del Pesce d’aprile e il loro rapporto con il primo aprile sono sconosciute. La data e le tradizioni sembrerebbero riflettere alcune delle caratteristiche festive di celebrazioni religiose non cristiane, quali le Hilaria dell’antica Roma (25 marzo) e la festa di Holī dell’India (che termina il 31 marzo). A determinare il periodo dell’anno e la persistenza delle abitudini del Pesce d’aprile potrebbero avere contribuito celebrazioni tradizionali connesse con l’equinozio invernale e con l’arrivo della primavera nell’emisfero settentrionale, complice il tempo atmosferico allegro e spesso volubile della stagione.
Il significato del Pesce d’aprile è stato interpretato a livello popolare in svariate maniere. La data festiva è stata vista come commemorazione dei vagabondaggi da luogo a luogo del corvo e della colomba che Noè inviò dall’arca alla ricerca di terra dopo il diluvio biblico. Oppure la si è considerata una rievocazione irriverente del trasferimento di Gesù dalla giurisdizione di un personaggio politico o religioso a quella di un altro nelle ore immediatamente precedenti la crocifissione. In entrambi i casi si credeva che gli eventi fossero accaduti verso il primo giorno di aprile. Una affascinante spiegazione delle tradizioni del Pesce d’aprile in Francia riguarda la confusione sul cambiamento della data per la celebrazione del Nuovo Anno. Per chi considerava il 25 marzo come inizio dell’anno (nell’Europa medievale vi erano numerose divergenti date per celebrare l’evento) gli otto giorni di celebrazioni culminavano in corrispondenza del primo giorno di aprile. Quando, nel 1564, Carlo IX fissò al primo gennaio l’inizio dell’anno, non tutti accettarono la novità e molti non riuscivano a ricordarsi la nuova data. Tale confusione portò all’abitudine di scambiarsi falsi auguri in occasione del primo dell’anno del vecchio calendario (primo aprile), nonché di mandare falsi doni, come scherzo, a coloro i quali si aspettavano la festa tradizionalmente osservata in quella data. Alcuni studiosi credono che ben presto vennero associati a quel giorno ogni sorta di scherzi. Da ciò deriverebbe l’espressione poisson d’avril, «Pesce d’aprile», adoperata per descrivere la sprovveduta vittima di burle della festa.
Le tradizioni del Pesce d’aprile, note e praticate in molti Paesi europei, vennero introdotte da coloni inglesi negli Stati Uniti d’America. Negli Stati Uniti chiunque, quale che sia la sua età e la sua posizione sociale, può essere il Pesce d’aprile. La tradizione, tuttavia, esige che gli scherzi abbiano luogo soltanto durante le dodici ore dalla mezzanotte a mezzogiorno (con il resto della giornata consacrato, senza dubbio, alle scuse). La pratica è ormai di solito limitata ai bambini, benché vi siano adulti che continuino a fare semplici scherzi o a escogitare sofisticate beffe a danno di persone ignare o dimentiche della ricorrenza. "

 e aggiunge:

" In tema di Pesce d’aprile è stato prodotto poco di scientificamente valido ... "

Lieto Pesce d'Aprile!

Per ulteriori informazioni:

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