mercoledì 6 dicembre 2017

Di camini, di ceppi e di braci tra San Nicola e Babbo Natale


L'uomo sente da sempre il bisogno di raccontare il mondo, lo mette in scena fin dai tempi più antichi e nelle più svariate rappresentazioni di una stessa storia si aggiungono o si tolgono elementi che assecondano l'estro di chi la narra per cui da San Nicola, che si festeggia oggi, si giunge a Babbo Natale che la notte del 25 dicembre si cala dalla canna fumaria del camino per lasciare i doni ai bambini. L'avo del camino è un fuoco acceso nelle abitazioni rurali al centro di un ambiente domestico sotto un foro praticato nel tetto che funge da punto di sfogo. Con l'antica Roma nelle domus patrizie il fuoco trova invece una collocazione nel forno che con l'emissione di aria calda incanalata in cavità ricavate nelle pareti e nel pavimento mantiene  il calore nella dimora. Tra il XII e il XIV secolo con le case in muratura il fuoco ha il suo spazio in una nicchia addossata alla parete che nella sua evoluzione viene rialzata dalla base del pavimento e viene dotata di un'enorme cappa per diventare " camino a padiglione ", a essa viene assicurato un ferro orizzontale da cui scende una catena che termina con un uncino a cui si aggancia un paiolo, ma l'idea innovativa è del nostro Leonardo da Vinci che si rende conto che è necessaria una presa d'aria per il tiraggio dei fumi verso l'esterno, su di essa lavorano Benjamin Franklin, Benjamin Thompson e l'architetto Breyman che nel 1800 la perfeziona. A fianco al camino vengono posti gli attrezzi che facilitano il suo utilizzo, la griglia, il treppiede, l'attizzatoio, le molle, il mantice, la paletta, con la quale si raccoglie la brace da inserire in un vaso dotato di manico chiamato " monaca ", alloggiato al centro di una struttura formata da quattro assi di legno chiamata " prete " che viene posta nel letto per scaldarlo, e gli alari su cui si poggia il ceppo che grazie alla circolazione dell'aria brucia con più facilità e illumina l'oscurità, tutti si riuniscono intorno a esso per riscaldarsi, per mangiare e per condividere il tempo rilassati gradevolmente dal tepore che promuove un turbinio di emozioni che non possono non coinvolgere l'immaginario che congiunge l'aspetto pratico e funzionale con quello psicologico e simbolico determinando la nascita delle tradizioni rituali. Il camino sotto quest'ottica diventa il sacro mezzo che mette in comunicazione la terra con il cielo, attraverso quel ceppo da cui nascono giovani polloni che intonano la vita e che affonda le radici nelle profondità della terra, che decorato, innaffiato di vino, ricoperto di miele, di grano, di doni e benedetto, acceso dal capofamiglia la vigilia di Natale, arde della luce del fuoco fino a Capodanno o fin'anche all'Epifania, si fa scintilla di presagi, richiama gli antenati che rilasceranno la loro forza alla cenere e si fa fumo e sale in alto e si fa spirito e lascia dei pezzi di sé che proteggono il raccolto dai fulmini e dalle tempeste e propiziano la fertilità. Il ceppo che la tradizione solitamente vuole di castagno, di frassino, di olivo o di quercia si trasforma in un'entità primordiale, assume le forme di un fantoccio misterioso e sulla sua strada incontra Babbo Natale per rientrare in casa dal comignolo portando il dono della rinascita.

Sciarada Sciaranti


" - Dunque, siamo intesi: serra l'uscio e aspettaci sino a dopo mezzanotte. Andiamo alla messa a San Nicolò. Torneremo al tocco passato.
- E bada che il ceppo bruci. A mezzanotte la Madonna va in giro col bambino ignudo, poverino, per riscaldarlo. Potrebbe capitar qui subito per prima casa, e se non trova fuoco...
- L'uscio serralo, è paese di buona gente, ma non si sa mai. Può ronzare qualche fuoruscito.
- Aspettaci, e scaldati te intanto che vien la Madonna.
- Puoi rigovernare, se credi. O dì piuttosto il rosario. Questa è la notte che la Madonna fa tutte le grazie.
- Noi andiamo prima dai Mere. A proposito! Portami la bottiglia del rhum. Si fa il ponce questa sera a quei buoni contadini.
- Senti: Mere è già sul campanile, che suona il primo doppio.
- Saranno le dieci.
- Dunque siamo intesi.
- Aria di neve. Guarda quella nuvola nera sopra Trappignana.
- Però su Barga è un fitto di stelle.
- Aspetta e vedrai. Sei ben coperta?
- Oh! Si.
- Andiamo dunque.
- Dunque...
- Che il ceppo bruci, mi raccomando.
- Dì il rosario.
- Addio!
- Al tocco, ricordati.
- Serra l'uscio.
- Andiamo.

... Ah! Il ceppo. Brucia, sì. Appena entra, da un nocco esce improvvisamente un po' di fiamma turchina, poi rossa. Poi si fa la brace e pare un occhio. E' un bel ceppo di quercia che brucia senza rumore e fa molto caldo. Essa si mette a sedere e si sente rinascere a quel calorino. Ma ha sete. Si leva e va a bere. Poi si rimette a sedere. Ha sete ancora, beve ancora. Si sente rosa dentro, nelle viscere, come quel ceppo da una fiamma che arde senza rumore. Guarda il ceppo con gli occhi incantati. Ecco: suona un doppio. Il ceppo si mette a brontolare e sfrigolare. Ora essa è impaziente. Sarà almeno la gloria? Quanto tempo ci sarà ancora perché ritornino? Ha bisogno di essere sola, a letto. Si sente pungere e straziare da tutte le parti. Non ne può più. Sono essi? No: è il vento. Eccoli: si sentono discorrere. No: è il ceppo che brontola. Un altro doppio. Ora ci sarà più poco. venite, venite! E poi si vorranno scaldare, far due chiacchiere, domandare, raccontare. Che punto sarà della messa? Sarà nato...? 
Oh! Spingono l'uscio. Non aveva chiuso, dunque? L'uscio è spinto leggermente leggermente. Essa guarda e non si muove. Entra... Dio! Chi entra? La Madonnina, con un poco di fretta. Ha il suo bambino in collo, nudo, nudo, morello dal freddo. La Madonnina si accosta al fuoco, al vecchio ceppo che si apre e si fende per far più caldo. Essa non vede la donna seduta lì presso. Essa prende il bambino nudo sotto le braccine, e lo avvicina al calore e lo prilla, così, piano piano, con tanta grazia. Un urlo... la Madonna è sparita ..

Il ceppo
Giovanni Pascoli

La settima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima si apre nel blog di PatriciaMyrtilla's house


Buon Avvento!


Chi è interessato ad avere un quadro più preciso su san Nicola e Babbo Natale può leggere i seguenti post:

L'anello di congiunzione tra san Nicola e Babbo Natale

13 commenti:

  1. Il fuoco acceso in un camino, per me, è sempre stato il simbolo dell'unione e del calore che si respira in quella casa. Qui ha anche assume anche un senso di continuità dei giorni di festa e di protezione per la casa e il raccolto. Mi ha colpito quell'immagine della Madonna che scalda e coccola il suo piccolo Gesù,davanti al fuoco del camino. Un'immagine molto tenera. Bellissimo. Buona giornata

    RispondiElimina
  2. Che meraviglia!
    Bravissima Sciarada, bello il tuo scritto sul camino ed il ceppo...grande la storia del Pascoli.
    Ti abbraccio forte e grazie.

    RispondiElimina
  3. Perdonami se di tutto il tuo post d'Avvento mi commuove solo quella donna, sola, esclusa, che si sente invisibile persino agli occhi di una Madonna sognata.
    Molto interessante il tuo sguardo sul fuoco.
    Buona giornata.

    RispondiElimina
  4. Storia interessante. Quando abitavo a Como, era bello pranzare in certe occasioni speciali col camino acceso. Per non rischiare di rovinare il parquet della sala da pranzo, si poneva una protezione in metallo a terra davanti al camino con la legna che ardeva. Si pranzava, si chiacchierava e non si guardavano la TV o i cellulari che non erano ancora connessi alla rete.:-)
    Bei ricordi…
    Felice giornata, un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
  5. Cara sciarada, è sempre un piacere venire da te, queste belle storie ti fanno capire il valore della vita, solo nell'avvicinarsi delle feste ci sentiamo uniti in tutto, e cerchiamo di essere più buoni.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
  6. Bellissimo post, Sciarada!
    A domani!

    RispondiElimina
  7. Mi associo al coro: grazie mille Sciarada!

    RispondiElimina
  8. Strizzato la notte della vigilia in tutte le canne fumarie della Terra, che coraggio Babbo Natale.

    RispondiElimina
  9. Mi piacerebbe tornare, per un attimo soltanto, il bambino che aspettava, tra impazienza e speranza, lo scoccare della mezzanotte e andava poi a controllare, frenetico, i doni che erano arrivati, sia che li avesse portati Gesù Bambino sia che li avesse portati Babbo Natale.

    RispondiElimina
  10. Tornare a credere in una fiaba,ritrovare lo stupore di un bambino,è questo il natale,ma è lo stesso di chi attende da solo,senza più sperare,senza più meraviglia.oggi,come ieri,il Natale è tante cose,ma credere in una favola è ancora bello.Grazie Sciarada per un'altra bella pagina.

    RispondiElimina
  11. Che meraviglia leggere questo tuo post e quanti ricordi!
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  12. Che Natale è senza camino?

    Patrizia

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...