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mercoledì 25 dicembre 2024

La mensa di Natale

Nanna ha dovuto fare i conti con il suo destino, ma alla fine si è lasciata il peggio alle spalle.

" ... L'indomani era una benedizione vedere tutta quella gente alla mensa di Natale. Rosetta vezzeggiava il suo ispido uomo come se lo avesse sposato allora. I vecchi erano felici di maritare la figliola. Pacifico, lasciamo stare. Era sempre a guardare Nanna colla bocca aperta, e tratto tratto le diceva:
- Dunque sarete la mia massaia? Demonio di ragazza! Se vi siete fatta sospirare! Il letto è pronto; quand'è che comincerete a scodellare la minestra a casa mia? - Ed altre espansioni rustiche in cui metteva tutta l'anima, pover'uomo, come i loro sposi, mie belle lettrici, in un verso sentimentale.
Gaudenzio c'era anche lui; era andato al mattino a dar il buon Natale per sentire cosa ne era stato del fiore d'argento, e Rosetta l'aveva persuaso facilmente. A conti fatti non era una passione di quelle che logorano il cuore, la sua. Aveva un capriccio per quella bella sposa; ma l'idea di sposare quel gioiello di bimba, ed innamorata poi che lo lasciava traspirare da tutti i pori, gli andò a sangue; e fu un affare concluso; tanto piú che Rosetta lo assicurò d'essere stata a sedici anni sottile come un gambo di canape. Tutta quella floridezza le era piovuta intorno dai diciassette ai diciotto. Egli si figurava la sua sposina fra un anno triplicata almeno, ed era contento, e si dondolava più che mai, e si metteva il cappello tanto sull'orecchio che era un prodigio. E Lucia era in estasi dall'ammirazione, saltava di gioia, e trionfava col suo bel fiore d'argento nei cappelli bruni. Ed esclamava contemplando il ciuffo spropositato del suo sposo:
- L'avevo capito da un pezzo io, che parlavate sempre con Rosetta di me, e che mi volevate dare il fiore d'argento. Oh! Se l'avevo capito!
Povero cuore innocente! Non sapeva sotto che tempeste era cresciuto il suo fiore di ceppo. "

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi

Candela di Natale

Candela di Natale

Lanterna di Natale

Questa è la lanterna che mi ha regalato la mia Sorellina per custodire la candela di Natale che riuscirete a vedere posizionata solo nel reel perché mi sono dimenticata di fare la foto

Diffusore con scorze di cedro

Diffusore con scorze di cedro

Presepe 2024

Lieto Natale!


martedì 24 dicembre 2024

Gli zoccoli della Vigilia di Natale

Eccoci giunti alla ventriquattresima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima con la quale conosceremo la tradizione del novarese di porre alla finestra gli zoccoli per la strenna della notte più coinvolgente e più bella dell'anno in cui nasce Gesù Cristo.
Abbiamo vissuto l'Avvento grazie alla vostra immensa disponibilità, come ogni anno è stato bellissimo seguirvi giorno dopo giorno per fare un tuffo nelle storie, nelle poesie, nelle riflessioni e nei gochi che ci avete proposto e che ci hanno arricchito con infinito amore.
Ragazze e ragazzi, avete superato anche le vostre difficoltà per esserci, avete dedicato il vostro tempo più prezioso a questo cammino e io vi ringrazio dal più profondo del cuore.

Sciarada

24 dicembre - Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima

Siamo alla resa dei conti e Nanna è a un solo passo dalla sua rivincita, ma, quando si trova faccia a faccia con il dolore del fratello Pietro le si apre il cuore e fa un'inversione di marcia che risolve la situazione per tutti: 

Golconda

" ... La vigilia di Natale, Nanna disse a Maddalena:
- Mamma, me la lasciate fare a me la torta per domani?
- Possiamo farla insieme.
- No; lasciate che la faccia io, mentre gli uomini saranno fuori per la messa della mezzanotte. Mi piace di stare alzata la sera di Natale, finché suonano le campane. Debbo dire delle orazioni lunghe.
Maddalena non fece altre difficoltà.
La sera andarono prestissimo nella stalla. Quasi subito giunse Gaudenzio. Gli uomini dovevano recarsi insieme all'osteria, e di là alla messa della mezzanotte.
Lucia cinguettò tutta la sera di zoccoli e di strenne. Rosetta non osava parlare. Gli occhi del marito erano intenti su di lei, e dopo la piccola scherma di parole sostenuta colla cognata per l'affare della pezzuola, la povera sposa era sempre impaurita.
Non aveva nulla di grave da rimproverarsi. Tra lei e Gaudenzio non esisteva nessuna intimità. Ma sentiva di volergli bene piú che non dovesse; si conosceva debole accanto a lui; aveva capita la sua intenzione di regalarle lo spillo, e non aveva il coraggio di respingerlo. E tutto codesto la turbava, e la faceva tremare dinanzi al marito come una colpevole.
Ed il marito s'era fatto piú cupo. Il suo sguardo era pieno di sospetti e di misteri.
Prima delle dieci gli uomini si alzarono per uscire.
— Dunque lo zoccolo? Lo metterete fuori? — disse Gaudenzio senza rivolgersi particolarmente a Rosetta perché si sentiva vigilato da Pietro.
- Sí - disse Lucia con entusiasmo.
- Sí - disse Nanna fingendo la stessa animazione.
Rosetta non disse nulla. Gaudenzio non poteva decidersi ad uscire. Pietro s'avviò pel primo; ma si fermò sull'uscio nell'oscurità. Gaudenzio, che lo credette nel cortile profittò del momento per accostarsi a Rosetta dondolandosi sui fianchi e canticchiando:
Va là va là Pepin...
- L'avete a mettere fuori anche voi lo zoccolo - sussurrò. E s'avviò per uscire riprendendo la sconcia canzone.
Nanna che era accanto alla porta udí un sospiro represso, e vide Pietro che s'allontanava soltanto in quel momento, affrettandosi prima che Gaudenzio giungesse alla porta.
- Bene - pensò. - Sospetta già qualche cosa. Mi sarà piú facile aprirgli gli occhi - e gli tenne dietro collo sguardo, e lo vide che se ne andava con passo lento, a capo chino, in atto di profondo scoraggiamento.
In quel momento tutto il passato di quel fratello, timido, amoroso e buono, le passò nella mente come una visione. La sua ammirazione infantile per lei, la spontaneità con cui s'era offerto d'andare nelle risaie per aiutarla a guadagnarsi l'argento, le cure che le aveva prestate nella sua malattia lontana da casa, l'offerta generosa di rifarle il letto nuziale co' suoi risparmi. E provò una fitta al cuore pensando al dolore che si disponeva a recargli. Ma tutto codesto passò in un lampo. Il tempo che Gaudenzio impiegò a traversare la stalla. Rosetta usciva anch'essa. Senza interrompere la sua canzone, quando furono nel buio della porta, Gaudenzio allungò un braccio, prese Rosetta per la vita e la strinse forte, gridando a squarciagola:
Te gh'et la donna bella
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Poi se ne andò cantando sempre, senza avvedersi di Nanna che era celata nell'oscurità. Quell'abbraccio fece dileguare nel cuore geloso della fanciulla tutta la pietà pel fratello.
... Ed uscí dall'ombra, e si diresse verso la cucina. Rosetta si voltò al rumore degli zoccoli, vide che Nanna era dietro a lei, e capí che aveva assistito a quella scena di cui era ancora tutta agitata. In cucina Rosetta, impaziente di ritirarsi nella sua stanza, prese la lucerna che era sulla tavola. Nanna le si accostò per accendere la sua. La luce le rischiarò tutte e due in volto. Nanna fissò la cognata negli occhi; questa li abbassò. Si sentiva scrutata fin in fondo al cuore. Arrossí vivamente e salí in fretta nella sua camera. Ma Lucia la seguí gridando:
- Dammi lo zoccolo.
- No, lascia.
- Sí, me lo devi dare. Sai pure che Gaudenzio ha raccomandato di metterlo tutte e tre. Via, sii buona, dammelo.
E la piccina corse alla cassa, ne tolse uno zoccolo da festa rosso a fiori gialli, e fuggí tenendo in alto la sua conquista col braccio disteso.
- Quella ragazza è innamorata - pensava Rosetta. - Si figura che Gaudenzio le voglia bene; ed egli fa la corte a me che sono maritata. Oh santo Dio! E nell'ottava di Natale bisognerà andare a confessarsi. Cosa ho da fare io? Non me lo posso cacciare via dal cuore, cosí come una mosca. Io non ci ho colpa. Non ho fatto nulla per volergli bene. È venuto da sé. Oh, se Pietro fosse un altro uomo! - Intanto la bimba proseguiva allegramente la sua raccolta. Scese, entrò nella stanza di Nanna, prese lo zoccolo nero lucido; poi aperse il fagotto che le teneva luogo di valigia, cavò fuori il suo zoccoletto verde, piccino piccino, e corse in cucina a schierarli sulla finestra.
- Guarda, Nanna, come stanno bene. Ci batte sopra la luna. Si distinguono perfettamente. Il Bambino non può sbagliare.
- Bene - disse Nanna. - Ora va a coricarti, se vuoi avere la strenna. Il Bambino non vuol essere veduto.
- Síí! Il Bambino! È un bambino grande, quello... - rispose la fanciulletta con malizia; e si ritirò ridendo nella camera di Nanna, e si cacciò in letto, e fu ben presto rapita in sogni deliziosi di strenne, di fiori d'argento, d'amori, di nozze.

Nanna rimase sola, e s'affrettò a porre le mani in pasta per la torta del Natale. Era agitata, convulsa...
... Quella torta dovette riescire soffice come una spugna, grazie all'energia febbrile con cui Nanna maneggiò la pasta, stirandola, battendola, ravvoltolandola in tutti i sensi.
Finalmente suonarono le undici e mezza:
- A momenti sarà qui - pensò Nanna. - Porterà la sua strenna prima della messa, per dar tempo a Rosetta di pigliarla avanti che torni Pietro. Ma non la piglierà. Ci sarò io prima di lei a raccogliere il fiore. E la bellezza dovrà spiegare a suo marito da che parte viene.
Ed intanto stese la torta rapidamente, l'arrotondò, v’impresse col dito tante piccole fossette, la spolverò di zuccaro; poi si lavò le mani, e si pose in ascolto dietro la finestra del forno.
Gaudenzio era già entrato nella siepe. Nanna lo seguí coll'occhio fino alla finestra accanto, ed il suo cuore balzava come quando era stata presa dal tifo...
... Che Natale, mio Dio! - mormorò Nanna. - Ho mai avuto tanto veleno nel cuore. Che cosa ho fatto per essere disprezzata, avvilita, come sono? Ma è venuta la mia volta. Li avvilirò anche loro e resterò io la padrona di casa.
La campana tacque e s'udí un passo lento avanzarsi verso il cortile dalla parte del viale. Nanna balzò in cucina, nell'idea di impadronirsi dello zoccolo di Rosetta, e portarlo nella sua stanza, per presentarlo poi la mattina alla cognata dinanzi al marito, e dirle:
- Ecco la strenna che ho trovato nel tuo zoccolo, chi ce l'ha posta?
Si alzò sulla punta dei piedi aggrappandosi al davanzale della finestra, e guardò. Il suo zoccolo e quello della bimba erano pieni di chicchi; ne uscivano le carte frastagliate. Questa volta l'avevano trattata bene anche lei. Non s'era voluto irritarla. Nello zoccolo rosso e giallo di Rosetta, c’era ancora il famoso fiore in filigrana.
Nanna alzò la mano per pigliarlo, ma in quella l'uscio della cucina venne aperto, ed entrò Pietro...
... - Ho portato lo spillo per quella donna, che ne ha tanta voglia — disse senza guardare la sorella, e mettendo sulla tavola un involtino leggero...
... - Sono sempre troppo asciutto con lei! Le metto soggezione, e non so farmi voler bene...
Dacché questo fiore le fa piacere... Non mi è poi costato tanto...
... Era ansioso di mettere il fiore nello zoccolo e di assicurarsi se Gaudenzio non l'aveva prevenuto...
... - Ecco com'è amata quella sguaiata! - pensava Nanna. - È lí annientato per lei. Piú maltratta gli uomini, e piú l'adorano. Io non sono piú nulla dacché è entrata in casa. Babbo, mamma, fratello, amanti, sono tutti per lei. Ah! Se potessi schiacciarla!
E nell'esasperazione del suo cuore invidioso attinse il coraggio feroce di dire a quel povero uomo:
- Sei giunto tardi; ce n'è già un altro fiore.
Un grido disperato, straziante, uscí dal petto di Pietro, e finí in un singulto che lo scosse tutto...
... Nanna fu atterrita. In quel momento soltanto vide tutta l'enormità dell'azione che stava per commettere, lo scioglimento orribile che potrebbe avere. Ella aveva pensato soltanto a quanto desiderava lei. Ma ora vedeva che un marito innamorato e tradito non si limita a rimandare la moglie, ed a vivere tranquillamente co' parenti. È una parte della sua vita che si stacca da lui. I parenti non sono nulla dinanzi a tanto dolore...
... Bisognava distruggere il sospetto geloso ch'ella stessa aveva suscitato con tanta perfidia...
... - Ah grullo di uomo! Geloso dopo pochi mesi di matrimonio! Ah! Ah! Ah!
- Ebbene, se sono geloso di chi è la colpa? - disse Pietro tutto confuso. - Sei stata tu a venirmi a dire delle sciocchezze, di Gaudenzio, e di quella donna...
- Se lo dico che ci sei cascato, e che sei un grullo! Non l'hai capito che facevo apposta per farti ammattire? E tu subito a farti scorgere, a far il geloso. Stupido, va'! Dammi qui il fiore che lo metta nello zoccolo della tua donna.
Pietro sporse il fiore, esitante, quasi inebetito tra la speranza ed il timore. Ma appena l'ebbe dato gli tornò il dubbio angoscioso, ed afferrando Nanna pel braccio le domandò a bassa voce:
- Ma l'altro? Hai detto che ce n'è un altro. In che zoccolo l'hanno posto? - E fissandola negli occhi continuò: - Non può essere nel tuo, Nanna.
Quest'ultima parola era crudele. Nanna ne risentí una fitta al cuore. Ma aveva veduto troppo davvicino l'orrore del male. Represse l'impeto del suo orgoglio offeso, e rispose con uno sforzo di generosità, eroico sotto la sua forma volgare e grottesca:
- L'altro è nello zoccolo di Lucia. Ce l'ha posto Gaudenzio; che è innamorato di lei, e si confida con Rosetta. E la ragazza pure è cotta di lui. Anche questo non l'avevi capito? Che ci hai la cateratta agli occhi? Ah! Povero sciocco!
A quelle parole i nervi di Pietro, tanto lungamente eccitati, si allentarono; abbandonò il braccio di Nanna, ricadde a sedere, e gettando sulla tavola un coltello affilato che teneva nella tasca del farsetto, disse con voce cupa:
- Hai giocato un brutto gioco, guarda. Mi sarei ammazzato!
E scoppiò in un pianto convulso.
Nanna a quella vista, al pensiero ch'era stata sul punto di uccidere il fratello, fu presa da un brivido che la scoteva tutta; e per nascondere la propria agitazione andò ad aprire la finestra per mettere il fiore di Pietro nello zoccolo di Rosetta...

... Rosetta, dalla finestra della sua stanza che dava anch'essa sull'orto, aveva veduto giungere e ripartire il bel Gaudenzio. Aveva aspettato trepidamente che suonasse l'ultimo segno della messa per esser sicura che tutti gli uomini fossero fuori. Nanna a quell'ora doveva aver finito di preparare la torta, ed essersi coricata.
Era il momento buono per scendere a togliere lo spillo dallo zoccolo.
Il rimorso e la paura le torturavano il cuore.
- Vorrei che non l'avesse portato - pensava. - Non avrò che il fastidio di nasconderlo. E poi? Avrò un'obbligazione con Gaudenzio. Cosa pretenderà in compenso? Ah! Quel demonio di uomo è tanto bello, e sa tanto fare; non gli si può dire di no. Oh Signor Iddio benedetto! Come andrà a finire? Io voglio essere una brava donna. Mi piace di ridere; ma non voglio fare del male.
Pietro non lo merita. È un po' selvatico; ma mi vuol bene, ed è buono come il pane, poveretto...

... Nell'aprire l'uscio della cucina rimase sorpresa di trovarci il lume acceso. Vide il marito e la cognata, e si fermò esitante non osando entrare.
Nanna comprese che, se non l'aiutava, quella comparsa avrebbe ridestato i sospetti del fratello.
- Oh! Qui c'è Rosetta - disse forzandosi di apparire tranquilla - Ti sta sul cuore, eh, la strenna del Bambino?
- Oh no... - rispose Rosetta affrettandosi alla finestra, senza osare di alzare gli occhi. -
So bene che non mi porterà nulla. Voglio soltanto ritirare il mio zoccolo dalla finestra. Temo che l'umido della notte lo guasti. Sta per nevicare...
... Rosetta prese il suo zoccolo, e sentendoci dentro il fiore, allungò la mano per gettarlo a terra di fuori. Ma Nanna le tirò dentro rapidamente il braccio e le sussurrò:
- Non lo gettare. È lui che ce l'ha posto. Ringrazialo. - E la spinse verso Pietro.
Rosetta guardò la cognata, la vide commossa e rimase atterrita. Che sarebbe di lei? Che sarebbe del fiore di quell'altro?
Intanto Pietro rientrava. Nanna spinse di nuovo la cognata verso di lui, e disse:
- Ne vuoi sentire una buona, Rosetta? Questo povero grullo, grande e grosso com'è, aveva paura di Gaudenzio. Era geloso...
... - Oh! Io non penso a Gaudenzio - disse Rosa che cominciava a comprendere d'aver nella cognata un appoggio.
- Síí! Vaglielo a dire. Ho dovuto raccontargli tutto; che Gaudenzio è innamorato della bimba, che te lo confida, che ha messo il fiore d'argento nel suo zoccoletto verde; tutto, se ho voluto che mi credesse. Ed ora si vergogna; ma non sarà tranquillo, guarda, finché non glieli fai vedere sposati. Io lo conosco...

.. Uscita la sorella, rimasto solo colla sposa, ed incoraggiato dalle espansioni di lei, Pietro le aveva narrato piangendo le sue gelosie, i suoi timori, la sua disperazione, ed il proposito orrendo di uccidersi.
Erano commossi entrambi. Ed in quell'intimità infinita che lega gli sposi, in quelle prime lagrime versate insieme, si sentivano profondamente felici.
Ad un tratto qualcuno bussò con furia all'uscio, e la voce di Pacifico gridò:
- C'è qualcuno alzato?
- Sí, ci sono io. - disse Pietro scostandosi in fretta dalla moglie, e correndo ad aprire.
- Venite con me. Temo vi siano i ladri nella mia stanza, ci vedo un lume, ed ho lassú la bambina.
I due uomini s'affrettarono su per la scala, e Rosetta, che era coraggiosa, li seguí in silenzio.
Pacifico spinse l'uscio, e rimase immobile dallo stupore. Vide una lucerna sulla cassa ai piedi del letto; e Nanna inginocchiata accanto alla culla della bambina.
Pietro si fece rosso come una vampa al vedere la sorella di notte nella camera d'un uomo, e le gridò con mal garbo:
- Nanna, cosa fai qui?
- Sto guardando il mio dono di ceppo, e ne ringrazio il Signore - disse Nanna alzandosi.
- Egli s'è ricordato anche di me, sebbene io sia vecchia e brutta; e mi ha mandato questa bambolina; e mi ha dato un cuore di mamma per volerle bene. Non è vero Pacifico, che debbo essere la sua mamma?
Pacifico nell'eccesso della gioia corse a lei colle braccia protese come per abbracciarla. Ma non osò fare quella scena davanti a tutti; e lasciandosi cadere le braccia penzoloni rimase come istupidito a guardarla a bocca aperta Rosetta fu la sola che comprese tutto. E colla sua espansione spontanea, abbracciò Nanna e le disse:
- Iddio ti benedica, Nanna, per quello che fai a questa bimba, e a questo pover'uomo che ti vuol tanto bene.
- Oh sí, per me vi voglio bene - disse Pacifico.
- Davvero? - domandò Nanna con un lampo di gioia nello sguardo.
- Non lo sapete forse? Non vi ho forse già domandata per moglie? Siete stata voi che non mi avete voluto.
- Ma per la bambina, mi avete domandato.
- Per la bambina, ed anche per me.
- E dicevate che ero vecchiotta e punto bella... - disse Nanna con un po' d'ironia, incapace di sacrificare quel meschino risentimento alla bella parte che stava rappresentando. Appunto forse perché non rappresentava una parte, e nella sincerità dell'animo, si mostrava qual era, una donna con le sue debolezze nel bene come nel male.
- Ebbene - rispose Pacifico senza curarsi di disdire quelle parole per cortesia, - a me piacevate cosí. Di Vecchiotte e punto belle se ne trovano tante. Ma avete ben veduto s'io ne ho cercata un'altra. Sarei stato sempre solo, guardate. - E curvandosi per non essere udito soggiunse:
- È da quando ci trovammo in risaia che vi voglio bene.
Rosetta capí che avevano bisogno di restar un momento soli, e dando un urto col gomito al marito, gli fece segno di uscire con lei sul balcone.
Allora Nanna, con un'espressione di civetteria, che dissimulava male l'ansietà passionata di scoprire quanta parte d'amore le fosse ancora dato sperare da quello sposo, gli disse:
- Mi volevate bene, e ne avete sposata un'altra?
- L'ho sposata, perché ho dovuto sposarla, Nanna. Ora posso dirvelo, dacché lei è morta e voi sarete presto la mia donna. Quella poveretta, requie per l'anima sua, s'era trovata con mio fratello in una di quelle risaie del Piemonte dove giovani e ragazze lavorano appaiati alla trebbiatrice. E neanche i riguardi dell'onestà ci avevano in quella fattoria. Uomini e donne dormivano sullo stesso fienile. E, capite. Quei due ragazzi si volevano bene... Basta; dopo i lavori a mio fratello toccò d'andare soldato. Aveva preso le febbri in risaia e partí che non era ben guarito.
Un po' di cruccio, un po' di male vite, che so io, si pigliò un tifo che lo mandò all'altro mondo in pochi giorni. Un pezzo d'uomo!... Basta; quando andai a trovarlo all'ospedale militare. mi disse:
"Quello che mi fa piú rincrescere di morire, è quella povera Caterina. Se il suo babbo lo sa, l'ammazza, o me la mette sulla strada".
- E piangeva che era una compassione. Io pensai soltanto a consolarlo e gli risposi:
"Senti, Michele. Siamo sempre stati buoni fratelli; metti il tuo cuore in pace, che alla Caterina ci penso io”.
- E capite, Nanna; io avrei voluto sposare voi; ma la promessa fatta ad un moribondo si deve mantenerla. L'ho sposata io quella povera disgraziata, e le ho fatta buona compagnia; di rimorsi non ne ho; ma ho sempre voluto bene a voi.
- Ma allora questa bambina...? Disse Nanna quasi in atto di respingere la culla.
- Non ha piú né babbo né mamma - disse Pacifico in tono supplichevole; - ed io le ho preso a voler bene...
- Ed io pure gliene vorrò, e sarà come se fosse nostra - mormorò Nanna curvandosi verso la bimba addormentata, e baciandola sulla bocchina socchiusa. Poi soggiunse carezzandole i bei ricci biondi:
- E non andrà mai in risaia... "

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi

Continua domani... 

Io e il Golky auguriamo a tutti voi una lieta Vigilia e un lieto Natale e ricordate che domani il calendario si concluderà nel blog del Folletto del Vento Viaggio nel vento mentre qui da me ci sarà fuori calendario l'epilogo della storia di Nanna.

Alle 19.00 di questo 24 dicembre 2024 l'apertura della Porta Santa che darà inizio al Giubileo 2025

venerdì 13 dicembre 2024

La strenna di Santa Lucia

13 dicembre Festa di Santa Lucia e tredicesima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima, la storia di Nanna continua ...

Sciarada

13 dicembre - Calendariodell'Avvento del Focolare dell'Anima

La bella Rosetta nonostante sia sposata con Pietro è corteggiata dal carrettiere Gaudenzio che provoca in Nanna rancore e gelosia accecante, lei vuole bene al fratello Pietro, ma il sapore della vendetta per i torti subiti è più allettante di ogni altra cosa: 

Golconda

" ... Appena fu giorno, Rosetta corse in cucina per vedere se Santa Lucia le avesse portata la strenna, e fece un chiasso da non dire per la scomparsa della pezzuola. Se ne lagnò con tutti. Quella perdita reale, le fece dimenticare il dono vagamente sperato.
- Oh, chi ha trovato la mia pezzuola? - andava gridando nel cortile. - Pacifico, se andate fuori, guardate se vi riesce di trovarmi la pezzuola lungo il viale- e s'avviava ella stessa a cercarla dall'altro lato nell'orto.
- Non vorrei che la riavesse subito da Gaudenzio, poi venisse a dirci di averla trovata, ed io non potessi smentirla - pensò Nanna. E si pose a fianco della cognata, per verificare che la pezzuola non si trovava.
Ma i suoi calcoli l'ingannarono. Aveva contato senza l'astuzia di Gaudenzio. Egli non era un cavaliere errante. Non pensò a tenersi quella pezzuola sul cuore, ad assorbire il profumo della donna amata.
Gli premeva di non suscitare scandali, di non destare il sospetto ch'egli fosse entrato nell'orto, di notte.
Quando le due cognate furono presso la siepe, Rosetta mise un grido:
- Ecco! È qui! - Nanna fu tutta scossa. Nella sua idea fissa, credeva di vedere Gaudenzio.
Vide invece la pezzuola, distesa sui rami della siepe.
Era sconfitta. Nessuno poteva dire chi l'avesse posta là. Se avesse dichiarato che era Gaudenzio non l'avrebbero creduto. Sarebbe stato rivelare inutilmente lo scherno del gomitolo di cui soffriva tanto.
- È Santa Lucia che t'ha fatta la grazia di toccare il cuore al ladro - suggerí Maddalena.
Nanna lasciò dire, e si propose di vendicarsi in altro modo.
- io non frapporrò altri ostacoli. Ma appena sarà nelle mani di Rosetta, allora parlerò.
Ci sarà la prova. Quel grullo di Pietro è tanto cotto della sua sguaiata di donna, che senza prova non
vorrebbe darmi retta.
La sera nella stalla non perdette una parola né uno sguardo di Gaudenzio. Egli teneva il broncio a Rosetta; ma era chiaro che Rosetta non ne capiva il motivo. Era tutta sorpresa. Gaudenzio, per dimostrarle meglio il suo risentimento, corteggiava Lucia.
- Vi ha portata la strenna la vostra santa? - le domandò.
- Non ho messo fuori il paniere - rispose la bimba, tra meravigliata e contenta di vedere quel gallo della checca occuparsi di lei, mentre la sera innanzi era stato galante con Nanna.
- Perché non l'avete messo? - domandò ancora Gaudenzio.
- Perché sapevo già che Santa Lucia non mi porterebbe nulla.
- È vero. Santa Lucia porta la strenna ai bimbi, e voi siete una giovane da marito.
Lucia sorrise e si fece rossa; un istinto di civetteria, da innamorata, le inspirò il desiderio di dire, o almeno di far capire, il vero motivo geloso per cui non aveva messo il suo paniere cogli altri due.
- Nanna e Rosetta sono piú grandi di me, e l'hanno pur messo fuori il paniere.
Aveva preparato senza volerlo la via al discorso cui mirava Gaudenzio. Invece di domandarle com'ella s'aspettava, perché lei sola non avesse fatto come le altre, le disse:
- Dunque Rosetta e Nanna l'hanno avuta la strenna?
- Síí! - gridò Rosetta - Bella strenna che ho avuto io! Mi hanno rubata la mia pezzuola.
- Ve l'hanno rubata? - ripetè Gaudenzio con piglio incredulo.
- Sicuro; e poi si sono ravveduti, e l'hanno lasciata sulla siepe dell'orto.
- Siete ben certa di non esser sonnambula, e non averla fatta andare voi stessa sulla siepe dell'orto?
— Ma che! Ho dormito tutta la notte d'un fiato.
Allora Gaudenzio si pose a scherzare su quel sonno profondo, come un uomo che non ci credesse. Era persuaso che Rosetta avesse respinto il suo dono, e se ne pigliava una piccola vendetta da amante offeso ripicchiando le parole di lei, e corteggiando la sorellina che era tutta rossa di gioia Rosetta si fece triste, e quella sera si coricò senza parlare a Lucia. Ella pure era gelosa.
Quando la bimba fu addormentata stette a guardare a lungo quel visino gentile, ancora infiammato dalle emozioni della serata, e sorridente nel sonno.
Provò un momento di dispetto al vederla tanto bellina.
La domenica tornò Pietro, e la sera nella stalla disse che per tutta la novena di Natale non andrebbe piú a fare trasporti, e lavorerebbe nell'orto.
- Sarebbe ben meglio - disse Nanna, - che tu stessi a casa sempre.
 Perché? - domandò Pietro.
- Perché... perché... via il gatto i sorci ballano. -E gli occhi delle due cognate s'incontrarono. Rosetta, che aveva sulla coscienza la storia del paniere, e la speranza con cui l'aveva messo alla finestra, s'affrettò a parare il colpo.
- Sí; ne abbiamo fatte delle nostre questa settimana - disse al marito. - Nanna ed io abbiamo messo fuori il paniere per Santa Lucia.
- E Santa Lucia ha rubato la pezzuola di Rosetta - aggiunse Nanna.
- Ma l'ho riavuta, sai. Era sulla siepe dell'orto.
Pietro guardava sospettosamente le due donne. Capiva che Nanna aveva l'intenzione di accusare sua moglie. Ma di che? Forse aveva ricevuta una strenna? Egli domandò col cuore serrato:
- E cosa ci avete trovato nel paniere?
- Nulla - disse Rosetta - M'è rincresciuto assai di trovarlo vuoto.
- Cosa ti aspettavi di trovarci? Lo spillo della salumaia? - domandò Nanna con ironia.
Gaudenzio, che aveva scoperto studiando Rosetta ch'ella non sapeva nulla dello spillo dato e respinto, a quella parole di Nanna si confermò nel sospetto già concepito contro di lei.
Rosetta invece non indovinò la cosa, e colse l'occasione per insidiare al marito l'idea di quel dono.
- Lo spillo non me lo potevo aspettare - disse - perché Pietro era fuori.
- Ma che! - gridò Maddalena spaventata per la seconda volta da quel pensiero ruinoso. -
Quand'anche fosse stato qui, Pietro non avrebbe potuto fare una spesa simile.
- Che cosa ne sapete voi, se posso o se non posso? - rispose con impeto Pietro, a cui aveva fatto piacere il sentire che la moglie aspettava il gioiello desiderato solamente da lui. Ma dopo quella risposta si vergognò d'aver osato dir tanto, ed uscí dalla stalla.
Allora Gaudenzio prese il suo posto.
- A Novara - disse - per Natale si mette fuori dalla finestra una scarpa. Ed allora è il Bambino che porta la strenna.
- Io non metto fuori piú nulla - rispose Rosetta.
- Provate. Non avete udito, che Pietro non si sgomenta del prezzo di quello spillo? Date retta. Mettete fuori lo zoccolo. Chissà che lo spillo non venga. - E vedendo che le vecchie parlavano tra loro soggiunse a bassa voce:
- O dal vostro uomo, o da... Gesù bambino - concluse incontrando lo sguardo di Nanna.
Egli stava in guardia, ora che la sapeva informata di tutto; ma tuttavia persisteva a voler fare il suo dono a dispetto di lei. Faceva a fidanza sull'ambizione di Rosetta e sulle proprie attrattive.
- Si vede che le piaccio. Sfido! Accetterà lo spillo, ed inventerà una zia, una parente qualunque per dire che gliel'ha regalato, e per poterlo portare. Le donne sono tutte cosí. Un gioiello ed un bell'uomo, e addio virtú.
Nanna dal canto suo, aveva bisogno che quel dono si facesse, per servirsene di arma contro la cognata; e lasciava fare fingendo di non avvedersi di nulla.
- Sí - disse; - metteremo fuori i nostri zoccoli. Questa volta ci starà anche Lucietta. Lei che è piú giovane ci porterà fortuna.
Poco dopo uscí dalla stalla per andare a coricarsi. Pietro era seduto sulla trave nel cortile.
Egli le domandò:
- Si va a dormire?
- Io ci vado - rispose Nanna. - Non ho nessuno che mi faccia la corte io. - Ed entrò in cucina, e di là nel forno, poi nella sua stanza, lasciando il fratello con una spina di piú nel cuore.
Poco dopo la raggiunse Lucia che, dacché Pietro era a casa, dormiva con lei. La bimba era tutta esaltata da quell'idea della strenna.
- Gli zoccoli si distinguono meglio dei panieri - diceva. - I miei sono verdi; i tuoi sono neri lucidi; e quelli di Rosetta sono rossi a fiori gialli. Non si possono confondere ... "

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi

giovedì 12 dicembre 2024

Il paniere di Santa Lucia

La storia di Nanna, con le tradizioni tipiche della vigilia della Festa di Santa Lucia, prosegue in questa dodicesima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima.

Sciarada

12 dicembre - Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima

Nella stalla del cascinale tra Novara e Trecate, crocevia di giochi sentimentali controversi e di sensazioni che sfiorano la pelle, Nanna incassa un'ulteriore delusione:

Golconda

" ... La sera del giovedí era il dodici dicembre. Pietro non era anche tornato. Quando egli era assente, la conversazione della stalla era sempre piú animata, perché Rosetta sfogava il suo umore chiacchierino ed allegro senza soggezione, e Gaudenzio le faceva la corte senza paura di suscitare dei guai.
- A Novara - disse Gaudenzio - la città è tutta in festa questa sera.
- Già - rispose la piccola Lucia ch’era stata a Novara un po’ di tempo colla Rosetta, da una sua zia erbivendola - È la vigilia di Santa Lucia. Sotto le arcate dei portici vi sono tanti banchi illuminati, con ogni sorta di chicchi, e Sante Lucie di zuccaro. E tutti i negozi hanno nella bacheca un mondo di belle cose. Ti ricordi Rosetta?
- Altro, che mi ti ricordo! Quell’anno che eravamo dalla zia abbiamo messo fuori dalla finestra il nostro panierino anche noi, e Santa Lucia ha portato la strenna.
- Ebbene? E perché non lo mettete fuori anche questa sera il paniere? - domandò Gaudenzio guardando sempre Rosetta negli occhi. - Chissà che Santa Lucia non passi di qui?
- Che! - disse la sposa. - Come volete che passi? Pietro non è a casa.
- E come c’entra Pietro con Santa Lucia?
- Oh, ci credete bene sciocche! - protestò Lucia. - Fino i bimbi di Novara dicono:
Santa Lucia Mamma mia Colla borsa del papà Santa Lucia la venirà
- Ah voi siete troppo smaliziata - disse Gaudenzio ridendo. - Lo metterà Nanna il paniere; lei ci crede ancora a Santa Lucia; vero, Nanna?
- Io credo tutto, sono una scema - rispose Nanna risentita.
- Eh sí! Scema voi! Ne sapete da menarci a scuola tutti - disse Gaudenzio, cui premeva di rabbonirla per indurla ad approvare la proposta dei panieri.
Nanna sorrise a quel complimento che le era fatto dinanzi a tanta gente. Gliene capitavano così di rado, che li gradiva anche quando le venivano per forza.
- Dunque lo metterete fuori il paniere? - insisté Gaudenzio.
- Non è per me che l’avete detto.
- L’ho detto per tutte e tre. Quello che fa una cognata lo deve fare anche l’altra.
- Oh per me... mi sprezzano tutti.
- Vuol dire che tutti vi amano. Chi sprezza ama.
- E poi se trovo il paniere vuoto?
- Date retta; non lo troverete vuoto. Santa Lucia mi ha fatto sapere che passerà dalla vostra finestra. Via, siate buona.
Neppure nei tempi andati Gaudenzio aveva mai parlato a Nanna con tanta deferenza; non l’aveva mai pregata così. Non l’aveva mai guardata con quegli occhi supplichevoli. Per la prima volta, dopo tanto tempo, non aveva l’aria di canzonarla. Tutti tacevano nella stalla. Tutti guardavano Gaudenzio e lei. Gaudenzio che la implorava, lei arbitra di farlo contento o di crucciarlo con un sí o con un no. Fu un momento di trionfo insperato per Nanna. Tutta la sua parte di vanità umana e di vanità di donna le si portò al cervello per suggerirle un mondo di speranze e d’illusioni: ed ella disse nel suo pensiero: - Chi sa?
E nel guardare in giro per assaporare quel momento di gloria, incontrò gli occhi di Lucia, intenti su Gaudenzio e su lei, con una velatura cristallina di lagrime.
Capí che la povera bimba era gelosa, e quel sentimento, che inspirava per la prima volta, finí di far perdere la testa a Nanna - Sí: metterò fuori il paniere - disse. E senza ragionarvi sopra, dimenticando i precedenti che l’avevano messa in sospetto contro la cognata, con tutta la cecità della vanità lusingata, si figurò di trovare il domani nel suo paniere la strenna di Gaudenzio.
Il carrettiere uscí di buon’ora dalla stalla. Aveva i suoi preparativi da fare. Nanna cercò di congedar presto le vicine perché l’impazienza la rodeva. Rientrata in casa disse alle due giovani:
- Mettiamo ciascuna la nostra pezzuola da collo sul paniere, perché Santa Lucia possa distinguer l’uno dall’altro.
Ma Lucia aveva il cuoricino gonfio! Non volle metter fuori il paniere.
- Non sono di casa - disse.
Lo posero Nanna e Rosetta all’unica finestra della cucina che dava sull’orto. Poi le due sorelle salirono coi vecchi, e si ritirarono nella loro stanza, e Nanna entrò anch’essa nella sua.
Ma depose soltanto il lume, poi uscí pian piano nel forno, che aveva una finestra accanto a quella della cucina, da cui era separata semplicemente da un uscio; e là, dietro le gelosie socchiuse, stette in agguato.
Non andò a lungo, che vide un’ombra avanzarsi cautamente fra le aiuole dell’orto, e riconobbe Gaudenzio.
Egli andò alla finestra dov’erano i panieri. Nanna, senza lasciare il suo posto d’osservazione, pose la mano sul chiavistello dell’uscio, ed aspettò stando in ascolto.
Due minuti ancora, ed udí il passo cauto di Gaudenzio che si allontanava. Aperse pian piano; uscí e si trovò sotto la finestra della cucina.
Alzò la mano al suo paniere col cuore palpitante. C’era un oggetto duro, sferico. Lo prese, lo guardò alla scarsa luce della finestra, palpò, trovò il filo. Era un gomitolo.
Era una satira atroce. Dipanar filo, nel gergo del paese, vuol dire rimaner zitellona.
In quell’oscurità, Nanna arrossí come una vampa. Se avesse avuto sotto mano quell’uomo, in quel momento lo avrebbe ucciso.
Toccò fremendo nel paniere della cognata, e sentí il fiore di filigrana.
Intanto Gaudenzio si allontanava pian piano traverso le aiuole.
Ella non prese tempo a riflettere. Ravvolse fiore e gomitolo nella pezzuola di Rosetta, e la spinse con impeto dietro il donatore insolente. Poi rientrò nel forno, e tornò a guardare traverso le imposte.
Gaudenzio stava fermo in piedi, ed osservava attentamente qualche cosa. Forse la pezzuola di Rosetta. Nanna provò un momento di amara soddisfazione. L’aveva fatto apposta a respingere i doni nella pezzuola della cognata. Egli li crederebbe respinti da lei, e gliene serberebbe rancore ... "

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi


domenica 1 dicembre 2024

Lo spillo d'argento della Prima Domenica d'Avvento

L'11 novembre ne Il dì di San Martino abbiamo incominciato a conoscere Nanna, grazie alla scelta del Golky che nel Calendario dell'Avvento 2024 ha voluto inserire la storia di questa mondina novarese immersa nella stagione natalizia, e affinché si potessessero tratteggiare gli episodi salienti della sua vita per la prima volta in 11 anni la finestra dell'uno dicembre si apre su Anima Mundi. 

Sciarada

 Lieta Prima Domenica d'Avvento!

1 dicembre - Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima

Uno spillo d'argento, il desiderio di possederlo, la prima domenica d'Avvento, uomini, donne, il cuore che batte sentimenti e emozioni, il raduno festivo nella stalla e i tiri mancini spremono dinamiche rivelatrici per Nanna:

Golconda 

" ... La prima domenica di dicembre alla messa cantata, la moglie del salumaio di Trecate, che era una giovane sposa, comparve in chiesa con un magnifico spillo d’argento in filigrana puntato nel velo. Figurava un ramo di gelsomini, ed era montato sopra un gambo a spirale, in modo che tremava ad ogni movimento del capo. Fu una grande agitazione fra le donne. L’angelo che portò al Padre Eterno il resoconto di quella messa, ebbe a riferire una quantità di distrazioni e peccati di desiderio. Il nono comandamento pesò quel giorno sulla coscienza di tutte le donne dai quindici anni ai cinquanta. Tutte avevano desiderato lo spillo della salumaia.
La sera nella stalla, non si parlò d’altro. Pietro non era là. Aveva dovuto partire nel pomeriggio della domenica per giungere la mattina del lunedí a prendere un grosso carico di materiali da fabbrica, da condurre alla chiesa di Galliate, che allora era in costruzione, e piú tardi crollò, prima d’esser finita.
Gaudenzio c’era, l’immancabile. Egli pure aveva osservato lo spillo, ed anche la salumaia, che in quanto a grassezza non aveva nulla da invidiare ai generi del suo commercio. Trovava che quello spillo, tremolante come una gelatina, le stava molto bene.
- Che gioia di marito dev’essere quel salumaio! - esclamò Rosetta. - Se Pietro mi regalasse uno spillo così, lo mangerei a baci.
- Pietro non può fare simili spese, - disse Maddalena.
- Quanto può costare quello spillo? - domandò Gaudenzio.
- Da quindici a venti lire.
- Eh! Un uomo che vuol bene davvero ad una donna non bada a venti ed anche a cinquanta lire per accontentarla.
Gaudenzio sparò questa bomba di generosità guardando fisso Rosetta negli occhi come per dire: - Io sarei capace di spendere cinquanta lire per voi.
Era il suo bisogno di mettere i punti sulle i. E li pose troppo chiari. Nanna capí. Ed anche Lucia, nella sua semplicità, capí che in quello sguardo c’era un commento al discorso.
Ma lei, povera bimba, non pensava che il commento potesse riguardare personalmente Rosetta, che aveva già marito. Uno sguardo d’amore e d’intelligenza rivolto a sua sorella doveva alludere a lei. Gaudenzio le faceva un po’ la corte e faceva la corte a Rosetta perché combinasse un matrimonio fra loro. così aveva inteso onestamente le cose quella testina di sedici anni. Per lei era come se avesse udito Gaudenzio dire a Rosetta:
- Io lo pagherei anche cinquanta lire lo spillo per la vostra sorellina.
Nell’uscire dalla stalla non seppe resistere al bisogno di espansione che è tanto prepotente in quell’età e in quei sentimenti. Ella domandò a Nanna:
- Ce l’ha l’innamorata Gaudenzio?
- Che! Potrebbe non averla? Un bel giovane così! - rispose Nanna acremente.
- E chi è? - tornò a dire con voce insinuante la piccina.
- Oh, io non dico nulla. Si vedrà. Se saranno rose fioriranno - e seguendo il suo pensiero crudele, soggiunse - e colle spine anche.
Ma la ragazza non fece caso di quella parola e continuò ad interrogare come la spingeva la curiosità appassionata:
È della nostra stalla? Dimmi soltanto se è della nostra stalla - Sí. È della nostra stalla. Ed è a lei che porterà il fiore. Oh, s’hanno a vedere di grandi cose qui.
Lucia salí a coricarsi presso la sorella, coll’animo pieno di speranza. Ella aveva interpretato tutto il discorso di Nanna in suo favore. Le ironie non avevano trovato la via nel suo animo sincero, e si teneva certa che la donna amata era lei, e che lei avrebbe lo spillo.
Passarono i primi giorni della settimana. Pietro tornò la sera del lunedí e ripartí il giovedí all’alba. Udí egli pure tutti i parlari delle donne sullo spillo della salumaia. Capí che la sua sposa lo desiderava ed avrebbe voluto dirle: - Io te lo porterò.- Ma ebbe soggezione della mamma, del babbo, della sorella. Gli pareva di udire i commenti che si farebbero alle sue spalle:
- È innamorato come un ciuco della sua donna. Fa tutto quello che piace a lei. Butta i denari dalla finestra per accontentarla.
Egli arrossí a quel pensiero per la sua dignità d’uomo. Avrebbe voluto dare a Rosetta lo spillo, ma segretamente, o in una maniera che giustificasse quella larghezza ... "

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi

...Continua il 12 dicembre


Candela della Prima Domenica d'Avvento

Nel diffusore scorze di clementine

Domani 2 dicembre apriremo la seconda finestra del calendario nel blog Attimi di Graziana

Per seguire la storia di Nanna:


lunedì 11 novembre 2024

Il dì di San Martino

Con la Festa di San Martino iniziamo il cammino che scandirà alcune delle tappe che ci condurranno a Natale, seguiremo la storia di Nanna che ci prenderà per mano e ci offrirà uno spaccato della dura vita contadina che gioisce delle piccole grandi cose ed è fatta di condivisione, povertà, sacrifici, delusioni, rancori, sofferenza, speranza, e... umanità:
 
" C'era un cascinale tra Novara e Trecate, con un tenimento annesso coltivato ad orto. Ci si giungeva per un viale senza alberi costeggiato da una siepe viva di robinie, che metteva nel cortile. In fondo al cortile c'era la casa; dietro la casa si stendeva l'orto. A destra di chi entrava nel cortile passava una fonte, un canale scoperto, che serviva ad irrigare il terreno, a lavare erbaggi e panni, a far diguazzare le oche.
La casa somigliava a tutte le case coloniche del basso novarese. Dalla parte della fonte, c'era un fienile, e sotto il fienile la stalla. Nel corpo della casa, ai due lati, s'aprivano due usci a terreno, che mettevano a due cucine. Quella a destra aveva annessa un'altra camera, grande egualmente, che era stata divisa a metà da un tavolato, per farne un forno sul di dietro della casa, ed una stanza da letto sul davanti. Questo alloggio occupava due terzi del piano terreno. L'altro terzo era formato dalla seconda cucina a sinistra. Una scala di legno, all'aperto, metteva ad un balcone di legno anch'esso, sul quale aprivano due usci, sovrastanti a quelli del piano terreno.
L'uscio a sinistra metteva in una camera da letto unica, come la cucina di sotto. L'uscio a destra metteva a due camere da letto, una sopra la cucina, l'altra sul forno e sulla cameruccia terrena.
Quel cascinale s'affittava in due lotti. Il primo - la cucina e la camera di sopra, con un terzo dell'orto - era passato in parecchie mani, perché era meschinuccio, e non ci si cavava da vivere. Nell'altro più grande, abitava da tempo immemorabile una famiglia Lavatelli, ormai ridotta al babbo ed alla mamma, con un figlio ed una figliola ..."

Oche di San Martino

Nanna è la figliola ormai adolescente di Maddalena e Martino Lavatelli e per comprare i ventiquattro spilloni d'argento necessari alla composizione dell'aureola con cui adornerà i suoi lunghi e opachi capelli biondi per entrare nella lizza amorosa, così come usano fare tutte le ragazze di campagna,  deve andare a lavorare nelle risaie del novarese dove nel primo anno contrae la febbre terzana che la debilita senza invalidarla e nel secondo si trova ad affrontare una dura esperienza che le cambierà la vita: durante il ballo che si tiene tra i contadini nel cortile condiviso, quando finalmente è tra le braccia del carrettire Gaudenzio di cui è segretamente innamorata si sente male, le donna più anziana tra quelle presenti sostiene che si tratti di una cefalite che deve essere curata con il rito della gallina nera, per cui Nanna compra la gallina che l'anziana medichessa squarta per sistemergliela sulla testa, il sangue cola sul volto, sul collo e sugli abiti di Nanna che in questo stato viene accompagnata e adagiata su un giaciglio di paglia su cui passarà la notte, il mattino seguente però la febbre è alta e va a finire in ospedale dove si scopre che ciò che si pensava fosse cefalite è in realtà tifo, qui cade in uno stato di incoscienza per quattro settimane e quando si risveglia si ritrova irreversibilmente calva a causa della gallina che le si è putrefatta in testa e del sangue diventato un tutt'uno con i capelli.
Raggiunti i 24 anni Nanna sa ormai come sistemare la pezzuola sulla testa per nascondere la sua calvizie e per ottenere un risultato che sia abbastanza gradevole per chi la guarda, riesce a essere apprezzata da un giovane uomo che in modo velato le promette che tornerà a prenderla, ma:

" ... Passò tutta estate, finirono i raccolti, e di sposo nemmeno l'ombra. Nanna si fece mesta e pensosa. Ma non ricadde nell'avvilimento. Se quell'uomo aveva mancato di parola, restava tuttavia il fatto che in risaia l'aveva trovata di suo gusto, ed aveva messo gli occhi su lei a preferenza che su qualsiasi altra. E questo pensiero aveva riabilitata la fanciulla ai propri occhi, ella diceva: - «Come ho potuto piacere ad uno, potrò ben piacere ad un altro» -. E rianimata da questa fiducia, d'aver ancora la sua parte di attrattiva e la sua parte di gioie nell'avvenire, invidiava meno le compagne; era meno irascibile. Soltanto era afflitta che quell'uomo fosse mancato, ed aspettava con impazienza l'altro, perché gli anni passavano, e si sentiva invecchiare. "

Lanterna e candela di San Martino

Il dì di San Martino, che in questo caso tradisce l' Estate di San Martino e vede i contadini affaccendati nella spillatura del vino e delle tradizionali attività della festa, e i mezzadri e gli affittuari agricoli impegnati nel rinnovo dei vecchi contratti di lavoro o nella stipula di quelli nuovi (Vedi Il contratto di San Martino), mostrerà a Nanna una realtà ancora più dura di quella che già conosce e che le spezzerà il cuore:

" Era il giorno di San Martino; l'undici di novembre. Il cielo era grigio e cadeva una fitta pioggia d'autunno. Gli uomini, ché Pietro* era diventato anch'esso un uomo, e faceva il carrettiere, erano fuori: Martino in giornata a spillare i vini, ed il figlio in giro pe' suoi trasporti. La massaia preparava la minestra; e Nanna, seduta sul gradino dell'uscio con parecchi canestri intorno, preparava la verdura da portare al mercato.
Gli inquilini della cucina a sinistra, due vecchi che avevano maritate le figliole, ed erano rimasti soli, sloggiavano. La donna venne sull'uscio a salutare le vicine mentre il marito finiva di rassettare il carro colle masserizie.
- La mamma non c'è? - domandò a Nanna.
- Sí. È qui che accende il fuoco. Eh! Mamma! — Ella diede quella risposta, e fece quel richiamo senza alzarsi per isgombrare la porta. I contadini non fanno complimenti. Vedeva che quella donna non aveva tempo di fermarsi a fare una visita, e risparmiava atti e discorsi inutili.
Maddalena venne sulla soglia e si fermò in piedi dietro a Nanna.
- Ve ne andate, Menghina?
- Sí, è l'ora. L'altro inquilino giungerà a momenti. - Rimasero un tantino tutte e tre in silenzio: poi Menghina riprese:
- Sicché, addio Maddalena. Salutatemi i vostri uomini.
- Li saluterò, non dubitate.
- Ed anche voi Nanna; addio. E perdonatemi tutte e due, se in quest'anno vi ho dato qualche dispiacere.
- Che! Non lo state a dire; ci siamo trattate da buone vicine; piuttosto dovete perdonare la Nanna, se qualche volta è stata un po' brusca.
- Sí Menghina - disse Nanna - se v'ho offesa vi domando perdono.
- Ma che! Ma che! Abbiamo tutti i nostri momenti cattivi. Perdoniamoci a vicenda e lasciamoci da buone vicine e da buone cristiane.
E dopo questa cerimonia, a cui le donne del popolo non mancano mai, si ricambiarono ancora i saluti, poi la vecchia raggiunse il marito, sedette dietro il carro, e tutti e due ripeterono:
- Addio Maddalena, addio Nanna!
- Addio; chissà che non ci rivediamo, eh?
- Chissà! Andiamo un po' lontano. Se non ci rivedremo a questo mondo ci rivedremo in quell'altro.
Ed il vecchio diede una frustata al cavallo, e lentamente se ne andarono.
- Peccato! - disse Maddalena tornando alla pentola in cui bollivano i fagioli. - Peccato;
erano buoni vicini; era come non averli. Ora chissà che ci verrà.
- Ma! - rispose Nanna. - Si dice che vengano due sposi; ma non si sono mai fatti vedere. Quel vecchio che è venuto a visitare il fondo e la casa era il babbo della sposa.
- Avranno vissuto finora in famiglia, ed avranno aspettato che questo alloggio rimanesse libero, per metter casa a parte.
Nanna non rispose altro a questa supposizione di Maddalena, e continuarono ciascuna il proprio lavoro.
Mezz'ora dopo si udí da lontano cigolare un carro. Nanna alzò il capo e stette in ascolto. La memoria di Gaudenzio non s'era mai affatto cancellata dal suo cuore. Ma si udirono degli Eeh!
Eeeh! ripetuti, che non erano di Gaudenzio.
- Ecco i nuovi vicini che giungono - disse Nanna
E, puntando i gomiti sulle ginocchia, ed il mento sui pugni chiusi, stette ad aspettare cogli occhi fissi al viale che metteva nel cortile. Grado grado il cigolio del carro s'andò facendo piú distinto; s'udivano tinnire le corde dei finimenti, e gli Eeeh! del conduttore suonarono piú chiari, fino all'ultimo che rimase strozzato in gola. Il nuovo inquilino giungendo nel cortile aveva riconosciuto Nanna, e Nanna aveva riconosciuto lui.
Era il giovane che l'aveva corteggiata in risaia alla seminagione, lo sposo semi-promesso. Ma giungeva tardi, e non giungeva solo. Seduta sul carro, comodamente adagiata sopra un materasso, c'era una giovane sposa, pallida, sofferente, vicino alla prima crisi materna. Nanna guardò la donna con curiosità. Ella non aveva punto amato quell'uomo. Aveva sperato di sposarlo, lui come un altro, nel proprio interesse: ma non ci aveva posta nessuna passione.
E tuttavia provò un senso di soddisfazione al vedere che la sposa non era bella né florida. Fu una specie di gratitudine verso quella rivale, che non la offendeva col confronto d'una superiorità umiliante per lei.
- Oh, buongiorno giovanotta - disse il nuovo venuto salutando Nanna. - Non credevo di trovarvi qui.
- Avete la memoria corta - rispose Nanna con un po' d'acrimonia
- No; mi ricordavo quello che mi avete detto. Ma supponevo che sloggiaste. E che fosse la casa vostra quella che s'era presa per noi.
Intanto la sposa s'era mossa per scendere dal carro, e Nanna era accorsa col marito per aiutarla. La povera giovinetta, sorridendole del melanconico sorriso degli ammalati, prese parte per la prima volta al discorso con una parola di conciliazione e di bontà - È meglio che siate rimasta - disse - giacché con Pacifico vi conoscete già, ci faremo buona compagnia.
Tutto novembre Nanna passò le lunghe serate a filare sola in cucina al freddo, per non farsi vedere nella stalla. Ma col dicembre cominciò a nevicare, e venne un gelo terribile, e le sere erano tanto lunghe, che a Maddalena non resse piú il cuore di lasciar la figliola ad intirizzirsi a quel modo.
- È meglio che tu venga nella stalla - le disse - cosa vuoi fare? Una volta o l'altra bisognerà pure che ti faccia vedere.
E a dir vero Nanna non spingeva la suscettività fin a non volersi mostrare. A messa ci andava; ed anche nei campi la potevano veder tutti. Ma nella stalla c'era il caso che capitasse Gaudenzio, e l'idea di comparire cosí maltrattata davanti a lui, non la sapeva proprio mandar giú.
- A voi cosa importa ch'io vada nella stalla? - rispose. - Preferisco star qui.
- Ma qui si gela - disse Maddalena, - e noi non siamo in caso di accendere il fuoco.
- Ed ho forse domandato d'accendere il fuoco io? - ribatté Nanna con mala grazia.
- No, ma perché vuoi intirizzirti qui sola, mentre là si sta in compagnia ed al caldo?
E vedendo che l'altra teneva il broncio e non si moveva, la povera donna, nell'interesse della figliuola, cercò altri argomenti per indurla a seguirla, senza badare se quegli argomenti non erano tali da irritare maggiormente quel cuore esacerbato.
- Qui ti si irrigidiscono le dita, non puoi filare: e poi ci vuole una lucerna tutta sera per te.
Nanna saltò in piedi come una molla che scatta; buttò indietro la sedia con dispetto, ed avviandosi all'uscio gridò:
- Via non abbiate paura che il vostro lino ve lo filerò, e del vostro olio non ne brucerò piú. E se mi burleranno nella stalla, non importa, non avrete speso nulla per mantenermi il lume. La massaia alzò gli occhi sospirando, e la seguí nella stalla senza rispondere. Ma la sera in camera narrò quella scena al marito e disse:
- Le disgrazie o che fanno santi, o che rendono cattivi.
- Nanna non l'hanno fatta santa - disse Martino il cui animo giusto era offeso da quell'ingiustizia della figliola verso la sua donna.
Del resto i timori della fanciulla erano esagerati. Quella stalla dove si radunavano parecchie coppie di gente matura, ed una fanciulla brutta, non aveva attrattive per Gaudenzio, che quell'anno ci andò appena una volta. Ma in quella sola volta Nanna trovò tanta amarezza, da avvelenare tutte le centoventi sere dei quattro mesi d'inverno ... "

Pietro* = Fratello di Nanna

In risaia
1890
Maria Antonietta Torriani in arte Marchesa Colombi

Bruciatore con spirali di scorze d'arancio per San Martino

Bruciatore con spirali di scorze d'arancio per San Martino

Continua il 1° dicembre con la Prima Domenica d'Avvento, con la prima finestra del calendario e con il co-autore di questo cammino natalizio ...

Lieta Festa di San Martino!



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