lunedì 30 aprile 2012

"Chi vince la battaglia con la coscienza, ha vinto la guerra dell'esistenza ... "


Magnà e dormì

So' du' vizietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò levà
perché so' necessari pe' campà
sin dar momento che venimo ar monno.

Er primo vizio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fà magnà,
dopo magnato t'aripija sonno
poi t'arzi, magni e torni a riposà.

Insomma, la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
so' l'uniche du' gioje de la vita.
La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà
ma si ciài fame mica pòi dormì.


Per la traduzione automatica Google

Mangiare e dormire

Sono due vizietti , mi diceva  nonno,
che mai nessuno te li può  levare,
perché sono necessari per  campare
fin dal momento che veniamo al mondo.

Il primo vizio provoca il secondo:
il sonno mette fame e fa mangiare,
dopo mangiato ti riprende il sonno
poi ti alzi, mangi e torni a riposare.

Insomma, mangiare e dormire,
maggiormente in una certa età,
sono le uniche due gioie della vita.
La sola differenza è questa qui:
che pure se hai sonno puoi mangiare,
ma se hai fame mica puoi dormire.

Aldo Fabrizi
(raffigurato nel murales)


Grande attore, regista, sceneggiatore e poeta  italiano, figlio di Roma che ha raccontato per oltre cinquant'anni le debolezze ed i vizi del popolo  a cui lui stesso apparteneva fieramente. Era legato per passione ai piatti tipici della cucina romana che preparava  personalmente e che sostenevano il suo fisico corpulento su cui era solito ironizzare.


Il titolo del post riporta una frase recitata da Aldo Fabrizi nel film" C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola  


Buon 1° Maggio

Chi vuole informazioni sulla Festa del 1° Maggio  clicchi su 1° maggio: Festa dei Lavoratori e Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II °

domenica 29 aprile 2012

"Porta itineris dicitur longissima esse"

" La porta è la parte più lunga di un viaggio "








" Cappuccetto rosso? Cappuccetto rosso?. Su apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc? Allora vuoi che soffi? Vuoi che faccio puff? Allora devo aprirla io la porta...
Sono il lupo cattivo! "

Jack Torrance
Shining

sabato 28 aprile 2012

"Est in arundineis modulatio musica ripis"


C'è una melodia  nelle onde del mare,
un'armonia nelle dispute degli elementi,
e un armonioso fruscio musicale
scorre per gli ondeggianti canneti.

Un'armonia imperturbabile in ogni cosa,
una piena consonanza nella natura,
solo nella nostra fantomatica libertà
noi  ci riconosciamo discordi da essa.

Donde è sorta questa discordanza?
E perché nel coro universale
l'anima non canta  ciò che canta il mare,
e, canna pensante, si ribella?

Scritta l'11 maggio 1865
da Fjodor Ivanovic Tjutcev



Il titolo di questa poesia " Est in arundineis modulatio musica ripis " - " C'è nel suono delle canne la musica delle rive ", riproduce un verso di Decimo Magno Ausonio poeta latino del IV secolo e l'espressione " canna pensante " con cui Tjutcev vuole rappresentare l'uomo, risale a Blaise Pascal di cui riporto il pensiero pur non condividendo pienamente la sua idea sull' universo:

" L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di chi lo uccide, dal momento che egli sa di morire e conosce la superiorità che l’universo ha su di lui; l’universo invece non sa nulla. Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero. E’ in virtù di esso che dobbiamo elevarci, e non nello spazio e nella durata che non sapremmo riempire. Lavoriamo dunque a ben pensare: ecco il principio della morale."


giovedì 26 aprile 2012

L'occhio del ciclope


" Oh caro Bacco...
Io, tuo ministro*, servo il monòcolo 
Ciclope, ed erro, cinto di misere
vesti caprine,
lungi da te! "

Ciclope
Euripide


Ministro* = dal latino minister e minus - meno, nell'accezione di persona subordinata che presta servizio ad un superiore, servo.

mercoledì 25 aprile 2012

Il Congresso degli Arguti - Pasquino

Quando a Roma il Medioevo incontra l'Evo Moderno e le vecchie case, le baracche fatiscenti, costruite senza regole tra gli antichi resti archeologici, vengono sventrate per volere di Sisto IV che con un editto favorisce le nuove edificazioni e maestosi palazzi nobiliari capolavori del Rinascimento decorati e arricchiti dalle razzie delle originali vestigia della Roma Caput Mundi, sorgono per estendere i possedimenti dei costruttori  rispettosi di un piano regolatore che prevede  nuove, pulite e ampie strade in sostituzione dei dissestati vicoli sporchi, fangosi e insani, sulle orme di Orazio, Catullo, Ovidio, Marziale e Giovenale, nasce, "il Congresso degli Arguti", costituito  da 6 liberi pensatori di pietra: Pasquino, Marforio, il Facchino, Madama Lucrezia, l'Abate Luigi e il Babbuino, statue e fontane su cui vengono affissi epigrammi ironici, satirici, cinici e dissacranti che danno voce all'insoddisfazione e alla frustrazione del popolo che vive gli abusi, i soprusi e le angherie del potere. 
L'identità degli autori di quelle che conosciamo come " pasquinate storiche ", rimane un mistero, certo è che sono scritte in latino perfetto, in raffinati versi poetici e in prosa; tra i nomi vagamente ipotizzati quello dell' Aretino, di Giovan Battista Marino o di alcuni portaborse di eminenze clericali.

Questo, primo post dei 6 destinati al Congresso degli Arguti, è dedicato a Pasquino, il personaggio principale, sommo protagonista nell'arte dei libelli, avvocato eccelso dei cittadini romani insofferenti.


Pasquino è il nome, forse di un barbiere di un calzolaio, di un fabbro, di un maestro, di un oste o di un sarto, che la tradizione attribuisce ad una statua mutilata rinvenuta durante alcuni lavori di pavimentazione in via della Cuccagna nei pressi di Piazza Navona,  si suppone decorasse lo Stadio di Domiziano e fu identificata come " Ercole in lotta con i Centauri " e come " Aiace con il corpo di Achille ", ma  per somiglianza a una copia, di un originale bronzeo del III secolo a.C. attribuibile allo scultore pergameno Antigonos, che si trova nella Loggia dei Lanzi a Firenze, dovrebbe far parte in realtà di un gruppo scultoreo che rappresenta Menelao che sostiene Patroclo morente.




Nel 1501 questa scultura venne posta, per volere del cardinale Oliverio Carafa, in un angolo di piazza Parione a ridosso della sua residenza: palazzo Orsini oggi Braschi e trovandosi sul tracciato della via papale, percorsa in processione il 25 aprile durante la festa di San Marco, ispirò i cittadini che in un dissacrante sberleffo celebrativo iniziarono ad agghindarla per farla somigliare a una divinità pagana quale Apollo, Giano o Venere.



Le sagaci pasquinate lasciate sul piedistallo della statua nel cuore della notte diventarono talmente popolari che ogni mezzo divenne lecito per censurarle, nel 1522 Adriano VI ordinò di gettare la scultura nel Tevere, voleva che fosse frantumata, disintegrata, ma dovette desistere per paura di possibili rappresaglie, nel 1556 Pio V condannò all'impiccagione Nicolò Franco, scrittore e poeta, reo di averlo deriso, Benedetto XIII decretò, la pena di morte, la confisca dei beni e il disonore del nome per chiunque avesse scritto, stampato e diffuso composizioni  somiglianti alle pasquinate.
Pasquino venne anche sorvegliato a vista dalle guardie armate, ma la sua attività e la sua fama non furono soffocate.


" Povero mutilato dar destino;
come te sei ridotto! "
diceva un cane che passava sotto
ar torso de Pasquino.

" Te n'hanno de sassate in faccia!
Hai perso l'occhi, er naso... e che te resta?
Un avanzo de testa
su un torso senza gambe e senza braccia!

Nun te se vede che la bocca sola! "
Con una smorfia quasi strafottente...
Pasquino borbottò:" Segno evidente
che nun ho detto l'urtima parola! "

Trilussa



Pasquino dice di sè: 
" Gli autori della satira fur tre: la penna d’oca, il calamaro e me! "



" Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini "

" Quello che non fecero i barbari, fecero i Barberini "

Questa pasquinata fa riferimento alla spoliazione di tutte le parti in bronzo del Pantheon fatta dal Bernini su ordine di Urbano VIII Barberini, per innalzare il baldacchino della basilica di S. Pietro.


Post dedicati al Congresso degli Arguti


Felice 25 Aprile

Chi vuole informazioni sulla Festa della Liberazione clicchi su Il Lunedì dell'Angelo e il 25 Aprile - Festa della Liberazione


© Sciarada Sciaranti

lunedì 23 aprile 2012

Dies Natalis - Anno II

"...Risulta che ogni essere che si trova nell'universo, a seconda della sua natura e costituzione, contribuisce alla formazione dell'universo col suo agire e con il suo patire, nella stessa maniera in cui ciascuna parte del singolo animale, in ragione della sua naturale costituzione, coopera con l'organismo nel suo intero, rendendo quel servizio che compete al suo ruolo e alla sua funzione. Ogni parte, inoltre, dà del suo e riceve dalle altre, per quanto la sua natura recettiva lo consenta."

Enneadi, IV, 4, 45 
di Plotino


Oggi, io e il mio blog compiamo gli anni, i miei non li conto perché ho scelto di essere una persona senza età che viaggia nella mente pura e incontaminata di una bambina, in quella matura e immatura di un'adulta e in quella saggia e ottusa di un'anziana, gli anni invece del mio blog sono 2  e li conto tralasciando i bilanci che mi sono sempre stati indifferenti perché penso che tutto quello che è parte della nostra vita ha un valore intrinseco imprescindibile che va al di là di ciò che è comunemente considerato come un risultato positivo o negativo e che può essere sopravvalutato o sottovalutato  per i più svariati motivi.  
L'esistenza di Anima mundi è legata al mio piacere personale  che si esprime nel bene e nel male, attraverso, ma non solo, i  voli pindarici della mia  mente,  con un senso e un messaggio a volte velato, volutamente oscuro, che mira a non orientare  la percezione individuale che ognuno  con il  proprio stato d'animo intende seguire, assecondando la propria natura e recependo ciò che più gli aggrada e di cui sente il bisogno.
Mi sono presentata in questo universo con dei simboli tra i quali c'è un cuore, che nell'immaginario custodisce l' Anima individuale e collettiva e il nome "Sciarada", che vuole rappresentare l'azione della mente con le sue vittorie e le sue sconfitte e in quanto tale mi appartiene e voi che in quest'avventura avete scelto di essermi amici,  siete andati oltre un volto non mostrato o un nome non detto, cogliendo la sostanza di ciò che sono, accarezzandomi con la vostra presenza espressa verbalmente e anche con gesti silenziosi che ho sentito, ho visto ed apprezzato nella loro totale bellezza. Siete la sorpresa più grande e gradita di quest'esperienza in divenire, un prezioso arcobaleno di colori che da vita ad un'affascinante, variegata e infinita moltitudine di sfumature.


martedì 17 aprile 2012

Profumo di zagara

Zahr zahara  - fiore sfavillante di bianco




Pompelmo rosa



Pompelmo giallo


Arancio


Limone




Cedro

"...E tu vento del sud forte di zàgare,
spingi la luna dove nudi dormono
fanciulli."


Ride la gazza, nera sugli aranci 
Salvatore Quasimodo

mercoledì 11 aprile 2012

Oro blu

" Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada. "

Kahlil Gibran 


" Il mare non ha paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole. " 

I Malavoglia
Giovanni Verga


" Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola... " 

L'uomo e il mare
Charles Baudelaire


" La vita più intensa è raccontata in sintesi dal suono più rudimentale: quello dell’onda del mare che da quando si forma muta ad ogni istante. "

La coscienza di Zeno
Italo Svevo


" Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare,non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima. "

Jacques-Yves Cousteau


domenica 8 aprile 2012

Germe di vita




" Prima di risorgere egli è disceso agli inferi, nel fondo oscuro della storia e della materia, per darle energia e direzione verso la luce, l'amore, la libertà. Se io comincio a pensare che nelle profondità della materia e della mia carne, nelle parti più oscure del mio essere, egli è sceso per illuminare e trasfigurare, per risuscitare amore e bellezza, allora anch'io partecipo alla risurrezione di Cristo che risorge per l'eternità dal fondo del mio essere, energia che ascende, germe di vita, vita germinante. "

Ermes Maria Ronchi
Presbitero e teologo italiano

giovedì 5 aprile 2012

"Omne vivum ex ovo"

E' primavera e gli uccellini preparano il nido per accogliere le loro uova e avvolgerle in un abbraccio caldo e fecondo, preludio della nuova vita, gli esseri umani osservano, librano la loro immaginazione con la realtà e creano miti, leggende e riti propiziatori. L'uovo cosmico che nel suo nucleo primordiale custodisce la sacra scintilla vitale, diviene archetipo dell'umanità.


La Mesopotamia del III e del II millennio a.C., in cui la civiltà sumerica si incontra con quella accadico babilonese, è madre originaria del mito dell'uovo cosmico che attraverso i suoi elementi strutturali emerge in alcune tavolette risalenti al 2600 a.C.; elementi strutturali  composti da: una condizione ancestrale d'unione indistinta e indifferenziata che nella fluidità (acqua) attraverso la scintilla della creazione inizia a differenziarsi in parti costitutive e attraverso una rottura, una separazione, rivela il miracolo della vita. 


 Mesopotamia -μέσος ποταμός - Terra tra due fiumi (indicata in verde nella cartina)

Da questa terra di mezzo passando per gli assiri, gli ittiti i medi e i persiani,  il mito si irradia nel 1660 a.C in India con la religione induista e in Egitto, nel 800 a.C. in Grecia con l'orfismo e nelle popolazioni pelasgiche con il pelagismo, nel 400 a.C. in Cina, nelle altre regioni orientali, in Europa, in occidente e in Africa nell'etnia dei bambara.

In India, l'uovo cosmico è "Hiranyagarbha" - "Grembo d'oro"

  "In principio sorse il Grembo d'Oro: Egli fu, non appena nato, il Signore dell'Essere, sostenitore della Terra e di questo Cielo… Quando le Acque potenti giunsero, portando con sé il Germe universale, da cui scaturì il Fuoco, allora venne in essere l'Unico Spirito di Dio… Questo Uno che nella sua potenza abbracciò con uno sguardo le Acque pregne di forze vitali, che generano il sacrificio, Egli è il Dio degli Dei e nessuno è pari a lui". 

Veda

e prende la forma dell'uomo primordiale Parusha generato dall'Atman - l'essenza - il soffio vitale. Parusha smembra sé stesso, sacrificandosi per creare gli esseri umani.

(Atman) "Esso pensò: "Ecco i mondi. Ora voglio creare i guardiani dei mondi". Traendolo fuori dalle acque, Esso foggiò l'uomo cosmico. E lo covò. Dopo che lo ebbe covato, la bocca di lui s'aperse come un uovo: dalla bocca sorse la parola, dalla parola il fuoco. S'apersero le narici: dalle narici venne il respiro, dal respiro il vento. S'apersero gli occhi: dagli occhi sorse la vista, dalla vista il sole. S'apersero le orecchie: dalle orecchie sorse l'udito, dall'udito i punti cardinali. S'aperse la pelle: dalla pelle sorsero i peli, dai peli le erbe e le piante. S'aperse il cuore: dal cuore sorse il pensiero, dal pensiero la luna. S'aperse l'ombelico: dall'ombelico sorse l'apana, dall'apana la morte. S'aperse il membro virile: dal membro virile sorse lo sperma, dallo sperma le acque"

Aitareya Upanisad


In Egitto il mito dell'uovo cosmico è incarnato nel Bennu conosciuto nella leggenda come Araba Fenice che dopo aver vissuto per 500 anni si accinge a costruire un nido a forma di uovo, le cui dimensioni dipendono dalla capacità di trasportarlo sulla cima di una quercia o di una palma; il nido realizzato con erbe pregiate e legni balsamici: cannella, incenso, legno di cedro, mirra, mirto, sandalo e spigonardo, deve profumare l'aria quando la Fenice arsa dai raggi del sole, in un ciclo infinito di morte e rinascita, intona un melodioso canto; dalle sue ceneri  si genera un uovo, una larva, che nel giro di tre giorni con il calore dei raggi del Sole diventa grande e vigorosa e vola poi sull'albero sacro a Eliopoli.
Dalla gola della Fenice per gli egiziani proviene il soffio vitale necessario a dare la vita  al dio primordiale Shu.


Araba Fenice

In Grecia il mito dell'uovo cosmico segue la tradizione orfica per cui l'uovo d'argento generato dalla Notte dalle ali nere nell'oscuro Erebo e fecondato dal soffio del Vento del Nord che contiene il cosmo, da vita ad Eros.

"In principio vi era il Caos e la Notte e il nero Erebo e l'ampio Tartaro, e non vi era la Terra né l'Aere né l'Oceano; negli infiniti recessi di Erebo generò per primo la Notte dalle nere ali un uovo senza seme, dal quale, con volgere delle stagioni, germoglia Eros desiderato splendente nella schiena per le ali dorate, simili a vortici tempestosi"

Uccelli
di Aristofane

Un altro frammento legato alla tradizione orfica da una visione leggermente diversa per cui l'uovo generato dall'animale dragone, Eracle - Crono, si spacca per un moto di energia eccessiva costituendo l'Urano e la Terra e frammenta, differenziandola nell'approssimarsi della vita, la pienezza della sua unità primordiale. 

"L'acqua era per lui il principio di tutte le cose, e dall'acqua si formò il fango, e da entrambi nacque l'animale dragone, con una testa di leone attaccata e nel mezzo un aspetto di divinità, di nome Eracle e Crono. Questo Eracle generò un uovo straordinariamente grande, il quale, essendo pieno, per la violenza di chi lo generò, fu spezzato in due dallo sfregamento. La metà dalla parte della sommità divenne Urano e quella in basso la Terra; ne procedette un dio dal doppio corpo"

DK 1 B 13. 

Per i Pelasgi l'uovo cosmico è frutto dell' abbraccio fecondo tra la dea Eurinome - colei che regna sugli spazi, e il serpente Ofione plasmato da un atto della stessa dea che da forma al Vento del Nord. Eurinome  figlia del Caos, dea di tutte le cose, sotto forma di colomba, depone l'uovo universale attorno al quale  Ofione si avvolge  per sette volte, l'uovo si dischiude e genera il sole e le stelle, la luna, i pianeti, la terra e gli esseri viventi. I due genitori del mondo si trasferiscono sul monte Olimpo, ma, Eurinome si irrita presto perché Ofione decanta e vanta il suo ruolo di creatore, la dea lo colpisce con un calcio in bocca, gli rompe tutti i denti, da cui generano i Pelasgi, e lo confina nelle caverne sotterranee, crea poi le sette potenze planetarie che fa gestire  da 7 coppie di Titani e  Titanidi.  


Ofione

In Cina l'uovo cosmico è l'addensamento del caos che in 18000 anni trova il perfetto equilibrio tra lo Yin - la terra e lo Yang - il cielo, questo perfetto equilibrio genera Pan Gu il creatore del mondo che per le sue enormi dimensioni non può più essere contenuto dall'uovo pertanto con un'ascia lo spacca in due e  con l'aiuto del Dragone, della Fenice, della Tartaruga e del Qilin (creatura mitologica simile alla Chimera), pone   lo Yin - la terra in basso e lo Yang - il cielo in alto. Pan Gu continua a crescere per altri 18000 anni e alla fine modifica sé stesso, il suo respiro si gonfia in nuvole e vento e la sua voce diventa quella del tuono, il suo occhio sinistro si fa sole e quello destro si fa luna, i fiumi scorrono con il suo sangue, la sua barba forma le stelle e i suoi peli si ergono ad alberi, le sue pulci si trasformano in uomini, in fantasmi, spiriti, animali e piante.


Pan Gu

Per i celti  l'evoluzione del cosmo avviene in un cerchio che si chiama Own, simbolizzato dal sole e l'uovo cosmico è un uovo rosso chiamato  Glain, generato da un serpente marino.


Glain

Per i bambara lo stadio primordiale è il nulla, Gla Gla Zo - l'uovo cosmico  è vuoto, da questo vuoto si sprigiona una voce, lo Spirito in movimento, che risvegliato (Gla) duplica sé stesso (Gla) e con il suo doppio genera un fluido di ruggine fredda (Zo sumale) e procede alla creazione.

L'alone di magia che circonda l'uovo, amplificato dal comparire di miti e leggende sull'uovo cosmico, fa si che diventi un oggetto prezioso, legato alla vita che si rinnova e alla fertilità, uno oggetto da colorare e decorare, da scambiare in segno di buon augurio e da usare nei riti, viene infatti posto nelle fondamenta delle abitazioni per tenere lontano il male, le spose vi passano sopra prima di entrare nella loro nuova casa e le donne in stato interessante lo portano in grembo per scoprire il sesso del nascituro.

A Roma si conia un motto: "Omne vivum ex ovo" - "Tutti i viventi nascono da un uovo" e con l'avvento del cristianesimo l'uovo diventa anche il simbolo della risurrezione di Cristo.

Una leggenda cristiana racconta che Maria Maddalena sulla strada del ritorno dal Santo Sepolcro, imboccata per annunciare il miracolo della resurrezione di Cristo ai discepoli, incontra Pietro che ascoltando la notizia rimane incredulo e le dice: " Ti crederò solo se le uova che porti nella tua cesta si coloreranno di rosso", prodigiosamente le uova diventano immediatamente rosse e Pietro deve rinunciare alla sua incredulità


S. Pietro e Maria Maddalena
di Simone Martini
Museo dell'Opera - Orvieto

Nel Medioevo il rigido rituale del digiuno durante la Quaresima porta a un accumulo eccessivo di uova che devono essere consumate, pertanto la domenica di Pasqua vengono benedette e cariche del loro valore simbolico si regalano a parenti  e ad amici, questa abitudine si allarga e diventa tradizione per cui i chierichetti delle parrocchie cominciano a girare di casa in casa per la raccolta delle uova e nel XII secolo anche i membri di varie corporazioni si uniscono alla questua promuovendo cortei con banditori e musica e le famiglie nobili e ricche colorano le uova da donare con i colori delle loro casate.


Friggitrice d'uova
Diego R. Sylva y Velazsquez
National Gallery - Edimburgo

Nel XVI secolo nasce l'idea di svuotare l'uovo dal suo contenuto e riempirlo con una sorpresa specifica per la persona che lo riceve in dono e nel XVIII secolo mentre il Re Sole Luigi XIV si impegna nel far benedire ceste di uova dorate da donare ai dipendenti della sua corte, nasce l'uovo di cioccolato.


© Sciarada Sciaranti


domenica 1 aprile 2012

Brodo primordiale


" Al principio, è certo, nulla esisteva, né il cielo, né la terra, né lo spazio fra i due. Allora il Nonessere, avendo deciso di essere, divenne spirito e disse: "Possa io essere!" Riscaldò se stesso e da questo calore nacque il fuoco. Si scaldò ancora di più e da questo calore nacque la luce. "


Taittirīya Brāhmaṇa*

Taittirīya Brāhmaṇa= testo del Kṛṣṇa Yajurveda ( definito Yajurveda nero, più antico e meno puro) - che insieme al Sukla Yajurveda ( definito Yajurveda bianco, più recente e più puro) compone la terza antologia di inni sacri chiamata " Yajur Veda - Conoscenza delle formule sacrificali ", che fa parte di una più ampia raccolta di sacri scritti sanscriti: " i Veda - Conoscenza, Saggezza, Sapienza ", che contengono i principi della religione vedica, del Brahmanesimo e dell'Induismo.

Buona Domenica delle Palme a tutti!

Entriamo nella Settimana Santa 2012, per saperne di più cliccare su Domenica delle Palme e Settimana Santa 

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