" Chi per primo inventò la nave, solcò
il mare profondo e con remi grezzi scosse le acque
chi ebbe l'ardire di consegnare il legno* ai pericolosi soffi del vento
mostrò con arte le vie che la natura nega,
per la prima volta si fidò trepidante alle quiete onde
costeggiando le spiagge seguite con rotta perfetta
presto sfidò ampie insenature e lasciò la terra
e iniziò a spiegare le vele al dolce Noto;
ma quando poco a poco scorse il coraggio trascinante
e il cuore dimenticò la debole paura
ormai libero invase il mare e tracciata la via dal cielo
dominò le tempeste dell'Egeo e lo Ionio ..."
legno* = I marinai chiamavano legno la nave
Proemio al Libro I - Il ratto di Proserina
Claudio Claudiano
Liberamente tradotto da Me Medesima

Fa strano pensare che quel mare in cui nuotiamo d'estate è lo stesso che un tempo segnava il limite del mondo conosciuto. Segugia
RispondiEliminaMi piace immaginare il Mediterraneo pieno di voci antiche, Scilla e Cariddi, Circe e Calipso, le Sirene, Polifemo, Eolo, Ulisse, mostri e incantesimi. Segugia
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