martedì 1 giugno 2010

La terra dei faraoni - Il tempio di Horus

Il tempio di Horus


Dedicato al figlio di Osiride e Iside, il dio falco con il disco solare adornato da ali di rapace, garante dell'ordine cosmico. Il tempio è orientato a sud, lungo 137 metri, costruito in arenaria tra il 237 e il 57 a.C. su un antico sacrario a cui si accede attraverso una serie di ambienti in successione sempre più piccoli ed oscuri. Tra tutti i templi egiziani è il più completo e il meglio conservato, era la sede della grande festa annuale dell'incoronazione in cui si riaffermava il potere del faraone rappresentante del dio sulla terra.


Un falco in granito nero con la doppia corona, è il simbolo del dio Horus


La scena della purificazione, uno dei Tolomei tra il dio Thot dalla testa di ibis, dio della saggezza e il dio Horus dalla testa di falco, entrambi versano in continuazione da un anfora, sulla testa del faraone non l'acqua ma l'ankh e lo scettro del comando non visibili nella scena perchè scalpellati.

 

Il faraone aveva cinque nomi, due erano di fondamentale importanza, quello di nascita e quello di incoronazione, entrambi erano racchiusi in un cartiglio e si differenziavano per i simboli incisi accanto al cartiglio in questo foto si fa riferimento al nome di nascita con accanto i simboli del disco solare Ra e dell'anatra Sa che vuol dire figlio, quindi nell'insieme si legge figlio del sole.


In questa foto invece si fa riferimento al nome di incoronazione del faraone ed i simboli accanto al cartiglio sono due cobra che portano sulla testa la corona rossa del basso Egitto e la corona bianca  dell'alto Egitto. In entrambi i cartigli non vi è inciso alcun nome perchè la costruzione di questo tempio durò 180 anni ed iniziò dalla parte più interna dal Sancta Sanctorum per arrivare a quella più esterna, intorno al 57 a.C  
periodo in cui a causa dell'insatabilità del governo dovuta ai  problemi  esistenti tra  Cleopatra e il fratello Tolomeo si decise di rimandare l'incisione dei cartigli che non furono più scolpiti  per il crollo della dinastia dei Tolomei con la morte di Cleopatra e  l'assoggetamento dell'Egitto all'impero romano.


Il sacrario dove è custodito il "naos", un monolite di granito grigio del tempio antico, opera di Nectanebo II e un modellino della barca sacra di Horus


Nel primo di questi due cartigli, a destra partendo dall'alto è inciso un quadratino che rappresenta la lettera "P" con sotto un piattino rovesciato che rappresenta la lettera "T", accanto a sinistra uno stomaco con l'intestino che rappresenta la vocale "O" oppure "U", sotto il leone che rappresenta
 la lettera "L", sotto ancora un rettangolo aperto che rappresenta la "M", sotto a destra due piume che rappresentano la "Y o J", con accanto a sinistra un fazzoletto che rappresenta la lettera "S", nell'insieme compongono il nome del faraone "Ptolmys" ovvero Tolomeo, nella metà inferiore del cartiglio troviamo una vipera che indica la "J o la Y" con sotto il piattino rovesciato la "T"  con cui forma la parola "Jet" che significa abbia, accanto c'è "l'ankh" o"Nh" simbolo della Vita, in basso a sinistra è incisa una grande "A" inclinata che assomiglia alla zappa che il contadino usa per rendere fertile la terra ed è per questo associata all'amore fertile tra uomo e donna, quindi indica la parola "Mer" che significa amore o amato, in ultimo, a destra c'è il trono di "Osiris" che è anche il simbolo della moglie "Isit", perciò ricapitolando si ha la frase "Ptolmys Jet Nh Mer Isit" ovvero "Tolomeo abbia la vita amato da Iside."


Il Nilometro che serviva per misurare la piena del Nilo


 Questa raffigurazione rappresenta la dea Iside con il disco solare con in cima il trono del marito Osiride, davanti a lei ci sono suo figlio Horus con la doppia corona che vuole dare la caccia al dio della cattiveria Seth per l'uccisione di suo padre Osiride e il dio Toth con la testa di airone che porta il papiro dove era scritto il permesso degli altri dei per dare la caccia a Seth.

  
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 Horus che con il sostegno della madre Iside su una barca cerca di scacciare  Seth che si è trasformato in un ippopotamo


Gli egiziani rappresentavano se stessi di profilo per indicare che erano vivi e sempre in movimento, i loro nemici al contrario venivano rappresentati  frontalmente
 come queste due piccole in questa incisione, l'onda sottostante è una preposizione, una lettera per dire in, rappresenta l'interiorità  


I tre trattini verticali rappresentano il numero tre, la treccia affianco con gl ispazi interni con tre trattini serve a confermare il numero tre, se gli spazi fossero stati vuoti avrebbe rappresentato il numero due come le due zampette finali  che la formano


Il dio della medicina Imhotep che con una mano tiene per la coda un ippopotamo che rappresenta Seth e con l'altra tiene un coltello per farlo a pezzi come lui ha fatto con suo fratello Osiride.

© Sciarada

5 commenti:

  1. This is a wonderful post with great pictures and information.

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  2. I am so impressed! I have never seen such an extensive collection of photographs of the Land of the Pharoahs. Your descriptions and explanations are really great too; I have learned so much from your blog in a short period of time. Thank you!

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  3. Tutti i vostri scenario è grandioso!
    e la tua fotografia è molto splendida.

    Grazie per aver visitato il mio blog.

    Dal Far East.
    Con i migliori saluti.
    ruma

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  4. Hi, looks like a beautiful place.
    Thanks for your visit and kind comments.

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  5. This is really wonderful and interesting post full of great photos and impressive details.

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