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mercoledì 16 novembre 2011

Musica che uccide ...

Strumento musicale importato illegalmente, costruito con il carapace della Testudo Kleinmanni Werneri

Strumento musicale importato illegalmente e sequestrato perché costruito con il carapace della Testudo Kleinmanni Werneri ormai quasi estinta in natura. 
Il Bioparco di Roma oltre allo zoo di Gerusalemme è l'unica struttura a livello internazionale che ospita questa specie in via di estinzione e ha avviato, con la cooperazione di altri zoo, un progetto di studio genetico, morfologico e di riproduzione in cattività che ha lo scopo del rilascio in natura degli individui procreati.

domenica 21 agosto 2011

La danza spezzata del cobra

Cobra imbalsamato - Bioparco di Roma

Cobra imbalsamato, commerciato illegalmente, requisito e custodito al Bioparco di Roma

martedì 5 luglio 2011

Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

" ... Intanto si andava innanzi; bisognò passare a guado diversi fiumi, e non senza qualche pericolo, perchè erano infestati da caimani lunghi da quindici a diciotto piedi ... "

Dalla terra alla luna
Jules Verne


Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

Il " Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801 "- dal greco antico " palaios " che significa " antico " più " suchus " che significa " coccodrillo " e in riferimento alla forma della testa da " trigonos " che significa " tre punte " più il suffisso latino " recchi " che significa " dotato ", è comumente conosciuto con il nome di " Caimano nano di Schneider ".

Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

È del Sud America, vive in natura in Amazzonia, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela, in ambienti fino a 1300 metri di altitudine, che si trovano prevalentemente lungo corsi d'acqua dolce non particolarmente profondi, ma a volte può trovare rifugio in cunicoli sotterranei.

Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

Si sposta generalmente di notte per pattugliare il territorio o per procacciarsi il cibo, gli adulti si nutrono di lucertole, porcospini, serpenti, uccelli, mentre i piccoli di piccoli invertebrati.

Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

Il colore del manto è bruno con sfumature verdastre, non ha l'infra orbitale, una cresta ossea necessaria per rafforzare il cranio e le dimensioni che riesce a raggiungere variano tra 1,7 e 2, 3 metri di lunghezza, eccezionalmente 2,6 .

Paleosuchus Trigonatus Schneider 1801

Si riproduce tra i 10 e i 20 anni, quando le femmine hanno raggiunto 1, 3 metri di lunghezza e i maschi 1,4; le femmine all'inizio delle piogge autunnali costruiscono i loro nidi tumulo possibilmente vicino a dei termitai per fargli assorbire il calore che essi rilasciano, necessario per una corretta l'incubazione, qui depongono dalle 10 alle 20 uova che si schiuderanno dopo 115 giorni.

lunedì 16 maggio 2011

Tonico di Cobra

Bottiglia che contiene Tonico di Cobra

Sangue di cobra, bile di cobra, pene di cobra, midollo di cobra, fegato di cobra, vino; questi sono gli ingredienti per curare i reumatismi e le lombaggini.

Questa bottiglia, commerciata illegalmente e requisita é custodita al Bioparco di Roma.

mercoledì 2 marzo 2011

Elaphe quatuorlineata Lacépède, 1789

Il nome scientifico del "cervone", il più lungo serpente italiano e tra i più lunghi d'Europa, deriva dalle quattro linee longitudinali che ha sul corpo, la sua lunghezza si aggira tra un minimo di ottanta centimetri e un massimo di duecentoquaranta centimetri, ma in linea di massima quella più diffusa è quella intermedia di centosessanta centimetri.


In natura oltre che in Italia e nell'Europa sudorientale lo si può trovare anche in Asia Minore; predilige i climi caldi e umidi intorno ai ventiquattro - trentaquattro gradi Celsius e ambienti soleggiati che non superano mai i mille metri di altitudine sopra il livello del mare a vegetazione diradata in cui siano presenti delle sassaie, quindi possiamo certamente dire che la macchia mediterranea è la sua casa ideale. In inverno si rifugia in tane scavate da altri animali e abbandonate, può farlo solo, con altri cervoni o con i saettoni che sono serpenti che appartengono alla sua stessa famiglia che è quella dei "colubridi".


È un serpente prettamente diurno, un buon nuotatore se necessario e si sposta con moderata velocità prevalentemente a terra, può agilmente muoversi pure sugli arbusti grazie anche alla sua coda prensile sulla quale fa forza per raggiungere i rami che stanno anche ad oltre un metro di distanza. Si nutre di arvicole, conigli, donnole, lucertole toporagni, topi, scoiattoli, uccelli e uova, stringe le vittime tra le sue spire soffocandoli e poi li ingurgita, le uova invece le inghiotte intere per poi romperle con i muscoli del tronco.


Si riproduce generalmente tra aprile e giugno accoppiandosi per tre - cinque ore; la femmina dopo quaranta - cinquanta giorni depone dalle tre alle diciotto uova dal guscio bianco e morbido che si indurisce lievemente venendo a contatto con l'aria, per i primi tre - cinque giorni possono essere protette dal corpo della femmina o dalla sua exuvia ( la muta ), dopo un'incubazione di quarantacinque - sessantacinque giorni nascono i piccoli che hanno una lunghezza che varia tra i trenta e i quaranta centimetri e compiono la loro prima muta entro i primi sette giorni, le mute procedono poi nel corso dei primi due - tre anni una volta al mese, due volte al mese in estate, raggiunto il quarto anno di età la crescita rallenta per cui gli adulti mutano due - tre volte l'anno.
In cattività può oltrepassare i vent'anni di vita. 

Una leggenda popolare attribuisce al cervone anche il nome di "pasturavacche" perché si credeva che per procurarsi il latte delle capre o delle mucche di cui era ghiotto si attaccava alle mammelle di questi animali.

© Sciarada Sciaranti

domenica 6 febbraio 2011

Coralli e conchiglie

" ... i coralli sono le più nobili piante del sommerso del mondo oceanico, sono le rose delle capricciose dee marine, tanto ricche di forme e di colori quanto i capricci di queste stesse dee... "

Il mercante di coralli - Il Leviatano
Joseph Roth



" - Ghigo: Ehi ehi ragazzi! Guardate! Guardate che bella questa conchiglia! Dove l'hai trovata? Ma fai la collezione? 
- Bulldozer: No, per fortuna mia la fanno gli altri. 
- Ghigo: Ah! E quanto può valere? 
- Bulldozer: Eh parecchio, perciò attento a non romperla. 
- Ghigo: Oh e chi te la rompe, io la guardo e basta. Con quello che vale, ci mancherebbe altro! È un pezzo raro! " 

Dal film: Lo chiamavano Bulldozer



Coralli e conchiglie sequestrati perché commerciati illegalmente.

martedì 25 gennaio 2011

Geochelone radiata Shaw 1802

" Geochelone radiata Shaw 1802 " è la nomenclatura binomiale ( il nome scientifico universalmente riconosciuto di una specie, composto dal nome di genere della specie e da un nome specifico che caratterizza la specie distinguendola dalle altre appartenenti allo stesso genere, l'iniziale del nome di genere si scrive in maiuscolo, il nome specifico in minuscolo ed entrambi in corsivo), che indica la " Testuggine raggiata " così chiamata per la colorazione del suo carapace su cui sembrano disegnati dei raggi. 
Viene chiamata anche: " Testudo radiata Shaw 1802 " e " Astrochelys radiata Shaw 1802 " 

Dal Madagascar sua terra d'origine è stata portata dall'uomo anche sulle isole Mauritius e Réunion.
E' terricola con abitudini diurne, fitofora e frugivora, si nutre al 90% di erbe a cui aggiunge frutta e piante succulente. 
Il maschio adulto può arrivare a 40 centimetri di lunghezza e a pesare 20 kg, la femmina adulta può arrivare a 30 centimetri di lunghezza e a pesare 15 kg, raggiungono la maturità sessuale quando il carapace del maschio arriva ai 30 centimetri di lunghezza e quello della femmina ai 33 centimetri e si riproducono dopo il periodo delle piogge, la femmina in una buca profonda 30 centimetri depone dalle 3 alle 12 uova che si dischiudono dopo un incubazione che varia dai 145 ai 230 giorni e nel corso di un anno può deporre uova anche per sei volte. L'aspettativa di vita media della specie si aggira intorno ai 100 anni.




Sembra che James Cook portò in dono nel 1773 alla regina del Tonga un esemplare di questa specie chiamato Tui Malla " che visse fino al 1965 e che è attualmente conservato al museo di Auckland in Nuova Zelanda.


© Sciarada Sciaranti

lunedì 22 novembre 2010

Osteolaemus tretraspis

Osteolaemus tretraspis, da " osteolaemus - gola di osso " e " tretraspis - quattro scudi " riferito alle quattro placche ossee che si trovano sotto le placche cornee del collo, è il nome scientifico che indica il coccodrillo nano africano.


Ha come caratteristica principale proprio le placche ossee distribuite sulla schiena, sulla coda e sull'addome; gli esemplari maschi raggiungono una lunghezza massima di 1,9 metri mentre gli esemplari femmine 1,6 metri.


La livrea, cambia con il cambiare dell'età, negli esemplari più giovani è parecchio vivace, sul dorso si distinguono delle strisce giallo - rosa su un manto nero e sulla pancia delle macchie gialle e nere, negli esemplari adulti la vivacità dei colori lascia il posto ad un manto nero. Il muso di questa specie è molto tozzo e rivolto verso l'alto e le palpebre si sono evolute in rivestimenti quasi completamente ossei.
Allo stato libero, il coccodrillo nano vive nelle acque stagnanti, nei fiumi in cui lo scorrere dell'acqua non è impetuoso e nelle foreste pluviali, qui preda, quasi sempre di notte, pesci, crostacei, anfibi e rettili le cui dimensioni non siano eccessive. Vive in solitudine tranne il periodo dell'accoppiamento dopo il quale vengono deposte, in un nido "a collina", circa 20 uova da cui dopo 85 - 105 giorni di incubazione nascono, solitamente tra maggio e giugno, dei piccoli coccodrilli lunghi circa 28 centimetri. 

Il coccodrillo nano africano rappresenta una fonte di cibo per le popolazioni locali.

© Sciarada Sciaranti

lunedì 18 ottobre 2010

Zor-aphé a pranzo

" ... Come si sa, le giraffe sono i più strani quadrupedi che si conoscano. Più alte davanti che di dietro, misurano quattro metri e anche più nella parte anteriore e solamente tre nella posteriore.
Hanno il collo lunghissimo, sottile, leggermente arcuato; la testa, piccola, con gli orecchi da bue e gli occhi da cavallo, è sormontata da due piccole prominenze ossee.
La coda loro, sottile e lunga, termina in un fiocco di crino; il pelo è liscio, d'un color giallastro sparso di macchie grandi e scure.
Vivono per lo più in gruppi numerosi e sono così veloci che un cavallo difficilmente riesce a seguirle ... "

La giraffa bianca

Emilio Salgari









giovedì 16 settembre 2010

Zor-aphé

Dall'egiziano "zor-aphé" deriva l'arabo "zarrâfah" che viene tradotto in italiano "giraffa"


Le giraffe maschio misurano da 3 a 3,6 metri al garrese, 5,5 metri fino alle corna e arrivano a pesare tra gli otto quintali e 1.930 chilogrammi, le femmine sono leggermente più basse misurano tra i 4 e i 4,5 metri e pesano tra i 500 e i 1.180 chilogrammi.


I maschi che vivono in gruppi separati rispetto alle femmine e ai piccoli, per stabilire la gerarchia sociale, si scontrano dandosi dei colpi piuttosto forti sul collo, questo tipo di comportamento prende il nome di "necking" ed assume anche un carattere sessuale in quanto i due contendenti durante lo scontro possono avere un rapporto omosessuale .



Le giraffe si accoppiano generalmente tra luglio e settembre, dopo aver raggiunto i tre anni di età,



dopo una gestazione di circa 14, 16, mesi nasce solitamente un unico cucciolo.



Le giraffe si nutrono delle foglie degli alberi e in modo particolare delle foglie degli alberi di acacia, le cui spine non rappresentano un problema grazie alla loro lunga e muscolosa lingua blu.



1 curiosità: le giraffe maschio mangiano con la testa alzata, mentre le giraffe femmina mangiano con la testa piegata per evitare liti tra loro.
2 curiosità: il mantello delle giraffe è un segno distintivo perché non ne esistono due uguali come le impronte digitali per gli esseri umani.


© Sciarada Sciaranti

martedì 10 agosto 2010

Bos Javanicus




" ... Insetti e banteng, fate e streghe - chi era il bene e chi era il male? Tutto era molto più sgradevole e difficile da organizzare di quanto immaginassero. I nervi di Quentin erano sconvolti e lui continuava a toccarsi l'addome dietro il maglione, dove la freccia l'aveva colpito. Cos'è questa cosa, adesso gli insetti combattono i mammiferi? Altrimenti, perché una cavalletta adora un banteng? L'elfo disse che questa non era la loro guerra. Forse aveva ragione ... "

I maghi
Lev Grossman
Liberamente tradotto da me medesima


Bos Javanicus è il nome latino del banteng, chiamato anche tembadau è originario del sud-est asiatico e aiuta gli uomini nei lavori agricoli.


Allo stato libero, vive nelle foreste e giungle di bambù, solitamente in mandrie di circa 40 elementi. 


Il capo branco si accoppia con tutte le femmine mentre gli altri maschi vivono in gruppi di scapoli o in modo solitario, la gestazione dura 9 mesi da cui nasce un solo piccolo in grado di camminare già alcuni minuti dopo l'espulsione.


Le femmine hanno un mantello nocciola e delle piccole corna, i maschi invece hanno un mantello scuro e sulla testa una placca che si sviluppa in due possenti corna.

© Sciarada Sciaranti

giovedì 5 agosto 2010

Vita nei fondali rocciosi

" ... si pescava in profondità su crepaccio fondali rocciosi dove non si voleva correre il rischio di perdere un'ancora. « Non riesco a trovare nulla » disse lui. Aveva una fifa del diavolo a starsene laggiù col signor Sing ... "


Avere e non avere
Ernest Hemingway
Traduzione Vincenzo Mantovani












Acquario del Bioparco di Roma

lunedì 26 luglio 2010

Ippopotamos

" ... Sugli isolotti sabbiosi sonnecchiavano pacificamente colossali ippopotami, grossi più dei rinoceronti, con testa enorme, muso assai rigonfio, nari larghe e sporgenti, gambe brevissime ma grossissime e la pelle cosparsa di rade setole e così grossa da sfidare le palle di fucile.
Alcuni di quei mostri talvolta si tuffavano con un fragore formidabile, portando sulla schiena i loro piccini grandi quasi quanto un bue e ricomparendo poco dopo nitrendo come cavalli ... "


La favorita del Mahdi
Emilio Salgari

L'ippopotamo anfibio, dal greco ἱππος e πόταμος - ippopotamos " " cavallo di fiume " è un mammifero erbivoro di origine africana che per dimensioni è più piccolo solo dell'elefante africano e del rinoceronte.


È lungo di media 3,30 - 3,75 metri, 



Alto dal garrese 1,50 metri, il peso si aggira tra 1,4 e 3 tonnellate.


Ha bisogno di circa 40 chilogrammi di erba fresca al giorno che corrisponde all'1 - 1,5 per cento del suo peso e in proporzione non è tanto. 
La pelle è priva di peli a parte le vibrisse sul muso per un uso tattile e dei peli rigidi sulla coda.
I maschi della specie si riproducono tra i 6 e i 13 anni, le femmine tra i 7 e 15 e i cuccioli che nascono dopo 8 mesi di gestazione, solitamente tra febbraio e agosto durante il periodo delle piogge, hanno bisogno di un anno di allattamento.



L'ippopotamo compare tra le divinità egiziane con il nome di " Tueret " - " Grande femmina della terra ", viene rappresentata con il corpo di una donna gravida e il muso di ippopotamo e protegge le donne in gravidanza.



© Sciarada Sciaranti
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