domenica 8 dicembre 2013

" ... L'innocenza tornò sul mondo ... "

"... Natale è la festa più bella di tutte perché con la nascita del Signore l'innocenza tornò sul mondo. Da allora, questa è la festa della speranza e della pace, sembra fatta per la gioia dei ragazzi che sono la speranza del mondo. Nei paesi s'è lavorato tutta una settimana per il Presepe.
Nel fondo si stendono rami di aranci carichi di frutta.
Si lanciano ponti coperti di muschio da un punto all'altro, si costruiscono montagne e strade ripide, steccati per le mandrie e laghetti.
Il Presepe ha l'aspetto di un paesaggio calabrese. Dalle valli sbucano fiumi, le montagne sono ripide e selvagge.
Su tutto pende il bel giallo dell'arancio come un frutto favoloso.
Il figurinaio che ha fatto i pastori sa che i ragazzi si fermeranno a guardare una per una le figurine.
Perché, meno che i soldati di Erode; tutti i pastori somigliano a persone conosciute. Sembra un paese vero.
C'è quello che porta la ricottina, c'è il cacciatore col fucile, c'è quello che porta l'agnello e fuma - una lunga pipa, c'è il mendicante.
C'è la gente che balla fra il tamburino, il piffero e la zampogna davanti al Presepe, c'è l'osteria dove si ammazza il maiale e la gente accanto alla fontana, dove la donnina lava i panni.
Ci sono persino i carabinieri che hanno arrestato un tale che ha rubato anche nella Santa Notte! I Re Magi spuntano dall'alto della montagna coi moretti che guidano i cavalli.
La stella splende - sulla grotta e gli angeli vi danzano sopra leggeri e celesti come i pensieri dei bambini e degli uomini in questi giorni ..."

Gente in Aspromonte 
Corrado Alvaro
1930


La quotidianità dei pastori  d'Aspromonte descritta dal grande Corrado Alvaro nel suo libro più famoso è caratterizzata dalla difficoltà del vivere che nasce non solo dalle condizioni disposte dalla natura ma sopratutto da quelle imposte dai padroni che con il loro potere assoluto tutto possono,

" ... per la prima volta capiva di essere in mezzo a qualche cosa di ingiusto; il sentimento della sua condizione gli si affacciò improvviso e chiaro e si sentiva come un angelo caduto."

Antonello diventa consapevole, la purezza del  suo cuore  incontra la realtà che non gli lascia più speranze, non può più credere che l'innocenza o la pace possa tornare sul mondo, per lui non ci sarà più la gioia dell'attesa del Natale, decide di lottare contro quelle regole che avvantaggiano i pochi a scapito dei molti, diventa un fuorilegge e quando viene arrestato dice: 

" Finalmente ... potrò parlare con la Giustizia. Ché ci è voluto per poterla incontrare e dirle il fatto mio."

Oggi festeggiamo l'Immacolata Concezione, addobbiamo l'albero e accendiamo le luci del presepe ma domani, affinché non si spenga definitivamente in noi la speranza di un futuro, in nome di una costituzione calpestata, abusata, svilita e in difesa della dignità umana, sosteniamo la manifestazione del "Movimento dei Forconi" che coinvolge tutta l'Italia


ALESSANDRIA - da 9 dicembre ad oltranza presidio in piazza della libertà

AREZZO - da lunedì 9 Dicembre, ore 7.00, fino al 16 Dicembre.
 presidio in piazza Dante, corteo che parte dal piazzale stazione alle 07.30

ASCOLI PICENO - presidio presso S.S. 16-Via Pasubio,99 all'altezza del Ponte Fiume Tronto
dalle 8.00 alle 20.00, dal 9 dicembre

ASTI - presidio, volantinaggio e azione di rallentamento del traffico in Piazza Alfieri, dalle ore 7.00 del 9 dicembre.

AVEZZANO -  presidio  in Piazza Torlonia di fronte al palazzo ARSSA, dalle ore 7.00 di lunedì 9 dicembre

BARI - domenica 8 dicembre ore 22.00 blocco della circonvallazione all'altezza del distributore di benzina fra l'uscita di Poggiofranco e Carrassi in entrambi i sensi di marcia lasciando libera la corsia per i mezzi di soccorso e vari
lunedì 9 dicembre dalle ore 9.00 gazebo in piazza prefettura, corteo sulle principali vie cittadine fino alla regione e ritorno al comune, nel pomeriggio possibile conferenza stampa al  comune

BOLOGNA - manifestazione lunedì 9 dicembre, alle ore 9.00 piazza "Liber Paradisus", per spostarsi nel pomeriggio in piazza Maggiore

BRESCIA - presidio nel piazzale dell'ortofrutta,con volantinaggio, dalle 22 dell'8 dicembre

CARRARA - presidio dalle ore 9:00, del 9 dicembre, di fianco alla rotonda centrale di viale xx settembre, Carrara

COMO - presidio 9 dicembre dalle ore 7.00 presso piazza Camerlata

CREMONA - presidio 9 dicembre dalle ore 7.30 presso parcheggio fiera Ca' de Somenzi

FERRARA - presidio, dal 09 dicembre al 13, prorogabile, da piazza Casello a piazza Repubblica  dalle 09.00 alle 20.00

FIRENZE - piazza della Fortezza da Basso lato fontana ore 7.00 del 9 dicembre fino al 13

FORLI' -  presidio presso piazzale della Vittoria, lunedì 9 dicembre dalle ore 8.00.
Il sit-in PACIFICO consisterà in manifestazioni, attività di protesta, ed altre attività collaterali collegate alla protesta nazionale che avrà luogo in tutte le principali piazze di Italia.

GENOVA - piazza De Ferrari, 9 dicembre dalle ore 8.00 presidio ad oltranza, corteo ore 14.00

GORIZIA -  in Piazza Municipio dalle ore 22 del giorno 8 dicembre

GROSSETO - corteo 9 dicembre ore 07.00 piazzale della stazione, il corteo si muove dalle 07.30: via G.Mameli- via G. Matteotti - piazza f.lli Rosselli - via IV Novembre - viale Manetti- viale Ximenes - piazza S. De Maria - via dei Lavatoi - via Fossombroni - via Porciatti - Corso Carducci - Piazza Dante 
Presidio fino al 13 dicembre in piazza Dante 

IMPERIA - 9  dicembre dalle ore 8.00 presidio in piazza U. Calvi 

LA SPEZIA - presidio davanti al Teatro Civico di Spezia - inizio ore 08.30, lunedì' 9 dicembre.

LUCCA - presidio nel piazzale Boccherini, dalle 7.30 alle 24, dal 9 dicembre, tutti i giorni, ad oltranza

MANTOVA - domenica mattina 8 dicembre, postazione fissa per sit-in nel piazzale M.L.King
 lunedì 9 dicembre ci sposteremo in direzione casello autostradale Mantova Nord

MATERA - corteo  ore 9.00 Piazza Matteotti stazione centrale
ore 9.30 circa si prosegue per via Roma, piazza Vittorio Veneto, via del corso, via Ridola, via Duni, via Lanera,via castello, Regione Basilicata Matera

MILANO - presidio Milano nord - Mazzo di Rho: rotonda denominata R2, vicino via Risorgimento;
rotonda R1, S.S.33, tangenziale ovest, sarebbe la rotonda che va a Sempione.
Ore 9.00 in piazza San Magno, Legnano - sit-in 

MODENA - 09.00 piazzale San Agostino - 9.30 si prosegue per viale Monza, viale Monte Kosico, viale Bruni, viale Caduti in Guerra, viale Martiri della Libertà, viale delle Rimembranze, viale Vittorio Veneto, piazzale San Agostino

MONFALCONE - presidio in piazza della Repubblica, dalle ore 22 del giorno 8 dicembre

NAPOLI - presidi in piazza Trento e Trieste dalle ore 9 di lunedì 9 dicembre

PADOVA E PROVINCIA - zona Stanga presidio dalle ore 7.00 del 9 dicembre;
lunedì 9 e giovedì 12 dicembre, dalle ore 08.00 alle 23.00 presidio di fronte al municipio di Monselice;
martedì 10 e mercoledì 11 dicembre, presidio nella piazza maggiore di Este

PARMA - presidio con postazione fissa  presso  parcheggio Scambiatore nord  - Parma dalle ore 22.30 dell'8 dicembre, 24 ore su 24

PERUGIA: 9 Dicembreore 7.30 stazione Fontivegge , partenza del corteo  ore 9.00 fino alla prefettura a piazza Italia e sit-in ad oltranza

PESCARA: presidio dalle ore 8.00 del 9 dicembre piazza Duca D'Aosta.

PESCARA - VAL VIBRATA - presidio dalle 23.30 di domenica 8 dicembre all'uscita autostrada Val Vibrata 

PIACENZA - presidio in piazza Genova, angolo pubblico passeggio 9 dicembre dalle ore 9.00

PIOMBINO - dalle ore 7.00 del 9 dicembre fino al 15 dicembre alla rotonda dello stabilimento Sol all'entrata di Piombino, viale Unità d'Italia 

PISTOIA - lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 10  in piazza San Francesco comunemente nota come Piazza Mazzini per prendere parte al sit in; alle ore 11 partirà un corteo che toccherà tutti i punti nevralgici della nostra città.
Ciò si protrarrà fino a venerdì 13 Dicembre tutti i giorni dalle 10.00 alle19.00

PORDENONE - presidio presso la statale 13 Pontebbana dalle ore 22 del giorno 8 dicembre in piazzetta Cavour

PORTO SAN GIORGIO - FERMO - dalle ore 7.00 di lunedì 9 dicembre presidio presso la rotonda Sant'Anna vicino casello autostradale

POTENZA - domenica 8 dicembre ore 00:00  presso Motel Park uscita Potenza ovest, adesione sciopero nazionale autotrasporti TRASPORTOUNITO : trattasi di un blocco della Basentana

RAVENNA - lunedì 9 dicembre alle ore 9.00 a piazza Gandhi adiacente piazza Baracca, corteo alle ore 10.00 attraverso via Cavour fino a piazza del Popolo. Il sit-in PACIFICO consisterà in anifestazioni, attività di protesta, ed altre attività collaterali collegate alla protesta nazionale che avrà luogo in tutte le principali piazze di Italia.

REGGIO EMILIA -  8.30 parcheggio della Caserma Zucchi, corteo alle ore 9.00 con punto d'arrivo a piazza Prampolini, presidio ad oltranza in piazza Del Monte. Alcuni gruppi andranno ai caselli autostradali di Reggio Emilia, di Campegine e di Rolo

RIMINI - sit-in da lunedì 9 dicembre presso Arco d'Augusto

ROMA - Presidio permanente in Piazza Dei Partigiani (Piramide-Ostiense) a partire dalle ore 8.00 del giorno 9 Dicembre.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - presidio dei cittadini del Coordinamento Ascoli/ San Benedetto Del Tronto presso S.S. 16-via Pasubio ,99 all'altezza del ponte Fiume Tronto dalle 8.00 alle 20.00, dal 9 dicembre.

SANNAZZARO DE BURGONDI - presidio del Coordinamento Pavia-Voghera dalle 22 .00 dell'8 dicembre, presso raffineria a Sannazzaro De Burgondi.

SAVONA - 9 dicembre, piazza Sisto IV, sit-in, dalle ore 8.00 in piazza Saffi davanti al palazzo del governo - ad oltranza

SCALO GRASSANO/GARAGUSO - manifestazione/blocco dalle ore 7:00 del 9 dicembre

SCANZANO - presidio allo snodo tra la ss106 e la ss598 Val d'Agri, dalle ore 9:00 del 9 dicembre

SIENA -  lunedì 9 dicembre presso piazza Lizza

SIRACUSA (PROVINCIA) - giorno 8 dicembreore 22 e 30 presso la portineria centrale Isab Priolo.
Qui si deciderà dove e come organizzare i Presidi nell'intera Provincia.

TERAMO - sit-in via ss. 16 adriatica di fronte al centro commerciale "Il grillo" a Martinsicuro (TE) lunedì 9 dicembre ore 09.00 - sit-in presso ponte San Giovannia lunedì 9 dicembre ore 09.00

Presidio uscita autostrada Val Vibrata. Lunedì 9 dicembre dalle ore 00.00 (camionisti e non solo)

TORINO -  presidio Torino sud piazza Pitagora e presidio Torino nord piazza Derna dalle ore 5.30 lunedì 9 dicembre - presidio Torino centro piazza Castello dalle ore 9.00  lunedì 9 dicembre

TRENTO - 1° presidio presso uscita autostrada Trento nord interporto - 2° presidio uscita autostrada Rovereto sud

TRIESTE - presidio in piazza Borsa, dalle ore 22 del giorno 8 dicembre, attivo 24 ore su 24 ad oltranza, saranno graditi aiuti per chi si farà le notti

UDINE - presidio presso Piazzale Osoppo dalle 22 dell'8 dicembre. Corteo alle ore 18 di lunedì 9,
percorso : presidio Osoppo - via Gemona - Riva Bartolini - via Mercato Vecchio - via Manin - piazza Primo Maggio - viale della Vittoria - piazzale Osoppo- presidio Osoppo.
Analoga iniziativa è prevista per il giorno 11 dicembre

VIAREGGIO - largo Risorgimento zona PAM, il presidio partirà dalle 08.00 di lunedì 9 dicembre fino al 13 non stop 24 ore su 24 ore

VIBO VALENTIA - Sit-in ad oltranza, in prossimità dell’incrocio di fronte all’ Italcementi (area semaforo)
Il sit-in ha la durata di sei giorni  a partite dalle ore 9.00 del 9 dicembre

giovedì 5 dicembre 2013

San Nicola e Babbo Natale tra leggenda e realtà

La notte tra il 5 e il 6 dicembre i bambini pongono le loro scarpe o le loro calze fuori dalla porta pregustando la gioia che il mattino dopo sentiranno nei loro cuori vedendole colme dei doni portati da san Nicola,


l'alter ego di Babbo Natale che come dice il suo stesso nome, dal greco nikê - vittoria e λαός (laòs) - folla, è il vincitore del popolo, così tanto amato da esser diventato un'icona conosciuta in tutto il mondo. 
Aedi, giullari, poeti, agiografi e scrittori hanno cantato e descritto le sue gesta.

Al V secolo risale "l' Encomio di Proclo di Costantinopoli"  che lo dipinge in questo modo:

"... Perciò venga in mezzo a noi
il fulgore desiderato
l’astro mattutino
l’uomo celeste
l’angelo terrestre
colui che è invocato e invoca
la perla preziosa
il vaso d’onore
colui che vive a Mira
 ed è giunto fino a Costantinopoli
colui che prontamente
 si è posto a baluardo nei nostri clamori
 quando ci siamo trovati dentro le ingiustizie ..."

Dell' VIII secolo è invece "l'Encomio di Andrea di Creta"

"... Hai dissodato, infatti, i campi spirituali di tutta la provincia della Licia, estirpando le spine dell’incredulità. Con i tuoi insegnamenti hai abbattuto altari di idoli e luoghi di culto di dèmoni abominevoli e al loro posto hai eretto chiese a Cristo ... "

Su tutti gli Encomi dedicati a san Nicola ci sarebbe tanto da dire ma cito solo e brevemente i titoli:

Encomio di Metodio del IX° secolo 
Encomio di Giorgio Cartofilace
Encomio di Niceta di Paflagonia
Encomio di Leone VI imperatore
Encomio di Neofito

per spiegare che il critico filologo tedesco Gustav Ainrich nella sua opera "Hagios Nikolaos" del 1913 - 1917 nega la paternità all'Encomio di Proclo e mette in dubbio quella di Andrea.

In quella che è considerata la prima biografia di san Nicola " Vita per Michaelem" scritta tra l' VIII e il IX secolo da un Archimandrita (titolo onorario per il superiore di un monastero) di nome Michele, in riferimento ad un'ipotetica carestia non comprovata con certezza dalla storia, si legge :

"Il Santo intanto prese il grano e dopo averlo misurato lo distribuì a tutti. E tutti allora ringraziavano Dio in ogni occasione poiché il grano che avevano ricevuto in dono da lui bastò loro per due anni. Anzi, poiché ne avevano conservato una parte anche per la seminagione, seminarono le loro terre e godettero così dei benefici di Dio, per mezzo dell'intercessione del suo servo Nicola."

Robert Wace nel X secolo, nella sua "Vita dei Santi" scrive:

"... Io sono normanno
ed ho nome Wace
 mi è stato detto e richiesto di comporre
la vita in volgare di San Nicola,
che fece miracoli belli e grandi ..."

Una Laude medioevale dell' XI secolo cantata nelle feste di piazza e nelle campagne, all'insegna della gioia e dell'allegria che la figura di san Nicola emozionalmente rievocava, recita:

"Lingua d’omo dir non poria
quante fue sua santitade...
Più duro saria 
contar la giocuntitade 
che Cristo per sua pietade
li ha donata in paradiso
ove sempre in gioco e in riso 
cum li angeli sta beato."

"Lingua d'uomo non può (raccontare)
quanta fu la sua santità ...
Più duro sarebbe
contare la giocondità
che Cristo per sua pietà
gli ha donato in paradiso
dove sempre nel gioco e nel riso
con gli angeli sta beato."

Nell' XI secolo gli fu dedicata anche la prima rappresentazione teatrale profana della storia in lingua romanza " Le Jeu de Saint Nicolas - Il Gioco di San Nicola" conosciuta anche come "La Rappresentazione di San Nicola",  scritta dal poeta - giullare Jean Bodel.
Questa rappresentazione teatrale è stata fonte di ispirazione per "Il tesoro di San Nicola" di Giuseppe Capozza e Xenia Cannata, un libro per bambini uscito nel 2012.

E nel XV secolo, il nostro Dante Alighieri nel XX Canto del "Purgatorio" della "Divina Commedia" ricorda il più grande gesto di generosità ascritto a san Nicola che salvò tre sorelle dalla prostituzione, donandogli la dote per sposarsi:  

"... Esso parlava ancor della grandezza
che fece Nicolao alle pulcelle
per condurre ad a onor loro giovinezza ..."


Scene della vita di san Nicola - 1437
la nascita, la vocazione e il dono della dote alle tre sorelle
Fra' Beato Angelico
 Pinacoteca - Musei vaticani

Innumerevoli sono le illustrazioni che lo hanno rappresentato; come vescovo, come elfo e come un enorme omone panciuto dal volto rubicondo,


Illustrazione del 1810 di Alexander Anderson per il primo Festival of St. Nicholas della New York Historical Society

ma è l'antropologia forense che è riuscita a svelare il suo vero volto:
Nel 1953 il professor - medico radiologo Luigi Martino durante i lavori disposti dal Vaticano per la ristrutturazione della cripta della Basilica di San Nicola di Bari che conteneva le spoglie del santo, riuscì ad analizzarle, le misurò, le radiografò e compose dei disegni in tre dimensioni che decenni dopo rappresentarono la base di partenza per uno studio finanziato dall’Atlantic Production di Londra che intendeva realizzare un documentario scientifico - religioso su san Nicola. 
Il colonnello Luciano Garofano comandante del Ris dei carabinieri di Parma funse da intermediario e propose al professor - patologo forense Francesco Introna direttore della clinica di Medicina legale dell’Università di Bari, appassionato conoscitore della storia di san Nicola, di collaborare con Anand Kapoor direttore dell'unità lavorativa del progetto di studio, il professor Introna accettò e si rivolse a Caroline Wilkinson esperta antropologa facciale dell'Università di Manchester che con il materiale acquisito nel 1953 dal professor Luigi Martino e con il software "state-of - the-art", ricostruì al computer l'immagine di un modello tridimensionale della testa del santo che venne poi rielaborata "dall' 'Immagine Foundry Studios", con i colori e i dettagli tipici di un uomo caucasico proveniente dalla zona greco - bizantina dell'Asia Minore. 
Il risultato finale del progetto è la figura di un uomo greco di circa 60 anni, 1.65 - l'1.68 di altezza, dalla carnagione olivastra e tonica (in gergo tecnico "Greek Mediterranean"), con gli occhi marroni, i capelli bianco - grigi, la barba tagliata secondo i canoni del IV secolo, la mascella pesante e un naso scomposto a causa di una rottura dovuta probabilmente alle torture subite come cristiano durante la persecuzione e la prigionia, sotto l'imperatore romano Diocleziano. 


Il documentario "The real face of Santa - Il vero volto di Santa Claus" fu mandato in onda sul secondo canale della BBC sabato 18 dicembre 2004.

domenica 1 dicembre 2013

Il Calendario dell'Avvento

Cominciava a scendere la sera. Nelle strade brulicanti di gente risplendevano le luci natalizie e tra i lampioni danzavano grossi fiocchi di neve. In mezzo a tutte quelle persone indaffarate, camminavano Joakim e il papà. Erano venuti in città per comprare un Calendario dell’Avvento, cioè un calendario di Natale: appena in tempo visto che l’indomani sarebbe stato il primo dicembre ...
... Joakim scrutò i due calendari, indeciso.
- "Quando io ero bambino, non erano fatti così"  continuò il papà
Joakim lo guardò. - "Com'erano allora?"
- "C'era soltanto un piccolo disegno dietro le finestrelle, uno per giorno. Ma noi ci svegliavamo ogni mattina con la stessa curiosità e giocavamo ad indovinare quale figura avremmo scoperto. E poi aprivamo la finestrella ...sì, la aprivamo, capisci. Era come aprire la porta di un altro mondo." ...

Il viaggio di Elisabet 
Jostein Gaarder 


In un quadro del 15° secolo per la prima volta un pittore raffigurò,  accanto alla Vergine Maria e a Giuseppe, un albero spoglio su cui erano appese 24 A d' oro che simboleggiavano l'Ave Maria da recitare una al giorno in attesa dell'avvento del Natale. L'idea fu talmente gradita che il pubblico la raccolse per portarla in casa propria connotandola con la propria creatività; incominciò così la tradizione del Calendario dell'Avvento:
alle pareti venivano affissi 24 disegni o 24 immagini sacre, 
sulle porte si tracciavano 24 segni da cancellare con lo scorrere dei giorni,
le candele venivano segnate giornalmente fino ad accumulare 24 tacche
e per 24 sere si aggiungeva uno stelo di paglia al presepe in modo che la Notte Santa Gesù Bambino potesse trovare  un caldo giaciglio ad accoglierlo.
Tra il 1903 e il 1908 Gerhard Lang, per rendere omaggio alla propria madre che disegnava personalmente per ogni figlio un Calendario dell'Avvento coloratissimo, lo fa stampare con le ormai classiche finestrelle in carta pesta che racchiudono  un oggetto da scoprire; un successo che supera ogni previsione tanto che nel 1914 con i suoi paesaggi innevati che ripropongono un ambiente natalizio e custodiscono racconti, citazioni e versetti biblici il Calendario dell'Avvento diventa un oggetto da collezione, con gli anni '20 e '30 si arricchisce sempre di più ed i bambini aprendo le finestrelle scoprono giocattoli, biscotti e cioccolatini. La sua commercializzazione fu interrotta durante la Seconda Guerra Mondiale, per essere ripresa subito dopo.


Buon Avvento a tutti

Il Calendario con cui giorno per giorno si va incontro con partecipazione alla Natività fa parte di una serie di tradizioni dell'Avvento, chi di voi è interessato a conoscere il simbolismo della Corona o Ghirlanda dell'Avvento e i rituali delle funzioni religiose di questo periodo clicchi su Adventus

lunedì 25 novembre 2013

" Raggio di Sole sorge ... "


Raggio di Sole
sorge e l'aurora or'
sorride gaia

© Sciarada

L'infinito non può racchiudere il bene che i nostri cuori sentono per te!

...arance colme di miele
nate dal ventre di Amore
al seno di Raggio di Sole...


© Sergio Celle

P.S. Grazie a Sergio  per l'epigramma dedicato

domenica 17 novembre 2013

Aborrimento

Aborrimento - Abate Cesare Orlandi

Aborrimento - Abate Cesare Orlandi

La postura dell'Aborrimento, mostra tutto il disagio per aver visto ciò che non voleva vedere: volta la testa nella direzione opposta a ciò che lo ripugna, segna il suo volto con una mimica di fastidio e alienazione: 

" ... vultu ac fronte, quae est animi ianua; quae si significat voluntatem abditam esse ac retrusam, parvi refert patere ostium..." 
" ... quelle del tuo volto e della tua immagine, che sono le porte dell'anima; se queste indicano che la tua disponibilità è tenuta in disparte e nascosta, non servirà a nulla spalancare l'uscio di casa ... " 

Commentariolum Petitionis - Libro unico 
Quinto Tullio Cicerone 

" ... omnis enim motus animi suum quendam a natura habet vultum et sonum et gestum ..." 
" .... Ogni passione ha dalla natura un suo volto, una sua voce e un suo gesto ... " 

L'oratore 
Marco Tullio Cicerone 

aggrotta le sopracciglia per l'orrore che l'anima prova davanti a ciò che non considera buono: 

" ... Animi imago vultus est, judices oculi. Nam hec est una pars corporis, que quot animi motus funt ..." 
Il volto è l'espressione dell'anima , (è) gli occhi dei giudici. In realtà, questa è una parte del corpo, che è il movimento della mente... " 

sfugge l'atrocità che gli si presenta alla vista sputando: 

" ... Lo sputare è un gesto di abominazione ... e di volere con dispiacere alcuna cosa da noi scacciare, e perciò quando intendiamo, o vediamo alcuna cosa vergognosa, e sporca sputiamo, mostrando con questo gesto di ributtarla da noi, come gittamio via quell'escremento ... " 

Cesare Ripa 
citando dell'Arte de' cenni 
di Giovanni Bonifaccio 

e rifugge la sozzura riparando se stesso e la candida veste che indossa alzando le braccia a protezione.
L'Aborrimento è accompagnato da un ermellino che è l'effige della sua essenza perché ama il candore che lo riveste e detesta il lerciume tanto che preferisce morire piuttosto che insozzarsi nel fango:


" Vago Armellin, che di tua bianca spoglia 
Fai pompa altera a questi colli intorno 
E tal pregi il Candor, che ti fa adorno, 
Che temi ogn'aura il macchi, ogni ombra il toglia,

Ah qual folle desìo, qual strana voglia 
Ti trae fuor dall'usato ai rai del giorno? 
Non sai che far qui dee presto ritorno 
Clori* dolce cagion, d'ogni mia doglia?

Fuggi, deh fuggi, che se resti alquanto, 
Sola fra tante Ninfe ir la vedrai, 
Come candida il cor, candida il manto;

Onde al gran paragon ti crederai 
Tinto del fango, che sì aborri, e intanto 
Misero! D'onta, e di dolor morrai." 

Sonetto
Leonido Maria Spada 


Clori* = o Cloride, dea dei fiori terza sposa di Zefiro e madre di Carpo 

Sciarada Sciaranti

giovedì 31 ottobre 2013

Le voci delle colline

Nebbia nel bosco

"Aillén Mac Midgna - l'incendario", appartenente ai "Túatha Dé Danann - Tribù di Dana - popolo preistorico di stirpe divina", l'essere dall'alito di fuoco che proveniva da "Mag Mell - la pianura della gioia - la terra dei colori" adagiata ad occidente sul fondo del mare, raggiungibile solo da chi muore e da chi vive nella gloria, ogni anno al sorgere di "Antares" quando la luce si apprestava a cedere il suo dominio all'oscurità ed iniziavano le celebrazioni di "Samhain", suonando una melodia divina, faceva cadere in un sonno profondo il villaggio sulla "Collina Reale di Tara " per poi dargli fuoco.
Dopo 23 anni giunge "Fionn Mac Cumhaill - il cacciatore guerriero", frutto dell'amore contrastato tra "Cumhaill capo dei Fianna" e "Muirne figlia di Tadg Mac Nuadat druido del villaggio sulla collina di Almu nella Contea di Kildare". Fionn che nella foresta di "Sliabh Bladma" impara tutte le tecniche di caccia e di guerra da "Bodhmall" e dalla "donna guerriera Liath Luachra" e che grazie al "maestro folletto e poeta Finnegas" che gli chiede di cucinare "il Salmone della Saggezza*" catturato in uno stagno formatosi dal "fiume Boyne" dopo ben 7 anni di caccia, si scotta un pollice che porta istintivamente alla bocca inghiottendo un brandello della pelle del salmone ed acquisisce così la capacità di ricorrere alla saggezza ogni qual volta si suggerà il dito, decide di affrontare Aillén, si munisce della borsa di pelle di gru avuta in eredità dal padre Cumhaill che contiene le armi magiche, si punge con la lancia per non cedere al sonno melodico provocato dal suo nemico e lo uccide diventando l'eroe e il capo dei Fianna prendendo il posto ceduto da "Goll Mac Morna" che un tempo lontano quando ancora lui non era venuto alla luce, aveva ucciso il padre Cumhaill che per aver rapito la sua amata Muirne, era stato dichiarato fuorilegge dal "re supremo Conn delle Cento Battaglie".

Il Salmone della Saggezza* = è l'incarnazione di Tuan MacCarill re pagano signore dell'Ulster che dichiara: "Nei tempi remoti ero conosciuto come Tuan mac Starn Mac Sera, fratello di Partholon, venuto in Irlanda dopo il Diluvio."

Fionn Mac Cumhaill

A Fionn la tradizione attribuisce un antico componimento lirico risalente al VIII - IX secolo d. C. recitato nei rituali profetici di Samhain e ritrovato in una nota del X secolo d. C. "all'Eulogia di Columcille - poema irlandese della fine del VI secolo". Il verso "dordaid dam - il cervo bramisce", probabilmente è la causa di quest'attribuzione, Fionn che era un cacciatore di cervi, nel bosco aveva incontrato "Sadbh", colei che sarebbe diventata sua sposa; con un incantesimo "il druido Fear Doirich - Uomo Scuro", l'aveva trasformata in cerva ma lei si era ritrasformata momentaneamente in donna per concepire insieme a Fionn il loro figlio "Oisín" che avrebbe narrato "il Ciclo finiano" da cui è liberamente tratto questo post

"È con me una storia per voi:
il cervo bramisce,
neve in inverno
l'estate è finita.

Il vento è gelato,
basso sta il sole,
breve il suo corso;
il mare in tempesta.

Si arrossa la felce,
perdute le forme;
l'oca selvatica
riprende il suo grido.

Il gelo ha stretto
le ali degli uccelli,
regno di ghiaccio.
Questa è la mia storia."

Oche selvatiche

"Scél* lem dúib:
dordaid dam;
snigid gaim:
ro fáith sam:

Gáeth ard úar;
ísel grían;
gair a rrith;
ruirthech rían;

Rorúad rath;
ro cleth cruth;
ro gab gnáth
giugrann guth.

Ro gab úacht
etti én;
aigre ré;
é mo scél."

L'annuncio dell'inverno
attribuita a Fionn Mac Cumhail
Commentario all'Eulogia di Columcille

Scél* = Il termine che significa annuncio, messaggio, storia o racconto apre e chiude questo componimento poetico seguendo una tecnica che si chiama "dúnad" che nella divulgazione orale serviva a dare un senso di completezza al testo e negava la possibilità di manipolarlo con l'aggiunta di versi estranei.


All'antica Collina di Tara fa da contraltare quella di "Spoon River" ricordata in una raccolta di poesie in forma di epitaffio che raccontano la vita dei personaggi di un villaggio immaginario in cui "Edgar Lee Masters", che fu ispirato "dall'Antologia Palatina", "dall' Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray", e dal realismo psicologico delle teorie di "Sigmund Freud", riversa le vicende reali degli abitanti di "Lewiston e Petersburg della Contea di Menard nell'Illinois che si trovano a circa cinque miglia dal fiume Spoon" e a queste aggiunge anche quelle conosciute attraverso la sua esperienza di avvocato a Chicago. Le poesie inizialmente nel 1914 furono pubblicate singolarmente sul "Mirror di St. Louis", nell'aprile del 1915 furono inserite in un'antologia poi composta definitivamente nel 1916 da: "La Collina, 244 epitaffi e 19 storie di ben 248 personaggi" che abbracciano una vastissima quantità di temi di grande rilevanza sociale. In un suo saggio del 1931 Cesare Pavese che ha il merito di aver portato questo libro in Italia, scrive:

"Un libro che comincia con un’elegia sul cimitero e va avanti con mariti scon­tenti, mogli adultere, scapoli scontrosi e bambini nati morti, e dove pressoché tutti si lamentano di aver mancata la vita, potreb­be anche parere, a sfogliarlo, una rassegna di casi clinici. La dif­ferenza sta soltanto nell’occhio del poeta che guarda i suoi morti, non con compiacenza malsana, o polemica,
... ma con una consapevolezza austera e fraterna del dolore di tutti, della vanità di tutti, e a tutti fa pronunciare la confessione, a tutti strappa una risposta definitiva, non per cavar­ne un documento scientifico o sociale, ma soltanto per sete di ve­rità umana. Che la vita sia un cimitero di ambizioni fallite, di real­tà sofferte, di 'ali tarpate', non c’è bisogno della psicanalisi per scoprirlo
... per inibito che possa parere qualche personaggio dell’An­thology, soffocato cioè da un certo ambiente, tale non è affatto il libro nel suo spirito, che contempla invece e accompagna, valendo­si del suo potente oggettivismo, le innumerevoli sconfitte, gli sfor­zi, le battaglie, e le rare vittorie, della vita contro la morte, dello spirito contro il caos, di cui è campo questo villaggetto provinciale che è la terra. Ma non ci sono simboli, beninteso. Tutto è vigorosamente vivo, materiato, attuale, in una parola, tutto è poesia"

Spoon River è un'antologia che fa incontrare la vita e la morte con una prospettiva per certi versi ironica in cui si ritrova la libertà di raccontare i propri desideri, le proprie debolezze e le proprie frustrazioni, i propri peccati, la propria solitudine e il proprio essere, in una confessione senza più convenzioni e sovrastrutture da cui l'Anima si è ormai distaccata, ma che però ripercorre l'ansia del vissuto e La Collina ci presenta una visione d'insieme dei personaggi dell'Antologia che continuano la vita nella morte con i loro quesiti irrisolti, i loro affanni, i loro controsensi, i loro conflitti, le loro alienazioni e con i loro destini che si sono incrociati e rimangono intrecciati in un confronto dialettico che ci offre anche sfaccettature diverse della stessa storia.

"Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felicie?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dov'è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield."

La Collina
Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters
Traduzione di Fernanda Pivano*


Rivoluzione* = Riferimento alla guerra di indipendenza dall'Inghilterra del 1776, che con George Washington condusse alla costituzione degli Stati Uniti.
Fernanda Pivano* = "Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l'aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c'è tra la letteratura americana e quella inglese "
Questa grandissima scrittrice, giornalista e traduttrice pagò con il carcere la traduzione delle poesie dell'Antologia di Spoon River a cui lo stesso Cesare Pavese aveva collaborato, perché durante il ventennio fascista come lei stessa dichiara in un'intervista alla Storia siamo noi del 25 febbraio 2008: "Era super proibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare ... e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto".

La collina di Spoon River

The Hill
 
"Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?
All, all are sleeping on the hill.
One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart's desire,
One after life in a far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Uncles Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walked who had talked
With venerable men of the revolution? -
All, all are sleeping on the hill.
They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield."

Nel 1971 il geniale Fabrizio De Andrè estrapola 9 epitaffi dall'Antologia di Spoon River per trasformarli in 9 brani musicali contenuti nell' l'album "No al al denaro, no all'amore e né al cielo":
Dormono sulla collina -The Hill
Un matto - Frank Drummer
Un giudice - Selah Lively
Un blasfemo - Wendell P. Bloyd
Un malato di cuore - Francis Turner
Un medico - Dr. Siegfred Iseman
Un chimico - Trainor the Druggist
Un ottico - Dippold the optician
Il suonatore Jones - Fiddler Jones
Come è facile notare Il suonatore Jones è l'unico nella trasposizione musicale che non perde il suo nome, lui è l'unico che lascia il vissuto senza rimpianti.

"La terra ti suscita
vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga* è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
- non parliamo di ingrandirle -
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolio di un molino a vento - solo questo?
Mai una volta diedi mani all'aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiedesse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato -
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto."

Meliga* = Pannocchia
 
Il violinista Jones
Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters
Traduzione di Fernanda Pivano

Fiddler Jones

"The earth keeps some vibration going
There in your heart, and that is you.
And if the people find you can fiddle,
Why, fiddle you must, for all your life.
What do you see, a harvest of clover?
Or a meadow to walk through to the river?
The wind's in the corn; you rub your hands
For beeves hereafter ready for market;
Or else you hear the rustle of skirts
Like the girls when dancing at Little Grove.
To Cooney Potter a pillar of dust
Or whirling leaves meant ruinous drouth;
They looked to me like Red-Head Sammy
Stepping it off, to "Toor-a-Loor."
How could I till my forty acres
Not to speak of getting more,
With a medley of horns, bassoons and piccolos
Stirred in my brain by crows and robins
And the creak of a wind-mill--only these?
And I never started to plow in my life
That some one did not stop in the road
And take me away to a dance or picnic.
I ended up with forty acres;
I ended up with a broken fiddle--
And a broken laugh, and a thousand memories,
And not a single regret."


Buon Samhain a chi lo festeggia
Buon Halloween
Buon Ognissanti e Commemorazione dei defunti a tutti voi

 Per ulteriori informazioni:

mercoledì 23 ottobre 2013

La sfida per la vita

Coco Mero, Pepe Roncino, Pomo D'oro, e Prez Zemolo sono neonati che ingannati dalle anomale temperature di ottobre sono venuti alla luce nel momento sbagliato.
Proverò a tenerli al caldo per permettergli di diventare più grandi e forti; forse supereranno l'autunno ma l'inverno sarà duro da affrontare, una vera lotta per la sopravvivenza.
Mi auguro nei prossimi mesi di potervi mostrare i loro progressi in questa sfida per la vita che mi vedrà loro complice e alleata.

Germoglio di cocomero

Coco

Germoglio di peperoncino

Pepe

Germoglio di pomodoro

Pomo

Germoglio di prezzemolo

Prez
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