lunedì 14 febbraio 2011

San Valentino

Il cardinale Cesare Baronio nel XVI secolo, sotto il pontificato di Papa Gregorio XIII ebbe il compito di revisionare il "Martirologio Romano"  (registro di tutti i martiri della storia della cristianità) unificando tutti quelli esistenti nelle varie chiese, compreso quello Hieronymianum - Geronimiano risalente al IV secolo, che già menzionava un san Valentino di Terni.


In quest'opera del cardinale, completata tra il 1586 e il 1589, che prese il nome di "Martyrologium Romanum, cum Notationibus Caesaris Baronii" compare anche un san Valentino romano che morì sotto l'imperatore Claudio nel 268 circa e di cui si dice: 

" 14 feb­braio, in Roma, sulla via Flaminia, natale di san Valentino, presbitero e martire, che dopo aver operato varie guarigioni, insigne per cultura, fu ucciso e decollato sotto Claudio Cesare"


Il san Valentino romano insieme al san Valentino di Terni che morì sotto l'imperatore Aureliano nel 273 circa, di cui si dice:

"14 febbraio, in Terni, fasto di san Valentino, che dopo essere stato a lungo percosso fu imprigionato e non potendosi vincere la sua resistenza, a metà notte, segretamente trascinato fuori del carcere, venne decollato dal prefetto di Roma, Placido"


ha contribuito a creare una icredibile confusione sulla figura del patrono dell'amore che essendo orfano di un sostegno storico ben definito ha un profilo sdoppiato.


"Le Passio", antiche composizioni, cronache del tempo, che non hanno un grande valore storico perché soggette a varie manipolazioni, non contribuiscono a definire   in maniera univoca la figura del santo degli innamorati.


Nella "Passio Maris  Marthae, Audiface et Abacuc", che fa riferimento al san Valentino romano si racconta di come l'imperatore Claudio II il Gotico, essendo venuto a conoscenza dell'incarcerazione di un prete romano acclamato per la sua  santità, lo vuole conoscere e gli chiede:
"Perché" " non vuoi essere nostro amico adorando gli dei e rinun­ciando alle superstizioni"? 
Valentino risponde:
"Se tu conoscessi la grazia di Dio non diresti così, ma disprezzeresti i tuoi idoli e adoreresti il Signore che è nei cieli".
Claudio che rimane colpito dalla sua dialettica  lo affida al suo prefetto Calpurnio affinchè lo giudichi secondo la legge, ma, Calpurnio invece lo consegna ad uno dei suoi ufficiali, il princeps Asterius, dicendogli:
" Tenta di dissuadere que­st’uomo con melliflui discorsi". 
Asterius porta a casa sua Valentino il quale esclama:
"Signore Gesù, luce vera, illumina questa casa affinché i suoi abitanti ti ricono­scano Dio". "Sento che invochi Cristo come luce" 
risponde  Asterius.
"Ebbene, se il tuo Dio restituirà la vista a mia figlia, che è cieca dall'età di due anni, ti concederò tutto quel che vorrai".
Valentino si mette a pregare, si avvicina alla ragazza, le pone le mani sugli occhi,  ed ecco che avviene il miracolo, la ragazza riacquista la vista e l'intera famiglia si converte. Quando Claudio viene a sapere della conversione ordina che Valentino venga decapitato, così avviene e i suoi resti vengono soccorsi dalla matrona Sevinilla. In una seconda versione più recente della Passio si legge che Valentino viene seppellito al secondo miglio della via flaminia dove papa Giulio I fa edificare una basilica (i cui resti sono visibili ancora oggi presso la catacomba di San Valentino). 
Dal "Catalogo Liberiano" risalente al IV secolo apprendiamo però che Giulio I, al secondo miglio della via Flaminia fece si costruire una basilica

" fecit... basilicam via Flaminia mill II quae appellatur Valentini"  

ma 

" costruì una basilica al secondo miglio della via Flaminia  dedicata a Valentino" 

riferendosi probabilmente al  benefattore che aveva finanziato la costruzione, che nei secoli successivi venne erroneamente venerato come santo.


Del san Valentino di Terni si pensa  che fosse di origine patrizia nato nel 175 circa a Interamna Nahars, odierna Terni, si convertì al cristianesimo e nel 197, a soli 21 anni,  venne consacrato vescovo di Terni dal vescovo Feliciano di Foligno che allora aveva il privilegio del Pallio (dal latino pallium - mantello di lana cioè una striscia di lana bianca che si avvolge intorno alle spalle che simboleggia la pecora portata sulle spalle del pastore - Cristo e si riferisce al ruolo pastorale di chi lo indossa) oggi riservato esclusivamente al vescovo di Roma ovvero il Papa che può concederlo ad alcuni arcivescovi metropoliti e primati.  Una tarda Passio racconta di come Valentino fosse stato invitato a Roma dall' oratore e filosofo Cratone, per guarire il figlio Cheremonte che oltre ad essere muto, aveva anche la schiena così incurvata  che era costretto a stare con la testa tra le ginocchia, Valentino guarisce il ragazzo e Cratone la sua famiglia e tre suoi discepoli ateniesi: Apollonio Efebo e  Proculo, con il loro amico Abbondio anch'egli discepolo di Cratone e figlio del prefetto Placido, si convertono al cristianesimo; i senatori messi al corrente della storia delle conversioni, fanno imprigionare Valentino e cercano in ogni modo di farlo abiurare ma non ci riescono, il prefetto Placido allora da l'ordine di farlo decapitare, Apollonio, Efebo e Proculo recuperano il suo corpo e lo seppelliscono in una necropoli paleocristiana, su una collina, al sessantaquattresimo miglio della via Flaminia nei pressi di Terni, ma l'audacia dei tre ragazzi è pagata a caro prezzo, perché vengono processati dal consolare Leonzio, decapitati e seppelliti successivamente dall'amico Abbondio nei pressi del sepolcro di Valentino .


Anche in questo caso nel IV secolo viene edificata una basilica sul sepolcro di san Valentino che fu distrutta nel VI secolo dai Goti e ricostruita nel VII secolo in due spazi di tempo diversi uno che va dal 625 al 632 ed uno che va dal 642 al 648 in cui la chiesa fu gestita dai Benedettini.
Il re dei longobardi Liutprando nel 742 scelse la basilica come luogo di incontro con papa Zaccaria, proprio per le preziose reliquie che custodiva e in quell'occasione le donò  alla Chiesa di Roma Sutri e a diverse altre città; nel XVII secolo sotto il pontificato di Paolo VI iniziarono nella  basilica le ricerche delle reliquie del santo  che furono ritrovate  il 21 giugno del 1605 dal vescovo di Terni Gianantonio Onorato che le pose in una cassa di piombo e fece ricostruire una nuova basilica sui resti di quelle già esistenti che venne completata nel 1618. L'arciduca Leopoldo d'Austria dopo una visita alla basilica avvenuta nel 1625 decise di finanziare la costruzione di un nuovo altare maggiore sopra il sepolcro del santo,  fu ultimato nel 1632 davanti "la confessione di san Valentino" , un dipinto del XVII secolo che raffigura il suo martirio . 


Con  l'editto di Costantino che nel 313  promosse la libertà di culto del cristianesimo, a Terni  si concretizzò la festa liturgica in cui i fedeli celebravano san Valentino, il culto si diffuse in Italia e sembra che contribuì  a smantellare il rito pagano della festa dei Lupercali in cui si sorteggiavano i nomi di giovani fanciulle e di giovani fanciulli che  formavano delle coppie che per un intero anno dovevano condividere l'intimità per propiziare la fertilità sotto la protezione degli dei. Non si è certi che esista una connessione tra questo rito pagano e il fatto che san Valentino sia diventato il patrono degli innamorati, come non si è certi che  lo sia diventato per la credenza che celebrasse matrimoni tra cristiani e pagani o ancora perché il 14 febbraio cade in un periodo dell'anno in cui la natura entra nella stagione degli amori, comunque sia, nell'VIII secolo attraverso i benedettini san Valentino viene conosciuto in tutta Europa ed oggi la festa  è celebrata in tutto il mondo anche se il calendario liturgico dal 1969 non la ritiene più una festa cattolica e al suo posto si trovano i santi Cirillo e Metodio evangelizzatori degli slavi.

San Valentino viene raffigurato con il bastone pastorale e la palma, insieme ad un bambino epilettico; è patrono di Terni,  degli amanti, degli innamorati e degli epilettici.  


© Sciarada Sciaranti

13 commenti:

  1. Sciarada sei sempre molto attenta e ci delizi con racconti sublimi
    ciao un abbraccio

    RispondiElimina
  2. Cara Scirada i tuoi post sono sempre tanto precisi e pieni di gioielli storici e dettagli. Un carissimo saluto e Buon San Valentino!

    RispondiElimina
  3. Have a nice Valentine's day Sciarada <3

    RispondiElimina
  4. Ora sì che posso dire di conoscere la storia di S.Valentino, tantissimi auguri sr. Sciarada.

    RispondiElimina
  5. Ciao Sciarada, il tuo post è completamente e totalmente esauriente sul tema di San Valentino. Non avevo mai letto l'intera storia. Grazie.

    RispondiElimina
  6. The two Peynets are so sweet ;-)
    Have a great Valentines day and week too!

    RispondiElimina
  7. ho scoperto il tuo blog oggi
    ho cominciato il mio su Belgio qualche settimana fa
    http://belgiumswings.blogspot.com
    spero che piace
    anni

    RispondiElimina
  8. Sempre precisa e meticolosa, Sciarada.
    Complimentissimi!

    RispondiElimina
  9. Scia....sei la storia!

    Grazie!!!
    Un grande abbraccio!!!

    RispondiElimina
  10. E adesso, siamo più istruiti, grazie per tutti questi dettagli interessanti, i piccoli personnaggi sono tanto carini... Ciao, Sciarada

    RispondiElimina
  11. Ho capito! Senza translatore...

    RispondiElimina
  12. ...straordinario!! Ed io che ero convinto fosse un uomo eternamente innamorato, dispensatore d'amore; darei l'anima a Mefisto per avere le mani di San Valentinio, per posarle sul bel fiore del mondo, per un eterno miracolo...grazie Sciarada per questo meraviglioso e istruttivo post...sincero abbraccio..

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...