mercoledì 25 aprile 2012

Il Congresso degli Arguti - Pasquino

Quando a Roma il Medioevo incontra l'Evo Moderno e le vecchie case, le baracche fatiscenti, costruite senza regole tra gli antichi resti archeologici, vengono sventrate per volere di Sisto IV che con un editto favorisce le nuove edificazioni e maestosi palazzi nobiliari capolavori del Rinascimento decorati e arricchiti dalle razzie delle originali vestigia della Roma Caput Mundi, sorgono per estendere i possedimenti dei costruttori  rispettosi di un piano regolatore che prevede  nuove, pulite e ampie strade in sostituzione dei dissestati vicoli sporchi, fangosi e insani, sulle orme di Orazio, Catullo, Ovidio, Marziale e Giovenale, nasce, "il Congresso degli Arguti", costituito  da 6 liberi pensatori di pietra: Pasquino, Marforio, il Facchino, Madama Lucrezia, l'Abate Luigi e il Babbuino, statue e fontane su cui vengono affissi epigrammi ironici, satirici, cinici e dissacranti che danno voce all'insoddisfazione e alla frustrazione del popolo che vive gli abusi, i soprusi e le angherie del potere. 
L'identità degli autori di quelle che conosciamo come " pasquinate storiche ", rimane un mistero, certo è che sono scritte in latino perfetto, in raffinati versi poetici e in prosa; tra i nomi vagamente ipotizzati quello dell' Aretino, di Giovan Battista Marino o di alcuni portaborse di eminenze clericali.

Questo, primo post dei 6 destinati al Congresso degli Arguti, è dedicato a Pasquino, il personaggio principale, sommo protagonista nell'arte dei libelli, avvocato eccelso dei cittadini romani insofferenti.


Pasquino è il nome, forse di un barbiere di un calzolaio, di un fabbro, di un maestro, di un oste o di un sarto, che la tradizione attribuisce ad una statua mutilata rinvenuta durante alcuni lavori di pavimentazione in via della Cuccagna nei pressi di Piazza Navona,  si suppone decorasse lo Stadio di Domiziano e fu identificata come " Ercole in lotta con i Centauri " e come " Aiace con il corpo di Achille ", ma  per somiglianza a una copia, di un originale bronzeo del III secolo a.C. attribuibile allo scultore pergameno Antigonos, che si trova nella Loggia dei Lanzi a Firenze, dovrebbe far parte in realtà di un gruppo scultoreo che rappresenta Menelao che sostiene Patroclo morente.




Nel 1501 questa scultura venne posta, per volere del cardinale Oliverio Carafa, in un angolo di piazza Parione a ridosso della sua residenza: palazzo Orsini oggi Braschi e trovandosi sul tracciato della via papale, percorsa in processione il 25 aprile durante la festa di San Marco, ispirò i cittadini che in un dissacrante sberleffo celebrativo iniziarono ad agghindarla per farla somigliare a una divinità pagana quale Apollo, Giano o Venere.



Le sagaci pasquinate lasciate sul piedistallo della statua nel cuore della notte diventarono talmente popolari che ogni mezzo divenne lecito per censurarle, nel 1522 Adriano VI ordinò di gettare la scultura nel Tevere, voleva che fosse frantumata, disintegrata, ma dovette desistere per paura di possibili rappresaglie, nel 1556 Pio V condannò all'impiccagione Nicolò Franco, scrittore e poeta, reo di averlo deriso, Benedetto XIII decretò, la pena di morte, la confisca dei beni e il disonore del nome per chiunque avesse scritto, stampato e diffuso composizioni  somiglianti alle pasquinate.
Pasquino venne anche sorvegliato a vista dalle guardie armate, ma la sua attività e la sua fama non furono soffocate.


" Povero mutilato dar destino;
come te sei ridotto! "
diceva un cane che passava sotto
ar torso de Pasquino.

" Te n'hanno de sassate in faccia!
Hai perso l'occhi, er naso... e che te resta?
Un avanzo de testa
su un torso senza gambe e senza braccia!

Nun te se vede che la bocca sola! "
Con una smorfia quasi strafottente...
Pasquino borbottò:" Segno evidente
che nun ho detto l'urtima parola! "

Trilussa



Pasquino dice di sè: 
" Gli autori della satira fur tre: la penna d’oca, il calamaro e me! "



" Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini "

" Quello che non fecero i barbari, fecero i Barberini "

Questa pasquinata fa riferimento alla spoliazione di tutte le parti in bronzo del Pantheon fatta dal Bernini su ordine di Urbano VIII Barberini, per innalzare il baldacchino della basilica di S. Pietro.


Post dedicati al Congresso degli Arguti


Felice 25 Aprile

Chi vuole informazioni sulla Festa della Liberazione clicchi su Il Lunedì dell'Angelo e il 25 Aprile - Festa della Liberazione


© Sciarada Sciaranti

11 commenti:

  1. Sempre interessanti questi post "turistico-informativi" Argute le tue osservazioni.
    Buon 25 aprile!

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  2. Grazie per i dettagli minuziosi ed interessanti che hai proposto nel descrivere questa " statua parlante "

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  3. I tuoi post sono sempre molto interessanti cara Sciarada.
    Buon 25 aprile cara amica.
    Tomaso

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  4. ...e continuo ad imparare, carissima.

    Mai dimenticare l'orrore...

    Buon 25 aprile!

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  5. E poi predicavano l'amore fraterno.
    Ci vorrebbero,nei loro confronti,tanti Pasquini anche oggi,non rimarrebbero inoperosi.

    RispondiElimina
  6. E poi predicavano l'amore fraterno.
    Ci vorrebbero,nei loro confronti,tanti Pasquini anche oggi,non rimarrebbero inoperosi.

    RispondiElimina
  7. Ciao Sciarada grazie per questo tuo storico post che anche oggi mi ha insegnato qualcosa di nuovo,
    buon pomeriggio

    Tiziano.

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  8. Alcune immagini che mostrano la bellezza dei tempi molto interessanti.
    Un abbraccio

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  9. mi piace conoscere questi aspetti della storia che invece ignoravo, buon 25 aprile anche se in ritardo, ma come dire la liberazione si può festeggiare sempre

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  10. Que bela postagem.Deixo aqui meu grande abraço.

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  11. ...cara Signora, quanto sono ignorante! Grazie di esistere...:-)

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