lunedì 6 gennaio 2020

Il vento dell'Epifania

Vi auguro una felice conclusione delle feste natalizie!

L'Adorazione dei Magi 1585 - Simone De Wobreck - Museo del Castello Ursino Catania

L'Adorazione dei Magi 
1585 
Simone De Wobreck 
Museo del Castello Ursino - Catania

Era pieno inverno. 
Soffiava il vento della steppa. 
E aveva freddo il neonato nella grotta 
Sul pendio della collina.
L'alito del bue lo riscaldava. 
Animali domestici 
stavano nella grotta, 
sulla culla vagava un tiepido vapore.
Scossi dalle pelli le paglie del giaciglio 
e i grani di miglio, 
dalle rupi guardavano 
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.
Lontano, la pianura sotto la neve, e il cimitero 
e recinti e pietre tombali 
e stanghe di carri confitte nella neve, 
e sul cimitero il cielo tutto stellato.
E lì accanto, mai vista sino allora, 
più modesta d'un lucignolo 
alla finestrella d'un capanno, 
traluceva una stella sulla strada di Betlemme.
Per quella stessa via, per le stesse contrade 
degli angeli andavano, mescolati alla folla. 
L'incorporeità li rendeva invisibili, 
ma a ogni passo lasciavano l'impronta d'un piede.
Una folla di popolo si accalcava presso la rupe. 
Albeggiava. Apparivano i tronchi dei cedri. 
E a loro: "Chi siete? " domandò Maria. 
"Noi, stirpe di pastori e inviati del cielo,
siamo venuti a cantare lodi a voi due". 
"Non si può, tutti insieme. Aspettate alla soglia".
Nella foschia di cenere, che precede il mattino, 
battevano i piedi mulattieri e allevatori. 
Gli appiedati imprecavano contro quelli a cavallo; 
e accanto al tronco cavo dell'abbeverata 
mugliavano i cammelli, scalciavano gli asini.
Albeggiava. Dalla volta celeste l'alba spazzava, 
come granelli di cenere, le ultime stelle. 
E della innumerevole folla solo i Magi 
Maria lasciò entrare nell'apertura rocciosa.
Lui dormiva, splendente, in una mangiatoia di quercia, 
come un raggio di luna dentro un albero cavo. 
Invece di calde pelli di pecora, 
le labbra d'un asino e le nari d'un bue.
I Magi, nell'ombra, in quel buio di stalla 
Sussurravano, trovando a stento le parole. 
A un tratto qualcuno, nell'oscurità, 
con una mano scostò un poco a sinistra 
dalla mangiatoia uno dei tre Magi; 
e quello si voltò: dalla soglia, come in visita, 
alla Vergine guardava la stella di Natale.

La stella di Natale - Il dottor Živago
Boris Leonidovič Pasternak

10 commenti:

  1. Buona fine di festa e feste a te e grazie per queste belle parole che ci hai offerto.
    sinforosa

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  2. Cara Sciarada, grazie di avere chiuso le festività con questo bellissimo post.
    Ciao e poi auguro buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

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  3. Bellissima poesia ! Ormai anche l'Epifania è passata, buon ritorno alla normalità.

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  4. Facciamo festa è Festa ogni giorno.
    Ci siamo.
    Sempre.
    Un abbraccio Sciarada
    Maurizio

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  5. Tutto concluso con l'Epifania.Restano da sistemare addobbi,presepi,dispensa,la nostra linea,i calendari vecchi e nuovi,le agende..Ma siamo sempre qui pronte per un commento un saluto,a cogliere in imput,a dare e ricevere un consiglio.Ciao Sciarada.

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  6. Grazie Sciarada, Felice Festevole Normalità.

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  7. Grazie di questa bella poesia l'epifania ha saputi ispirare delle belle pagine di letteratura al di là del tempo religioso, auguri di buon anno anche se un po fuori tempo

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  8. Mancano 346 giorni al prossimo Natale... già l'aspetto, qui da te.
    Ciao.

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  9. BUoin ritorno alla "normalità" anche a te!

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