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giovedì 14 maggio 2026

Ascensione, ritorno al Padre

L’Ascensione di Cristo 1460-1464 - Andrea Mantegna - Galleria degli Uffizi - Firenze

L'Ascensione di Cristo 1460-1464 
Andrea Mantegna 
Galleria degli Uffizi - Firenze

La vita umana non è lineare né stabile, né semplice accumulo di esperienze, ma un movimento continuo di inquietudine, attraversamento, disfacimento e ricostruzione. Ogni fase autentica dell'esistenza comporta la perdita della configurazione precedente di sé e l'emergere di una coscienza più unificata e consapevole.
La crisi è una soglia, ciò che la tradizione cristiana riconosce simbolicamente nella Quaresima, tempo in cui l'uomo entra nella sottrazione dell'abbondanza di certezze, delle illusioni di controllo affidate ai pronostici; riconosce la propria frammentazione, e proprio lì inizia a ricercare un sé più profondo e più vero che si compie nella Pasqua, passaggio dalla crisi alla rinascita, in cui la morte di uno schema diventa condizione per la nascita di una forma nuova e più matura.
L'Ascensione di Gesù, che si attua oggi, quaranta giorni dopo la Pasqua e verrà celebrata domenica 17 maggio, completa proprio questo processo che il figlio di Dio ha realizzato pienamente, mostrato e restituito all'uomo come possibilità che conduce a una salvezza concreta che conquista la vita e non la consegna a un destino augurato che decide per lei (Vedi Auguri). 
Cristo che ha preso su di sé il sacrificio, ha indicato la via e l'ha resa percorribile come evoluzione universale dell'esperienza umana, trascende e torna al Padre, in quella dimensione originaria e invisibile da cui ogni percezione capace di elaborare senso proviene, la sua presenza continua attraverso il dono dello Spirito Santo che si effonde nell'interiorità degli esseri umani, liberi di camminare sulle proprie gambe.
Il cristianesimo è la forma attraverso cui si è sviluppata gran parte della nostra idea di persona, coscienza e libertà; siamo nati dentro questa eredità culturale e spirituale che ha preso vita, si è sviluppata e ha vissuto in un crogiuolo di culture del Vicino Oriente antico, del mondo ebraico, greco e romano. In questo spazio condiviso, agli stessi simboli e ai linguaggi che circolavano veniva attribuito un significato diverso nelle differenti matrici spirituali e ciò ha contribuito a convalidare una mentalità collettiva complessa, segnata da conflitti, tensioni, paure e rapporti di potere, giunta fino a noi, nella quale il messaggio cristiano ha trovato resistenze, avanzamenti, retrocessioni e contraddizioni rimanendo ancora oggi un orizzonte non del tutto espresso.

Lieta Ascensione di Cristo!

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giovedì 2 aprile 2026

L'Eucarestia nella Cena Domini del Giovedì Santo

Ultima Cena del Giovedì Santo

Il Giovedì Santo ci invita a entrare dentro un momento in cui il tempo sembra rallentare, l'aria è pregna di sensazioni che si intensificano e di emozioni inquiete che palpitano. Immaginate di trovarvi a Gerusalemmte all'interno di una stanza modesta, illuminata da lampade ad olio che proiettano ombre tremolanti sulle pareti. Il profumo del pane appena sfornato e del vino speziato si mescola a quello del legno antico del tavolo. I discepoli stanchi per il viaggio e immersi in quella familiarità tipica della ritualità pasquale sono raccolti attorno a Gesù che rivela: "Uno di voi mi tradirà." 
Giovanni, accanto al Maestro, sembra cercare conforto nella vicinanza, gli occhi attenti a cogliere ogni parola; Giuda, seduto all'angolo, evita gli sguardi degli altri, un senso di colpa già percepibile nel tremito delle dita; Andrea, fratello di Pietro, abbassa lo sguardo, come se volesse sottrarsi a una verità troppo pesante da affrontare direttamente; Filippo, noto per il suo desiderio di comprensione, apre leggermente la bocca cercando di formulare una domanda che resta sospesa tra timore e curiosità; Bartolomeo/Natanaele, silenzioso, stringe le mani sul tavolo con il corpo teso, Tommaso, scettico e riflessivo, piega leggermente la testa, interrogandosi sulla natura e le implicazioni di quelle parole; Matteo, il pubblicano, sente il peso del peccato e della fragilità umana emergere dentro di sé, percependo la gravità della situazione; Giacomo, figlio di Zebedeo, tende un braccio, forse cercando sostegno in chi gli sta vicino. Giacomo, figlio di Alfeo, resta raccolto, il volto concentrato e silenzioso, assorto nel significato di un gesto che non può ancora comprendere pienamente; Taddeo, curioso e attento, inclina leggermente il busto, cercando di capire chi tra loro potrebbe tradire e cosa significhi per la comunità nascente; Simone il Cananeo, noto per la sua serietà, sembra immobile, osservando attentamente Gesù, pronto a comprendere, ma consapevole della tensione che lo circonda.
Pietro ha la fronte corrugata dall'incredulità, impulsivo e devoto si protende verso Gesù, cercando chiarezza, rompe il silenzio e dice che gli sarà per sempre fedele, non lo abbandonerà, non lo rinnegherà, resterà accanto a lui fino alla fine, ma le sue parole, che hanno il tono di chi vuole resistere, di chi rifiuta anche solo l'idea di una caduta, si infrangono davanti alla risposta: " In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte." (Matteo 26,34)

Ultima Cena del Giovedì Santo

Gesù Cristo prende poi il pane, lo tiene tra le mani, lo benedice e lo spezza e dice "Questo è il mio corpo, che è dato per voi."
Prende il calice. e dice: "Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti."
Nasce così l'Eucarestia, un gesto di dono totale che attraversa i secoli e questa sera alla conclusione della Messa in Cena Domini, l'altare principale si svuota, le luci si attenuano gradualmente, i canti si fanno sommessi come un respiro che accompagna il passaggio dal cenacolo al silenzio del Getsemani. L'Eucaristia consacrata viene portata con cura sull'altare della reposizione fiocamente illuminato dalle lampade e circondato dai Germogli Pasquali*; l'incenso, caldo e intenso, mischiato al profumo del vino rosso, avvolge l'ambiente che ospita la contemplazione, la preghiera che precede la notte della Passione, e nel silenzio sacro ogni cuore è chiamato a percepire l'attesa che prelude al sacrificio e alla promessa di vita nuova.

Germogli Pasquali per l'Altare della Reposizione

Incenso

Vino Rosso mischiato con l'incenso per l'Altare della Reposizione

Candela della Domenica delle Palme da cui si riaccenderanno tutte le altre la Domenica di Pasqua

Candela della Domenica delle Palme da cui si riaccenderanno tutte le altre la Domenica di Pasqua

Germogli Pasquali* = Non sono la maschera dei giardini di Adone

Lieto Giovedì Santo!

Ecco il reel sulle tenebre del Giovedì santo

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mercoledì 1 aprile 2026

Il Pesce d'Aprile del Mercoledì Santo

Candela del Marcoledì Santo - Settimana Santa

Il Mercoledì Santo segna un passaggio, come emerge nel Vangelo secondo Matteo. Non siamo più nel tempo delle parole o delle intenzioni, ciò che era stato annunciato prende forma concreta, è il punto del non ritorno. Il tradimento entra nella storia, Giuda Iscariota lo ha maturato interiormente, il suo recarsi dai capi religiosi introduce una dimensione fredda, quasi amministrativa, si tratta di fatto, di una trattativa e il rapporto personale con Gesù Cristo di fiducia e condivisione viene tradotto in termini di prezzo; i "trenta denari" richiamano la legge antica che nel riferimento biblico rappresentavano il valore di uno schiavo; Gesù viene valutato, ridotto a oggetto di scambio, dalla logica del dono si passa a quella del calcolo. Quanto vale una persona? Quanto vale un legame? Nulla accade ancora pubblicamente, ma tutto è già deciso; è il tempo in cui il cuore viene messo momentaneamente da parte e la testa prende una direzione irreversibile. Gli eventi seguiranno quasi inevitabilmente e il cuore tornerà con un esito drammatico per Giuda.

Croce delle Domeniche di Quaresima - Mercoledì Santo

Il 1° aprile è il giorno degli scherzi, delle illusioni, delle cose che non sono come sembrano, la realtà presentata in modo ingannevole, che poi si rivela diversa in modo paradossale, e il gesto di Giuda contengono dinamiche simili, un'apparenza di normalità in un incontro, in un accordo, nasconde un'altra verità. La differenza è ovvia, il Pesce d'Aprile si risolve in una risata, perché l'inganno è leggero e reversibile mentre il tradimento del Mercoledì Santo, è l’inganno tragico che viene assunto e rivoltato dentro un disegno più grande che sa vincere.

Mercoledì Santo - Nel diffusore foglie di ulivo benedetto

Nel diffusore foglie di ulivo benedetto

Lieto Mercoledì Santo



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martedì 31 marzo 2026

La crisi del Martedì Santo

Candela del Martedì Santo - Settimana Santa

Croce delle Domeniche di Quaresima - Martedì Santo

Il Martedì Santo ci porta dentro una crisi intensa che non riguarda solo gli eventi, ma il cuore stesso della missione di Gesù.
Durante un momento di riunione con i discepoli, Gesù annuncia che uno di loro lo tradirà, lo smarrimento è totale e ognuno si chiede: «Sono forse io?». Proprio nel nucleo più vicino al Messia nasce l'inganno che rivela come nell'uomo ci sia la capacità di ridurre l'amore a qualcosa di utile, di calcolabile. L'atto di consegnare Gesù genera una frattura, il rapporto con il sacro smette di essere relazione e diventa possesso, interesse, si trasforma e si corrompe. Giuda incarna un potere decisionale che si chiude su sé stesso, il suo gesto è una crisi della libertà, il bene viene piegato alla misura dell'interesse, con ripercussioni concrete, che provocano una ferita profonda.
Gesù predice anche il rinnegamento di Pietro, la sua caduta non nasce da un progetto, ma dalla paura, è un uomo sincero, impulsivo, generoso e proprio per questo fragile. Se Giuda rappresenta la rottura consapevole, Pietro rappresenta la fragilità umana; è il simbolo di chi ama davvero, ma non regge la pressione; qui la crisi è quella dell'identità che segna il divario tra ciò che si promette e ciò che si riesce a vivere quando il rischio diventa reale; lui non si riconosce come discepolo nel momento in cui questo comporta delle conseguenze, per questo la sua figura è universale e mostra che il fallimento non è sempre un rifiuto, ma spesso una debolezza.
In questo quadro si inserisce anche la cacciata dei mercanti dal Tempio che si svolge nei giorni della Passione, apre un altro livello di lettura ed entra nella dimensione istituzionale e religiosa. Il Tempio, che dovrebbe essere il luogo dell'incontro con Dio, è diventato uno spazio di scambio e di controllo. Quando Gesù scaccia i mercanti denuncia una religione che ha perso il suo centro, la crisi è strutturale, riguarda il modo in cui il sacro viene organizzato e gestito, la fede si è svuotata e l'imposizione ha preso il posto della relazione.
Dai racconti evangelici che vengono ricordati il Martedì Santo emerge dunque una struttura straordinariamente raffinata per cui il tradimento consegna Gesù, il rinnegamento lo lascia solo e il conflitto con il Tempio lo condanna. Tre situazioni diverse che rivelano il volto negativo dell'uomo, ma che trovano la loro risoluzione attraverso la giustizia; Pietro mostra la sua fragilità per paura e su questa vulnerabilità umana va a fondarsi la Chiesa. Giuda tradisce per denaro, incarna l'azione deliberata, il suo gesto lo porta a uno strappo tanto devastante che non riesce a reggerne il peso. Il Tempio, smarrito nella sua funzione, viene ricondotto alla verità attraverso la cacciata dei mercanti.
Gesù dunque prende su di sé il male del mondo, lo smaschera, lo mette a nudo e lo colpisce e in un ultimo passaggio lo affronta con la misericordia non lasciandogli l'ultima parola, lo supera e lo vince permettendo il compiersi della sua venuta e del disegno divino.

Martedì Santo - Nel diffusore foglie di ulivo benedetto

Nel diffusore foglie di ulivo benedetto

Lieto Martedì Santo


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lunedì 30 marzo 2026

L'Unzione del Lunedì Santo

Candela del Lunedì Santo - Settimana Santa

Croce delle Domeniche di Quaresima - Lunedì Santo

A sei giorni dalla Pasqua il Lunedì Santo ci conduce a Betania, un villaggio alle porte di Gerusalemme, entriamo nella casa di Marta, Maria e Lazzaro, un luogo di amicizia e accoglienza, in netto contrasto con l'ostilità crescente che circonda Gesù. Durante la cena, nella semplicità di un momento condiviso, accade qualcosa che cambia il senso di ciò che si sta vivendo. Maria si avvicina portando con sé un profumo prezioso, nardo puro, lo versa sui piedi di Gesù e poi li asciuga con i suoi capelli, l'essenza si diffonde in tutta la casa, e trasforma quell'istante in un'esperienza che coinvolge tutti. Nella cultura del tempo l'unzione è un segno di onore e ospitalità, ma appartiene anche all'atto della sepoltura in cui con rispetto e amore si prepara il corpo per l'ultimo passaggio, ed è questo che Maria coglie, il tempo di Gesù sta per compiersi. Giuda, seguendo una logica sensata, ma incapace di andare oltre e di riconoscere ciò che non si può ridurre a calcolo, osserva: «Perché quest’olio profumato non si é venduto per trecento danari per poi darli ai poveri?» (Giovanni 12,5). Gesù, sa che Maria ha intuito e dice: «Lasciala fare,ha fatto questo in vista della mia sepoltura... » (Giovanni 12,7).

Lunedì Santo - Nel diffusore foglie di ulivo benedetto

Nel diffusore foglie di ulivo benedetto


Lieto Lunedì Santo


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