San Giacomo Apostolo Maggiore - Almanacco Italiano 1896
Era Galileo e figlio di Zebedeo e di Salome.
Fu fratello di S.Giovanni Evangelista ed
ambedue viveano in Betsaida, ove con la pesca
tiravano la vita assieme con Simone (Pietro).
Fu presente ai più grandi misteri e prodigi
operati da Gesù. Predicò dopo l'Ascensione
nella Spagna e poi ritornò in Gerusalemme,
ove sostenne il martirio l'anno 43 sotto Agrippa.
— S. Crocifissio, patrono di Mezzoiuso.
Ricordi. _______________________________
Effemeride storica. — 1821. Nicola Antonio
Angeletti, primo martire della libertà italiana,
convinto di carbonarismo, è frustato dal boia
per quattr'ore per le vie di Napoli con sferza
di funi e chiodi, poi passato di carcere in
carcere chiuso finalmente per 4 anni nell'orrida
fossa del Maretimo. — 1844. Attilio
ed Emilio Bandiera, con sette compagni, sono
fucilati in Cosenza. — 1848. Battaglia di Custoza,
che dura sino alle 6 di sera. I Piemontesi
si ritirano su Villafranca.
Un pensiero al giorno. — lo vi dirò, conservate
la pace se ò possibile: ma aggiungerò
pure, resistete prontamente, risolutamente,
senza esitazione alla prima aggressione, accada
quel che si voglia. (Sheridan).
25 luglio Sabato
San Giacomo Apostolo Maggiore - Almanacco Italiano 1896
Un italiano, che il 25 luglio 1896 apriva l'Almanacco Italiano, iniziava la giornata leggendo poche righe dedicate a San Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli; pescatore di Betsaida, fratello di San Giovanni, evangelizzatore della Spagna e martire a Gerusalemme. Era una commemorazione che soprattutto nelle campagne segnava il vero calendario dell'anno in cui le feste patronali scandivano il tempo più delle date civili e cadendo nel pieno della stagione della mietitura, la ricorrenza di San Giacomo costituiva in molte zone anche un importante punto di riferimento del calendario agricolo, se il paese lo aveva come patrono, chi lavorava la terra, se possibile, sospendeva il lavoro almeno per assistere alle funzioni religiose e la giornata veniva caratterizzata dalla Messa solenne, dalla processione, dalla banda musicale, dal mercato, dal pranzo in famiglia e dai fuochi d'artificio alla sera. Nel 1896 l'Italia aveva soltanto trentacinque anni di vita come Stato unitario e l'almanacco ricordava, come abbiamo già visto, gli episodi del Risorgimento che per un lettore dell'epoca equivalevano, più o meno, a quanto per noi possono essere gli eventi degli anni Ottanta del Novecento. Seguiva la frase del giorno di Richard Brinsley Sheridan che appare ben centrata in quanto alla fine dell'Ottocento si respirava un forte patriottismo, alimentato dal ricordo delle guerre d'indipendenza e dall'idea che il carattere nazionale dovesse fondarsi su coraggio, disciplina e sacrificio.
Sono passati 130 anni ed è ancora la festa di San Giacomo Apostolo il Maggiore, ma il modo di viverla è molto diverso; per gran parte degli italiani il 25 luglio è una data estiva che si vive in vacanza o programmando il fine settimana; le spiagge sono affollate, i centri storici ospitano eventi serali e molti paesi organizzano sagre.
La festa religiosa continua ad avere grande importanza e resta una ricorrenza profondamente sentita nei paesi dove il culto è radicato, le celebrazioni mantengono ancora molti elementi tradizionali, diventando anche occasione di ritrovo per emigrati e visitatori ed lì che si mantiene la stessa ritualità dell'epoca passata; se un abitante del 1896 potesse passeggiare oggi durante una festa patronale dedicata a San Giacomo, riconoscerebbe il suono della banda, la statua del santo portata in processione, le campane, il profumo dell'incenso, le luminarie, le famiglie riunite in piazza; mentre lo stupirebbero le automobili e le motociclette, i telefoni cellulari, le fotografie e i video in diretta, i fuochi d'artificio sincronizzati con la musica e i turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Cambiano i mezzi, gli abiti e la tecnologia, ma quando una processione attraversa le vie di un paese in un caldo sabato di luglio, il legame con quel 25 luglio 1896 resta sorprendentemente riconoscibile come il desiderio di ritrovarsi come comunità attorno a una ricorrenza condivisa che diventa uno degli aspetti che attraversa il tempo delineando un filo rosso di continuità.
Lieta Festa di San Giacomo il Maggiore!
Per ulteriori informazioni:

Sono di Ferrere di Argentera e la festa patronale di San Giacomo Maggiore è molto sentita qui da noi. Abbiamo iniziato il 24 sera con i Ferirol e la pizza cotta al forno a legna. Alle 10:30 di questa mattina c'è stata la messa e la processione, i festeggiamenti continuano nel pomeriggio. Vieni a trovarci l'anno prossimo.
RispondiEliminaLe feste patronali continuano a essere uno dei legami più forti tra passato e presente, soprattutto nei piccoli centri. Se l'anno prossimo vai a Ferrere vengo anch'io. Segugia. 😍😍😍😍
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