Piazza di Spagna, luogo dell'anima, il tumulto della città diventa battito del cuore, emozione che prende forma nell'incontro, semplice e assoluto, con un "tu" intimo e riconoscibile che dà senso a tutto.
Sarà un cielo chiaro.
S'apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell'aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane -
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S'aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu - ferma e chiara.
Passerò per Piazza di Spagna
Cesare Pavese

Quando l'architettura era un'arte e non banali linee verticali e orizzontali. Segugia
RispondiEliminaBellissima!
RispondiEliminaQuanto mi manca Roma e la passeggiate mattutine con l'aria che profumava di antico. Le tue foto mi smuovono ricordi indimenticabili.
RispondiEliminaMuchas gracias por compartir tan lindo poema de César Pavese.
RispondiEliminaTanto bullicio en la plaza, me agobia, el poema me relaja.
Un abrazo.
Ho bellissimi ricordi di Roma, delle mie giornate romane, ma soprattutto del modo in cui ho vissuto Roma: non da turista (pur essendolo, in un certo modo), ma come parte della città. C'è qualcosa di magico in quella città e la poesia di Pavese lo rappresenta in maniera così vivida!
RispondiEliminaUn abbraccio, cara Sciarada. Ogni tanto riappaio, con la primavera, come la primavera.