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domenica 29 marzo 2026

La Croce nella Domenica Sesta di Quaresima

Candela della Domenica delle Palme

Immaginate la strada selciata di una città antica in festa, affollata di persone che esultano e agitano rami di palma; le voci si intrecciano, i passi si accalcano, i bambini corrono avanti e indietro stringendo questi rami troppo grandi per le loro mani; qualcuno sale sui gradini, qualcun altro si sporge dalle finestre. Tutti guardano nella stessa direzione in un'atmosfera vibrante di gioia e aspettativa, ma lì nell'ombra c'è un percorso che sappiamo esser lastricato di difficoltà. 

Rami di Palme e Ulivi benedetti per la Domenica delle Palme

Rami di Palme e Ulivi benedetti per la Domenica delle Palme

Siamo nella Domenica Sesta di Quaresima, la cosidetta Domenica delle Palme che annuncia la Settimana di Passione. Consapevole del cammino che lo attende vediamo Gesù entrare a Gerusalemme nei giorni della Pesach ebraica che celebra la liberazione del popolo d'Israele dalla cattività egizia, e che prenderà un senso nuovo nella Pasqua cristiana.

Croce delle Domeniche di Quaresima

Croce delle Domeniche di Quaresima

La città è viva e traboccante, i pellegrini arrivano da ogni parte, portando con sé speranze e preghiere; l'ingresso del Messia, su un umile asino contrasta la portata visiva dei cavalli rampanti dei potenti, lo mostra come un re diverso e genera l'entusiasmo popolare. La folla lo riconosce, lo acclama, stende mantelli, scuote in aria le fronde simbolo di vittoria, gioia, trionfo, gridano "Osanna", molti  attendono un liberatore politico, qualcuno che spezzi il giogo romano, ma lui invece, sta per rivelare un'altra forma di liberazione, più profonda e importante, che penetra attraverso la croce, già lì, ma ancora nascosta; simbolo del dolore che segna ogni passo di chi la porta sta per cambiare significato, da strumento di condanna e peso imposto, diventa una scelta accolta, parla di sacrificio che diventa dono, di rinuncia che diventa generosità, di sofferenza che si trasforma in speranza, di amore totale entro il quale il deserto, l'acqua, la luce, la vita,  trovano compimento sulla strada che porta alla Risurrezione.

Domenica delle Palmae - Nel diffusore foglie di ulivo

Nel diffusore foglie di ulivo

Lieta Domenica delle Palme


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domenica 22 marzo 2026

La Vita nella Domenica Quinta di Quaresima

Candela della Domenica Quinta di Quaresima

Immaginate una stanza buia in cui il tempo sembra fermarsi. L'aria è pesante, ogni rumore lontano, e il cuore serrato come una finestra chiusa, rimane immobile, tanto da dare la sensazione di spegnersi. Ci sono momenti in cui anche la vita, così preziosa, appare fragile, sospesa tra attesa e timore come un filo sottile che vibra al minimo soffio e rischia di spezzarsi; si osserva senza slancio o emozione; si respira per abitudine senza assaporare la pienezza dell'aria.
Questa, forse, è la forma più nascosta della "morte in vita", quando qualcosa dentro di noi si affievolisce lentamente. Non tutto sparisce, ma si attenuano il desiderio, la speranza, la capacità di lasciarsi toccare, eppure sotto la superficie, resta un piccolo seme invisibile, indifeso, ma ancora vitale e bisognoso di cura che vuole un soffio gentile per germogliare.

Croce delle Domeniche di Quaresima

La Domenica Quinta di Quaresima ci conduce in questo spazio interiore per addentrarci nella penombra, esplorare i nostri angoli più silenziosi e tornare a riaprire le finestre della nostra stanza. Ci invita a riconoscere ciò che in noi è immobile, trattenuto, nascosto e ad avere il coraggio di chiamarlo per nome.
Ogni gesto di attenzione, ogni ascolto sincero è come un raggio che penetra tra le fessure, diventa un varco di speranza, ridimensiona il timore, apre spiragli inattesi, e permette di ritrovare il coraggio di muoversi di nuovo verso la vita.

Velatio Crucis

Velatio Crucis

Gesù si ferma davanti a una tomba, davanti a una storia che sembra ormai conclusa. E lì chiama: «Lazzaro, vieni fuori!». È un miracolo, una rivelazione, è la voce che raggiunge le nostre chiusure interiori, le nostre ansie, le nostre "morti interiori". Lazzaro esce, ancora avvolto nei sudari, vivo ma non ancora completamente libero. La vita che ci viene restituita non cancella tutto di colpo, ma ci rimette in cammino, ci ricongiunge con la luce, ci affida a relazioni e gesti che dissolvono ciò che ancora ci trattiene. Il miracolo di Lazzaro ci ricorda che la risurrezione non è solo un evento straordinario nel passato, è il segno che anche la vita più nascosta può rifiorire se accogliamo la voce che ci chiama per nome. Come Lazzaro, possiamo uscire dalle nostre "tombe" interiori, ancora avvolti dalle paure e dai pesi, ma in cammino verso una liberazione progressiva. La vita nuova si manifesta nelle relazioni, nella cura reciproca, e nella fiducia che anche nei momenti più oscuri qualcosa può tornare a fiorire.

Domenica Quinta di Quaresima - Nel diffusore fiori di zagara

Nel diffusore fiori di zagara caduti

Lieta Domenica Quinta di Quaresima


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domenica 15 marzo 2026

La Luce nella Domenica Quarta di Quaresima

Candela della Domenica Quarta di Quaresima

Immaginate di camminare avviluppati nella notte più oscura. L'aria fresca è attraversata da suoni che sfiorano l'udito senza rivelarsi del tutto. Le linee si dissolvono, i contorni svaniscono, ciò che ci circonda perde consistenza e il conosciuto si eclissa. I nostri passi sono disorientati e diventano esitanti, le mani si protendono in avanti e annaspano nel vuoto per evitare gli ostacoli che non riusciamo a vedere.
La notte è parte dell'esperienza che attraversa la vita dell’uomo, prepara e custodisce l'incubazione del comprensibile, e rende possibile la manifestazione del visibile.
Arriva l'alba, il cielo comincia a schiarirsi e la luce si diffonde poco alla volta, compaiono i primi lievi riflessi, poi il mondo inizia a ricomporsi, i colori tenui ritrovano vita, ciò che prima era indistinto esce dall'ombra, prende forma e contenuto. I sentieri diventano riconoscibili, l'orizzonte si apre davanti a noi e ritorniamo a orientarci.

La Rosa D'Oro della Domenica Quarta di Quaresima

La Rosa D'Oro della Domenica Quarta di Quaresima
 
Nella Domenica Quarta di Quaresima incontriamo la luce che cresce nella notte dell'esistenza umana e avvolge il cieco nato, ipovedente dalla nascita; non chiede nulla, non invoca alcun miracolo, è Gesù Cristo a muoversi, oltrepassa le regole formali del sabato, giorno sacro in cui la legge ebraica proibisce alcune attività; mescola la terra con la saliva, forma il fango che applica sugli occhi del cieco, richiama alla memoria il gesto della creazione dell'uomo raccontata nel Libro della Genesi, e a chi non ha mai visto dona una vita nuova; gli dice di andare a lavarsi nella Piscina di Siloe dove l'acqua diventa segno di purificazione e di rinascita, passaggio dalle tenebre alla luce e cenno al battesimo.

Croce delle Domeniche di Quaresima

Croce delle Domeniche di Quaresima

Nel racconto si sviluppa anche un cammino di fede, il cieco guarito cambia progressivamente il modo di rivolgersi a Gesù, se all'inizio lo chiama semplicemente "uomo" poi lo definisce "profeta" e infine, quando lo incontra di nuovo si apre alla fede e lo riconosce come "Signore"; la sua comprensione cresce passo dopo passo come la luce che diventa sempre più intensa. I farisei in qualità di autorità religiose, interrogano l'uomo che ha acquisto la vista, cercano di mettere in dubbio il miracolo, più indagano, più cercano di difendere le loro certezze e il risultato è paradossale, mentre colui che era cieco arriva a vedere, chi si considera guida spirituale rifiuta di riconoscere ciò che è accaduto. La vera cecità non è quella degli occhi, ma quella del cuore e l'atteggiamento di chi pensa di possedere già la verità e non è più disposto a cambiare. La storia del cieco nato diventa allora un invito per ogni persona, la luce non illumina tutto in un istante, spesso cresce lentamente come l'alba, ma quando entra nella vita la rinnova e ciò che prima era incomprensibile acquista senso.

Domenica Quarta di Quaresima - Nel diffusore petali di rosa

 Nel diffusore petali di rosa

Lieta Domenica Quarta di Quaresima


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domenica 8 marzo 2026

L'Identità nella Domenica Terza di Quaresima

Candela della Domenica Terza di Quaresima

Immaginate di camminare in un bosco, sotto i nostri piedi affondano le radici invisibili degli alberi, tenaci e intrecciate nel buio della terra; attorno pulsa un crogiuolo di vita, ogni creatura ha il suo posto e a volte capita di incontrarsi o di scontrarsi sullo stesso sentiero. In mezzo a questa trama vivente percepiamo qualcosa di più profondo in cui nulla si muove da solo; tutto è legato da fili antichi che precedono i nostri passi e che, in qualche modo, li sostengono, sono le matrici dell'appartenenza.

Croce delle Domeniche di Quaresima

Croce delle Domeniche di Quaresima

Da qui nasce l'identità, un porto sicuro che allo stesso tempo è una responsabilità, essere parte di una storia più grande significa scegliere ogni giorno chi vogliamo essere e come vogliamo vivere ed è così che entriamo nella Domenica Terza di Quaresima del rito ambrosiano nella quale Gesù ricorda che non basta dire: "Abbiamo Abramo per padre"; essere figli di Abramo significa fidarsi, camminare, credere alla promessa e fare scelte che rispecchiano quella fiducia.
Questa identità vera e concreta si incrocia con la storia della Samaritana che abbiamo raccontato nella Domenica Seconda del rito ambrosiano e che in quello romano si svela oggi, una donna senza nome che, come abbiamo visto, per evitare gli sguardi e i giudizi altrui, attinge l'acqua a mezzogiorno quando gli altri non ci sono, ha una storia complicata, cinque mariti, relazioni spezzate, una convivenza che non trova un riconoscimento ufficiale; al pozzo, luogo biblico degli incontri che cambiano la vita, luogo dove Dio apre le storie nuove, incontra Gesù che non la evita, come ci si aspetterebbe da un giudeo che si imbatte in chi gli è ostile, non la giudica, non la riduce al suo passato; le chiede da bere, le parla, l'ascolta, le restituisce dignità e piano piano, mentre le rivela la sua verità, la donna scopre che la sua identità non deve essere definita dagli errori, dai giudizi o dalle etichette, ma semplicemente va riconosciuta e amata.
Lei lascia la brocca, ciò per cui era andata al pozzo, l'acqua quotidiana, il bisogno materiale, l'iter di una vita segnata dalla fatica e dalla diffidenza degli altri. Dopo l'incontro con Gesù, quella necessità non è più il centro della sua vita, corre in città e diventa annunciatrice dell'arrivo del Messia; da emarginata diventa voce, da marchiata diventa persona che riscopre la sua identità che rinasce dentro una storia ferita.

«La donna intanto lasciò la sua brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto…"» 

Giovanni 4,28

Grano benedetto per la preparazione dei Germogli Pasquali

Grano benedetto per la preparazione dei Germogli Pasquali

Gesù non la sceglie per convenienza, non è un'eroina, non è potente né influente, è una donna del popolo colpita dalla vita e dalla sua stessa gente; neanche i discepoli inizialmente capiscono il perchè di questa confidenza offerta a una donna che appartiene a un popolo avversario dei giudei, ma Gesù è un rivoluzianario, rompe gli schemi culturali e incrina la mentalità del tempo che relega le donne ai margini della parola, della fiducia e non da alla loro testimonianza alcun valore giuridico. A una donna dagli usi e costumi stranieri, segnata dal giudizio sociale, affida uno dei primi annunci della sua presenza, la libera dal giogo in cui è costretta.
Gesù nei momenti cruciali della sua vita sceglie sempre le donne, le accoglie, le ascolta, dialoga con loro e ne rispetta l'identità, quando altri, ieri come oggi, pensano di sottometterle come bestie da soma di proprietà, di dirigerle con il bastone o con la frusta affinchè vadano dove fa più comodo e in questa Giornata Internazionale della Donna lo voglio ricordare.

Giornata Internazionale della Donna

Dono dell'Associazione di volontariato per il supporto ai malati oncologici

Lieta Giornata Internazionale della Donna e lieta Domenica Terza di Quaresima


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