lunedì 14 settembre 2026

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Esaltazione della Santa Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Esaltazione della S. Croce.

Questa festa fu istituita in memoria della
vittoria riportata da Eraclio nel 610 sopra
Cosroe re di Persia. Da costui l'imperatore
Eraclio ottenne la libertà dei Gerosolimitani
e la restituzione di quella stessa Croce, sulla
quale G. C. avea consumato l'opera della redenzione.
La Croce fu posta nel luogo medesimo,
ove fu trovata. Festa alla Scala Santa
in Roma, e in Lucca, dove è venerata col
nome, del Santo Volto. — S. Cornelio papa e
martire.

Ricordi. ________________________________

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Effemeride storica. — 1848. Carlo Alberto,
tornato in Torino dopo l'armistizio, rivolge
un proclama alla Guardia Nazionale, ringraziandola
di avere custodito la sua famiglia e
la capitale del regno.

Un pensiero al giorno. — Bisogna fare del
bene quando si può, e usar cortesia sempre,
poiché questa è cosa che sempre si può.
(Joubert).

14 settembre Lunedì
Esaltazione della Santissima Croce -  Almanacco Italiano 1896

Ci sono oggetti che il tempo trasforma in simboli, oltrepassano la materia di cui sono fatti e finiscono per raccogliere intorno a sé la memoria degli uomini, delle loro speranze, delle loro guerre, delle loro sconfitte e delle loro vittorie; la Santa Croce è uno di questi e, il calendario della cristianità, il 14 settembre ne celebra l'Esaltazione; per conoscerne la storia, che attraversa quasi diciassette secoli, fatta di fede, di imperatori, di pellegrini, di distruzioni e di ritorni, andiamo nella Città Santa.
Costantino dopo aver concesso ai cristiani la libertà di culto, volle restituire dignità ai luoghi della Passione di Cristo, sua madre Elena si recò a Gerusalemme intorno al 326, quando della città evangelica rimaneva ormai ben poco di riconoscibile, il Calvario era stato sepolto sotto le successive costruzioni dei nuovi culti e i luoghi santi sembravano quasi cancellati per cui si decise di scavare là dove la tradizione cristiana aveva continuato a indicare il sito della Crocifissione, lì vennero alla luce tre croci, e per riconoscere quale fosse stata innalzata sul Golgota per Gesù, la tradizione racconta che ai tre legni venne fatta avvicinare una donna gravemente malata e che soltanto al contatto con il terzo ritrovò la salute.
La reliquia rimase a Gerusalemme per quasi tre secoli, venerata come presenza concreta della Passione, ma nel 614, la città cadde nelle mani dei Persiani di Cosroe II che devastarono la città e trafugarono la Santa Croce infliggendogli un prolungato esilio.
Eraclio, che era salito al trono dell'Impero bizantino nel 610, impiegò molti anni a rovesciare le sorti della guerra e la svolta arrivò nel 627 con la vittoria bizantina presso Ninive.
Nel 628 Cosroe II venne deposto e ucciso, le condizioni di pace imposero ai Persiani anche la restituzione della Croce e dopo quattordici anni, la reliquia venerata dai cristiani poteva dunque ritrovare la strada per Gerusalemme, il 14 settembre del 628 venne posta a Costantinopoli e si narra che Eraclio, desiderando riportarla personalmente nella Città Santa, avesse tentato di attraversarne le porte rivestito dello splendore imperiale, ma giunto davanti all’ingresso della città, non riuscì a procedere; gli fu fatto osservare che Cristo aveva scelto la via opposta a quella del potere e con la sua nudità aveva portato quella Croce nell'umiliazione e nel dolore; l'imperatore vittorioso, che non poteva pertanto entrare a Gerusalemme portando il segno della Passione come avrebbe portato un trofeo di guerra, depose le vesti imperiali e, liberatosi della propria magnificenza, prese sulle spalle la Croce e il 21 marzo del 630 riuscì finalmente a riconsegnarla al luogo al quale la fede dei cristiani l'aveva legata.
È uno dei grandi paradossi del cristianesimo pensare che la gloria passi attraverso l'umiliazione, la vita attraverso il sacrificio, la vittoria attraverso quella che agli occhi del mondo appare come una sconfitta, ma il legno della Croce, celebra la forza di chi si dona e non la forza di chi domina.
Dopo l'Esaltazione della Santa Croce, l'effemeride storica dell'almanacco ci porta dal cuore della Gerusalemme del VII secolo a un'altra epoca di guerre e di incertezze, siamo nel 1848, Carlo Alberto, rientrato a Torino dopo l'armistizio, rivolge un proclama alla Guardia Nazionale e la ringrazia per avere custodito la sua famiglia e la capitale del Regno.
Da una parte la reliquia della Passione, contesa fra imperi e riportata a Gerusalemme; dall'altra la capitale sabauda, affidata alla vigilanza degli uomini in una stagione nella quale l'ordine politico e sociale sembrava sul punto di essere travolto e in mezzo la parola custodire che mette in relazione le due immagini e significa riconoscere che ciò che abbiamo davanti possiede un valore che supera il nostro interesse personale e assumersi una responsabilità verso qualcosa che, almeno per un certo tempo, ci è stato affidato.
Segue il pensiero del giorno che ricorda il modo cortese con cui vanno trattati gli altri perché si può.

Lieta Festa dell'Eseltazione della Croce!

Per ulteriori informazioni:

2 commenti:

  1. Come una pianta la memoria ha bisogno di essere curata e custodita affinché possa continuare a vivere.
    Dio ti benedica

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  2. La vittoria, che riscontra la celebrazione in un gesto di umiltà piuttosto che nell'esibizione della forza, è una delle grandi inversioni di valore introdotte dal cristianesimo nella cultura del potere.
    Un amico

    RispondiElimina

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