martedì 28 aprile 2026

Tutte le storie appartengono ad Anansi

"... E dove hai preso tutte queste bottiglie di whisky e quel sacchettone pieno di pezzi d'oro? Se mi dici una bugia ti strappo la gola.
Allora Anansi risponde: Io non posso dirti bugie, Fratello Tigre. Ho avuto tutto in un villaggio dove ho portato mia nonna morta su un carretto. Il negoziante mi ha dato tutte queste cose buone perché gli ho portato mia nonna morta.
Tigre non ce l'ha una nonna ancora in vita, però sua moglie ha una madre, quindi torna a casa e manda a chiamare la madre di sua moglie dicendo: Nonna vieni qui che noi due dobbiamo parlare. Lei esce e si guarda intorno e chiede che cosa c'è? Ecco che Tigre la uccide anche se sua moglie le vuole tanto bene, e mette il corpo sopra un carretto. Spinge il carretto con sopra la suocera morta fino al villaggio. Chi vuole un cadavere? grida. Chi vuole una nonna morta? Ma tutti lo sbeffeggiano, ridono di lui e lo prendono in giro e quando si accorgono che fa sul serio e non se ne vuole andare lo scacciano tirandogli frutta marcia. Non era la prima volta che Tigre veniva preso in giro da Anansi, e non sarebbe stata l'ultima. In seguito sua moglie non gli avrebbe mai permesso di dimenticare che le aveva ucciso la madre. In certi giorni Tigre si augurava di non essere mai nato.
Questa storia appartiene ad Anansi.
Certo, tutte le storie gli appartengono. Anche questa ..."
I ragazzi di Anansi
Neil Gaiman
Scrittore, fumettista
Traduzione Katia Bagnoli

La ragnatela di Anansi

Tigre osserva i vantaggi ottenuti da Anansi e presume di poterli ottenere a sua volta attribuendosi le stesse capacità operative, lui vuole la verità, la pretende e la ottiene, ma non gli serve a nulla, ciò che in Anansi è un uso situato dell'ambiguità diventa in Tigre una procedura da replicare svuotata del contesto che la resa efficace, non ha l'accesso alla struttura completa dell'evento che la rende significativa, non è in grado di cogliere ciò che in realtà ha funzionato per Anansi. Il suo sguardo si fissa sull'esito finale, non si chiede "perché e come ha funzionato?", ma "cosa devo rifare?". Prende qualcosa di complesso e lo riduce a una lettura semplice; il suo gesto è ricostruito artificialmente e, in questo scarto, la copia si rovescia producendo una caricatura dell'intelligenza situazionale che genera effetti distruttivi e inaccettabili. Anansi agisce dentro la storia, l'innesca e la lascia completare da chi la riceve secondo le proprie fragilità, non controlla direttamente le azioni degli altri, ma stimola il punto di partenza del loro agire. Tigre invece agisce fuori da essa, ne costruisce una diversa e il mondo non risponde allo stesso modo. 
La stupidità imitativa di Tigre trattiene la superficie e paradossalmente, nel tentativo di inseguire cìo che non è fatto per lui, sacrifica ciò che ha di più importante per ritrovarsi intrappolato in un fallimento totale ed è per questo che alla fine "tutte le storie appartengono ad Ananzi", lui sa come far sì che siano gli altri a continuarle, spesso contro sé stessi.


1 commento:

  1. Bellissima lettura, la differenza tra capire un meccanismo e replicarne solo il gesto è sottile, ma decisiva. Tigre copia, Anansi comprende. Segugia

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