Pietro Gori nel suo "L'amore per i fiori" del 1894, racconta la storia del tulipano così come veniva tramandata tra curiosità botaniche e tradizioni dell'epoca.
Tra notizie fondate e dettagli oggi avvolti dall'ombra, il testo riflette il modo in cui, alla fine dell’Ottocento, si ricostruivano l’origine e la diffusione di questo fiore affascinante.
" Fra quella ristretta serie di piante, che meritevoli o no hanno destato un entusiasmo eccessivo, primeggia senza dubbio il Tulipano.
Originario del Levante, o come altri vogliono, dell'Italia, Francia, Linguadoca, Guascogna, Svizzera, Alemagna, Inghilterra ecc., non ebbe un nome proprio fino alla metà del secolo XVI. Fu Corrado Gessner il primo, che, veduta nel 1559 in Aubsbourg nel giardino d'un antofilo, certo Enrico Herward, una di queste piante pervenutagli da Costantinopoli, la battezzò col nome di Tulipano. E sembra che
così la chiamasse per avere ravvisato molta analogia fra quel fiore e l'acconciatura che portano in testa gli Schiavoni, detta appunto Tulipano, dai Turchi voce corrotta da Tulban o Turban.
Non è certo che l'Herward fosse il primo a coltivare questo fiore, perchè alcuni autori ne fanno risalire l'introduzione fino al 1530, anno nel quale, dicono, ne recò dall'Indie diversi bulbi un Vicerè delle possessioni Portoghesi e li offrì in dono al Re di Portogallo, che fattili accuratamente coltivare li propagò nella rimanente Europa. Amendue i fatti possono essere veri perchè è credibile che, col solo intervallo di 30 anni, non si conoscessero in Baviera le novità orticole del Portogallo, specialmente se riportiamo il pensiero a quell'epoca nella quale erano tanto difficili i mezzi di trasporto e di comunicazione..."
L'amore per i fiori - 1894
Pietro Gori

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