mercoledì 21 dicembre 2016

"Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta."

Fino a questa mattina non mi ero resa conto che la finestra di Monica si sarebbe aperta sul solstizio d'inverno, porta d'entrata di una stagione ostica, fredda, difficile.
Lei poteva realizzare il suo post per la fine del calendario e io come unica data a disposizione avevo il 21 dicembre, una coincidenza. Monica è la mamma del nostro Alessandro e insieme alla sua famiglia dall'anno scorso ha dovuto affrontare una realtà devastante in cui quella sofferenza che, per la sua vastità sfocia anche nel dolore fisico che ti leva il fiato, ha iniziato a muoversi in un inverno infinito. Ale è volato in cielo e loro sono qui nella tempesta.



Ringrazio Sciarada per avermi incluso in questo splendido calendario dell'Avvento, pur sapendo che ne sarei stata la nota stonata.
Ringrazio tutti voi per il pensiero che dedicate ad Alessandro.
Ciao Ambra.


"Venivano da lontano.
Perdute le cose che avevano, le cose che erano.
Era successo tutto troppo in fretta. Lo sapevano che il disastro stava per arrivare ma avevano sperato fino alla fine che non succedesse, che qualcosa cambiasse.
Invece no.
Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta.
Buio dappertutto. Intorno e dentro.
Dopo, il mondo di prima non c'era più.
Non si riconosceva più.
C'erano solo rovine.
E così erano partiti.
Il viaggio era lungo e faticoso.
A volte camminando avevano voglia di ricordare le cose belle come erano state, e allora si fermavano e le guardavano nelle nuvole, e immaginavano di averle ancora.
Ma erano cose fatte di nuvole e dopo un po' si dissolvevano.
A volte erano arrabbiati, tristi, cattivi e avevano solo voglia di dimenticarle le cose belle, di cancellarle come se fossero state scritte sulla lavagna e come se una volta cancellate si potesse smettere di pensarle.
Ma non era così.
A volte i ricordi facevano male pungenti come spine.
A volte invece ci si ricordava solo la rosa e non si pensava alle spine e allora era bello perché era come essere ancora al posto di prima.
A volte quando si addormentavano desideravano non svegliarsi più perché il sonno era un bel posto dove stare: lì dentro sembrava che le cose fossero come prima.
Poi però si svegliavano- ci si sveglia sempre a un certo punto- e faceva più male, più male di prima.
Allora facevano finta di niente e si occupavano delle cose necessarie, come trovare la strada giusta.
Da che parte bisognerà andare?
Sarà questa la direzione?
Arriveremo da qualche parte?
Tenersi occupati in quel modo li aiutava a non pensare. Ma non durava tanto.
È difficile non pensare a lungo.
E quando pensavano si sentivano confusi e persi.
A volte erano stanchi.
Così stanchi che non si reggevano più in piedi e dovevano fermarsi a riposare.
A volte non avevano fame e non avevano sete, ma dovevano costringersi a mangiare e bere.
Non avevano più voglia di giocare, cantare, ridere.
Però si sforzavano, un po' alla volta, perché il viaggio era lungo e bisognava pur far qualcosa mentre si andava.
Qualche volta qualcuno rideva e poi gli dispiaceva di aver riso.
Qualcuno giocava e poi si fermava di colpo e gli dispiaceva di aver giocato.
Avevano cuori pesanti e valigie piccole.
Portavano con sé poche cose, ma preziose.
Cose segrete della vita di prima, quando insieme si stava bene e si era più interi.
Ciascuna valigia era piena di segreti.
Ciascuno la teneva per sé.
Ogni tanto qualcuno apriva la sua piccola valigia e ci guardava dentro.
Non voleva che gli altri vedessero i suoi segreti.
Così poi la richiudeva e ci si sedeva sopra.
Le valigie restavano chiuse.
E loro erano soli.
Insieme ma soli."



Il Natale non è la festa di tutti. Non tutti i Natale sono uguali. Non tutte le mamme o i papà sono uguali, non tutti i bambini sono uguali. 
Ci sono i bambini incantati dalla magia dell'attesa. 
Ci sono quelli che a mani vuote sanno di attendere chi non tornerà più. 
Ci sono mamme che tra le braccia hanno tutto ciò che desiderano e ci sono madonne rabbiose a cui non sarà mai spiegato il senso del sacrificio del proprio figlio. 
Ci sono papà sicuri di poter proteggere i loro bambini e papà a cui è toccato scontrarsi con un destino beffardo che li ha lasciati sconfitti, con un senso di impotenza che li accompagna sempre, non li mollerà più.
Cosa hanno da sperare, cosa da aspettarsi queste solitudini dal Natale? 
Loro non appartengono al Natale. 
Sono controfigure che si muovono incerte nel clima natalizio. Si muovono incerte su tutti i percorsi.
Non appartengono al Natale, non appartengono alla vita.
Non appartieni più al Natale nemmeno tu, che di Natale ne hai visti solo sette.
Hai ancora un regalo nell'armadio, quello che non hai mai fatto in tempo ad aprire. 
Eppure nessuno più di te ha mai capito il vero significato del Natale.
Tu hai sempre saputo del calore di un abbraccio e del potere di un sorriso.
Della forza dell'amore. 
Della capacità di donare, non ho mai conosciuto qualcuno generoso come te.
Della felicità di stare insieme, anche in una stanza di ospedale, ma insieme, noi quattro.
Tu hai avuto sempre tanto da insegnare e noi tanto da imparare.
Tu sei stato ogni giorno il nostro Natale, sei stato ogni giorno il nostro miracolo.
Buon Natale amore mio
Monica


Passo il testimone a Elf2mani di Elfi

15 commenti:

  1. Ciao Monica, non sei una nota stonata, questo calendario è fatto di sentimenti, emozioni e stati d'animo di gente vera come vera è la vita che non ci consente sempre di essere felici e allegri. Tu Marco e la vostra bambina siete in attesa che la sofferenza prenda quella giusta forma che vi permetta di conviverci, in questo siete soli come ognuno di noi lo è, nessuno ha la giusta soluzione da offrire all'altro, ma possiamo e vogliamo partecipare in silenzio con affetto.
    Ti abbraccio forte, vi abbraccio forte.

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  2. A questo bimbo che a Natale è nato al Natale. Alla sua mamma e al suo papà, alla sua sorellina auguro di sentire la sua presenza in ogni campanellino, in ogni luce, in ogni profumo di questa festa che pare stridere fortemente con il travaglio di questo evento.
    Grazie Monica, ti sono grata per avere condiviso anche con una sconosciuta come me questa parte del tuo cuore. Un abbraccio stretto.

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  3. Partecipo al vostro dolore, con sincero affetto e vicinanza,cara Monica.

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  4. Non ho parole. Solo grazie.

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  5. Ed io sono al tuo fianco, a quello di Papo e Claudia.
    Ci sono stata nei tempi piu difficili ed in quelli che non è possibile dimenticare.
    Per ogni Natale e per ogni giorno che vorrete... la mia mano vi accompagnerà.
    Ti voglio bene

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  6. Cara Sciarada, sono passato di qui solo per augurarti un buon Natale, e un felice anno nuovo, con tutto il cuore.
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  7. Buon Natale piccolo tesoro, ovunque tu sia adesso, Buon Natale per ogni sorriso che hai donato, Buon Natale per ogni carezza ricevuta, Buon Natale per tutto l'amore che in dono hai lasciato alla tua famiglia. Buon Natale per i giorni duri che verranno, Buon Natale per l'arcobaleno che un giorno farai splendere in cielo, Buon Natale per chi non ti dimenticherà mai!
    Grazie Monica per aver condiviso con tutti noi il tuo dolore.
    Un abbraccio
    Ofelia

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  8. Ciao Sciarada, se domani hai voglia passa dal mio blog, ti ho nominata per una simpatica iniziativa.
    Ofelia

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  9. Ciao Monica! Un bacio grandissimo!
    Non so dire altro, scusami!

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  10. Non tutti i Natali sono uguali,è vero,e le Sue parole,Monica,belle e profonde lo spiegano bene.Vorrei poter condividere la fatica del viaggio,ripensando allo splendido sorriso di Alessandro,alla sua generosità e maturità.Grazie per aver condiviso i Suoi pensieri,permettendoci di starLe sommessamente vicino.

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  11. Contraccambio di cuore i tuoi auguri con questo mio regalo
    Per riscaldare questa gelida atmosfera, non futili cose e luci sfavillanti, ma una scatola di pace, piena di gioia, avvolta con amore, firmata con un sorriso e inviata con un bacio. Buon Natale!
    Da Tiziano

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  12. Parole belle e profonde, come giustamente sottolinea Chicchina.Purtroppo non tutti i Natali sono uguali.

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  13. Mi unisco all'abbraccio tra quelli senza parole.

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  14. Nessuna nota è mai stonata, a volte diversa, ma non stonata....

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  15. Grazie per la condivisione dei tuoi sentimenti e dell'onda del tuo pensiero. Mi unisco al pensiero di Folletto del Vento: la tua nota contribuisce all'armonia. Un caldo abbraccio.

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