Corpus Domini - Almanacco Italiano 1896
Non contento Gesù d'aver presa la nostra
carne e d'aver sofferto per la nostra salute
disagi, patimenti, dolori e morte, per un eccesso
di amore volle restarsi in mezzo a noi
con la divinità ed umanità santissima. L'uomo
non potea giammai immaginare, che avrebbe
avuto il suo Dio cosi vicino. O Gesù, deh!
vieni in me, poiché tu sei il porto della mia
salvezza
Ricordi. ___________________________
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Effemeride storica. — 1849. Un corpo di
9600 Spagnuoli occupa Terracina. — 1S59. I
Francesi coadiuvati dalla divisione Fanti, sconfiggono
a Magenta l'esercito austriaco, che lascia
10.000 uomini tra morti e feriti, e 7000
prigionieri.
I proverbi del Giovedì. — Niuna persona
senza difetti, niun peccato senza rimorso. —
Una ne pensa la lepre e una il cane.
4 giugno Giovedì
Corpus Domini
Nel 1896, proprio come accade raramente quando i calendari, dopo lunghi giri del tempo, tornano a incontrarsi sugli stessi giorni, il Corpus Domini cadeva il 4 giugno, una delle feste più solenni dell'anno, una di quelle che trasformavano il ritmo ordinario della vita in qualcosa di diverso.
L'Italia di allora, come abbiamo già visto per la Pentecoste viveva ancora all'ombra della recente sconfitta di Adua, nelle campagne si lavorava duro, nelle città cresceva lentamente l'industria, molti giovani partivano per le Americhe e lasciavano dietro di sé famiglie che forse non li avrebbero più rivisti. La vita era fatta di distanze enormi e di poche certezze ma, in quel mondo più povero del nostro, c'era la presenza del Santissimo Sacramento che molti sentivano vicina quanto il campanile del paese.
L'almanacco del 1896 spiegava la festa con parole semplici e profonde, Cristo non si era limitato a nascere, soffrire e morire per gli uomini, ma aveva voluto restare in mezzo a loro; per il lettore di allora la formula teologica era una realtà concreta, Dio abitava dietro una piccola porticina dorata del tabernacolo nella chiesa del paese.
Quel giovedì mattina le campane suonavano a festa. Le donne preparavano gli altari lungo le strade, adornandoli con lenzuola ricamate conservate per le occasioni solenni , i bambini raccoglievano fiori di campo per la processione, gli uomini montavano archi di frasche e rami verdi lungo il percorso; in molti paesi il Corpus Domini era la festa che faceva uscire la fede dalle mura della chiesa per portarla sulle strade percorse ogni giorno da contadini, artigiani e venditori ambulanti.
Sul tavolo della canonica o nella bottega del farmacista si poteva leggere l'effemeride dell'almanacco, ricordava che nel 1849 un corpo di soldati spagnoli aveva occupato Terracina e che nel 1859 i Francesi e i Piemontesi avevano sconfitto gli Austriaci a Magenta; erano fatti che appartenevano ancora alla memoria viva di molti e non mancava chi avesse conosciuto qualcuno che aveva combattuto nelle guerre del Risorgimento o che conservasse in casa una medaglia, una lettera ingiallita, un ricordo di quei giorni.
Poi venivano i proverbi:
"Niuna persona senza difetti, niun peccato senza rimorso."
"Una ne pensa la lepre e una il cane."
Frasi brevi, nate da secoli di esperienza contadina che erano semplicemente verità confermate dalla vita quotidiana.
Per la gente del 1896 il Corpus Domini aveva un significato che oggi fatichiamo a immaginare, la celebrazione religiosa era una dichiarazione pubblica di appartenenza, una certezza condivisa portata nel cuore; davanti all'ostensorio s'inchinavano il sindaco, il proprietario terriero, il bracciante, la vedova e il bambino, le differenze sociali non esistevano davanti a qualcosa che tutti consideravano più grande di loro.
Dopo la processione si tornava alle occupazioni abituali, i campi aspettavano, le botteghe riaprivano, gli animali dovevano essere accuditi, ma restava nell'aria quella particolare sensazione delle feste religiose di una volta, il tempo sembrava essersi fermato per qualche momento e aver lasciato dietro di sé una traccia di quiete.
Anche oggi è Corpus Domini, le strade sono percorse da automobili anziché da processioni, molti non saprebbero dire perché questa festa esista né in quale giorno cada, le nostre giornate scorrono tra notifiche, appuntamenti, informazioni continue, siamo collegati con il mondo intero e spesso scollegati da ciò che abbiamo accanto.
Nel 1896 gli uomini temevano la povertà, le malattie e l'incertezza del domani, noi temiamo la solitudine, la frammentazione, la sensazione di vivere sempre di corsa senza arrivare davvero da nessuna parte, cambiano le paure, ma resta il bisogno di trovare un punto fermo e
il Corpus Domini è ancora lì a ricordare che Dio non è distante, non è confinato nei cieli irraggiungibili, ma sceglie di restare vicino agli uomini, un messaggio che non è invecchiato e può parlare anche a chi guarda la festa soltanto come fatto storico o culturale.
Entrando in una chiesa durante il Corpus Domini si possono vedere gli stessi gesti che vedevano i nostri bisnonni, una candela che arde nella penombra, qualcuno inginocchiato in preghiera, il profumo dell'incenso, il canto sussurrato di un inno antico; il mondo fuori è cambiato rispetto al 1896, ma quei segni sono rimasti e forse è questo che rende affascinante sfogliare un vecchio almanacco che ci ricorda perché li compiamo ancora oggi.
Centotrent'anni fa come oggi, gli uomini cercavano un luogo sicuro in mezzo alle inquietudini della storia, l'almanacco lo esprimeva con una semplice invocazione:
"O Gesù, vieni in me, poiché tu sei il porto della mia salvezza."
Le parole appartengono a un altro secolo, ma la domanda che contengono è ancora la stessa: dove trovare un porto quando il mare della vita diventa agitato? Il Corpus Domini continua a tornare ogni anno per offrire la medesima risposta che offriva nel 1896, quando le campane suonavano sopra i tetti dei paesi e il mondo, pur così diverso dal nostro, cercava pace con lo stesso cuore umano di oggi.
Lieta Festa del Corpus Domini!
Per ulteriori informazioni:

La vera ricchezza di questi racconti è che ci fanno sentire contemporanei dei nostri bisnonni. Buon Corpus Domini. Segugio
RispondiEliminaL'Italia dei tram elettrici e dell campane che fanno da sveglia, una bellissima immagine di fine Ottocento, Buona festa del Corpus Domini. Segugio
RispondiEliminaQueste pagine fanno venire voglia di sedersi all'ombra di una piazza e ascoltare i racconti dei nonni. Buon Corpus Domini ragà. Segugio
RispondiEliminaMi piace immaginare qualcuno che quel mattino del 1896 lesse proprio queste stesse righe immaginando che qualcuno le avrebbe rilette oltre un secolo dopo, auguri. Segugia
RispondiEliminaCerte volte Dimentichiamo le invocazioni che usavamo da ragazzi,o Gesù,vieni in me, perché tu sei il porto della mia salvezza, grazie sciarada per avermela ricordata
RispondiEliminaForse il vero progresso sarebbe recuperare un po' di quel tempo lento. Segugia
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